ROMA (ITALPRESS) – “La rigenerazione urbana delle periferie ha un ruolo di importanza cruciale per migliorare la qualità della vita dei cittadini e per accrescere la capacità di attrazione delle attività sociali ed economiche delle aree periferiche delle nostre città. Purtroppo, in passato le periferie sono state spesso oggetto di scelte urbanistiche sbagliate, dettate più dalla speculazione che dalla volontà di costruire spazi a misura d’uomo capaci di mettere al centro la persona e i suoi bisogni.
Gli interventi di riqualificazione delle periferie e le politiche abitative non possono non considerare la dimensione umana”.
Così il premier Giorgia Meloni, in un messaggio inviato in occasione dell’undicesima Convention nazionale di Confabitare.
“La casa rappresenta il bene primario attorno alla quale le persone costruiscono il proprio futuro e il punto di partenza per le relazioni sociali”, aggiunge. “E’ la ragione per la quale questo Governo ha deciso di dare già alcuni segnali in questa manovra, confermando le agevolazioni per gli under 36 nell’acquisto della prima casa e la possibilità di avere la garanzia dello Stato sul mutuo fino all’80%. E’ la stessa ragione che ci ha portato, sempre in questa legge di bilancio, a difendere i diritti dei proprietari e stabilire un principio di civiltà: l’esenzione dal pagamento dell’Imu sugli immobili occupati abusivamente. Misure – spiega – alle quali ne seguiranno altre ma che confermano l’attenzione del Governo. Bisogna cambiare radicalmente paradigma e mettere al centro dei progetti di rigenerazione urbana e delle politiche per la casa le persone, con i loro bisogni e i loro desideri. Trasformare ogni periferia in un centro è il nostro obiettivo e intendiamo raggiungerlo anche insieme a voi, alle vostre proposte e al vostro impegno”, conclude il presidete del Consiglio.
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Meloni “Casa bene primario, rigenerare le periferie”
Comunicazione, Giordani (Spencer&Lewis) “Serve più alfabetizzazione”
ROMA (ITALPRESS) – “Per comprendere un determinato settore bisogna saper informare. Siamo nella fase di alfabetizzazione, che viene ancora prima della fase dell’informazione: servirebbe più questo, perchè manca proprio alfabetizzazione nelle persone”. Lo ha detto il presidente e fondatore di Spencer & Lewis, Giorgio Giordani, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress conomy.
“La grande differenza tra oggi e qualche anno fa è sull’importanza di una notizia, di un’informazione che ti arriva. Non sempre lo spettatore è colui che padroneggia l’importanza della notizia, perchè i media lo fanno prima di tutti”, ha aggiunto Giordani.
Spencer & Lewis lavora su quella parte della comunicazione in cui si governano i contenuti, dall’ufficio stampa alle relazioni con i media, dalla gestione dei social network alla creatività: “Lavoriamo principalmente in Italia, siamo un’azienda di origini italiane, da poco abbiamo aperto una sede a Londra e stiamo portando il made in Italy all’estero, soprattutto il mondo del food – ha ricordato Giordani -. La nostra è comunicazione a tutto tondo, perchè un conto è comunicare e un conto informare”.
Ed è sempre più difficile farlo in una società che si affaccia su frontiere ancora inesplorate come il metaverso: “Dieci-quindici anni fa c’era il flash mob come termine in voga, c’era hype su quella parola. Ora il tema è il metaverso. E’ di fatto uno spazio senza poter essere uno spazio, in cui poter costruire contenuti ed elementi di intrattenimento in cui far spendere del tempo di qualità ai fruitori – ha ricordato Giordani nel definire il metaverso -. Ma quello che oggi vediamo non è probabilmente quello che sarà realmente. Oggi si sta testando il mercato da ogni punto di vista, ma manca sempre l’attore principale che sono le aziende. Abbiamo partecipato al festival del metaverso qualche mese fa, c’erano tutti gli attori coinvolti ma mancavano proprio le aziende”.
Il digitale trasforma i mezzi di comunicazione ed emerge come i contenuti si rivolgono sempre di più a dei fruitori con poco tempo da investire: “Le persone hanno sempre meno tempo, leggono il titolo e non vanno oltre. E’ anche su questo che si costruisce la fake news, che c’è sempre stata. Nelle campagne elettorali viene usata per generare consenso in modo volontario”, ha spiegato il presidente di Spencer & Lewis, che si è poi soffermato su due temi fondamentali nel mondo della comunicazione del presente e del futuro, la tecnologia e l’innovazione: “Nel 2019 si facevano molti incontri “de visu” e oggi se non hai dotazioni tecnologiche per comunicare con il tuo interlocutore sei fuori, sarebbe successo in dieci anni e invece è successo solo in uno – ha sottolineato -. L’essere umano è la grande leva su cui tutto il mondo della comunicazione si muove, il famoso capitale umano. L’innovazione non avviene perchè i media ti stanno dicendo di innovare, perchè aprire un e-commerce non è innovazione, servono capitali e stanno arrivando tramite il PNRR. Credo che l’Italia si stia muovendo in una direzione non sbagliata in tal senso”.
E sugli aspetti legati alla sostenibilità e all’inclusività ha spiegato: “Il mondo della comunicazione è uno dei più evoluti. A prescindere dalle etichette che ci impone la società, davanti a noi ci sono semplicemente uomini. Le diversità di ciascuno sono un grande valore”.
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Crisci “In Italia le auto più anziane d’Europa, serve un piano”
MILANO (ITALPRESS) – “Il mercato italiano sta soffrendo. Se parliamo solo delle auto, storicamente aveva avuto punte di 2 milioni di auto ed era il terzo o quarto mercato in Europa. Oggi invece ci stiamo attestando su un valore intorno a 1,3 milioni e quest’anno forse difficilmente raggiungeremo 1,4 milioni”. Lo ha detto Michele Crisci, presidente di Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress conomy.
Per Crisci, che è anche presidente e amministratore delegato di Volvo Car Italia, questa situazione “oggi si giustifica per due motivi: il primo è sicuramente la mancanza dei materiali e il secondo è la confusione che regna nel mercato italiano. C’è un pò di tutto e i clienti non capiscono bene quale direzione debbano prendere”, ha affermato.
“Il parco circolante italiano di auto – ha spiegato – è il più numeroso e anziano d’Europa. Parliamo di quasi 40 milioni di auto di cui una stragrande maggioranza è addirittura ante-Euro 4. Questo vuol dire che sono omologate nel 2006. E’ chiaro che chi guida queste auto, che sono sicuramente meno sicure di quelle di oggi e anche inquinanti, non lo fa perchè vuole inquinare o essere un pericolo ma perchè non ha la disponibilità di comprare auto. Su questi cittadini bisogna avere un piano d’emergenza: bisogna portare a rottamare quelle auto e dare agevolazioni chiare per acquistare quelle di ultima generazione”.
“Poi – ha continuato – c’è il problema della transizione verso le nuove tecnologie. In questo caso abbiamo una serie di problemi come il costo, la ricarica, un problema di percorrenza e di mancanza di chiarezza da parte di chi ci governa”.
Dal punto di vista della diffusione dell’elettrico “l’Italia è molto indietro”, ha spiegato Crisci, perchè “i numeri sono ancora molto bassi”: nel Paese “pesa il 3,5% delle vendite mentre in altri paesi, a partire dal Nord Europa, siamo ormai al 90%”. “Il governo Draghi – ha proseguito – ha dato un’indicazione perchè ha approvato un piano pluriennale che prevede anche un triennio di incentivi. Il mercato – ha sottolineato – deve tirare perchè se tira si facilita anche la riconversione industriale”. In Italia, secondo Crisci, il piano di riconversione industriale “è urgente”. “Non possiamo aspettare il 2034 per dire che siamo in ritardo”, ha detto.
C’è anche il tema delle infrastrutture. “In Italia ci sono oltre 30 mila colonnine disponibili. Sembra un numero cospicuo ma nella realtà – ha affermato – va considerata la loro potenza. La stragrande maggioranza è al di sotto dei 22 kilowatt. Non sono sufficienti. Dobbiamo avere l’Italia disseminata di colonnine che vanno oltre 100-150 o 200-250 kilowatt per permettere alle vetture di ricaricarsi in pochi minuti. C’è un piano europeo – ha continuato – che è stato approvato dal Parlamento europeo e che prevede che entro il 2024 il governo italiano debba presentare un piano per l’infrastrutturazione sulle reti viarie di una colonnina ogni 60 chilometri. Deve essere implementato entro il 2026”.
“Un altro elemento che diventa fondamentale – ha aggiunto – è la fiscalità legata a queste tecnologie. In molti paesi europei sono state approvate, per esempio, detrazioni fiscali. Noi chiediamo quella dell’Iva: venga portata al 100% sulle auto aziendali. Questo porterebbe una grandissima accelerazione e darebbe la possibilità alle aziende di rimettere sul mercato auto usate che diventerebbero un facile acquisto per chi ha meno possibilità”.
Per il clima, Volvo ha annunciato la sua adesione alla Accelerating to Zero Coalition. “Vuol dire accelerare verso le zero emissioni di climalteranti. La decisione di Volvo – ha spiegato Crisci – è stata quella di promuovere questo programma perchè nella costruzione di un’auto vogliamo intervenire non solo sulle emissioni zero allo scarico ma anche su quello che c’è prima e su quello che c’è dopo. Un codice, un programma da condividere con i nostri fornitori, nei trasporti a valle e fino a tutti i nostri concessionari. Tutto il percorso deve arrivare a zero – ha aggiunto – e riteniamo che questo sia urgentissimo”.
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Pnrr, Giorgetti “Raggiunti tutti gli obiettivi previsti”
ROMA (ITALPRESS) – “A oggi abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi previsti: 51 del 2021 e 45 relativi al primo semestre del 2022, attraverso l’impegno di tutte le Amministrazioni coinvolte e il sostegno dei servizi della Commissione europea che ci affianca nel processo di attuazione del piano e valuta l’efficace conseguimento degli obiettivi entro le scadenze previste”.
Lo ha detto Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle finanze, nel corso dell’evento annuale sul Pnrr a Roma.
“Grazie a questi risultati, abbiamo presentato la prima e la seconda richiesta di pagamento alla CE nei tempi previsti. Questo ci ha permesso di ricevere un totale di 42 miliardi, a cui vanno aggiunti i 24,9 miliardi ricevuti quale prefinanziamento iniziale”, ha aggiunto. “In questi giorni, stiamo lavorando intensamente per conseguire i 55 obiettivi del secondo semestre 2022, per poter presentare a Bruxelles la terza richiesta di pagamento entro la fine di dicembre prossimo. Siamo già a buon punto e centreremo sicuramente anche questo traguardo”, ha spiegato. Per il ministro “il Piano è, in estrema sintesi, la più grande occasione che abbiamo oggi per riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo e rimuovere gli ostacoli che hanno bloccato lo sviluppo del Paese negli ultimi decenni, criticità che la stessa Commissione europea ha evidenziato più volte nei suoi rapporti annuali”.
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“Io vengo dallo sport”, a Verona e Milano i seminari per gli studenti
MILANO (ITALPRESS) – I seminari “Io vengo dallo sport”, organizzati il 30 novembre e il 1 dicembre in collaborazione rispettivamente con l’Università degli Studi di Verona e con l’Università Statale di Milano, sono stati l’occasione per introdurre e presentare il modulo didattico “Sport e Integrazione”, riservato agli studenti dei Corsi di laurea in Scienze Motorie. Attraverso gli incontri – entrambi moderati dall’ex nuotatrice Cristina Chiuso e svolti alla presenza di rappresentanti delle Università, del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Sport e Salute – gli studenti hanno potuto conoscere i temi che verranno affrontati durante i corsi, iniziando così un percorso di riflessione che riguarderà il ruolo dello sport come veicolo di inclusione e innovazione sociale.
Agli incontri sono intervenuti testimonial appartenenti al mondo dello sport che hanno contribuito a sottolineare l’importanza dell’allenatore come figura cruciale nella gestione dei gruppi multi-culturali e nella valorizzazione dello sport come terreno di incontro, dialogo, confronto e contrasto alle discriminazioni.
A Verona hanno portato la loro testimonianza Josè Reynaldo de Bencosme, velocista delle Fiamme Gialle e Paolo Pensa, Presidente dell’ASD “Le Tre Rose”.
Secondo Josè Reynaldo de Bencosme “lo sport è tra i più potenti strumenti d’integrazione che abbiamo a disposizione poichè riesce a mettere in comunicazione persone di diversa provenienza, lingua ed etnia attraverso una passione comune. Sono particolarmente contento di avere potuto raccontare oggi la mia esperienza a chi domani avrà il privilegio di essere un tecnico. L’allenatore per me è come un genitore, che ti accompagna da quando sei bambino sino all’età adulta”. “L’esperienza di integrazione attraverso il rugby delle Tre Rose Rugby è iniziata quasi per caso quando, nella stagione 2014-2015, la cooperativa Senape di Casale Monferrato mi propose di coinvolgere i primi tre richiedenti asilo nelle nostre attività – ha dichiarato Paolo Pensa – Da lì è nata l’idea di formare una squadra che partecipasse al campionato federale di serie C, composta negli anni fino all’80% da migranti, sempre nel tentativo di dare concretezza a quanto ci ha insegnato Nelson Mandela: lo sport può creare speranza laddove prima c’era solo disperazione”.
A Milano, oltre allo stesso Josè Reynaldo Bencosme de Leon, si sono aggiunti Maurizio Damilano, medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Mosca 1980 nella 20 km di marcia e Legend di Sport e Salute, e Massimo Achini, presidente del Comitato territoriale CSI Milano.
Per Maurizio Damilano “lo sport da sempre è veicolo di inclusione e di convivenza multietnica. Atleti di Paesi e culture diverse si incontrano nello sport parlando la stessa lingua: quella della solidarietà e della condivisione di valori ed obiettivi.I sogni di ogni atleta hanno lo stesso colore e parlano la medesima lingua, e questo crea all’interno del mondo sportivo legami che non si spezzano”.
“Alleno la squadra dell’Istituto Penale per minorenni Beccaria di Milano. Un’esperienza profondamente significativa da cui emerge quanto la nostra attualità stia ponendo i ragazzi di fronte a sfide sempre più complesse e di conseguenza i loro allenatori/educatori – ha dichiarato Massimo Achini -. Queste figure hanno una responsabilità fondamentale nel formare i cittadini del domani, spingendoli a nutrire i propri sogni e offrendo loro esempi di play, inclusività, gioco di squadra, in un’epoca che spesso, purtroppo, tende a metterli da parte”.
Gli incontri appartengono al ciclo di 11 seminari che verranno realizzati in altrettante università italiane come parte del modulo didattico “Sport e Integrazione” – un intervento promosso nell’ambito del progetto “Sport e integrazione” realizzato da Sport e Salute S.p.A. e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
I prossimi incontri in programma: 12 dicembre, Università degli Studi di Firenze; 25 gennaio – Università degli Studi di Roma – Tor Vergata.
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Covid, in Italia 227.440 casi e 635 decessi nell’ultima settimana
ROMA (ITALPRESS) – Secondo i dati del dati del bollettino settimanale del ministero della Salute sull’andamento della situazione epidemiologica da Covid -19, nella settimana 25 novembre – 1° dicembre si registrano 227.440 nuovi casi positivi con una variazione di -0,7% rispetto alla settimana precedente (229.135). I deceduti sono 635 con una variazione di +9,5% rispetto alla settimana precedente (580), mentre sono 1.324.969 i tamponi effettuati, con una variazione di +3,8% rispetto alla settimana precedente (1.276.986). Il rasso di positività si attesta al 17,2% con una variazione di -0,7% rispetto alla settimana precedente (17,9%).
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Pnrr, Gentiloni “Il Governo sta lavorando bene”
ROMA (ITALPRESS) – “La scommessa europea si gioca molto in Italia, credo che il nostro Paese abbia dimostrato grande capacità di mantenere gli impegni. Dobbiamo dare atto al governo precedente di aver lavorato bene, ma sta lavorando bene anche quello attuale. Pur sapendo quanto complicata sia la sfida, dobbiamo essere determinati e decisi sul fatto che non solo è necessario ma anche possibile raggiungere gli obiettivi, pure sapendo che con il progredire del tempo la sfida diventa più difficile”. Così Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia, nel corso dell’evento annuale sul Pnrr in corso a Roma. “Il Pnrr è un pò un tormentone, dobbiamo interpretarlo come una missione nazionale. Il governo è certamente fondamentale e ha un ruolo essenziale, però abbiamo bisogno del protagonismo degli enti locali, del mondo del lavoro e delle imprese. Se ne facciamo una missione nazionale possiamo portarlo a termine e la Commissione europea sarà a disposizione per fare questo lavoro nel miglior mando possibile”, ha aggiunto.
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