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Papa “Abbiamo dimenticato il linguaggio della pace”

ROMA (ITALPRESS) – “A noi, in questo momento, in Europa ci colpisce tanto questa guerra” in Ucraina, “ma guardiamo più lontano: il mondo è in guerra, Siria, Yemen. Il mondo ha scelto lo schema di Caino, uccidere il fratello, e la guerra è mettere in atto il cainismo”. Lo ha detto Papa Francesco nell’intervista esclusiva a Lorena Bianchetti, conduttrice di “A Sua Immagine”, Rai Uno, in una puntata speciale del programma.
“Quando dico ‘con il demonio non si dialogà è perchè è il male” ha aggiunto – ma con le persone che hanno questa malattia dell’odio si dialoga, Gesù dialogava con tutti, tutti noi abbiamo qualcosa di buono, tutti, mai dobbiamo dare per finita nel male una vita. Il male è più seduttore, io ci credo al demonio, la seduzione cerca sempre di entrare in qualcosa, se i peccati fossero brutti nessuno li farebbe, il demonio ti porta a peccare”.
“E’ vero ci sono rifugiati di prima classe, rifugiati di seconda classe, diversi dal colore della pelle, se vengono da paesi sviluppati o non, noi siamo dei razzisti, e questo è brutto. Il problema dei rifugiati è un problema che anche Gesù ha sofferto”, ha sottolineato il Pontefice -. C’è la guerra in tante parti del mondo, anni fa avevo detto che stavamo vivendo la terza guerra mondiale a pezzi. La guerra cresce con la vita dei nostri giovani e dei nostri figli, per questo dico che la guerra è una mostruosità”.
“Io capisco i governanti che comprano le armi, non li giustifico, ma li capisco, loro dicono che si devono difendere, questo perchè viviamo in uno schema di guerra, se ci fosse uno schema di pace non ce ne sarebbe bisogno – ha detto ancora il Papa -. Noi viviamo con uno schema demoniaco, di uccidersi l’uno contro l’altro, per voglia di potere, per voglia di sicurezza, ma io penso alle guerre nascoste che nessuno vede, che sono lontano da noi. Abbiamo dimenticato il linguaggio di pace”.
(ITALPRESS).

Di Maio “Subito dopo Pasqua l’ambasciata sarà operativa a Kiev”

ROMA (ITALPRESS) – “Passeremo la Pasqua a svolgere le operazioni per riportare l’ambasciatore Zazo lì, subito dopo Pasqua lo vedrete pienamente operativo nell’ambasciata di Kiev. E’ un altro segnale di per dire che siamo vicini alle istituzioni ucraine, vogliamo una soluzione diplomatica e continuiamo a lavorare in tal senso”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a Radio24.
(ITALPRESS).

(Photo credit: agenziafotogramma.it)

Ucraina, Zelensky “Resistiamo da 50 giorni, ce ne davano 5”

KIEV (ITALPRESS) – Superati i cinquanta giorni, continua il conflitto in Ucraina. Nelle città suonano ancora le sirene d’allarme, a Kiev vengono avvertite esplosioni e l’incrociatore russo “Moskva”, che ieri aveva subito danni nel Mar Nero, è affondato. Mentre sul campo la guerra prosegue (oggi è al cinquantunesimo giorno), il presidente statunitense Joe Biden valuta la possibilità di recarsi in Ucraina.
“Abbiamo già resistito 50 giorni – ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video – 50 giorni di invasione russa, anche se gli occupanti ci avevano dato un massimo di cinque”. Per Zelensky “durante i 50 giorni di questa guerra, l’Ucraina è diventata un eroe per l’intero mondo libero”.
Nelle ultime ore avevano destato interesse le sorti dell’incrociatore missilistico russo “Moskva”. La nave, quindi, alla fine è affondata. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass. Ieri l’incrociatore, che si trovava nel Mar Nero, è stato colto dalle fiamme e danneggiato. Sulle cause, però, sono giunte notizie contrastanti: per Kiev la nave è stata colpita dai missili della difesa ucraina, per Mosca si è trattato invece di un incendio a bordo che ha determinato un’esplosione delle munizioni. Adesso la conferma: è affondata. Per il ministero della difesa russo, l’incrociatore avrebbe perso stabilità “in condizioni di mare tempestoso”.
Secondo l’intelligence britannica, “Moskva” ha svolto “un ruolo chiave sia come nave di comando sia come centro di difesa aerea”. Nell’ultimo aggiornamento diffuso dal ministero della Difesa del Regno Unito, l’intelligence ha spiegato che con questo incidente la Russia “ha subito danni a due importanti risorse navali da quando ha invaso l’Ucraina” e che questi eventi “porteranno probabilmente la Russia a rivedere la sua posizione marittima nel Mar Nero”.
Intanto il presidente statunitense Joe Biden ha risposto “sì” ai giornalisti che chiedevano se fosse pronto ad andare in Ucraina. Nel frattempo, però, secondo Kyiv Independent, oggi sono state avvertite esplosioni a Kiev e nella regione della capitale, mentre nella notte l’allarme aereo sarebbe scattato in tutte le regioni.
(ITALPRESS).

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Covid, incidenza in calo

ROMA (ITALPRESS) – Scende l’indice di trasmissibilità Rt questa settimana: è pari a 1 rispetto al valore di 1,15 della settimana scorsa. Scende anche l’incidenza dei casi di Covid-19 per 100mila abitanti: da 776 a 717. E’ quanto emerge dal monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.Il tasso di occupazione in terapia intensiva scende al 4,2% contro il 4,7%. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 15,6% a fronte del 15,5%.
(ITALPRESS).

Nel primo bimestre entrate tributarie e contributive in crescita

ROMA (ITALPRESS) – Le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-febbraio – secondo i dati del Dipartimento delle Finanze – mostrano nel complesso una crescita di 14.516 milioni (+12,9%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.
Le entrate tributarie evidenziano una crescita pari a 11.924 milioni (+17,5%) rispetto allo stesso periodo del 2021. Il gettito delle imposte contabilizzate al bilancio dello Stato registra una crescita sostenuta (+11.376 milioni, +16,8%). Le variazioni risultano positive anche per gli incassi da attività di accertamento e controllo (+334 milioni, +31,0%) e per il gettito relativo alle entrate degli enti territoriali (+190 milioni, +4,7%). Le poste correttive sono in diminuzione di 24 milioni rispetto allo stesso periodo del 2021 (0,5%). Le entrate relative alle imposte dirette risultano pari a 48.337 milioni (+5.479 milioni pari a +12,8%); quelle relative alle imposte indirette ammontano a 30.699 milioni (+5.897 milioni, pari a +23,8%). Tra le imposte dirette, il gettito Irpef si è attestato a 40.071 milioni (+2.105 milioni, +5,5%). L’Ires è stata pari a 707 milioni (+243 milioni, +52,4%). Tra le imposte indirette, le entrate Iva ammontano a 20.043 milioni (+4.501 milioni, pari a +29,0%). Le entrate di lotto, lotterie e altre attività di gioco ammontano a 2.311 milioni registrando un aumento pari a 719 milioni (+45,2%). Gli incassi contributivi nei primi due mesi sono risultati pari a 46.796 milioni, in aumento di 2.592 milioni (+5,9%) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Le entrate contributive dell’Inps ammontano a 41.758 milioni, in aumento di 1.968 milioni rispetto al 2021 (+4,9%). I premi assicurativi dell’Inail ammontano a 3.564 milioni, in crescita del 20,9% rispetto al corrispondente periodo del 2021. Le entrate contributive degli Enti previdenziali privatizzati risultano pari a 1.474 milioni, sostanzialmente invariate rispetto all’anno precedente.
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Abruzzo, approvata nuova programmazione Ue. Oltre 1 mld finanziamenti

PESCARA (ITALPRESS) – Il Programma regionale Abruzzo finanziato dall’Unione europea vale 1,08 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Tali risorse sono destinate allo sviluppo regionale (Fesr) per 681 milioni e al sociale (Fse+) per 406 milioni. Il programma, che costituisce l’asset finanziario più importante del bilancio regionale a sostegno della crescita infrastrutturale materiale, immateriale e sociale del territorio, è stato approvato oggi dalla giunta. Solo altre due regioni lo hanno fatto “dimostrando – ha affermato il presidente Marsilio – la nuova attenzione che questa giunta ha messo sulle prospettive europee. Non siamo e non saremo più maglia nera d’Italia in questo ambito iniziando a spendere le risorse previste da subito” Ora il negoziato sul programma procederà a livello di Commissione europea, che dovrà pronunciarsi nel merito.
“In linea con i tutti i nostri documenti di pianificazione regionale – ha aggiunto Marsilio – il programma approvato nasce da un’idea di Abruzzo che lo colloca fuori dai suoi confini nei quali è ingiustamente relegato. Vogliamo far conoscere la nostra identità al mondo per i suoi aspetti turistici e culturali mediante strategie di marketing; vogliamo sostenere le imprese, tra le migliori in Italia nel manifatturiero, a migliorarsi ancora con la ricerca; vogliamo preoccuparci delle persone svantaggiate, intervenire sul dissesto idrico e pensare alla formazione dei nostri giovani, creando un nesso coerente tra esigenze del mercato e competenze superiori per aumentare l’occupazione”. Marsilio insiste anche sui tempi di trasmissione all’Unione Europea: “Non è mai un fatto scontato. Ci sono regioni che non hanno iniziato neppure a scrivere il programma. Questo traguardo è importante per aiutare il nostro territorio a spendere il prima possibile le risorse”.
Nel dettaglio, il Programma regionale Abruzzo Fesr – Fse+ 21-27 si concentra essenzialmente su quattro obiettivi. Il primo, l’OP 1 “Un’Europa più intelligente” mediante il quale, con una disponibilità di risorse Fesr pari a 277 milioni di euro, si punterà ad incentivare i collegamenti tra il sistema delle imprese e gli organismi di ricerca; l’innovazione e la digitalizzazione dei processi delle imprese; la digitalizzazione del sistema regionale; le competenze digitali. L’Op 2 “Un’Europa più verde”, che si avvarrà di risorse FESR pari a circa 299 milioni di euro, prevedere azioni di monitoraggio e risanamento delle reti idriche al fine di ridurre gli sprechi; di efficientamento e messa in sicurezza degli edifici pubblici; di sviluppo delle comunità energetiche con il coinvolgimento delle amministrazioni; di promozione dell’ economia circolare, tutela e ripristino della biodiversità con la valorizzazione dei parchi; di promozione della mobilità urbana sostenibile. L’Op 4 “Un’Europa più sociale”, che può contare su 406 milioni di euro, si occuperà di favorire l’occupazione, soprattutto giovanile, l’istruzione, la formazione e le competenze; l’inclusione e la protezione sociale. L’Op 5 “Un’Europa più vicina ai cittadini”, con risorse pari a più di 81 milioni di euro, interverrà per lo sviluppo delle aree urbane oltre i confini dei capoluoghi coinvolgendo sia i sistemi territoriali a essi funzionalmente collegati, sia gli altri nodi rilevanti della rete urbana intermedia. Interverrà inoltre per lo sviluppo delle aree diverse da quelle urbane, includendo sia gli altri territori montani, sia i comuni appartenenti alla cerniera interna che comunque risentono di dinamiche di spopolamento e condizioni di marginalità. Infine, il programma varato dalla Giunta rispetta pienamente le cosiddette concentrazioni tematiche chieste dall’Unione europea per garantire le transizioni verde e digitale e tiene conto, in modo strategico, della integrazione di queste risorse con le ulteriori fonti finanziare come il PNRR, in particolare per l’Op 3 “Un’ Europa più connessa”, e il fondo nazionale, allo scopo di ampliare ulteriormente le possibilità di investimento per il territorio. Tutte le nuove misure saranno presentate in un’apposita conferenza stampa che verrà convocata nei prossimi giorni.
“Ringrazio gli uffici coordinati dalla dottoressa Grimaldi e l’autorità di gestione, Carmine Cipollone, che in questi mesi hanno lavorato perseguendo obiettivi di sviluppo importanti capaci di dotare la nostra regione di progetti destinati alla crescita economica, sociale e ambientale, rendendola così più attrattiva”, ha concluso il presidente Marsilio.
(ITALPRESS).

Atalanta battuta dal Lipsia e fuori dall’Europa League

BERGAMO (ITALPRESS) – Finisce così il sogno dell’Atalanta, forse nel peggiore dei modi. Il Lipsia si impone a Bergamo 2-0 grazie alla doppietta di Nkunku, a segno sia nel primo che nel secondo tempo. Una gara in cui i nerazzurri hanno cercato di scardinare la difesa dei tedeschi, ma Dani Olmo e compagni hanno giocato la gara perfetta, concedendo pochissimo ai padroni di casa. Resta l’amarezza per il calcio di rigore non assegnato nella ripresa, ma il punteggio è pesante e sancisce la fine della corsa europea degli uomini di Gasperini. Ci si aspettava meno dinamismo nei primi minuti, ma il match si è subito infiammato con una conclusione di Zappacosta e la pronta risposta di Laimer, deviata in corner dalla difesa atalantina. La prima accelerazione è però fatale per gli uomini di Gasperini: Laimer punisce la distrazione di Freuler, Nkunku ribadisce in rete da posizione centrale. Da quel momento in poi l’Atalanta non riesce più a sfondare il muro eretto dalla difesa del Lipsia, sterili le giocate offensive da parte di Boga e Koopmeiners, imprecisi entrambi nelle conclusioni dalla distanza. Nella ripresa la squadra di Gasperini prova subito ad aggredire l’avversario e dopo 6′ i nerazzurri reclamano a gran voce un calcio di rigore per un fallo di mano di Dani Olmo: Lahoz viene richiamato al Var, ma non assegna il tiro dagli undici metri. La reazione rabbiosa non manca dopo l’episodio, Hateboer si divora il gol del pareggio in spaccata. Il Lipsia, invece, ci prova in ripartenza e Nkunku sfiora la doppietta con un’azione personale. Le occasioni non sono mancate nella parte finale della gara, ma gli orobici non hanno saputo sfruttare le palle gol capitate in area di rigore. E sul fallo di Musso che permette a Nkunku di siglare il 2-0 dal dischetto cala il sipario sulla corsa in Europa League della Dea. I nerazzurri si prendono gli applausi dei propri tifosi: ora si ripartirà dal campionato per poter tentare di giocare nelle competizioni europee anche nella prossima stagione.
(ITALPRESS).

Ucraina, Curcio “In Italia oltre 92 mila profughi”

ROMA (ITALPRESS) – “La situazione al momento sembra un pò attenuarsi nei numeri. Siamo stati al confine Polonia-Ucraina, in questo momento la situazione sembra rallentare, e anche in un centro di accoglienza a Varsavia i numeri sono scesi. La situazione sembra migliore rispetto alle settimane passate”. Lo dice il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, in collegamento da Varsavia con Tg2 Post, in merito ai profughi ucraini.
“In Italia a oggi abbiamo più di 92 mila profughi, 50 per cento donne, 40 per cento bambini e 10 per cento uomini sopra i sessant’anni”, aggiunge.
(ITALPRESS).

(Photo credit: agenziafotogramma.it)

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