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Courtois para un rigore, Batshuayi segna, Belgio-Canada 1-0

AR-RAYYAN (QATAR) (ITALPRESS) – Una rete di Batshuayi sul finale del primo tempo regala al Belgio la vittoria per 1-0 sul Canada. Masticano amaro i nordamericani che nel complesso giocano meglio e sbagliano anche un rigore con la stella Davies. Il Belgio vola in testa al Girone F con 3 punti. A 1 Croazia e Marocco, ultimo a 0 il Canada.
De Bruyne e Hazard a sostegno di Batshuayi nel tridente rapido e ricco di qualità di Roberto Martinez. Dal canto suo Herdman si schiera a specchio con Hoilett e Buchanan alle spalle della punta del Lilla, David. Il primo squillo è del Belgio con Batshuayi che subito tira con il destro dai 25 metri e trova sulla sua strada un attento Borjan. Sembra il preludio di un avvio arrembante dei Diavoli Rossi ma in realtà è il Canada a prendere rapidamente in mano il pallino del gioco e prima del 10′ arriva già un episodio che potrebbe cambiare la partita: sugli sviluppi di un corner Buchanan calcia dal limite e immediatamente protesta sostenendo che il suo tentativo sia stato frenato da un tocco di mano in area di Carrasco. L’arbitro lascia correre ma interviene il Var a perorare la causa del trequartista nordamericano.
Dopo la review al monitor il direttore di gara indica il dischetto del rigore dove è già pronto l’esterno del Bayern Monaco, Alphonso Davies. La sfida dagli undici metri è però vinta da Thibaut Courtois che intuisce le intenzioni dell’avversario e respinge distendendosi sulla sua destra. Nonostante l’errore, il Canada non perde entusiasmo e continua a spingere mentre il Belgio prova a colpire con qualche contropiede ma manca la precisione nell’ultimo passaggio. Ancora Courtois sventa una violenta conclusione di Johnston mentre finisce fuori dallo specchio un colpo di testa di David. Capitan Hutchinson e compagni ci provano in tutti i modi e invocano altri due rigori: il primo per un fallo in area su Buchanan, il secondo per un contatto sospetto tra Witsel e Lareya. Entrambi i casi appaiono controversi, ma l’arbitro non fischia e il Var opta per l’archiviazione. La beffa per il Canada si materializza al 44′ quando il Belgio, alla prima vera azione pericolosa, passa in vantaggio: lancio con il contagiri di Alderweireld e fuga verso la porta di Batshuayi che incrocia il mancino di controbalzo e fulmina il portiere. Prima dell’intervallo c’è tempo per la reazione dei Canucks, ma la serata pare stregata e da pochi passi Buchanan spara alto il pallone dell’1-1.
Al rientro dagli spogliatoi il Belgio torna in campo con Onana e Meunier al posto di Tielemans e Carrsco: è il segnale che a Martinez non è piaciuto il primo tempo dei Diavoli Rossi. Il copione della gara però non cambia e il Canada si rende pericoloso con un altra incornata di David che sfiora la porta. Col passare dei minuti la pressione nordamericana rimane costante ma aumenta la stanchezza e quindi si apre qualche spazio che comunque il Belgio non riesce a sfruttare in ripartenza. Sulla testa del neoentrato Larin la migliore occasione per il pareggio, ma anche stavolta Courtois si fa trovare pronto e neutralizza il tentativo. Con tanta fatica la banda di Martinez porta a casa i primi 3 punti.
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Partenza sprint per le Furie Rosse, Spagna-Costa Rica 7-0

DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Esordio sprint per la Spagna. La squadra di Luis Enrique ha vinto 7-0 contro la Costa Rica: al festival del gol hanno partecipato Ferran Torres (doppietta), Dani Olmo, Asensio, Gavi, Soler e Morata. Gara a senso unico dominata dagli spagnoli: i costaricensi sono stati praticamente spazzati via dalle “Furie Rosse” sin dai primi minuti di gioco. Il Mondiale della selezione iberica inizia dunque con tre punti fondamentali, visto anche il ko della Germania (inserita in questo girone E dei Mondiali): i tedeschi, dopo la sconfitta contro il Giappone, non possono più sbagliare nel big match che si giocherà domenica all’Al Bayt Stadium di Al Khor. La Costa Rica, invece, si giocherà la permanenza nella rassegna iridata contro la nazionale nipponica.
Il monologo spagnolo è stato intenso, asfissiante: la lectio magistralis è durata una buona mezz’ora, col classico possesso palla a sfiancare gli undici scelti da Fernando Suarez. Ad aprire le marcature ci ha pensato Dani Olmo, devastante sulla sinistra, con un aggancio sul filo del fuorigioco e una conclusione facile davanti a un’incolpevole Keylor Navas.
Da quel momento in poi gli iberici hanno alzato ancor di più l’asticella con un Jordi Alba praticamente immarcabile: prima l’assist confezionato a Marco Asensio per il 2-0, poi il calcio di rigore procurato (fallo di Oscar Duarte) e trasformato da Ferran Torres. All’Al Thumama Stadium di Doha gli olè del pubblico sul tiki-taka spagnolo hanno scandito la parte finale del primo tempo in cui Busquets e compagni hanno praticamente dominato il gioco toccando punte del 75% di possesso palla. La reazione della Costa Rica non c’è stata nemmeno nella ripresa, la Spagna invece ha continuato macinare gioco e a far gol: al 9′ della ripresa è arrivata la rete di Ferran Torres, un’azione personale dentro l’area di rigore avversaria. Per tutto il secondo tempo si è giocato praticamente a una metà campo, con Gavi e Soler che hanno trovato la gioia personale grazie anche alle disattenzioni della difesa centroamericana. Confermato l’andamento intrapreso nei primi match in fatto di recupero: negli 8 minuti concessi Morata ha trovato la rete del 7-0 con un mancino chirurgico, dopo uno scambio con Dani Olmo.
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Transizione ecologica, il Partenariato Pubblico Privato aiuta i Comuni

BERGAMO (ITALPRESS) – Il partenariato pubblico privato (PPP) come strumento per portare a termine la transizione ecologica e l’efficientamento energetico, di questo si è parlato durante il workshop organizzato da EY Italia durante la 39° Assemblea di ANCI, a Bergamo. L’evento intitolato “L’efficientamento energetico degli enti locali: il PPP come modello abilitante”, con la partecipazione dell’avvocato Oriana Granato del team legale di EY Italia, ha presentato una case history che può essere d’ispirazione alle amministrazioni locali. Si tratta del contratto fra il Comune di Torino e la multiutility Iren Smart Solution per l’efficientamento energetico di 800 edifici di proprietà dell’amministrazione pubblica. L’accordo che è già entrato nel vivo prevede, a fine lavori, un risparmio energetico garantito, sul costo storico, del 30% a favore del Comune di Torino. All’evento hanno partecipato Antonino Calvano, vice direttore generale del Comune di Torino, Stefano Zuelli, AD di Iren Smart Solution, e Mario Nicotera, responsabile servizi di IrenGo.
“Il modello PPP – ha detto all’Italpress Oriana Granato, Law Infrastructures and Project Finance Leader di EY Italia – è previsto dal nostro Codice degli appalti e prevede su impulso pubblico o privato che il soggetto privato si faccia realizzatore e gestore di opere messe a servizio della Pubblica Amministrazione e che resteranno di proprietà della PA. In questo modo il privato realizza a sue spese l’opera e la utilizza per un certo periodo di tempo, mentre la Pubblica Amministrazione vede realizzata e gestita secondo standard qualitativi e quantitativi predeterminati, l’opera stessa. Crediamo che questo sia lo strumento per portare a termine la transizione ecologica, indipendentemente quindi dai fondi del PNRR, che devono essere utilizzati piuttosto per realizzare opere che per loro natura non attraggono investimenti privati”. Il team legale di EY Italia ha assistito Iren Smart Solution durante la procedura per la PPP con il Comune di Torino.
“E’ stato attivato il contratto Energy performance contract previsto dal Codice degli appalti. Crediamo che sia una strada percorribile – ha continuato l’avvocato Granato – anche da Comuni più piccoli di quello di Torino, ricordo infatti che è possibile realizzare consorzi fra i Comuni per attivare partnership pubblico-private nonchè operare tramite le province in qualità di concedenti”. Il contratto PPP fra Comune di Torino e Iren Smart Solution è la concessione Epc di più grandi dimensioni mai implementata in Italia.

– Foto ufficio stampa EY Italia –

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A2A aggiorna il Piano 2021-2030, investimenti per 16 miliardi in Italia

MILANO (ITALPRESS) – Il Cda di A2A ha approvato l’aggiornamento del Piano Strategico 2021-2030 che rinnova l’impegno del Gruppo verso la decarbonizzazione, in anticipo rispetto agli obiettivi comunitari. Un piano che conferma 16 miliardi di investimenti, ma a differenza della prima versione li destina tutti all’Italia. L’aggiornamento del Piano 2021-2030 conferma inoltre economia circolare e transizione energetica come pilastri della strategia di A2A. Restano invariati gli obiettivi di investimento del primo Piano decennale presentato a gennaio 2021, con una loro rimodulazione focalizzata sullo sviluppo nei business distintivi del mercato domestico prevalentemente attraverso crescita organica. Nei primi due anni del Piano decennale sono stati realizzati investimenti infrastrutturali per il Paese pari a 3,5 miliardi di euro. L’aggiornamento del Piano Strategico 2021-2030 prevede un Ebitda in crescita da 1,4 miliardi di euro del 2021 a 1,45-1,50 miliardi nel 2022 a 2,1 miliardi nel 2026 a 2,6 miliardi al 2030, in linea con il primo Piano strategico annunciato ai mercati nel gennaio 2021.
Oltre il 40% dell’Ebitda sia al 2026 che al 2030 è regolato o contrattualizzato, ossia caratterizzato da bassa volatilità; per il restante 60% circa, composto principalmente dai margini relativi alla generazione elettrica, all’energy retail e agli impianti di trattamento rifiuti non regolati, la rischiosità è mitigata dall’hedging offerto dalla diversificazione delle fonti di generazione di elettricità, dalla base clienti consolidata e dalla posizione di leadership nel settore del trattamento dei rifiuti in un mercato sottodimensionato dal punto di vista impiantistico. Dei 16 miliardi complessivi di investimenti, circa 5 miliardi sono relativi all’economia circolare, con focus ai WtE (36%), al business del teleriscaldamento (19%) e alle bioenergie e Forsu (12%). I restanti 11 miliardi sono destinati alla transizione energetica, focalizzati specialmente nella realizzazione di impianti rinnovabili (35%), reti di distribuzione (30%) e interventi a garanzia della maggiore flessibilità elettrica (12%). Un contesto geopolitico ed economico complesso e uno scenario energetico volatile hanno caratterizzato il 2022, con il prezzo dell’energia elettrica ha raggiunto picchi mai verificati in passato toccando i 700 euro/MWh lo scorso agosto, l’inflazione in area Euro ha subito un’impennata raggiungendo il 10% a luglio ed il tasso di interesse Euribor a 12 mesi ha oltrepassato il 2% a settembre. Se da un lato il quadro delineato ha generato grande incertezza economica, d’altra parte ha reso ancora più attuali gli asset di crescita del Piano di A2a.
In Italia si è assistito nei mesi scorsi a un rinnovato impegno nel supportare la realizzazione di impianti volti a contribuire all’indipendenza energetica del Paese, ad esempio con l’adozione di procedure più snelle per lo sviluppo di impianti fotovoltaici fino a 20 MW, con il modello unico semplificato per installazione di fotovoltaico sugli edifici e con incentivi fino al 40% in conto capitale per la produzione di biometano. La forte attenzione all’autonomia energetica spinge a massimizzare la valorizzazione delle risorse disponibili sul territorio per sbloccare il potenziale delle fonti rinnovabili in Italia in coerenza con le principali linee di sviluppo del Gruppo. L’incerto contesto economico e gli impatti generati hanno reso opportuno un aggiornamento dei prossimi anni di Piano in ottica prudenziale e con un maggior focus sulla gestione dei rischi derivanti dal mutato contesto, rimodulando gli investimenti, mantenendo invariati gli obiettivi sui 10 anni (16 miliardi di euro cumulati fra il 2021 ed il 2030 in linea con il primo Piano decennale). L’aggiornamento del Piano 2021- 2030, in continuità strategica con la versione precedente, conferma l’economia circolare e la transizione energetica quali pilastri dell’evoluzione di A2A, seguendo un approccio più selettivo sugli investimenti, focalizzato sui business distintivi e sul mercato domestico e con una maggiore crescita organica.
L’adozione di un approccio flessibile su investimenti e indicatori economico finanziari sarà fondamentale per garantire stabilità al Gruppo. L’ampia disponibilità di fonti di energia rinnovabile e la necessità di colmare il gap impiantistico nel trattamento e valorizzazione dei rifiuti rappresentano oggi più che mai grandi opportunità per il Paese e il punto cardine della strategia di A2A. Sul fronte dell’Economia Circolare, A2A ha già investito oltre 1 miliardo di euro nel biennio ’21-’22 e prevede a Piano investimenti complessivi pari a circa 5 miliardi di euro, focalizzandosi sulla chiusura del ciclo dei rifiuti, sul recupero di materia, energia e calore e sullo sviluppo delle bioenergie, conseguendo un Ebitda di 0,8 miliardi di euro al 2030. Con l’aggiornamento del Piano, il Gruppo accrescerà la capacità di trattamento e valorizzazione dei rifiuti consolidando il ruolo di leader nel Waste- to-Energy e un posizionamento rilevante nel segmento del mercato del biometano. Grazie ai propri investimenti, A2A disporrà nel 2030 di impianti in grado di produrre 1,9 TWh di energia termica destinata al teleriscaldamento, 2,5 TWh di energia elettrica, e di impianti di trattamento di rifiuti organici e scarti agroalimentari per produrre 170 Mmc di biometano. Facendo leva sulla leadership del Gruppo nell’ambito dell’economia circolare, A2A lancerà il business di riciclo delle batterie al litio.
Grazie a questo nuovo business, A2A sarà in grado di trattare circa 10 kton di batterie ogni anno. Il piano di A2A per la Transizione Energetica prevede investimenti complessivi pari a circa 11 miliardi di euro, prevalentemente focalizzati sullo sviluppo delle energie rinnovabili, flessibilità ed elettrificazione dei consumi, con un Ebitda obiettivo al 2030 pari a circa 1,7 miliardi di euro. Gli oltre 2 miliardi di euro già investiti nel primo biennio di Piano hanno consentito ad A2A di rafforzare la propria posizione nel campo della generazione da fonti rinnovabili consolidando una piattaforma per lo sviluppo greenfield successivo. Entro il 2030, il Piano mira a costruire un portafoglio da 5 GW tra idroelettrico, solare ed eolico, in grado di produrre circa 9 TWh di energia green. “In questi due anni il Gruppo ha dimostrato la capacità di attuare il Piano presentato a gennaio 2021. Siamo stati in grado di raggiungere in anticipo gli obiettivi prefissati, realizzando infrastrutture e impianti industriali, attraverso la crescita interna e cogliendo opportunità di acquisizioni”, afferma Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A. “Il 2022 è stato caratterizzato da un quadro geopolitico ed economico complesso e da uno scenario energetico volatile: alla luce di questo contesto, abbiamo deciso di adeguare il nostro Piano per continuare a garantire la solidità del Gruppo e affrontare le nuove sfide che ci attendono. Gli investimenti sono stati aggiornati, privilegiando la crescita organica nel mercato domestico e confermando Economia Circolare e Transizione Energetica come pilastri della strategia di A2A”, aggiunge.

– foto Gsl / Italpress –

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Valditara “Niente Reddito di Cittadinanza a chi lascia la scuola”

ROMA (ITALPRESS) – Nell’ambito della modifica del reddito di cittadinanza per il 2023 e quindi della riforma nel 2024 annunciate nella legge di bilancio, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha fatto eseguire una ricerca alle strutture del ministero a proposito dei giovani nella fascia compresa tra i 18 e i 29 anni percettori di reddito.
La ricerca ha dato un esito che il ministro definisce “sorprendente e inquietante. In Italia ci sono 364.101 percettori di reddito di cittadinanza nella fascia compresa tra i 18 e i 29 anni. Di essi, abbiamo scoperto che ben 11.290 possiedono soltanto la licenza elementare o addirittura nessun titolo, e altri 128.710 soltanto il titolo di licenza media”, spiega Valditara. “Ebbene, noi riteniamo si debba prevedere l’obbligo di completare il percorso scolastico per chi lo abbia illegalmente interrotto o un percorso di formazione professionale nel caso di persone con titolo di studio superiore ma non occupate nè impegnate in aggiornamenti formativi, pena in entrambi i casi la perdita del reddito, o dell’eventuale misura assistenziale che dal 2024 lo sostituirà. Questi ragazzi preferiscono percepire il reddito anzichè studiare e formarsi per costruire un proprio dignitoso progetto di vita. Il reddito collegato all’illegalità tollerata del mancato assolvimento dell’obbligo scolastico – prosegue il ministro – è inaccettabile moralmente: significherebbe legittimare e addirittura premiare una violazione di legge”.
(ITALPRESS).
-foto Italpress-

I cittadini non pagano ai Comuni un terzo delle entrate dovute

BERGAMO (ITALPRESS) – La riscossione delle entrate degli Enti Locali italiani vale circa 40 miliardi. Le stime del non pagato toccano il 30%, per un valore di 17 miliardi. A 3 anni dall’affidamento, le performance di recupero medie del principale attore pubblico sono circa il 7%, mentre quelle di Area Srl sono circa il 31%. L’obiettivo è generare un modello virtuoso per consentire ai debitori di onorare gli impegni e ai Comuni di poter contare sulle risorse importanti e dovute. I dati sono stati presentati durante il workshop “Potenziare le entrate per accrescere la capacità di spesa. Un fattore competitivo per gli Enti locali”, organizzato da Area S.r.l. ed Exacta S.p.A. che si è tenuto oggi presso la Sala Adda della Fiera di Bergamo in occasione della XXXIX Assemblea Anci.
Area S.r.l. ed Exacta S.p.A. erano presenti con il loro spazio espositivo della Fiera, con i loro consulenti esperti nel settore della riscossione e dei servizi per la Pubblica amministrazione, dove hanno lanciato la campagna Gift card Se Sei Sindaco – un’offerta di servizi esclusivi dedicati alla sicurezza dei bilanci comunali.
Il workshop ha offerto l’occasione per fare il punto sulla situazione che oggi mette di fronte da un lato la Pubblica Amministrazione dall’altro i cittadini. Ciò che è importante è trovare un modello di riscossione che tenga conto delle rispettive esigenze e problematiche che possono emergere, sia da parte dei Comuni che da parte dei debitori.
“Non è difficile immaginare che nel tempo la riscossione dei crediti di minore importo risulterà sempre meno efficiente nella operatività quotidiana di Ader, come dimostrano le periodiche cancellazioni degli affidamenti di modesta entità disposte dal legislatore – ha affermato Luigi Lovecchio, tributarista e storico collaboratore de Il Sole 24 Ore -. I ruoli comunali rappresentano una larga porzione di tale categoria e dunque richiedono l’individuazione di soluzioni alternative. Il problema rimarrà quello di far funzionare davvero le banche dati a disposizione del sistema pubblico per individuare i cespiti aggredibili, migliorandone il collegamento e la interoperabilità e di renderle disponibili anche agli Enti locali”.
Ha concluso i lavori il presidente di Exacta, Dario Oreglia: “Il Gruppo Exacta ha maturato più di trent’anni di esperienza nella gestione dei crediti di natura bancaria e finanziaria. Integrando i relativi processi con quelli previsti per la gestione della riscossione dei tributi, siamo riusciti ad ottenere performance di recupero di gran lunga superiori alle medie di settore, raggiungendo il 31%. Inoltre – ha spiegato -, gli importanti investimenti in innovativi processi pienamente compliance per la Pa locale, ci fanno affermare oggi come leader di questa specifica attività”.

– foto ufficio stampa Exacta –
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Ue, dal Parlamento via libera al bilancio 2023

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Via libera dal Parlamento Europeo, riunito a Strasburgo in sessione plenaria, al Bilancio Ue 2023.
Gli eurodeputati con 492 voti favorevoli, 66 contrari e 46 astensioni hanno approvato l’accordo raggiunto con i governi dei paesi membri, che prevede risorse aggiuntive per affrontare in modo più efficace le conseguenze della guerra in Ucraina e il processo di ripresa dalla pandemia.
Nell’intesa il Parlamento ha ottenuto 1,05 miliardi di euro addizionali rispetto al progetto di bilancio iniziale della Commissione per finanziare le sue priorità. I deputati hanno aumentato i fondi destinati ai programmi e alle politiche Ue per ffrontare le conseguenze della guerra in Ucraina e della crisi energetica, oltre a contribuire alla ripresa post-pandemia e all’intensificazione degli sforzi per la transizione verde e digitale dell’Europa, in linea con le priorità stabilite dal Parlamento Ue nelle sue linee guida per il 2023.
I deputati hanno ulteriormente finanziato una serie di programmi:
Erasmus+ con 120 milioni di euro per sostenere gli studenti e gli insegnanti ucraini; gli aiuti umanitari, con un aumento di 250 milioni di euro; il Fondo asilo, migrazione e integrazione, con un aumento di 36,5 milioni di euro; lo Strumento per la gestione delle frontiere e dei visti, con 10 milioni di euro; lo “strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale” (NDICI – Global Europe) per i paesi meridionali e orientali confinanti con l’UE, con 280 milioni di euro, e la mobilità militare con 58,8 milioni di euro.
I deputati sono riusciti ad aumentare i finanziamenti per rafforzare l’indipendenza energetica dell’UE e sostenere cittadini e PMI nell’affrontare il costo elevato delle bollette energetiche, sostenendo al contempo la transizione verde e la biodiversità.
Tra i piani oggetto dell’importo figurano: il programma di ricerca Orizzonte Europa (10 milioni di euro in più); il Meccanismo per collegare l’Europa, che finanzia la costruzione di reti transeuropee di trasporto e di energia sostenibili e di alta qualità (103.5 milioni di euro in più); il programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima (30 milioni di euro in più).
I deputati hanno ripristinato i 200 milioni di euro tagliati dal Consiglio al programma EU4Health e ottenuto ulteriori 7,5 milioni di euro, poichè la pandemia COVID-19 non è ancora terminata ed è necessario sostenere i sistemi sanitari nazionali.
Tra le altre priorità figurano: il Meccanismo di protezione civile dell’UE (UCPM, 41,4 milioni di euro in più); il programma Europa creativa (7,5 milioni di euro in più); il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (3 milioni di euro in più) e la Procura europea (EPPO).

– foto Agenziafotogramma.it –

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Comuni, per i cittadini decisivi i servizi a sostegno delle famiglie

BERGAMO (ITALPRESS) – Esiste “una chiara correlazione tra i comuni che hanno investito in digitale e il ritorno, a livello di soddisfazione dei cittadini, per gli amministratori che hanno messo in campo trasformazioni concrete, visibili e in grado di includere e dare servizi”. E’ quanto emerge da un’indagine realizzata da EY, in collaborazione con SWG, su un campione di oltre 1200 residenti in città italiane capoluogo di provincia, presentata da Massimo Antonelli, CEO di EY in Italia e COO di EY Europe West, alla XXXIX Assemblea annuale dell’Anci a Bergamo. “Non dimentichiamoci però una cosa: l’unica trasformazione possibile è la trasformazione che mette le persone al centro – afferma Antonelli -. La pandemia ha lasciato nelle persone e nelle comunità una condizione di vulnerabilità che ha riguardato soprattutto le relazioni e il modo di vivere il rapporto quotidiano con gli altri”.
La richiesta alle amministrazioni in questo senso è forte, si evince dall’indagine: l’88% ritiene importanti i servizi per sostenere famiglie e persone in difficoltà; l’86% ritiene importante l’inclusione degli strati più deboli (esempio giovani e donne) all’interno del mercato del lavoro e la promozione dell’imprenditoria giovanile. “I comuni partono da un capitale di fiducia importante: ora è però tempo di mettere a terra l’ultimo miglio della trasformazione per non disperderlo”, evidenzia Antonelli, soffermandosi anche sulla cosiddetta “città dei 15 minuti” che prevede “di riorganizzare gli spazi urbani in modo che il cittadino possa trovare – entro 15 minuti a piedi da casa tutto quello che gli serve per vivere: lavoro (anche in co-working), negozi, strutture sanitarie, scuole, impianti sportivi, spazi culturali, bar e ristoranti, luoghi di aggregazione. La buona notizia, secondo la nostra rilevazione, è che per molti aspetti questa è già una caratteristica propria dei capoluoghi italiani, dove la maggior parte dei principali servizi disponibili sono facilmente e velocemente raggiungibili dai cittadini”, conclude Antonelli.

– foto ufficio stampa Anci –
(ITALPRESS).

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