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Covid, 219.441 nuovi casi e 198 morti nelle ultime 24 ore in Italia

ROMA (ITALPRESS) – Superano i 200 mila i casi Covid nel Paese. Dai dati del ministero della Salute si evidenzia una crescita dei casi di coronavirus che raggiungono oggi il numero record di 219.441, in forte aumento rispetto ai 189.109, con 1.138.310 tamponi processati, e un tasso di positività che sale al 19,27%. Scendono i decessi a 198.I guariti sono 46.770, gli attualmente positivi vedono un aumento di 172.462 unità, toccando un totale di 1.593.579. Per quanto riguarda i ricoveri nei reparti ordinari, il numero dei degenti è di 13.827, sono 1.467 i pazienti in terapia intensiva (+39) e 177 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 1.578.285 persone. La Lombardia anche oggi è prima regione per numero di contagi (52.693), a seguire Emilia Romagna (38.528) e Veneto (18.129).
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Atalanta-Torino non si gioca, orobici in campo per una partitella

BERGAMO (ITALPRESS) – Una disfatta annunciata. Atalanta-Torino, in programma alle 16.30, non si è disputata a causa del blocco imposto alla compagine granata dall’ASL di competenza per via dei positivi riscontrati nei giorni scorsi. I padroni di casa si sono presentati regolarmente in campo visto che la Lega, durante il Consiglio straordinario ieri sera, ha deciso di non rinviare le gare della prima giornata di ritorno in programma oggi: i nerazzurri sono scesi sul terreno di gioco del Gewiss Stadium per effettuare una partitella in famiglia, con Gian Piero Gasperini a dirigere le operazioni in mezzo al campo. Un’occasione per non perdere il ritmo visto che anche la gara di Udine – coi friulani in isolamento dopo i positivi riscontrati nel gruppo squadra -, molto probabilmente non si giocherà. Il nuovo protocollo varato in mattinata potrebbe stravolgere ancora le regole, da capire se al fischio finale del signor Giacomelli il Giudice Sportivo opterà per il 3-0 a tavolino. Nonostante il caos che ha colpito la serie A, gli orobici si presenteranno comunque alla Dacia Arena domenica 9 gennaio alle ore 16.30 e scenderanno regolarmente in campo. L’unica novità emersa dall’undici contro undici in famiglia visto un’ora prima del tempo regolamentare riguarda Marco Sportiello, il portiere nerazzurro non è sceso in campo a causa della gastroenterite. Assenti anche Freuler (squalificato) e gli indisponibili Zapata, Gosens, Musso e Palomino. Fuori dai 22 anche Jeremie Boga, l’esterno disputerà la Coppa d’Africa con la Costa d’Avorio: manca ancora l’ufficialità, ma nei prossimi giorni la società annuncerà il primo colpo del mercato invernale. Domani pomeriggio ci sarà una seduta sempre al Centro Bortolotti, sempre a porte chiuse, in attesa di nuove indicazioni da parte del Governo e della Lega. Nel frattempo si chiude l’ennesimo capitolo di una giornata, la ventesima di serie A, scandita dal caos e dalle incertezze.
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Pari pirotecnico all’Olimpico, Lazio-Empoli 3-3

ROMA (ITALPRESS) – Fuochi d’artificio nel giorno della Befana allo stadio Olimpico, dove Lazio ed Empoli danno spettacolo con un bel 3-3, al ritorno dopo la sosta in una delle poche partite non fermate dal Covid nella 20ª giornata di Serie A. La squadra di Andreazzoli va a un passo dall’impresa, con l’uno-due firmato Bajrami e Zurkowski in avvio e il gol di Di Francesco nel finale, ma i biancocelesti rimontano due volte con Immobile nel primo tempo e la doppietta di Milinkovic-Savic nella ripresa. L’Empoli stordisce la Lazio passando immediatamente in vantaggio su calcio di rigore: fallo di Strakosha su Di Francesco, dal dischetto al 6′ Bajrami lo spiazza e segna lo 0-1. I toscani insistono e trovano subito il raddoppio, all’8′ Zurkowski spedisce in rete lo 0-2 sulla respinta corta di Luiz Felipe. I biancocelesti si svegliano all’improvviso, Immobile sale in cattedra e al 14′ riapre la partita avvitando di testa in rete l’1-2 su assist di Milinkovic-Savic. Scatta l’assalto al pareggio: Felipe Anderson centra pure la traversa alla mezzora. La Lazio riparte all’attacco nel secondo tempo, a far centro è Milinkovic-Savic al 65′ con un destro a giro che rimette in pari il risultato, su assist di Felipe Anderson. Gli uomini di Andreazzoli non mollano, sorprendono la difesa laziale e tornano in vantaggio al 75′ grazie alla rete di Di Francesco su suggerimento di Marchizza. Gara infinita, la Lazio aggancia di nuovo il pareggio con Patric al 78′, l’arbitro Giua impiega cinque minuti per valutare un tocco di mano: il gol viene annullato. Altro colpo di scena all’85’, calcio di rigore per il fallo di Luperto su Immobile: la punta però sbaglia dal dischetto l’occasione di chiudere in parità. Ci pensa allora Milinkovic-Savic al 93′ a vincere il duello aereo che chiude la gara sul 3-3. Un pareggio pirotecnico, la Lazio va a quota 32, l’Empoli è poco dietro a 28 punti.
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Doppietta di Caprari, il Verona passa 2-1 a La Spezia

LA SPEZIA (ITALPRESS) – Al “Picco” passa il Verona che con pieno merito supera 2-1 lo Spezia grazie a una doppietta firmata da Caprari; nel finale padroni di casa a segno con Erlic. I veneti, senza ben dieci giocatori positivi al Covid, entrano in campo con lo spirito giusto e fin dalle prime battute mostrano maggiore determinazione e qualità rispetto ai liguri. Comincia meglio il Verona costantemente oltre la linea del centrocampo avversario e insidioso soprattutto con le giocate di Lazovic; Lasagna, che al 15′ dopo un’azione personale conclude con il sinistro mandando d’un soffio a lato e con Ceccherini che però al 17′ da ottima posizione in area spara in curva. Lo Spezia, che appare un pò troppo precipitoso nell’impostazione, si fa vedere al 23′ con una accelerazione di Reca che una volta in area impegna severamente Pandur che gli chiude lo specchio. Al 33′ gialloblù vicini al gol con Lazovic che dopo un primo tentativo bloccato da Amian conclude ancora centrando la traversa. Nella ripresa sempre meglio il Verona che al 6′ si rende pericoloso con Lasagna e al 14′ sblocca il risultato con Caprari; l’attaccante, favorito da un rimpallo in area, supera di piatto Provedel. Lo Spezia prova a reagire e al 22′ Pandur è costretto ad opporsi a un insidioso tiro-cross dalla sinistra di Verde. Al 25′ il Verona raddoppia ancora con Caprari che, su assist di Lasagna, fa secco il portiere avversario con un grande esterno sinistro imparabile. Subito il secondo gol lo Spezia ha difficoltà a reagire, sembra quasi non crederci, ma al 40′ accorcia le distanze con Erlic abile a insaccare di testa sotto porta su calcio d’angolo. Al 42′ Lo Spezia resta in dieci per l’esulsione di Agudelo dopo un intervento scomposto su Depaoli.
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Sampdoria ko in casa, il Cagliari vince 2-1 in rimonta

GENOVA (ITALPRESS) – Il Cagliari ribalta la Sampdoria per 2-1 e torna a respirare con tre punti vitali in ottica salvezza. Seconda vittoria stagionale per la squadra di Mazzarri (ora a quota 13 punti) che nel secondo tempo beffa D’Aversa con Deiola e Pavoletti. Inutile ai fini del risultato l’ennesimo gol di Gabbiadini. Nella prima frazione il pallino del gioco è quasi sempre nei piedi dei giocatori di casa, ma sono i sardi a partire con il piede sull’acceleratore. A partire dall’occasione di Joao Pedro, che all’11’ calcia da posizione favorevole ma viene murato provvidenzialmente da un monumentale Yoshida. Proprio il giapponese, dall’altro lato del campo, risulta decisivo per il vantaggio della Samp: appoggio col petto dell’ex Southampton che va a liberare Gabbiadini, bravo a freddare Cragno al 18′ per la sesta rete consecutiva. Il Cagliari si nasconde dopo l’1-0, mentre Gabbiadini tenta il raddoppio al 31′ con un tiro fuori misura. L’unico che sembra poter garantire il guizzo tra gli ospiti è il solito Joao Pedro, che inventa a più riprese ma viene tradito spesso e volentieri dai propri compagni. Nella ripresa i rossoblù restano in partita e, complice l’uscita per infortunio di Yoshida, trovano in maniera inaspettata l’1-1 al 55′: ripartenza fulminea di Marin, palla per Deiola, il quale mette nel sacco il suo secondo sigillo stagionale (il primo al Milan a fine agosto) dopo il riflesso di Cragno. Lentamente la trama della gara si capovolge e gli uomini di Mazzarri ribaltano anche il risultato: Lykogiannis strozza il tiro che diventa un assist perfetto per Pavoletti, cinico a mettere in porta da pochi passi al 71′. La reazione finale blucerchiata va ad intermittenza e risulta insufficiente. Come se non bastasse Candreva si fa espellere per un colpo a gioco fermo nei confronti di Carboni e salterà il Napoli.
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Niente Bologna-Inter, triplice fischio dopo 45′

BOLOGNA (ITALPRESS) – Bologna-Inter non si gioca e al Dall’Ara l’arbitro Giovanni Ayroldi fischia tre volte negli spogliatoi. Dopo aver aspettato 45 minuti, come da regolamento, il direttore di gara della sezione di Molfetta ha fatto calare il sipario sulla mancata sfida tra rossoblù e nerazzurri, scesi comunque in campo (prima delle 12.30, orario in cui sarebbe iniziata la partita) per una sgambata con partitella a metà campo tra titolari e panchinari annunciati nella distinta. La squadra emiliana, invece, era stata posta da mercoledì in quarantena dall’Asl per un cluster tra i tesserati. “La quarta ondata del coronavirus ci ha presi in contropiede, una situazione da valutare molto difficile. Il rinvio ci avrebbe consentito una gestione migliore ma il calendario è compresso” ha detto Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter.
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Renzi “Chi vuole Draghi al Colle costruisca il Governo del dopo”

ROMA (ITALPRESS) – “I cittadini si aspettano di vaccinarsi velocemente e di convivere con il virus come siamo destinati a fare. Il quorum al primo scrutinio è arduo da raggiungere. L’elezione del capo dello Stato richiede intelligenza politica: Bersani nel 2013 bruciò Marini insistendo per riuscirci alla prima. Che sia eletto lunedì 24 o giovedì 27 cambia poco: deve starci sette anni, cosa vuole che siano tre giorni in più?”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, secondo cui “Meloni ha bisogno delle elezioni perchè ha iniziato il calo nei sondaggi. La crisi di Conte è conclamata e Di Maio aspetta solo le Amministrative di primavera per fargli le scarpe. Quanto a Letta, se non si vota deve fare il congresso e vincere le primarie, esercizio nel quale non ha grande esperienza. Loro vogliono il voto anticipato per esigenze personali. Io penso che invece le elezioni vadano fatte a fine pandemia e con il Pnrr impostato, nel 2023. Dopo di che Draghi sarebbe un perfetto presidente della Repubblica come è stato un perfetto premier. Se vogliamo mandarlo al Colle, tuttavia, serve la politica. Perchè l’arrivo di Draghi non è stata una sconfitta della politica ma un capolavoro della politica”.
“Nell’ultimo anno – sottolinea Renzi – ogni giorno sono stato fiero di aver combattuto con gli amici di Italia viva per mandare a casa Conte e portare Draghi. Persino chi ci odia dovrebbe dirci grazie: abbiamo salvato l’Italia. Non sono dunque titubante su Draghi, ma faccio politica. Draghi è un punto di forza di questo Paese. Se vogliamo mantenerlo a Palazzo Chigi gli va data massima agibilità politica. Se vogliamo che stia al Colle va costruita una maggioranza presidenziale, ma anche una maggioranza politica per il governo del dopo. Per farlo serve una iniziativa politica non tweet a caso”.
“Vediamo come evolverà il rapporto con i gruppi di Toti e Brugnaro – aggiunge -. Diciamo che senza di noi è difficile fare un presidente della Repubblica. Ma senza di noi è proprio impossibile fare un nuovo governo. Siamo i garanti della prosecuzione della legislatura fino a scadenza naturale”.
Alla domanda se un capo dello Stato di centrodestra per lui è un problema, risponde: “No. La domanda però è teorica, perchè mi sembra che i primi a non voler costruire consenso su un candidato di quest’area siano proprio i colleghi del centrodestra. Hanno i numeri ma non la strategia”. Ed in merito a Berlusconi, “non lo vedo da quando abbiamo rotto su Sergio Mattarella. Era il gennaio 2015, esattamente sette anni fa. Mai più visto. Non lo sento da agosto”. “Lui ci crede, pare – sottolinea Renzi -. Il resto del mondo ci crede molto meno”. E sui rapporti con Letta, “Enrico ci ha chiesto una mano per il collegio di Siena e gliela abbiamo data – dichiara Renzi -. Italia viva allora è stata decisiva. Dal giorno dopo Letta ci ha espulsi dal centrosinistra addossandoci la responsabilità del suo fallimento sulla legge Zan. Ma forse doveva solo creare le condizioni per far rientrare D’Alema, adesso è tutto più chiaro. Se abbandona il rancore e prova a fare politica sa dove trovarci. Quanto a Dario, è un professionista serio e rispettato. Fatico a trovare uno più diverso da me, ma gli riconosco lucidità. Avrà ancora grandi responsabilità istituzionali ma non so dirle quali”. “Non so – poi aggiunge – se io sono la malattia del Pd come dice D’Alema. L’importante è che, se io sono il malato, non mi curi il dottor D’Alema con le sue ricette e con i suoi ventilatori cinesi mal funzionanti, ma ben pagati dal commissario Arcuri. Torniamo alla politica, guardi, che è meglio. Se i riformisti del Pd vogliono D’Alema e considerano un male ciò che abbiamo fatto su tasse, industria 4.0, lavoro, sociale, diritti civili è un problema loro, non mio. In tutto il mondo la sinistra diventa riformista, solo da noi diventa dalemiana. D’Alema che rientra nel Pd spiega in un solo gesto perchè ha un senso Italia viva”.
Mentre sui rapporti con la Lega, “io e Salvini ci siamo sempre combattuti – spiega -. Continueremo a farlo. Se oggi lui non ha i pieni poteri lo deve alla mia mossa del cavallo del 2019. Dunque combattiamo contro ma lealmente. E sulla vicenda del Colle negare un ruolo al capo del centrodestra, che ad oggi è Salvini, significa vivere fuori dal mondo”.
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Papa “I Magi sfidano le logiche di potere”

ROMA (ITALPRESS) – “I Magi sfidano Erode. Ci insegnano che abbiamo bisogno di una fede coraggiosa, che non abbia paura di sfidare le logiche oscure del potere e diventi seme di giustizia e fraternità in società dove, ancora oggi, tanti Erode seminano morte e fanno strage di poveri e di innocenti, nell’indifferenza di molti”. Lo ha detto Papa Francesco, nell’omelia della messa dell’Epifania, sottolineando che la “fede non è un’armatura che ingessa ma un viaggio affascinante”. I magi insegnano che occorre “ascoltare le domande del cuore, della coscienza”, ha aggiunto il Pontefice.
(ITALPRESS).

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