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Sclerosi Multipla, arriva la prima terapia domiciliare ad alta efficacia

MILANO (ITALPRESS) – L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha dato il via libera alla rimborsabilità di Kesimpta (ofatumumab), primo trattamento ad alta efficacia a domicilio mirato alle cellule B indicato per adulti con Sclerosi Multipla recidivante remittente (SMRR) in cui il paziente presenta riacutizzazioni seguite da periodi con sintomi più lievi o assenti. Un’approvazione importante che testimonia l’impegno di Novartis nello sviluppo di terapie innovative in grado di rispondere alle esigenze ancora insoddisfatte sia della classe medica che delle persone con SM.
La Sclerosi Multipla è una patologia neuroinfiammatoria cronica che ostacola il normale funzionamento del cervello, dei nervi ottici e del midollo spinale attraverso l’infiammazione e perdita del tessuto, portando nel tempo a diversi gradi di disabilità fisica ed emotiva. Solo in Italia colpisce 130mila persone e la sua incidenza è di circa 3.400 nuovi casi all’anno nella fascia più giovane e produttiva della società (20-40 anni), con una prevalenza doppia nelle donne rispetto agli uomini. Circa l’85% dei diagnosticati ha inizialmente la forma Recidivante Remittente (SMRR), caratterizzata da episodi acuti di malattia (recidive) alternati a periodi di completo o parziale benessere (remissioni).
“La Sclerosi Multipla è una patologia cronica dal decorso imprevedibile, per la quale oggi, nonostante i grandi passi avanti condotti dalla ricerca, non esiste ancora un trattamento risolutivo. L’obiettivo che ci poniamo come specialisti è quindi quello di far intraprendere al paziente un percorso terapeutico adeguato e specifico per il suo quadro clinico, fin dall’insorgenza della malattia – ha commentato il professor Claudio Gasperini, direttore UOC di Neurologia e Neurofisiopatologia San Camillo-Forlanini e coordinatore del Gruppo SIN per la Sclerosi Multipla – Poter rallentarne la progressione, ridurre la frequenza e il numero di recidive, ci permette infatti di limitare la disabilità dei pazienti e di migliorare la loro qualità di vita”.
I due studi gemelli di Fase III ASCLEPIOS I e II, su cui si basa l’approvazione AIFA, hanno mostrato una riduzione delle ricadute annuali di oltre il 50% rispetto a teriflunomide e una riduzione del rischio relativo di progressione della disabilità confermata a 3 mesi superiore al 30%. Ofatumumab rappresenta quindi un vero e proprio passo in avanti nel trattamento della Sclerosi Multipla, dal momento che ha dimostrato: Efficacia: quasi 9 pazienti su 10 raggiungono lo stato di non evidenza di attività della malattia (NEDA-3) nel loro secondo anno di trattamento, come mostrato nell’analisi post hoc; Sicurezza: profilo di sicurezza simile a teriflunomide, a oggi uno dei trattamenti di prima linea per la SM; Specificità: ofatumumab è la prima terapia domiciliare mirata contro i linfociti B.
Non solo. Grazie alla penna autoiniettiva, ofatumumab potrà essere autosomministrato una volta al mese direttamente a casa.
“Le evidenze dimostrano che l’inizio precoce di un trattamento ad alta efficacia può avere esiti positivi a lungo termine sul miglioramento della qualità di vita del paziente – ha commentato la professoressa Maria Trojano, ordinario di Neurologia, Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari e direttore UOC Neurologia e Neurofisiopatologia Azienda Universitaria Ospedaliera Policlinico Bari -. Il profilo di sicurezza favorevole di ofatumumab, la sua efficacia clinica e la possibilità della autosomministrazione a domicilio lo candidano pertanto a diventare un trattamento di prima scelta per i pazienti con forme recidivanti e remittenti di Sclerosi Multipla (SMRR), in grado non solo di aiutare a migliorare la qualità della vita delle persone che convivono con la SM, ma anche di fornire un notevole vantaggio nella riduzione dei costi a carico del Sistema Sanitario Nazionale associati alle terapie infusionali, quando previste, e all’aumento della disabilità nei pazienti”.
Il rallentamento della progressione della malattia e la riduzione della disabilità ad essa associata, infatti, rappresentano un consistente sgravio del peso socioeconomico della SM oggi quantificato in 45.000 euro annui per persona con SM che possono raggiungere la cifra di 84.000 euro in caso di Sclerosi Multipla in stadio avanzato. L’autosomministrazione della terapia presso la propria abitazione, inoltre, comporta grande flessibilità di cura rappresentando pertanto un ampio vantaggio in termini di costi diretti e indiretti per il SSN e gli stessi pazienti che, grazie alla terapia a domicilio, sono ora in grado di diminuire considerevolmente il tempo speso per affrontare le cure, con un effetto favorevole sulla vita sociale e lavorativa.
“Sono molti i bisogni insoddisfatti delle persone con Sclerosi Multipla: la presa in carico comprensiva e personalizzata, il pieno accesso alle terapie, alla riabilitazione e agli ausili necessari – ha commentato Mario Alberto Battaglia, presidente Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e direttore generale Associazione Italiana Sclerosi Multipla -. Le nuove terapie disponibili rendono sempre più realizzabile la cura personalizzata che cambia le prospettive e il futuro delle persone, migliora la qualità di vita oggi, riduce il costo di malattia per la persona e per la collettività”.
La Sclerosi Multipla, con la sua natura cronica e degenerativa e l’elevata incidenza nella fascia più giovane e produttiva della società (20-40 anni), ha un peso notevole sulla formazione scolastica, sulla vita professionale, su quella di relazione ed in generale sull’autonomia dell’individuo, che col tempo diventa una persona fragile e bisognosa di un’assistenza a 360 gradi. Caratteristiche che la rendono una delle malattie neurologiche a più alto impatto sulla popolazione italiana.
“Per Novartis reimmaginare la medicina significa poter davvero migliorare la vita delle persone sostenendo la ricerca e aprendo la strada a prospettive terapeutiche innovative – ha dichiarato Giuseppe Pompilio, Value, Access&Regional Partnership Head di Novartis Italia – La Sclerosi Multipla è una patologia complessa che può incidere significativamente sull’autonomia di chi ne è affetto e di coloro che se ne prendono cura. Siamo orgogliosi di poter oggi disporre di un trattamento domiciliare e ad alta efficacia, frutto di un percorso di collaborazione motivato dal desiderio di fornire risposte concrete ai bisogni dei pazienti garantendo un accesso alle cure in tempi sempre più stretti, oltre che servizi in grado di supportarli nella loro gestione della patologia. Un impegno da parte di Novartis a sostegno di una sanità sempre più efficiente, sostenibile e vicina ai pazienti, in linea con l’indirizzo del Pnrr che coniuga salute e assistenza domiciliare delle cure”.
(ITALPRESS).

Camorra, 57 misure cautelari contro il clan Moccia

NAPOLI (ITALPRESS) – I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 57 persone (36 in carcere,
16 ai domiciliari e per 5 divieto temporaneo di esercitare attività d’impresa). Le accuse sono di associazione mafiosa, estorsione, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio, fittizia intestazione di beni, corruzione, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, ricettazione, favoreggiamento, reati aggravati dalla finalità di agevolare il clan Moccia.
Contestualmente, la Guardia di Finanza di Napoli ha
eseguito ulteriori 2 misure del divieto temporaneo di esercitare attività d’impresa e un decreto di sequestro
preventivo d’urgenza di beni mobili, immobili e di quote societarie per un valore di circa 150 milioni di euro.
L’indagine ha consentito di acquisire indizi circa l’esistenza e l’operatività dell’organizzazione mafiosa, strutturata e organizzata su diversi livelli di comando e di competenza territoriale, della quale sono ritenuti capi i fratelli Moccia e il loro cognato. Anche in stato detentivo avrebbero veicolato ordini agli affiliati, a vario livello a loro subordinati, anche promuovendo all’occorrenza specifici reati, consumati sia dai vari sottogruppi territoriali costituenti l’ala militare dell’organizzazione, sia da imprenditori attivi nel settore del recupero degli olii esausti di origine animale/vegetale di tipo alimentare e degli scarti di macellazione, nonchè nei grandi appalti ferroviari e dell’alta velocità, cui avrebbero impartito direttive e fornito ingenti provviste derivanti dall’accumulazione illecita, nel tempo, di ingenti capitali.
(ITALPRESS).

Sui media si parla più del ferrarista Leclerc che di Macron

ROMA (ITALPRESS) – Sui media italiani, ancora quasi completamente concentrati sul conflitto fra Russia e Ucraina (84.924 citazioni), si fanno spazio anche le elezioni presidenziali francesi (7.226), ma la vittoria al GP di Australia del ferrarista Charles Leclerc (4.069) ha più visibilità del presidente Emmanuel Macron (3.909). Lo rileva il monitoraggio svolto su oltre 1.500 fonti media fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it, piattaforma che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 35 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha indagato quali sono stati i protagonisti della corsa all’Eliseo più presenti sui media italiani dalla mezzanotte di domenica 3 aprile (una settimana prima del voto) alle 15 di mercoledì 13 aprile.
Macron è tallonato dalla sua avversaria al ballottaggio del 24 aprile, Marine Le Pen, che ha ottenuto 3.593 menzioni, mentre Jean Luc Mèlenchon, considerato l’ago della bilancia di queste elezioni, il quale ha dichiarato che “non bisogna dare un solo voto a Le Pen”, è sul gradino più basso del podio (2.283). In quarta posizione il volto nuovo del populismo d’Oltralpe, Eric Zemmour (1.770), che per numero di citazioni sulle sole emittenti radio e tv (331) batte sia Le Pen (282), sia Mèlenchon (266). Quinto posto per la neogollista Valèrie Pècresse (1.088), salita alla ribalta dei media soprattutto perchè, non avendo raggiunto la soglia del 5% necessaria per il rimborso delle spese elettorali, ha chiesto l’aiuto finanziario dei propri sostenitori per fare fronte ai debiti contratti.
Fra i leader di partito italiani che hanno commentato le presidenziali francesi, il più citato, forse proprio per il suo forte legame con la Francia, visto che ha diretto a lungo la Scuola di Affari internazionali dell’Università Sciences Po di Parigi, è Enrico Letta (823), seguito da Matteo Salvini (732), grande tifoso di Le Pen, e da Giorgia Meloni (434), che invece ha dichiarato di non sentirsi rappresentata da nessuno dei candidati al ballottaggio.
Analizzando i soli dati relativi alle emittenti televisive, Mediamonitor.it evidenzia che le presidenziali francesi sono state seguite soprattutto dalla Rai (229 citazioni), che si lascia alle spalle Mediaset (131), SkyTG24 (98) e La7 (65). Fra i canali allnews, RaiNews24 e SkyTG24 condividono ex- aequo il primo posto, con 98 citazioni, mentre fra i generalisti Rai3 (57) stacca Rai1 (38) e Rai2 (26) e Rete4 (26) batte Canale 5 (23). Macron ha avuto visibilità soprattutto su TGCom24 (48) e SkyTG24 (47), Le Pen su RaiNews (34) e TGCom24 (33).
(ITALPRESS).

(Photo credit: agenziafotogramma.it)

P.A., Brunetta “Semplificheremo 600 procedure in 5 anni”

ROMA (ITALPRESS) – “Se guardo il lavoro fatto, vedo che abbiamo semplificato le procedure per i concorsi e per i procedimenti amministrativi, abbiamo messo in piedi il portale del reclutamento che prima non c’era, cioè 7-8 milioni di curriculum disponibili. Stiamo semplificando le procedure, certamente non basta, ma adesso abbiamo come scopi legati alle milestone del Pnrr la semplificazione di 600 procedure amministrative in 5 anni nel campo del welfare, delle imprese, ecc. E’ un numero enorme perchè vanno valutate una a una”. Così Renato Brunetta, ministro della Pubblica Amministrazione, in audizione alla Commissione parlamentare per la semplificazione, in merito all’indagine sulla semplificazione delle procedure amministrative per avvio e esercizio delle attività di impresa. E su cosa non abbia funzionato in precedenza: “Le cause possono essere ricondotte a due, un errore di metodo e uno di equivoco consistito nella convinzione di poter semplificare e riformare la PA a costo zero, limitandosi a tagliare, senza investire su persone, procedure e tecnologie”.
“Grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – aggiunge – abbiamo potuto invertire la rotta su entrambi i piani. Il percorso è stato così articolato: interventi di carattere organizzativo, attraverso l’immissione nella PA di nuove risorse umane, meglio qualificate in termini di conoscenze e di competenze; revisione delle procedure amministrative, attraverso l’eliminazione di quelle disfunzionali, la loro reingegnerizzazione e soprattutto la digitalizzazione; creazione di task force specializzate che svolgano attività di supporto tecnico nei confronti delle amministrazioni meno strutturate e intervengano, anche attraverso l’esercizio di poteri sostitutivi e continua attività di monitoraggio e valutazione degli effetti delle iniziative messe in campo”.
(ITALPRESS).

Parmigiano Reggiano, 15 milioni per il progetto “benessere animale”

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Si è tenuta a Reggio Emilia, presso la sede del Consorzio Parmigiano Reggiano, la conferenza stampa di presentazione dei risultati del progetto ‘benessere animalè, mirato ad aumentare la qualità della vita delle bovine che contribuiscono alla produzione lattiero-casearia, incentivando e responsabilizzando gli agricoltori. Hanno partecipato, oltre al presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, gli assessori regionali Alessio Mammi (Emilia-Romagna) e Fabio Rolfi (Lombardia).
Un progetto totalmente finanziato dal Consorzio Parmigiano Reggiano con un investimento che nel 2021 è stato pari a 8,7 milioni di euro e che punta a raggiungere i 15 milioni nell’arco del triennio 2021-2023.
Il Consorzio di tutela ha presentato i risultati del ‘bando benessere animalè istituito nel 2021 per premiare sia le aziende che hanno mostrato una particolare attenzione al benessere degli animali, sia quelle che, puntando a nuovi specifici investimenti, hanno mostrato nel corso dell’anno miglioramenti misurabili.
Ciò ha permesso, in primo luogo di fare un censimento degli allevamenti, ottenendo una visione completa delle aziende che producono il latte utilizzato per la lavorazione del Parmigiano Reggiano.
Al progetto di sostegno del miglioramento del benessere delle vacche hanno aderito 1.417 stalle (il 58% degli allevamenti che rappresentano il 72,5% del latte lavorato per produrre la Dop Parmigiano Reggiano) e 200 caseifici su un totale di 305 presenti nel territorio di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova a destra del fiume Po e Bologna a sinistra del Reno.
Le valutazioni delle aziende sono state fatte su base volontaria per promuovere un cambiamento nella cultura e nella sensibilità del benessere animale.
Il progetto è stato creato con il contributo di esperti esterni chiave, permettendo al Consorzio di attingere a competenze tecniche da accademici, associazioni non-profit e anche agenzie governative. Per sviluppare questa strategia, otto veterinari sono stati reclutati dal Consorzio, a seguito di una formazione intensiva sui protocolli e sui requisiti di benessere animale da parte del Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale (CReNBA), il gruppo che conduce un censimento di tutte le aziende agricole coinvolte nella filiera, giudicando le loro prestazioni attraverso visite periodiche in loco.
Il CReNBA opera presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e l’Emilia-Romagna con l’obiettivo di fornire una base scientifica alla quantificazione di un concetto altrimenti difficile da definire oggettivamente come il benessere animale.
Per le bovine da latte, CReNBA ha prodotto una check list articolata in 105 criteri (per le stalle libere, 99 per le fisse) organizzati in 3 aree (management aziendale e personale, strutture ed attrezzature, animal-based measures) che, una volta compilata da veterinari adeguatamente formati ha permesso di assegnare un punteggio che quantifica in modo ripetibile e riproducibile il livello di benessere animale di una stalla.
Alla checklist sono stati aggiunti altri fattori che hanno permesso di premiare e di valutare aspetti che questa non prevede se non in modo generico, vale a dire: disponibilità ampia area
movimento adulte lattazione; disponibilità ampia area movimento
adulte asciutta; disponibilità ampia area movimento manze;
contatto materno vitelli; basso livello di zoppie; basso livello
di cellule somatiche; basso livello di riforma; elevato numero di
lattazioni a fine carriera.
Da un punto di vista zootecnico, gli esiti del censimento permettono di affermare che nella filiera del Parmigiano Reggiano è in corso un significativo percorso di miglioramento del benessere animale.
Tenendo presente che il punteggio CReNBA va da 1 a 100 e che 60 rappresenta la sufficienza, nel 2021 gli allevamenti del Parmigiano Reggiano hanno ottenuto un punteggio medio pari a 74,02 contro un 67,2 del 2018, registrando una crescita pari a 6,4 punti.
Attraverso il ‘bando benesserè, il Consorzio Parmigiano Reggiano ha quindi assegnato alle aziende virtuose un premio in denaro: oltre 7,77 milioni di euro agli allevamenti e 930 mila euro ai caseifici per un totale di 8,7 milioni di euro.
Sulla scorta del significativo successo del bando 2021, sia in termini di partecipazione che di risultati perseguiti, il Consorzio ha confermato il suo programma di rinnovare il bando anche per il 2022 (ed una terza annualità seguirà nel 2023), per una spesa che nel triennio arriverà ai 15 milioni di euro.
Durante l’incontro, il Consorzio ha lanciato un’altra iniziativa legata al mondo degli allevatori: allevaweb.it. Si tratta di un nuovo canale di comunicazione tra il Consorzio, gli allevatori e tutta la filiera interessata al mondo del latte da trasformare in Parmigiano Reggiano.
Uno spazio che raccoglie news, approfondimenti tecnici e contenuti video per confrontarsi sulle specificità degli allevamenti che fanno parte della filiera del Parmigiano Reggiano e per essere aggiornati sulle iniziative e i progetti del Consorzio di tutela. Si tratta di un investimento senza precedenti per il Parmigiano Reggiano che punta a legare direttamente il prodotto al territorio, per accompagnare la crescita tecnica e professionale delle imprese di produzione del latte secondo modelli tecnici coerenti al disciplinare e sviluppando direttamente la partecipazione dei produttori alla vita del Consorzio.
‘Dopo aver stabilito un brand manifesto che fosse una presa di responsabilità nei confronti dell’ambiente e dei cittadini consumatori, il Consorzio ha deliberato un progetto pluriennale che punta a raggiungere 15 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per permettere agli allevatori di raggiungere il livello di benessere animale ritenuto necessario dal consorzio stesso. Continuiano a impegnarci affinchè tutta la filiera produttiva possa essere sostenibile. E’ un viaggio che non terminerà a breve e che richiederà coraggio e dedizione, ma non per questo smetteremo di affrontarlò ha commentato il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli.
‘Ancora una volta complimenti al Parmigiano Reggiano, che dimostra di essere un’eccellenza di cui andare orgogliosi. Non solo per la qualità e la bontà ma anche per l’attenzione rivolta al benessere animale e alla sostenibilità. In linea con questi principi anche la nostra Regione è orientata a promuovere una visione integrata della sostenibilità in ambito zootecnico, che possa conciliare metodi produttivi meno impattanti, così come modalità produttive che contemplano misure rivolte al benessere degli animali impiegati, garantendo al tempo stesso il mantenimento di un livello di qualità eccellente dei prodotti.
Siamo contenti di vedere che i dati esposti dalla ricerca evidenziano come gli oltre 100 milioni di risorse destinate dal precedente Piano di Sviluppo Rurale al settore lattiero-caseario regionale abbiano permesso di realizzare investimenti aziendali fondamentali per tutto il ciclo produttivo: il compito della Regione è quello di aiutare le imprese a produrre, tutelare il prodotto sui mercati e promuoverlo sempre di più. In aderenza con quanto proposto dal Consorzio la Regione ha deciso inoltre di introdurre nei bandi che stanno uscendo in questi mesi criteri di priorità e premialità per quei progetti che prevedono il miglioramento della libertà di movimento degli animali, come condizione che ne garantisce una migliore condizione di vità ha dichiarato Alessio Mammi, assessore all’agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna.
‘Gli allevamenti italiani sono i più sicuri e controllati al mondo e sono la base di una Dop economy che per la Lombardia vale più di 2 miliardi di euro all’anno e che vede Mantova al quinto posto nazionale tra le province con il più alto impatto economico derivato dal cibo a indicazione geografica – ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia – Covid, guerra, rincari energetici e nuove tendenze di consumo ci impongono miglioramenti continui, sia sotto il profilo della produzione che della comunicazione. Il progetto del Parmigiano Reggiano indica la strada. Non solo migliora le performances già eccellenti in materia di benessere animale, ma contribuisce in maniera significativa a fornire informazioni certificate sulla filiera anche per contrastare alcune fake news sul comparto lattiero caseario e sui nostri grandi prodottì.
(ITALPRESS).

Guerra in Ucraina, il 63% degli italiani teme per il proprio lavoro

ROMA (ITALPRESS) – Il conflitto tra Russia e Ucraina continua a preoccupare la popolazione italiana, anche da un punto di vista economico ed energetico. Nel complesso, oltre il 60% degli italiani (il 63,4%), pensando alla propria situazione economica, finanziaria e lavorativa futura, si dichiara pessimista e preoccupato. Una percentuale che, dall’inizio di questo nuovo anno, è cresciuta di ben 10 punti. La percezione di 2 italiani su 3 è che questa guerra in Ucraina, nei mesi a venire, peserà e graverà sulle proprie condizioni economiche. Un preoccupazione scaturita anche dalla sensazione che, a causa di questo conflitto, il nostro Paese verrà interessato da una grave e pesante crisi energetica entro la fine del 2022, soprattutto sotto l’aspetto dell’aumento dei prezzi di bollette e carburanti e sul fronte del razionamento di gas ed energia. In questo contesto, dunque, due terzi degli italiani (il 65,3%) si dichiarano pronti a limitare i propri consumi su riscaldamento e condizionatori pur di ridurre la dipendenza del gas russo.

Dati Euromedia Research – Realizzato il 13/04/2022 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
(ITALPRESS).

Mariupol sotto assedio, accordo per corridoio umanitario

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – La battaglia in queste ore si concentra su Mariupol, la città portuale assediata che è divenuta ormai il triste simbolo del conflitto in Ucraina. L’offensiva russa nell’est del paese prosegue ma gli occhi sono puntati principalmente sull’acciaieria Azovstal di Mariupol dove si trovano ancora i difensori della città e dove si nascondono anche diversi civili.
Nelle scorse ore le forze russe hanno chiesto ai combattenti ucraini di arrendersi per avere salva la vita ma gli appelli sono stati rispediti al mittente. Ora Mosca, fa sapere il ministero della Difesa russo, ha lanciato un altro appello ai combattenti ucraini perchè decidano di deporre le armi dalle 14, ora di Mosca (ore 13 in Italia), di oggi. Gli ucraini, però, resistono, nonostante le difficoltà. “Probabilmente stiamo affrontando i nostri ultimi giorni, se non ore”, ha detto Serhiy Volyna, comandante della 36^ brigata ucraina, in un video su Facebook, secondo quanto riportato dal Guardian. “Il nemico è più numeroso di noi per 10 a uno”, ha aggiunto.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si rivolge ai paesi occidentali evidenziando ancora una volta che il suo paese ha bisogno di armi. “Se avessimo accesso a tutte le armi di cui abbiamo bisogno – ha detto in un video -, che i nostri partner hanno e che sono paragonabili alle armi usate dalla Federazione Russa, avremmo già posto fine a questa guerra”. Per Zelensky “la situazione a Mariupol rimane invariata, la più grave possibile”, ha aggiunto. Stamattina la vicepremier ucraina, Iryna Vereshchuk, in un post su Facebook, ha annunciato che per oggi è stato concordato un corridoio umanitario proprio dalla città di Mariupol, dopo alcuni giorni di stop ai percorsi di evacuazione.
Intanto viene aggiornato il bilancio delle vittime tra i bambini: secondo l’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina il numero dei bambini morti dall’inizio del conflitto resta a 205 mentre i feriti salgono a 373 (ieri erano 205 bambini morti e 367 feriti).
(ITALPRESS).

(Photo credit: agenziafotogramma.it)

Letta “Creare una confederazione europea per aprire le porte a Kiev”

ROMA (ITALPRESS) – “Creiamo subito una Confederazione europea, composta dai 27 Stati membri, dall’Ucraina e da Georgia e Moldavia, e poi da Nord Macedonia, da Serbia e Montenegro, Albania, Bosnia e Kosovo. L’Ucraina e gli altri paesi in attesa potrebbero partecipare alla vita pubblica europea e avere soggettività in uno spazio politico e strategico comune. In parallelo proseguirebbe, senza forzature e con la tempistica opportuna, il percorso ordinato di adesione all’Ue”. E’ la proposta lanciata dal segretario del Pd, Enrico Letta, sulle pagine del Corriere della Sera.
Secondo questo schema, le riunioni del Consiglio Europeo “dovrebbero essere immediatamente seguite, con grande forza simbolica, nello stesso luogo, dal summit dei leader della Confederazione”.
(ITALPRESS).

(Photo credit: agenziafotogramma.it)

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