LAKE LOUISE (CANADA) (ITALPRESS) – Sofia Goggia ha vinto la prima delle due discese libere di Lake Louise, valida per la Coppa del Mondo di sci alpino femminile. La 30enne fuoriclasse bergamasca delle Fiamme Gialle, oro di specialità a Pyeongchang 2018, vincitrice di tre Coppette e di due medaglie mondiali, ha chiuso la sua prova in 1’47″18, precedendo di 4 centesimi la svizzera e olimpionica in carica Corinne Suter e di 6 l’austriaca Cornelia Huetter. Ottava posizione per Elena Curtoni, distanziata di 1″04 dalla compagna di squadra; 12esima Nicol Delago a 1″43, 21esima Marta Bassino a 2″04, 23esima Laura Pirovano a 2″32, 27esima Nicol Delago a 2″56, 34esima Karoline Pichler a 4″15 e 35esima Roberta Melesi a 4″83.
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Goggia trionfa nella discesa libera di Lake Louise
Svizzera agli ottavi del Mondiale, Serbia ko 3-2
DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Fa festa la Svizzera, che al termine di una partita ricca di emozioni vince per 3-2 contro la Serbia, certificando così il passaggio agli ottavi dei Mondiali come seconda del girone alle spalle del Brasile. Un match nel quale i rossocrociati passano in vantaggio e si fanno rimontare, ma trovano poi la forza per ribaltare nuovamente la contesa grazie al gol decisivo dell’ex atalantino Freuler. Gli elvetici partono alla grande e dopo 30 secondi creano una doppia ghiotta occasione da gol, con Milinkovic-Savic che salva i suoi prima su una conclusione ravvicinata di Embolo e poi su un tiro dal limite di Xhaka. Al 20′ arriva il vantaggio. Sow prende palla in area dopo un rinvio corto e appoggia per Shaqiri, che calcia di prima intenzione trovando la deviazione di Pavlovic che inganna Milinkovic-Savic per l’1-0. Una gioia che dura poco, perchè al 26′ arriva già il pareggio. Freuler perde palla, Tadic avanza e va al cross trovando l’incornata vincente di Mitrovic che infila Kobel sul secondo palo. I ragazzi di Yakin si rivedono alla mezz’ora, quando Rodriguez apre alla grande per Shaqiri che ci prova d’esterno sinistro, con la palla che sfiora il palo. Al 35′ una nuova palla persa costa caro agli svizzeri. Tadic recupera e imbuca per Vlahovic che, dopo un tocco maldestro di Freuler, incrocia con il mancino nell’angolino lontano superando Kobel per il 2-1. Al 44′ è la difesa serba ad addormentarsi e a consentire agli avversari di pareggiare. Sow riceve al limite e allarga per Widmer che serve un rasoterra dentro per Embolo, il quale insacca da due passi dopo essere rimasto colpevolmente libero. Si chiude sul 2-2 un primo tempo ricco di emozioni. Xhaka e compagni completano la rimonta al 3′ della ripresa. Shaqiri mette dentro per Vargas, che appoggia di tacco al volo per Freuler il quale batte con il mancino Milinkovic-Savic per il 3-2. Al 12′ Embolo si divora il 4-2 calciando alto a pochi passi dalla porta con la difesa rivale ancora disattenta. La reazione degli uomini di Stojkovic è sterile e Kobel non viene praticamente più impensierito fino al fischio finale, con il risultato che non cambierà più. La Svizzera porta quindi a casa 3 punti d’oro che le consentono di chiudere da seconda a quota 6, alle spalle del Brasile. Agli ottavi, incontrerà martedì il Portogallo.
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Camerun vince 1-0 ma Brasile passa da prima del girone
AL DAAYEN (QATAR) (ITALPRESS) – Una vittoria storica, ma inutile ai fini della qualificazione. Il Camerun vince 1-0 contro il Brasile grazie alla rete di Aboubakar: primo ko per i verdeoro e primo gol incassato dalla nazionale brasiliana, ma Fabinho e compagni volano agli ottavi di finale del Mondiale come prima nel girone G. Lunedì 5 dicembre, alle ore 20.00, ci sarà la sfida contro la Corea del Sud. Il gol fino al 90′ è mancato soltanto per una pura casualità. Le due nazionali si sono affrontate a viso aperto, con parecchie opportunità non sfruttate da entrambe le parti. Il primo squillo verdeoro è arrivato da Gabriel Martinelli, fermato da Epassy: da quel momento in poi la compagine allenata da Tite ha creato diversi pericoli, soprattutto col giovane attaccante dell’Arsenal, a un passo dalla gioia personale anche in pieno recupero. Il Camerun ha risposto presente con Mbeumo – provvidenziale l’intervento istintivo da parte di Ederson – e con Aboubakar: il diagonale dell’attaccante dell’Al-Nassr è uscito per questione di centimetri. Nella ripresa i sudamericani hanno aumentato il forcing, provvidenziale l’ennesimo intervento di Epassy sulla conclusione di prima di Militao, arrivata dopo una mischia in area di rigore. Nella parte finale la stanchezza si è fatta sentire, i brasiliani hanno comunque cercato di siglare la rete del vantaggio. In contropiede però il Camerun, al 47′ della ripresa, ha trovato il gol vittoria con Aboubakar di testa, lasciato solo in area da Militao e Bremer. Il capitano della selezione africana è stato espulso per doppia ammonizione dopo essersi tolto la maglia nei festeggiamenti. In pieno recupero – 9 i minuti assegnati nel secondo tempo – Bruno Guimaraes si è divorato il pareggio da dentro l’area piccola.
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L’Uruguay supera 2-0 il Ghana ma entrambe sono fuori dai Mondiali
AL WAKRAH (QATAR) (ITALPRESS) – Vince l’Uruguay ma la Celeste esce per un paio di gol. Passa infatti agli ottavi la Corea del Sud, grazie al maggior numero di reti segnate (4 contro 2) in un Mondiale che continua a regalare sorprese. Gli uruguaiani battono il Ghana per 2-0 ma quanti errori per una partita di una rassegna iridata. Gli africani si confermano tra le delusioni di questa manifestazione ed escono di scena mentre la Celeste non sarà trascendentale ma realizza due gol in rapida successione con De Arrascaeta (il primo d’opportunismo, il secondo superlativo) che non serviranno per andare avanti. Nunez perde una grande occasione al 13′ e viene recuperato dalla difesa ghanese. Poi al 15′ l’episodio controverso che innervosisce il match. Dopo un fuorigioco non segnalato, Jordan Ayew, viene affrontato fallosamente, in area, da Rochet che professa invano la sua innocenza. L’arbitro, dopo un consulto di ben 4′ con il Var, assegna il rigore che, però, Andrè Ayew si fa parare da Rochet. L’Uruguay è una furia. Nunez si libera e tira ma Salisu salva sulla linea a portiere battuto. Subito dopo Ati-Zigi ferma Suarez (26′). Il gol è nell’aria ed arriva con De Arrascaeta che, con un colpo di testa da mezzo metro, mette dentro l’1-0 dopo un tiro di Suarez respinto dal portiere. Il Ghana va in confusione. Al 32′ ancora De Arrascaeta aggancia al volo un assist di Suarez e spara in porta il 2-0. Gli africani reagiscono solo con un tiro di Kudus, troppo poco per impressionare Rochet. Nella ripresa il Ghana preme ed assedia la metà campo uruguaiana. E’ però Nunez a reclamare un rigore che sembra essere netto (12′). Pellistri sbaglia un gol incredibile da due passi mentre Valverde costringe Ati-Zigi alla parata (25′). Poi Semenyo sbaglia un gol fatto e Kudus costringe Rochet all’ennesima parata. Nel finale forcing dell’Uruguay, che si espone alle ripartenze del Ghana. Cavani cade in area e reclama inutilmente un rigore, Bukari viene murato, poi Gomez costringe Ati-Zigi a volare per evitare il terzo gol. Al triplice fischio, però, la delusione è comune, con entrambe le nazionali che salutano il Qatar.
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Meloni “L’Italia può uscire più forte dalla crisi energetica”
ROMA (ITALPRESS) – “Questo è un tempo nel quale dovremmo utilizzare anche quell’approccio che i greci descrivono benissimo con una parola straordinaria: “meraki”, ovvero fare qualcosa con tutto te stesso, con tutta la tua passione e con tutta la tua anima. E’ un approccio che in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, dalla progressiva uscita dalla pandemia fino alla complessa congiuntura economica e internazionale, può e deve offrire alla nostra Nazione anche delle occasioni”. Lo afferma il premier Giorgia Meloni, in un videomessaggio di saluto all’evento “Energie coraggiose, forze che fanno muovere il mondo” della Fondazione Guido Carli.
“Io l’ho detto tante volte, proprio in rapporto alla crisi energetica, e ne sono convinta sempre di più ogni giorno. Da questa crisi l’Italia può uscire più forte, può uscire più autonoma di prima ma per farlo deve avere coraggio, visione, guardare oltre e immaginare una strategia di lungo termine – aggiunge -. Penso, ad esempio, alla possibilità che abbiamo di rilanciare la nostra produzione nazionale di energia o a quella di rendere il nostro Mezzogiorno una sorta di hub di approvvigionamento energetico dell’intera Europa. Sarebbe imperdonabile perdere occasioni come questa”.
“In queste prime settimane di Governo abbiamo provato a dare alcune risposte che consideriamo importanti sia in questa direzione – penso alla scelta di sbloccare i nostri giacimenti di gas naturale con quella norma denominata “gas release” che consente alle aziende più esposte al rincaro dei prezzi del gas di ottenere energia a costi ridotti – sia per mettere al riparo famiglie e imprese dall’aumento delle bollette.
A questo capitolo abbiamo dedicato un impegno imponente che, non a caso, occupa ben due terzi della legge di bilancio. Ma se non mettiamo in sicurezza il tessuto produttivo di questa Nazione, se non mettiamo in sicurezza le famiglie, tutto il resto di quello che possiamo fare purtroppo avrà un impatto molto più limitato – sottolinea il premier -. Avevamo promesso agli italiani che questa sarebbe stata la nostra priorità, abbiamo mantenuto questo impegno, come siamo abituati a fare. Liberare le energie migliori di questa Nazione è tra le sfide più impegnative che abbiamo davanti. Per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, abbiamo bisogno anche di fare squadra. Le porte di questo Governo sono e saranno sempre aperte al contributo e alle proposte che arriveranno dai corpi intermedi, dalle categorie produttive, dai mondi economici e produttivi, dai think thank, dalle Istituzioni culturali e da tutti coloro che hanno a cuore il futuro di questa Nazione. In questo ci stiamo impegnando: noi, con voi. Per questo sono molto contenta di iniziative di questo tipo e che da queste iniziative vengano fuori anche molte idee e molte idee e molte proposte per il governo della Nazione”.
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Ciclismo, Dagnoni “Serve nuova educazione stradale, 2022 voto alto”
MILANO (ITALPRESS) – “Parlare di un’altra morte di un nostro campione mette solo in evidenza la drammaticità del nostro sport che vive ogni giorno il pericolo del traffico e anche la poca cultura ed educazione stradale nei confronti dei ciclisti. Sappiamo che hanno individuato l’autore dell’incidente, ma questo cambia poco per noi, dobbiamo adoperarci per fare in modo che anche le istituzioni facciano sistema con noi nella costruzione di una nuova cultura come ad esempio nei Paesi del Nord”. Il presidente della Federciclismo Cordiano Dagnoni chiede attenzione per il problema della sicurezza stradale, ancora una volta al centro dell’attenzione soprattutto dopo la morte dei giorni scorsi di Davide Rebellin. Un ennesimo episodio che richiama tutti al senso di responsabilità in materia. Nel corso di un’intervista nella sede milanese dell’agenzia Italpress, il numero uno della Federciclismo definisce il 2022 “fantastico” dal punto di vista dei risultati. “L’anno scorso con 97 medaglie nelle competizioni continentali e internazionali credevamo di aver alzato troppo l’asticella e raggiungere le tre cifre sembrava impossibile, invece quest’anno siamo arrivati a 129 medaglie che sono distribuite in tutti i settori, tutte le discipline, tutte le categorie e soprattutto dove eravamo da anni assenti come la velocità in pista, il fuoristrada o il Bmx che sono anche discipline olimpiche”.
Per tutte queste medaglie, la Federazione ha stanziato 700.000 euro, “un premio volontario non regolamentato, non dovuto, ma doveroso nei confronti di questi atleti che hanno dato gloria alla nostra bandiera e ci hanno fatto gioire con questi risultati, portando tuttavia un bilancio in pareggio che significa anche una gestione virtuosa anche dal punto di vista amministrativo” ha aggiunto Dagnoni. Il 2022 segna anche il ritiro di due assi italiani come Nibali e Colbrelli, ma c’è un futuro per il ciclismo azzurro. “Agli ultimi Mondiali in Australia, il nuovo ct Daniele Bennati ha presentato una Nazionale molto giovane e ci siamo fatti vedere come protagonisti, siamo stati attori principali in tutta la gara. Il nostro principale problema è che ancora non abbiamo un atleta per le gare a tappe e poi subiamo la carenza di una squadra World Tour italiana. Mi piacerebbe parlare con il nuovo ministro Abodi e spiegargli che le squadre straniere mettono come leader gli atleti delle proprie nazioni per cui i nostri ciclisti pur talentuosi si trovano a fare i gregari e non riescono a dimostrare la loro potenzialità”. A proposito del ministro Abodi “credo sia la persona giusta al posto giusto” dice Dagnoni. “E’ stato scelto per questo incarico un dirigente capace, che proviene dal nostro mondo mi sembra, a prescindere da ogni valutazione politica, un buon metodo e un’ottima notizia. Il nuovo ministro, che ho avuto il piacere di conoscere ed apprezzare, è persona di profonda cultura sportiva che in questi anni ha avuto modo di confrontarsi direttamente l’associazionismo di base, i problemi delle società sportive e delle federazioni.
Il compito di ogni federazione è, piuttosto che esprimere giudizi, instaurare un dialogo con le Istituzioni per risolvere i problemi sul tappeto e contribuire, insieme, alla crescita del Paese. Pertanto colgo l’occasione per rivolgere nuovamente al Ministro gli auguri di buon lavoro e manifestargli la disponibilità di tutto il mondo del ciclismo ad iniziare subito a lavorare insieme”. L’anno del ciclismo italiano si concluderà con il tradizionale Giro d’Onore, “il nostro Galà di fine anno che diventa sempre più impegnativo visto il numero di medaglie” dice orgoglioso il numero uno della Fci. “Diventa un evento soprattutto per il riscontro degli atleti che dopo aver vinto la medaglia mi dicono ‘ci vediamo al Giro d’Onorè e così diventa un appuntamento desiderato da tutti e per noi è un momento particolare per coronore una stagione che come quest’anno è stata gloriosa”.
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Ad Acquedotto Pugliese un premio per i risultati di bilancio
BARI (ITALPRESS) – Per il quarto anno consecutivo, Acquedotto Pugliese (AQP) torna a fregiarsi del “Premio Industria Felix – L’Italia che compete”, organizzato da Industria Felix Magazine (supplemento de Il Sole 24 Ore) in collaborazione con il Cerved, tra le principali agenzie di rating in Europa. Il riconoscimento, rivolto a sottolineare le migliori performance gestionali delle società con sede legale in Italia, è stato assegnato ad Acquedotto Pugliese a seguito di un’indagine condotta, sulla base di criteri oggettivi, su una platea di migliaia di aziende, da cui sono risultate vincitrici 203 società.
AQP è stata insignita dell’Alta Onorificenza di Bilancio al Premio Industria Felix 2022, in relazione al bilancio dell’anno 2020 risultando “performante a livello gestionale e solvibile o sicura rispetto al Cerved Group Score (CGS)”, come attestato nel certificato di idoneità di impresa competitiva, affidabile e sostenibile, riconosciuto ad Acquedotto Pugliese.
L’indagine ha tenuto conto di un particolare algoritmo di competitività (con parametri vincolanti Mol e Roe positivi, in Utile, con Rapporto Oneri finanziari/Mal inferiore al 50%) e della valutazione sintetica del merito creditizio delle imprese italiane effettuata da Cerved.
“Siamo orgogliosi di ricevere nuovamente questo riconoscimento che testimonia – sostiene Antonio Braccio, Chief Financial Officer di Acquedotto Pugliese – il ruolo del nostro Gruppo nella realtà produttiva del territorio e sempre più l’impegno per una gestione sostenibile della risorsa idrica, con lo sguardo rivolto alla piena soddisfazione del cliente e alla decisa spinta verso una digitalizzazione a servizio dei clienti”.
“All’Assemblea degli azionisti nel 2020 fu presentato il primo IR report dell’Acquedotto Pugliese che evidenzia risultati in crescita e progetti innovativi con benefici per la collettività. Il report intitolato ‘Le persone, l’acqua: la nostra visione di prosperità’ dà conto delle iniziative che fanno ancora oggi del Gruppo un esempio virtuoso di Acquedotto circolare, sostenibile e digitale – aggiunge -. AQP nel 2020 ha raggiunto risultati straordinari in un contesto difficile che conferma l’azienda quale motore trainante dell’economia del Mezzogiorno e prima stazione appaltante al Sud. I dati di bilancio del 2020 più significativi sono il valore della produzione attestato ad oltre 600 milioni di euro, gli investimenti saliti a 172 milioni di euro e l’utile netto di esercizio pari a circa 20 milioni di euro”.
Il premio è stato conferito in una cerimonia all’Università Luiss Guido Carli di Roma, organizzata da Industria Felix Magazine in collaborazione con l’ufficio studi di Cerved Group, Confindustria e Regione Puglia. A ritirare il riconoscimento la responsabile del bilancio, Camilla Antola.
– foto ufficio stampa Acquedotto Pugliese –
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Autonomia, Calderoli “Cabina di regia prevista in legge stabilità”
VENEZIA (ITALPRESS) – “Una apposita cabina di regia è prevista nell’ambito della legge di stabilità”. Lo ha detto, parlando di autonomia, il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli che ha incontrato il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, oggi, a Palazzo Balbi.
“Nell’arco di un anno – aggiunge – dovrà definire i livelli essenziali di prestazione LEP, insieme ai relativi costi e ai fabbisogni standard. Solo dopo la definizione dei LEP sarà consentito il trasferimento delle funzioni ulteriori alle Regioni. Questo modello si chiama dell’autonomia differenziata, proprio perchè le competenze sulle varie materie vengono richieste sulla base delle potenzialità e del contesto di ogni singola Regione. Sarà necessaria una legge di attuazione e, portando avanti tutto in parallelo, dovremmo poter affrontare e votare le singole intese, stabilite per la fine del 2023 e affidarle al Parlamento”.
“Con l’autonomia non vogliamo togliere niente a nessuno – ha precisato il presidente Zaia -. Siamo convinti di essere legati a doppio filo con le altre Regioni e rifiutiamo ancora una volta l’accusa di voler la secessione dei ricchi. Abbiamo ben chiaro che il Paese se cresce lo fa tutto assieme, se sprofonda lo fa tutto assieme. Chiediamo solo che la competenza che ci verrà riconosciuta in ognuna delle materie, venga trasferita insieme alle risorse che lo Stato dedica già a quella materia per il Veneto. Questo significa non togliere nulla a nessuno. Se poi per qualcuno l’obbiettivo è l’equa divisione del malessere, allora noi non ci stiamo. Non accettiamo la regola di chi ritiene che ‘mal comune sia mezzo gaudiò. Per noi l’autonomia rimane vera assunzione di responsabilità, un nuovo corso per questo Paese”.
-foto ufficio stampa Regione Veneto-
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