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Tris al Sassuolo, il derby emiliano è del Bologna

BOLOGNA (ITALPRESS) – Troppo Bologna per il Sassuolo. Dionisi rischia pure il 4-2-4 ma non è serata ed i rossoblù ne approfittano per vincere 3-0 con i gol di Aebischer, Arnautovic e Ferguson, riscattando il pesante ko con l’Inter.
Gara molto bloccata in avvio, al 17′ cross di Laurientè per Traorè che spreca da ottima posizione. Soumaoro è bravissimo a chiudere su Frattesi (24′) poi, un minuto dopo, Pinamonti costringe Skorupski alla prima parata. Alla mezz’ora Lucumì crossa sul primo palo, arriva di gran carriera Aebischer che con un tocco morbido batte Consigli sul secondo palo. Nel finale di tempo (44′) Dominguez prova il tiro dal limite dell’area ma Consigli è attento e blocca. Nella ripresa Laurientè impegna Skorupski su punizione (4′), poi Soriano ruba palla a Obiang, serve Arnautovic che supera Consigli e mette in porta il pallone del 2-0. Il Sassuolo prova a reagire e al 17′ Laurientè suggerisce per il neo entrato Berardi, il numero 10 si gira in un fazzoletto e incrocia con il mancino: palla fuori di poco. Passano cinque minuti ed i neroverdi rischiano seriamente di subire il 3-0. Retropassaggio scriteriato di Kyriakopoulos, Consigli è bravo ad arrivare prima di tutti e a sparare il pallone direttamente in fallo laterale. Il Bologna sfiora ancora il tris al 26′ quando Arnautovic serve Ferguson, Frattesi salva in extremis. Quattro minuti ed Alvarez potrebbe segnare ma Lykogiannis si oppone con il corpo. I rossoblù chiudono la partita però al 32′ quando Ferguson e Dominguez scambiano, poi il centrocampista scozzese lascia partire un tiro ad effetto che si spegne sotto il sette. Al 35′ trattenuta di Rogerio su Dominguez in area ma Pezzuto lascia correre. La partita si spegne lentamente. Il Bologna vince con merito, il Sassuolo va dietro la lavagna. Una sconfitta del genere è pesantissima per il morale, l’esatto contrario dei rossoblù di Thiago Motta, alle stelle per una sera.
– foto LivePhotoSport –
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Il Lecce passa a Marassi, Sampdoria sempre più a fondo

GENOVA (ITALPRESS) – La Sampdoria crolla per l’ennesima volta in questo campionato, il Lecce vince al Ferraris (2-0) grazie ad un super Colombo (gol e assist) e si allontana in modo significativo dai quartieri bassi della classifica. Quarto ko consecutivo in casa per i blucerchiati, la partita della svolta diventa un altro capitolo nero di questa stagione. La posta in palio è altissima, così il primo scorcio di partita è soprattutto l’occasione per capire dove affondare il colpo. La Sampdoria è quella che mostra i muscoli per prima al 12′ con Gabbiadini, imbeccato dal diciannovenne Montevago, che si gira e cerca in diagonale l’angolo più lontano: l’ex Falcone si inventa in tuffo la parata dell’anno e mette in corner. Poi il Lecce incomincia a crescere cercando soprattutto soluzioni sulle corsie laterali come quella di Di Francesco al 26′ che si accentra ma il suo rasoterra finisce a lato. Ancora la squadra di Baroni è protagonista al 36′ con Strefezza: il suo calcio di punizione dal limite finisce di poco a lato. Il Lecce si conferma più propositivo e il vantaggio al 46′ è un premio meritato per i giallorossi. Villar sulla trequarti cerca il colpo di tacco dopo un contrasto ma il pallone invece finisce sui piedi di Colombo: il bomber si presenta davanti ad Audero e lo fulmina sul palo più vicino. Nella ripresa non bastano alla Samp gli ingressi di Verre e Caputo, Stankovic prova a dare più fantasia ma il Lecce ha la capacità di coprire bene gli spazi cercando di colpire i blucerchiati in contropiede. C’è anche un gol annullato a Di Francesco nel taccuino, questione di centimetri. Poi il nuovo entrato Banda vola via in solitudine ma si allunga troppo il pallone. Si riscatterà poco dopo, al 38′, quando viene imbeccato dal colpo di tacco di Colombo e batte Audero in uscita, chiudendo i conti.
– foto LivePhotoSport –
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Allegri “Con la Lazio sarà dura, Vlahovic ancora fuori”

TORINO (ITALPRESS) – “Mi aspetto una partita molto difficile, complicata, contro una Lazio molto forte che sta facendo grandi cose. Sarà una partita bloccata? Magari dopo 10 minuti si sblocca e diventa una partita diversa da quello che ci si può immaginare”. Massimiliano Allegri presenta così la sfida di domani sera all’Allianz Stadium contro i biancocelesti, gara che chiuderà la 15esima giornata di campionato, l’ultima prima della sosta per i Mondiali. “Veniamo da un filotto importante e domani dovremo essere bravi a dare seguito a queste vittorie con un risultato positivo, sapendo che la Lazio è la seconda miglior difesa del campionato e in trasferta ha preso un solo gol. E’ una squadra difficile da battere, le squadre di Sarri sono ben organizzate a livello difensivo e hanno giocatori tecnicamente molto validi”. Il tecnico fa poi il punto sull’infermeria: “Domani mattina dovrò vedere se Locatelli e Cuadrado saranno disponibili, poi farò delle scelte. Vlahovic non se la sente, non sta bene, sta fuori, non è nelle condizioni fisiche per affrontare una partita. Chiesa domani è a disposizione. Di Maria? E’ questione di minutaggio, dovrò decidere se portarlo in panchina e fargli fare un tempo o farlo partire titolare. Alza il livello di qualità della squadra, domani bisogna stare lì con la testa, per la qualità della Lazio è già di per sè una partita pericolosa”. Le cinque vittorie consecutive hanno rilanciato i bianconeri, tornati a essere anche imperforabili dietro. “La mia squadra ideale è quella che vince – ribatte Allegri – A Verona era una partita contro un avversario che con Milan e Roma aveva creato diverse palle gol e siamo stati bravi a interpretarla nel migliore dei modi. Domani sarà una partita completamente diversa. Ritrovato il gusto di difendere? Per difendere bene bisogna metterci più piglio, più attenzione, fare fatica. Dobbiamo migliorare alcune cose nella fase di possesso. La cosa migliore fin qui è lo spirito di squadra che stiamo ritrovando”. E per quanto riguarda la corsa scudetto, aggiunge: “Il Napoli può girare potenzialmente a 53 punti ma nel calcio quello che si dice oggi non vale domani. Pensiamo a fare bene domani sera e poi riprendere per farci trovare nelle migliori condizioni il 4 gennaio”.
– foto LivePhotoSport –
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Migranti, Italia con Grecia, Malta e Cipro “Navi Ong violano le regole”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia, la Grecia, Malta e Cipro, in quanto Paesi di primo ingresso in Europa, attraverso la rotta del Mediterraneo centrale ed orientale, si trovano a sostenere l’onere più gravoso della gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo, nel pieno rispetto di tutti gli obblighi internazionali e delle norme dell’UE”. Così il ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi e gli omologhi di Malta e Cipro e il ministro della Migrazione e dell’asilo della Grecia in una nota congiunta.
“Abbiamo sempre sostenuto con forza la necessità di sviluppare una nuova politica europea in materia di migrazione e di asilo, realmente ispirata ai principi di solidarietà e responsabilità, e che sia equamente condivisa tra tutti gli Stati membri.
Il 10 giugno 2022, abbiamo approvato una Dichiarazione Politica che istituisce un meccanismo di relocation temporaneo e volontario, nonostante i Paesi MED 5 sostenessero uno schema di relocation obbligatoria – prosegue la nota -. Purtroppo, il numero di impegni di relocation assunti dagli Stati membri partecipanti rappresenta solamente una frazione molto esigua del numero effettivo di arrivi irregolari che abbiamo ricevuto finora nel corso di questo anno”.
“Inoltre, a tutt’oggi il meccanismo si è dimostrato lento nel raggiungere il suo obiettivo dichiarato di alleviare quell’onere a cui tutti noi, come Stati membri di prima linea, siamo costantemente esposti, in quanto finora solo un esiguo numero di relocation è stato effettuato. Tutto ciò è increscioso e deludente, soprattutto in questo momento in cui i nostri Paesi devono affrontare sempre più frequentemente una pressione migratoria che sta mettendo a dura prova il nostro sistema di asilo e di accoglienza – spiegano i ministri di Italia, Grecia, Malta e Cipro -. In attesa di un accordo su un meccanismo di condivisione degli oneri che sia efficace, equo e permanente, non possiamo sottoscrivere l’idea che i Paesi di primo ingresso siano gli unici punti di sbarco europei possibili per gli immigrati illegali, soprattutto quando ciò avviene in modo non coordinato sulla base di una scelta fatta da navi private, che agiscono in totale autonomia rispetto alle autorità statali competenti.
Ribadiamo la nostra posizione sul fatto che il modus operandi di queste navi private non è in linea con lo spirito della cornice giuridica internazionale sulle operazioni di search and rescue, che dovrebbe essere rispettata. Ogni Stato deve effettivamente esercitare la giurisdizione e il controllo sulle navi battenti la propria bandiera”.
“Nel pieno rispetto delle competenze degli Stati costieri in conformità con il diritto internazionale, riteniamo urgente e necessaria una discussione seria su come coordinare meglio queste operazioni nel Mediterraneo, anche garantendo che tutte queste navi private rispettino le pertinenti convenzioni internazionali e le altre norme applicabili, e che tutti gli Stati di bandiera si assumano le loro responsabilità in conformità con i loro obblighi internazionali. Chiediamo alla Commissione Europea e alla Presidenza di adottare le misure necessarie per avviare tale discussione”, conclude la nota.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Meloni “Italia in prima linea per garantire pace e sicurezza”

ROMA (ITALPRESS) – “Nella Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, a nome di tutto il Governo rivolgo il più sentito e commosso ricordo a tutti i caduti italiani, civili e militari, che hanno sacrificato la propria vita operando, con onore e dedizione, fino all’estremo sacrificio, nei teatri operativi nei quali l’Italia è stata impegnata nel mondo”. Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Il 12 novembre 2003 è una data che rimarrà, insieme ad altre, scolpita per sempre nel cuore e nella mente degli italiani. In quella tragica giornata persero la vita in Nassirya diciannove italiani, militari e civili impegnati, insieme ad alcuni operatori iracheni, nella missione di pace Antica Babilonia – aggiunge -. E’ questa una data che ha segnato indelebilmente le nostre coscienze. Per questo, ogni anno, il 12 novembre assurge a ricordo non solo delle vittime di Nassirya, ma di tutti i caduti italiani, civili e militari, nelle missioni internazionali”.
“L’Italia repubblicana svolge, dagli anni Cinquanta, missioni internazionali nei teatri operativi, anche quelli più complessi, nei quali le nostre Forze Armate, accanto al personale civile, rappresentano con la loro professionalità e umanità una garanzia di sviluppo democratico e di pace. A tutt’oggi sono in corso varie missioni che vedono impegnati in prima linea i nostri uomini e donne per garantire la pace, la sicurezza e il rispetto dei diritti umani in contesti difficili che comportano l’assunzione di grandi rischi e responsabilità – conclude Meloni -. Il sacrificio dei nostri caduti è un patrimonio della comunità nazionale e internazionale e il loro ricordo è un impegno che tutti dobbiamo onorare, con deferenza e riconoscenza”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Ucraina, Zelensky “Libereremo anche il Donbass e la Crimea”

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – “Oggi sentiamo tutti insieme l’euforia. Non so se ci sia una persona che non ha visto il video del nostro popolo a Kherson che incontra i difensori ucraini. E vedremo molti altri incontri del genere. In quelle città e nei villaggi che sono ancora occupati. Non dimentichiamo nessuno, non lasceremo nessuno indietro”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un video su Telegram, in merito alla liberazione di Kherson.
“Sarà lo stesso a Genichesk e Melitopol. Verremo in tutte le nostre città e nei villaggi del Donbass. Vedremo sicuramente le forze ucraine in Crimea, e ci saranno centinaia di bandiere per le strade il giorno della liberazione – ha aggiunto -. Ringrazio tutti coloro che lottano e lavorano per la vittoria dell’Ucraina, grazie a chi nel mondo ci aiuta. Gloria eterna a tutti coloro che hanno dato la vita per l’Ucraina”.

– fonte Agenziafotogramma.it –

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Antimafia, a Palermo l’Aula Bunker intitolata a Falcone e Borsellino

PALERMO (ITALPRESS) – Alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’Aula Bunker del carcere Ucciardone a Palermo è stata intitolata ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Una cerimonia in un luogo simbolo dell’antimafia, nell’ambito del trentennale delle stragi di Capaci e via d’Amelio.
Un’Aula costruita ad hoc per il maxi processo a Cosa Nostra e che rappresenta la giustizia, oltre alla determinazione dei due giudici.
“Quest’aula bunker – ha affermato David Ermini, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura – è il luogo in cui per la prima volta la mafia ha subito una pesante sconfitta per mano dello Stato: il maxiprocesso ha rappresentato la vittoria del diritto sulla prepotenza mafiosa e da oggi, quando la sentiremo come aula Falcone e Borsellino, avremo un’ulteriore conferma che qui lo Stato ha vinto”. Falcone e Borsellino “sono simbolo della magistratura più nobile, quella che risveglia le coscienze, e le loro tecniche di indagine sono patrimonio comune della magistratura: senza il loro sacrificio non avremmo avuto una così evidente rivoluzione delle coscienze – ha aggiunto Ermini -. Ciononostante, numerosi sono stati gli attacchi e le ferite nei loro confronti durante quel periodo, anche provenienti dall’interno della magistratura, che comunque ha fatto piena negli anni successivi”. All’ingresso dell’aula una targa coi nomi dei due giudici simbolo della lotta alla criminalità. Insieme al capo dello Stato anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, oltre al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e al prefetto reggente Anna Aurora Colosimo. Presenti, tra gli altri, Lucia e Manfredi Borsellino, figli del giudice ucciso in via D’Amelio, e Maria Falcone, sorella di Giovanni.
“La verità sulla morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è tuttora incompleta: finchè non avremo piena luce, la nostra democrazia sarà dimezzata – ha sottolineato Matteo Frasca, presidente della Corte d’Appello di Palermo -. La celebrazione del maxiprocesso è stata possibile solo grazie alle intuizioni, all’abnegazione e alle innovazioni investigative di queste dei straordinarie figure. Prima l’esistenza della mafia veniva negata, prima i processi si svolgevano lontano da Palermo e con condanne poco efficaci. Oggi che quest’aula prende il nome di Falcone e Borsellino è indispensabile che la gente decida da che parte stare, non a parole ma con i fatti: Cosa Nostra non è stata sconfitta, ha solo cambiato modalità operative”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Il tributo che dedichiamo oggi non è solo un ossequio a due eroi ma il riconoscimento per tutti i servitori dello Stato che cadono per l’adempimento del loro dovere. Loro seppero dare fede e speranza. Se oggi siamo qui a riaffermare la presenza dello Stato nella lotta al crimine lo dobbiamo anche a loro. Fecero un lavoro monumentale, con loro cosa nostra è stata decapitata con la forza della giustizia. Questo successo fu seguito da polemiche corrosive, erano due magistrati spinti solo dalla legge. Saranno ricordati per sempre per aver servito paese con tenacia. Dovremo sempre essere illuminati dal coraggio di questi due magistrati”.
“Abbiamo fortemente voluto questa intitolazione, che abbiamo ritenuto meritasse una celebrazione dedicata a tutte le vittime di mafia – ha detto Lia Sava, procuratore generale di Palermo -. Serve uno scatto che ci conduca in una sfera etica più elevata. Solo questo slancio può garantire che la violenza non si perpetui. Vogliamo che si affermi in modo continuo un dialogo tra arte e giustizia”. “Guardiamo alle nuove generazioni, sperando di suscitare nei ragazzi una reazione, un sentimento che è ancora attuale – ha aggiunto Clelia Maltese, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati di Palermo -. Giustizia è memoria, ma anche azione sociale. Un qualcosa che bisogna sempre mantenere vivo, suscitando una reazione dei giovani, che non vanno solo informati con la storia, ma occorre utilizzare linguaggi nuovi, non tradizionali”.
“Il ricordo dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, da trent’anni ormai, resta indelebile nelle nostre coscienze e nei nostri cuori, nella consapevolezza che ciascuno deve fare la propria parte nel contrasto alla criminalità organizzata: politica, magistratura, forze dell’ordine e società civile, a partire dai nostri giovani. Per loro dobbiamo coltivare la memoria di quanti hanno sacrificato la vita per servire lo Stato”, ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“La giornata odierna – ha aggiunto – costituisce un ulteriore tassello per onorare non soltanto i giudici Falcone e Borsellino ma tutte le vittime di mafia”.

– foto ufficio stampa Quirinale –

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Il Napoli continua a volare: 3-2 all’Udinese

NAPOLI (ITALPRESS) – Pur soffrendo nel finale, prosegue la marcia trionfale del Napoli che al Maradona supera per 3-2 l’Udinese chiudendo al meglio questa prima fase di stagione a pochi giorni dall’inizio dei Mondiali. Dopo il triplice vantaggio, i padroni di casa staccano la spina nel finale concedendo due reti nell’ultimo quarto di gara ai friulani che non riescono però a evitare il ko. La prima chance è per gli ospiti e arriva all’8′, quando Meret ci deve mettere del suo per evitare lo svantaggio su un tacco ravvicinato di Deulofeu nato da un assist dalla destra di Ehizibue. Dopo lo scampato pericolo, i campani passano in vantaggio al quarto d’ora. Elmas riceve sulla sinistra e mette un traversone tagliato a uscire che trova la testa di Osimhen che non sbaglia firmando l’1-0. Poco dopo, Deulofeu esce dal campo (in lacrime) per infortunio e gli azzurri ne approfittano al 31′, siglando il raddoppio al termine di un contropiede da manuale. Osimhen avanza e smarca di tacco Lozano che lancia per Zielinski, il quale si aggiusta il pallone sul destro depositando la palla sotto l’incrocio lontano dove Silvestri non può arrivare. E’ il 2-0 con cui le due squadre vanno al riposo.
E’ poi una nuova ripartenza perfetta a regalare il tris ai partenopei al 13′ della ripresa. Osimhen fa il movimento, Anguissa porta palla e serve alla in profondità Elmas che entra in area, salta il diretto marcatore e infila Silvestri sul suo palo con un tocco ravvicinato di destro. Tre minuti dopo, il macedone sfiora la doppietta personale con un potente destro al volo ma Silvestri si supera ed evita il peggio. Il portiere ex Verona è ancora protagonista al 29′, quando salva su una botta ravvicinata di Osimhen. Al 34′ i locali si distraggono e subiscono il 3-1. Success riceve in area e appoggia di petto per il neo entrato Nestorovski che infila Meret con un bel mancino di prima intenzione. Tre minuti dopo, una leggerezza di Kim spalanca la strada a Samardzic che dal limite dell’area supera Meret con un bel sinistro a giro per il 3-2. Un uno-due pesante per gli uomini di Spalletti che riescono però a tenere il vantaggio fino al fischio finale. Il Napoli festeggia così 3 punti che lo mandano in fuga a +11 rispetto alle inseguitrici, in attesa delle altre sfide di giornata e di una sosta per il Mondiale che gli azzurri vivranno in beata solitudine in testa alla classifica. Una buona Udinese resta invece ottava a quota 24.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

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