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Conte “Non ho chiesto a ministri M5s di dimettersi”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho già smentito la notizia che avrei chiesto ai ministri di dimettersi”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a margine del Consiglio nazionale M5s. Sulle dimissioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi, “è una decisione che spettava a lui, ne ha tratto queste conseguenze”, ha detto Conte.
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Giorgetti “Governo che non può governare non serve a nessuno”

ROMA (ITALPRESS) – “La situazione a me sembra abbastanza chiara, quello che è accaduto non doveva accadere. Draghi che ha accettato con un determinato spirito l’incarico, oggettivamente non ha le condizioni per continuare. Ho parlato di tempi supplementari, ma mi pare che le squadre sia un pò stanche, staremo a vedere da qui a mercoledì”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento alla Festa nazionale della Uil in corso a Cesenatico.
“Questa crisi politica non ha giustificazione. La crisi politica non cancella problemi come l’inflazione e temo anzi che si possa aggravare dopo la crisi politica che si è innescata. Vedo tanti intrighi di palazzo, ma i problemi reali sono altri”, ha aggiunto. “In zona Cesarini si può sempre segnare, anche nei supplementari, ma soltanto se si riesce a costruire un governo che sia capace di dire dei sì, anche di fronte a scelte impegnative che abbiamo di fronte oggi e che non portano un immediato consenso. Un governo che non può governare non serve a nessuno. Se c’è chi per regola politica è capace solo di dire di no, mi dispiace non perdiamo altro tempo”, ha concluso.
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Meloni “Basta giochi di palazzo, elezioni subito”

ROMA (ITALPRESS) – «”E’ da irresponsabili andare al voto ora”. Dissero quelli che in piena crisi economica, tra pandemia e rincari di ogni tipo, continuano a tenere paralizzata l’Italia tra liti e smanie di potere. Irresponsabili sono loro. Basta scuse, basta giochi di palazzo: elezioni subito». Lo scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Ganna ci prova ma Pedersen vince la 13^ tappa del Tour

SAINT-ETIENNE (FRANCIA) (ITALPRESS) – Terza vittoria in quattro giorni per la Danimarca al Tour de France 2022. Mads Pedersen trionfa nella tredicesima tappa, la Bourg d’Oisans-Saint-Etienne di 193 chilometri, con uno scatto decisivo a 300 metri dal traguardo, tagliato con le braccia al cielo dopo 4h13’03”. Niente da fare in volata per il britannico Fred Wright (Bahrain-Victorious) e il canadese Hugo Houle (Israel-PremierTech), rispettivamente secondo e terzo. Pedersen conferma così il grande feeling con la Francia, dove in stagione aveva già ottenuto tre vittorie, e ottiene il suo primo successo alla Grande Boucle. “E’ incredibile essere riuscito finalmente a conquistare la vittoria – ha detto il corridore della Trek-Segafredo -. Sapevo che la forma era buona, ho perso l’opportunità nella prima settimana e poi non ho avuto molte possibilità. Quindi essere riuscito a sfruttare l’occasione oggi è molto bello, non solo per me ma anche per l’intera squadra. Ad un certo punto ho pensato fosse stato un errore andare in fuga, ma alla fine ha funzionato”.
Perdono invece contatto negli ultimi chilometri gli altri tre protagonisti della fuga di giornata, chiudendo a 30″ dal vincitore: lo svizzero Stefan Kùng (Groupama-FDJ), lo statunitense Matteo Jorgenson (Movistar) e l’azzurro Filippo Ganna (Ineos Grenadiers). Italia presente in top-10 anche grazie a Luca Mozzato (B&B Hotels-Ktm) e Andrea Pasqualon (Intermarchè-Wanty-Gobert Materiaux), nono e decimo rispettivamente. La maglia gialla resta sulle spalle del norvegese Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma), che ha 2’22” sullo sloveno Tadej Pogacar (UAE Team Emirates), miglior giovane fin qui. La maglia verde rimane invece al belga Wout Van Aert (Jumbo-Visma), mentre il miglior scalatore è sempre il tedesco Simon Geschke (Cofidis). Si conferma un Tour complicato per l’australiano Caleb Ewan (Lotto Soudal), rimasto coinvolto in una brutta caduta in curva che gli ha procurato un vistoso taglio sul ginocchio. Si torna in strada domani per la quattordicesima tappa, la Saint-Etienne-Mende di 192,5 chilometri (partenza fissata alle ore 13.00).
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Omicidio Mollicone, assolti tutti gli imputati

ROMA (ITALPRESS) – Sono stati assolti gli imputati per la morte di Serena Mollicone. La sentenza è stata pronunciata poco fa dalla corte del tribunale di Cassino. Franco Mottola, ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce, sua moglie Annamaria e suo figlio Marco, sono stati assolti “per non aver commesso il fatto”. Assolti anche Vincenzo Quatrale, all’epoca vice maresciallo e accusato di concorso esterno in omicidio, e l’appuntato dei carabinieri Francesco Suprano accusato favoreggiamento.In aula abbracci tra gli imputati e gli avvocati mentre si sono levate urla dal pubblico.
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Speranza “Auspico una maggioranza ancora con il M5S”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo davanti settimane non semplici, con una grande questione sociale, serve un Governo forte e autorevole e mi auguro che tutte le parti lavorino nelle prossime giornate perchè si arrivi all’appuntamento di mercoledì con un contesto che ci consenta di guardare con maggiore fiducia alle prossime settimane”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, arrivando al congresso del Psi.
Alla domanda se sia possibile una maggioranza ancora con il M5S, Speranza ha risposto così: “Questo è il nostro auspicio, io ho sempre capito che il voto di ieri, che la mancata fiducia era connessa a una scelta di merito, particolare, legata all’inceneritore di Roma. Credo che questa scelta sia stata un errore, però ora si tratta di verificare fino in fondo se invece c’è un tema di rapporto di fiducia più generale col governo”.
“Credo che queste ore debbano portarci a sciogliere tutti i nodi. Credo che il presidente del Consiglio abbia voluto porre una grande questione di chiarezza, ho massima fiducia nel percorso indicato dal presidente della Repubblica. Credo che sia giustissimo il passaggio parlamentare, l’auspicio è che gli interessi del Paese vengano prima di ogni altra cosa”, ha aggiunto il ministro, per il quale “bisogna evitare una crisi e una corsa elettorale che adesso farebbe male all’Italia”.

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Covid, 96.384 nuovi casi e 134 decessi nelle ultime 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 96.384 (ieri 107.122) i nuovi positivi in Italia, su un totale di 391.008 (ieri 408.096) tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino emesso dal Ministero della Salute sull’emergenza Coronavirus. Il tasso di positività è del 24,6%. I morti sono 134, che portano il totale delle vittime da inizio pandemia a quota 169.735. I ricoverati negli ospedali italiani per Covid sono 10.363 (+248), dei quali 395 in terapia intensiva (+4).
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Energia, Arera “Autunno e inverno delicati, centrale il tema sicurezza”

ROMA (ITALPRESS) – “La situazione dell’energia, dell’economia e della nostra società tutta in Europa è radicalmente e drammaticamente cambiata dal 24 febbraio di quest’anno con la brutale immotivata e condannata aggressione della Russia ad uno stato sovrano, l’Ucraina. L’autunno e il prossimo inverno saranno i momenti più delicati da dover affrontare”. Lo ha detto il presidente di Arera, Stefano Besseghini, presentando a Montecitorio la Relazione annuale dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.
Il numero uno dell’Authority ha sottolineato come ad oggi “non sappiamo quale potrà essere l’evoluzione geopolitica, sappiamo però che i consumi domestici e industriali di gas sono in ripresa e sarà necessario avere le quantità necessarie a sostenere il Paese, attraverso i nostri stoccaggi e nuove rotte di approvvigionamento. Per avere più certezze di sostenibilità, allo stesso tempo, abbiamo un altro strumento da applicare da subito: il risparmio energetico”.
“Consumi controllati di energia elettrica e gas – ha proseguito – significano meno necessità di produzione e meno necessità di importare gas e materie prime. L’Autorità ritiene importante che da subito ci si dedichi alla elaborazione di piani dettagliati con cui affrontare eventuali situazioni di crisi nella fornitura di gas affinchè anche la gestione della emergenza veda chiari ruoli, tempi e metodi. Il 24 febbraio 2022 è una data già entrata nella storia. Se la condanna della guerra tra Russia e Ucraina è unanime e generalizzata, meno ovvio è lo scenario con cui dovremo confrontarci nel prossimo futuro. Per ora vediamo solo quello che è stato distrutto e quello che resta minacciato. Per capire cosa sarà costruito serve immaginazione e capacità progettuale. E’ certo che il tema della sicurezza della fornitura ha ripreso centralità, sollecitando i due fronti che, unitamente alla già ricordata riduzione della domanda, possono fornire una possibile soluzione: la diversificazione delle rotte di approvvigionamento ed un deciso impulso allo sviluppo delle rinnovabili”.
Besseghini ha poi evidenziato che ad oggi appare “non evitabile” un alto livello di prezzi, almeno nel breve-medio termine e di costi per tutto il sistema energetico. “Sin dal giugno del 2021 si sono susseguiti con cadenza trimestrale, in coincidenza agli aggiornamenti dei prezzi da parte dell’Autorità, interventi via via più ampi da parte del Governo per ridurre prima e poi azzerare per tutti i clienti, famiglie e imprese, una parte importante della bolletta, ossia gli oneri generali di sistema. L’intensità delle risorse che è stato necessario porre a schermo dei consumatori e delle imprese in questa fase – ha precisato Besseghini – deve ormai fare i conti con uno scenario di consolidamento dei costi e mostra quindi in tutta evidenza la sua insostenibilità nel lungo periodo. Un intervento che aveva piena giustificazione in presenza di un fenomeno che ci si attendeva transitorio e sosteneva anche il razionale di un intervento ad ampio spettro deve ora necessariamente cedere il passo a meccanismi più selettivi”.
Dai dati della Relazione emerge come i prezzi medi dell’energia elettrica per i consumatori domestici italiani mantengono per il 2021 una posizione simile al 2020, allineati e leggermente inferiori alla media dei paesi dell’Area euro in termini di prezzi lordi, con un peggioramento in termini di prezzi netti, compensato dalla riduzione del peso di oneri e imposte. Mentre il processo di progressiva riduzione del divario tra i prezzi medi lordi dell’energia elettrica per il settore industriale del nostro Paese e quelli più convenienti pagati nell’Area euro, che, iniziato nel 2017, era ripreso nel 2020 dopo l’interruzione del 2019, torna a mostrare segnali di inversione nel 2021, con un peggioramento della situazione per tutte le classi, eccetto che per la prima.
Sulla questione gas, tema delicatissimo in questo momento storico, Arera sottolinea come il 2021 abbia conosciuto uno straordinario rialzo dei prezzi europei e asiatici. In Europa, i record storici delle quotazioni spot e a breve termine sono stati ripetutamente infranti negli ultimi mesi del 2021. In seguito, verranno ulteriormente superati, dopo il 24 febbraio 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina. In particolare, nel 2021, in Europa i prezzi spot all’ingrosso agli hub del gas sono in media annua più che quadruplicati rispetto al 2020. In Italia nel 2021 il consumo netto di gas naturale è aumentato di 5,6 miliardi di metri cubi, attestandosi a 74,1 miliardi di metri cubi (+8,1% rispetto al calo record del 2020). Il peso della Russia tra i paesi che esportano in Italia è diminuito al 40% (era al 42,9% nel 2020), mentre la quota dell’Algeria è risalita dal 22,8% al 30,8%. Al terzo posto per importanza si è posizionato l’Azerbaigian con una quota del 9,9%. Anche nel 2021 i prezzi del gas naturale per i consumatori domestici italiani, comprensivi di oneri e imposte, sono stati più alti della media dei prezzi dell’Area euro per tutte le classi di consumo. Per quanto riguarda il settore idrico la spesa media annua sostenuta da un’utenza domestica residente tipo (famiglia di 3 persone, con consumo annuo pari a 150 m3), ammonta a 322 euro/anno a livello nazionale, inoltre, dalla ricognizione dello stato delle infrastrutture sulla base degli ultimi dati tecnici disponibili (riferiti al 2021), è emerso, a livello nazionale: un valore delle perdite idriche lineari mediamente pari a 17,2 mc/km/gg, nonchè un valore medio delle perdite idriche percentuali pari al 40,7% (era il 41,2% nel 2019).
Si rilevano valori di perdite più contenuti al Nord e valori medi più elevati al Centro e nel Sud e Isole, dove poco meno della metà della risorsa idrica immessa nei sistemi di acquedotto viene dispersa. Si conferma ancora l’esistenza, nel Paese, di un water service divide, con valori dei parametri tecnici che tendono generalmente a rappresentare situazioni di maggiore criticità in corrispondenza dell’area Sud e Isole.
Nel settore rifiuti, secondo Arera, risultano iscritti all’Anagrafica Operatori dell’Autorità 7.843 soggetti (erano 7.470 nel 2020), con un incremento di circa il 370 unità rispetto all’anno precedente, di cui 7.608 iscritti come gestori, nell’86,5% dei casi Enti Pubblici e nel 13,5% gestori con diversa natura giuridica. Lieve incremento del 7% dei soggetti iscritti come Enti territorialmente competenti (ETC). A conferma della complessità e della frammentarietà della governance di settore, si rileva, inoltre, un numero ridotto di Enti di governo dell’ambito (poco meno di 60), a fronte di un numero molto elevato di Enti territorialmente competenti (3.762, rispetto ai 3.523 del 2020), coincidenti nel 98% dei casi con i Comuni.

– foto ufficio stampa Arera –

(ITALPRESS).

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