VERONA (ITALPRESS) – Grazie alla tripletta messa segno da un ritrovato Simeone, il Verona vince 3-1 il derby veneto col Venezia al ‘Bentegodì. Partenza gagliarda dei lagunari che, al 14′, si rendono pericolosi con Haps che, dal limite dell’area, ci prova al volo con un sinistro potente, ma Montipò è pronto e in tuffo respinge il pallone. Gli uomini di Zanetti non allentano la pressione e sugli sviluppi di un corner, al 17′, Okereke colpisce di testa; Lazovic però intercetta il pallone sulla linea di porta ed evita la rete. Il Verona fatica a contenere la verve offensiva degli avversari e, al 26′, il Venezia colleziona la terza occasione da rete della partita con Ceccaroni che posizione ravvicinata conclude a rete senza pensarci; Montipò è reattivo e compie una parata miracolosa che salva l’Hellas. La squadra di Tudor prova interrompere l’egemonia lagunare, ma gli ospiti, al 40′, ancora sugli sviluppi di un corner, tornano a rendersi pericolosi con Caldara che però non approfitta dell’uscita a vuoto di Montipò e manda il pallone sul fondo nell’ultima occasione da gol del primo tempo. Nella ripresa il Verona prova a darsi una scossa e, al 48′, Romero deve superarsi su un sinistro improvviso di Caprari. Il Venezia arretra pericolosamente il proprio bariocentro e, al 54′, Simeone approfitta di un errore di Caldara e, dopo essere entrato in area, dalla sinistra non lascia scampo a Romero con un rasoterra centrale. Incassata la rete dello svantaggio, il Venezia barcolla vistosamente e, al 63′, Faraoni innesca Simeone che calcia di sinistra e, favorito da una deviazione di Busio, batte Romero per la rete del 2-0. La gara sembra ormai chiusa ma, all’81’, il Venezia accorcia le distanze: cross dalla destra di Johnsen e incornata vincente di Okereke che riaccende le speranze veneziane. Gli ultimi minuti del match sono frenetici col Verona che, all’88’, segna il gol del 3-1, grazie al terzo gol di giornata messo a segno da un Simeone in stato di grazia.
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Tripletta di Simeone, Verona batte Venezia 3-1
Nel Sei Nazioni l’Italrugby crolla in Irlanda 57-6
DUBLINO (IRLANDA) (ITALPRESS) – L’Italia del rugby affonda a Dublino, nel terzo round del Sei Nazioni, al cospetto dell’Irlanda. Un match in discesa per i Verdi, sin dalla metà del primo tempo in superiorità numerica, e la larga vittoria degli irlandesi per 57-6. Azzurri costretti a una gara di assoluta sofferenza. Dopo il messaggio trasmesso sui maxi-schermi dell’Aviva Stadium a sostegno dell’Ucraina, bastano quattro minuti scarsi ai padroni di casa per rompere la linea difensiva, palla centrale di Sheehan per Carbery, che schiaccia e trasforma la sua stessa meta per il 7-0. Gli azzurri sbloccano lo zero dopo il match a secco contro la Francia con un calcio di punizione da lontanissimo di Padovani ma poi inizia a grandinare sull’Italia. Crowley perde per infortunio Lucchesi al 9′, al suo posto Faiva, che però viene espulso per un intervento giudicato pericoloso dall’arbitro Amashukeli (spalla sul collo) e azzurri che restano dunque senza tallonatori e con due uomini in meno. Dentro quindi Nemer per Bruno e mischia no contest 13 vs 15, l’Irlanda può dilagare con le mete di Gibson-Park, Lowry e capitan O’Mahony, solo una di queste però trasformate da un impreciso Carbery. Gli azzurri vanno all’intervallo sotto per 24-6, grazie alla punizione di Garbisi allo scadere.
La ripresa, a questo punto, diventa solamente un test. Al di là delle mete subite da Lowe (due volte), Lowry e Baird (tre delle ultime quattro trasformate da Sexton), gli azzurri non alzano bandiera bianca e vendono cara la pelle sino all’ultimo, chiudendo addirittura in 12 per il giallo a Steyn e incassando l’ultima meta di Treadwell e i due punti aggiuntivi di Sexton per il 57-6 finale.
Ora una settimana di stop per gli azzurri, al terzo ko in questo Sei Nazioni, poi il ritorno all’Olimpico per la sfida del 12 marzo contro la Scozia. L’Irlanda, dopo aver rialzato la testa a seguito della sconfitta con la Francia, sarà invece ospite dell’Inghilterra.
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Papa Francesco: “Tacciano le armi, aprire i corridoi umanitari”
ROMA (ITALPRESS) – “Supplichiamo Dio più intensamente, rinnovo a tutti l’invito a fare del 2 marzo una giornata di preghiera e digiuno per la pace in Ucraina, per stare vicino alle sofferenze del popolo e sentirsi tutti Fratelli, per implorare la fine della guerra”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’Angelus al Vaticano. “Chi fa la guerra, dimentica l’umanità. Non parte dalla gente, non guarda alla vita concreta delle persone ma mette davanti a tutto interessi di potere, si affida alla logica diabolica e perversa delle armi, la più lontana da quella di Dio. In ogni conflitto la gente comune è la vera vittima, che paga sulla propria pelle le follie della guerra – continua il Santo Padre – Penso agli anziani che cercano rifugio, alle mamme in fuga con i bambini. Sono fratelli e sorelle per i quali è urgente aprire corridoi umanitari per accoglierli. Con il cuore straziato, non dimentichiamo le guerre in Yemen, Siria, Etiopia: tacciano le armi, Dio sta con gli operatori di pace, non con chi usa la violenza. Chi ama la pace ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
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Colpaccio del Cagliari, Torino battuto 2-1 in casa
TORINO (ITALPRESS) – Colpaccio del Cagliari, che nel lunch match della 27^ giornata espugna lo Stadio Olimpico Grande Torino. Ai granata padroni di casa non basta il centro di Belotti, per i rossoblu ospiti le reti di Bellanova e Deiola valgono tre punti fondamentali in chiave salvezza. Juric lancia Pobega al fianco di Lukic e al posto dello squalificato Mandragora. Sugli esterni Voivoda e Ansaldi, panchina per Singo. Davanti Brekalo e Pjaca a sostegno di Belotti. Mazzarri sceglie Pereiro come partner di Joao Pedro, parte fuori Keita. Fasce presidiate da Bellanova e Dalbert, chance per Altare in difesa. Molto propositivo il Cagliari in avvio e c’è subito una tripla occasione per i rossoblu sardi: Milinkovic respinge il tiro da fuori di Grassi e si oppone anche al tentativo di tap in di testa di Joao Pedro. Poi Deiola calcia fuori misura. Anche il Toro si fa vedere dalle parti di Cragno sugli sviluppi di una palla inattiva con Bremer che prova a finalizzare ma il portiere rossoblu si fa trovare pronto. A metà tempo il vantaggio ospite su una dormita generale della difesa granata che si perde l’inserimento di Grassi, bravo in caduta ad effettuare un tiro cross che finisce dalle parti del secondo palo dove Bellanova sbuca e insacca comodamente. La reazione del Torino è veemente e il Cagliari è costretto ad abbassare il baricentro. Se all’intervallo i sardi sono in vantaggio il merito è tutto di Cragno che risponde alla punizione di Brekalo e poi è miracoloso quando devia sulla traversa la girata volante di Pjaca. Per il Cagliari c’era stata una chance non sfruttata da Altare (decisivo anche in una chiusura su Brekalo) mentre al 45′ un sinistro a giro di Pobega non va troppo lontano dal bersaglio. A inizio ripresa continua il forcing granata e Belotti sigla il gol dell’1-1: punizione dall’out di destra calciata da Brekalo, Dalbert sfiora nel tentativo di allontanare il pericolo ma di fatto accomoda il pallone sui piedi del Gallo che tutto solo sul secondo palo non può sbagliare. Il pari non regge molto perchè dopo 8 minuti il Cagliari è di nuovo avanti. Cross del solito Bellanova, sponda del neo-entrato Pavoletti e sinistro chirurgico all’angolino basso di Deiola su cui non può nulla Milinkovic. Di fatto è l’ultimo grande episodio del match. Nel finale il Torino ci prova timidamente con gli ingressi di Sanabria e Pellegri e il Cagliari controlla senza soffrire sfiorando addirittura il tris con Goldaniga, fermato dall’uscita perentoria del portiere. La banda di Mazzarri conquista il quarto risultato utile consecutivo ed esce momentaneamente dalla zona retrocessione.
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Di Maio, 110 mln al popolo ucraino
ROMA (ITALPRESS) – “Ho comunicato al collega Dmytro Kuleba di avere appena firmato la delibera che dispone l’erogazione immediata di 110 milioni di euro al governo di Kiev, come espressione concreta della solidarietà e del sostegno dell’Italia a un popolo con cui coltiviamo un rapporto fraterno”. Così su Facebook il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio, che aggiunge: “In questo momento l’Ucraina è sotto assedio senza avere una colpa, attaccata con continui bombardamenti dal governo russo. La pace è l’obiettivo per cui tutti noi continuiamo a lavorare ogni giorno e alle armi russe replichiamo con le sanzioni: l’unica via per fermare questa folle guerra. Stiamo mettendo in campo sanzioni sempre più dure e già al Consiglio Affari Esteri di oggi ci prepariamo a discuterne altre.
L’Ue e tutti gli alleati devono far fronte comune e continuare a dare grande prova di compattezza. Avanti con determinazione in questa ‘resistenza europeà alla violenza di Putin”.
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Salvini “La pace è una priorità, preghiamo col Papa per i bimbi”
ROMA (ITALPRESS) – “La priorità, per la Lega e per tutti, è la Pace, tornare al più presto alla serenità e salvare vite di innocenti aggrediti e bombardati. Oltre a tutte le iniziative politiche, economiche e diplomatiche, per i Credenti è fondamentale non smettere di pregare. Sarebbe bello che oggi, in concomitanza con le parole del Santo Padre all’Angelus, tutti si raccogliessero in un momento di preghiera, pensando soprattutto ai bimbi che stanno vivendo giorni di terrore, per un immediato Stop alla guerra e un urgente, vitale, unitario Sì alla pace”. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini.
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Covid, 30.629 nuovi casi e 144 decessi nelle ultime 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 30.629 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 38.375) a fronte di 317.784 tamponi effettuati, su un totale di 187.137.866 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore sono stati 144 i decessi (ieri 210), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 154.560. Con quelli di oggi diventano 12.764.558 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 1.122.278 (-18.280), 1.110.677 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 10.868 di cui 733 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 11.487.720 con un incremento di 50.014 unità nelle ultime 24 ore.
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Quirinale, Mattarella a Santa Croce a Firenze per seguire messa
FIRENZE (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto il suo ingresso all’interno della basilica di Santa Croce a Firenze dove assisterà alla messa che sarà celebrata dal presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti. La funzione religiosa odierna chiude l’assemblea dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo che si è svolta da mercoledì scorso nel capoluogo di regione toscano e che ha portato alla firma ieri della ‘Carta di Firenzè. Inizialmente la messa odierna doveva essere celebrata da Papa Francesco che però poi ha dovuto dare forfait per dei problemi fisici ad un ginocchio.
Ad attendere il presidente Mattarella all’esterno del chiostro di Santa Croce presenti il sindaco di Firenze, Dario Nardella ed il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani.
Il presidente Mattarella al momento del suo arrivo in piazza Santa Croce a Firenze è stato lungamente applaudito dai tanti fedeli che assisteranno quest’oggi alla celebrazione eucaristica proprio dall’esterno della basilica di Santa Croce, con dei bambini che hanno lungamente intonato un coro a lui dedicato.
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