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Ocse, crisi di fiducia per l’informazione

ROMA (ITALPRESS) – C’è “l’esigenza di combattere la disinformazione ma anche l’esigenza di contrastare la crisi di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, per fare questo serve una comunicazione istituzionale fedele, ineccepibile e inattaccabile. Noi abbiamo il compito di rispettare il diritto dei cittadini di essere informati correttamente, ma dobbiamo anche avere l’informazione giusta su tutto ciò che le istituzioni mettono loro a disposizione”. Così il sottosegretario con delega all’Informazione e all’Editoria, Giuseppe Moles, nel corso della presentazione del primo Rapporto OCSE sulla comunicazione pubblica, Public Communication: the Global Context and the Way Forward, organizzato dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria, in collaborazione con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
“Io non ritengo internet e il digitale il nemico, ma di questo strumento è importante l’uso che se ne fa, il progresso tecnologico spesso è molto più veloce della norma quindi può accadere che il tentativo di fare norme porti a rincorrere il continuo progresso e sviluppo tecnologico, dobbiamo unire la tecnicalità con dei processi culturali”, ha aggiunto Moles. Stiamo per mettere in programma “una campagna di comunicazione istituzionale sulla disinformazione” per un uso “sano e consapevole anche del digitale” sottolineando come sia venuto momento di “fare quanto utile per una informazione più chiara, concreta e certificata possibile da parte della presidenza del Consiglio dei ministri”. Moles ha poi spiegato che la comunicazione istituzionale per combattere la disinformazione “deve fornire tutti gli strumenti utili e immediati affinchè il cittadino possa controllare e sapere di essere stato informato correttamente. Ritengo sia fondamentale la responsabilità di tutti gli attori coinvolti, quindi delle piattaforme, dei media tradizionali e dei giornalisti per fare un ragionamento su tutto ciò che possa essere utile per trasferire informazioni, tutelare il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati”, ha aggiunto.
Sullo sfondo della pandemia globale e di una serie di crisi internazionali che l’umanità sta attraversando, appare evidente la necessità di una comunicazione pubblica di qualità a supporto delle istituzioni, in grado di affrontare al meglio le sfide ma anche di raccontare i processi di trasformazione e implementazione delle politiche pubbliche. Il Rapporto pone l’accento sull’importanza della buona comunicazione, raccogliendo dati e descrivendo buone pratiche ed esperienze di 46 Paesi e 63 diverse istituzioni -, al fine di rafforzare l’importanza di una comunicazione pubblica strategica, che sia strumento abilitante dei principi dell’Open Government e contribuisca così a consolidare democrazie più forti, in un contesto sempre più complesso per l’informazione. Dal Rapporto emerge infatti come l’attuale ecosistema dell’informazione, in continua evoluzione, richieda riforme e investimenti puntuali, tracciando una vera e propria roadmap delle tendenze, delle lacune e degli insegnamenti tratti, per realizzare una comunicazione pubblica realmente efficace, i cui compiti principali sono quelli di fare informazione, ascoltare e rispondere alle richieste dei cittadini.
Esiste anche il tema della “confusione informativa. L’ossessiva, pervasiva ed eccessiva informazione, quando raggiunge un certo limite di confusione, determina una polarizzazione e radicalizzazione degli incerti. Questo disordine incide sull’incapacità dei cittadini di capire, svolgere una comunicazione attenta e credibile richiede estrema sobrietà e dovrebbe mirare a non essere assertiva, una comunicazione che cerchi di definire le certezze che ci sono e non quelle che ci saranno. E’ necessario essere prudenti come istituzione quando permane l’incertezza ed evitare l’assertività”, ha detto Ferruccio Sepe, capo Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria.
“Il tipo di comunicazione pubblica interseca un tema che conosciamo tutti: le fake news, questo tema è dirimente per l’attività di comunicazione pubblica e ci deve aiutare a capire come rendere credibili i messaggi che le istituzioni indirizzano ai cittadini, quali sono gli strumenti più adatti, e come rendere la comunicazione efficace – ha spiegato Sepe – elemento indispensabile per supportare le istituzioni nella loro credibilità”.
Per Alessandro Bellantoni, capo dell’Unità di Open Government Ocse, “la comunicazione può contribuire agli obiettivi di governo aperto, alla trasparenza e alla partecipazione dei cittadini”, una corretta “comunicazione pubblica può essere uno strumento per facilitare il dialogo tra cittadini e istituzioni, una comunicazione trasparente ripristina la fiducia dei cittadini. La comunicazione è lo strumento fondamentale per i governi nell’attuazione delle politiche pubbliche. Ma vi è una crisi profonda di fiducia, infatti meno della metà dei cittadini ha dichiarato di fidarsi delle notizie”. Per Bellantoni la comunicazione pubblica si inserisce in un “ecosistema complesso e in rapido cambiamento, internet e i social media hanno cambiato le interazioni, le informazioni sono determinate da algoritmi e da comunità online e la questione della disinformazione ha assunto dimensioni importanti”, ha concluso.
Secondo Paola Ansuini, direttore dell’Ufficio per la comunicazione istituzionale e le relazioni con la stampa della Presidenza del Consiglio, “i contenuti della nostra comunicazione rispetto a chi si occupa di marketing o di comunicazione politica, la comunicazione pubblica non mi pare possa essere solo orientata al conseguimento di precisi vantaggi o profitti, come ad esempio profitto elettorale”. E’ necessario “curare la cultura del dato, della notizia su fatti verificati” per questo i “giornalisti restano cruciali per una democrazia, è una consapevolezza che deve continuare a ispirare il comportamento dei comunicatori pubblici”, ha concluso.

– foto agenziafotogramma.it –

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Politecnico Torino, PhD Virtual Open Days per i percorsi di dottorato

TORINO (ITALPRESS) – Il Dottorato di ricerca è il più alto livello di formazione previsto nell’ordinamento italiano. Vi si accede attraverso un concorso pubblico per titoli ed esami e prevede un percorso di tre anni, un percorso destinato ad acquisire un’autonoma capacità di ricerca scientifica e la capacità di sviluppare processi innovativi con creatività e rigore metodologico, sia in ambito pubblico che privato. Per consentire ai laureati magistrali italiani e internazionali di valutare l’opzione di fare questo investimento nella formazione di terzo livello il Politecnico di Torino ha organizzato, per il 10 e 11 maggio a partire dalle ore 13,30, un evento online per presentare la sua ricca offerta di corsi per il XXXVIII Ciclo nelle aree Architettura e Costruzioni, Scienze Pure e Applicate, Tecnologie BIO, ICT e Metrologia e Tecnologie Industriali, in cui più di 200 posizioni saranno interamente finanziate da borse di studio, molte delle quali nell’ambito dei programmi Next Generation EU, con focus su pubblica amministrazione, patrimonio culturale, programmi dedicati alle transizioni digitali e ambientali e per dottorati industriali.
I PhD Virtual Open Days – a cui è possibile accedere gratuitamente con prenotazione sul sito dedicato – sono pensati come occasione durante la quale professori e dottorandi, in uno spazio virtuale dedicato, terranno incontri tematici e presentazioni per fornire informazioni utili e consigli per una scelta consapevole e illustrare le occasioni di placement, anche internazionali, offerte ai Dottori di Ricerca.
Infatti, al termine del percorso, i dottori di ricerca avranno acquisito le competenze e la formazione per svolgere attività di ricerca non solo nelle università ma anche e soprattutto nelle aziende che necessitano di figure professionali in grado di gestire l’innovazione e il rapporto privilegiato tra mondo accademico e sistema produttivo.
“La Scuola di Dottorato del Politecnico di Torino è uno spazio di condivisione e di confronto tra gruppi di ricerca, interni e afferenti ad altri Atenei, anche internazionali – spiega il Direttore Eugenio Brusa – con i quali abbiamo stipulato accordi di scambio e di collaborazione che offrono la possibilità di fare esperienze all’estero così come con il mondo professionale e industriale. Grazie all’efficace azione di partnership e di interlocuzione promossa dall’Ateneo, abbiamo progettato percorsi condivisi di formazione e di ricerca con i principali gruppi industriali, per incrementare lo scenario delle opportunità di formazione di profili professionali dedicati”.

– foto ufficio stampa Politecnico di Torino –

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Milano-Bicocca inaugura il suo metaverso

MILANO (ITALPRESS) – L’Università di Milano-Bicocca guarda al futuro e punta sulle più avanzate tecnologie di realtà aumentata e virtuale, portable e wearable per migliorare la vita delle persone.
Il dipartimento di Psicologia inaugura i laboratori dei nuovi Centri di ricerca di eccellenza MiBTec (Mind and Behavior Technological Center) e BiCApP (Bicocca Center for Applied Psychology): due strutture all’avanguardia per lo studio e il miglioramento dell’interazione uomo-macchina, coniugando il lato tecnologico e i fattori umani implicati nell’uso delle più moderne tecnologie e che rappresentano il futuro del nostro modo di comunicare e interagire con il mondo.
Il MiBTec ospita le più grandi infrastrutture di ricerca nel loro genere: CAVE interattive, visori VR/AR, strumenti aptici, proiettori olografici, ambienti virtuali immersivi multiutente (metaversi), misurazione di parametri fisiologici-biometrici (come ECG, EEG, HR, EDA, Termografia, cinematica del movimento, movimenti oculari) e stampa 3D.
Il BiCApp mira a sviluppare la ricerca scientifica nel campo dell’interazione umana con le tecnologie indossabili e mobile. Le sue infrastrutture – workstation HP, una piattaforma proprietaria no-code per lo sviluppo di app mobile, device wearable, laboratori di test e ricerca nel campo della user experience e nella progettazione di interfacce uomo-macchina.
Scopo comune di questi centri è condurre attività di ricerca, di base e industriale, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie sempre più fruibili e intuitive per migliorare la qualità della vita delle persone e il loro benessere psicologico: attraverso lo studio dei fattori umani coinvolti (percettivi, cognitivi, emozionali, linguistici, ergonomici) nell’interazione dell’individuo con l’ambiente, sia esso di lavoro, svago o istruzione, e con le nuove frontiere delle tecnologie digitali.
Entrambi i centri scientifici progettano soluzioni per la ricerca e l’impresa, adottando principi di User Centered Design applicati alla progettazione e adozione di tecnologie all’avanguardia.
La versatilità degli strumenti di ricerca dei centri consente di rispondere alle esigenze delle realtà produttive e industriali che vogliono progettare tecnologie e servizi più efficaci e intuitivi.
Le aziende possono servirsi della realtà aumentata e virtuale, così come degli strumenti indossabili e portatili, per definire nuove strategie di marketing, nuove forme evolute di ergonomia e nuovi processi di lavoro. Per esempio, con la simulazione si può progettare un’organizzazione efficiente e sicura del lavoro, così come nuovi processi produttivi, testando le reazioni e le interazioni del lavoratore di fronte a nuove tecnologie (come telecontrollo virtuale, industria 4.0, training avanzato).

– foto ufficio stampa Università Milano-Bicocca –

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Riparte dopo due anni “Banca Generali – Un campione per amico”

ROMA (ITALPRESS) – Riparte dopo due anni di stop a causa della pandemia “Banca Generali – Un campione per amico”, iniziativa sportiva, educativa e sociale, dedicata ai ragazzi delle scuole primarie. A dare il via alla 21esima edizione sono quattro grandi star dello sport italiano: Adriano Panatta, Andrea Lucchetta, Ciccio Graziani e Martin Leandro Castrogiovanni. Secondo una ricerca Ipsos, le restrizioni a causa del Covid-19 hanno costretto il 48% dei bambini italiani a sospendere ogni tipo di attività sportiva, avendo effetti non solo sull’attività fisica, ma anche sulla socialità. Per questo motivo l’edizione 2022 di “Banca Generali – Un Campione per Amico” si propone come terapia d’urto per riconciliare i giovani con lo sport attraverso la testimonianza diretta di chi ha scolpito il proprio nome negli annali azzurri e non solo. Grande novità di quest’anno è il rugby che entra in “Banca Generali – Un Campione per Amico” sulla scia del successo di una disciplina in cui il fare squadra rappresenta più che una necessità per raggiungere il risultato finale.
L’edizione 2022 toccherà a maggio le piazze di Teramo (10), Empoli (19) e Sanremo (25) per poi riprendere dopo la pausa estiva a partire dal mese di settembre. “Siamo felici di tornare nelle piazze italiane insieme ad Adriano, Ciccio, Andrea e con la gradita novità di Martin – ha dichiarato Marco Bernardi, Vice Direttore Generale di Banca Generali – Un Campione per Amico è ormai un appuntamento che rappresenta al meglio il dna di Banca Generali: l’impegno al fianco delle nuove generazioni si accompagna a occasioni di dialogo e riflessione sul mondo del risparmio. I duri anni della pandemia e le incognite che questa ha generato a livello sociale devono essere lasciate alle spalle, consentendoci di tornare a guardare nuovamente al futuro con serenità e spensieratezza. Per questo siamo convinti che sia fondamentale parlare con chi il futuro lo interpreta per definizione, ovvero le nuove generazioni. Ci auguriamo che il ritorno di Un Campione per Amico possa trasformarsi nel vero volano per la ripartenza non solo delle 10 città coinvolte, ma per tutto il Paese”. “Siamo molto emozionati e non vediamo l’ora di incominciare – ha raccontato Adriano Panatta – perchè è come se la pandemia ci avesse privato, tra le tante cose, anche del tempo, e oggi questo tempo lo rivogliamo indietro per poterlo donare condividendolo insieme ai tanti bambini che incontreremo nelle piazze italiane”. Per Francesco Graziani “mancava a noi questo evento, ma soprattutto ai bimbi. Adesso si stanno ricreando le sinergie che c’erano prima di questa pessima pandemia e tornare a lavorare a divertirsi e a giocare è davvero qualcosa di molto bello”. “In questi due anni siamo riusciti comunicare con i bambini tramite i social, non mi sono mai dimenticato di loro”, ha commentato Andrea Lucchetta. “Sono molto orgoglioso di poter portare il mio sport. Nel rugby di botte ne prendiamo tante, ma penso che cadendo e rialzandosi c’è una grande metafora di vita” ha concluso Martìn Castrogiovanni.
– foto xc4/Italpress –
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Scuola, Bianchi “Riduzione di 1,4 milioni di studenti fino al 2032”

FIRENZE (ITALPRESS) – “La scuola è lo specchio del nostro Paese che sta passando un inverno demografico molto pesante. Dal 2021 al 2032 avremo una riduzione di 1,4 milioni di ragazzi nelle nostre scuole, che deve invece accompagnare i più giovani, le loro famiglie nella vita. Un Paese che non ha bambini deve riflettere. Noi abbiamo investito complessivamente 12 miliardi in strutture e oltre 2,5 miliardi sui nidi. Le università possono diventare complementari se le persone si parlano”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in collegamento video durante la conferenza sui 35 del progetto Erasmus. “Stiamo investendo massicciamente nella formazione dei nostri insegnanti – ha aggiunto -. Quest’anno abbiamo già assunto con concorso 110mila persone, ne assumeremo altri 150mila quest’anno e 70mila entro il 2024. Abbiamo anticipato il turnover”.
– foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

Giovani, il Neet Working Tour fa tappa a Napoli

NAPOLI (ITALPRESS) – Il maltempo non ha fermato la tappa napoletana del Neet Working Tour, l’iniziativa promossa dal ministro per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per i Giovani, l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro e Carta Giovani Nazionale. E’ arrivato così anche all’ombra del Vesuvio il progetto che sta facendo il giro delle città italiane più colpite dalla disoccupazione giovanile. Inizialmente prevista in piazza del Plebiscito, la kermesse è stata spostata nel cortile interno del Maschio Angioino dove, usufruendo anche dei porticati per ripararsi dalla pioggia, è stato allestito un vero e proprio villaggio dedicato ai “Neet”, i giovani non impegnati nello studio, nel lavoro o in attività di formazione. Per i ragazzi la possibilità di interagire, ricevere assistenza, informarsi e confrontarsi con le tante realtà istituzionali, commerciali e del terzo settore che hanno sostenuto la manifestazione. Obiettivo principale: aiutare chi ha più bisogno a trovare la strada giusta per entrare nel mondo del lavoro.
“Un’iniziativa rivolta ai ragazzi che principalmente non sanno che direzione prendere, sia in termini di orientamento scolastico, di studio, sia di qualificazione professionale e sia di sbocco lavorativo”, ha spiegato il ministro Dadone.
“Sappiamo di avere 3 milioni di ragazzi in questa condizione, è un’emergenza sulla quale bisogna intervenire. Lo abbiamo fatto in manovra con uno stanziamento di fondi per garantire all’interno di Anpal un canale che sia preferenziale per i ragazzi – ha aggiunto -. Però creare anche un momento come questo, nel quale si può raccontare ai ragazzi com’è cambiato il mondo del lavoro, come sono cambiati i mestieri, le professioni, come si scrive un curriculum, come ci si presenta ad un colloquio di lavoro, penso che possa essere un’occasione piccola ma importante anche per chi magari non ha una famiglia forte dietro che riesca a indirizzarlo e a direzionarlo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto Fico, presidente della Camera, presente all’iniziativa “per dire ai tanti giovani che ci sono molte opportunità. Ci sono opportunità di formazione, di lavoro, di studio, che lo Stato offre. I giovani devono impegnarsi e credere in tutto ciò che desiderano fare. Noi come Stato dobbiamo essere vicino a tutti questi ragazzi per fargli realizzare i loro sogni”, ha aggiunto.
Tra i tanti partner che hanno aderito al weekend partenopeo c’è anche Fondazione Vodafone, che ha presentato, come già accaduto ad Alessandria, Genova e Roma, la nuova applicazione LV8. “E’ un’app completamente gratuita, sviluppata da Fondazione Vodafone, che consente di acquisire delle competenze digitali di base”, spiega Letizia Nassuato, Media Relations and Corporate Communications Manager di Vodafone Italia.
“Si tratta di un learning game: al raggiungimento di alcuni livelli si acquisiscono degli open badge che sono delle certificazioni digitali molto innovative, le quali possono essere inserite anche nel curriculum dei ragazzi”, ha aggiunto. Dopo Napoli il viaggio continua verso sud, in calendario altri due appuntamenti: “Le prossime tappe alle quali parteciperà Fondazione Vodafone saranno Brindisi e Palermo. Aspettiamo numerosi i ragazzi per farli giocare con LV8”.

– foto Italpress –

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Medico Tacconi “Fatto passi avanti molto importanti”

ALESSANDRIA (ITALPRESS) – Sono in lento ma costante miglioramento le condizioni di Stefano Tacconi, colpito lo scorso 23 aprile da emorragia cerebrale e trasportato d’urgenza all’ospedale di Alessandria. L’ex portiere della Nazionale e della Juventus, classe 1957, aveva subito la rottura di un aneurisma mentre si trovava ad Asti per un evento benefico. “La situazione è più stabile, Stefano Tacconi è ancora in rianimazione, ma sicuramente ha una vigilanza migliore. Non risponde completamente, ma esegue ordini. Saluta, muove i quattro arti. Se la situazione continua cosi, in 2-3 giorni potrebbe lasciare la rianimazione ed essere spostato nel reparto di neurochirurgia”. A riferirlo è Andrea Barbanera, responsabile della struttura di Neurochirurgia dove Tacconi, nativo di Perugia ed estremo difensore bianconero per quasi un decennio, è ancora ricoverato. “Stiamo anche cominciando a svezzarlo dal respiratore. Diciamo che ha fatto passi avanti molto importanti: non c’è ancora il rischio zero, ma direi che il messaggio che diamo oggi è positivo. Abbiamo preso la direzione giusta e sicuramente ci sarà ancora strada da fare. Forse, però, la parte più in salita è terminata”, ha concluso Barbanera. Le parole del primario che ha in cura tacconi sono state riportate sui social network dal figlio Andrea. Il 13 maggio Tacconi festeggerà il suo compleanno in ospedale, per quella data il figlio ha invitato fan e tifosi a radunarsi sotto il nosocomio alessandrino per sostenere in questa battaglia l’ex campione.
– foto Image –
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Da Marevivo una campagna per proteggere e ripiantare le foreste marine

ROMA (ITALPRESS) – Le foreste del mare, l’insieme degli organismi vegetali presenti nelle sue acque, svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento degli equilibri naturali indispensabili per la nostra vita e per quella del Pianeta. Producono più del 50% dell’ossigeno che respiriamo, assorbono circa un terzo dell’anidride carbonica in eccesso prodotta dalle attività umane con una velocità 35 volte maggiore rispetto alle piante terrestri.
Purtroppo, però, si stima che solo in Italia oltre il 30% delle praterie sommerse e fino all’80% delle foreste algali sia andato perduto e si prevede che entro il 2050 si arriverà a un’ulteriore regressione del 21% a causa dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici e di altre attività umane come l’urbanizzazione delle coste, la pesca a strascico e l’ancoraggio selvaggio.
Per questo, l’associazione ambientalista Marevivo – che da sempre si occupa della tutela delle praterie sommerse, a partire da quelle di Posidonia oceanica – lancia oggi la sua nuova campagna nazionale “Replant”, un progetto di divulgazione scientifica e sensibilizzazione che vuole aumentare la consapevolezza dei cittadini riguardo il ruolo vitale di questi ambienti marini minacciati dalle attività umane, mettendo in pratica sperimentazioni di piantumazione della Cymodocea nodosa, con l’obiettivo di poter un giorno riforestare il mare così come si fa sulla terra.
L’attività sperimentale della campagna di piantumazione prevista da “Replant”, che partirà nel mese di maggio nell’area dei fondali marini di Aurisina in provincia di Trieste, si compone di più fasi: una prima indagine sul territorio per identificare le aree di prelievo delle piante e le aree ideali per il trapianto e l’attecchimento delle zolle; una seconda fase di formazione degli operatori e una terza fase finale di trapianto delle zolle di fanerogame sommerse e monitoraggio dell’attecchimento, con un’analisi del tasso di espansione delle neonate praterie e del livello di accrescimento di biodiversità.
“Il nostro futuro dipende dalla salute del mare e la salute del mare dipende da noi – dichiara Raffaella Giugni, Responsabile Relazioni Istituzionali di Marevivo – “Replant” nasce proprio da un’urgenza: l’immenso patrimonio di biodiversità nascosto sotto il livello del mare è di vitale importanza per la nostra sopravvivenza sul Pianeta. Ogni mezz’ora perdiamo un’area ricoperta di praterie marine estesa come un campo di calcio e forse non tutti sanno che una prateria di Cymodocea di 2mq rilascia in media al giorno una quantità di ossigeno pari a quella prodotta da un albero adulto. Il ripristino degli ecosistemi marini degradati è parte del PNRR ed è anche una delle priorità individuate dalle Nazioni Unite per il decennio del mare. Questo dovrebbe farci riflettere sull’importanza delle foreste marine che, proprio come quelle terrestri, devono essere tutelate e conservate”.
“Nel Golfo di Trieste le praterie di fanerogame un tempo ampiamente diffuse lungo tutta la costa, si sono drasticamente ridotte o sono localmente estinte anche laddove le cause che ne hanno determinato la scomparsa sono state rimosse – sostiene la Professoressa Annalia Falace, biologa marina dell’Università di Trieste. “L’intervento pilota coordinato da Marevivo rappresenta quindi una significativa opportunità per testare la fattibilità di ripristino di queste praterie nel Nord Adriatico, anche in vista di interventi futuri a più grande scala spaziale così come richiesto dalla Comunità Europea”.
Le foreste del mare offrono rifugio a oltre un quarto delle specie di flora e fauna del Mediterraneo, che è considerato un hotspot di biodiversità – cioè una regione caratterizzata da un’elevata diversità di ambienti e di organismi, con un numero stimato di oltre 17.000 specie (circa il 7,5% degli organismi marini presenti sul pianeta).
Tra le tante fanerogame troviamo la Posidonia oceanica e la Cymodocea nodosa, piante che vivono sotto il livello del mare – spesso erroneamente identificate come alghe – composte da radici, fusto e foglie, che producono fiori, semi e frutti e che svolgono un ruolo fondamentale a livello ecologico e di biodiversità; una funzione analoga è svolta anche dalle alghe brune, tra cui la Cystoseira. Queste tre specie sono tra quelle fondamentali per la salute del Mediterraneo che senza di esse deperirebbe in breve tempo.
La Cymodocea nodosa, in particolare, svolge un fondamentale ruolo ecologico: contribuisce alla mitigazione del cambiamento climatico tramite l’assorbimento di CO2 e la produzione di ossigeno, racchiude i microhabitat naturali di numerose specie animali e vegetali del Mediterraneo, tra cui orate, seppie, dentici, triglie e murene – contribuendo così al mantenimento della biodiversità – e mitiga l’erosione costiera, attenuando il movimento ondoso e riducendo la quantità di sabbia portata via dal mare. A oggi la Cymodocea compare tra gli habitat minacciati e in declino: per questo è fondamentale e urgente innescare un processo di ricolonizzazione, protezione e valorizzazione delle praterie marine.
Il progetto, che gode del patrocinio del MITE, è reso possibile grazie al sostegno di ACER, della collaborazione di CONISMA, dell’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano, dell’Associazione culturale MaDre, Quoise Eyewear e di JustOnEarth, fornitore della tecnologia utilizzata.

– foto ufficio stampa Marevivo –

(ITALPRESS).

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