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Cingolani “L’Italia indipendente dal gas russo nell’inverno 2024”

ROMA (ITALPRESS) – L’Italia potrà fare a meno del gas russo “all’inizio dell’inverno 2024”. Lo ha detto il ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, a Radio Capital. “L’Italia si è mossa con grandissimo anticipo, abbiamo diversificato le nostre fonti di gas, abbiamo ridotto sostanzialmente la nostra dipendenza dal gas russo e continueremo a ridurla nei prossimi mesi con i rigassificatori e con tutte le operazioni che stiamo facendo”, sottolinea il ministro. “Probabilmente non è piaciuto ai russi, perchè questo ci ha reso molto più indipendenti rispetto ad altri Paesi europei”. I loro attacchi “rivelano un atteggiamento totalitario: pensano che gli Stati prendano ordine dagli altri Stati, che ci siano degli Stati che comandano e degli altri che eseguono. E’ la loro cultura, non è la nostra”, sottolinea. “Noi siamo una grande democrazia, in un trust di democrazie europee: stiamo lavorando per garantire l’indipendenza energetica”.

Foto: agenziafotogramma.it

(ITALPRESS).

Elezioni, Di Maio “Impegno Civico può essere determinante”

ROMA (ITALPRESS) – “Il tema fondamentale è che dalla politica estera adesso dipende anche il costo dell’energia elettrica. Il vero tema è che nell’ultimo anno, anzi negli ultimi due, prima con la pandemia, poi con l’invasione russa dell’Ucraina, il prezzo del gas e dell’energia è salito a causa della guerra. Questo fa sì che quando si deve trovare una soluzione per i cittadini 99 volte su 100 bisogna intervenire ai tavoli europei, ai tavoli internazionali”. Lo ha detto Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leader di Impegno Civico, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano – Verso il voto” dell’agenzia Italpress.
“La prima cosa che dobbiamo fare è intervenire sul tetto massimo al prezzo del gas”, ha aggiunto. “Mentre otteniamo questo – ha evidenziato – serve un decreto a livello nazionale che dobbiamo fare come governo, che chiamiamo decreto Taglia bollette e che proponiamo come Impegno Civico”. Di Maio ha quindi presentato la proposta del suo partito: “L’80% delle bollette da qui a dicembre per le imprese e per le famiglie che rischiano la povertà energetica – ha spiegato – le paga lo Stato. Intanto otteniamo il tetto massimo al prezzo del gas e non ci sarà bisogno di un altro decreto. Costa 13 miliardi. A fronte di 370 mila posti di lavoro che rischiamo di perdere, 100 mila imprese a rischio chiusura, 13 miliardi non sono nulla”, ha aggiunto.
Un impegno resta necessario anche per i giovani che “saranno le prime vittime di questa crisi, se non interveniamo”, ha spiegato. “C’è una generazione di under 40 – ha evidenziato – che ha pagato la crisi delle torri gemelle, quella del 2008, la crisi della pandemia e adesso quella della guerra in Ucraina. E’ una generazione che va aiutata”.
Tra gli interventi da realizzare, anche quello sul reddito di cittadinanza, che per il leader di Impegno Civico non va abolito ma migliorato. “Il reddito di cittadinanza – ha affermato – in questo momento è sotto attacco: Giorgia Meloni e il centrodestra vogliono abolirlo. Io credo – ha continuato Di Maio – che sia sbagliato abolire il reddito di cittadinanza. Ho scritto io quella legge e va migliorata però che si voglia abolire per i disabili, per le persone che prendono la pensione e per la parte più debole del Paese è sbagliato. Anche coloro che sono abili al lavoro – ha proseguito – purtroppo sono vittime dei centri per l’impiego che non funzionano in Italia. Io dico: lasciamo stare i centri per l’impiego e mettiamo in contatto direttamente le imprese e i percettori del reddito. Le imprese fanno una proposta ai percettori – ha spiegato – e se quelli fanno i furbi togliamo il reddito su segnalazione dell’impresa. Dire che si vuole abolire il reddito di cittadinanza in un momento in cui stiamo andando verso una crisi energetica ed economica e un autunno caldissimo – ha aggiunto – è anche pericoloso per la pace sociale del nostro paese”.
“Noi siamo nella coalizione progressista – ha ricordato il ministro -. E’ un grave errore considerare Meloni e destra già vincenti. C’è il 40% delle persone che ancora non ha scelto per chi votare. Possiamo ancora ribaltare il risultato se ci crediamo come squadra. I sondaggi sono fatti per essere smentiti. Oggi è molto importante crederci. Io ci credo tanto e credo che Impegno Civico potrà avere un risultato di tutto rispetto: fino al 6%. Sembra poco – ha concluso – ma sarà determinante per la vittoria della coalizione”.

– foto Italpress –

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Per gli italiani inflazione e caro-energia priorità del nuovo Governo

ROMA (ITALPRESS) – A poco più di due settimane dal voto, gli italiani iniziano a stilare le proprie priorità ed esigenze e a fare previsioni su quelli che saranno i possibili risultati del prossimo Governo sui temi di maggiore interesse. Dopo due anni di pandemia, l’Italia si ritrova ad affrontare una nuova crisi scaturita dal conflitto tra Russia e Ucraina e che condiziona la vita dei cittadini. Infatti, ad oggi, gli argomenti sui quali si richiede maggiore impegno e che risultano prioritari riguardano l’aumento generale dei prezzi (47,4%) e la crisi energetica (45,7%) derivante dalle restrizioni sulle forniture di gas. Non manca poi l’attenzione al lavoro e all’occupazione (40,5%), soprattutto nelle aree del Sud. Le prospettive, però, non sono delle migliori.
In media, oltre la metà dei cittadini, non crede che il prossimo Governo che uscirà dalle urne dopo il 25 settembre riuscirà ad ottenere risultati positivi e significativi sulla risoluzione di questi problemi. Gli unici ottimisti sono gli elettori dei tre principali partiti del centrodestra. In questo caso, infatti, prevale la convinzione di un buon operato da parte del prossimo Governo in carica sulle priorità degli italiani.

Dati Euromedia Research per Porta a Porta – Realizzato il 30/08/2022 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne

– foto Euromedia Research –
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Il Chelsea esonera Tuchel dopo la sconfitta in Champions

LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Colpo di scena a Londra: il Chelsea ha esonerato Thomas Tuchel. Fatale la sconfitta di ieri a Zagabria contro la Dinamo per 1-0 nell’esordio stagionale in Champions. I Blues sono nello stesso girone del Milan.
Il 49enne tecnico tedesco era arrivato a Stamford Bridge nel gennaio 2021, appena un mese dopo l’esonero dal Psg. Preso il posto di Frank Lampard, Tuchel porta la squadra dalla nona alla quarta posizione finale in Premier, perdendo la finale di FA Cup contro il Leicester ma vincendo quella di Champions a spese del Manchester City. Guida poi i Blues vanno alla conquista anche di Supercoppa Europea e Mondiale per club ma in campionato non va oltre il terzo posto ed esce battuto – in entrambi i casi ai rigori sempre col Liverpool – dalle finali di Coppa di Lega ed FA Cup. L’avvio di stagione 2022-23, dopo un mercato complicato ma oneroso – spesi oltre 282 milioni di euro per prendere i vari Koulibaly, Fofana, Sterling, Cucurella e Aubameyang -, è al di sotto delle aspettative: il Chelsea perde due delle prime sei partite (0-3 col Leeds e 1-2 col Southampton), pareggia col Tottenham con tanto di lite nel finale fra Tuchel e Conte, e poi arriva il ko di Zagabria che fa scorrere i titoli di coda sull’esperienza dell’allenatore tedesco. Il nome del successore non è stato ancora reso noto con la squadra che per il momento sarà guidata dallo staff tecnico. Quello di Tuchel, inoltre, è già il secondo esonero stagionale in Premier League dopo Scott Parker al Bournemouth.
– foto LivePhotoSport –
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Elezioni, Conte “Si prefigura una grande accozzaglia al Governo”

ROMA (ITALPRESS) – “Anche Giorgia Meloni comincia ad impaurirsi di governare”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a RaiNews24. Il Paese sta attraversando un momento difficile” e “non mi sembra che ci sia una classe dirigente adeguata in Fratelli d’Italia”, spiega. “Si sta già prefigurando una grande accozzaglia, perchè tutti possano partecipare a una fetta di potere, avere una poltrona su cui sedersi e mi sembra che i bisogni dei cittadini scompaiano sullo sfondo”.
“Dobbiamo intervenire intelligentemente sulle carenze” del nostro sistema, “non avventurarci in un presidenzialismo ‘trapiantatò”, ha poi detto Conte.
“Bisogna conservare il fondamento di una democrazia parlamentare, interverrei laddove si sono verificate le maggiori carenze”, ad esempio per garantire una maggiore “stabilità dei governi”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Energia, Gelmini “Il governo lavora nella giusta direzione”

ROMA (ITALPRESS) – “Dal governo “ci sono proposte molto convincenti” per contenere i costi degli aumenti dell’energia. “Gli attacchi che arrivando da Mosca dimostrano da un lato che le sanzioni funzionano, altrimenti non si spiegherebbe tutto questo nervosismo, e dall’altro che il governo italiano sta lavorando nella direzione giusta, quella di un tetto europeo al prezzo del gas e di voler sganciare il prezzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili”. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, a Radio Capital. “Ci sono misure che porteremo in Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni a sostegno di famiglie e imprese e c’è soprattutto la volontà di proseguire con le grandi opere, in particolare con il rigassificatore di Piombino”.

Foto: agenziafotogramma.it
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Letta “Chi vota M5S e Terzo polo favorisce centrodestra”

ROMA (ITALPRESS) – “La democrazia non è a rischio se vince la destra, il nostro sistema reggerà, sono gli italiani che scelgono, il sistema elettorale che ha voluto Renzi, sistema elettorale pessimo, può consentire al centrodestra, se il resto del campo è diviso, di arrivare al 70% della rappresentanza parlamentare, noi veniamo diminuiti nella nostra forza, il rischio quindi è che la destra vinca con il 70% della rappresentanza parlamentare”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, ospite di Rtl 102.5. “Renzi impose questa legge elettorale perchè pensava a se stesso, poi è andata come è andata” ha aggiunto “ma questo non cambia le carte in tavola, questa non è una legge elettorale proporzionale ma molto maggioritaria, chi voto per il Terzo polo e il M5S favorisce il centrodestra”.

 

foto: agenziafotogramma.it

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McKennie non basta, doppietta Mbappè, Psg-Juve 2-1

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Esordio amaro per la Juventus nella Champions League 2022/2023. Al Parco dei Principi di Parigi, la squadra allenata da Massimiliano Allegri è stata sconfitta dal Paris Saint-Germain per 2-1 nella prima giornata del Gruppo H. E’ durata meno di cinque minuti la resistenza di una Juventus scesa in campo con le barricate di un 5-3-2 camuffato da 3-5-2, ma che alla prima grande occasione è stata trafitta da Mbappè: l’attaccante francese, sfuggito alla marcatura dei difensori e servito da una magnifica palla scodellata da Neymar, non ci ha pensato due volte e di destro al volo ha infilato Perin con una magnifica conclusione potente, appena sfiorata dall’estremo difensore juventino. Al 19′ la grande occasione è capitata sulla testa di Milik: sul traversone pennellato da Cuadrado, il polacco ha saltato più alto di tutti ma non è riuscito ad angolare la sfera vedendosi respingere il tiro da Donnarumma. Sugli sviluppi dell’azione, Vlahovic ha provato a rimetterla in mezzo di tacco e Kostic ha tentato una seconda conclusione svirgolata.
Tre minuti e il PSG ha raddoppiato ancora con Mbappè: imbeccato da Verratti, l’ex Monaco ha triangolato con Hakimi concludendo di prima intenzione con il destro e trovando l’angolo più lontano. All’8′ del secondo tempo ci ha pensato il neo entrato McKennie a riaprire la gara: sugli sviluppi di un corner, Kostic ha crossato da sinistra per la testa dell’americano che, complice un mal posizionamento della difesa parigina e la pessima uscita di Donnarumma, ha messo in rete di testa. Juve ancora pericolosa due minuti più tardi con il colpo di testa di Vlahovic respinto con un gran riflesso dall’estremo difensore italiano del PSG. Fino a quel momento quasi perfetto, al 19′ Mbappè si è divorato il gol del 3-1 al termine di una bella azione con tacco di Neymar e rifinitura di Messi. Finale a ritmi più bassi, con squadre stanche e Perin bravo a un minuto dal termine a dire ancora di no alla conclusione a botta sicura di Neymar. Finisce 2-1 con una Juve cresciuta alla distanza e che ha tenuto testa a una delle grandi favorite della Champions 2022-2023.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

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