ROMA (ITALPRESS) – “Dopo ieri, come Parlamento e come partiti e forze politiche, ci giochiamo la credibilità in base al modo attraverso il quale daremo seguito agli impegni contenuti nel discorso del presidente Mattarella. Li abbiamo applauditi con scroscianti e ripetute ovazioni. Se rimanessero lettera morta, la politica tutta perderebbe forza. Soprattutto meriterebbe il biasimo che spesso e da tempo serpeggia nella nostra società”.
Così, in un post su Facebook, il segretario del Pd Enrico Letta.
“Il mio appello è: troviamoci a discutere rapidamente dello strumento parlamentare più idoneo e decidiamo insieme le forme concrete con cui, nell’ultimo anno di legislatura, si può davvero dare attuazione alle sollecitazioni espresse in quello straordinario discorso”, ha aggiunto.
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Letta ai partiti “Attuare insieme le sollecitazioni di Mattarella”
Berlusconi “Draghi abbia tutto il tempo, serve stabilità”
MILANO (ITALPRESS) – “Ora sto bene. Sinceramente ho passato prove più dure. In questo caso si è trattato di un malessere fastidioso che i miei medici hanno ritenuto più prudente fosse trattato in ospedale. Tuttavia non mi ha mai impedito di seguire attivamente giorno per giorno questa difficile – e non bella – fase politica”. Così Silvio Berlusconi torna a parlare sul “Corriere della Sera” dopo settimane di riflessione, rinunce, scelte e malattia. E lo fa a tutto campo. Il presidente di Forza Italia poi afferma di non essere nè deluso nè amareggiato per non essere stato candidato al Quirinele. “Non ho nessun motivo di amarezza o di delusione semplicemente perchè sono stato io a decidere, dopo un’approfondita riflessione, di non accogliere la proposta che mi era stata avanzata da tante parti, dalle forze politiche del centrodestra, da singoli parla- mentari anche di altre aree politiche, da moltissimi cittadini, di essere indicato come candidato alla Presidenza della Repubblica” dice Berlusconi che poi spiega: “Ho rinunciato semplicemente perchè da due anni sto lavorando per l’unità politica e morale della Nazione in un momento di emergenza. Ho ritenuto fosse più utile all’Italia evitare che sul mio nome si consumassero polemiche o lacerazioni inopportune”. Il leader azzurro poi, conferma che non c’è nessuna mancanza di sintonia con il premier Draghi. “Tutt’altro che mancanza di sintonia, anzi è stato proprio il mio apprezzamento per il lavoro che il presidente Draghi sta svolgendo a Palazzo Chigi che mi ha indotto a ricercare soluzioni all’insegna della stabilità, che consentissero al governo di continuare ad operare serenamente”. Sulla decisione di sganciare FI da Lega e FdI sul l’elezione del capo dello Stato e convergere su Mattarella, aggiunge: “Per la verità, è del tutto normale che Forza Italia compia le sue scelte in piena libertà e autonomia: la coalizione di centrodestra non è un partito unico. I dirigenti di Forza Italia a Roma, in pieno accordo con me, hanno condotto con saggezza e prudenza una partita difficile, che si è con- clusa molto bene, nell’interesse degli italiani”. Sul discorso del capo dello Stato: “Le parole del presidente Mattarella alle Camere, sulla giustizia, sulla politica internazionale, sulla centralità del Parlamento, sulla difesa dei più deboli, sulla dignità delle persone stanno a dimostrare che abbiamo fatto la scelta giusta”. Berlusconi, quindi, afferma che non c’è nessuna divisione nel centrodestra: “I rapporti personali fra i leader del centrodestra non sono mai stati in discussione, anche nei momenti di dissenso”. “L’alleanza di centrodestra esiste perchè io l’ho resa possibile dal 1994. Non cambio certo idea oggi. Ma non cam bio neanche idea sul ruolo di Forza Italia che è quello della sola grande forza di centro liberale, cristiano, garantista, europeista. Un centro senza il quale non si vince e che deve avere un ruolo trainante”. Sulla possibilità di una federazione con i partiti centristi della coalizione, Berlusconi dice: “Sono favorevole a tutto ciò che può riunire i moderati, nel solco del Partito Popolare Europeo, di cui siamo orgogliosamente espressione in Italia. La storia di Renzi è diversa, un giorno forse deciderà dove vuole approdare”. Sulla riforma della legge elettorale rivista in senso proporzionale, afferma: “E’ una discussione astratta: in realtà mi pare difficile immaginare in questo Parlamento un percorso di modifica della legge elettorale. Nell’ultimo anno di legislatura il Paese ha ben altre priorità”. Sul possibile rapporto in futuro con partiti moderati del centrosinistra, magari lo stesso Pd, aggiunge: “Quando l’emergenza sarà superata, si dovrà tornare ad alleanze fra forze politiche omogenee. Così funziona una sana democrazia dell’alternanza, magari con rapporti più sereni e rispettosi fra le forze politiche. Ma quel momento non è ancora arrivato e Draghi deve avere tutto il tempo necessario per completare il suo lavoro”.
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Meloni “Bene passaggio Mattarella su giustizia”
ROMA (ITALPRESS) – “Considera la rielezione del presidente
Mattarella una forzatura, noi siamo stati l’unico partito a non
votarlo, ho condiviso alcuni passaggi del suo discorso ieri in
aula, come quelli sulle correnti sulla magistratura, ha
bacchettato il governo Draghi che continua a mortificare il
parlamento, con un record di decreti, tempi compressi”. Lo ha
detto la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ospite
di Radio 24. “Mi aspetto che ci sia un cambio di passo
significativo sulla sua attività” ha aggiunto “se ci sarà il
cambio di passo, glielo riconosceremo”. Sul passaggio fatto dal
presidente Mattarella sulla giustizia, Meloni ha riconosciuto: “
il richiamo è stato molto forte, un passaggio che Fdi ha
applaudito, ora mi auguro che il presidente Mattarella voglia
esercitare quel ruolo al vertice del Csm, il Italia serve una
giustizia giusta, io sono per il sorteggio per la nomina dei
membri del Csm, credo serva un cambio radicale”.
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Saviano ricorda Falcone e Borsellino, Drusilla conquista l’Ariston
SANREMO (ITALPRESS) – Il saluto e il ringraziamento fatto da Amadeus a Sergio Mattarella, che nel pomeriggio ha giurato come presidente della Repubblica per il suo secondo mandato, al quale è seguito l’applauso dell’Ariston. Il monologo di Roberto Saviano che, nel 30° anniversario ricorda le stragi di mafia di Capaci e via D’Amelio nel quale persero la vita Giovanni Falcone, Paolo Borsellino oltre a Francesca Morvillo e gli uomini e le donne della scorta. L’eleganza e la professionalità di Drusilla Foer, terza co-conduttrice accanto ad Amadeus. La musica di Cesare Cremonini alla sua “prima” sanremese direttamente da superospite che con un mini-concerto costruito ad hoc si guadagna una standing ovation. Il FantaSanremo imperante: leggasi i fiori consegnati ad Amadeus da Aka7even e Dargen D’Amico, per esempio. Ma, principalmente, la gara. Da stasera, e fino a sabato, il Festival di Sanremo prende il ritmo di una maratona: tutti i 25 cantanti in gara, infatti, eseguono le loro canzoni e il tempo per le chiacchiere non è molto. La corsa comincia con Giusy Ferreri, prima a salire sul palco, e si conclude a tarda notte con Noemi.
“Il silenzio favorisce la mafia e lascia da solo chi la combatte”, dice Saviano ricordando Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a trent’anni dalle stragi mafiose del 1992. “Delegittimati per coprirli di fango, ma il fango non è riuscito a sporcare il loro esempio”, aggiunge.
“Ogni volta che la società civile e la politica non si occupano di mafia creano un silenzio che finisce per favorire le mafie e ostacolare chi le contrasta”.
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Covid, Sileri “Con i vaccini e calo dei numeri green pass scomparirà”
ROMA (ITALPRESS) – “Credo che questa combinazione fra la variante Omicron e il fatto che agisca su una popolazione vaccinata consentirà una progressiva ripresa delle attività. E’ chiaro che prima calano i numeri, prima calano i decessi, prima sarà possibile rimodulare in senso meno restrittivo l’uso del green pass. Con il calo delle terapie intensive, avendo una larga parte della popolazione vaccinata e con il virus che circola in maniera trascurabile, il green pass ad un certo punto scomparirà. Quando, è difficile saperlo, ma il trend è quello”. A dirlo il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Dritto e rovescio su Rete4.
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“E’ stata la mano di Dio” di Sorrentino candidato agli Oscar inglesi
ROMA (ITALPRESS) – Il film di Paolo Sorrentino “E’ stata la mano di Dio” ha ricevuto due candidature ai British Academy Film Awards, gli Oscar inglesi. La pellicola è candidata per il miglior casting e il miglior film straniero. A ottenere il maggior numero di candidature ai Bafta, 11, è stato Dune di Denis Villeneuve.
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Nel 2019 meno partecipate pubbliche nell’industria e nei servizi
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2019 le unità economiche partecipate dal settore pubblico sono 8.175, il 3,9% in meno rispetto al 2018. E’ quanto emerge da un report dell’Istat. Nel 2019 le unità economiche partecipate dal settore pubblico impiegano 932.714 addetti. Rispetto al 2018 si registra una riduzione delle unità del 3,9% e un aumento degli addetti dello 0,9%. A diminuire di più (-5,6%) sono le unità con partecipazioni minoritarie, quelle con quote fino al 20%. Delle 8.175 unità economiche a partecipazione pubblica, 5.779 sono imprese attive operanti nei settori dell’industria e dei servizi, sulle quali si concentrano le analisi di seguito presentate. Queste unità rappresentano il 96% degli addetti delle unità partecipate (895.075 addetti). Rispetto al 2018 il numero diminuisce del 5% con un aumento degli addetti pari allo 0,9%. Sono quasi stabili le partecipate pubbliche degli altri sotto-insiemi, quali imprese agricole, istituzioni non profit e istituzioni pubbliche (+0,2%) che registrano però un aumento in termini di addetti del 2,3%.
Le partecipate non attive, che hanno comunque presentato una dichiarazione contabile o fiscale nel 2019, scendono ancora del 3,8%. La dimensione media delle 5.779 imprese attive partecipate, operanti nei settori tipici dell’economia di mercato dell’industria e dei servizi, è di 155 addetti, valore superiore rispetto a quello dell’anno precedente e che sale a 418 per le società per azioni. Nel 2019, il 31,5% delle partecipate è costituito con forma giuridica di società per azioni (84,9% degli addetti). Per il 63,2% delle imprese attive partecipate la quota di partecipazione è detenuta direttamente da una Amministrazione pubblica (partecipazione pubblica prossima); tali unità impiegano 602.108 addetti.
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Bce non cambia i tassi e conferma a marzo la fine del Piano pandemico
Il Consiglio direttivo della Bce, ha confermato le decisioni assunte nella riunione di politica monetaria dello scorso dicembre. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finchè non vedrà l’inflazione raggiungere il 2% ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in maniera durevole per il resto dell’orizzonte di proiezione, finchè non riterrà che i progressi conseguiti dall’inflazione di fondo siano sufficientemente avanzati da essere coerenti con lo stabilizzarsi dell’inflazione sul 2% nel medio periodo. Nel primo trimestre del 2022, il Consiglio direttivo condurrà gli acquisti netti di attività nell’ambito del PEPP (pandemic emergency purchase programme) a un ritmo inferiore rispetto al trimestre precedente. Interromperà gli acquisti netti alla fine di marzo 2022. Il Consiglio direttivo intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PEPP almeno sino alla fine del 2024. Gli acquisti netti mensili nel quadro del PAA saranno pari a 40 miliardi nel secondo trimestre del 2022 e a 30 miliardi nel terzo trimestre. A partire da ottobre, manterrà gli acquisti netti a un ritmo mensile di 20 miliardi, finchè necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei tassi di riferimento. Il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine.
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