ABU DHABI (EMIRATI ARABI) (ITALPRESS) – Max Verstappen si laurea per la prima volta in carriera campione del mondo di Formula 1 e lo fa nel modo più incredibile al termine del Gran Premio di Abu Dhabi. Il pilota della Red Bull sfrutta la Safety Car a cinque giri dalla fine e nell’ultimo giro, l’unico di gara regolare dopo il rientro ai box della Safety Car, e con le gomme più fresche, supera Lewis Hamilton vincendo a Yas Marina e precedendo il rivale per una questione di otto punti nel Mondiale. Epilogo leggendario in una stagione esaltante, ma non mancheranno le polemiche per la gestione della direzione di gara. La Mercedes si aggiudica invece il titolo costruttori. Soddisfazione per la Ferrari con il podio di Carlos Sainz, terzo davanti alle due AlphaTauri di Yuki Tsunoda e Pierre Gasly, quindi l’altra Mercedes di Valtteri Bottas e alle sue spalle Lando Norris, le due Alpine con Fernando Alonso ed Esteban Ocon e Charles Leclerc con l’altra Ferrari a chiudere la top-10.
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Verstappen vince ad Abu Dhabi ed è campione del mondo
Il Bologna si sveglia tardi, il Torino vince 2-1
TORINO (ITALPRESS) – Il Torino si aggiudica per 2-1 il lunch-match della domenica contro il Bologna, volando a quota 22 punti e mettendosi in una zona di classifica più tranquilla. Sanabria e un’autorete di Soumaoro (in collaborazione con Skorupski) tradiscono Mihajlovic. Inutile il penalty siglato da Orsolini nel finale per una versione decisamente sottotono degli emiliani. La prima fase di gara è priva di grosse chance, ma dal 15′ in poi sono i padroni di casa a prendere in mano le redini della contesa. Lo squillo di Lukic al 16′ (calcio di punizione di poco fuori) è un campanello d’allarme per i felsinei che subiscono la rete dello svantaggio una decina di minuti dopo: lo stesso Lukic, in grande spolvero, ruba palla a uno spento Skov Olsen e serve coi tempi giusti Sanabria, per il quale è un gioco da ragazzi battere un incolpevole Skorupski. Dal gol in poi, il primo tempo del Bologna è pressochè anonimo. In grande difficoltà in particolare Soumaoro, oltre a Theate che diventa anche il primo ammonito del match al 26′.
Di marca granata anche l’ultimo spicchio di frazione, che per poco non porta al raddoppio della squadra di Juric: agli sgoccioli del duplice fischio, solamente la traversa salva Mihajlovic dopo il tiro potente di un super Sanabria. Nella ripresa non cambia affatto la trama della gara. Un Bologna irriconoscibile continua a subire le sortite avversarie e Sanabria sfiora per almeno altre due volte il possibile 2-0.
Alla fine il 2-0, più che meritato, arriva al minuto 69′: ennesima azione personale di Lukic, pallone in mezzo per Pobega e tiro di prima che alla fine inganna Soumaoro (autogol fortuito). Nel finale gli ospiti accorciano le distanze su rigore con il neo-entrato Orsolini al 79′, ma non riescono ad agguantare il pareggio nonostante un intenso arrembaggio. Toro che con questi tre punti sale a -2 dal Bologna.
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Giorgia Meloni chiude Atreju “Definirsi conservatori è rivoluzionario”
ROMA (ITALPRESS) – Nell’ultima giornata di Atreju 2021, è Giorgia Meloni a chiudere la manifestazione dal palco in Piazza Risorgimento, a Roma, del ‘Natale dei Conservatorì. “Non c’è niente di più rivoluzionario di definirsi tali, di opporsi alla dittatura di chi ci vuole tutti uguali”, esordisce la leader di Fratelli d’Italia prima di toccare diversi temi, a partire dalla situazione attuale in Italia. “Draghi dice che si possono mantenere strutture anche senza prorogare stato d’emergenza. Allora si può fare, proprio come dicevamo noi. La verità è che la sinistra ha usato dall’inizio questa pandemia per limitare le libertà degli italiani – dice Meloni, che non risparmia altre frecciate -. Intendiamo lavorare alla madre di tutte le riforme: uscire da pantano di Repubblica parlamentare ed entrare in quella presidenziale. Non mi stupisce che da questo palco si sia detto contrario Conte, con l’elezione diretta il Capo del governo non l’avrebbe fatto. E non mi stupisce che si sia detto contrario il PD che è al governo da dieci anni senza elezioni. Ma la pacchia è finita, il centrodestra ha i numeri per essere determinante: vogliamo un presidente della Repubblica patriota che faccia interessi della nazione e non quello del PD”. E ancora: “Con la sinistra al governo, Palazzo Chigi è ufficio Stampa dell’Eliseo: Enrico Letta è il Rocco Casalino di Macron – sottolinea, prima di scagliarsi contro alcuni ministri – “Speranza e Lamorgese in uno Stato normale sarebbero a casa da un pezzo”. Meloni ha ribadito la necessità di guardare al futuro ma ammonisce il Premier: “Vorrei dire a Draghi che è stato incaricato con la responsabilità di portare a terra il Pnrr, segnalo che siete in ritardo. Le risorse sono a debito, non possiamo permetterci di indebitare ancora di più i nostri figli così come di non farle gestire da società straniere, qui non ci mancano le competenze. Avete avuto maggioranza, risorse e poteri mai visti prima, sia chiaro che dall’opposizione noi non facciamo sconti”. E sempre a proposito dell’identità nazionale, la leader di FdI ribadisce che “In un anno abbiamo perso 300 mila persone, gli italiani sono un popolo rassegnati all’estinzione. Ragione per la quale uno dei principali punti del programma di FdI è un piano di incentivo alla natalità, per cui continuiamo a difendere la famiglia naturale dal delirio ideologico di chi vuole cancellarla. I figli non sono oggetti da comprare al supermercato e poi magari abbandonarli quando non ci divertono più. Combattere la discriminazione contro gli omosessuali non c’entra niente col combattere l’identità ideologica. Se cancelliamo tutto azzeriamo i diritti delle donne”. Infine, prima dei saluti, Meloni fissa l’obiettivo: “Anche per noi è arrivato il momento di essere più inclusivi, per dare voce a chi non si rassegna al declino di questa nazione”.
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Festa Italia a St. Moritz, Brignone vince il Super-G. Curtoni 2^
SAINT MORITZ (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Federica Brignone trionfa nel secondo Super-G di St. Moritz, tappa valevole per la Coppa del Mondo femminile di sci alpino 2021/22. L’azzurra stacca di soli 11 centesimi la connazionale Elena Curtoni e diventa la più vincente di sempre per il tricolore in rosa a quota 17 successi, superando Deborah Compagnoni. Completa il podio l’americana Mikaela Shiffrin (+0″43), mentre la padrona di casa Lara Gut-Behrami esce di pista senza gravi conseguenze fisiche. In top-10 c’è anche Sofia Goggia, seconda ieri, con il sesto tempo (+0″75), oltre a Marta Bassino (ottava) e Francesca Marsaglia (nona). Da segnalare anche il quindicesimo crono di Nicol Delago, il diciannovesimo di Karoline Pichler e il ventisettesimo di Nadia Delago, mentre non è arrivata al traguardo Roberta Melesi.
“Ho avuto tanto vento a favore e probabilmente mi ha aiutato, sono stata fortunata ma sto sciando veramente bene in questo periodo – commenta Brignone ai microfoni di Rai Sport -. Ieri non ero contenta di ciò che avevo fatto, mentre oggi ho dato tutto, anche se non pensavo di aver fatto il mio massimo. Sono venuti a supportarmi quelli del mio fan club e mi hanno portato fortuna. Il record di vittorie di Compagnoni? Fa impressione averlo battuto, spero di farne altri di primati. Ma non sono l’unica italiana che può vincere ancora tanto”.
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Dopo Sofia Roma all’esame Spezia, Mourinho “Qui sono felice”
ROMA (ITALPRESS) – Dopo il primo posto del girone di Conference League conquistato a Sofia e che permette ai suoi di accedere direttamente agli ottavi, Josè Mourinho vuole risposte dalla sua Roma anche in campionato, dove ad attenderlo c’è lo Spezia di Thiago Motta, “uno dei suoi ragazzi” del Triplete: “Come Chivu e Stankovic, a volte sono preoccupato per loro perchè hanno scelto una vita dura – scherza Mourinho nella conferenza stampa della vigilia del match di lunedì sera – Ora sarà diverso perchè con Thiago siamo avversari, l’ho conosciuto nelle giovanili del Barcellona, ho bei ricordi”. Da Sofia la Roma torna col primo posto del gruppo, ma anche con un Borja Mayoral ritrovato, con tanto di gol di tacco: “Può essere un’opzione con Abraham – aggiunge Mourinho – Hanno giocato bene, sono contento per i gol e per la loro autostima, perchè per un attaccante spesso non è sufficiente giocare bene. Ma possono giocare anche Shomurodov e Felix che è convocabile”.
Si va verso la conferma del 3-5-2 (“Mi piace giocare a tre, non a cinque”) a causa dei tanti infortuni come quelli di Pellegrini, Spinazzola ed El Shaarawy e in attesa del mercato di gennaio: “Se sarà possibile, faremo qualcosa – ammette il tecnico – Ma ‘qualcosà non è un investimento pazzesco, ma solo un modo per dare equilibrio alla rosa. Siamo in tre: proprietà, direttore, allenatore e siamo tutti sulla stessa rotta, non c’è divergenza. Dobbiamo migliorare in 2-3 posizioni”.
Poche le alternative in rosa, soprattutto sulle corsie laterali dove Vina e Karsdorp hanno il solo Calafiori come sostituto naturale. “Vorrei avere anche io la possibilità di Simone Inzaghi che si gira e vede Vidal, Lautaro, Darmian e Ranocchia – aggiunge Mou, tornando sul 3-0 subito contro i nerazzurri in casa – Ma sono contento di lavorare in questo contesto. Mi piacerebbe lottare per altri obiettivi ma sono felice di stare nella Roma in un progetto che è diverso da quelli che ho sempre avuto nella mia carriera”.
E c’è spazio anche per una stilettata al sistema giovanile del calcio italiano: “Il campionato primavera ha un livello molto basso, non prepara i giocatori per entrare direttamente in Serie A. Abbiamo giovani di talento, che devono imparare. Con i ragazzi giovani possiamo solo lavorare e accettare gli errori come parte del processo di crescita”.
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Covid, Fedriga “Non serve proroga stato d’emergenza”
ROMA (ITALPRESS) – “Non è necessario. Abbiamo la possibilità di legiferare anche con decreti d’urgenza su temi specifici e su questo si può lavorare: se servono delle misure ad hoc – personale sanitario aggiuntivo con gli specializzandi o sostegni per le Rsa – possiamo prendere dei provvedimenti mirati svincolati dallo stato di emergenza”. Lo ha detto, in un’intervista al quotidiano La Stampa, il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, parlando dell’ipotesi di una proroga dello stato di emergenza oltre il 31 dicembre. Alla domanda se serviranno restrizioni ad hoc per Natale ha aggiunto: “No, il governo ha appena fatto un decreto e non è che possiamo fare decreti su decreti. Penso che il Super Green Pass aiuti moltissimo dal punto di vista sanitario ma anche dal punto di vista economico. Permette alle realtà produttive, in particolare al settore del turismo invernale che lo scorso anno è stato massacrato, di tenere aperto e di lavorare comunque con vaccinati e guariti”. Farà vaccinare i suoi figli? “Sì certo – dice Fedriga – il grande che ha 7 anni farà il vaccino, anche perchè è asmatico. E’ vero che fortunatamente la malattia grave nei bambini è molto meno presente rispetto agli adulti, ma purtroppo non è assente. Proteggerli e proteggere la comunità è importante”.
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Crolla palazzina dopo esplosione a Ravanusa, 3 morti. Si cercano ancora i dispersi
RAVANUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – Pesante il bilancio del crollo della palazzina a Ravanusa in provincia di Agrigento. Sono tre al momento – i corpi senza vita estratti da sotto le macerie in via Galilei dopo l’esplosione ieri sera intorno alle 20.30 che ha provocato il crollo di una palazzina di quattro piani. Il corpo senza vita di una quarta persona di cui inizialmente la Protezione Civile aveva dato notizia, in realtà non è stato ancora trovato. Numeri in costante aggiornamento. Si cercano intanto le persone che risultano disperse, mentre due donne sono state estratte vive: Giuseppa Montana e Rosa Carmina, sono state tratte in salvo e trasportate all’ospedale di Licata. In campo forze dell’ordine, Protezione Civile, vigili del fuoco, Croce Rossa e associazioni di volontariato con la macchina della solidarietà che si è messa subito in moto. Sono almeno 50 le persone sfollate e tra loro diversi anziani. In mattinata, è atteso l’arrivo sul luogo dell’esplosione del procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio. La Procura ha aperto un’inchiesta contro ignoti per disastro colposo: alla base dell’esplosione che ha causato crolli, morte e devastazione, non è escluso ci possa essere lo scoppio di un tubo di un metanodotto. La Italgas, società che si occupa della distribuzione del gas, ha provveduto a mettere in sicurezza l’intera area. A Ravanusa – dove è previsto un vertice in Municipio – è arrivato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Intanto, il capo della Protezione Civile nazionale Fabrizio Curcio e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Guido Parisi sono partiti per Ravanusa, sono in viaggio diretti nel luogo della tragedia.
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Ibra risponde a Beto, fra Udinese e Milan finisce 1-1
UDINE (ITALPRESS) – L’Udinese alla sua prima gara con Cioffi capo allenatore sfiora l’impresa di fermare la capolista Milan, che solo nel recupero dopo il 90′ acciuffa il pari alla Dacia Arena replicando con Ibrahimovic all’iniziale vantaggio di Beto. I bianconeri muovono la classifica portando a casa l’ottavo pareggio stagionale, il Diavolo interrompe invece la striscia aperta di due vittorie.
Molto palleggio per la squadra di Pioli in avvio di match, ma l’Udinese non sta a guardare e prova a sfondare la linea con Deulofeu, il più attivo dei suoi a cercare la porta. Il gol del vantaggio bianconero, giunto poco dopo il quarto d’ora, deriva da un errore a centrocampo di Bennacer: Arslan ne approfitta recuperando palla e servendo Beto che si distende in contropiede e ribatte in rete dopo una prima conclusione respinta da Maignan.
Il Milan prova a reagire cercando gli inserimenti di un Ibrahimovic su cui la difesa friulana fa buona guardia, dal canto loro i padroni di casa attendono il momento giusto per colpire in ripartenza. Prima dell’intervallo l’insistente possesso palla dei rossoneri (72%) porta ai primi veri pericoli per la porta difesa da Silvestri: Ibrahimovic ricama prima per Brahim Diaz che calcia fuori, poi per Hernandez che fa centro ma scatta da posizione di off-side.
Al rientro dagli spogliatoi Pioli si gioca le carte Kessiè e Tonali per ridare equilibrio a un centrocampo che nei primi 45′ aveva peccato di eccessive sbavature. Dentro anche Messias per un opaco Krunic. Ci si aspetta un assedio rossonero, ma l’Udinese riesce a mantenere equilibrio tra le due fasi. Ci provano Ibrahimovic da un lato e Molina dall’altro, entrambi senza inquadrare lo specchio, mentre Cioffi mette mano ai cambi mantenendo inalterato l’assetto tattico. La pressione degli ospiti aumenta decisamente nei minuti conclusivi e sfocia nella rete di Ibrahimovic, che risolve una situazione convulsa in area mettendo a segno il primo tiro in porta rossonero della partita. Nervosismo alle stelle nel finale, con l’espulsione di Success.
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