MILANO (ITALPRESS) – Il Milan vince in rimonta per 2-1 un derby emozionante che sembrava già perso, rilanciando le proprie ambizioni di titolo e avvicinando proprio l’Inter in vetta alla classifica. Decisiva la doppietta di Giroud, dopo il gol di Perisic che aveva sbloccato il risultato.
Il primo tempo è quasi totalmente in favore dei nerazzurri, che al 10′ si rendono pericolosi con un mancino dal limite di Brozovic, poi neutralizzato in due tempi da Maignan dopo una deviazione fortuita di Kalulu. Un quarto d’ora più tardi è Barella a provarci di destro da ottima posizione, ma la sfera termina a lato di poco. Al 28′ Maignan si supera nuovamente, respingendo una conclusione ravvicinata di Dumfries che sembrava ormai destinata a finire in fondo al sacco. Il Diavolo si fa vedere per la prima volta al 35′ con Tonali, che impegna dalla lunga distanza Handanovic, costretto a deviare di lato la botta dell’ex giocatore del Brescia. Al 38′, i padroni di casa passano meritatamente in vantaggio. Calhanoglu calcia un bel corner dalla destra e Perisic trova un sinistro al volo che termina la sua corsa nell’angolino, con Maignan che questa volta non può opporsi.
La prima frazione termina così per 1-0 in favore della capolista. Nella ripresa, la banda di Inzaghi sembra in controllo ma i cambi di Pioli svoltano l’incontro. Alla mezz’ora, Diaz se ne va in contropiede e da un suo tiro sporco nasce un assist involontario per Giroud che in scivolata supera Handanovic per l’1-1. Il centravanti francese, tre minuti più tardi, firma poi la doppietta personale e il gol vittoria quando riceve palla in area, aggira De Vrij e mette dentro con un preciso sinistro nell’angolino. L’uno-due è letale per i nerazzurri, che provano l’assalto finale ma senza riuscire a impensierire la difesa avversaria. A nulla vale poi l’espulsione di Hernandez a pochi istanti dal fischio finale. Il Milan può così esultare per una vittoria fondamentale che catapulta la squadra in seconda posizione e a una sola lunghezza di ritardo dall’Inter, che ha comunque una gara da recuperare.
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Inter-Milan 1-2, Giroud decide il derby, rossoneri a -1
Covid, 93.157 nuovi casi e 375 decessi nelle ultime 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 93.157 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 99.522) a fronte di 846.480 tamponi effettuati su un totale di 175.489.945 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità di oggi. Nelle ultime 24 ore sono stati 375 i decessi (ieri 433), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 148.542. Con quelli di oggi diventano 11.542.793 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 2.128.543 (-89.801), 2.108.517 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 18.615 di cui 1.411 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 9.265.708 con un incremento di 182.618 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (11.136), poi il Veneto (10.012), il Lazio (9.161) e la Campania (8.702).
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Monica Vitti, l’addio a Roma tra fiori gialli e lunghi applausi
ROMA (ITALPRESS) – Fiori gialli perchè giallo era il colore preferito di Monica Vitti, applausi perchè era molto apprezzata nonostante l’invisibilità del suo corpo, fiumi di lacrime e piazza gremita perchè era sinceramente, profondamente amata dagli italiani. E’ stato questo l’addio alla celebre artista. Si sono svolti questo pomeriggio alle 15 i funerali di Monica Vitti.
L’attrice musa del regista Michelangelo Antognoni si è spenta mercoledì scorso a 90 anni nella sua casa alle spalle di piazza del Popolo a Roma. La bara, trapuntata di mimose e rose gialle (colore preferito dall’artista), è giunta alla Basilica di Santa Maria in Montesanto, nota come Chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo, accolta dal sindaco della capitale Roberto Gualtieri, dal marito Roberto Russo che non è riuscito a trattenere le lacrime e dai familiari. Molti i volti del cinema arrivati per le esequie, celebrate da monsignor Walter Insero. In chiesa: Walter Veltroni, Giancarlo Giannini, Pino Quartullo, Athina Cenci, Marisa Laurito, l’ad di Rai Cinema Paolo del Brocco, Lina Sastri, Sandra Ceccarelli, Eleonora Giorgi e Zeudi Araya.
Tutti molto commossi. Come la piazza gremita di gente che ha tributato un doppio lungo applauso alla grande interprete e che ha seguito l’omelia da un maxischermo. Un cittadino ha mostrato un grande cartello con la scritta: “Grandiosa Monica in paradiso gli angeli ti porteranno a braccia aperte”. Durante l’omelia, improntata al tema dell’amore e della generosità, qualità che non difettavano alla Vitti, Monsignor Walter Insero l’ha accarezzata con queste parole: “Si è spenta nel nido della sua casa circondata dall’amore e dall’affetto che l’ha nutrita. E’ stata una donna molto determinata e colta. Ha studiato tanto. Aveva un grande fascino che non è mai tramontato e con Roberto ha vissuto un grande amore iniziato 49 anni fa e che è cresciuto sempre più anche negli anni difficili della malattia.
Lui mi diceva che quando vengono meno le parole rimane lo sguardo.
Sono stati anni difficili ma l’amore fa la differenza perchè rende una vita degna di essere vissuta anche in una condizione difficile come quella della malattia. L’amore continua per sempre. E’ l’amore che Monica ha seminato con la vita, l’amore che le è ritornato nonostante sia lontana dalla scena da 20 anni. La gratitudine è viva e l’amore non si dimentica. Sono tanti gli artisti che si trovano lassù e sicuramente staranno organizzando qualcosa in Paradiso”. Toccanti anche gli interventi, con voce incrinata e occhi gonfi di lacrime di Pino Quartullo che ha recitato la preghiera degli artisti, Lina Sastri e Walter Veltroni: “Monica era dolce e spiritosa, sapeva utilizzare in ogni modo i suoi infiniti talenti. Non era aristocratica, non aveva la pretesa di insegnare al mondo come si sta al mondo, era colta e popolare. Monica amava Roma che l’ha molto riamata. Prima di Monica, le donne per far ridere dovevano giocare sulle proprie imperfezioni. Poi è arrivata lei e tutto è cambiato. Con i suoi occhi allegri, i suoi capelli arruffati, la sua voce inconfondibile”. E ancora: “Era bellissima Monica. Aveva tutte le bellezze che una vita possa contemplare. In primo luogo quella di un pensiero profondo e solare e quella della gentilezza che significa apertura, dubbio, animo da viaggiatrice. Sordi, Mastroianni, Manfredi, Villaggio, Troisi, Monica e tanti altri Sembra ci si voglia negare il diritto al sorriso. Monica, oggi un paese intero e non solo ti saluta e ti dice che dopo i 20 anni di silenzio discreto che hai scelto, ti vuole più bene di prima. Non ci sei stata, ma c’eri e ci sei”.
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha commentato: “La città l’ha sempre stimata e amata. In questi giorni tutto questo amore si è sentito. L’omaggio dei romani è stato l’omaggio a una grandissima artista e a una persona straordinaria”. Alle 16.30, la bara ha lasciato la chiesa per l’ultimo viaggio. Fuori la chiesa ancora un lungo, quasi infinito applauso ha circondato d’affetto il feretro e incoraggiato chi resta. Mentre l’auto si allontanava, qualcuno ha lanciato un mazzolino di fiori gialli e uno di fiori di campo in segno di amore e riconoscenza per una donna che ha fatto sognare e divertire intere generazioni. Monica Vitti riposerà nel cimitero del Verano.
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Reti inviolate e tante polemiche tra Roma e Genoa
ROMA (ITALPRESS) – Reti inviolate e tante polemiche nel primo anticipo della 24^ giornata: all’Olimpico tra Roma e Genoa finisce in parità con il Var che annulla per un fallo in attacco di Abraham il gol al 90′ di Zaniolo (poi espulso per proteste). Secondo 0-0 consecutivo per i liguri che si salvano pur giocando mezz’ora in 10 per il rosso a Ostigard. Mourinho non cambia nulla rispetto alla vittoria di Empoli. Ancora assente Pellegrini e in panchina Veretout mentre in campo Zaniolo spalleggia Abraham con Mkhitaryan poco dietro. Anche Blessin conferma l’undici che prima della sosta aveva pareggiato con l’Udinese. Rossoblu orfani di Criscito, Rovella e dello squalificato Cambiaso. Tre uomini sulla trequarti a sostegno di Destro: Ekuban, Portanova e Yeboah. In un primo tempo dai due volti comincia meglio il Genoa che con piglio autoritario mette la Roma alle corde. Su una punizione di Portanova, Ekuban colpisce di testa in torsione e chiama all’intervento Rui Patricio il quale smanaccia sopra la traversa e poi, sugli sviluppi del corner seguente, blocca agevolmente un debole sinistro di Vanehusden. I giallorossi col passare dei minuti aumentano i giri del motore anche grazie alle giocate di un ispirato Zaniolo, molto bravo nel rifornire i compagni. Manca solo la precisione alla Roma, vicina al gol con Mkhitaryan e Oliveira mentre Maitland Niles calcia a botta sicura ma viene murato sul più bello dalla difesa ospite. In mezzo alle varie chance dei padroni di casa anche uno squillo del Genoa, pericoloso in mischia con Yeboah che non trova la zampata vincente. Prima di andare a riposo tra i rossoblu si fa male Bani, dentro il neo acquisto Ostigard. Smalling di testa non inquadra lo specchio così come Zaniolo che, servito a centro area da El Shaarawy, fallisce un rigore in movimento. Nel Genoa invece diventa assoluto protagonista, nel bene e nel male, il norvegese Ostigard. Nel giro di tre minuti il difensore prima salva un gol fatto opponendosi quasi sulla linea a un tiro di Abraham su cui Sirigu non sarebbe potuto arrivare, ma poi calcola male un rimbalzo del pallone ed è costretto, da ultimo uomo, ad atterrare Afena-Gyan che si stava involando verso la porta: Abisso estrae il cartellino rosso. Si va così verso il finale rovente in cui la Roma staziona in pianta stabile nella metà campo del Genoa. Il gol arriva al 90′ ed è una bellezza di Zaniolo che va via di forza e trafigge Sirigu con un diagonale all’angolino. Il tutto è però vanificato dall’intervento del Var che richiama Abisso il quale, dopo la review, annulla per un pestone di Abraham sull’azione del gol. Tra mille polemiche Zaniolo si fa espellere per proteste e la Roma mastica amaro.
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Autostrade, Carlo Parmeggiani nuovo direttore delle Relazioni esterne
ROMA (ITALPRESS) – Autostrade per l’Italia ha nominato Carlo Parmeggiani nuovo direttore delle Relazioni esterne e Affari istituzionali del Gruppo. Professionista di lunga esperienza, Parmeggiani avrà il compito di proseguire le attività di valorizzazione di tutte quelle azioni intraprese nel solco del Piano di trasformazione aziendale avviato a gennaio 2020 e che vede risorse impegnate per 21,5 miliardi di euro.
Un percorso che vede oggi la nuova ASPI vivere una stagione caratterizzata da una profonda riorganizzazione interna, sinergie con università e centri di ricerca, sviluppo e adozione di soluzioni tecnologiche evolute, tese a garantire sicurezza e qualità dell’esperienza di viaggio, grazie ad un sempre più efficace monitoraggio delle infrastrutture e servizi sempre più rispondenti alle esigenze dell’utenza.
Il Gruppo, forte delle sue Società controllate (Free To X, Movyon, Tecne, Pavimental e, ultima arrivata, Elgea), ha inoltre intrapreso una serie di azioni tese ad imporsi sul panorama nazionale e internazionale come realtà di primissimo piano, anche oltre la rete autostradale, nell’ottica di un contesto sempre più orientato verso la mobilità sostenibile e l’innovazione tecnologica.
“Si apre per me un’esperienza estremamente sfidante”, afferma Parmeggiani, che aggiunge: “Proseguirò nel solco del lavoro avviato per consolidare l’immagine di un’azienda che guarda al futuro e che può contare su professionalità e competenze di grande valore”.
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Short track d’argento, Fontana alla nona medaglia olimpica
PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – Dopo l’argento di Francesca Lollobrigida nei 3000 metri di pattinaggio di velocità, sempre dal ghiaccio arriva la seconda medaglia italiana ai Giochi Invernali di Pechino 2022: la conquista la staffetta azzurra di short track, formata da Arianna Fontana, Martina Valcepina, Pietro Sighel e Andrea Cassinelli, argento dietro alla Cina nella finale olimpica disputata al Capital Indoor Stadium. In testa a metà gara grazie alle prime due frazioniste – Valcepina e Fontana -, l’Italia scivola all’ultimo posto ma un contatto mette fuori causa Ungheria e Canada e Sighel quasi va a prendersi l’oro, ma il photofinish, per appena 12 centesimi, premia i padroni di casa. Si tratta della 13esima medaglia dello short track azzurro, la prima in questa specialità. Primato personale per Arianna Fontana, sul podio in cinque edizioni dei Giochi e alla nona medaglia della carriera, a -1 dal primato italiano di Stefania Belmondo: la prima gioia a Torino 2006 (bronzo nella staffetta femminile), altro bronzo nei 500 a Vancouver 2010, quindi i tre podi di Sochi 2014 (argento nei 500, bronzo nei 1500 e nella staffetta femminile), fino all’apoteosi di Pyeongchang 2018 (oro nei 500 e argento ancora nella relay donne). Adesso un altro argento da aggiungere alla sua ricca collezione. “Complimenti al Presidente Gios, alla Federazione, ai tecnici e alla staffetta. Arianna oggi è diventata anche l’atleta al mondo più medagliata nella storia dello short track. Abbiamo iniziato queste Olimpiadi alla grande, con due medaglie storiche: la prima tra le donne nel pattinaggio di velocità e la prima in assoluto in una staffetta mista. L’Italia c’è. Date retta a me: ne vedremo delle belle” il commento del presidente del Coni Giovanni Malagò.
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La Fipsas premia i suoi campioni, Matteoli “Siamo al top mondiale”
ROMA (ITALPRESS) – La Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee e Nuoto Pinnato ha conquistato 60 medaglie nel 2021: 16 d’oro, 27 d’argento e 17 di bronzo. Sessanta podi e non è nemmeno un record. “Di solito siamo abituati a conquistarne 90 o 100”, sottolinea con orgoglio il presidente federale Ugo Claudio Matteoli, spiegando come il “calo” sia dovuto alla pandemia e alle tante gare rinviate nella prima parte dello scorso anno. “Quindi abbiamo vinto quello che potevamo vincere e ne siamo felici. Siamo al top nel ranking mondiale e avendo 30 discipline diverse, dalla pesca alla fotografia subacquea, possiamo davvero definirci una famiglia. Abbiamo una cosa in comune: l’acqua. L’acqua è il nostro filo conduttore”. E’ un entusiasmo condiviso quello della Fipsas, che ha riempito l’Auditorium Parco della Musica di Roma con i suoi campioni e con la passione di un movimento in grande crescita. Quella guidata da Matteoli, infatti, non è soltanto una delle federazioni più vincenti dello sport italiano; pur non essendo tra quelle olimpiche, può fregiarsi dell’onore di avere in bacheca ben due Collari d’Oro grazie alle imprese di altrettanti campioni, la pluricampionessa di apnea Alessia Zecchini (nel 2018) e l’iridato di nuoto pinnato Stefano Figini (nel 2020).
All’evento “Azzurri Fipsas” – una kermesse inaugurata con l’Inno di Mameli che ha simbolicamente messo il sigillo sulle tante e meritate celebrazioni del 2021 dello sport italiano – hanno partecipato anche Silvia Salis, vice presidente del Coni, e Vito Cozzoli, presidente e amministratore delegato di Sport e Salute, che ha fatto i complimenti al presidente Matteoli “perchè ha interpretato benissimo lo spirito della riforma capendo che noi siamo al servizio dello sport”. La specialità più medagliata della Fipsas è la pesca di superficie, guidata da Antonio Fusconi, con ben 33 podi internazionali (9 primi posti, 18 secondi posti e 6 terzi posti), ma è notevole anche il risultato delle attività subacquee e nuoto pinnato, coordinate da Carlo Allegrini, che hanno chiuso il 2021 con 27 medaglie (7 ori, 9 argenti, 11 bronzi).
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Allegri “Ottimo lavoro sul mercato, Vlahovic top”
TORINO (ITALPRESS) – “La società ha fatto un ottimo lavoro, un ottimo mercato, sono arrivati due giocatori importanti. Vlahovic ha fatto molti gol, ha caratteristiche che non avevamo e ne avevamo bisogno, la società è stata molto brava a prenderlo: come centravanti, lui, Haaland e Mbappè sono i migliori in giro”. Così il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, alla vigilia del match con il Verona, il primo dopo le operazioni di mercato e gli arrivi dell’attaccante serbo e di Zakaria. “E’ un centrocampista molto bravo tecnicamente, ha un buon passaggio, un ragazzo intelligente, lui e Vlahovic si sono inseriti bene, vediamo se domani giocheranno – spiega Allegri -. Intanto voglio ringraziare Bentancur e Kulusevski per quello che hanno dato alla Juventus e per la disponibilità che mi hanno dato, gli auguro il meglio per la loro carriera. Tornando alle operazioni in entrata, l’arrivo di Vlahovic e Zakaria responsabilizza ancor di più ognuno di noi, ma l’obiettivo resta quello di arrivare tra le prime 4, inizia la seconda parte della stagione, la più importante, quella decisiva, dove abbiamo la possibilità di recuperare, da qui al 20 marzo si decide molto tra campionato, Coppa Italia e Champions”. Ipotizzare un tridente Morata-Vlahovic-Dybala non è facile, ma neanche impossibile. “Possono come non possono giocare insieme, se sono tutti e tre in campo devono correre, non bisogna mai perdere l’equilibrio di squadra”, taglia corto Allegri che si concentra sull’avversario di domani. “Il Verona sta facendo un ottimo campionato, Tudor sta portando avanti un grande lavoro e ricordo che nelle ultime 4 partite la Juventus non ha mai battuto l’Hellas. L’arrivo di Vlahovic e Zakaria ha creato un entusiasmo importante che va bene, ma il rischio di domani è quello di fare una partita fuori giro. Non è che possiamo pensare di spaccare tutto in 10 minuti, bisogna sempre tenere l’equilibrio, la forza di una grande squadra è comunque e sempre quella di avere equilibrio”. Detto che non si deve responsabilizzare più di tanto Vlahovic, Allegri ammette: “La società è stata brava ad anticipare i tempi, ha fatto un gran regalo a me e ai tifosi. La Juve lavora sempre per vincere e migliorare, lavora per costruire il futuro, ma adesso dobbiamo solo pensare a cosa fare in questi 4 mesi e a raggiungere l’obiettivo di arrivare tra le prime 4”, ha concluso.
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