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Covid, Speranza: “Possiamo guardare con fiducia al futuro”

ROMA (ITALPRESS) – “Il vostro congresso arriva in un momento cruciale per la vita del nostro paese, vediamo la curva del contagio piegarsi dal lato giusto, possiamo guardare con fiducia alle prossime settimane”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo al primo congresso di “Azione- L’Italia, sul serio”, in corso a palazzo dei Congressi, a Roma.
“Questo non avviene per caso: se oggi possiamo programmare il futuro è perchè 91% delle persone sopra i 12 anni ha completato la prima dose e anche i richiami procedono rapidamente – ha aggiunto -, nessuno si salva da solo”.
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Lollobrigida bronzo nella mass start di pattinaggio velocità

PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – Sul ghiaccio del National Speed Skating Oval l’Italia festeggia la sua 17esima medaglia ai Giochi Invernali di Pechino. E ancora una volta porta la firma di Francesca Lollobrigida, che dopo l’argento nei 3000, si prende il bronzo nella mass start di pattinaggio di velocità. La 31enne romana chiude a 25 centesimi dall’olandese Irene Schouten, oro, mentre l’argento va alla canadese Ivanie Blondin. “Sono contentissima. Il mio carattere ha fatto la differenza in questa Olimpiade, volevo portare a casa una medaglia in questa gara e ci sono riuscita” ha detto l’azzurra dopo la gara. “Contro ogni scaramanzia diciassette avevo detto e a diciassette siamo arrivati! Grazie ad una spettacolare Francesca Lollobrigida che con questo bronzo corona un’Olimpiade strepitosa e onora al meglio il suo ruolo di domani quale portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura. Complimenti al presidente Gios, al tecnico Marchetto e al suo staff. Per la Federghiaccio è l’ottava medaglia: un record da incorniciare” ha dichiarato il presidente del Coni Giovanni Malagò.
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Sette migranti morti per ipotermia, arrestato presunto scafista

AGRIGENTO (ITALPRESS) – Gli agenti della polizia di Stato hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un cittadino egiziano ritenuto responsabile di “gravi delitti” in tema d’immigrazione clandestina. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura di Agrigento e firmato dai pm Gloria Andreoli e Paola Vetro. Il fermato sarebbe il presunto scafista dell’imbarcazione che il 25 gennaio scorso ha trasportato nel territorio italiano 287 cittadini extracomunitari irregolari, prevalentemente di origine bengalese, conducendoli dalle coste libiche verso le acque territoriali italiane. La traversata, effettuata a bordo di un sovraffollato barcone di circa 16 metri aveva esposto i migranti a grave pericolo di vita, tant’è che sette bengalesi, a causa delle disumane condizioni di viaggio, avevano perso la vita per ipotermia.
Al fermato è stato quindi contestato anche il reato di morte come conseguenza di altro delitto; le vittime erano state identificate grazie ad un eccezionale lavoro sinergico tra la Squadra Mobile ed il Consolato bengalese.
Le risultanze investigative sono state trasmesse alla Procura di Agrigento, diretta da Luigi Patronaggio, che ritenendo assolutamente robusto il quadro indiziario raccolto attraverso le testimonianze dei migranti superstiti, ha emesso il provvedimento di fermo nei confronti dell’indagato, un 38enne nei cui confronti era stata già emessa una condanna definitiva, per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, commesso nel settembre del 2011 a Pozzallo.
Contestualmente, i poliziotti della Squadra Mobile hanno eseguito due ordini di carcerazione nei confronti di altrettanti cittadini tunisini, giunti irregolarmente nel territorio dello Stato, il primo condannato per i reati di violenza sessuale, atti persecutori, minacce; l’altro per falso contro la fede pubblica.
Dopo le formalità di rito, gli indagati sono stati condotti in carcere ad Agrigento. Il fermato è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria per la convalida e per l’accertamento delle eventuali responsabilità penali, i condannati per l’espiazione della pena definitiva.
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Vezzali “Capienza impianti presto al 100% se la curva scende ancora”

PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – “Sono molto felice di essere arrivata assieme al ministro Speranza e alle forze parlamentari a riportare la capienza al 75% negli stadi e al 60% nei palazzetti. Questo significa anche che la curva epidemiologica sta rallentando e che stiamo andando verso una situazione migliore. Se dovessimo proseguire in questa direzione sono certa che potremo arrivare quanto prima al 100%”. Lo ha detto Valentina Vezzali, sottosegretario allo Sport, ospite di “Casa Italia” a Pechino alla vigilia della cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici, che segnerà il passaggio di consegne dalla capitale cinese a Milano-Cortina. “Djokovic? Per lui come per tutte le
persone che sono in Italia valgono le normative che sono in vigore nel nostro Paese”. Le norme italiane, sulla carta,
potrebbero permettere la presenza del serbo ai prossimi
Internazionali d’Italia al Foro Italico “perchè chiunque voglia
giocare a tennis individualmente può farlo – chiarisce Vezzali –
Ovviamente, dovesse Djokovic venire in Italia, non avendo il Green Pass rafforzato non potrebbe dormire in albergo, andare al
ristorante, usare i mezzi pubblici, gli spogliatoi, le docce. Se
riuscisse a trovare un’alternativa come affittare una casa e un
mezzo proprio, andare direttamente al campo con la divisa per
giocare allora potrebbe farlo. Ma da qui a maggio mi auguro la
situazione possa essere diversa e di conseguenza gli scenari
saranno diversi”.
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Vaccino, Ricciardi: “Sì a una quarta dose per medici e fragili”

ROMA (ITALPRESS) – “La pandemia è ancora presente nel mondo, basta vedere quello che sta succedendo a Hong Kong, dove esiste un sistema sanitario evoluto: 30 mila casi al giorno e non riescono a gestirli. In Italia grazie a vaccinazioni e uso del green pass abbiamo riconquistato un buon grado di libertà. Ora bisogna mantenerla. Siamo prudenti, facciamo tutto ma con la dovuta consapevolezza che il rischio non è tramontato. Invece in molti Paesi c’è la tentazione di accelerare con aperture indiscriminate. La stanchezza di vivere da due anni sotto scacco non dovrebbe indurre ad assumere decisioni che potrebbero far risalire la curva per il terzo anno”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, Walter Ricciardi, docente di Igiene all’università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, che si dice “nè pessimista nè allarmista. Semplicemente realista”.
“Il governo italiano – sostiene Ricciardi – ha mantenuto un atteggiamento responsabile. Il processo di allentamento va avanti, tranne che nei luoghi critici come quelli del lavoro. Giusto essere meno restrittivi all’aperto, se bar e ristoranti hanno tavoli distanziati si può rinunciare alla certificazione verde. Al chiuso, non se ne parla. Mascherina e lasciapassare necessari”. “Il virus – sottolinea – può sorprendere chiunque e ovunque. Almeno evitiamo le situazioni a rischio. E il consumo di cibi quando si è seduti gomito a gomito è una di quelle”.
L’autunno, aggiunge: “Affrontiamolo in sicurezza. Come? Rivaccinare le persone fragili e gli operatori sanitari con la quarta dose. Prepariamoci a una nuova stagione, non necessariamente drammatica, caratterizzata dal ritorno dei virus respiratori fra i quali il Sars-CoV-2. I vaccini hanno un’efficacia straordinaria ma dopo un certo numero di mesi dall’ultima dose l’immunità perde vigore e bisogna rinforzarla. Ricordiamo che chi ha ricevuto il richiamo a ottobre, potrebbe essere presto vulnerabile”. “Non è uno schema atipico, succede anche per altri vaccini che dopo un pò debbano essere richiamati – spiega -. Gli anti Covid sono molto sicuri, molto efficaci e poco duraturi”.
“Se il pubblico mantenesse comportamenti corretti e indossasse mascherine Ffp2 non ci sarebbero problemi – prosegue Ricciardi -. Invece ho qualche perplessità sul rispetto delle regole”.
“Manca la percezione che il Covid può essere grave anche nei bambini. A questo si aggiunge l’errata sensazione da parte delle famiglie che il peggio sia passato e allora tanto vale soprassedere. Se la somministrazione delle dosi fosse organizzata nelle scuole, per genitori e figli, come è stato fatto in Puglia con ottimi risultati, credo che anche i riluttanti si convincerebbero di fronte al vantaggio di non dover passare attraverso hub e studi pediatrici”, sottolinea Ricciardi, secondo cui “sta emergendo una diversa versione di Omicron non ancora classificata come materia di preoccupazione da parte degli organismi internazionali. Parliamo sempre di un ceppo sì molto contagioso, ma poco patogeno”.
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Calenda “Se Draghi va via niente soldi Ue”

ROMA (ITALPRESS) – “Gli episodi in cui le forze politiche in Consiglio dei ministri votano una cosa e in Parlamento un’altra si stanno moltiplicando. Questo logora il governo. E ritengo che Draghi faccia bene a richiamare l’attenzione su questo problema. Non si può pensare di andare avanti seguendo gli strappi di Salvini o le divisioni del Pd, dove Francesco Boccia e Michele Emiliano sabotano il decreto sull’Ilva. Così l’azione parlamentare finisce per diventare una maionese impazzita, mentre l’azione di governo continua ad avere una sua linearità, perchè, alla fine della fiera, i rappresentanti dei partiti in Consiglio dei ministri fanno quello che dice Draghi”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il leader di Azione, Carlo Calenda, convinto che la situazione non possa peggiorare “perchè se peggiora se ne va Draghi. Se in Parlamento i partiti creano le condizioni per inficiare quello che fa il governo lui non resta. E se Draghi se ne va perdiamo i soldi europei e il Paese finisce nel caos. A quel punto diventerà davvero difficile riuscire a uscire da una situazione del genere”.
Il Pnrr, aggiunge Calenda, “già sarà difficilissimo per Draghi portarlo avanti in questa situazione. Ma la possibilità di farlo senza di lui non esiste. Con chi lo facciamo? Con il governo di chi? Il punto è che per l’irresponsabilità delle forze politiche si sta ripetendo esattamente quanto è avvenuto per il Quirinale. Allora si facevano i nomi, poi si ritiravano, poi si rifacevano… è lo stesso meccanismo: mancanza assoluta di serietà”.
Intanto, oggi si apre il congresso di Azione, che “si struttura come un partito. Abbiamo eletto i direttivi provinciali (sono 108) e quelli regionali ed eleggeremo la direzione nazionale. La nostra linea continua a essere quella iniziale, che ha trovato un approdo nelle elezioni di Roma”, spiega Calenda, secondo cui “oggi non ci vuole un centro nel senso deteriore del centrismo, ma ci vuole una terza area politica, che sia l’area del riformismo pragmatico, di un modo di fare politica serio e responsabile, che non è ostaggio dei 5 Stelle da un lato e dei sovranisti dall’altro. Questo è quello che Azione si propone di costruire, ovviamente, tenendo aperta la porta a chi vuole partecipare. Io partirò per un giro del Paese che durerà più di un anno. La mia campagna per le elezioni capitoline si intitolava ‘Roma sul seriò, questa sarà la volta di ‘Italia sul seriò”. Calenda è convinto che “la riforma elettorale non si farà. E quindi andremo per l’alto mare aperto, affrontando la sfida elettorale in modo indipendente dai due poli perchè altrimenti ricadiamo nel leitmotiv di questa legislatura. Quello per cui si va alle elezioni e si dice ‘mai con i fascistì, ‘mai con 5 Stellè e poi si finisce per allearsi con i fascisti o con i 5 Stelle. Io confido nella capacità degli italiani di rendersi conto dell’errore commesso quando hanno votato partiti che hanno fatto qualunque tipo di promessa pur di governare”. Secondo Calenda “il Pd rimane un interlocutore e anche Italia viva. Poi Forza Italia e persino una parte della Lega, quella di Giorgetti, che oggi parlerà al nostro congresso”.
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Pari tra Juventus e Torino, Belotti risponde a De Ligt

TORINO (ITALPRESS) – La Juventus e il Torino hanno pareggiato 1-1 nel Derby della Mole che stasera all’Allianz Stadium ha aperto la 26esima giornata di Serie A. Prima del fischio d’inizio, Rugani ha alzato bandiera bianca per un problema muscolare. Altro guaio per la difesa della Juventus già penalizzata dalle assenze di Chiellini e Bonucci. Il tecnico Allegri è stato costretto a inserire Pellegrini sulla corsia sinistra spostando Alex Sandro al centro. Partenza arrembante del Torino che, come successo già in altre occasioni in questa stagione, ha attaccato molto alta la Juve costringendo i bianconeri a rispondere approfittando di qualche spazio in più lasciato dai granata, ma il vantaggio dei padroni di casa è arrivato prima del quarto d’ora sugli sviluppi di un calcio da fermo: al 13′, corner dalla sinistra di Cuadrado, Vojvoda è stato scavalcato dalla traiettoria e de Ligt ha incornato schiacciando la sfera a terra e battendo il portiere Milinkovic-Savic. E’ stato il 22esimo derby consecutivo in cui la Juventus ha trovato la rete contro i rivali cittadini. I bianconeri hanno cercato in un altro paio di occasioni il gol ma con il passare del tempo è stato il Toro a rialzare la pressione e a riportarsi con lunga frequenza nella metà campo bianconera seppur con meno lucidità rispetto all’avvio di gara e senza creare grossi fastidi al portiere Szczesny. Juve ancor più penalizzata in difesa con l’infortunio di Pellegrini nel finale di primo tempo: Allegri è stato costretto a rimpiazzarlo con De Sciglio in avvio di ripresa e il Torino ha approfittato in più di un’occasione di questa situazione d’emergenza. E l’assenza di centrali ha pesato al 17′ nel pari di Belotti che, servito da un ottimo Brekalo, ha sfruttato l’errore in marcatura di Alex Sandro e con una splendida girata al volo di sinistro, dal limite dell’area piccola, ha fulminato Szczesny fissando il risultato sul definitivo 1-1.
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Covid, un fondo da 15 milioni per le famiglie dei sanitari morti

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo stanziato 15 milioni di euro per le famiglie dei professionisti sanitari che hanno perso la vita a causa del Covid. E’ un giusto riconoscimento che l’Italia deve a chi ha svolto il proprio lavoro per tutelare la salute di tutti noi”. Lo annuncia su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza.
In Consiglio dei Ministri approvato anche “un altro finanziamento di 400 milioni di euro destinati alla sanità. Serviranno a far fronte alle spese sostenute a causa del Covid e agli aumenti delle bollette energetiche degli ospedali – spiega Speranza -. Sono risorse che si aggiungono agli investimenti già approvati per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale”.
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