FIRENZE (ITALPRESS) – “Anche oggi, in questa domenica segnata purtroppo dalle terribili notizie provenienti dall’Ucraina che ci invitano a pregare e a condividere in tutti i modi in cui ci sarà possibile la tragedia di una ingiusta e inutile guerra, la Parola di Dio illumina profondamente le nostre esistenze. Non ci aliena dalla realtà, ma al contrario ci chiede di andare al cuore dei problemi e di porre così le basi per un mondo più giusto”. Lo ha detto il cardinale ed arcivescovo Gualtiero Bassetti prima di recitare l’omelia della funzione religiosa che si sta svolgendo all’interno della basilica di Santa Croce, a Firenze, a cui sta assistendo anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
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Ucraina, cardinale Bassetti: “Una tragedia ingiusta e un’inutile guerra”
Ucraina, Zelensky: “Aperti a colloqui ma non in Bielorussia”
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – E’ riapparso dopo alcune ore il presidente ucraino, Vladimir Zelensky. Parlando in un videomessaggio, da una località non definibile, parlando della scorsa notte l’ha definita “brutale”. Ha detto che le forze di occupazione russe stanno “attaccando aree civili” dove non ci sono infrastrutture militari. Zelenksy ha affermato che le truppe stanno “attaccando tutto”, comprese le ambulanze. Il leader ucraino, parlando della nuova proposta russa di colloqui, da tenersi in Bielorussia, ha spiegato che “avrebbero potuto essere possibili” se la Russia non avesse attaccato l’Ucraina dal territorio bielorusso. Ha detto che l’Ucraina rimane aperta a colloqui in altre località che non stanno mostrando aggressività nei confronti del paese. “Auguro sinceramente alla Bielorussia di tornare ad essere gentile e sicura, cosa che tutti hanno visto non molto tempo fa. Fare la scelta giusta è la scelta principale della tua vita”, ha sottolineato.
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Quarta notte di guerra in Ucraina, ma la Russia non sfonda
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Quarta notte di guerra in Ucraina. L’assalto in grande stile a Kiev non c’è stato, che resta quindi la capitale politica attiva dell’Ucraina. I russi dopo giorni di assedio avrebbero però preso la seconda città del Paese, Kharkiv, che si trova ad appena 30 chilometri dal confine con la Russia. Qui è morta un’anziana donna, dopo che il suo palazzo è stato colpito da un missile. Nella zona è stato soprattutto bombardato un gasdotto, che esplodendo ha generato una vasta nube tossica. La battaglia per la presa della città che ha oltre un milione di abitanti, è ancora in corso.
Nonostante gli allarmi della notte e della mattina, Kiev non sarebbe stata attaccata da missili russi, anche se si sono sentite varie esplosioni vicino alla città.
A Vasylkiv, a sud della capitale, è stato colpito un deposito petrolifero, che ha generato una nube tossica. Un altro missile, poco dopo mezzanotte, ha invece colpito un deposito di scorie nucleari in un’altra zona della periferia di Kiev. Dopo alcune ore di ansia, si è appreso che non ci sarebbero stati danni rilevanti e l’impianto di pressurizzazione che preserva il materiale radioattivo non avrebbe subito danni, non c’è quindi alcun pericolo radioattivo.
Lo stato maggiore dell’esercito ucraino, aggiornando stamane sulla situazione del conflitto parla di “ritmo dell’offensiva ridotto” anche a causa del rifornimento di carburante e munizioni che va rilento. La tattica principale degli occupanti, spiegano i militari ucraini, rimane il movimento e la cattura di piccole città, villaggi e autostrade.
Le perdite russe sarebbero, secondo gli ucraini, pari a 3.500 persone con oltre 200 detenuti, a cui si aggiungerebbero molti disertori, specialmente giovani. Pesanti anche i danni materiali. Quella dei cadaveri russi è una situazione tanto grave, da aver indotto l’ambasciatore ucraino all’Onu, Sergiy Kyslytsya, a chiedere l’aiuto del Comitato internazionale della Croce Rossa.
Sull’altro fronte, oltre a Kharkiv i russi avrebbero conquistato Kherson, fondamentale snodo tra la Crimea e la parte sud dell’Ucraina, e il suo aeroporto. Anche la città meridionale di Nova Kakhovka è stata occupata dalle truppe russe, come confermato dal sindaco della città. Nel briefing mattutino, il portavoce ufficiale del Ministero della difesa russo, il maggiore generale Igor Konashenkov, ha spiegato che le truppe della Repubblica popolare di Luhansk, con il supporto del fuoco delle forze armate russe, hanno preso il controllo di Novoakhtyrka, Smolyaninovo e Stanichno-Luganskoe. La profondità di avanzamento dall’inizio dell’offensiva è ora di 52 chilometri.
Il raggruppamento di truppe della Repubblica popolare di Donetsk ha continuato l’offensiva in direzione di Petrovskoe, avanzando di altri 12 chilometri. Pavlopol e Pischevik sono ora sotto il controllo russo. Sono sotto il controllo russo anche le città di Berdyansk e Genichevsk. Secondo i russi il 302° reggimento missilistico antiaereo ucraino si sarebbe arreso e 471 militari ucraini sono stati arrestati. Le forze armate russe avrebbero finora colpito 975 infrastrutture in Ucraina.
Inevitabilmente, sale intanto il conteggio dei morti civili, che a ieri sera secondo l’Onu erano 64. Stando a quanto riporta il ‘Kyiv Independent’, sei persone, tra cui una bambina di sette anni, sono state uccise dalle bombe russe nella piccola città di Okhtyrka, nella provincia di Sumy, nel nord-est dell’Ucraina. Lo ha confermato il governatore Dmitry Zhivitsky. Infine una possibile buona notizia, poiché stando ad indiscezioni governative, sarebbero vivi i 13 soldati che presidiavano l’isola dei Serpenti, dati per morti.
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Ucraina, Letta “I principi di libertà e democrazia non sono negoziabili”
GENOVA (ITALPRESS) – “Credo sia importantissimo che la ripartenza del partito coincida con questa fase in cui siamo in mezzo ai problemi, alla gente, in cui stiamo sostenendo la resistenza ucraina e cercando di dire con grande forza che i principi di libertà e democrazia non sono negoziabili”. Lo ha affermato il segretario nazionale del Partito Democratico Enrico Letta, nel suo messaggio inviato in occasione dell’assemblea provinciale del Partito Democratico di Savona. “Il PD è in mezzo alla storia che si sta facendo in questi giorni, le Agorà democratiche sono uno strumento straordinario per allargare e approfondire, per mettere in campo nuove idee – prosegue Letta -. E’ il modo migliore per costruire quel partito nuovo che dobbiamo mettere in campo e far sì che la nostra coalizione sia sempre più forte, come avete fatto a Savona. Siete stati un esempio”.
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L’Ucraina resiste, l’avanzata russa rallenta
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Il popolo, l’esercito e leader ucraini resistono. La terza notte di guerra non ha portato all’attesa offensiva notturna su Kiev, e nel resto del Paese l’esercito russo, avanza ma non sfonda. Le forze in campo sono sempre sbilanciate a favore di Putin ma la tenacia ucraina sta mettendo a dura prova l’esercito di Mosca, che ha un’età media molto bassa ed è ampiamente composto da riservisti che non hanno mai combattuto. Mentre anche vicino al Cremlino monta la protesta contro l’invasione, messa a tacere dai manganelli delle forze speciali, nelle piazze ucraine si fabbricano bombe Molotov. A Dnipro, come ha mostrato in diretta un reporter del canale inglese Sky News, donne e uomini assemblavano in un parco cittadino le bombe incendiarie, che furono inventate in Spagna e furono poi “dedicate” ironicamente all’allora ministro degli Esteri sovietico. A pochi metri di distanza, come ha raccontato l’incredulo reporter, le bombe venivano distribuite ai cittadini che aspettavano in fila ordinatamente. Lo Stato maggiore della Difesa, che in queste ore è divenuto uno dei principali strumenti di propaganda, ha anche invitato gli ucraini a smontare i cartelli stradali, ad assaltare le colonne di camion militari, soprattutto quelli che trasportano il carburante, fino ad arrivare a consigliare di incendiare i boschi dove si nascondono militari russi. Altrettanta attenzione viene richiesta agli ucraini che vivono in città, qualora individuino russi infiltrati: potranno bloccarli anche fisicamente, in attesa della polizia o dell’esercito.
La guerra vera intanto prosegue, anche se a un ritmo diverso da quello che Mosca aveva imposto nelle prime 48 ore. Il portavoce dell’esercito russo, il maggiore generale Igor Konashenkov, ha ammesso il rallentamento, causato nella sua versione dei fatti dallo stop imposto dal Cremlino ieri, mentre veniva offerta al governo ucraino la possibilità di trattare la pace in Bielorussia. Proposta rigettata dal presidente Volodimir Zelensky, e quindi ora l’esercito russo è invitato a “proseguire e sviluppare l’offensiva in tutte le direzioni secondo il piano operativo”. Cosa ciò vorrà dire lo si capirà nelle prossime ore. Di certo, i russi hanno continuato ad avanzare e a prendere possesso di alcune aree dell’Ucraina ma per ora nessuna delle grandi città è caduta in mano loro. Nemmeno i porti di Mariupol e Odessa, che si trovano in una morsa tra terra e mare. Addirittura, gli ucraini rivendicano di aver tenuto il ponte a Cherson, fondamentale snodo tra la Crimea e la terra ferma, attorno a cui si combatteva da ieri, mostrando una colonna di mezzi ridotti in cenere.
Capitolo Kiev. La capitale, dopo le esplosioni notturne, si è svegliata con la notizia di un razzo, probabilmente fuori controllo, che ha colpito un grattacielo nella periferia nord. Due i morti e sei i feriti. Nella notte combattimenti si erano registrati in alcun delle vie di accesso alla capitale, senza però l’utilizzo di mezzi pesanti, tanto che all’alba gli ucraini hanno comunicato di aver respinto gli aggressori russi. La prossima sarà verosimilmente la notte della verità per Kiev. Perché se i russi in questa giornata di quasi tregua saranno riusciti a posizionare batterie missilistiche nei vari aeroporti che hanno occupato, ammassando uomini alle porte della città, un assalto sarà inevitabile. I ponti sul Dnepr sono difesi saldamente dai mezzi ucraini, che continuano ad affluire in queste ore. L’obiettivo è evitare che da est i russi entrino nel centro della città, passando sulla sponda occidentale del grande fiume. La grande fuga dalla città è proseguita, e in molti sono arrivati alle frontiere con Romania, Moldova, Ungheria, Slovacchia e Polonia. Qui gli uomini lasciano le donne i bambini, e tornano indietro per arruolarsi. Nessuno maschio di età compresa tra 18 e 60 anni può più uscire dall’Ucraina. Così come i molti giovani prigionieri russi, che davanti agli smartphone ammettono di non sapere perché siano in Ucraina. La domanda che il mondo intero si sta facendo, la cui risposta però interessa soprattutto gli oltre 40 milioni di ucraini che non vogliono abbandonare il loro Paese.
“Questo è l’inizio di una nuova pagina nella storia dei nostri Stati, Ucraina e Italia. Mario Draghi in una conversazione telefonica ha sostenuto l’estromissione della Russia dal sistema SWIFT e la fornitura di assistenza di difesa. L’Ucraina deve entrare a far parte dell’UE”, afferma su Twitter il presidente ucraino Zelensky.
In un altro tweet, Zelensky commenta una conversazione con la presidente della Commissione Europea: “L’Ucraina sta combattendo l’invasore con le armi in mano, difendendo la sua libertà e il futuro europeo. Ho discusso con Von der Leyen di un’assistenza efficace al nostro paese da parte dell’Unione Europea in questa lotta eroica. Credo che anche l’UE scelga l’Ucraina”.
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Il Sassuolo fa festa al 94′, Fiorentina battuta 2-1
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – La prima rete in viola di Cabral non basta ad una Fiorentina in 10 per evitare uno stop pesante in chiave Europa. Il Sassuolo batte i viola 2-1 con un gol all’ultimo istante di Defrel e torna a vincere in casa dopo quattro turni a secco. Al Mapei si sfidano due delle quattro squadre di Serie A con la migliore percentuale media di possesso palla in stagione. Nella prima frazione di gioco la Fiorentina vince il confronto del possesso (55%), ma sono i neroverdi a chiudere in vantaggio al 45′. Fa tutto Hamed Traore che al 19′ salta due difensori viola e con il destro manda il pallone nell’angolino dove Dragowski (preferito a Terracciano) non può arrivare. Nelle ultime tre partite l’ivoriano, tra gol e assist, ha partecipato a quattro reti dei neroverdi. Al 39′ l’ex Empoli sfiora anche il raddoppio: Maxime Lopez crossa in area, Traore anticipa Odriozola ma di testa scheggia solo la traversa. La Fiorentina non sta a guardare. Nel finale di tempo le due occasioni più nitide sono tutte di Ikone ma in entrambi i casi sui tiri a botta sicura dell’ex Lille c’è un intervento prodigioso di Consigli.
Ma Ikone resta il più ispirato dei viola anche a inizio ripresa: al 51′ assist splendido per Piatek che salta Consigli ma non riesce a concludere a rete. Al 60′ Italiano corre ai ripari con un triplo cambio: fuori Piatek, Maleh e Sottil; dentro Cabral, Bonaventura e Saponara. L’occasione del pareggio però ce l’ha Castrovilli che al 69′ anticipa di testa Kyriakopoulos e sfiora il palo alla destra del portiere. Nel finale Bonaventura esagera con le proteste per un fallo fischiato e riceve il rosso diretto. Ma la Fiorentina riesce a pareggiare con i nuovi entrati: Saponara crossa, Cabral in spaccata esulta per la prima volta in maglia viola. Ma la beffa è dietro l’angolo: al 95′ Berardi inventa col cross, Martinez Quarta scivola e Defrel deposita in rete il pallone dei tre punti.
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Vlahovic trascina la Juve, vittoria per 3-2 a Empoli
EMPOLI (ITALPRESS) – La Juventus espugna il ‘Castellanì di Empoli e rilancia le sue quotazioni Champions grazie a una doppietta di Vlahovic quanto mai decisivo. Il numero 7 bianconero si dimostra implacabile davanti agli uomini di Andreazzoli che collezionano di contro la decima gara senza trovare il successo e solo una classifica ancora tranquilla li rende immuni dal dovere avere pensieri in chiave salvezza. La Juventus passa in vantaggio al 32′ quando su un cross di Rabiot da sinistra Kean sfugge all’intera difesa di casa e batte di testa Vicario. Proprio quest’ultimo era stato protagonista di un intervento decisivo su Zakaria in apertura di gara su assist di Vlahovic. I bianconeri hanno subito per larghi tratti nel primo tempo il miglior palleggio a centrocampo dell’Empoli, con Zurkowski molto intraprendente, ma soprattutto Bajrami sovente sfuggente agli avversari. Al 21’ proprio Zurkowski si è visto deviare in angolo un destro a botta sicura. La Juventus deve fare i conti con un altro infortunio visto che Zakaria è stato costretto a lasciare il terreno anticipatamente, in virtù di un problema muscolare, al suo posto Locatelli.
Neanche il tempo di risistemarsi e Zurkowski trova il momentaneo pareggio su azione di calcio d’angolo. La Juventus torna però in vantaggio a fine primo tempo con Vlahovic che capitalizza al meglio un assist di Cuadrado dopo palla recuperata a centrocampo da Arthur. A inizio ripresa l’Empoli colleziona calci d’angolo ma non occasioni da rete, con gli ospiti che dall’altra parte fanno altrettanta fatica a rendersi pericolosi e pensano più a gestire, tanto che Allegri già dopo un’ora di gioco decide di mandare in campo Morata per Kean. Pochi minuti e la Juve fa tris ancora con Vlahovic proprio su assist del neo entrato spagnolo. L’Empoli però non molla e prima centra una traversa su punizione di Bajrami deviata da Bonucci, e poi dopo neanche 60″, trova il 2-3 con La Mantia. Gli azzurri vanno vicino al clamoroso pareggio a 10′ dalla fine quando ancora La Mantia trova la deviazione in porta e la palla che esce di non molto. Finisce 3-2, la Juve continua a risalire in classifica e si porta a -7 dal Milan e a -5 dall’Inter che, però, ha una partita da recuperare.
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Covid, 38.375 nuovi casi e 210 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 38.375 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (il 25 febbraio 40.948) a fronte di 434.077 tamponi effettuati su un totale di 186.820.082 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità. Nelle ultime 24 ore sono stati 210 i decessi (il 25 febbraio 193), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 154.416. Diventano 12.732.680 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 1.140.558 (-35.366), 1.182.692 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 11.103 di cui 763 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 11.437.706 con un incremento di 74.516 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è il Lazio (4482), poi la Lombardia (4408), il Veneto (4183), la Campania (3578) e la Sicilia (3358).
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