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Intesa Sanpaolo, nuovo accordo con Mooney per i prelievi gratuiti

MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo amplia la possibilità per i propri clienti di prelevare gratuitamente su tutto il territorio nazionale, “in modo comodo e sicuro, presso i punti vendita abilitati della rete di prossimità Mooney, unica in Italia per diffusione e per gamma di servizi offerti ai cittadini, che affianca quella delle filiali e degli ATM del Gruppo bancario”, si legge in una nota.
Grazie al nuovo accordo, fino al 30 giugno 2025 è possibile prelevare gratuitamente fino a 250 euro al giorno per tutti i possessori di carte di debito fisiche emesse dal Gruppo Intesa Sanpaolo – Intesa Sanpaolo, isybank, Intesa Sanpaolo Private Banking e Fideuram – dotate dei circuiti Maestro, Mastercard, Visa e Visa Electron. Il servizio è disponibile presso tutti gli esercizi Mooney abilitati – tabacchi, bar ed edicole – esibendo la tessera sanitaria per consentire la lettura elettronica del codice fiscale.
Attraverso il network Mooney, i clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo possono contare su un maggior numero di attività aperte anche in orari prolungati, “presso le quali accedere in modo semplice, veloce e sicuro a un’ampia gamma di operazioni di pagamento, come bollette, ricariche di carte prepagate e telefoniche, e servizi come bonifici e MAV”.
L’elenco aggiornato degli esercizi convenzionati è disponibile sull’App Mooney e sui siti web mooney.it e intesasanpaolo.com.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Calenda “No al campo largo, serve un centro serio”

ROMA (ITALPRESS) – «L’unica compagnia a cui ha un senso unirsi è quella in cui ti dicono che cosa vogliono fare per l’Italia. Siccome in quella compagnia lì non c’è un singolo argomento su cui siano d’accordo, dalla Nato all’Ucraina, dal lavoro all’energia, a che cosa ci dovremmo unire? Che proposta è quella del campo largo per governare il Paese nella più difficile fase della storia dell’Occidente?». Così il leader di Azione, Carlo Calenda, in un’intervista al Corriere della Sera risponde a una domanda sul nuovo campo largo.
Per Calenda «questo Paese ha disperato bisogno di un’agenda di governo seria e responsabile e non se ne scorge traccia. A destra come a sinistra».
«La verità è che è tutto una presa in giro. E’ come la Partita del Cuore. Schlein che scherza con La Russa come fossero amiconi dopo che da mesi il Pd gli dà del fascista. E ancora, Renzi che fa della foto con Schlein l’incipit di un cambio di posizione politica che l’ha portato dal far votare La Russa e al dichiararsi erede di Berlusconi a zompare a piè pari e senza condizioni nel campo largo. E’ uno spettacolo, non è più politica. Diciamo la verità, le immagini di quella partita dicono che “il Re è nudo” – sottolinea l’ex ministro -. Ci fanno capire che gli allarmi democratici, le accuse di fascismo e comunismo sono tutte favole che servono a tenere buoni i cittadini. La verità è che il conflitto perenne è uno spettacolo che serve alla destra e alla sinistra per militarizzare gli elettori senza dover portare alcun risultato. Ma intanto hanno allontanato un elettore su due. Questo è l’unico pericolo democratico vero».
«Senza un centro repubblicano pragmatico e serio, questo Paese non regge – dice ancora il segretario di Azione -. Metà della sinistra e due terzi della destra non hanno votato la Commissione europea. Ma come si fa a stare insieme in Italia e uno contro l’altro in Europa? Poi uno dice che non contiamo nulla».

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Coesione, Fitto “Cronoprogrammi per usare al meglio le risorse”

ROMA (ITALPRESS) – “Quello del federalismo fiscale è un tema fondamentale per il nostro Paese. Il Governo fin dall’inizio ha mostrato una visione e scelte ben precise puntando l’attenzione sul raccordo tra i diversi fondi, da quelli del Pnrr a quello di sviluppo e coesione. La scelta del Governo è stata lungimirante se è vero che lo scorso luglio, nelle raccomandazioni che la Commissione europea ha inviato agli Stati membri, ce n’era una in particolare sulla necessità di sviluppare un coordinamento tra le risorse del Pnrr e quelle del Fondo di Coesione. Questo ha rappresentato una delle linee guida che il governo ha messo in campo”. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, nel corso di un’audizione in Commissione Parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, sulle tematiche relative allo stato di attuazione e alle prospettive del federalismo fiscale.
“Il governo può garantire il raggiungimento del target finale – ha aggiunto -, all’interno alla revisione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza abbiamo inserito sette nuove riforme, e una riguarda la politica di coesione con l’obiettivo di ridurre i divari e le sperequazioni tra le regioni”.
Il ministro Fitto ha spiegato: “Sul Fondo di sviluppo e coesione abbiamo messo in campo un meccanismo che ha portato alla definizione delle risorse con gli accordi con le Regioni. Viene inserita una novità molto importante: quella dei cronoprogrammi. Siamo partiti dal dato sulla spesa degli anni passati: in nove anni abbiamo visto che la percentuale di spesa è stata pari al 34% dei fondi disponibili. Al momento abbiamo sottoscritto 18 accordi, mancano tre regioni, Sardegna, Puglia e Campania, con la Sardegna abbiamo concordato un percorso, con la Regione Puglia siamo al lavoro e mi auguro si possa trovare una soluzione a breve, sono abbastanza fiducioso, stiamo definendo gli ultimi aspetti, con la Campania abbiamo già assegnato parte dei fondi. Con le Regioni – ha concluso – c’è un rapporto di collaborazione e una modalità nuova: ogni opera è accompagnata da un cronoprogramma, chiaramente abbiamo privilegiato il tema delle infrastrutture”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Napoli, crolla un ballatoio alle Vele di Scampia. 2 morti e 13 feriti. Manfredi “Indagine farà chiarezza”

NAPOLI (ITALPRESS) – La sera del 22 luglio, poco prima delle 22,30 nella Vela Celeste di Scampia a Napoli, a causa del crollo di un ballatoio di collegamento sono morte due persone. Si tratta di due adulti rimasti sotto le macerie, un uomo di 29 anni morto sul colpo e una donna di 35 anni deceduta all’arrivo in ospedale. Diversi i feriti, almeno 13 (sette dei quali sono bambini tra i due e gli otto anni che hanno riportato fratture e contusioni), alcuni in modo grave. L’edificio è stato evacuato. Il crollo si è verificato al terzo piano ha coinvolto nella caduta anche i ballatoi del secondo e del primo piano. I vigili del fuoco, dopo aver scavato tra le macerie, hanno completato l’evacuazione dei piani alti mentre sono in corso le verifiche di stabilità nella parte coinvolta dell’edificio. Sul fatto la Polizia ha aperto un’indagine.

Sono circa 300 su 800 gli sfollati di Scampia che la sera del 23 luglio possono tornare nelle rispettive abitazioni. A darne notizia il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, al termine di un incontro al Centro coordinamento soccorsi. “Da una verifica tecnica fatta in queste ore risulta che 66 alloggi possono essere già disponibili, mentre 31 sono totalmente inagibili” fa sapere Di Bari, che annuncia un monitoraggio complessivo di tutte le circa 100 abitazioni della Vela Celeste: per completare l’operazione serviranno 15 giorni. “In questo periodo, laddove vi sarà la possibilità, si farà rientrare le persone quanto prima” dice il prefetto che annuncia come per i 500 cittadini attualmente senza casa “sono state individuate 17 strutture che accoglieranno un totale di circa 300 persone. Per gli altri 200 si sta verificando la disponibilità di altre strutture alloggiative e il lavoro procede alacremente”.

“Al momento c’è un’indagine in corso che farà chiarezza sulle cause del crollo di Scampia. Una tragedia che testimonia quanto sia importante ed urgente il progetto che stiamo portando avanti di riqualificazione delle Vele e la realizzazione di nuovi alloggi sicuri e dignitosi”, scrive sui social il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. “Da questa notte – spiega l’inquilino di Palazzo San Giacomo – siamo al lavoro per far fronte a questa tragedia. I nostri tecnici ed assistenti sociali sono operativi e abbiamo predisposto soluzioni per accogliere le persone rimaste senza casa. Abbiamo apprezzato – prosegue Manfredi – la sincera vicinanza da parte del Presidente Mattarella. Noi come città ci stringiamo nel cordoglio per le vittime, ai cui funerali proclameremo il lutto cittadino, e nella speranza che
coloro che sono rimasti feriti, tra cui diversi bambini, possano rimettersi presto. Scampia – conclude il sindaco – non sarà lasciata sola”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo quanto si apprende, ha chiamato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, per esprimergli solidarietà per la città, per i familiari delle vittime, per i feriti e per coloro che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni in seguito al crollo.

Foto: Account X dei Vigili del Fuoco

 

Consulta “Sul terzo genere serve una legge”

ROMA (ITALPRESS) – La Corte costituzionale ha deciso le questioni di legittimità costituzionale promosse dal Tribunale di Bolzano in materia di rettificazione di attribuzione di sesso e ha dichiarato inammissibili le questioni sollevate nei confronti dell’art. 1 della legge n. 164 del 1982, nella parte in cui non prevede che la rettificazione possa determinare l’attribuzione di un genere “non binario” (nè maschile, nè femminile). Infatti, “l’eventuale introduzione di un terzo genere di stato civile avrebbe un impatto generale, che postula necessariamente un intervento legislativo di sistema, nei vari settori dell’ordinamento e per i numerosi istituti attualmente regolati con logica binaria”. La sentenza sottolinea al riguardo che “la caratterizzazione binaria (uomo-donna) informa, tra l’altro, il diritto di famiglia, del lavoro e dello sport, la disciplina dello stato civile e del prenome, la conformazione dei “luoghi di contatto” (carceri, ospedali e simili). La Corte rileva tuttavia che “la percezione dell’individuo di non appartenere nè al sesso femminile, nè a quello maschile – da cui nasce l’esigenza di essere riconosciuto in una identità “altra” – genera una situazione di disagio significativa rispetto al principio personalistico cui l’ordinamento costituzionale riconosce centralità (art. 2 Cost.)” e che, “nella misura in cui può indurre disparità di trattamento o compromettere il benessere psicofisico della persona, questa condizione può del pari sollevare un tema di rispetto della dignità sociale e di tutela della salute, alla luce degli artt. 3 e 32 Cost.”. “Tali considerazioni – conclude la Corte – unitamente alle indicazioni del diritto comparato e dell’Unione europea, pongono la condizione non binaria all’attenzione del legislatore, primo interprete della sensibilità sociale”.
La Corte ha poi dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 31, comma 4, del d.lgs. n. 150 del 2011, nella parte in cui prescrive l’autorizzazione del tribunale al trattamento medico-chirurgico anche qualora le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute siano ritenute dallo stesso tribunale sufficienti per l’accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso. La Corte ha infatti osservato che, potendo il percorso di transizione di genere “compiersi già mediante trattamenti ormonali e sostegno psicologico-comportamentale, quindi anche senza un intervento di adeguamento chirurgico”, la prescrizione dell’autorizzazione giudiziale di cui alla norma censurata denuncia una palese irragionevolezza, nella misura in cui sia relativa a un trattamento chirurgico che “avverrebbe comunque dopo la già disposta rettificazione”. In questi casi, il regime autorizzatorio, non essendo funzionale a determinare i presupposti della rettificazione, già verificatisi a prescindere dal trattamento chirurgico, viola l’art. 3 Cost., in quanto “non corrisponde più alla ratio legis”.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Pichetto firma il decreto per le imprese energivore

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, ha firmato il decreto Energy Release, il provvedimento che stabilisce un prezzo calmierato dell’energia elettrica come misura a supporto delle imprese energivore che realizzano nuova capacità di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili. “Variamo uno strumento per sostenere concretamente la transizione del nostro settore industriale verso le fonti energetiche rinnovabili”, ha dichiarato il Ministro. “Il decreto appena firmato garantirà alle aziende energivore, che rappresentano una parte essenziale del tessuto produttivo italiano, prezzi più contenuti per alleviare la spesa elettrica. Come Mase e come Governo abbiamo il dovere di continuare a costruire le basi per un contesto che sia il più possibile favorevole a chi fa impresa”, ha aggiunto.
Il decreto ministeriale stabilisce la cessione anticipata di energia elettrica a prezzi contenuti da parte del Gse alle imprese energivore. La messa a disposizione dell’energia elettrica avviene mediante contratti per differenza a due vie a fronte dell’impegno a realizzare nuova capacità di generazione green entro 40 mesi dalla sottoscrizione e a restituire l’energia anticipata su un orizzonte temporale di 20 anni ad un prezzo pari a quello di anticipazione. La nuova capacità è realizzata mediante nuovi impianti ovvero mediante il rifacimento di strutture esistenti, di potenza pari almeno a 200 kW. Il provvedimento prevede, inoltre, contributi fino a un massimale di 300 mila euro a copertura dei costi sostenuti dalle imprese per garantire il valore dell’energia anticipata.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Esaurita fontana di lava sull’Etna, verso graduale riapertura aeroporto Catania

CATANIA (ITALPRESS) – Diminuita fino ad esaurirsi l’attività stromboliana sull’Etna, si va verso una riapertura graduale dell’aeroporto di Catania.
La SAC, società di gestione dell’aeroporto etneo, comunica “la riapertura per fasi dello scalo in relazione alle attività di bonifica necessarie per l’agibilità delle infrastrutture”, dopo la chiusura disposta a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e della contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera.
“Le operazioni di volo – si legge in una nota – riprenderanno secondo il seguente schema: dalle ore 18.00 locali saranno ripristinate le sole partenze; dalle ore 20.00 locali saranno consentiti anche gli arrivi ma con una restrizione pari a 4 movimenti ogni ora; dalle ore 22.00 locali saranno ripristinate tutte le operazioni. Seguiranno nuovi aggiornamenti”.
Infatti, si è esaurita la fontana di lava sull’Etna che aveva prodotto getti di un’altezza di varie centinaia di metri, e una colonna eruttiva di circa 8 chilometri. Lo ha reso noto l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, evidenziando che dalle immagini della rete di videosorveglianza si osserva che la fontana di lava ha prodotto dei getti che, intorno alle ore 8:30, hanno raggiunto un’altezza di varie centinaia di metri e una colonna eruttiva che ha raggiunto un’altezza di circa 8 chilometri sul livello del mare,
disperdendosi inizialmente a Est Sud Est e ruotando dopo a Sud Sud Est. E’ stata segnalata ricaduta di materiale fine in località Rifugio Sapienza, Piano Vetore, contrada Milia, Nicolosi, Tremestieri Etneo e Catania.
L’attività di fontana è gradualmente diminuita fino ad esaurirsi, intorno alle 10:15. L’attività ha prodotto un piccolo trabocco lavico dall’orlo occidentale del cratere Bocca Nuova la cui lunghezza non è attualmente stimabile a causa della presenza di copertura nuvolosa.
Dal punto di vista sismico l’ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto i valori massimi tra le 04:30 e le 10:00. Successivamente si è osservato un decremento dei valori che, dopo qualche fluttuazione, ha raggiunto, intorno alle ore 13:30, la base del livello alto, dove attualmente permane con tendenza al decremento.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Webuild, via a 3 nuove talpe meccaniche su Napoli-Bari e Catania-Messina

APICE (BENEVENTO) (ITALPRESS) – Partiti in contemporanea i lavori di tre TBM, le grandi talpe meccaniche che scaveranno i nuovi tunnel delle linee ferroviarie ad alta velocità Napoli-Bari e ad alta capacità Catania-Messina realizzate da Webuild e commissionate da Rete Ferroviaria Italiana – RFI società capofila del Polo infrastrutture del Gruppo FS. A seguire l’inizio degli scavi, tra gli altri, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, il presidente RFI Dario Lo Bosco, l’amministratore delegato RFI Gianpiero Strisciuglio e l’amministratore delegato Webuild, Pietro Salini.
«Oggi è una giornata importante per il Sud Italia e per tutto il Paese – ha dichiarato Salini – perchè l’avvio di 3 TBM in contemporanea dimostra che è stata innestata una nuova marcia ed una nuova velocità anche in comunità e territori che negli ultimi anni non sono stati destinatari di ingenti investimenti in infrastrutture. La più grande iniezione di ottimismo per il Paese è realizzare infrastrutture moderne anche al sud, sfide tecnologiche che rappresentano allo stesso tempo rivoluzioni culturali. Il nostro compito oggi è realizzare queste opere e farlo bene, nel rispetto dei tempi, dei costi e della legalità, collaborando con le autorità e le forze dell’ordine, per essere benchmark di settore come lo siamo in tema di sicurezza sul lavoro. Questa è per noi la priorità assoluta. Siamo la società con il più basso numero di incidenti al mondo, e un risultato così straordinario si raggiunge solo credendoci ed investendoci impegno e risorse tutti i giorni. Il Gruppo Webuild lancerà a breve un museo virtuale delle infrastrutture che racchiude la storia del settore dagli inizi del 900 ad oggi, e l’aspetto più straordinario di questo immenso patrimonio storico e fotografico sono i volti delle persone. A far la differenza oggi sono i nuovi strumenti di cui disponiamo ma anche le competenze e la nostra fiducia nel futuro, grazie a tutte le donne e gli uomini che ci hanno preceduto», ha concluso.
Sulla Napoli-Bari la talpa battezzata “Futura”, con una testa fresante dal diametro di oltre 12 metri, ha iniziato ad Apice (BN) nel lotto Apice-Hirpinia lo scavo della galleria Rocchetta, lunga circa 6,4 km. In contemporanea, sulla tratta Orsara-Bovino, che si sviluppa in gran parte in territorio pugliese, è partito lo scavo della canna pari della galleria Orsara, di sviluppo complessivo pari a circa 10 km. Con una testa fresante di quasi 10 metri di diametro, la TBM “Marina” procederà a scavare dall’imbocco lato Bari. Grazie alla tecnologia del “continuous mining” di cui è dotata, i conci prefabbricati di rivestimento definitivo della galleria verranno posati contestualmente all’avanzamento dello scavo meccanizzato, velocizzando le attività.
I lavori del Gruppo Webuild sulla Napoli-Bari procedono in parallelo anche sugli altri lotti: sulla tratta Apice-Hirpinia va avanti lo scavo della galleria Grottaminarda, che ad oggi è stata realizzata per circa il 90% del tracciato, mentre sulla Napoli-Cancello proseguono in linea con le previsioni le attività di scavo della galleria Casalnuovo in condizioni iperbariche, tecnica innovativa e sostenibile utilizzata per la prima volta in Italia.
Sulla Orsara-Bovino per fine anno è previsto l’avvio dello scavo meccanizzato anche della canna dispari della galleria Orsara.
In totale, la futura linea tra Napoli e Bari avrà una lunghezza di 145 km e al termine dei lavori, previsti nel 2028, sarà possibile spostarsi tra le due città in 2 ore contro le circa 4 attuali.
In Sicilia, la talpa “Lucia” ha iniziato oggi a scavare in località Trappitello (ME) il binario dispari della galleria Taormina, lunga circa 6,1 km. Con una testa fresante di oltre 9 metri di diametro, anche questa TBM è dotata di componentistica ad alta efficienza e del sistema di “continuous mining”. A produrre i conci del rivestimento della galleria, è lo stabilimento ad alta innovazione tecnologica Webuild “Roboplant” di Belpasso. Nell’isola proseguono a pieno ritmo i lavori sulla direttrice Palermo-Catania-Messina, per cui Webuild nel complesso è oggi impegnata nella realizzazione di 7 progetti ferroviari per 200 chilometri di rete, con 175 km di gallerie.
L’intera infrastruttura consentirà a regime di ridurre i tempi di viaggio a 2 ore tra Catania e Palermo (60 minuti in meno rispetto ai tempi attuali) e a 45 minuti tra Messina e Catania (30 minuti in meno).
Il Gruppo Webuild, leader mondiale dello scavo in sotterraneo, è dotato di un parco di 58 TBM tra quelle in montaggio, ordinate e da ordinare per i progetti pianificati, di cui 15 sono già operative sui diversi cantieri nel mondo. In Italia, sono circa 40 le TBM previste complessivamente, di cui 31 al Sud, area del Paese in cui Webuild sta portando avanti 19 progetti che già oggi vedono impiegate 6.800 persone, tra diretti e di terzi, con il coinvolgimento di circa 4.300 aziende della filiera da inizio lavori. Nel solo 2024 sono state circa 850 le risorse assunte nei cantieri del Mezzogiorno.

– Foto ufficio stampa Webuild –

(ITALPRESS).

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