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Autismo, Mattarella: “Incrementare gli sforzi per l’inclusione sociale”

ROMA (ITALPRESS) – “Rivolgo a tutte le persone che partecipano alla manifestazione odierna il mio caloroso saluto e soprattutto desidero esprimere la mia vicinanza a tutte le famiglie che convivono con l’autismo e che oggi sono protagoniste di questa sentita iniziativa”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla presidente dell’Associazione Nazionale parlAutismo, Rosalia Pennino, in occasione della “Giornata mondiale della consapevolezza dell’Autismo”.
“In un contesto sociale in cui la pandemia ha acuito la distanza tra gli individui – sottolinea il Capo dello Stato – è fondamentale incrementare gli sforzi affinchè l’inclusione sociale, l’accesso alle strutture didattiche e lavorative e, in generale, l’esercizio dei diritti fondamentali siano garantiti a tutti i membri della comunità senza alcuna forma di discriminazione e senza alcuna frapposizione di barriere al godimento di essi. Esprimo pertanto il mio apprezzamento per le iniziative di supporto alle famiglie e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica che la vostra associazione sta portando avanti in molteplici ambiti. Con questo spirito, rivolgo ai presenti il mio incoraggiamento e formulo i migliori auguri”.
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Cingolani “Potremo fare a meno del gas di Mosca”

ROMA (ITALPRESS) – Si potrà fare a meno del gas russo, sostiene il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. “Negli ultimi tre mesi i risultati sulle rinnovabili sono superiori a quelli di un anno intero”, dice in un’intervista al Corriere della Sera. “A differenza di altri Paesi – spiega -, noi siamo in preallerta da un mese. Sa questo che significa? Che monitoriamo giorno per giorno l’andamento delle forniture di gas. E al momento il gas continua ad arrivare regolarmente, persino superiore ad un anno fa”.
“Con una guerra in corso – aggiunge – è ovvio che non si può stare tranquilli. Diverso è monitorare la situazione. Avere ben presente le azioni in caso di emergenza. Compito di un governo è esattamente questo. Ripeto, noi siamo in preallerta da un mese, altri da pochi giorni”.
“La Germania ha un mix energetico più vario del nostro e che comprende carbone e nucleare oltre al gas – prosegue Cingolani -. Il nostro mix negli anni è diventato più povero. Paradossalmente perchè siamo stati più bravi dal punto di vista ambientale. Abbiamo iniziato ad abbandonare il più inquinante carbone molto tempo fa. Ma questo è significato avere una dipendenza dal gas maggiore”. “Noi acquistiamo gas per il 95% del nostro fabbisogno. Il 40% arriva da Mosca. E’ chiaro che il problema esiste. E che dobbiamo diversificare. Aumentare cioè il numero di chi ci vende gas”. “Stiamo facendo accordi in questi giorni con molti altri Paesi – ricorda Cingolani -. Abbiamo poi 5 grandi gasdotti (dai due in Sicilia a quello pugliese) che ci permettono di avere gas da zone del mondo diverse”.
Inoltre, aggiunge “abbiamo tre rigassificatori, alcuni lavorano a metà della loro capacità, quindi possono produrre più gas. Stiamo trattando per acquistarne altri due galleggianti. Per avere un’idea, solo loro possono fornirci 10 miliardi di metri cubi all’anno a fronte di un consumo totale del Paese di oltre 70 miliardi di metri cubi. Possiamo inoltre aumentare leggermente il prelievo di gas dai nostri giacimenti esistenti per ulteriori (circa) 2 miliardi di metri cubi”. “Già entro quest’anno – annuncia – avremo una buona diversificazione e se tutto va bene entro due o tre anni saremo completamente indipendenti dalla Russia”.
Il Ministro spiega che “stiamo comprando gas per riempire le nostre riserve, gli stoccaggi sono buoni e si va verso la stagione più calda. Per arrivare a razionamenti la situazione dovrebbe precipitare”.
“Putin – aggiunge Cingolani – parla in nome di uno Stato. Ma ad acquistare sono società private dalla Total alla Shell alla nostra Eni che devono rispondere ai loro azionisti. Società che hanno dei contratti in mano che giustamente vogliono far rispettare. E questo complica la situazione. Anche se mi pare che l’escamotage di comprare in euro che poi vengono trasformati in rubli che vanno infine alla Russia possa essere una soluzione a quanto si legge. Capisce perchè chi pensa di farla facile in questo campo sbaglia?”. “Garantire la sicurezza energetica di un Paese è un compito che solo oggi si comprende quanto sia decisivo – evidenzia -. E quanto scelte sbagliate del passato di legarsi al gas di importazione riducendo la nostra produzione, spingendo poco sulle rinnovabili e con un energy mix molto ristretto ci danneggino”. Sul fronte delle rinnovabili, aggiunge “abbiamo appena concluso un’asta da 1,8 gigawatt di rinnovabili e, grazie al decreto Semplificazioni, in Consiglio dei ministri abbiamo sbloccato molti impianti fermi per problemi autorizzativi arrivando in tre mesi a un totale di quasi 3 gigawatt, più di quanto fatto nei due anni precedenti. Tanto per intenderci 3 Gw servono i bisogni energetici di una città come Milano. Abbiamo liberalizzato completamente la posa di impianti fino a 200 kilowattora da mettere su tetti, giardini”.
“Sugli investimenti in circolarità siamo molto avanti – conclude il ministro Cingolani -. Il biodiesel, l’idrogeno, il ciclo dei rifiuti, l’agro-fotovoltaico, le comunità energetiche e gli investimenti sulla rete elettrica smart sono tutti tasselli di un quadro generale che deve portarci alla riduzione della CO2 del 55% entro il 2030. Oggi abbiamo il problema del gas ma da qui ai prossimi 10 anni dovremo gestire il phase out del gas e creare le infrastrutture necessarie affinchè le rinnovabili siano davvero efficaci, a cominciare dagli degli accumuli perchè non sempre c’è il sole o il vento. Anche la rete di distribuzione elettrica dovrà essere intelligente per gestire flussi discontinui e sistemi di accumulo diversi. Abbiamo iniziato un lungo percorso virtuoso grazie anche al Pnrr, ma non ci sono soluzioni semplici e pronte, questo deve essere detto chiaramente. E se saremo capaci di sfruttare questa crisi per accelerare il cambiamento”.
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Covid, 70.803 nuovi casi e 129 decessi nelle ultime 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 70.803 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 74.350) a fronte di 477.041 tamponi effettuati su un totale di 201.899.959 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute.
Nelle ultime 24 ore sono stati 129 i decessi (ieri 154), che portano il totale delle vittime da inizio pandemia a 159.666.
Con quelli di oggi diventano 14.790.806 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 1.277.611 (+6.124), 1.267.169 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 9949 di cui 493 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 13.353.529 con un incremento di 65.159 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è il Lazio (9115), poi Lombardia (8782), Campania (7537), Veneto (6821) e Puglia (6670).
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Martina “In aumento i prezzi del cibo, la guerra porta alla fame”

ROMA (ITALPRESS) – “La guerra porta alla fame sempre, e la fame rischia sempre di portare a nuovi conflitti”. Maurizio Martina, vicedirettore della Fao, l’organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, in un’intervista a la Repubblica, rilancia l’allarme sull’emergenza alimentare mondiale.
“L’Italia – spiega – non rischia di certo come altri Paesi più fragili, anche se abbiamo quote importanti, in particolare di mais, che provengono dall’Ucraina. Per noi il problema semmai è prima di tutto l’esplosione dei costi energetici anche nel settore agroalimentare con il conseguente aumento dei prezzi lungo tutta la filiera”.
“Il conflitto ha creato un ulteriore strappo molto problematico e nuova emergenza – aggiunge -. E certamente prima finisce questa tragedia e meglio è, anche per le prospettive della sicurezza alimentare globale”.
“Già l’emergenza sanitaria negli ultimi due anni ha aggravato fame e malnutrizione – sottolinea -. La radicalità dei cambiamenti climatici ha poi peggiorato le condizioni agricole dovunque. La guerra aggrava purtroppo ancora la situazione. Il mondo va verso un aumento della fame cronica per milioni di persone, le nostre prime stime danno tra i 7 e i 13 milioni di nuovi affamati cronici”.
“C’è una doppia dimensione – aggiunge Martina -. La prima riguarda l’emergenza umanitaria che si sta consumando per milioni di profughi e cittadini colpiti dal conflitto, i quali rischiano di non avere un sostegno alimentare quotidiano. L’altro aspetto è legato al fatto che Ucraina e Russia sono grandi Paesi agricoli, esportatori di grano, orzo, mais, semi di girasole. Esportano tradizionalmente nei Paesi in via di sviluppo, in aree come il Nord Africa, il Medioriente, l’Asia. Sono 50 i Paesi che ricevono da Russia e Ucraina oltre il 30% del grano che consumano ogni giorno. Questo tragico momento di guerra ha bloccato il trasporto delle produzioni: i porti del Mar Nero sono fermi e queste produzioni non arrivano più in Paesi dove le scorte stanno diminuendo e l’insicurezza alimentare aumenta. Parliamo di realtà come Egitto, Libano, Libia, Somalia, Congo. I prezzi salgono evidentemente, perchè diminuiscono le quantità: è un cortocircuito pericoloso in contesti socio-economici già delicati. Il nostro allarme è focalizzato anche sulle conseguenze per la sicurezza alimentare in contesti lontani dal conflitto”.
“L’Italia – dice Martina – ha altri livelli di importazione agricole da Russia e Ucraina, non cosi dirompenti. Rischiamo un effetto diretto sul mais perchè da loro importiamo circa il 13% e un effetto indiretto sul frumento proprio per il ruolo che Russia e Ucraina hanno nel commercio globale. Il problema che l’Italia ha è l’esplosione dei costi energetici anche nel settore agroalimentare. Per le nostre colture servono fertilizzanti che hanno altissimi costi e anche questo si riverbera sull’aumento dei prezzi”.
“In chiave italiana il governo si sta muovendo bene mettendo in campo azioni utili per aiutare sul fronte energetico e anche alcune politiche agricole possono servire a tenere sotto controllo la situazione. La migliore risposta sta nel salto di qualità delle politiche europee che rafforzino anche la nostra capacità produttiva”, prosegue Martina, evidenziando che “l’effetto di questo conflitto sui mercati agricoli è dirompente”. “Ci troviamo in un contesto molto difficile. Come ha detto il Ministro Patuanelli l’Italia non ha un’emergenza alimentare diretta, ma un’esplosione di costi di produzione anche nell’agroalimentare sì e un quadro complessivo molto incerto. Il pericolo che tante piccole e medie aziende agroalimentari vadano in grande difficoltà, è concreto”, conclude.
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Sorteggiati i gironi mondiali, Spagna e Germania insieme

DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – La mina vagante Germania finisce nel girone della Spagna assieme al Giappone, la Francia campione in carica pesca la Danimarca, per il Brasile ci sono Svizzera e Serbia mentre l’Olanda, altra insidia collocata in seconda fascia, se la vedrà con Qatar, Senegal ed Ecuador. A Doha si è tenuto il sorteggio dei gironi della Coppa del Mondo in programma in Qatar dal 21 novembre al 18 dicembre. Restano ancora da assegnare tre posti: due attraverso i play-off intercontinentali del 13 o 14 giugno (Perù contro la vincente dello spareggio asiatico Emirati Arabi Uniti-Australia che si giocherà il 7 giugno a Doha e Costa Rica-Nuova Zelanda) e uno in Europa, dove il Galles attende la vincente di Scozia-Ucraina. La gara inaugurale sarà Qatar-Ecuador. Questo il dettaglio degli otto gironi:
GIRONE A: Qatar, Ecuador, Senegal, Olanda
GIRONE B: Inghilterra, Iran, Usa, Galles/Scozia/Ucraina
GIRONE C: Argentina, Arabia Saudita, Messico, Polonia
GIRONE D: Francia, Perù/Emirati Arabi Uniti/Australia, Danimarca, Tunisia
GIRONE E: Spagna, Costa Rica/Nuova Zelanda, Germania, Giappone
GIRONE F: Belgio, Canada, Marocco, Croazia
GIRONE G: Brasile, Serbia, Svizzera, Camerun
GIRONE H: Portogallo, Ghana, Uruguay, Corea del Sud

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Ucraina, Metsola a Kiev “La vostra resistenza ha ispirato il mondo”

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – “La resistenza e il coraggio degli ucraini hanno ispirato il mondo. Sono a Kiev per dare un messaggio di speranza”. Così la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, in visita a Kiev, incontrando il presidente della Rada, Ruslan Stefanchuk.
“Presto vi aiuteremo a ricostruire le vostre città – ha sottolineato Metsola -. Continueremo a prenderci cura delle vostre famiglie che sono state costrette a fuggire, finchè non potranno rientrare in sicurezza”.
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Covid, 74.350 nuovi casi e 154 decessi nelle ultime 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Secondo il bollettino del ministero della Salute, i nuovi positivi al Covid-19 sono 74.350 (rispetto ai 73.195 di ieri). I tamponi processati sono 514.823 che portano il tasso di positività al 14,4%. Oggi si registrano 154 decessi (ieri erano 159). I guariti sono 82.443 mentre per gli attualmente positivi si registra un decremento di 5.557 unità per un totale di 1.271.487. Per quanto riguarda i ricoveri nei reparti ordinari, sono 9.981 i degenti mentre in terapia intensiva i pazienti sono 476 con 47 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 1.261.030 persone. La Lombardia è la prima regione per numero di contagi (9.053), seguita da Lazio (8.460) e Campania (7.903). La Regione Abruzzo comunica che dal totale dei positivi sono stati eliminati 3 casi: 1 perchè non paziente Covid e 2 casi in quanto duplicati. Dei decessi comunicati oggi, 2 casi sono avvenuti nei giorni scorsi.
La Regione Campania comunica che a seguito delle verifiche quotidiane si evince che cinque decessi risalgono ad un periodo compreso tra il 23 e il 29 marzo. La Regione Friuli Venezia Giulia comunica che il totale dei casi positivi è stato ridotto di 2 a seguito di 2 test positivi rimossi dopo revisione dei casi. La Regione Sicilia comunica che 2.695 casi comunicati oggi sono relativi a giorni precedenti.
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L’Italbasket non giocherà contro la Russia il 1° luglio

ROMA (ITALPRESS) – L’Italbasket non giocherà contro la Russia, il prossimo 1° luglio, la quinta gara della prima fase di qualificazione al Mondiale 2023. Ad ufficializzarlo è il presidente della Fip, Gianni Petrucci, in merito alle ultime decisioni del Board centrale Fiba inerenti al conflitto Russia-Ucraina. Fiba che al momento ha solo sospeso la Russia, rinviando a differenza della quasi totalità dello sport mondiale una sua eventuale esclusione. “Il basket internazionale – ha detto Petrucci, che ha presieduto il Consiglio Federale della Federbasket – spicca per una presa di posizione che farà storia, ovvero quella di attendere il mese di maggio per adottare ulteriori provvedimenti contro la Russia. Sono veramente deluso e non pensavo si arrivasse a tanto. Non è bastato che la quasi totalità delle Federazioni internazionali escludessero la Russia dalle competizioni e che il Tas confermasse le disposizioni prese in materia dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio”. “Non è bastata nemmeno la raccomandazione del Cio, che evidentemente è stata scambiata per una ‘paternalè – ha proseguito Petrucci – C’è una guerra in atto, cosa altro deve accadere? Hanno poi valutato, in Fiba, che nella seconda fase delle qualificazioni al Mondiale 2023 potrebbero esserci due partite tra Russia e Ucraina? Non vedo cosa potrebbe cambiare da qui a maggio. E’ chiaro che gli atleti non hanno alcuna responsabilità in merito”. “In conseguenza alle decisioni degli altri Paesi europei e a ciò che ha dichiarato il presidente del Coni Giovanni Malagò, la Fip ha deciso, dopo aver informato il Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali, che la Nazionale non giocherà la quinta gara della prima fase di qualificazione al Mondiale 2023 contro la Russia in programma il 1° luglio 2022 – ha concluso il numero uno della Fip – Analoga decisione è stata presa dalle Federazioni di Paesi Bassi e Islanda, entrambi facenti parte dello stesso girone degli Azzurri”. “Siamo d’accordo con il presidente Petrucci e dispiaciuti per la scelta della Fiba sulla Russia, che non comprendiamo – aveva anticipato il presidente del Coni, Giovanni Malagò – Il Cio non può obbligare una federazione internazionale a prendere una decisione, ma ha dato un’indicazione importante. Solo la pallacanestro e il biathlon hanno preso tempo sul tema e questo onestamente non va bene. Ammesso e non concesso che la Fiba opti a maggio per far giocare la Russia, l’Italia non scenderà in campo e non lo faranno neppure Islanda e Olanda”. “Apprezzo la posizione del presidente della Federbasket, Gianni Petrucci, che, unitamente al sostegno del Coni, e in linea con la politica del Governo e con le raccomandazioni del Cio, ha deciso di non aspettare ulteriormente i provvedimenti contro la Russia da parte della Fiba e di dare un segnale forte e immediato contro la guerra e ogni forma di aggressione”, ha dichiarato in una nota la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali.
(ITALPRESS).

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