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Urso-Breton, entro l’anno proposta per la politica industriale Ue

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato a Palazzo Piacentini il commissario europeo al Mercato interno e i servizi, Thierry Breton.
Urso e Breton hanno concordato sull’esigenza che l’Unione europea si doti di una forte politica industriale che sappia rispondere alla sfida sistemica della Cina e a quella degli Stati Uniti.
Più in particolare Urso e Breton hanno convenuto sulla necessità che “il Consiglio europeo di giovedì prossimo dia pieno mandato alla Commissione Ue di preparare una proposta sulla futura politica industriale entro la fine dell’anno”.
Il commissario europeo ha proposto la concessione di aiuti come fatto per l’emergenza sanitaria e sulla scorta di quanto fatto dalla Germania per il caro energia e materie prime, un allentamento dei criteri per gli aiuti di Stato e una velocizzazione delle procedure autorizzative per le imprese che vogliono investire in Europa.
Il ministro italiano ha concordato, ricordando però che “non basta la riforma degli aiuti di Stato”, ma che “occorre anche riformare il patto di stabilità e mettere in campo risorse europee come fatto con il PNRR”.
Urso ha posto anche l’attenzione sul dossier automotive ricordando come “i parametri dell’accordo FIT55 siano stati pensati in situazione diversa e che ora serva una revisione con una visione più neutrale della tecnologia per garantire la sostenibilità del nostro sistema produttivo”. Breton ha anche sottolineato che il dossier Euro 7 sia al momento in fase di definizione, aggiungendo che ci sarà una task force della Commissione per valutare lo stato di applicazione del regolamento suggerendo periodicamente le eventuali modifiche in corsa.
Il commissario europeo, infine, ha riconosciuto “il ruolo strategico dell’Italia nel settore dello spazio” soprattutto nel campo dei servizi di lancio e a terra, valutando positivamente l’idea di un rafforzamento della presenza della filiera industriale italiana nell’attuazione dei programmi europei.
Il ministro Urso ha ringraziato la Commissione per l’ultima commessa che ha previsto l’assegnazione al vettore Vega C, costruito da aziende italiane, di 5 satelliti del programma europeo Copernico.

– foto ufficio stampa Mimit –

(ITALPRESS).

Pandemia ha compromesso accesso alle cure, associazioni lanciano allarme

ROMA (ITALPRESS) – L’assistenza alle cronicità ha bisogno di multifattorialità, aderenza alle cure, ma secondo il tipo di terapia prescritta che deve essere sempre appropriata e basata su linee guida aggiornate perchè altrimenti si disincentiva il paziente dal seguirla. E questo si raggiunge con l’implementazione dei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) che vanno personalizzati e che siano attenti alle fragilità sociali e familiari, con monitoraggi reali e continui della loro effettiva implementazione e degli esiti di salute prodotti, avvalendosi anche degli strumenti di telemedicina e teleassistenza: i pazienti cronici hanno assoluto bisogno di essere seguiti a domicilio.
Non hanno dubbi sui percorsi e sulle necessità di cura e assistenza delle cronicità, Valeria Corazza, presidente APIAFCO, l’associazione delle persone con psoriasi e Alessia Amore, vice direttore di AMICI Italia, l’Associazione Nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino, che all’incontro promosso da Salutequità sul PNRR e il Piano nazionale Cronicità, hanno messo sul tavolo del dibattito con istituzioni e ordini professionali le istanze reali dei cittadini pazienti chiedendo l’aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicità e registri di patologia per la stratificazione.
“Le condizioni di assistenza che la pandemia ha creato – ha sottolineato in premessa Tonino Aceti, presidente di Salutequità – sono allarmanti: l’11% delle persone che avevano bisogno di visite specialistiche o esami diagnostici nel 2021 ha dichiarato di aver rinunciato per problemi economici o legati alle difficoltà di accesso al servizio. La rinuncia alle cure colpisce di più chi vive in un comune centro di area metropolitana: si è passati dal 7,3% del 2019 al 12,8% nel 2021. I problemi di accesso si acuiscono con l’età e colpiscono più massicciamente le persone anziane: si passa dal 14,6% dei 55-59enni che hanno dichiarato di aver dovuto rinunciare a visite o esami necessari al 17,8% nella fascia di età delle persone con più di 74 anni”.
“Anche l’OCSE nel suo rapporto annuale 2022 appena presentato – ha aggiunto Aceti – nella panoramica sugli effetti della pandemia ha denunciato l’abbandono delle cure. Ad esempio, quasi un giovane su due non ha avuto accesso all’assistenza per la salute mentale e sono rimasti in stand by l’11,5% in media OCSE degli interventi per cancro. A peggiorare anche la perdita di aspettativa di vita: l’OCSE afferma che la pandemia ha provocato in molti paesi una riduzione senza precedenti dell’aspettativa di vita nel 2020 e nel 2021, cancellando i guadagni rispetto addirittura al decennio precedente”.
Dagli Ordini professionali risposte e bisogni parlano una lingua pressochè comune.
Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale degli Assistenti sociali, ha sottolineato la necessità di un “nuovo linguaggio” che non parli più solo di bisogni sanitari, ma li affianchi sempre a quelli sociali, per i quali vanno formati operatori in numero e in grado dal punto di vista qualitativo di sostenerli, ma soprattutto vanno riconosciuti per rendere attrattiva una professione che altrimenti si confonde, senza alcun effetto positivo sugli assistiti, in mille rivoli e mille definizioni, quando deve essere chiaro che chi ha una necessità a livello sanitario, soprattutto nelle cronicità, ne ha altrettanto a livello sociale. E non solo il paziente, ma anche la famiglia caregiver e per questo tutti devono essere assistiti anche da questo punto di vista da professionisti formati e di qualità.
Basta con le semplificazioni, ha detto Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli infermieri: l’assistenza non può essere un momento di “passaggio” per il paziente, ma è fondamentale e per questo devono essere previsti precisi esiti territoriali così come oggi sono analizzati quelli delle cure ospedaliere e devono esserci specialisti ad hoc sul territorio. In questo senso Mangiacavalli, ha sottolineato che negli ultimi anni si è investito molto poco sul personale sanitario e soprattutto sugli infermieri, in termini di sviluppo e valorizzazione di competenze specialistiche. Ora, ha detto, dopo 20 anni di cura dimagrante e spending review, occorre cambiare passo per rispondere ai bisogni di salute complessi. La presidente FNOPI ha denunciato un “appiattimento organizzativo, formativo e contrattuale” della professione infermieristica per la quale è indispensabile un cambio di rotta con un’evoluzione che consenta di formare infermieri specialisti, riconoscerne il ruolo giuridico ed economico. Senza questi presupposti, ha concluso, non può esserci una risposta appropriata ai bisogni di salute complessi e non ci può essere realmente un sistema salute degno di questo nome.
La pandemia avrebbe dovuto insegnare molte cose secondo Alessandro Beux e Francesco Della Gatta, consiglieri nazionali della Federazione nazionale dei tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Alcune importanti. Tra queste, la prima è la valorizzazione, non solo economica, delle professioni sanitarie. Ma finora le professioni sanitarie, non solo non sono state adeguatamente valorizzate economicamente, aggiungono i consiglieri della Federazione delle 19 professioni sanitarie, ma non lo sono state nemmeno per quanto riguarda l’adozione di modalità organizzative del lavoro moderne, in grado di massimizzare l’efficacia delle loro competenze, con maggiore responsabilità per farsi carico direttamente e in modo completo di funzioni e attività, ovviamente all’interno della imprescindibile interprofessionalità.
“Il recupero delle cure mancate, l’abbattimento delle liste di attesta, il rilancio del Piano nazionale della cronicità – ha detto Aceti – sono imprescindibili e in questo senso non solo abbiamo fornito tutti i dati per dimostrarlo, ma abbiamo anche consegnato al Parlamento diverse proposte di emendamenti alla Legge di Bilancio volte a garantire finanziamenti specifici per l’abbattimento delle liste di attesa, con la specificazione degli obiettivi da raggiungere, dei modelli organizzativi prescelti, dei tempi di realizzazione, di un dettagliato cronoprogramma e della destinazione delle risorse e il monitoraggio dell’attuazione come condizione per l’assegnazione delle risorse e anche un finanziamento ad hoc per l’aggiornamento, l’attuazione e il monitoraggio del Piano Nazionale della Cronicità nelle Regioni. I cittadini e gli oltre 24 milioni di cronici non possono più essere lasciati indietro e la politica e le sue esigenze deve lasciare il passo alla qualità dei servizi, alla misurazione degli esiti di salute prodotti dal territorio e al buon senso. Consideriamo inoltre ineludibile lavorare ad un Piano straordinario per il capitale umano del SSN, in grado di definire strategie e investimenti di breve, medio e lungo periodo volti ad affrontare in modo strutturale il problema delle carenze di organico, della mancata valorizzazione economica e professionale, della sicurezza, del benessere organizzativo e della scarsa attrattività delle professioni sanitarie e sociali e del loro esercizio all’interno del Servizio Sanitario”.
L’incontro promosso da Salutequità sul PNRR e il Piano nazionale Cronicità è stato realizzato grazie al contributo non condizionato di UCB, Bristol Myers Squibb, Gruppo Menarini, Sanofi e Beigene.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Qatargate, Metsola “Non ci sarà nessuna impunità”

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Credo non sia esagerato affermare che questi sono stati tra i giorni più lunghi della mia carriera. Devo scegliere con cura le mie parole, in modo da non compromettere le indagini in corso o minare in qualche modo la presunzione di innocenza. E lo farò. Quindi, se la mia collera, la mia rabbia, il mio dolore non dovessero trasparire, vi assicuro che sono ben presenti, insieme alla mia determinazione a far sì che quest’Assemblea si rafforzi”. Lo ha detto la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, nella plenaria di Strasburgo, in merito all’inchiesta su un presunto giro di tangenti dal Qatar ad attuali ed ex eurodeputati.
“Non fraintendetemi. Il Parlamento europeo, cari colleghi, è sotto attacco. La democrazia europea è sotto attacco. E il nostro modo di essere società aperte, libere e democratiche è sotto attacco. I nemici della democrazia, per i quali l’esistenza stessa di questo Parlamento è una minaccia, non si fermeranno davanti a nulla. Questi attori maligni, legati a Paesi terzi autocratici, hanno presumibilmente armato ONG, sindacati, individui, assistenti e deputati del Parlamento europeo nel tentativo di soffocare i nostri processi”, ha aggiunto.
“I loro piani maligni sono falliti. I nostri servizi, di cui sono incredibilmente fiera, collaborano da tempo con le autorità competenti nazionali, giudiziarie e di polizia, per smantellare questa presunta rete criminale. Abbiamo agito in sintonia con le autorità per garantire il rispetto di tutti i passaggi legali, la preservazione di tutte le informazioni e, laddove necessario, la messa in sicurezza delle apparecchiature informatiche, la sigillatura degli uffici e la possibilità di effettuare perquisizioni domiciliari. Lo scorso fine settimana ho accompagnato un giudice e la polizia belga, come previsto dalla Costituzione belga, a una perquisizione domiciliare – ha sottolineato Metsola -. Come misura precauzionale, e sempre nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, ho sollevato la vicepresidente in questione di ogni compito e responsabilità legati al suo ruolo di vicepresidente e ho convocato una riunione straordinaria della Conferenza dei Presidenti, al fine di avviare una procedura ai sensi dell’articolo 21 per porre fine al suo mandato di vicepresidente, nel tentativo di proteggere l’integrità di quest’Assemblea. Oggi, avevo anche in programma di annunciare l’apertura del mandato negoziale per la relazione sull’esenzione del visto con il Qatar e il Kuwait. Alla luce delle indagini, questa relazione deve essere rinviata in commissione parlamentare”.
“So anche che non siamo alla fine del percorso e che continueremo a collaborare alle indagini, insieme ad altre istituzioni europee e per tutto il tempo necessario. La corruzione non può pagare e noi abbiamo fatto la nostra parte per garantire che questi piani non si concretizzassero – ha proseguito la presidente -. E devo essere chiara: le accuse non riguardano la sinistra o la destra, il nord o il sud. Si tratta di cose giuste e sbagliate e vi invito a resistere alla tentazione di sfruttare questo momento per un tornaconto politico. Non sminuite la minaccia che stiamo affrontando. Come molti di voi, in questo momento sono in politica per combattere la corruzione. Per difendere i principi dell’Europa. Questa è una prova dei nostri valori e dei nostri sistemi e, colleghi, vi assicuro che la affronteremo a testa alta. Non ci sarà impunità. Nessuna. I responsabili troveranno questo Parlamento dalla parte della legge. Sono orgogliosa del nostro ruolo e della nostra assistenza in questa indagine. Non nasconderemo la polvere sotto il tappeto. Avvieremo un’indagine interna per esaminare tutti i fatti relativi al Parlamento e per valutare come i nostri sistemi possano diventare ancora più impermeabili. Non continueremo come se fosse “business as usual”. Avvieremo un processo di riforma per verificare chi ha accesso ai nostri locali, come vengono finanziate queste organizzazioni, le ONG e le persone, quali legami hanno con i Paesi terzi, chiederemo maggiore trasparenza sugli incontri con gli attori stranieri e con chi è legato a loro. Daremo una scossa a questo Parlamento e a questa città e per farlo ho bisogno del vostro aiuto”.
“Proteggeremo coloro che ci aiutano a smascherare la criminalità e mi impegnerò a esaminare i nostri sistemi per gli informatori per vedere come possano essere rafforzati. Ma devo anche dire che, se da un lato possiamo sempre cercare di aumentare i deterrenti e la trasparenza, dall’altro ci saranno sempre persone per le quali vale la pena rischiare per un sacchetto di denaro. E’ essenziale che queste persone capiscano che verranno scoperte. Che i nostri servizi funzionano e che affronteranno la legge nella sua interezza. Come è successo in questo caso. Sono tempi difficili per tutti noi, ma sono convinta che se lavoriamo insieme possiamo uscirne rafforzati – ha detto ancora la presidente dell’Europarlamento -. A voi, colleghi, che avete vissuto insieme a me queste giornate, permettetemi di ribadire la mia profonda delusione – so che tutti voi condividete lo stesso sentimento. A quegli attori maligni, nei Paesi terzi, che pensano di potersi comprare il futuro. Che pensano che l’Europa sia in vendita. Che pensano di potersi impadronire delle nostre ONG. Permettetemi di dire che troverete saldamente questo Parlamento sulla vostra strada. Noi siamo europei. Preferiamo patire il freddo piuttosto che essere comprati”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Migranti, ingressi irregolari nell’Unione Europea +68% in un anno

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Nei primi undici mesi di quest’anno, secondo i calcoli preliminari di Frontex, sono stati rilevati più di 308.000 ingressi irregolari alle frontiere esterne dell’Unione europea. Dati che segnano un aumento del 68% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso ed è il più alto dal 2016. Secondo l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera la rotta dei Balcani occidentali rimane la più attiva, con il 45% di tutti gli ingressi irregolari nell’Unione europea registrati dall’inizio dell’anno.
A novembre, gli Stati membri dell’UE hanno registrato circa 27.000 attraversamenti irregolari delle frontiere, il 15% in più rispetto allo stesso mese del 2021. Per sostenere i paesi che affrontano forti pressioni migratorie e altre sfide alle loro frontiere, Frontex sta attualmente fornendo più di 2.100 ufficiali del corpo permanente e varie attrezzature in operazioni congiunte.
Entrando nel dettaglio dei numeri, si legge che sono 308.000 gli ingressi irregolari registrati nei primi 11 mesi del 2022, 27.000 gli ingressi irregolari registrati a novembre.
Le rotte del Mediterraneo occidentale, dell’Africa occidentale e del confine orientale registrano un calo dei rilevamenti. I Balcani occidentali continuano a essere la rotta migratoria più attiva verso l’UE con 14.105 rilevamenti a novembre, il doppio rispetto a un anno fa.
La regione dei Balcani occidentali ha registrato il maggior numero di rilevamenti dal picco della crisi migratoria nel 2015.
La pressione migratoria, sostenuta sulla rotta dei Balcani occidentali, può essere attribuita ai ripetuti tentativi di attraversare il confine da parte di migranti già presenti nella regione e al fatto che alcuni migranti abusano dell’accesso senza visto alla regione per avvicinarsi alle frontiere esterne dell’UE. Alla fine di novembre, la Serbia ha limitato il suo regime di visti che dovrebbe ridurre il numero di attraversamenti illegali.
Frontex sostiene i paesi dei Balcani occidentali dispiegando quasi 500 ufficiali e personale del corpo permanente.
La seconda rotta migratoria più attiva verso l’UE è il Mediterraneo centrale. Qui, dall’inizio dell’anno il numero di attraversamenti irregolari delle frontiere rilevati è aumentato del 49% rispetto al 2021, superando quota 94.000. Nel frattempo, entro la fine di novembre la rotta del Mediterraneo orientale ha registrato un aumento del 116% con quasi 40.000 rilevamenti.
Nel gennaio-novembre 2022, il numero di migranti irregolari individuati nella Manica è stato di 68.000, con un aumento del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Autonomia, Berlusconi “Sì a riforma, ma serve equilibrio”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho avuto una cordiale telefonata con il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli. E’ stata l’occasione per ribadire la comune determinazione a realizzare le riforme come l’autonomia e il presidenzialismo”. Così su Instagram il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.
“Forza Italia è sempre stata e continuerà ad essere a favore dell’autonomia differenziata. Al tempo stesso, dobbiamo mantenere un equilibrio tra le legittime ambizioni delle Regioni più ricche d’Italia e le esigenze delle altre di mantenere livelli di servizi adeguati – aggiunge -. Pertanto, è necessario stabilire i livelli essenziali delle prestazioni”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Sclerosi multipla, al via MS Kare per supportare le cure domiciliari

ROMA (ITALPRESS) – La cronicità della sclerosi multipla oggi richiede sempre di più una corretta interazione tra ospedale e territorio, attraverso un supporto domiciliare delle cure per ottimizzare la gestione del percorso dei pazienti a beneficio della loro qualità di vita e a favore della sostenibilità del SSN.
Con questo obiettivo, Novartis lancia MS Kare, un nuovo programma di supporto per le persone con diagnosi di sclerosi multipla, “che consente di convivere con maggiore sicurezza e serenità il proprio percorso terapeutico, alleggerendo il burden complessivo della malattia da un duplice punto di vista, sia del centro che del paziente stesso”, si legge in una nota.
Il progetto nasce con l’obiettivo di migliorare la presa in carico complessiva del paziente in tutte le fasi del suo percorso di cura, dall’effettuazione a domicilio degli esami ematochimici di screening, con refertazione on line a disposizione di medico e paziente, al percorso di coaching con infermiere dedicato a supporto del paziente, nonchè durante tutto il percorso terapeutico, attraverso servizi che accompagnano il paziente e gli forniscono soluzioni volte ad agevolarlo come la consegna domiciliare del farmaco e un call center dedicato per rispondere ad eventuali domande.
“La sclerosi multipla cambia radicalmente la vita delle persone costrette a conviverci: alla diagnosi e all’inevitabile percorso di malattia cronica e degenerativa si aggiungono ulteriori difficoltà di natura psicologica, relazionale e lavorativa, ogni contesto di vita e progetto deve fare i conti con la presenza della malattia e della sua gestione, impattando sulla qualità di vita della persona ma anche su quella di famigliari e caregiver – commenta Mario Alberto Battaglia, Presidente Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e Direttore Generale Associazione Italiana Sclerosi Multipla -. Ecco perchè è fondamentale che la presa in carico della persona con SM sia omnicomprensiva e personalizzata, ma soprattutto centrata sulla persona e i suoi bisogni. In questo auspicabile cambio di paradigma la domiciliazione della cura, dell’assistenza, della formazione e del consulto, riveste pertanto un ruolo cruciale”.
Il programma si inserisce nel percorso di cure stabilito dal clinico sulla base delle caratteristiche del singolo paziente e offre una serie di servizi in grado di migliorare la gestione domiciliare della terapia in ogni sua fase, così da assicurare l’aderenza e migliorare la qualità di vita per il paziente in terapia.
“Nella domiciliazione della gestione di patologie croniche e complesse come la sclerosi multipla, la telemedicina e l’e-health sono ormai realtà imprescindibili. L’introduzione di strumenti digitali ci richiede di ripensare il nostro modello tradizionale di presa in carico e di relazione con il paziente cronico offrendo innumerevoli vantaggi primo fra tutti il monitoraggio costante per assicurare la gestione in sicurezza della terapia più idonea per lui”, dichiara Damiano Paolicelli, Professore di Neurologia dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari e Responsabile del Centro SM, Policlinico di Bari.
La Sclerosi Multipla, con la sua natura cronica e progressiva e l’elevata incidenza nella fascia più giovane e produttiva della società (20-40 anni), ha un peso notevole sulla formazione scolastica, sulla vita professionale, su quella di relazione ed in generale sull’autonomia dell’individuo; caratteristiche che la rendono una delle malattie neurologiche a più alto impatto sulla popolazione italiana.
“Per Novartis reimmaginare la medicina significa non solo rendere disponibili opzioni terapeutiche innovative ed efficaci in grado di cambiare la storia della malattia, ma anche offrire soluzioni che possano rispondere in modo concreto ai bisogni insoddisfatti di pazienti e operatori sanitari, contribuendo ad una sanità sempre più efficiente e sostenibile – ha dichiarato Paola Coco – Chief Scientific Officer and Medical Affairs Head di Novartis Italia – Questo progetto di supporto al paziente si inserisce in un percorso più ampio che, come Azienda, abbiamo già avviato in linea con l’indirizzo del PNRR che stimola la territorialità delle cure”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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La moda su misura protagonista a Siracusa con “I Panni di Venere”

SIRACUSA (ITALPRESS) – Si è tenuta a Siracusa la manifestazione dedicata alla moda e agli stilisti siciliani dal titolo “I Panni di Venere”. Si tratta di un evento promosso dall’associazione regionale ASA (Associazione Siciliana Artigiani), da CNA Federmoda Sicilia e in collaborazione con l’Accademia Nazionale dei Sartori, che ha mosso i suoi primi passi il 9 e 10 dicembre 2022.
Obiettivo della manifestazione è stata la creazione di un network stabile di operatori della moda, con particolare riferimento al “su misura” uomo/donna frutto della espressione di stilisti siciliani. Si è trattato di un’edizione “zero” che verrà resa stabile dagli organizzatori secondo un principio itinerante e su base annuale, in modo da toccare i territori siciliani sempre più attraenti anche in chiave turistica ed esperienziale.
La due giorni è stata caratterizzata da un primo momento collettivo di analisi e pianificazione strategica che ha coinvolto 12 operatori, provenienti da diverse parti della Sicilia, che hanno condiviso criticità ed opportunità di un comparto identitario dell’artigianato siciliano, portatore di competenze altamente professionali e riconosciute in tutto il mondo. E’ stata l’occasione per definire le azioni più importanti da porre in essere già dal 2023, secondo un percorso di interventi di breve, medio e lungo periodo e con l’impegno chiaro di ridare voce e valore al pregio della manualità e del bello “cucito” addosso.
La giornata conclusiva della manifestazione è stata il 10 dicembre, con un percorso giornaliero che ha impegnato stiliste e stilisti nella “mise en place” delle proprie creazioni, presentate poi nel momento pubblico della sera. Come anticipato hanno partecipato 12 professionisti della moda di ambito regionale, nel dettaglio: Claudia Schembari di Syrtaria l’Arte del Cucito di Siracusa, Rita Guarino dell’omonimo atelier di Sortino (SR), Eugenio Vazzano di Factory a Melilli (SR), Samuele Gallo della sartoria SG Samuele Gallo di Palazzolo Acreide (SR) e Catania, Mauro Crimi della Sartoria Crimi di Palermo, Calogero Scarantino della camiceria Medea Lillo Scarantino di Caltanissetta, Lorenzo Sparatore dell’omonima sartoria di Ragusa, Leonardo Maltese della Sartoria Maltese di Vittoria (RG), Loredana Lombardo dell’Atelier Lombardo di Palermo, Claudio Italiano della Sartoria Italiano di Palermo, Lucia Lacognata dell’omonima sartoria di Ragusa e Lucia Caccamo dello Studio Stilistico Lucia Caccamo di Floridia (SR). A far parte di questo gruppo anche la francofontese Lidia Mallia.
La serata ha visto una rappresentazione “statica” delle principali realizzazioni all’interno di autentiche cornici, così da valorizzare l’identità delle singole sartorie, per poi passare ad una autentica sfilata con i capi di punta mostrati a beneficio di operatori del settore, giornalisti e addetti ai lavori. All’evento hanno preso parte anche il presidente nazionale di CNA Dario Costantini e il direttore generale del dipartimento attività produttive Carmelo Frittitta.
“Si tratta di una chiara occasione di valorizzazione dei prodotti sartoriali su misura realizzati da artigiane e artigiani siciliani – afferma Vincenzo Geloso presidente di ASA – un momento di sublimazione del bello che mostra il saper fare dell’artigianato siciliano”.
“Lavoriamo affinchè questo sia un primo evento costitutivo di un gruppo della moda su misura – affermano Claudia Schembari e Rosetta Tuttolomondo rispettivamente presidenti di CNA Federmoda Siracusa e Sicilia – con la prerogativa di valorizzare le produzioni all’interno delle maggiori manifestazioni espositive nazionali ed internazionali favorendo, tra le altre cose, il fondamentale processo di trasferimento delle competenze tra operatori professionisti e giovani aspiranti stiliste/i. Un processo che mira a sostenere uno dei comparti più apprezzati della Sicilia”.
“Lavorare per affermare il valore autentico e indiscusso delle realizzazioni sartoriali su misura – ha chiosato il delegato per l’Accademia Nazionale dei Sartori Mauro Crimi – ribaltando il paradigma odierno che vive di uno sfrenato consumismo e di una cultura dell’usa e getta. La sartoria è qualità e sostenibilità, è gusto di un fare antico che si è reinventato innovando e creando. Dalla sartoria su misura parte un segnale forte anche verso i giovani, perchè dalla cultura artigiana può ripartire il Mezzogiorno e l’intero sistema Paese”.
-foto ufficio stampa CNA-
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Intesa Sanpaolo e Gruppo Unoenergy siglano il primo accordo in Liguria

IMPERIA (ITALPRESS) – Riavviare progressivamente il mercato della cessione dei crediti. E’ l’obiettivo del primo accordo in Liguria, per la ricessione dei crediti fiscali legati al Superbonus per un valore fiscale pari a 500 milioni di euro per 4 anni, siglato da Intesa Sanpaolo e Gruppo Unoenergy, da 20 anni uno dei principali operatori privati sul territorio nazionale per la fornitura di gas naturale, energia elettrica e servizi di efficientamento energetico.
Il Gruppo guidato da Carlo Messina è stata la prima banca italiana a dare piena attuazione al Decreto Aiuti, che ha previsto la ricessione al mondo delle imprese.
L’obiettivo del Gruppo Intesa Sanpaolo è coinvolgere un cospicuo numero di imprese per ampliare la propria capacità fiscale, oggi satura. Esse, infatti, sono la controparte essenziale e decisiva per dare impulso al mercato delle ricessioni in una prospettiva di rilancio e ampliamento dell’attività, oltre che per fornire supporto a numerose imprese liguri e nazionali del settore delle costruzioni e alle famiglie in difficoltà a causa del blocco delle cessioni.
Grazie all’accordo con Unoenergy, la Banca continuerà a dare un riscontro ai clienti in attesa di poter cedere i propri crediti, assicurando loro gli adempimenti normativi e mantenendo la rigorosa attenzione condotta finora nella verifica documentale. Un metodo che ha consentito a Intesa Sanpaolo di costruire un portafoglio di crediti di qualità e che oggi ne agevola la ricessione senza rischi per i clienti, con un modello di offerta distintivo sul mercato.
Intesa Sanpaolo è stata la prima banca ad annunciare l’operatività in ambito Superbonus, Ecobonus e Sismabonus ad agosto 2020, in ottemperanza ai regolamenti attuativi del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Agenzia delle Entrate nell’ambito del Decreto Rilancio. Da allora, attraverso un efficace sistema di controlli monitorato dal partner Deloitte su una piattaforma online dedicata ai clienti Intesa Sanpaolo, il Gruppo ha acquisito 12 miliardi di crediti fiscali, a fronte di richieste per oltre 30 miliardi.
Unoenergy, nata nel 2003, vanta circa 400 mila clienti, e più di 800 tra dipendenti e collaboratori, con un fatturato nel 2021-2022 di 1,7 miliardi di euro. Offre supporto ai clienti attraverso 110 sedi commerciali distribuite sul territorio nazionale. L’energia resta il core business, ma lo sguardo è rivolto a un futuro più green e sostenibile: dalle energie rinnovabili alle comunità energetiche, dalla mobilità elettrica all’efficientamento degli impianti, senza dimenticare la costante e continua ricerca delle migliori offerte gas e luce per casa, condominio e business.
Andrea Perusin, Direttore Regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo, commenta: «L’accordo con Unoenergy, il primo siglato in Liguria, rappresenta un proficuo esempio di collaborazione tra impresa e banca a favore del territorio ed è un ulteriore segnale di attenzione del nostro Gruppo alle tematiche ESG. Ci auguriamo che questo esempio di fiducia da parte di un’azienda importante come Unoenergy possa essere di stimolo per promuovere altre iniziative con le imprese locali, nell’ottica di cogliere 2 un vantaggio fiscale significativo e al tempo stesso contribuire a riattivare il settore delle costruzioni, fondamentale per l’efficientamento energetico del Paese, con potenziali benefici per diversi ambiti economici nazionali. Sul tema del Superbonus e delle cessioni dei crediti ci siamo sempre proposti con un approccio caratterizzato dal massimo rigore e, grazie alla collaborazione con Deloitte, garantiamo ai clienti e alla banca un elevato grado di controllo e un portafoglio crediti di qualità. Questo rappresenta un valore sia per le imprese edili che si rivolgono al nostro Gruppo per la cessione del credito, sia per quelle che acquistano i crediti fiscali maturati”. Fabio De Martini, Amministratore Delegato Unoenergy, commenta: “L’accordo con Intesa Sanpaolo è una nuova occasione per sottolineare l’affidabilità del nostro Gruppo e il percorso intrapreso, che vede Unoenergy passare da operatore leader nazionale nella fornitura di gas naturale ed energia elettrica a partner attivo nella transizione energetica. Negli ultimi anni il nostro piano di crescita è stato caratterizzato da importanti e continui investimenti nei settori dell’efficientamento energetico e delle energie rinnovabili, generando nuove opportunità per i clienti e supportando i territori in cui operiamo”.
-foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo (Andrea Perusin) –
(ITALPRESS).

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