ROMA (ITALPRESS) – Nel primo bimestre dell’anno le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 79.036 milioni, con un incremento di 12.376 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+16,8%). Le imposte dirette ammontano a 48.337 milioni, con un aumento di 5.479 milioni (+12,8%).
Il gettito dell’Irpef si è attestato a 40.071 milioni con un aumento di 2.105 milioni (+5,5%). Incrementi significativi di gettito si sono registrati per l’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+1.335 milioni, +109,9%) per effetto dell’andamento favorevole del risparmio gestito nel 2021.
Si segnala l’incremento dell’Ires (+43 milioni, +35,2%) e delle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+172 milioni, +42,3%), mentre l’imposta sostitutiva sui redditi nonchè ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale ha invece evidenziato una diminuzione del gettito pari a 26 milioni (-1,9%). Le imposte indirette ammontano a 30.699 milioni, con un incremento di 5.897 milioni (+23,8%). All’andamento positivo ha contribuito l’Iva, con un aumento del gettito di 4.501 milioni (+29,0%). Tra le altre imposte indirette, hanno registrato andamenti positivi le entrate dell’imposta sulle assicurazioni (+13 milioni, +3,9%), dell’imposta di bollo (+6 milioni, +0,9%) e dell’imposta di registro (+58 milioni, +7,8%). Le entrate relative ai giochi ammontano a 2.432 milioni (+724 milioni, +42,4%). Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si attestano a 1.410 milioni (+334 milioni, +31,0%).
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Nel primo bimestre entrate tributarie in crescita a 79 miliardi
Solinas “I territori insulari abbiano i giusti riconoscimenti”
CAGLIARI (ITALPRESS) – La questione insulare diventa uno dei temi centrali nei lavori conclusivi della Conferenza sul futuro dell’Europa, occasione di dialogo politico per individuare possibili indirizzi di riforma del processo di integrazione europea. La proposta del Presidente della Regione Christian Solinas (primo firmatario) di inserire il tema in agenda è stata sostenuta dall’intero partenariato istituzionale insulare europeo composto anche dalle Isole del Mediterraneo di cui la Sardegna è capofila (Isole Baleari, Corsica, Gozo, Creta e Isole Ionie) e accolta dal Comitato delle Regioni, a testimonianza e riconoscimento del costante impegno istituzionale della Regione a favore della specificità territoriale insulare nelle politiche europee, e dell’impegno volto a richiedere un approccio territoriale nella formulazione delle politiche e della legislazione della UE. Il tema è stato affrontato oggi nel corso della conferenza politica dal titolo ‘Coesione, il nostro valore fondamentalè, importante perchè concorrerà a definire il futuro dell’Unione nelle politiche insulari e di coesione.
“Chiediamo che i delegati alla Conferenza del Comitato delle Regioni tengano viva la voce delle regioni insulari all’interno del dibattito istituzionale prossimo venturo”, ha spiegato il Presidente della Regione Christian Solinas, aprendo i lavori dell’incontro.
“Nel chiedere uno specifico status giuridico europeo non chiediamo una condizione di privilegio, ma al contrario strumenti per essere sullo stesso piano competitivo delle altre regioni. Una politica europea per le Isole è necessaria alla sopravvivenza economica e demografica dei nostri territori”, ha rimarcato. “Pur nelle difficoltà del momento storico che viviamo e nella tragicità dello scenario attuale, come rappresentanti delle istituzioni siamo chiamati a continuare a cercare soluzioni e dare risposta a questioni che impattano nel vivere quotidiano dei nostri cittadini”.
“Come Regione Autonoma della Sardegna siamo impegnati su diversi fronti istituzionali per vedere riconosciuta la nostra specificità territoriale, in partenariato con altre Regioni europee e sempre in un’ottica di collaborazione verso le istituzioni della UE”, ha spiegato il Presidente raccogliendo il consenso e il pieno sostegno dei partecipanti, che negli interventi successivi hanno ricordato il costante impegno del Presidente sardo e il risultato ottenuto sul fronte dell’inserimento del principio di insularità in Costituzione. “Le regioni insulari non sono una realtà demografica marginale – ha ricordato il Presidente – Ospitano una popolazione totale di oltre 20 milioni di abitanti, pari a poco meno del 5% della popolazione dell’UE, appartenenti a 13 Stati membri, dal Mediterraneo, al mar Baltico e al mare del Nord.
Parlare di oltre 20 milioni di cittadini è come parlare di uno Stato di medie dimensioni. Siamo dunque una tipologia territoriale che non può continuare a essere trascurata dalle politiche dell’Unione europea”.
La coesione, ha detto il Presidente riprendendo il titolo dell’iniziativa di oggi che, fortemente voluta e richiesta dalla Regione, “è uno dei valori fondanti della convivenza tra popoli e cittadini europei, e al contempo uno dei princìpi cardine dell’ordinamento dell’Unione europea. Il Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, infatti, lo individua come obiettivo delle politiche della UE di tutte, non soltanto della politica di coesione. L’obiettivo di coesione implica processi di convergenza socioeconomica tra le diverse regioni europee, senza i quali l’intera costruzione europea, a cominciare dal mercato interno, è estremamente debole.
Nell’enunciare questo principio – ha proseguito il Presidente Solinas – il Trattato declina l’obiettivo di coesione in tre dimensioni: sociale, economica e territoriale. Quest’ultimo aspetto è per noi dirimente e, ancor più importante, strettamente connesso con gli altri due: la coesione economica e sociale, infatti, non potrà essere realizzata fin quando esisteranno forti disparità di sviluppo che trovano nelle specificità dei territori di appartenenza le cause di fondo. Si tratta di un tema che incide profondamente nelle condizioni di vita e di impresa di chi vive nelle nostre regioni periferiche. La distanza che separa i nostri territori dal continente europeo e dai principali centri produttivi e dai mercati di sbocco situati nelle regioni continentali – ha proseguito il Presidente Solinas – determina infatti un’economia fortemente dipendente dall’esterno e dalla connettività con le regioni continentali, generando sovra-costi di notevole entità, oltre che discontinuità, negli approvvigionamenti di beni e servizi, a discapito dei nostri cittadini e imprese”.
Interrogato sui margini di miglioramento dell’Unione europea rispetto alle istanze delle regioni insulari, il Presidente Solinas ha evidenziato la distanza tra le difficoltà percepite e riconosciute e il mancato impegno per accorciarle. “Siamo lontani dal vedere riconosciuta l’insularità come una caratteristica permanente che influenza negativamente le economie delle regioni insulari. I dispositivi legislativi europei non distinguono le specificità territoriali che pure sono richiamate dall’art. 174 del Trattato, che cita espressamente le regioni insulari tra quelle cui le politiche della UE devono rivolgere un’attenzione particolare, ma che rimane tuttora ampiamente inattuato. Manca una strategia specifica per le isole – ha proseguito il Presidente – con dispositivi giuridici specifici, sulla falsariga di quelli previsti per le regioni ultraperiferiche, che diano una risposta alle esigenze che, come autorità di governo, riscontriamo ogni giorno. Faccio riferimento, per esempio, alla rigida disciplina in materia di aiuti di Stato, che limita fortemente l’intervento pubblico in settori chiave – in primis quello relativo alla mobilità – che svolgono un ruolo fondamentale ai fini della competitività, dell’imprenditorialità e dell’integrazione nel mercato unico europeo. Disciplinare in maniera omogenea situazioni territoriali profondamente dissimili è dal nostro punto di vista una lesione dei princìpi di eguaglianza sostanziale”.
“Nei nostri territori non esiste alcuna possibilità di colmare la discontinuità territoriale con interventi infrastrutturali. Esiste però – ha concluso il Presidente Solinas – la possibilità di intervenire mediante infrastrutture immateriali, costituite da politiche ad hoc e dispositivi normativi specifici che prendano in debito conto gli svantaggi strutturali e permanenti dell’insularità. Per questo insieme di motivi il dibattito politico che scaturirà dai lavori della Conferenza sul Futuro dell’Europa, giunti ormai alle battute finali, non può non tenere conto della questione insulare”.
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Ucraina, Mattarella “Si recuperi ragionevolezza, esortiamo la pace”
ROMA (ITALPRESS) – “L’aggressione della Russia all’Ucraina e la guerra sono esattamente il contrario del significato di pace, amicizia, democrazia e collaborazione. Ringrazio gli atleti che hanno preservato lo spirito malgrado l’atmosfera appesantita e offuscata dalla guerra e le orribili immagini che siamo costretti a vedere”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l’incontro in Quirinale con gli atleti e le atlete italiani che hanno conquistato medaglie a Pechino.
“Si recuperi ragionevolezza. L’Italia continuerà a portare avanti iniziative politiche ed economico-finanziarie, aiutando chi resiste per la propria indipendenza e facendo esortazioni costanti per favorire la pace. Invocare la pace è richiamare ai valori olimpici e paralimpici”, ha aggiunto il capo dello Stato.
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Pnrr, esperti “Allarme costi, infrastrutture strategiche a rischio”
ROMA (ITALPRESS) – “I 16,4 miliardi di euro assegnati dal Pnrr alla costruzione di opere infrastrutturali strategiche sono oggi a rischio”. E’ l’allarme lanciato da esperti del settore in merito al Piano nazionale di ripresa e resilienza alla luce dell’aumento dei prezzi di materie prime e carburante seguito in particolare allo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina. “Sono bastate poche settimane perchè gli orizzonti politici e con essi quelli economici cambiassero profondamente, riaprendo la questione costi per la realizzazione di quelle opere strategiche indicate dal governo Draghi – spiegano -. Eppure, basterebbero oggi appena 500 milioni di euro ulteriori rispetto a quanto gia stanziato dal Governo per coprire gli extra costi ed evitare il rischio di un rallentamento nella costruzione delle opere infrastrutturali previste dal PNRR”.
Secondo gli esperti “la questione centrale riguarda appunto l’aumento dei costi, tema centrale sul quale i meccanismi di compensazione ad oggi previsti in Italia non sono ancora sufficienti. Serve un meccanismo di revisione ulteriore che tenga conto di tutti gli aspetti (molti dei quali ulteriormente esplosi con l’invasione russa dell’Ucraina) che le imprese sono chiamate a fronteggiare”. La prima questione, sottolineano, “riguarda l’aumento del costo delle materie prime e in particolare dell’acciaio che in pochi mesi ha registrato un incremento insostenibile. Stesso discorso è aperto sul fronte del carburante, materia prima essenziale nei cantieri italiani, che – nonostante l’impegno del governo a controllare i rincari – ha raggiunto livelli di guardia per gli autotrasportatori, impattando sui cosiddetti costi indiretti”.
Ma l’aumento dei costi, avvertono, “si accompagna anche alla saturazione della capacità produttiva dei produttori che genera un allungamento dei tempi di consegna, e quindi solleva un rischio evidente di non rientrare nel termine del 2026 indicato dall’Unione europea per la consegna delle opere”. Inoltre, la questione “riguarda tutta la filiera delle piccole e medie imprese, impegnate insieme ai grandi gruppi sui cantieri più importanti ed esposte a difficoltà finanziarie legate proprio all’aumento dei prezzi che non riescono piu a sostenere”.
“Neutralizzare l’impatto negativo degli incrementi – si evidenzia nell’analisi – è una prassi attivata in moltissimi paesi europei così come da tutte le grandi istituzioni internazionali, dalla Banca Mondiale alle Nazioni Unite fino all’Unione europea, che riconoscono sistemi di calmierazione dei costi per i costruttori delle grandi opere, sistemi che – alla luce della situazione contingente – diventano indispensabili anche in Italia”.
Per gli esperti bisogna dunque “implementare anche in Italia un sistema per la neutralizzazione degli incrementi e riduzioni dei costi allineato ai migliori standards mondiali che rifletta in modo neutrale l’effettivo aumento (o riduzione) dei costi nel prezzo dell’opera, senza che tale aumento (o riduzione) debba costituire un insostenibile aggravio (o improduttivo guadagno) di costo per il sistema industriale”.
Ad oggi, concludono gli esperti, “per coprire questi extra costi sarebbero necessari quindi 500 milioni di euro, meno del 3% dei 16 miliardi stanziati, essenziali per garantire che continui a correre spedito l’iter di costruzione di grandi opere di cui l’Italia ha bisogno”.
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“Prima” è in edicola con il “Grande libro dell’Informazione”
ROMA (ITALPRESS) – “Prima Comunicazione” è in edicola con l’edizione 2022 del “Grande libro dell’Informazione stampa e online”. Mensile e allegato sono disponibile in digitale, per pc, smartphone e tablet.
La copertina del numero di marzo-aprile è dedicata ad Andrea Scrosati, ceo europeo di Fremantle, colosso globale di produzione di contenuti da 1,92 miliardi di euro di fatturato, che fa parte del colosso Rtl. Scrosati, manager italiano ai vertici del gruppo, può vantare due recenti medaglie al merito: lo straordinario successo del film “E’ stata la mano di Dio”, di Paolo Sorrentino, presentato agli Oscar come miglior film internazionale, e la recentissima acquisizione di Lux Vide, con cui Fremantle diventa la numero uno della produzione italiana. In una intervista esclusiva, per la prima volta Scrosati racconta sia come lavora un grande gruppo internazionale di successi globali, sia come si difende l’italianità del prodotto, non scendendo a compromessi in termini di scrittura, visione creativa ed execution. E in chiusura anche una sua inedita biografia. Stefano Pontecorvo, ex ambasciatore, conosce bene la Russia per essere stato dal 1988 al 1992, all’inizio della sua carriera diplomatica, secondo segretario all’Ambasciata italiana a Mosca, dove è tornato dal 2007 al 2009 come Vice Capo Missione.
Il diplomatico spiega in una lunga intervista che, ovviamente, la comunicazione non fa vincere una guerra, ma in molti casi crea le condizioni per uscirne vincitori. “Recentemente lo si è visto in Afghanistan, con i talebani molto abili nel preparare la retorica dell’inevitabilità della loro vittoria. Adesso – spiega – Vladimir Putin che, per spiegare quella che all’inizio probabilmente riteneva una guerra lampo, ha usato due messaggi principali per parlare al profondo dell’animo russo. Ha insistito anzitutto sulla presenza in Ucraina di nazisti. Senza dubbio qualche nazista nel Paese c’è, ma appartiene davvero a una minoranza. Però Putin sa quanto per i russi quello sia un punto sensibile”.
“Le sanzioni dell’Occidente stanno uccidendo anche noi!”
Galina Timchenko, fondatrice ed editore di Meduza, uno tra i giornali indipendenti online più seguito in Russia, dieci milioni di lettori ogni mese, lancia l’allarme dalla redazione a Riga, in Lettonia, per sfuggire alle leggi liberticide di Putin. “Non possiamo ricevere soldi dai nostri lettori in Russia per la chiusura del circuito Swift e del blocco di Visa e Mastercard. Persa anche la pubblicità dopo l’oscuramento del sito”.
Gianmatteo Manghi, amministratore delegato di Cisco, spiega come lavorano i ‘difensorì della cybersecurity, che combattono gli hacker e ci difendono dai loro attacchi. E riflette sulle conseguenze delle minacce in Rete e sul futuro della sicurezza informatica.
In una situazione globale di crisi energetica, Edison è sempre più impegnata a fornire soluzioni sostenibili e condivise. E a far capire che, se si vuole essere verdi producendo energia eolica, si deve anche accettare l’ingombro di una pala.
Occorre avere un comportamento virtuoso non solo nei confronti dell’ambiente, ma anche dell’umanità, come spiega Cristina Parenti, dal 2016 responsabile della direzione relazioni esterne e comunicazione di Edison.
Dopo le medaglie alle Olimpiadi di Pechino, in netto aumento le quotazioni degli atleti azzurri. L’Italia è riuscita a salire sul podio in otto discipline differenti, e non era mai successo. Un cospicuo bottino di medaglie quindi che, in termini economici, si traduce in “2,3 milioni di euro di premi e quasi mezzo milione per il nostro Club olimpico”, come ha rivelato Carlo Mornati, segretario generale del Coni e capo missione a Pechino. “Dei 45 milioni di euro che il Coni riceve ogni anno come contributo pubblico, 12 milioni e mezzo sono versati agli atleti di Tokyo 2020 e Pechino attraverso i premi e il Club olimpico”. Agli atleti sono andati 180mila euro per l’oro, 90mila euro per l’argento, 60mila euro per il bronzo (premi lordi). E adesso sono gettonati per la comunicazione.
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I consumatori premiano due prodotti Bayer
MILANO (ITALPRESS) – Eletto Prodotto dell’Anno è un premio per prodotti e servizi innovativi del mercato italiano, basato esclusivamente sul voto di 12.000 consumatori. Bayer, quest’anno, si è aggiudicata ben due vittorie con Aspi Gola Natura per la categoria cura gola e Supradyn Difese 50+, il nuovo arrivato nella categoria integratori alimentari. La Divisione Consumer Health di Bayer è da sempre impegnata a rispondere alle esigenze di consumatori e farmacisti e, immettendo questi due nuovi prodotti sul mercato italiano, ha puntato a completare l’offerta anche in termini di innovazione.
L’89% dei consumatori conosce il logo Eletto Prodotto dell’Anno e l’85% si fida della sua certificazione (fonte IRI 2022). Si tratta quindi di un importante riconoscimento in termini di awareness per i due nuovi prodotti Bayer arrivati sul mercato italiano rispettivamente nel 2020 e nel 2021.
“Siamo molto contenti di questo titolo che esprime soprattutto la fiducia dei consumatori per i nostri prodotti – ha commentato Alba Di Nolfi, Head of Marketing della Divisione Consumer Health di Bayer -. Contribuire con l’innovazione in ambito salute è il nostro obiettivo e per raggiungerlo mettiamo la nostra esperienza al servizio delle persone, sia in termini di prevenzione e trattamento con Aspi Gola Natura che di benessere con Supradyn Difese 50+. Inoltre, siamo fieri del fatto che si tratti di prodotti ideati e sviluppati in Italia con il supporto di team globali”.
Entrambi sono realizzati in collaborazione con una realtà industriale trevigiana, Labomar, da poco riconosciuta anche da Bayer a livello globale “Best External Partner”, unica italiana su sei premiate. Un ulteriore riconoscimento – Eletto Prodotto dell’Anno 2022 – per il grande impegno e la velocità nel lavoro di collaborazione con Bayer Consumer Health per il lancio sul mercato in tempi record e durante la pandemia.
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Ucraina, si contano le vittime mentre il mondo condanna Mosca
ROMA (ITALPRESS) – In Ucraina, nel quarantunesimo giorno di guerra, continuano a suonare le sirene d’allarme e si contano ancora vittime. A Mykolayiv sarebbe stato colpito un ospedale pediatrico, mentre sono ancora fresche le immagini arrivate da Bucha. Quanto visto nella cittadina vicino Kiev ha scatenato la reazione del mondo, con una ferma condanna per quanto accaduto e le richieste per un rapido avvio delle indagini. Mosca smentisce definendo la vicenda di Bucha come una “provocazione”. Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky annuncia che oggi interverrà al Consiglio di sicurezza dell’Onu. “Abbiamo appena iniziato un’indagine – ha detto Zelensky in un video – su tutto ciò che hanno fatto gli occupanti. Al momento, ci sono informazioni su più di trecento persone uccise e torturate nella sola Bucha. Ci sono già informazioni secondo cui il numero delle vittime degli occupanti potrebbe essere ancora più alto a Borodyanka e in alcune altre città liberate”.
Intanto dal campo arrivano ancora cattive notizie. “Le truppe russe – ha denunciato lo Stato maggiore delle forze armate ucraine nell’aggiornamento di questa mattina – hanno effettuato attacchi a Mykolayiv con le munizioni a grappolo. Gli alloggi civili e le strutture mediche, incluso un ospedale pediatrico, sono stati colpiti dal fuoco nemico. Ci sono stati morti e feriti, compresi bambini”. Nel distretto di Konotop della regione di Sumy, l’esercito ucraino avrebbe trovato i corpi di almeno tre civili torturati, mentre stanotte le sirene d’allarme aereo sono state attivate in quasi tutte le regioni. Secondo lo Stato maggiore ucraino, la Russia “sta raggruppando le truppe e concentra i suoi sforzi sulla preparazione di un’operazione offensiva nell’est” del paese. In base a quanto riferito dallo Stato maggiore, le forze russe “continuano a bloccare Kharkiv”, in direzione di Barvinkove hanno preso il “controllo del villaggio di Brazhkivka” mentre attacchi aerei e d’artiglieria sarebbero stati rivolti alla città di Mariupol.
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Il Milan frena col Bologna, Napoli e Inter si avvicinano
MILANO (ITALPRESS) – Un Milan spento e con poche idee viene fermato in casa da un buon Bologna sullo 0-0, sciupando una grande opportunità per allungare in vetta alla classifica. I rossoblù partono con coraggio e si fanno vedere un paio di volte al limite dell’area con Aebischer che va al tiro, ma Maignan blocca in entrambe le situazioni. Sul fronte opposto, Leao va al tiro con il mancino da buona posizione al 16′ ma spara alto. Al 22′ Aebischer sciupa una grande chance, calciando troppo centralmente un rigore in movimento. Al 26′ Barrow scaglia un bel destro dalla lunga distanza sul quale Maignan è costretto a fare gli straordinari per alzare in corner. I rossoneri si rivedono al 33′ quando Hernandez va di potenza con il mancino dai 25 metri con la palla che esce di poco alla sinistra del palo. In pieno recupero arriva la chance più ghiotta per la squadra di Pioli, quando Giroud incorna bene dopo un cross dalla destra di Tonali ma Skorupski devia a lato. Il primo tempo termina senza reti. In avvio di ripresa i rossoneri sono subito pericolosi con Leao che ci prova di piatto destra al termine di un’azione manovrata, ma Skorupski devia di piede. Subito dopo Giroud viene strattonato in area da Theate, ma sia arbitro che Var lasciano correre tra le proteste. Al 16′ il Milan riparte velocemente, con Leao che serve bene Calabria, il terzino va alla conclusione incrociata, ma la sfera esce di poco. Al 24′ ci prova Bennacer dalla distanza, ma Skorupski respinge in tuffo. Nel finale, gli assalti dei rossoneri sono confusi e poco incisivi contro una difesa, quella emiliana, che si fa trovare attenta. L’ultima chance per il Diavolo arriva al 5′ di recupero quando Rebic colpisce di testa dopo un corner ma Skorupski alza in angolo. Il risultato non cambierà più. Per il Milan arriva quindi un punto deludente, che lo lascia in cima alla classifica a quota 67 ma con una sola lunghezza di vantaggio sul Napoli e quattro sull’Inter che deve ancora recuperare una partita. Il Bologna sale invece al dodicesimo posto con 34 punti all’attivo.
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