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Ue, Draghi “Il Manifesto di Ventotene più attuale che mai”

ROMA (ITALPRESS) – “Il raduno di questi giorni a Ventotene è una splendida occasione per riflettere sul ruolo dell’Unione Europea e sugli ideali che la animano. Voglio ringraziare l’associazione ‘La Nuova Europà per aver reso possibile questo incontro.
Il sogno di Altiero Spinelli di una Federazione europea nasce come reazione alla crisi del modello di stato nazionale di inizio Novecento, all’isolazionismo del ventennio fascista e agli orrori della Seconda Guerra Mondiale. I federalisti vedevano nello sviluppo di una coscienza europea diffusa una parte fondamentale del loro progetto”. Lo afferma il premier Mario Draghi in un messaggio inviato in occasione del Ventotene Europa Festival.
“Anche oggi l’integrazione europea deve essere partecipata per funzionare. Incontri come quello di questi giorni sono cruciali per far crescere la consapevolezza della nostra contestuale appartenenza alle rispettive comunità nazionali e a quella europea – aggiunge -. Di fronte all’invasione russa dell’Ucraina, i valori contenuti nel Manifesto di Ventotene sono più attuali che mai”.
“Il ritorno a casa della prima copia del Manifesto è l’occasione per rinnovare il nostro impegno a favore della libertà, della democrazia, della pace. Dobbiamo ricordare il ruolo avuto dall’idealismo federalista nella costruzione di una coscienza europea a cui dobbiamo affiancare il pragmatismo che è stato alla base della creazione delle prime istituzioni europee e della loro evoluzione”, sottolinea Draghi.

– foto agenziafotogramma.it –

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Terrorismo, Fico “Diritti non sono per sempre, dobbiamo fare scudo”

ROMA (ITALPRESS) – “La Repubblica ha superato le stagioni terroristiche ed eversive non derogando ai principi dalla Costituzione, non rinunciando alla tutela dei diritti e delle libertà fondamentali”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, intervenendo alle celebrazioni del “Giorno della memoria delle vittime e del terrorismo e delle stragi”, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella.
“I diritti, le libertà, la democrazia, garantiti dalla Costituzione, figlia della Resistenza, non sono per sempre. Sono stati nei decenni passati difesi strenuamente dalle generazioni che vi hanno preceduto e richiedono di essere protetti ogni giorno da ogni tipo di minaccia – ha aggiunto -. Di fronte a nuovi potenziali pericoli per la convivenza civile e per le nostre democrazie, dobbiamo fare scudo dimostrando di aver appreso la lezione e l’esempio civile di coloro che ricordiamo qui oggi”.
-foto agenziafotogramma.it –
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Feduf e Fondazione Occorsio insieme per la cultura dei valori civili

ROMA (ITALPRESS) – Far conoscere alle nuove generazioni gli accadimenti politici, economici e sociali degli anni Settanta e Ottanta, con uno spettro ampio che va dal terrorismo alla crisi energetica, all’inflazione, al debito pubblico: con questo obiettivo FEduF (ABI) e Fondazione Vittorio Occorsio, in occasione della Giornata della Memoria delle Vittime del terrorismo e delle Stragi di tale matrice, hanno incontrato gli studenti delle scuole superiori di II grado, in presenza presso l’Aula Occorsio del Liceo Classico Statale “Giulio Cesare” di Roma e con videocollegamenti in tutta la penisola.
“Il concetto di legalità si lega fortemente al concetto di educazione finanziaria nel suo più ampio significato di cittadinanza economica – dichiara Giovanna Boggio Robutti, DG della FEduF – poichè entrambe portano con sè una cultura legata a doppio filo con la propensione e la capacità di compiere azioni rispettose delle regole, di essere attivi nella partecipazione alla vita sociale e civile e di essere responsabili nei confronti della comunità esercitando sempre e comunque la propria libertà”.
“FEduF e FVO – aggiunge Melina Decaro, Segretario Generale della FVO – hanno scelto il 9 maggio per proporre alle scuole una riflessione costituzionale ed economica sulla cittadinanza e su come la cittadinanza è stata vissuta da chi ha, con onore, lottato contro i terrorismi, anche a costo della propria vita. Una lezione forte da ricordare in un giorno, che ricorda anche il progetto politico europeo dei nostri nonni, diventato realtà, e che ci rende, in questi giorni inquieti, ancora più responsabili di continuare a costruire un futuro di speranza”.
L’incontro, disponibile anche sui canali social della FVO Fondazione Vittorio Occorsio (Youtube) e del Liceo Classico Giulio Cesare (YouTube e Facebook), si propone di ricordare i fatti italiani degli anni Settanta e Ottanta in una chiave nuova: si affronta il terrorismo considerando anche la situazione economico-sociale del tempo. Si cerca così di spiegare come alcuni fenomeni economici, come l’inflazione particolarmente elevata e le crisi energetiche, abbiano contribuito a costituire terreno fertile per lo sviluppo di movimenti eversivi.
“In questo giorno in cui si commemorano tutte le vittime del terrorismo la memoria corre a quegli anni ormai lontani – ha affermato Eugenio Occorsio – e non si può non continuare a chiedersi quale ventata di follia abbia attraversato il paese per oltre un decennio, quali fossero le motivazioni, i mandanti più occulti dei terroristi, il senso stesso delle loro azioni inconsulte ai danni di onesti magistrati, docenti universitari, politici, giornalisti, poliziotti, che non avevano altra funzione che quella di difendere l’onore e la dignità della società civile”.
Una storia che va raccontata perchè simbolo di un Paese che è riuscito a reagire e ha trasformato il sacrificio di molti uomini dello Stato in una lezione di vita collettiva che permette alle nuove generazioni di leggere e interpretare, con senso critico e consapevolezza, il terrorismo e la crisi energetica in un parallelo storico ed economico con il tempo in cui viviamo.
Questa narrazione, condotta da Giovanna Boggio Robutti, avviene attraverso la voce di Melina Decaro – Segretaria Generale Fondazione Vittorio Occorsio, Eugenio Occorsio – giornalista economico, Presidente della Fondazione Vittorio Occorsio, intitolata al magistrato assassinato il 10 luglio del 1976 dai terroristi di Ordine Nuovo; Giovanna Paladino – economista e direttrice del Museo del Risparmio di Torino e Raffaele Cantone – Procuratore della Repubblica di Perugia.
“Non è facile parlare ai più giovani dell’economia degli anni di piombo – commenta Giovanna Paladino, economista e direttrice del Museo del Risparmio di Torino – perchè essi sembrano molto lontani dallo stile di vita odierno, anche se le recenti evoluzioni li avvicinano a quello che potremo sperimentare nel prossimo futuro in termini di inflazione, potere di acquisto e restrizioni. Sapere come le generazioni precedenti li hanno attraversati può essere un valido aiuto per i ragazzi della gen Z. Perchè la storia non si ripete ma, come diceva Mark Twain, fa rima con sè stessa”.
“La lezione dei magistrati – che, applicando le regole dello Stato di diritto, hanno vinto la guerra dichiarata dai terroristi alla Repubblica – ricorda infine il Procuratore della Repubblica di Perugia Raffaele Cantone – rappresenta l’eredità preziosa per tutta la magistratura. E’ parte della cultura che mi ha sostenuto nei processi contro la criminalità organizzata, nella funzione di Presidente dell’Autorità nazionale contro la corruzione, e oggi nella mia quotidiana giornata di lavoro. Una lezione che va rinnovata e integrata per ricordare e onorare la loro memoria”.

– foto ufficio stampa Feduf –

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Putin “Combattiamo per la sicurezza e la nostra patria”

MOSVA (RUSSIA) (ITALPRESS) – “Anche adesso in questi giorni voi combattete per il nostro popolo in Donbass, per la sicurezza, per la nostra patria”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, intervenendo alla parata organizzata a Mosca in occasione del Giorno della Vittoria, parlando ai militari russi. Rivolgendosi a coloro che “lottano nel Donbass”, Putin ha aggiunto: “Voi state lottando per la patria, per il suo futuro e affinchè nessuno dimentichi la lezione della Seconda guerra mondiale, perchè nel mondo non ci sia posto per i nazisti”. Poi il leader del Cremlino ha chiesto un minuto di silenzio in ricordo di coloro che “hanno perso la vita” per la Russia. “La Russia ha chiesto di avere un dialogo sicuro con l’Occidente. I paesi della Nato non hanno voluto ascoltarci e questo significa che avevano piani diversi, ha poi sottolineato. Per il leader del Cremlino, “stavano preparando” un attacco “in Donbass”, con minacce alla Russia e in Crimea. Secondo Putin, quindi, “la Nato ha cominciato a studiare i territori vicino alla Russia e ha cominciato a creare minacce per la Russia”.
Il leader russo ha quindi osservato come “la morte di ogni nostro soldato e ufficiale è un dolore” e si farà di tutto per “aiutare le famiglie. Oggi voi difendete quello che hanno difeso i vostri padri e nonni che hanno lottato per il benessere e la sicurezza del nostro paese”, ha aggiunto rivolgendosi ai militari e parlando dell’indipendenza della Russia. Per Putin la decisione di Mosca era necessaria. “La Russia ha cominciato a combattere perchè dovevamo farlo”, ha detto, dopo aver parlato di “minacce” per il suo paese.
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-foto Agenzia Fotogramma-

Casellati “Senza verità non c’è spazio per giustizia”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Senato, insieme alla Camera, in questa legislatura ha fatto la sua parte per il cammino di verità. La desecretazione e la pubblicazione degli atti delle Commissioni parlamentari che si sono occupate di stragi e terrorismo rappresentano un primo, significativo, passo verso la ricostruzione dei fatti e delle ragioni storiche”. Lo ha detto la presidente del Senato, Maria Alberti Casellati, intervenendo alle celebrazioni del “Giorno della memoria delle vittime e del terrorismo e delle stragi”, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella.
“L’auspicio è che questa scelta non rimanga isolata, ma possa creare un precedente importante – ha aggiunto -, perchè senza verità non c’è spazio per la giustizia. Senza verità non si può dare un volto credibile alla storia. Ma soprattutto senza verità non c’è memoria possibile. E solo la memoria, che è il legame con il passato vissuto nell’eterno presente, può consentirci di preservare la nostra identità”.
-foto agenziafotogramma.it –
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Cozzoli “Abbiamo portato lo sport ovunque”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo la società dello Stato che promuove e investe nello sport e nell’attività fisica, con obiettivi anche in termini di impatto socioeconomico. Operiamo attraverso un piano sociale e industriale approvato dal governo e fondato su interventi inclusivi, sostenibili e accessibili sui territori. Abbiamo portato lo sport ovunque”. A parlare, sul supplemento economico del ‘Corriere della Serà, è il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli. “Abbiamo fin da subito improntato l’operatività alla leale collaborazione con il Coni e direi che oggi l’ambito è definito – sottolinea Cozzoli – Noi ci occupiamo dello sport di base e della crescita della pratica sportiva da parte degli italiani, mentre il Coni si dedica allo sport di alto livello e alle Olimpiadi. I risultati raggiunti in occasione degli ultimi Giochi olimpici sono la riprova che la riforma ha funzionato. Si è chiuso il cerchio in modo virtuoso, con un presidio che va dal praticante al campione”. E ancora: “La resistenza l’ho capita, ma non la giustifico. La necessità di un cambiamento era sotto gli occhi di tutti e lo Stato ha inteso ridare centralità al tema delle politiche pubbliche in materia di sport con una riforma che sta producendo i risultati attesi”. Sport e Salute è stato al fianco di organismi e federazioni: “In tutto oltre 2,3 miliardi per sostenere e finanziare lo sport italiano, nel corso di quest’anno abbiamo già erogato 288 milioni di euro. Il più grande investimento è stata la scuola: oggi 1,7 milioni di bambini fa sport grazie a Sport e Salute”. Lo scorso anno è stata presentata la app Mysportesalute, una app in grado di collegare le società sportive, quasi 8 mila comuni italiani con una mappatura di 77 mila impianti sportivi: “Una delle premesse da cui siamo partiti è il dato che vede l’Italia al quinto posto in Europa nella classifica dei paesi più sedentari. La situazione ereditata da Sport e Salute alla sua nascita era la seguente: 25 milioni di persone in sovrappeso e 22 milioni di sedentari, cifre che si traducono in inevitabili costi sul bilancio della sanità pubblica. L’obiettivo dovrebbe, invece, essere quello di ridurre parte di questi costi e reinvestire le risorse risparmiate nello sport e nella prevenzione. Vogliamo far crescere lo sport anche grazie all’innovazione – conclude Cozzoli – Al momento sono 230 le startup che si sono candidate al programma di accelerazione WeSportUP dell’hub del Foro Italico”.
– foto agenziafotogramma.it –
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Truffe e riciclaggio, 59 arresti in tutta Italia

GENOVA (ITALPRESS) – I Carabinieri di Genova, supportati principalmente dai militari di Napoli (nonchè di Salerno, Varese, Venezia, Roma, Frosinone, Latina, Milano, Brescia, Lodi, Novara, Avellino, Pordenone), hanno esehuito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 59 persone (46 custodia in carcere e 13 in regime di arresti domiciliari), emessa dal Tribunale di Napoli, appartenenti a tre sodalizi criminali specializzati nella commissione di truffe operanti su gran parte del territorio nazionale.
Tra gli altri principali reati contestati: falsità in titoli di credito e possesso di documenti di identificazione falsi, sostituzione di persona, intercettazione/impedimento illecito delle comunicazioni telefoniche, irregolarità nella ricezione e stoccaggio finalizzata alla sottrazione dell’accertamento o al pagamento dell’accisa sugli oli minerali, riciclaggio ed autoriciclaggio.
La 1^ associazione per delinquere, avente base direttiva e logistica a Napoli, con ramificazioni in Lombardia e Friuli Venezia Giulia, agiva nell’ambito delle compravendite on-line di auto di pregio utilizzando quattro batterie operative.
Il 2° sodalizio criminale, con base direttiva e logistica anch’esso a Napoli e ramificazioni in Friuli Venezia Giulia, si avvaleva di cinque batterie operative per commettere la stessa tipologia di truffe ma utilizzando una diversa modalità esecutiva, seppur con l’utilizzo di assegni circolari falsi, emessi da istituti bancari realmente esistenti. Il sodalizio era specializzato nella compravendita on-line di beni di lusso fra cui orologi di noti marchi, vetture di grossa cilindrata e pregiati prodotti alimentari.
La 3^ associazione per delinquere, stanziale a Napoli in ogni assetto strutturale, è risultata coinvolta nell’importazione dall’est Europa di olio industriale a mezzo cisterne accompagnate da false bolle di trasporto. I proventi illeciti venivano progressivamente reimpiegati nella costituzione di società-cartiere operanti nello specifico settore, nei cui capitali confluivano anche i numerosi beni immobili e mobili acquistati nel tempo dal sodalizio per riciclare il denaro.
Le indagini dei carabinieri, che hanno permesso di contestare agli indagati ben 70 (settanta) episodi di truffa, per un conseguito profitto illecito complessivo di circa 1 milione e mezzo di euro, hanno consentito il sequestro di denaro, immobili, società e distributori di carburante riconducibili a vario titolo ai principali indagati per un valore complessivo stimato intorno ai 2 milioni e 700mila euro, nonchè il sequestro di un appartamento adibito a stamperia insieme a numerosi apparati informatici per la stampa professionale di banconote, documentazione contabile e titoli bancari/postali.

– foto: Ufficio stampa Carabinieri
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Ucraina: Letta “E’ l’Europa che deve fermare la guerra”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ l’ora del cessate il fuoco, della tregua, della pace. Sapendo che l’aggressore è uno e uno solo: Putin. Va fermato, fiaccato, spinto alla pace”. Così il segretario del Pd, Enrico Letta, in un’intervista al Corriere della Sera.
Quanto all’ingresso dell’Ucraina in Europa, il leader dem ribadisce che “è un processo che può durare anni e porterebbe non solo a frustrazione, ma anche a guardare più agli Stati Uniti che all’Europa. Sarebbe un grave errore. Invece va fatta ora una Confederazione europea che accolga subito non solo l’Ucraina, ma anche Moldavia, Georgia, Macedonia del Nord, Albania e Serbia. E cinque grandi Paesi, Italia, Francia, Germania, Spagna e Polonia devono muoversi ora, uniti, per la pace. Andare prima a Kiev e poi incontrare Putin. Non dobbiamo farci guidare dagli Usa, l’Europa è adulta. Questa guerra è in Europa e l’Europa deve fermarla”. Per Letta, quindi, “sarebbe inaccettabile lasciare campo libero a Putin: repressione, massacri, anche omicidi nelle alte sfere russe. Un disprezzo totale per la vita. Non si possono chiudere gli occhi”.
(ITALPRESS).
-foto Agenzia Fotogramma-

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