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Milano-Cortina, Intesa Sanpaolo a sostegno delle imprese del turismo

MILANO (ITALPRESS) – Il settore del turismo è stato tra i grandi protagonisti della ripresa italiana post-Covid, sia nel 2021 sia soprattutto nel 2022, quando sono stati sfiorati i livelli 2019 in termini di presenze turistiche, in un contesto particolarmente favorevole agli spostamenti internazionali. Il tasso di occupazione delle camere nelle strutture ricettive è salito al 73% nel giugno-agosto 2022 rispetto al medesimo trimestre pre-Covid, dal 47% del giugno-agosto 2021, sostenendo anche la risalita del fatturato settoriale. I prossimi mesi vedranno deteriorarsi lo scenario nazionale e internazionale di riferimento per il turismo. La spirale inflattiva, conseguenza della crisi energetica, sarà massima nel periodo autunno-inverno a cavallo tra l’anno in corso e il 2023, determinando una progressiva compressione dei consumi a livello europeo, che potrebbe incidere sulla pianificazione delle prossime vacanze in termini di budget di spesa e durata. Sono alcuni dei risultati di un rapporto a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, presentati a Milano durante un incontro promosso dal gruppo bancario in vista dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina del 2026.
Diversi fattori consentono di mantenere una view positiva sull’evoluzione del settore in Italia: dai numeri già disponibili sulle prenotazioni al potenziale ritorno dei clienti del Far East, dalla brillante ripresa del turismo congressuale alla possibilità di spingere ancora sulle tariffe per neutralizzare almeno in parte i rincari energetici, grazie alla qualità percepita del servizio alberghiero nazionale.
L’effetto combinato di questi elementi porta a stimare, per il 2023, un sorpasso del fatturato settoriale sul pre-Covid, nell’ordine del +9,9% a prezzi correnti (alberghi e altri servizi di alloggio), che si intensificherà nel 2024 (+16,4% sul 2019).
Gli investimenti restano il fattore chiave per preservare competitività. Cresce l’attenzione verso il green e il digitale; rilevante anche il capitale umano, nonostante i problemi di mismatch tra domanda e offerta che ancora affliggono il settore turistico. Altrettanto chiave il tema della promozione web, di fronte a turisti sempre più digitali: già nel 2022, l’e-commerce ha dato una notevole spinta alla brillante ripresa del settore post-Covid. Serve però puntare maggiormente sul destination marketing, sulla promozione di brand territoriali, sulla capacità di fare sistema per incrementare il livello di attrattività del sistema turistico e culturale, tra i punti chiave del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il turismo lombardo può dare un contributo importante alla ripresa del settore e ricopre un ruolo rilevante in ambito italiano, posizionandosi al primo posto in termini di valore aggiunto e di addetti. Milano occupa il secondo posto in regione per numero di presenze (quasi 7 milioni nel 2021), dopo Brescia, e il nono posto a livello nazionale.
“I giochi olimpici di Milano-Cortina costituiranno una grande opportunità per il territorio come ai tempi lo è stato l’Expo per Milano e per l’hinterland – sostiene Pierluigi Monceri, direttore regionale Milano, Monza e Brianza di Intesa Sanpaolo -. Sono previsti infatti investimenti per oltre 3 miliardi di euro che porteranno un valore aggiunto sul territorio di oltre 1 miliardo e 200 milioni. Ci attendiamo nuove 30.000 assunzioni, con benefici che interesseranno anche il mercato immobiliare. E’ infatti prevista la costruzione di oltre 1 milione di metri quadri di immobili in luogo dei 700.000 previsti inizialmente. Tutto questo genererà sul territorio opportunità importanti e crescita dei valori immobiliari. Un evento che, se ben gestito, può diventare estremamente propulsivo per il territorio”.
Expo aveva dato una spinta importante all’economia turistica delle città di Milano e Monza Brianza. Le presenze di turisti stranieri erano salite a quota 9,2 milioni nel 2015 (+1,3 milioni in un solo anno), per poi portarsi a 10,1 milioni nel 2019. Erano cresciute in particolare le presenze di turisti provenienti da paesi lontani, come Stati Uniti e Cina. Ed è proprio verso questi paesi che è stata accusata la perdita più rilevante di presenze nel biennio del Covid (2020 e 2021). I dati preliminari relativi al periodo gennaio-giugno 2022 mostrano come Milano abbia registrato un aumento tendenziale delle presenze pari al +183,6%, mentre Monza Brianza un progresso del +52,1%. Il divario rispetto al 2019 si è così ridotto, grazie al buon recupero registrato durante il periodo estivo.
In prospettiva, è alto il potenziale di crescita dell’economia del turismo di questo territorio. Più fattori spingono in questa direzione, a partire dalla qualità dell’offerta ricettiva: gli alberghi con almeno 4 stelle rappresentano ora il 59% dei posti letto (l’Italia si ferma al 37%) e quelli a 5 stelle e 5 stelle lusso il 7,5% (contro il 4% della media nazionale). Secondo Italia destinazione digitale, nel 2022 Milano è stata la meta turistica più inclusiva in Italia: ha vinto infatti il premio Inclusivity Index dedicato alle destinazioni turistiche italiane che hanno registrato le migliori performance online, distinguendosi agli occhi di turisti e visitatori in termini di percezione dell’offerta, qualità dell’ospitalità, servizi ed esperienze durante il soggiorno. Nel medio termine, poi, la città potrà contare sul traino delle Olimpiadi invernali 2026 e potrà tornare a far leva sulla sua centralità nel turismo fieristico, culturale, nella moda e nel design, ma anche sull’eccellenza dell’enogastronomia.
Cruciali saranno gli investimenti in infrastrutture, promozione del territorio, tecnologia, green, sicurezza, per rispondere ai nuovi modelli e stili di viaggio dei turisti che sono emersi ancora più forti in seguito al Covid-19.
In questa ottica diventa estremamente importante che l’offerta delle strutture ricettive sappia cogliere le occasioni che si stanno presentando ed in generale cavalcare orizzonti di crescita, soprattutto quella creata da turisti stranieri.
“Grande è l’attenzione da parte di Intesa Sanpaolo per stimolare il fenomeno e veicolarlo positivamente premiando atteggiamenti positivi e lungimiranti – afferma Anna Roscio, responsabile direzione Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo -. L’Italia aspetta a braccia aperte le Olimpiadi di Milano-Cortina anche per l’importante fattore di attrazione che rappresenterà verso il nostro Paese. Ci sarà un impulso sul settore turistico, un settore già ritenuto trainante per la nostra economia anche leggendo i dati Istat. Siamo vicini al settore per il rilancio degli investimenti, incentivando e premiando le imprese che puntano sui settori strategici del turismo a livello internazionale, come l’ammordernamento, la riqualificazione, la qualità della capacità ricettiva, la sostenibilità e la digitalizzazione dell’offerta. Per questo mettiamo a disposizione servizi come finanziamenti dedicati, il noleggio di attrezzatura e il supporto nelle pratiche legate al PNRR”.

– foto Italpress –

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Alluminio, Italia supera obiettivi europei per recupero imballaggi

RIMINI (ITALPRESS) – Lattine per bevande, scatolette, bombolette, fogli per la conservazione del cibo, vaschette da cucina, ma non solo. L’alluminio fa parte della vita quotidiana di tutti. Nel mercato italiano sono presenti oltre 78 mila tonnellate di imballaggi in alluminio, ed è sempre più alta la quota del loro riciclo. A Ecomondo, a Rimini, il Cial (Consorzio nazionale imballaggi alluminio), che riunisce 250 imprese consorziate, ha presentato i dati sul riciclo dell’alluminio nel 2021. In Italia il recupero totale degli imballaggi di questo tipo ammonta a 56.600 tonnellate.
“I dati di riciclo 2021 sono molto incoraggianti, perchè ci incoraggiano a fare ancora meglio – ha commentato la direttrice generale del Cial Giuseppina Carnimeo -. Abbiamo raggiunto il 67,5% di riciclo degli imballaggi immessi al consumo, che significa aver già superato gli obiettivi fissati dall’Unione Europea al 2030, che ricordiamo essere il 60%, e aver superato di dieci punti percentuali la media europea. Siamo un’eccellenza in Europa per quantità di alluminio riciclato prodotto, ed è un dato molto importante, perchè nel nostro Paese il 100% della produzione di alluminio si basa sul riciclo”.
Carnimeo rimarca l’importanza del dato “soprattutto in questo momento storico, perchè il riciclo dell’alluminio consente un risparmio energetico del 95% rispetto alla produzione di alluminio primario”. La direttrice generale sottolinea quindi i “vantaggi ambientali” del riciclo di alluminio “in questo momento storico di crisi energetica e di cambiamento climatico”.
Nel 2021 sono state riciclate 52.900 tonnellate di imballaggi in alluminio che hanno permesso di evitare emissioni serra pari a 371mila tonnellate di CO2 e di risparmiare energia per oltre 159mila tonnellate equivalenti petrolio.
Il Cial ha in particolare compiuto un’analisi sul riciclo della lattine in alluminio. “Abbiamo voluto monitorare, attraverso studi e analisi merceologiche, e abbiamo rendicontato che ben il 90,5% delle lattine immesse sul mercato sono avviate al riciclo – ha spiegato la direttrice generale -. Quindi nove lattine su dieci trovano nuova vita in un alluminio secondario e in tutte le applicazioni che può avere l’alluminio: nell’automotive, nelle case, nell’oggettistica. L’alluminio secondario è intorno a noi in ogni momento della nostra vita. Anche questo risultato ci pone fra le eccellenze in Europa e ne siamo molto orgogliosi”.
-foto Italpress –
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Energia, Acquedotto Pugliese investe su sostenibilità e autoproduzione

RIMINI (ITALPRESS) – Acquedotto Pugliese, la società titolare della concessione per il servizio idrico integrato nei comuni di tutta la regione, ha approvato il primo piano di sostenibilità e lanciato il piano strategico al 2026 per un maggiore efficientamento della gestione dell’acqua. Sul tavolo, nuovi schemi per la captazione della risorsa idrica, la gestione smart della rete, e la fidelizzazione dei clienti, raccontati alla fiera Ecomondo di Rimini.
“La sfida energetica è diventata importante”, ha detto Francesca Portincasa, direttrice generale di Acquedotto Pugliese. Dato il “rincaro così folle dell’energia, essendo noi una società energivora, come tutti i gestori del servizio idrico integrato”, si è optato per accelerare “al massimo gli investimenti per l’autoproduzione di energia. E con un certo orgoglio posso dire che già l’impianto di depurazione di Lecce, in alcune ore della giornata non preleva energia dalla rete”.
Per ottenere energia da fonti rinnovabili si è scelta la linea di valorizzare “il comparto della depurazione che con la digestione anaerobica dei fanghi – ha spiegato la direttrice generale – produce energia, la quale può essere reimpiegata all’interno” del sistema.
Per applicare il piano strategico, la società intende ricorrere a nuove tecnologie, come lo smart water metering, che “significa studiare, prevenire le perdite in rete, fare in modo che l’acqua cammini dove serve, quando serve – ha detto Portincasa -. Tradizionalmente tutti i gestori affrontano il problema dei picchi di pressione notturni con un incremento delle perdite. Noi stiamo lavorando per selezionare sempre di più le reti, per far sì che le persone abbiano l’acqua piuttosto al mattino quando si alzano che non la notte quando non la prelevano”.
L’elaborazione dei dati, poi, sarà al centro di una control-room “che nascerà nel 2023 – ha annunciato -, che sarà in grado di recepire gli input da tutti i territori, dalle reti, dagli impianti”.
Tra gli altri strumento oggetto di sviluppo, “la realtà virtuale, la realtà aumentata”, ha detto la direttrice generale, che significa “mandare in campo colleghi forniti di visori che permetteranno a chi è nella control-room di guidarli nelle operazioni con sempre maggiore attenzione e maggiore sicurezza”. Quando arriveranno gli allarmi, “saranno gli operatori della control-room a dare indicazioni ai colleghi su come operare”.

– foto ufficio stampa Acquedotto Pugliese –

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Lecce-Atalanta 2-1, decidono Baschirotto e Di Francesco

LECCE (ITALPRESS) – Prima vittoria casalinga per il Lecce che batte 2-1 l’Atalanta al Via del Mare. Secondo ko consecutivo per la Dea a cui non basta il ritorno al gol di Zapata. Baschirotto e Di Francesco regalano ai salentini tre punti fondamentali. Baroni cambia due uomini rispetto all’undici che ha pareggiato ad Udine: in difesa Pongracic al posto di Umtiti, avanti Di Francesco e non Banda nel tridente con Strefezza e Colombo. Ampio turnover invece per Gasperini che tiene fuori Lookman e rilancia Malinovskyi e Zapata. Proprio su quest’asse il primo brivido del match: l’ucraino verticalizza per il colombiano che però viene murato sul più bello dalla difesa avversaria. Nel complesso però è il Lecce a partire meglio. Strefezza sporca i guantoni di Sportiello, poi triangola con Gendrey che serve a rimorchio Colombo: palla fuori ma non di molto. Dall’altro lato Hjulman è provvidenziale in chiusura su Pasalic mentre Soppy quasi sfiora l’autogol per negare la conclusione a Di Francesco. Prima della mezzora però, la squadra di casa segna 2 volte nel giro di 3 minuti. Sugli sviluppi di un corner, Strefezza disegna un traversone al centro, Gonzalez fa da sponda per Baschirotto che appoggia in rete il suo primo gol in Serie A. L’Atalanta accusa il colpo: Okoli perde palla sulla pressione di Colombo e Di Francesco ne approfitta per involarsi verso la porta. L’attaccante dribbla anche il portiere prima di insaccare il 2-0. Per la Dea le cose si mettono male, però la reazione arriva. Altra imbucata di Malinovskyi per Zapata che stavolta, solo davanti a Falcone, non sbaglia.
Nella ripresa Gasperini lancia subito Maehle e Koopmeiners, ma è Strefezza per i salentini a sfiorare il bersaglio con un velenoso rasoterra. Falcone mette i guantoni sul colpo di testa in terzo tempo di Okoli e l’Atalanta si gioca prima la carta Lookman e poi tenta il tutto per tutto con Boga e Hojlund. Sui piedi di Malinovskyi e Koopmeiners le occasioni migliori che però non vanno a buon fine. Il Lecce si difende con ordine e personalità e dopo 95 minuti fa festa con il pubblico del Via del Mare.
– foto LivePhotoSport –
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Pinamonti replica ad Abraham, Sassuolo-Roma 1-1

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Dopo la sconfitta nel derby, la Roma non va oltre l’1-1 contro il Sassuolo al Mapei Stadium dopo essersi illusa nel finale di gara. Si sbloccano i due centravanti Abraham e Pinamonti, ma il punto soddisfa solo Dionisi e lascia l’amaro in bocca a Mourinho. La prima conclusione del match è dell’ex Frattesi che al 16′ ha lo spazio per il tiro e non ci pensa due volte: Rui Patricio smanaccia in corner. Al 28′ ci prova Harroui: palla alta. La Roma controlla il possesso palla (60%) ma fatica a costruirsi occasioni pulite da gol. Al 32′ una ripartenza è la chance più nitida del primo tempo: Zaniolo guida una il contropiede due contro due e mette in porta Shomurodov ma l’uzbeko – schierato al posto di Abraham e Belotti – è poco lucido e calcia su Consigli. Il Sassuolo risponde sfoggiando tutta la classe di Laurientè. Stop a seguire, arresto e tiro: palla fuori di un soffio. Al 42′ la squadra di Dionisi è pericolosa da calcio d’angolo con Frattesi che svetta tra le teste giallorosse senza trovare la porta. Mourinho risponde con i suoi due esterni: Celik crossa per Zalewski, il polacco a botta sicura calcia alto al volo. Ritmi più bassi in avvio di ripresa. Al 65′ Mourinho si gioca i primi cambi: dentro Abraham, El Shaarawy e Karsdorp. Dionisi invece si gioca le carte Thorstvedt e Traore. Al 70′ Pinamonti suona la sveglia a Rui Patricio: colpo di testa centrale, il portoghese blocca. Al 76′ il Sassuolo va vicino al vantaggio: Laurientè sfonda sulla sinistra e regala l’intero specchio a Traore ma Rui Patricio chiude e mura l’attaccante. All’80’ la Roma la sblocca: Mancini si sovrappone e crossa, Abraham di testa dà la frustata che non lascia scampo a Consigli. Ma dura poco. All’85’ Laurientè va via a Karsdorp e crossa dal fondo, Pinamonti anticipa Smalling e mette in rete. E’ il quarto gol ai giallorossi. Contro nessuna squadra ha fatto meglio. Nel finale c’è spazio anche per Berardi, ma ai neroverdi basta l’1-1.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Industria chimica, 2% del fatturato in salute, sicurezza e ambiente

RIMINI (ITALPRESS) – L’industria chimica è uno dei settori dove è più sicuro lavorare; persegue lo sviluppo sostenibile minimizzando l’impatto ambientale a parità di produzione – quindi indipendentemente dalla congiuntura economica- in un’ottica circolare; si impegna costantemente per un uso più efficiente dell’energia e per la riduzione degli impatti climatici, a beneficio dell’ambiente e della competitività e resilienza proprie e di tutte le filiere produttive a valle. Questi i messaggi che emergono dal 28° Rapporto annuale Responsible Care, il Programma mondiale volontario di promozione dello sviluppo sostenibile dell’industria chimica, presentato a Rimini in occasione della Fiera Ecomondo.
L’industria chimica vanta da anni una posizione di leadership nell’ambito della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro: l’incidenza degli infortuni nel settore è inferiore del 41% rispetto alla media manifatturiera.
Dal 2010 il numero degli infortuni, a parità di ore lavorate, è diminuito del 40% e mostra un ulteriore calo (quasi il 12%) rispetto al 2019: segno che la sensibilizzazione dei dipendenti verso atteggiamenti sicuri e responsabili e alcune buone pratiche introdotte durante la pandemia, come la riorganizzazione delle modalità e degli ambienti di lavoro, hanno generato effetti positivi.
“Questi risultati sono frutto di un ingente impegno economico delle nostre imprese, che investono per sicurezza, salute e ambiente mediamente oltre il 2% del fatturato annuo, pari circa a un quarto degli investimenti totali. Un impegno testimoniato anche dalla proficua collaborazione con INAIL, in atto da oltre da 15 anni”, ha osservato Paolo Lamberti, Presidente di Federchimica, la Federazione nazionale dell’Industria chimica che dal 1992 gestisce il programma Responsible Care in Italia.
Il Rapporto dimostra anche l’impegno del settore sul fronte del consumo energetico; rispetto al 1990, l’industria chimica ha migliorato la propria efficienza energetica del 60% a parità di produzione: un risultato rilevante e ben superiore all’obiettivo fissato dalla UE (32,5% entro il 2030). Ciò anche grazie ad investimenti in cogenerazione, utilizzo di energie rinnovabili ed economia circolare.
Nel complicato contesto post pandemico, contrassegnato anche dall’esponenziale aumento dei costi energetici e delle materie prime, il settore ha comunque migliorato le già ottime prestazioni rispetto a tutti gli indicatori di sostenibilità ambientale: dal 1990 le emissioni dirette di gas serra si sono ridotte del 62% e le emissioni in atmosfera sono diminuite in media di oltre il 95%, grazie a miglioramenti di processo e prodotto e all’adozione di nuove tecnologie.
E’ stato poi sensibilmente ridotto, a parità di produzione, il consumo di acqua (-44%), in particolare di acqua dolce (-56%), più pregiata in quanto indispensabile per gli ecosistemi.
Diminuisce anche la produzione di rifiuti (-3,4% in un anno) e migliora la loro gestione: il riciclo è la prima modalità di trattamento ed equivale a quasi il 30% del totale.
“Già 30 anni fa la chimica in Italia si faceva promotrice di un nuovo modo di fare impresa, con sistemi di governance basati anche sugli aspetti socio-ambientali. Anche nel difficile scenario in cui ci troviamo a operare, perseguire lo sviluppo sostenibile è prioritario – ha proseguito Lamberti -. La transizione ecologica è un cambiamento fondamentale sotto il profilo sia ambientale, sia economico, purchè non si perda di vista il rapporto tra costi industriali, benefici della collettività e tempi necessari per la sua piena e concreta attuazione. La chimica è una infrastruttura tecnologica innovativa, in grado di rendere più sostenibili i processi produttivi e i prodotti stessi, con un effetto virtuoso anche per i comparti utilizzatori. I risultati in continuo miglioramento – ha concluso – dimostrano che affrontiamo i temi ambientali con serietà e concretezza, andando oltre gli slogan semplicistici e i falsi miti”.
Alla manifestazione di presentazione del 28° Rapporto annuale Responsible Care sono intervenuti: Franco Bettoni, Presidente INAIL; Raffaele Cattaneo, Assessore all’Ambiente e Clima Regione Lombardia; Nora Garofalo, Segretaria Generale FEMCA-CISL, in rappresentanza di tutte le Organizzazioni Sindacali; Filippo Servalli, Presidente Programma Responsible Care Federchimica.
Il Premio Responsible Care, dedicato ai migliori progetti di sostenibilità è stato assegnato alle imprese:
Erca, per il progetto “From grey we make green”: 18 prodotti per la preparazione, tintura e finissaggio delle fibre tessili formulati a partire da olio vegetale esausto da cucina, un rifiuto problematico, di cui in Italia si producono ogni anno 260 mila tonnellate. L’olio di recupero viene utilizzato come sostanza in sostituzione dei più comuni oli vergini vegetali, provenienti principalmente dall’Asia. Il rifiuto diventa così una nuova risorsa, secondi criteri ecologici e sostenibili.
Metlac, per lo sviluppo di vernici a ridotta impronta ambientale per imballaggi alimentari: vernici adatte alla innovativa tecnologia di asciugatura Electron Beam nel settore del metal packaging alimentare, con rilevante potenziale di riduzione dell’impatto ambientale. La tecnologia consente di ridurre i consumi energetici; il supporto verniciato non subisce stress termico poichè il processo non sviluppa calore; la reticolazione del prodotto verniciante è istantanea e non sono necessari fotoiniziatori e solventi.
Nippon Gases Italia, per il progetto “Remote Job Safety Observations”: importante innovazione sul fronte della sicurezza. Consente di assistere da remoto gli autisti cisternisti tramite uno strumento informatico di tele-assistenza interattiva.Il progetto potenzia la tutela dell’autista tramite un monitoraggio attivabile, anche durante le operazioni di carico e scarico, consentendo di individuare e correggere proattivamente eventuali comportamenti non corretti.

– foto ufficio stampa Federchimica –

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Utilitalia “Servono impianti per smaltire i fanghi di depurazione”

RIMINI (ITALPRESS) – In Italia vengono prodotte ogni anno 3,4 milioni di tonnellate di fanghi di depurazione. Un rifiuto che si può trasformare in risorsa per l’utilizzo in agricoltura o attraverso il recupero energetico e di materia. Nel nostro Paese, però, il sistema si regge su un equilibrio precario: a un sistema insufficiente di depurazione (che ci costa 4 procedure di infrazione, con 60 milioni pagati ogni anno e il 18% dei reflui di origine urbana non depurati) si accompagna una carenza di impianti sia per il corretto utilizzo in agricoltura, sia per il recupero di materia e per quello energetico con produzione di biometano ed energia elettrica o termica; ciò nel nel presupposto che lo smaltimento in discarica, sicuramente l’opzione ambientalmente meno conveniente, vada minimizzato a favore del recupero, come previsto anche nella bozza di revisione della Direttiva Europea sulle acque reflue urbane. Lo evidenzia Utilitalia, che a Ecomondo ha presentato lo studio “Fabbisogni impiantistici per una corretta gestione dei fanghi di depurazione”.
Nel 2021, oltre il 50% dei fanghi è stato avviato allo smaltimento, con situazioni piuttosto diversificate tra le macroaree. Il Centro ed il Sud, infatti, hanno esportato complessivamente circa 560.000 tonnellate di fanghi verso altre regioni, soprattutto del Nord. Un quadro che rischia di essere aggravato nei prossimi anni da due fattori. Da un lato, migliorare le performance dal punto di vista della depurazione farà crescere i quantitativi di rifiuto da gestire: con la risoluzione delle procedure di infrazione si stima che si produrrà quasi un milione di tonnellate di fanghi in più, arrivando a circa 4,2 milioni di tonnellate annue. Dall’altro lato, una mancata o una forte riduzione dell’utilizzo agricolo, sottoposto frequentemente a limitazioni e praticato comunque in un quadro di incertezza normativa, causa una norma datata che andrebbe urgentemente riformata, aggraverebbe ulteriormente la situazione di deficit gestionale del Centro-Sud, mettendo anche il Nord in forte difficoltà.
Questo perchè ad oggi la quasi totalità delle 1,5 milioni di tonnellate di fanghi avviati a recupero viene trattata per un successivo utilizzo in agricoltura, sia in forma diretta sia attraverso la produzione di ammendanti compostati misti e di gessi di defecazione. Nel caso venisse a mancare l’utilizzo agricolo, occorrerebbe trovare immediata collocazione per circa 1,38 milioni di tonnellate di fanghi, alle quali andrebbe a sommarsi un ulteriore milione di tonnellate derivanti dalla risoluzione delle procedure di infrazione. “I gestori del servizio idrico – spiega il vicepresidente di Utilitalia, Alessandro Russo – sono impegnati da tempo in politiche incentrate sulla riduzione dell’utilizzo della discarica per lo smaltimento dei fanghi, in linea con gli standard forniti da Arera. Ma prossimi anni occorreranno impianti sia per il recupero di materia e successivo utilizzo in agricoltura, sia per il recupero energetico con produzione tra gli altri di biometano. In Italia la normativa risale al 1992 e già da tempo ne sosteniamo la necessità di un aggiornamento. Ciò alla luce sia di un diverso approccio alla tutela dell’ambiente sempre più focalizzato sulla prevenzione e la circolarità, sia sulla base degli studi scientifici in corso che devono costituire il fondamento delle scelte inerenti le future norme”.

– foto Italpress –

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Ue, Gentiloni “Crescita e investimenti vanno incoraggiati”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “La proposta di revisione del Patto di stabilità che abbiamo adottato oggi ha un obiettivo fondamentale: quello di riportare la stabilità e la crescita sullo stesso piano, di dargli pari dignità”. Lo ha detto il commissario europeo agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, in un punto stampa sulla riforma del Patto di Stabilità e Crescita.
“Il che vuol dire che la crescita va incoraggiata, creando un meccanismo per dare spazi agli investimenti sui beni comuni europei, e al tempo stesso la riduzione del debito va messa su un percorso più realistico, più graduale, più adatto alle differenze tra i vari Paesi – ha aggiunto -. Dando ai singoli governi la parola per dei piani che portano in questa direzione – investimenti sui beni comuni e riduzione del debito molto più realistica e graduale rispetto alle regole attuali – avremo, credo, uno schema che poi sarà impegno di tutti far rispettare”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

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