MONZA (ITALPRESS) – All’U-Power Stadium un Monza in versione deluxe spazza via la Salernitana. Segnano Carlos Augusto e Dany Mota nel primo tempo, Pessina fa 3-0 su rigore nella ripresa. Per i granata, che rimangono anche con l’uomo in meno per l’espulsione di Candreva, c’è il secondo ko consecutivo. I brianzoli si rialzano dopo la sconfitta dell’Olimpico con la Lazio. Rovella torna titolare al fianco di Pessina nel centrocampo di Palladino che avanti conferma Colpani vicino a Caprari e alle spalle di Dany Mota. Nicola cambia l’attacco e lancia Botheim e Dia, panchina per Piatek e Bonazzoli. Tanto Monza e poca Salernitana nel primo tempo. Su cross di Colpani la bella rovesciata di Ciurria è il primo squillo del match: reattivo Sepe nella respinta che dice di no all’esterno dei brianzoli. Il vantaggio locale arriva comunque poco dopo metà frazione con un’azione nata da una leggerezza di Daniliuc a cui Caprari scippa il pallone. L’ex Verona innesca Dany Mota che con un tacco geniale libera Carlos Augusto: da pochi passi il brasiliano calcia forte sotto la traversa e centra il suo terzo gol in Serie A. Ancora Daniliuc è sfortunato protagonista anche nel raddoppio del Monza. Il centrale legge male la situazione e buca l’intervento su un lancio dalla difesa, Dany Mota si avventa sulla sfera, fa secco Pirola e trafigge ancora Sepe con un violento diagonale rasoterra. Solo negli ultimi minuti prima dell’intervallo si vede un accenno di reazione granata. Mazzocchi reclama un calcio di rigore ma Giua, senza esitazioni, lascia proseguire il gioco. Nicola stravolge la Salernitana in avvio di ripresa: dentro Valencia, Bohinen e Piatek. Proprio il polacco ci prova di testa su traversone di Mazzocchi ma non inquadra lo specchio. Gli ospiti sembrano intensificare la loro pressione ma il Monza ritorna in pochi minuti a essere padrone del campo. Colpani centra in pieno il palo con un tiro dalla distanza, poi Caprari e Ciurria impegnano Sepe. Alla mezzora ecco il tris dagli undici metri: Rovella imbuca per Dany Mota che viene atterrato in area da Candreva, dal dischetto Pessina spiazza Sepe. La Salernitana rimane anche in 10 perchè il fallo da rigore vale a Candreva il secondo giallo dopo l’ammonizione ricevuta per proteste dalla panchina nel primo tempo: è la fotografia di un pomeriggio da dimenticare per i granata. Il Monza, con l’uomo in più e tre reti di vantaggio, amministra senza problemi fino al triplice fischio e sfiora anche il poker con Birindelli, su cui è provvidenziale Sepe, e con Ranocchia che colpisce in tap-in a botta sicura ma trova un altro legno.
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Monza in versione deluxe, Salernitana travolta 3-0
Doppietta Nzola, lo Spezia vince in rimonta a Verona
VERONA (ITALPRESS) – Finisce 1-2 lo scontro salvezza andato in scena al Bentegodi tra Verona e Spezia. Vittoria in rimonta per i liguri che, passati in svantaggio nel primo tempo dopo la rete di Verdi, hanno avuto la forza di restare in gara e aggiudicarsi una vittoria non semplice. Notte fonda invece per il Verona che ultimo in classifica con 5 punti colleziona così la decima sconfitta consecutiva in campionato. La prima occasione da rete della gara è per lo Spezia che, al 16′, si rende pericoloso con Ekdal da fuori area ma la risposta di Montipò è vincente. La risposta dei padrono di casa non tarda ad arrivare e, tra il 20′ e il 23′, il Verona sfiora la rete prima con Lasagna e poi con Lazovic. La manovra offensiva dei veneti mette pressione agli avversari che, al 30′, incassano la rete dello svantaggio: azione dirompente di Lasagna che, liberatosi di Kiwior e Caldara, serve Verdi che con un delizioso colpo sotto batte Dragowski e segna l’1-0. Al 39′, azione di ripartenza del Verona e scontro durissimo tra Lasagna e Dragowski. L’estremo difensore, convocato dalla nazionale polacca per i Mondiali, resta a terra dolorante alla caviglia destra ed è costretto ad abbandonare il campo in barella tra la disperazione dei compagni. Per l’ex Fiorentina, niente Mondiali.
Gli ultimi minuti di gioco prima dell’intervallo sono un turbinio di emozioni ma le difese reggono il colpo e la prima parte del match si chiude con il vantaggio della squadra di Bocchetti. Nella ripresa lo Spezia preme il piede sull’acceleratore e, dopo aver messo alle corde l’Hellas, al 53′, la squadra di Gotti può festeggiare il gol del pareggio con Nzola che, servito da Bastoni, di sinistro trova il colpo vincente dal limite dell’area per il momentaneo 1-1. Il forcing offensivo dello Spezia manda in tilt gli avversari che, al 69′, non possono far nulla per evitare la rete dell’1-2: deviazione sul cross dalla destra di Bourabia e colpo di testa vincente di Nzola, che manda il pallone alle spalle di Montipò per la rimonta definitiva degli ospiti. Il Verona prova a riorganizzare le idee nel tentativo di acciuffare il pareggio e, nell’ultima occasione da rete del match, al 76′, Veloso sfiora la rete su calcio di punizione; lo Spezia tira un sospiro di sollievo e festeggia tre punti chiave nella lotta per la salvezza da dedicare allo sfortunato Dragowski. Il Verona sprofonda sempre di più e lascia il Bentegodi tra i fischi.
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Arbitri, caso D’Onofrio il più grave di sempre
di Italo Cucci
Il caso D’Onofrio è il più grave scandalo arbitrale di sempre. Preceduto – come risonanza, non come sostanza – dalla decisione assunta dalla Federcalcio fra il 1955 e il 1959 di far arbitrare le partite del campionato da fischietti stranieri: 13 austriaci, 5 francesi, 3 jugoslavi, un greco e un turco. Ricordo che fu una solenne buffonata con alcuni fischietti esotici che arbitravano in base alla schedina del Totocalcio che avevano giocato. Fu una follia ma nonostante tutto in buonafede. Mentre oggi ci troviamo davanti a una vicenda che squalifica il mondo arbitrale nel momento in cui ci si sorprende degli errori della Var. Ci si chiede come sia stato possibile arruolare come procuratore arbitrale – giudice dei giudici – una persona già implicata in una problematica vicenda durante la sua appartenenza all’Esercito Italiano come ufficiale medico, qualifica smentita. Poi è stato arruolato dall’Aia mentre scontava una condanna per traffico di droga, fino a ricevere attestati di fiducia e il premio Lo Bello mentre era agli arresti domiciliari con licenza di movimenti proprio nella sua veste di procuratore.
Nessuno sapeva, nessuno era responsabile della sua nomina – si dice oggi -. Secondo l’antica norma “chi controllerà i controllori?” oggi sappiamo la risposta: la Guardia di Finanza che ha scoperto e arrestato il trafficante di droga. Fortuna vuole che sia stata scoperta anche l’inesistente funzione del settore arbitrale che dovrebbe garantire la trasparenza e la pulizia morale del calcio italiano. Niente arresti, in questo caso, ma opere di bene.
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Inter corsara a Bergamo, Atalanta battuta 3-2
BERGAMO (ITALPRESS) – Una gara emozionante, in cui è successo praticamente di tutto. Alla fine la spunta l’Inter, il match contro l’Atalanta finisce 3-2 per la squadra di Simone Inzaghi grazie alla doppietta di Dzeko e all’autogol di Palomino. Secondo posto in classifica per la compagine interista, a quota 30 e a pari punti con Milan e Lazio, entrambe impegnate in serie A. L’Atalanta invece non riesce più a vincere: terza battuta d’arresto nel giro di sette giorni per la squadra di Gian Piero Gasperini. Il primo tempo è scivolato via tra fiammate e occasioni sprecate: la prima quella di Dimarco, dopo un aggancio fantascientifico, l’altra quella di Palomino, neutralizzata da Onana. Le due squadre hanno giocato più sugli errori: ed è proprio da un intervento maldestro di De Vrij che è nato l’1-0 atalantino su calcio di rigore trasformato da Lookman. L’Inter ha prima incassato il colpo, poi ha trovato il gol del pari con Edin Dzeko, abile a sfruttare un prolungamento di testa di Lautaro sul cross di Calhanoglu. Nella ripresa gli orobici non sono praticamente entrati in campo: all’11’ della ripresa Dzeko ha sfruttato un traversone di Dimarco trovando la seconda rete di giornata grazie alla complicità di Maehle. Nel giro di cinque minuti la squadra di Inzaghi ne ha approfittato trovando anche il 3-1: Lautaro su calcio d’angolo ha trovato la deviazione giusta, poi Palomino per anticipare Dzeko ha depositato nella propria rete la sfera. La gara però è stata riaperta proprio dall’argentino, sugli sviluppi di un corner: il numero 6, di testa, è riuscito a superare Onana per la seconda volta. La rete e il forcing finale però non sono bastati per evitare il quarto ko stagionale, il terzo consecutivo. L’Inter, invece, va alla sosta con un sorriso grande così.
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Papa “La pace è possibile, non rassegniamoci alla guerra”
ROMA (ITALPRESS) – “Siamo vicini ai nostri fratelli ucraini. La pace è possibile, non rassegniamoci alla guerra”. Lo ha detto papa Francesco in occasione dell’Angelus a Piazza San Pietro. In precedenza nel corso della messa celebrata nella Basilicata di San Pietro, nel corso dell’omelia ha invitato alla speranza, ad alzare lo sguardo e non lasciarsi travolgere dagli “sconvolgimenti della storia”, reiterando poi il suo accorato appello anche per le vittime della “sciagura della guerra, che provoca la morte di tanti innocenti e moltiplica il veleno dell’odio”.
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Urso “Taglio graduale al cuneo fiscale”
ROMA (ITALPRESS) – “Troveremo i soldi per tagliare il cuneo fiscale nel corso della legislatura, ora acceleriamo sul Pnrr e le semplificazioni per dare sprint alle aziende, creare lavoro, difendere le filiere strategiche”. Lo dice in una intervista a “Il Messaggero” il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che poi sulla richiesta del presidente di Confindustria Bonomi di ridurre il costo del lavoro, risponde: “Non si può fare tutto e subito. Tagliare il cuneo fiscale di cinque punti è un obiettivo di legislatura, opereremo gradualmente in modo costante nella direzione che ci siamo dati compatibilmente con le regole del Bilancio. Il taglio del cuneo sarà per 2/3 per il lavoratore e 1/3 per l’azienda. Dobbiamo alzare i salari in maniera graduale”.
Sulle semplificazioni, poi, dice: “‘Non disturbare chi vuole farè. Lo ha affermato il presidente Meloni nel suo discorso programmatico in occasione della fiducia: il vero Made in Italy, ovvero costruito in Italia, non deve essere ‘ostruito in Italià ma anzi sostenuto e incentivato. Assieme a strumenti di semplificazione mettiamo in campo risorse come mai prima, grazie al Pnrr, al fondo complementare, alle risorse di coesione e quelle della Legge di bilancio. E tutela, in Italia e nel mondo. Spero a conclusione dei cinque anni di legislatura il nuovo Mimit sia percepito come il Ministero delle opportunità e non più come il Ministero delle crisi”. Nella prima riunione della cabina di regia sul Pnrr, il presidente Meloni ha chiesto di mettere a terra rapidamente i miliardi stanziati, attivando progetti, facendo partire i cantieri, sbloccando le procedure: “Il nostro ministero vuole che i cantieri si aprano e, soprattutto, si concludano in tempi congrui. Stiamo attivando contratti di sviluppo come mai prima su filiere produttive strategiche, sul turismo, sull’automotive, sulle batterie per realizzare anche quella sovranità tecnologica assolutamente necessaria nell’epoca della deglobalizzazione”.
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Tajani “La Francia non scarichi i suoi problemi su di noi”
MILANO (ITALPRESS) – “Noi sul tema migranti abbiamo posto un problema politico, non volevamo creare alcuna polemica. Da parte della Francia c’è stata una reazione sproporzionata, anche per questioni loro di politica interna. Vogliamo un’azione europea più forte, perchè i settemila chilometri di costa italiana sono la frontiera Sud dell’Europa. Anche Manfred Weber, il presidente del Ppe, ci ha dato ragione”. E’ quanto afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani sul “Corriere della Sera” che sulla proposta che porterà al Consiglio della Ue, dice: “E’ l’Europa che deve fare un piano, non l’Italia. Serve una scelta condivisa sul ricollocamento. Noi porremo il tema immigrazione con grande serenità e determinazione, perchè il problema va avanti da anni e dobbiamo assolutamente risolverlo. Chiederò quale accordo dice che quelli italiani sono i porti dove devono sbarcare tutti i migranti. Non mi risulta che esista”. “Bisogna impedire gli sbarchi e quando si prendono le barche dei trafficanti si distrugge il motore. Servono un vero Piano Marshall europeo per l’Africa e accordi con Libia, Tunisia, Marocco, Niger e altri Paesi del Sahel. Nel 2050 gli africani saranno quasi tre miliardi. Il problema va risolto a monte affrontando i cambiamenti climatici, le malattie, la povertà, le guerre, il terrorismo”. Che sul caso della nave Ocean Viking, poi, aggiunge: “Non siamo affatto isolati. Germania e Lussemburgo rispetteranno i patti, come noi. E sono solidali anche Grecia, Malta e Cipro, che hanno firmato con l’Italia una dichiarazione congiunta dei ministri dell’Interno perchè hanno lo stesso problema”. Quindi sulle accuse della Francia all’Italia di non aver manifestato solidarietà, risponde: “Come si fa a dire a una Nazione che ha accolto 90 mila migranti dall’inizio dell’anno che non è umana? Il governo francese non scarichi su di noi i suoi problemi interni. L’Italia ha sempre fatto la sua parte, chiediamo che la faccia anche l’Europa. Noi siamo disposti ad accogliere, ma serve un cambio di passo da parte degli altri Stati membri. Nel caso della Turchia c’è stata una soluzione, ora si trovi anche per l’Italia”.
“Non vogliamo fare polemica con la Francia, non li abbiamo danneggiati e siamo stati sempre corretti. Ma noi, con un confronto sereno, dobbiamo difendere le ragioni dell’Italia. Non può passare il principio che le Ong si mettono d’accordo e prendono a bordo i migranti”. “Noi abbiamo rispettato le regole e mantenuto gli impegni, mentre altri no. Poniamo un problema che riguarda il ricollocamento. Tredici Paesi Ue si sono impegnati a ricollocare 8 mila delle 90 mila persone arrivate nel 2022 e lo sa quante ne sono state ricollocate? Lo 0,13%, cioè 117”. Infine sulle parole del Presidente Mattarella, conclude: “Il presidente ha detto una cosa sacrosanta. Sull’immigrazione bisogna trovare una soluzione europea e intervenire in Africa. Lo stesso ha detto papa Francesco”.
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Russell vince la gara sprint di Interlagos davanti a Sainz
SAN PAOLO (BRASILE) (ITALPRESS) – George Russell su Mercedes ha vinto la gara sprint di Interlagos precedendo Carlos Sainz, secondo con la sua Ferrari a 3″995. Terzo Lewis Hamilton con l’altra Freccia d’Argento, davanti alle due Red Bull di Max Verstappen e Sergio Perez. Sesta posizione per l’altro ferrarista, Charles Leclerc, quindi Lando Norris (McLaren) e Kevin Magnussen, ottavo con la Haas dopo essere scattato dalla pole. A chiudere la Top Ten Sebastian Vettel (Aston Martin) e Pierre Gasly (AlphaTauri). Considerando le cinque posizioni di penalità che dovrà scontare Sainz per la sostituzione del motore endotermico, domani prima fila tutta Mercedes nel Gran Premio del Brasile, Red Bull in seconda mentre Leclerc partirà dalla quinta casella col compagno di squadra in ottava fila.
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