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Martin in pole a Valencia, Quartararo 4°, Bagnaia 8°

VALENCIA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Jorge Martìn (Ducati) con il tempo di 1’29″621 ha conquistato la pole della MotoGP del Gran Premio di Valencia, ultimo appuntamento del Motomondiale 2022. Lo spagnolo ha preceduto il connazionale Marc Marquez (Honda) di due decimi. Terzo l’australiano Jack Miller (Ducati, +0″213), ma i riflettori erano puntati sui due protagonisti della lotta al titolo con Fabio Quartararo che ha chiuso con il quarto tempo (+0″279). Il pilota della Yamaha può ancora vincere il Mondiale, ma è tutto nelle mani di Francesco Bagnania che partirà ottavo in griglia, dunque quattro posizioni dietro al francese. Quinto tempo per Alex Rins (Suzuki, +0″319), sesto Maverick Vinales (Aprilia, +0″334), settimo Brad Binder (Ktm, +0″418), quindi come detto il leader della classifica piloti, Pecco Bagnaia (Ducati, +0″428), poi chiudono la top ten il francese Joahn Zarco (Ducati, +0″418) e Aleix Espargaro (Aprilia +0″503).
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS)

Intesa Sanpaolo, Carlo Messina resta al vertice Top Manager Reputation

MILANO (ITALPRESS) – La classifica Top Manager Reputation, nell’aggiornamento mensile di ottobre, rimane guidata dal cluster Finance e da Carlo Messina (83.43). L’Ad di Intesa Sanpaolo ha focalizzato la propria presenza online sui temi legati alla Leadership (82%), commentando il pacchetto di aiuti stanziato dalla banca per aiutare imprese e famiglie ad affrontare i rincari, oltre alla laurea magistrale honoris causa ricevuta dal Politecnico di Bari. Medaglia d’argento per Claudio Descalzi (80.22), uno dei manager più esposti sul tema dell’energia: asset della sua comunicazione a ottobre le dimensioni Leadership (65%) e Esg (35%). Francesco Starace di Enel, terzo con 79.00 punti, è il top manager che a ottobre ha generato più conversazioni sugli obiettivi di sviluppo sostenibile (68%).
Cresce il peso mediatico dei dirigenti d’azienda italiani. Questo il dato che emerge dalla centesima rilevazione dell’osservatorio permanente Top Manager Reputation, che dal 2013 monitora la reputazione online dei vertici delle più importanti aziende attive in Italia, evidenziando trend e movimenti del panorama nazionale.
A ottobre 2022, l’osservatorio di Reputation Science registra un aumento della rilevanza mediatica dei top manager italiani: +74% sul mese precedente. Questo segna un trend già evidenziato nei mesi precedenti, l’ampliamento a 360° del loro ruolo come testimonial dell’azienda e del Paese. Allargando lo sguardo, l’importanza degli executive sui media è cresciuta del 92% rispetto al 2021, che a sua volta aveva fatto segnare un +86% rispetto al 2020. La guerra in Ucraina, le elezioni politiche e le grandi manovre in atto nel 2022 sfociano così in un vero e proprio exploit della loro influenza. In situazioni di incertezza, i media e la società cercano ‘nuovi leader’. I capi d’azienda diventano così punti di riferimento non solo per il tessuto economico, ma per la società nel suo complesso. E, in un contesto del genere, le strategie di comunicazione messe in campo dai top manager assumono ancora più importanza. I dati del mese e degli ultimi anni suggeriscono quindi che per crescere non basta generare traffico, ma occorre lavorare sulla qualità, stabilire una relazione con il proprio pubblico.

foto: agenziafotogramma.it

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Ponte sullo Stretto, per Sicilia e Calabria un ventaglio di nuove opere

ROMA (ITALPRESS) – Non solo il collegamento della Sicilia al resto d’Italia e all’Europa. Del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina fa parte una rete di 40 chilometri di collegamenti stradali e ferroviari su entrambi i versanti, destinata a valorizzare i territori e lo sviluppo economico di Sicilia e Calabria.
Anche per discutere di questo il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, incontrerà martedì prossimo proprio i presidenti della Calabria e della Sicilia, Roberto Occhiuto e Renato Schifani, col proposito comune di stringere i tempi sul cantiere del Ponte. Le due Regioni, del resto, avevano già sottoscritto il progetto preliminare nel 2003, e dato pareri positivi nelle Conferenze dei Servizi sul progetto definitivo del 2012. Salvini ha anche incontrato una delegazione del Consiglio nazionale degli Ingegneri, giovedì scorso, trovando piena condivisione sull’avvio dei lavori che, una volta arrivati a compimento, permetteranno l’attraversamento di 6 milioni di veicoli l’anno e di 60mila treni.
Numeri ben superiori rispetto agli attuali, condizionati dai tempi di attesa per il collegamento via nave. La costruzione della rete ferroviaria tra le due sponde dello Stretto, inoltre, avrà un forte impatto sulla rete locale destinata a mettere in connessione le aree portuali di Messina, Catania e Palermo: un sistema infrastrutturale che potrebbe fare della Sicilia il più grande porto del Mediterraneo. Ecco perchè il progetto del Ponte prevede anche la realizzazione di una serie di opere sui territori regionali. A cominciare da Messina, dove sono previsti 12 chilometri di rete autostradale con tre nuovi caselli fino a Ganzirri, 15 chilometri di ferrovia a doppio binario con tre stazioni cittadine, e la metropolitana della Stretto che correrà nel sottosuolo dal Ponte alla stazione. Sorgerà in Calabria, invece, il Centro direzionale per la gestione e il monitoraggio del Ponte, che col tempo dovrebbe diventare un complesso multifunzionale con uffici, centri commerciali, hotel, ristoranti, cinema e centro convegni.
Ma il progetto prevede anche diversi interventi per limitare il rischio idrogeologico nei territori (il ripristino della funzionalità di torrenti e fiumare è stato espressamente richiesto dalle Regioni), il ripascimento di oltre 10 chilometri di costa messinese per contrastare l’erosione marina, e la riqualificazione di ex cave abbandonate per trasformarle in aree ad uso ludico e ricreativo. E ancora: il Sistema delle Compensazioni ambientali e paesaggistiche prevede interventi per la valorizzazione delle aree naturali e storico-culturali, nonchè per la riqualificazione delle zone coinvolte dalle attività di costruzione. La complessiva rete di monitoraggio resterà patrimonio delle comunità locali.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Nordio “La norma sul rave può essere perfezionata”

ROMA (ITALPRESS) – “La norma sul rave è stata creata perchè l’attuale articolo 633 del codice penale era stato scritto quasi cento anni fa per tutelare i proprietari di beni immobili da invasioni di mandrie di bestiame. Oggi si tratta di tutelare l’incolumità e la salute quando alcuni eventi espongono questi beni a pericoli gravi, come si è visto negli anni scorsi, dove alla devastazione di proprietà altrui si sono associate intossicazioni, violenze e persino delle vittime. Naturalmente la norma, come tutte quelle dettate in via di urgenza, può essere modificata e perfezionata. Quanto alle intercettazioni essa non le impone affatto, semmai le lascia alla valutazione del magistrato. Tuttavia sull’intero sistema delle intercettazioni agiremo in modo più organico e sistematico”. Lo dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio in una intervista a “La Repubblica”.
Il Guardasigilli, poi sottolinea come il DL Rave non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare: “Qui si parla di invasione arbitraria di terreni ed edifici altrui, per di più con pericoli imminenti. La norma può esser perfezionata, ma a nessun piacerebbe che così tante persone entrassero senza permesso in casa mettendo a rischio salute e incolumità propria e altrui. Quanto al mio amore per la lingua francese, esiste un principio: “reculer pour mieux avancer”. Con questa norma abbiamo inteso dare un segnale di ferma e severa legalità. Prossimamente daremo quelli di tutela dei diritti dei cittadini per quanto riguarda la loro libertà, il loro onore e la loro riservatezza in tutte le fasi del procedimento penale”.

foto: agenziafotogramma.it

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Beto risponde a Colombo, Udinese-Lecce finisce 1-1

UDINE (ITALPRESS) – Udinese con le polveri bagnate, il Lecce fa un figurone e merita ampiamente il pareggio, portandosi dietro anche qualche rimpianto per non aver centrato la vittoria, nonostante l’assedio finale dei padroni di casa. Veloce, mordace, sempre attenta, la squadra di Baroni ha disputato un primo tempo eccellente con un palo di Strefezza in avvio e un incrocio di Gallo in chiusura. In mezzo il gol, meritato, di Colombo che toccherà pure una sola palla ma la trasforma subito in oro. Nella ripresa più Udinese ma il Lecce regge bene, anche se incassa il definitivo 1-1 di Beto e rischia nel finale.
Si comincia con una rasoiata di Strefezza che centra il palo con Silvestri immobile. Lecce attivo, voglioso, determinato, ma al 22′ si fa vedere l’Udinese con Pereyra che rientra, salta Gendrey e tira, Falcone para a terra. E’ un fuoco di paglia perchè sono sempre i salentini a dettare i ritmi della partita. Al 32′ il Lecce costruisce il gol con una volata a sinistra di Gallo e relativo cross per Colombo il cui primo tiro viene ribattuto da Ebosse, ma il pallone resta lì e per il centravanti cresciuto nel Milan è uno scherzo impallinare Silvestri. L’Udinese è tutto in un tiro di Pereyra deviato da Umtiti che salva in angolo. Sul corner Wallace mette fuori.
Al 47′ su punizione di Strefezza, ribattuta dalla difesa, Gallo centra l’incrocio dei pali. Nella ripresa i friulani crescono. Beto mette paura a Falcone (10′) poi, al 22′, Success imbecca ancora Beto che tocca in porta il gol dell’1-1. L’Udinese ci crede: Pereyra manda alto, Gonzalez sfiora al 29′ il raddoppio ma Deulofeu fa correre un brivido ai mille tifosi del Lecce. La partita non ha un attimo di tregua. I bianconeri attaccano a pieno organico, Sottil ricorre anche alle quattro punte, Pereyra, al 50′ si presenta da solo davanti a Falcone ma il portiere del Lecce c’è e si ripete subito dopo su tiro di Beto dal limite. Finisce 1-1 una bella sfida, arbitrata egregiamente da Fourneau.
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Giorgetti “Pronti a fronteggiare i rischi di recessione”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo consapevoli che fare previsioni a lungo termine può essere esercizio di pura accademia, ma siamo pronti a fronteggiare i rischi di recessione che da più parti vengono evocati e che, ahimè, potrebbero toccare anche l’economia italiana. Molto dipenderà dal prezzo dell’energia, le previsioni per il futuro non sono ottimistiche a fronte di un calo del prezzo del gas”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al termine del Cdm che ha approvato la Nadef.

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Nadef, via libera dal Cdm. Meloni “Subito 9,5 mld per il caro energia”

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, riunito a Palazzo Chigi, ha approvato la Nadef. “Individuiamo risorse per oltre 30 miliardi fino alla fine del 2023 per affrontare la questione energetica”, ha detto il premier Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm. “Di fronte alla situazione nella quale ci troviamo è evidente che non si possa fare diversamente e questo documento è propedeutico alle scelte che poi faremo la prossima settimana, sempre se il Parlamento approverà come speriamo il documento nei prossimi
giorni”, ha aggiunto.
“Per il 2022 riusciamo a liberare con questa Nadef circa 9,5 miliardi che la prossima settimana, fermo restando che facciamo un appello al Parlamento che lo approvi nel più breve tempo possibile, vorremo utilizzare per il caro energia”, ha sottolineato Meloni.
“Abbiamo voluto approvare un’altra misura che riguarda il tema dell’energia, liberare alcune estrazioni di gas italiano favorendo e ampliando concessioni in essere o nuove concessioni, chiedendo ai concessionari di mettere a disposizione in cambio, da subito, da gennaio, gas tra i 1 miliardo e due miliardi di metri cubi, da destinare alle aziende energivore a un prezzo calmierato – ha aggiunto -. Riguarda per i primi due anni il 75% del gas potenziale che si può estrarre”.
“Siamo consapevoli che fare previsioni a lungo termine può essere esercizio di pura accademia, ma siamo pronti a fronteggiare i rischi di recessione che da più parti vengono evocati e che, ahimè, potrebbero toccare anche l’economia italiana – ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti -. Molto dipenderà dal prezzo dell’energia, le previsioni per il futuro non sono ottimistiche a fronte di un calo attuale del prezzo del gas”.

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Immigrazione, Piantedosi “Ci faremo carico solo di esigenze umanitarie”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi riteniamo che è un problema che va condiviso con i paesi di bandiera. Riteniamo che in ossequio a principi di diritto internazionale, quando si sale a bordo di una nave in acque internazionali è come se si fosse saliti su un’isola sotto l’egida territoriale di quel paese. Quindi questo dovrebbe far radicare gli obblighi di assistenza”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in conferenza stampa al termine della riunione del Cdm. “La Humanity 1, che si sta dirigendo verso Catania, secondo il provvedimento dell’articolo 1 comma 2 del decreto 2020 potrà permanere solo nel periodo in cui ci accerteremo delle condizioni umane degli ospiti, noi rispettiamo le persone e le esigenze umanitarie. Prenderemo in carico tutte le persone o perchè sono minori o perchè donne incinta o con bambini piccoli o chi sta male. Rispettiamo le persone, le esigenze umanitarie, le emergenze di queste persone però all’esito della verifiche le persone che non siano in queste condizioni dovranno essere riportate fuori dalle acque territoriali. Poi vedremo cosa succede, questa è una partita”. “Nel frattempo è anche successo che a Bruxelles ci sono stati contatti, in Francia c’è stata apertura con un segnale importante che non risolve le responsabilità dei paesi bandiera”, ha aggiunto.
“Sappiamo – ha dunque evidenziato Piantedosi – che in questo momento c’è una ONG di cui non sappiamo ancora il nome che ospiterebbe 94 persone a bordo e che si sta avvicinando alle coste di Siracusa. Non abbiamo ancora deliberato sulla questione perchè stiamo facendo i vari accertamenti del caso, sappiamo però che è già scoppiata una rivolta interna a bordo”.

– foto agenziafotogramma.it –
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