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Covid, 36.429 nuovi casi e 214 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Significativo calo dei nuovi contagi Covid in Italia. E’ quanto emerge dal bollettino dal Ministero della Salute. Sono infatti 36.429 i nuovi positivi, in flessione rispetto ai 46.631 del primo marzo ma con meno tamponi effettuati, 415.288. Stabile il tasso di positività all’8,7%. Leggero calo dei morti: 214 (-19).
Gli attualmente positivi sono 1.061.610, in discesa di 11.620 unità; i guariti nelle ultime 24 ore registrano un numero pari a 49.352. Nuovo calo dei ricoveri nei reparti ordinari, dove si trovano ospitati 9.954 degenti (contro i 10.456 del passato rilevamento), 681 (-27) i pazienti accolti nelle terapie intensive con 40 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 1.050.975. Sul fronte delle regioni emerge la Lombardia prima regione per numero di nuovi positivi (4.713), a seguire Campania (3.650) e Sicilia (3.450).
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Covid, Regioni “Condividere con il Governo la normalizzazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Si avvicina il termine dello stato di emergenza sanitaria ed occorre un percorso di normalizzazione condiviso col Governo, a partire anche da una revisione di alcuni aspetti della normativa vigente. Occorre cioè condividere tempestivamente modalità e azioni da portare avanti e i contenuti di un eventuale provvedimento per l’uscita dall’emergenza”. Lo ha detto Massimiliano Fedriga, al termine della Conferenza della Regioni e delle Province autonome.
“L’obiettivo – ha spiegato Fedriga – deve essere quello di una progressione ordinata verso un ritorno alla normalità. Penso alle esigenze di aggiornamento del quadro normativo vigente, ad esempio superando almeno in certi ambiti l’obbligo della mascherina FFP2, o rivedendo le modalità di controllo del possesso del green pass nei pubblici servizi, affidando alla responsabilità dei singoli il mancato rispetto della normativa vigente”.
“La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome – ha annunciato Fedriga – ha anche avviato un lavoro di netta semplificazione delle “Linee Guida per la ripresa delle attività economiche e sociali, con l’obiettivo di dar loro un carattere temporaneo limitato alla fase di transizione”.
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A Fieragricola l’appello di Assalzoo “Seminate più mais”

VERONA (ITALPRESS) – «Serve una presa di coscienza generale da parte delle istituzioni e degli operatori e, visto che siamo in prossimità delle semine primaverili, dovremmo seminare almeno 70-80.000 ettari in più di mais per recuperare il prevedibile calo di importazione dall’Ucraina, vista la criticità attuale». A lanciare l’appello per una coalizione agricola finalizzata a incrementare le superfici italiane di mais dalla 115^ Fieragricola di Verona (rassegna internazionale in programma fino a sabato 5 marzo) è Giulio Gavino Usai, responsabile economico di Assalzoo, l’associazione di rappresentanza dell’industria mangimistica, che associa oltre 100 aziende per una rappresentatività del 75% della produzione nazionale di mangimi, occupa 8.300 persone e sviluppa un fatturato aggregato del settore superiore a 8 miliardi di euro (dato del 2020, fonte: Assalzoo), grazie a una produzione di 15,1 milioni di tonnellate di mangime composito.
Fra gennaio e novembre dello scorso anno, secondo i dati elaborati da Teseo.Clal.it, l’Italia ha importato dall’Ucraina circa 733.000 tonnellate di cereali, prevalentemente mais (600.000 tonnellate, pari al 13% degli acquisti internazionali), su un totale di 4,6 milioni di tonnellate di import cerealicolo nazionale, con il rischio oggi che le importazioni dai porti ucraini si blocchino. Di scarso impatto, invece, gli acquisti italiani di soia e semi oleosi dall’Ucraina (circa 72.000 tonnellate nei primi 11 mesi del 2021).
Poco meno di 100.000 tonnellate di mais arrivano in Italia dalla Russia, mentre i principali fornitori sono Ungheria, Ucraina, Slovenia, Croazia, Austria e Romania.
«Il nodo principale riguarda il mais – prosegue Usai – con l’Italia che dovrà cercare altri mercati in un sistema maggiormente concorrenziale e con il rischio che i prezzi si mantengano elevati». In termini economici, un rischio tanto per l’industria mangimistica che deve acquistare materie prime dall’estero quanto per gli allevatori, che vedono aumentare sensibilmente i costi di produzione alla stalla.
Per il responsabile economico di Assalzoo è necessario da parte dell’Unione europea un cambio di passo.
«Alcune varietà di cereali e semi oleosi prodotte negli Stati Uniti non hanno ancora l’autorizzazione all’import da parte di Bruxelles – sottolinea -. Poi abbiamo una questione legata al tasso di autoapprovvigionamento e su questo l’Unione europea dovremmo incrementare le rese in campo e aumentare le superfici e le produzioni».
Con 6,79 milioni di tonnellate di mais prodotte nel 2020-2021, l’Italia ha un tasso di autoapprovvigionamento del mais pari al 55% (nel 2014-2015 era del 71,9%, fonte: Teseo), contro un tasso dell’Unione europea pari all’86,3 per cento.
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Ucraina, Di Maio”L’Italia non sta entrando in guerra,lavoriamo per pace”

ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo entrando in guerra? No, in questo momento stiamo rispondendo alla richiesta di aiuto all’Ucraina fornendo un supporto militare, le diamo gli strumenti per difendersi, è legittima difesa, si stanno difendendo contro Putin. Noi non stiamo entrando in guerra, noi stiamo facendo arretrare Putin, le sanzioni gli stanno facendo del male”.
Lo ha detto il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, ospite di “Mattino 5”. “Lavoriamo per la pace, per un cessate il fuoco immediato, noi dobbiamo fermare il prima possibile la guerra” ha aggiunto.
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Ispettorato Nazionale del Lavoro, proclamato lo stato d’agitazione

ROMA (ITALPRESS) – “E’ inammissibile che il Governo, a fronte di un aumento dei compiti e delle responsabilità degli Ispettori del Lavoro, li escluda poi dagli aumenti conquistati con il rinnovo contrattuale della P.A”. A dirlo Nicoletta Morgia, coordinatore nazionale dell’INL di ConfintesaFP in merito all’esclusione dei dipendenti dell’INL dagli aumenti concessi a tutti i dipendenti pubblici per effetto della perequazione. “La stato di agitazione, proclamato da Confintesa FP e da tutte le altre sigle sindacali operanti all’INL – continua Morgia – proseguirà fino a che non si avrà una soluzione concreta del problema. Venerdì 4 marzo 2022 si fermeranno tutte le sedi dell’Ispettorato e si terrà una manifestazione nazionale con presidi in tutte le province”.
“A questo punto è necessario fermarsi con gli slogan ed i proclami sulla lotta al lavoro sommerso e contrasto alle morti sul lavoro quando all’INL c’è un’ insufficienza di risorse umane, strumentali ed economiche. A queste carenze – conclude Morgia – si aggiunge il fatto che i lavoratori dell’Ispettorato Nazionale sono discriminati rispetto al resto dei dipendenti dei Ministeri per il fatto di essere transitati, senza possibilità di opzione, in un Ente che non è nè una vera Agenzia con contratto specifico, nè un Ministero. I lavoratori dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro non sono dipendenti di serie B”.
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Ucraina, stabilità internazionale a rischio per il 77% degli italiani

ROMA (ITALPRESS) – Ormai da diversi giorni continua il conflitto tra Russia e Ucraina, con città prese d’assalto e bombardamenti che stanno colpendo anche i civili. Una situazione che preoccupa quasi la totalità dei cittadini italiani (l’87,8%). Una preoccupazione che aumenta tra la popolazione più anziana, probabilmente memore delle guerre passate che hanno coinvolto anche i contingenti italiani in varie missioni. La sensazione – e forse di più la speranza – che prevale è quella di una guerra lampo che potrà durare qualche settimana o, al massimo, fino a quest’estate. In questo contesto, però, è importante sottolineare come 1 cittadino su 4 ancora non è in grado di quantificare quanto potrà durare questo conflitto. Resta il problema degli effetti che potrà scaturire questa guerra e delle conseguenze che potrà avere sulla stabilità internazionale e sullo stato di pace che finora si è vissuto in Europa. I 3/4 degli italiani (il 76,6%), infatti, temono che questo conflitto inneschi un effetto domino, scatenando e spingendo altri Stati ad avviare dei conflitti per il dominio territoriale di alcune aree, minando seriamente la stabilità internazionale.

Dati Euromedia Research – Realizzato il 01/03/2022 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne
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Salvini “Pronto a partire per una missione di pace in Ucraina”

ROMA (ITALPRESS) – “Magari il prossimo collegamento lo faremo dai territori in conflitto e non dalla Camera”. Il leader della Lega, Matteo Salvini, si dice pronto a partire verso l’Ucraina per portare “un messaggio di pace”. Nel corso di una conferenza stampa ha parlato di “emergenza umanitaria tangibile, come Lega stiamo lavorando su questo, la domanda che mi faccio è: prima di qualsiasi iniziativa politica quello che sto facendo allontana la pace o avvicina la pace? Noi dobbiamo fare di tutto per avvicinare le parti in conflitto, sono quei due soggetti che devono sedersi ad un tavolo, Putin e Zelensky e noi dobbiamo fare di tutto”. “La via maestra è organizzare corridoi umanitari, la priorità per tutti è fermare il conflitto. Portare in entrare dei messaggeri di pace comporta dei rischi? Si ma bisogna correrli” ha aggiunto “mi piacerebbe che ci fosse un grande movimento per la pace che andasse a frapporsi in Ucraina tra il popolo e i missili. Ogni giorno che passa è un passo in più verso il baratro”.
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L’Ue chiede la protezione temporanea per chi fugge dalla guerra

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’Europa è al fianco di coloro che hanno bisogno di protezione. Tutti coloro che fuggono dalle bombe di Putin sono i benvenuti in Europa. Forniremo protezione a coloro che cercano riparo e aiuteremo coloro che cercano un modo sicuro per tornare a casa”. Lo afferma Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, presentando le proposte per la protezione delle persone che fuggono dalla guerra in Ucraina.
In particolare, la Commissione propone di attivare la direttiva sulla protezione temporanea per offrire assistenza alle persone in fuga. Secondo quanto reso noto in un comunicato della Commissione, in base a questa proposta, a coloro che fuggono dalla guerra sarà concessa protezione temporanea nell’Unione europea, cioè sarà dato loro un permesso di soggiorno e avranno accesso all’istruzione e al mercato del lavoro. Allo stesso tempo, la Commissione sta anche proponendo linee guida operative per aiutare gli Stati membri a gestire gli arrivi alle frontiere e raccomanda di istituire corsie speciali di sostegno di emergenza per incanalare gli aiuti umanitari. “Dall’invasione militare russa dell’Ucraina – è sottolineato nella nota -, oltre 650 mila persone sono fuggite nei vicini Stati membri dell’UE”.
(ITALPRESS).

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