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Gakpo e Valencia, Olanda-Ecuador 1-1 e Qatar eliminato

AR-RAYYAN (QATAR) (ITALPRESS) – Una deludente Olanda si salva con l’Ecuador. Orange che stentano e che vengono braccati dopo il gol del vantaggio che li illude. I sudamericani, invece, fanno un figurone, prendono per il bavero l’avversario, segnano due gol (uno annullato), timbrano una traversa e dominano per larghi tratti del match tanto che, alla fine, l’1-1 sta benissimo agli orange. Il risultato, tra l’altro, elimina matematicamente il Qatar, visto che le due squadre guidano il girone A con 4 punti e i padroni di casa restano a 0 con una sola gara da giocare; ancora in corsa, invece, il Senegal con 3 punti.
Bastano solo 5′ agli olandesi per sbloccare il risultato. Fa tutto Gakpo che prende palla al limite dell’area, si allarga e con il mancino batte Galindez. L’Ecuador cerca le misure, ha coraggio e prova a insidiare l’Olanda. I sudamericani fanno la partita giostrando molto sulla fascia sinistra, la destra della difesa di Val Gaal. Al 32′ il pareggio sembra fatto quando Valencia si libera e impegna Noppert che devia in angolo. Timber e Dumfries non reggono la fascia destra, l’Ecuador spinge molto dalla loro parte con l’indemoniato Valencia.
Proteste al 3′ di recupero quando i sudamericani segnano con una rasoiata di Estupinan, ma l’arbitro annulla perchè Porozo è in fuorigioco e sulla traiettoria del tiro davanti a Noppert.
Nella ripresa bastano 4′, però, a Valencia per pareggiare i conti mettendo dentro, da due passi, un tiro di Estupinan ribattuto da Noppert. L’Ecuador è in fiducia. La traversa trema sulla sassata mancina di Plata, gli orange faticano a tenere l’1-1, l’arbitro è troppo permissivo nei confronti dei sudamericani, l’Olanda non decolla e i ragazzi di Alfaro continuano ad attaccare fino al 90′. Ultimo brivido quando Rodriguez ostacola un rinvio del portiere olandese e per poco non segna con la schiena. L’Ecuador finisce in attacco ma non riesce a segnare il gol del 2-1. Si chiude sull’1-1 e il risultato elimina il Qatar.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Lean Healthcare Award, innovazione non solo digitale per la sanità

ROMA (ITALPRESS) – Non solo innovazione digitale, ma un cambiamento culturale profondo per rendere la sanità più vicina ai cittadini. E’ questo il senso del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza secondo Bayer. Se ne è parlato nel corso della quinta edizione dei Lean Healthcare Award. Proprio sul fronte dell’innovazione culturale, Bayer Italia ha lanciato il progetto “DiCo Sanità”, un network di digitalizzazione collaborativa che ha l’obiettivo di affiancare le aziende sanitarie su tutto il territorio nazionale.
“Abbiamo deciso di generare un board di riflessione, con tutti gli esperti del settore, all’interno del quale individuare le priorità per non mancare l’obiettivo di questa trasformazione digitale, organizzativa e culturale – ha detto Patrizia Ponzi, Patient Access Head di Bayer Italia -. Questo board che si è riunito anche questa settimana, ha messo a punto una survey che verrà mandata agli operatori sanitari, e che ha proprio l’obiettivo di individuare quali sono i gap, cosa manca per raggiungere i risultati. Da questi gap saranno elaborate raccomandazioni operative dal board, che saranno poi diffuse alle istituzioni regionali e nazionali”.
Il premio Lean HealthCare e Lifescience Award 2022, giunto ormai alla quinta edizione, ha visto concorrere 206 progetti, presentati da 92 aziende socio-sanitarie pubbliche e private. Nell’ambito della categoria della “migliore idea progettuale”, il Policlinico Umberto I di Roma è salito sul podio, collocandosi al terzo posto con il progetto “Team emo-feel: approccio Lean e presa in carico integrata del paziente emofilico” per trovare soluzioni condivise nella gestione del tempo e del carico di lavoro, ponendo al centro l’esperienza di cura vissuta dal paziente con emofilia.
Un premio speciale per la categoria “ambiti progettuali” è stato, inoltre, attribuito al Presidio Ospedaliero Sirai Carbonia per l’iniziativa “Il cuore dall’ospedale al territorio”, per una migliore gestione dei percorsi territoriali, la gestione della cronicità e dell’attività domiciliare del paziente affetto da sindrome coronarica acuta e cronica.

– foto ufficio stampa Bayer Italia –

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La FNO TSRM e PSTRP per la Giornata contro la violenza sulle donne

ROMA (ITALPRESS) – A Roma in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, i rappresentanti istituzionali degli Ordini TSRM e PSTRP e il Comitato centrale della Federazione nazionale si sono confrontati sul tema della violenza di genere.
L’evento, che si è svolto in seno al Consiglio nazionale, ha raccolto nella Capitale i 61 Presidenti di Ordine della penisola, in rappresentanza dei 220 mila iscritti agli albi e agli elenchi speciali ad esaurimento.
Teresa Calandra, presidente della FNO TSRM e PSTRP, ha introdotto l’incontro con un discorso in cui ha affermato che “La violenza di genere è il brutale tentativo di riaffermare le dinamiche di potere che vogliono un genere superiore agli altri. La violenza di genere affonda le sue radici negli stereotipi di genere, nelle strutture etero-patriarcali, nelle asimmetrie di potere e nelle disuguaglianze, strutturali e istituzionali”. La presidente Calandra si è soffermata sul concetto di violenza, non solo come fisica o verbale, ma che può essere anche “strutturale, prodotta dall’organizzazione sociale stessa, dalle sue profonde diseguaglianze, che si traduce in abusi e sofferenze”.
In un passaggio Teresa Calandra ha ricordato le proteste scatenate in Iran, a seguito dell’uccisione di Mahsa Amini, sottolineando che le sanzioni imposte dall’Unione Europea a Teheran non riusciranno a fermare le violenze contro le donne. Tuttavia si intravedono segnali di cambiamento “gli uomini sono al fianco delle donne, tanti giovani insieme, senza distinzione di estrazione sociale e di credo, nelle grandi città e nei piccoli centri di provincia”. “Quel che sappiamo o sapremo su questo fenomeno, che toglie la libertà e spesso la vita, non può solo servire a comprenderlo meglio, ma deve necessariamente essere utilizzato per prevenirlo – ha aggiunto -. Tutta l’umanità non può più tacere, non può più essere indifferente, non può più avere paura di denunciare la violenza di genere. L’umanità deve essere educata, deve a sua volta educare e deve agire. Adesso!”.
In occasione della ricorrenza i componenti del Consiglio nazionale, intervenuti in presenza, hanno indossato un accessorio di colore rosso e hanno esposto un cartello con lo slogan: Fermiamola! Contro ogni forma di violenza di genere, manifestando dissenso verso comportamenti violenti e denigratori nei confronti delle donne.
Durante l’iniziativa è stato riprodotto un filmato di sensibilizzazione contro gli abusi sulle donne, che secondo gli ultimi dati ISTAT sono ancora troppi. Nei primi mesi del 2022 in Italia sono state registrate 7.814 richieste di soccorso da donne vittime di violenza e di queste il 61,4% ha affermato di subire abusi o discriminazioni da diversi anni.
L’intento della FNO TSRM e PSTRP è di contrastare la violenza contro le donne e sviluppare all’interno delle professioni sanitarie una particolare sensibilità verso l’equità tra generi, emarginando ogni tipo di discriminazione, e prevenendo ogni forma di abuso, in difesa dei diritti e della sicurezza delle donne.

– foto ufficio stampa FNO TSRM e PSTRP –

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Salis “Lo sport deve diventare un diritto e non un lusso”

ROMA (ITALPRESS) – Dalla pedana alla scrivania, dal martello alla penna, in prima linea per la parità di genere e l’abbattimento degli stereotipi. Silvia Salis, dopo una carriera ad alti livelli nell’atletica, dal 2021 è vicepresidente vicario del Coni, “una posizione che mi soddisfa molto perchè mi occupo di tutto quello che ho sempre amato, lo sport – racconta in un’intervista a Claudio Brachino per la rubrica ‘Primo Pianò dell’Agenzia Italpress – In generale ho sempre avuto una vocazione per la politica e mi farebbe piacere se venisse rivalutata la figura di chi si occupa della cosa pubblica, sogno che le persone ritrovino fiducia in chi rappresenta le istituzioni e che le istituzioni non vengano screditate”. Nei mesi scorsi la dirigente genovese ha girato l’Italia per presentare anche il suo libro “La bambina più forte del mondo”, che ha recentemente ricevuto il “Premio di Letteratura Sportiva Gianni Mura” per la sezione “Fuoriclasse” come miglior opera di letteratura sportiva per ragazze e ragazzi. Un’occasione per toccare con mano a che punto è la battaglia per la parità di genere. “Sono nata in un campo di atletica e ho scelto uno sport che esisteva solo per gli uomini. Oggi i genitori vogliono che i figli crescano con un altro modello: i bambini fino a una certa età non sentono questa differenza ed è per questo che bisogna lavorare su di loro”. Dall’altro lato, però, “la percezione di sport da maschi e da femmine esiste ancora, mi scontro con madri e padri ‘evolutì che dicono: ‘se mia figlia fa judo o pugilato si rovinà. E questo si riversa a cascata su altri temi. Poi c’è l’aspetto tecnico e dirigenziale: i numeri che nella pratica sono distribuiti, fra gli allenatori calano drasticamente e fra i dirigenti i dati sono ancora più bassi. Questo ci deve fare pensare. E’ vero che gli uomini votano più facilmente altri uomini anzichè una donna ma ora abbiamo come premier una donna che è stata molto votata: i simboli devono ispirare, ma per cambiare la realtà non bisogna nascondersi dietro i simboli”. La Salis sente di “far parte di questo momento di cambiamento” e rivendica l’utilità che hanno ricoperto le quote rosa, “una forzatura che però producono un cambiamento culturale”, ma serve anche un “cambiamento da parte delle donne che devono vedersi in altre figure e iniziare a concorrere con le regole che ci sono nei mondi ai quali vogliono avere accesso”. Ma la questione della parità di genere si inserisce in un quadro più ampio: “Il passaggio culturale che deve fare il nostro Paese è far diventare lo sport un diritto: per gran parte della popolazione è un lusso e non possiamo permettercelo”. Per la vicepresidente vicario del Coni “farlo diventare un diritto passa anche attraverso gli impianti sportivi: bisogna colmare il divario enorme fa nord e sud come impiantistica e rimettere in piedi e rendere agibili le strutture che abbiamo. Inoltre bisogna rendere lo sport un’attività che non sia un peso per le famiglie, questo è un problema a cui mettere mano profondamente – prosegue l’ex martellista – E ancora: quale risparmio avrebbe il nostro Paese se venisse garantita l’attività sportiva anche alla terza età? Sono temi scomodi, perchè comportano un grande sforzo economico, ma bisogna lavorare su due piani, da un lato sull’immediato e dall’altro avere una visione”. Un concetto rivolto idealmente anche al nuovo ministro dello Sport, Andrea Abodi. “Era già conosciuto per tutti i ruoli che ha rivestito nel mondo sportivo e non solo, non dobbiamo scoprire le sue competenze, la sua storia parla chiaro – aggiunge Salis – Il fatto di conoscerlo è un vantaggio, l’aspettativa è molto positiva”. Infine una battuta su un tema d’attualità, la Coppa del Mondo di calcio: “Credo che il Qatar che chiuderà questi Mondiali non sarà lo stesso Qatar che li ha aperti. Lo sport ha una comunicazione immediata e potentissima, il Qatar si è aperto al mondo organizzando questi Mondiali e sarà costretto a fare un passo avanti sul tema dei diritti”.
– foto Italpress –
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Gli Ersu siciliani compiono 20 anni “Sempre al fianco degli studenti”

PALERMO (ITALPRESS) – Una giornata all’insegna dell’attenzione verso gli studenti, quella che si è svolta oggi a palazzo dei Normanni, a Palermo, sede dell’Ars, nell’ambito delle celebrazioni del ventennale della legge regionale istitutiva degli Ersu siciliani – enti regionali per il diritto allo studio universitario. Al centro del confronto i risultati ottenuti ed i traguardi da raggiungere per migliorare i servizi offerti ai ragazzi con difficoltà economiche, ma meritevoli di sostegno per il profitto accademico raggiunto.
“Voglio instaurare una collaborazione tra il neo governo e gli Enti di diritto allo studio – ha detto Augusta Montaruli, sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Università e della Ricerca -. Agli studenti voglio dire che sono la spina dorsale del mondo accademico scientifico. La loro prima casa è il ministero dell’Università e della Ricerca, lì possono trovare sempre degli interlocutori franchi e seri. Questi 20 anni non devono essere momento di celebrazione, ma di proiezione. Bisogna valorizzare gli studenti e le loro eccellenze. Non possiamo fallire”.
Un percorso virtuoso quello degli Ersu siciliani che, se pur non con poche difficoltà, sono riusciti a raggiungere numeri importanti in termini di borse di studio, alloggi e servizi offerti: “I dati di questa regione ci proiettano sulla giusta strada e per questo voglio complimentarmi con gli Ersu siciliani – ha sottolineato Montaruli -. Troppo spesso parliamo di fuga di cervelli. Ogni cervello che fugge – magari con una borsa di studio all’estero – è un fallimento per chi non l’ha erogata qui. Con i fondi stiamo provando ad aumentare il numero e l’entità di borse e gli alloggi, ma non possiamo ragionare più solo con l’ottica del Pnrr, ma pensare anche al dopo Pnrr. Siamo qui per provare a superare le criticità. L’orizzonte non è il Pnrr, ma i prossimi 20 anni. Bisogna far sì che questo investimento non vada disperso. Dobbiamo riuscire a dare ad ogni ragazzo la libertà di mettere al servizio della propria nazione la competenza acquisita. Rinnovo l’impegno del Mur a far in modo che tutto ciò accada. Deve esserci un filo lungo che sostiene i nostri ragazzi dalla scuola al mondo del lavoro”.
Dialogo, confronto e idee per migliorare e crescere, a questo servirà una cabina di regia regionale che è pronta ad essere costituta: “Sono convito che, con un rapporto di leale collaborazione, possiamo colmare alcuni gap con i quali la Sicilia si scontra – ha affermato l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale, Mimmo Turano -. Stiamo lavorando su tutto quello che possiamo per fortificare gli Ersu siciliani. Oggi firmerò un decreto che istituirà una cabina di regia tra gli Ersu regionali per coordinare il tutto e costruire un meccanismo in cui poter trovare un punto di equilibrio per attuare una strategia complessiva”.
Nel corso dell’evento grande apprezzamento per la relazione del professor Giuseppe Laneve, docente di diritto Costituzionale dell’università di Macerata, dal titolo “Il Diritto allo Studio Universitario tra disciplina costituzionale e interventi del legislatore” e per gli spunti forniti dal presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Siciliane (CRUS), Giovanni Puglisi.
“Oggi più che mai è importantissimo parlare di diritto allo studio – ha dichiarato Alessio Pontillo, presidente dell’Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario (ANDISU) -. Le recenti evoluzioni del quadro europeo in virtù della guerra e l’aumento delle utenze e la crisi economica minacciano la coesione sociale. La tutela del diritto allo studio è fondamentale per garantire il nostro sviluppo sociale ed economico a medio e lungo termine. Il governo ha fatto un grande investimento col Pnrr per le borse di studio, tuttavia rischia di essere insufficiente per raggiungere il risultato che gli enti per il diritto allo studio hanno ottenuto, ovvero poter dare la borsa a tutti gli studenti aventi diritto. In alcune regioni italiane le risorse potrebbero non essere sufficienti per questo risultato. La speranza è che ci sia un ulteriore investimento per gli enti di diritto allo studio”.
Grande attenzione e vicinanza anche delle istituzioni locali, con la presenza del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno e il sindaco di Palermo, nonchè ex rettore dell’Università degli Studi di Palermo ed ex assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla. “L’obiettivo deve essere quello di far trovare agli studenti gli stessi servizi che ci sono fuori, bisogna incentivare il diritto allo studio – ha sottolineato il primo cittadino palermitano -. Da questo punto di vista l’amministrazione comunale è pronta a cogliere spunti e idee per riuscire a sviluppare ulteriormente questo settore che va incentivato e portato ai più alti livelli”.
Ad intervenire per tracciare un bilancio e rivolgere lo sguardo al prossimo futuro anche tutti i rappresentanti degli Ersu siciliani: “L’obiettivo è quello di vedere il futuro nel medio e nel lungo periodo – ha spiegato il presidente dell’Ersu Palermo, Giuseppe Di Miceli -. Il dialogo tra le istituzioni e tutti gli Ersu regionali lo reputo fondamentale, sono felice e contento della costituzione di una cabina di regia regionale. Secondo me, più che le risorse, il problema è il confronto, l’organizzazione e l’ottimizzazione delle risorse: questi sono gli strumenti che permettono di superare difficoltà e ottimizzare il sistema”.
foto xd6 Italpress
(ITALPRESS).

Il Senegal piega 3-1 i padroni di casa del Qatar

DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – L’avventura del Qatar, nel Mondiale organizzato in casa, tra polemiche e discussioni, prosegue amaramente. Dopo la sconfitta all’esordio contro l’Ecuador, per 2-0, i padroni di casa vengono battuti anche dal Senegal per 3-1. Tecnicamente i qatarioti sono parsi un paio di categorie sotto i rivali africani. Un portiere incerto, una difesa molle e spaesata, un centrocampo inesistente e un attacco affidato al troppo solo Afif, costretto a predicare nel deserto. Facile, in queste condizioni, per il Senegal, controllare la situazione e trovare i tre punti della speranza.
Le due squadre prendono le misure. Al quarto d’ora Diatta impegna Barsham. Il Senegal pianta le tende nella metà campo qatariota. Gueye (24′) spara dal limite, la palla sfila a fil di palo. Al 29′ Barsham esce al limite dell’area di rigore per anticipare Diedhiou, tra l’altro marcato, la difesa salva in extremis ma restano i dubbi sul perchè il portiere sia uscito in maniera così scriteriata. Afif reclama un rigore perchè Sarr gli frana addosso da dietro (34′). I padroni di casa si lamentano ma lo spagnolo Lahoz ritiene di non avere bisogno nemmeno del Var. Al 41′ Khoukhi non riesce a rinviare un pallone comodo, messo in area da Jakobs, Dia, calciatore della Salernitana, scaraventa in rete nell’entusiasmo dei tifosi senegalesi.
Nella ripresa angolo di Jakobs, Diedhiou di testa anticipa tutti per il 2-0. Il primo tiro qatariota al 15′ con il difensore centrale Hassan, il secondo subito dopo di Alomez Ali. Mendy si esalta anche al 21′ su testa a botta sicura di Mohammad. Un colpo di testa di Muntari (32′) riapre la partita ma al 38′ Dieng manda in rete il 3-1 finale. Poi solo schermaglie, anche nel solito lungo recupero.
– foto LivePhotoSport –
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Accisa sui tabacchi, BAT “Bozza di manovra anticoncorrenziale”

ROMA (ITALPRESS) – In merito all’attuale bozza di manovra per il 2023, che vede l’inserimento all’articolo 28 di una previsione normativa che introduce una riforma fiscale strutturale in materia di accisa sui tabacchi lavorati e sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo, BAT Italia tiene a sottolineare in una nota come tale “Iniziativa di Riforma Fiscale” risulti essere “anticoncorrenziale, in quanto determina un aumento non omogeneo della fiscalità delle sigarette in relazione a diverse fasce di vendita, e pertanto insostenibile e non condivisibile per ragioni sia di metodo che di merito”.
“Nel metodo – si legge – non è condivisibile il ricorso ad una manovra finanziaria quale strumento per riforme fiscali strutturali in un settore complesso come quello del tabacco e succedanei, in assenza di una delega fiscale al Governo che consenta, in base ai principi di better regulation, la trasparente audizione di tutti gli attori della filiera, il proattivo coinvolgimento dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) quale ente di governo del settore, ivi inclusa la necessaria e doverosa Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR) per valutarne in modo trasparente la neutralità concorrenziale e la sostenibilità”.
Come evidenziato recentemente da ADM con la presentazione del Libro Blu, il settore nel suo complesso ha evidenziato un trend di incremento rispetto agli anni precedenti, dimostrando la bontà dell’attuale sistema.
Nel merito, sottolinea BAT Italia “non è condivisibile l’intento di ridurre l’incremento di incidenza fiscale sul segmento del tabacco riscaldato previsto dalla norma vigente, che produrrà, a volumi costanti, un maggior gettito erariale di oltre 100 milioni di euro nel solo 2023, senza necessità di alcun ulteriore intervento normativo, passando dall’attuale 35% al 40% dell’incidenza fiscale sulle sigarette a decorrere dal 1° gennaio 2023. Al contrario, sulla base dell’Iniziativa di Riforma Fiscale, questo incremento verrebbe rimodulato e frazionato in singoli incrementi dell’1,5% su base annua, così da arrivare progressivamente alla soglia del 40% solo nel 2026”.
Secondo l’azienda “l’ulteriore paradosso è che per compensare il mancato gettito di oltre 100 milioni da ciò derivante, si introdurrebbe una riforma fiscale strutturale delle tradizionali sigarette gravemente distorsiva della concorrenza, incrementando il peso fiscale in maniera differente a seconda della fascia di prezzo del prodotto. Per esempio, su un pacchetto da 6 euro l’incremento 2023 sarebbe pari a 0,21 euro, mentre su un pacchetto da 5 euro sarebbe di ben 0,36 euro e pertanto, oltre che distorsivo della concorrenza, tale provvedimento inciderebbe sulla fascia di prodotto più diffusa sul mercato”.
“A rendere ancor più incomprensibile il quadro complessivo da ciò derivante, è la circostanza che il regime fiscale attualmente vigente consente senza necessità di alcuna riforma di incrementare l’incidenza di base e l’onere fiscale minimo, rispettivamente dello 0,5% e del 2%, così da determinare su tutti i segmenti di prezzo del mercato un incremento di 13 centesimi/pacchetto – spiega BAT -. Una soluzione che produrrebbe, a volumi costanti, un maggior gettito dalle sigarette tradizionali per il solo 2023 di circa 80 milioni di euro che si andrebbero a sommare agli oltre 100 milioni di maggior gettito da tabacco riscaldato, generando un gettito incrementale complessivo di almeno 180 milioni nel solo 2023”.
BAT Italia “non può dunque che ribadire come nella sostanza e nella forma questa Iniziativa di Riforma Fiscale sia insostenibile ed esprimere preoccupazione per i suoi effetti gravemente distorsivi sotto il profilo della neutralità sulle dinamiche di mercato, nonchè tale da avere un impatto negativo su una filiera tutta italiana su cui BAT da anni continua ad investire, ivi incluso, da ultimo, il nuovo centro di produzione insediato a Trieste, l’Innovation Hub”. “Un investimento da 500 milioni che crea 2.700 posti di lavoro diretti e indiretti, in corso avanzato di avviamento con la prima linea produttiva operativa sin dalla fine di dicembre del corrente anno”, conclude la nota.

– foto ufficio stampa BAT Italia –
(ITALPRESS).

Gas, Pichetto “Fascia price cap Ue non funziona”

ROMA (ITALPRESS) – La fascia indicata da Bruxelles per il price cap “non funziona, è inapplicabile. Se noi prendessimo questa proposta di regolamento e la collaudassimo o se volessimo fare una simulazione su cosa è avvenuto durante l’estate, sarebbe inefficace. Come tale la proposta italiana fatta ieri è dire: abbandoniamo un numero di tetto, determiniamo dei criteri di intervento, perchè lo scopo fondamentale è avere criteri di intervento unitario da parte dell’Ue per evitare la speculazione”. Lo ha detto Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, a margine del XX Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Coldiretti. “Aspettiamo la decisione del Tar e ci opporremo al ricorso del Comune di Piombino. Noi abbiamo bisogno di quei 4-5 miliardi di metri cubi che verrebbero da Piombino pertanto la difficoltà per il 2023 ci sarebbe tutta”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

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