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Università, Messa “Problema valorizzazione dei nostri laureati”

COURMAYEUR (ITALPRESS) – “Il problema maggiore è la valorizzazione dei nostri laureati. Stiamo cercando di lavorare insieme all’industria per iniziare a colmare questo gap di competenze, e poi sto chiedendo al mondo del lavoro di valorizzare sia nel privato che nel pubblico. Ci sono concorsi nella PA che a volte vanno deserti nelle materie Stem”. Queste le parole di Maria Cristina Messa, ministro dell’università e della ricerca, a ‘Live in Courmayeur’ a Sky TG24. E sulle differenze dell’Università sul territorio italiano assicura che “Il 40% dei fondi del Pnrr andranno al Sud, in gran parte per ridurre il gap”. Sul test d’ingresso a Medicina la ministra aggiunge: “invece di aver un giorno all’anno e basta, fare un percorso che parta da orientamento, autovalutazione dal quarto anno delle superiori e un test che non riguardi solo la conoscenza, credo possa essere più accettabile. E’ chiaro che con 70 mila domande, tanti giovani bravissimi possono restare esclusi”. “Studiare all’estero fa crescere moltissimo, poi la decisione di restare in Italia o meno è legata alle opportunità ed è qualcosa su cui lavoriamo forte – spiega in risposta a un’altra questione – In realtà abbiamo un aumento delle iscrizioni negli ultimi anni e nei corsi più gettonati abbiamo dovuto mettere il numero programmato. Il nostro punto di forza è quello di avere una formazione teorica molto trasversale e non troppo specialistica. L’altro lato della medaglia è che può sembrare lontano dal mondo della professione e dall’introduzione della tecnologia”.
(ITALPRESS).

Ghirelli “Da riforma campionati passa la sostenibilità del calcio”

PALERMO (ITALPRESS) – “La riforma dei campionati è l’occasione imperdibile per dare una mano al calcio italiano e dare sostenibilità ai nostri club”. Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, non arretra di un millimetro: quello della riforma è un tema che da sempre lo ha visto in prima linea, e non solo per il bene della sua serie C. “Il calcio italiano non ha mai ragionato a sistema ed è per questo che abbiamo bisogno della riforma dei campionati: è ragionando a sistema che il calcio italiano può tornare a essere competitivo a livello europeo e internazionale – è la premessa di Ghirelli, ospite nella sede palermitana dell’Agenzia Italpress – Deve esserci un’architettura precisa, in cui ogni campionato abbia la propria mission. La Premier League, per esempio, ha deciso di finanziare le leghe sottostanti acquisendo la leadership del processo e noi abbiamo bisogno che la serie A faccia altrettanto. In un’ottica di sistema per esempio, essendo noi i formatori degli arbitri, la Var servirebbe più in C che in A: gli errori da noi sono maggiori perchè sono giovani in formazione e servirebbe come strumento educativo per migliorarli rapidamente in vista di serie B e serie A. Se la serie A non capisce questo discorso, il problema è serio”. Quello del calcio italiano è un “problema di sostenibilità, di regole, di eliminare certe distorsioni. E di rendere coerente anche il progetto di mister Mancini che ha vinto con una squadra di giovani: nessun campionato italiano risponde a quel progetto, da qui la difficoltà del calcio italiano di reggere il livello raggiunto da Mancini”. Ghirelli non ne fa una questione numerica perchè “siamo l’unica Lega che ha fatto un’autoriforma tagliando un terzo dei suoi club, da 90 a 60, ma non abbiamo risolto i problemi che avevamo perchè c’è un problema di sistema. La domanda di fondo è: serve la serie C? Se deve servire a scimmiottare la serie A o la serie B, bisogna scioglierla – le sue parole all’Italpress – Se serve ad avere un forte collegamento territoriale sul sociale, a formare i giovani talenti italiani, e intendo non solo calciatori ma anche allenatori, arbitri, dirigenti, medici, allora è una palestra e serve un investimento materiale, cioè infrastrutture sportive, e immateriale, ovvero allenatori, preparatori atletici, scienziati dell’alimentazione, quelli che sanno come lavorare con i giovani. E bisogna farli giocare, divertirsi, dargli la possibilità di crescere”. Ma la sostenibilità del calcio italiano passa anche dai fondi del Pnrr (“abbiamo un’occasione irripetibile per rigenerare gli stadi o in alcuni casi rifarli completamente”) e soprattutto “dalla qualità e formazione dei dirigenti: bisogna trasformare i club in imprese e per farlo bisogna mettere alla testa dei club, nei punti chiave, professionalità elevate. E’ la priorità delle priorità”, sottolinea Ghirelli all’Italpress.
(ITALPRESS).

Cgia, vola spesa pubblica e quest’anno “sfonda” quota mille mld di euro

MESTRE (VENEZIA) (ITALPRESS) – Quest’anno la spesa pubblica italiana “sfonda” quota mille miliardi di euro. Per tenere aperti gli uffici, per pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici, le pensioni e per erogare i servizi di natura pubblica (sanità, sicurezza, scuola, trasporti, etc.), lo Stato spende per gli italiani quasi 3 miliardi di euro al giorno. A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA. Una cifra gigantesca che, come era prevedibile, è aumentata anche a seguito delle importanti misure messe in campo per il 2021 dai Governi Conte bis e Draghi. Provvedimenti che si sono resi indispensabili per fronteggiare gli effetti negativi imposti dalla crisi pandemica. Rispetto al 2020, infatti, quest’anno le uscite complessive dello Stato sono aumentate di oltre 56 miliardi di euro (154,2 milioni al giorno in più rispetto al 2020). Intendiamoci, una spesa pubblica importante, per mitigare gli effetti di una crisi economica e sociale mai vissuta negli ultimi 75 anni, non costituisce un problema, anzi. Nel momento della difficoltà nessuno può essere lasciato indietro e lo Stato ha l’obbligo di mettere in campo tutte le misure necessarie per tutelare soprattutto le fasce sociali più deboli.
I mille miliardi di spesa pubblica che usciranno nel 2021 dalle casse pubbliche sono un importo di oltre 4 volte superiore a quanto saremo chiamati a spendere nei prossimi 5 anni con i soldi messi a disposizione dal PNRR che, ricordiamo, ammontano a circa 235 miliardi di euro. Intendiamoci: nessuno mette in discussione l’importanza e l’utilità delle risorse straordinarie che saremo chiamati ad investire nei prossimi anni. Ci mancherebbe. Tuttavia, vorremmo che il dibattito che si è aperto in questi ultimi mesi sulla necessità di spendere presto e bene queste risorse europee fosse sempre vivo. Una spesa, quella pubblica, che per quasi 900 miliardi è di parte corrente e viene utilizzata, in particolar modo, per liquidare gli stipendi dei dipendenti del pubblico impiego, per consentire i consumi della macchina pubblica e per pagare le prestazioni sociali. L’assalto alla diligenza che abbiamo assistito in questi giorni in Parlamento con la presentazione di migliaia e migliaia di emendamenti alla legge di Bilancio, non lascia presagire nulla di buono. Il pericolo che nel 2022 la spesa pubblica superi abbondantemente i mille miliardi toccati quest’anno è molto plausibile.
(ITALPRESS).

Sangalli “Per consumi a Natale rilanciare fiducia con taglio tasse”

ROMA (ITALPRESS) – Dicembre si conferma il mese più importante dell’anno per i consumi (quest’anno circa 110 miliardi di euro di spesa complessiva, 10 in meno rispetto al 2019), ma il clima di fiducia delle famiglie in calo, la forte ripresa dell’inflazione e i rincari delle bollette rischiano di ridurre la quota di tredicesima tradizionalmente destinata alla spesa per i regali di Natale che quest’anno si confermerà intorno ai 160 euro pro capite sostanzialmente in linea con lo scorso anno. Tuttavia, considerando anche i consumi di chi non beneficia di questo emolumento, cioè l’area del lavoro autonomo, complessivamente la spesa media per famiglia a dicembre – inclusi affitti, bollette e utenze – si attesta a 1.645 euro, lo 0,5% in più rispetto all’anno scorso, ma ancora molto al di sotto rispetto al 2019 (-7,5%). Questi, in sintesi, i principali risultati dell’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio su tredicesime e consumi di dicembre. “La crescita dei consumi a Natale rischia di essere fenata dai timori per la pandemia, dall’inflazione e dai costi dei consumi obbligati. Per rilanciare la fiducia occorre accelerare il previsto taglio delle tasse, a cominciare da Irpef e oneri contributivi a carico delle imprese”. Il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commenta l’analisi dell’Ufficio Studi della Confederazione.
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Fitch Ratings aggiorna l’Italia a “BBB”, outlook stabile

FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – Fitch Ratings ha aggiornato il rating di default dell’emittente di valuta estera a lungo termine (IDR) dell’Italia a “BBB” da “BBB-“. La prospettiva è stabile. Fitch prevede che l’economia italiana crescerà di un robusto 6,2% nel 2021, più velocemente di quanto previsto in precedenza. La crescita economica trimestrale è stata del 2,7% e del 2,6% rispettivamente nel secondo e nel terzo trimestre, ben al di sopra dell’intera zona euro. Ci aspettiamo che il PIL raggiunga il livello pre-pandemia nel primo trimestre del 2022, solo due anni dopo il 18% colpito dallo shock pandemico nel primo anno. Il contrasto di questa performance con i recuperi incompleti e significativamente più deboli a seguito della crisi finanziaria globale e del debito della zona euro evidenzia il successo del sostegno politico fornito da marzo 2020. Prevede una crescita del PIL del 4,3% nel 2022, in parte a causa dei forti effetti di trascinamento dopo la riapertura dell’economia a metà del 2021, e del 2,3% nel 2023. Elevati tassi di vaccinazione, elevati livelli di risparmio del settore privato e utilizzo di I fondi dell’UE sosterranno le dinamiche di crescita. In particolare, prevediamo che la crescita sarà sostenuta da un sostanziale aumento degli investimenti pubblici e privati. Finora quest’anno, l’economia italiana si è dimostrata abbastanza resistente alle interruzioni dell’offerta globale e prevediamo che ciò continuerà. L’alto tasso di vaccinazione e la vaccinazione obbligatoria dei dipendenti dovrebbero mitigare l’impatto economico dell’ultima ondata di pandemia
L’Italia ha iniziato a ricevere i fondi Next Generation EU (NGEU). Il Recovery and Resilience Plan (RRP) del governo prevede un totale di 191 miliardi di euro di investimenti (9,6% del PIL) dal 2021 al 2026, utilizzando sia la componente sovvenzione che quella di prestito dei fondi NGEU. Il raggiungimento di effetti duraturi di crescita oltre lo stimolo agli investimenti a breve termine dipenderà dalla capacità istituzionale dell’Italia di utilizzare efficacemente i fondi e dalla capacità del governo di attuare riforme mirate. Alla luce della recente forte performance, siamo più fiduciosi che il forte e rapido rimbalzo economico e la spesa NGEU controbilanceranno qualsiasi “cicatrice” dalla pandemia, e quindi abbiamo rivisto la stima per la crescita potenziale a medio termine allo 0,6% rispetto allo 0,4% dell’ultima revisione del rating nel giugno 2021 e alla stima dello 0,5% utilizzata prima della pandemia. Le stime dei fattori di crescita sottostanti sono particolarmente incerte, dato il grande shock economico strutturale. La chiusura dell’output gap negativo implica tassi di crescita potenziali superiori almeno fino al 2025 nel nostro scenario di base
Il forte rimbalzo economico dell’Italia sta migliorando i risultati fiscali. Abbiamo rivisto al ribasso la nostra previsione per il disavanzo pubblico del 2021 all’8,9% del PIL dall’11,4% dell’ultima revisione del rating. Ciò implica che il disavanzo di bilancio ha già iniziato a diminuire dal suo picco del 9,6% del PIL nel 2020. Le solide entrate fiscali riflettono anche il miglioramento della conformità fiscale. Prevediamo un deficit di bilancio del 5,5% del PIL nel 2022 e del 4,5% nel 2023, trainato principalmente dalla scadenza delle misure di sostegno alla pandemia e dalla forte crescita delle entrate fiscali. Il rapporto tra debito pubblico lordo (GGGD) e PIL probabilmente scenderà al di sotto del 154% del PIL entro la fine del 2021 dal picco del 155,6% alla fine del 2020 e rispetto all’attuale mediana “BBB” del 54% del PIL. Le nostre simulazioni sulla sostenibilità del debito indicano che il rapporto tra GGGD e PIL scenderà a circa il 150% del PIL entro il 2025. Non prevediamo più un aumento del debito pubblico a causa dei programmi di garanzia del credito, poichè gli assorbimenti sono ben al di sotto del massimo di 600 miliardi di EUR e il forte il rimbalzo economico mitiga ulteriormente i rischi di passività potenziali. Nel complesso, il bilancio dei rischi per l’economia, le finanze pubbliche e il settore bancario è migliorato da quando Fitch ha declassato l’Italia a “BBB-” nell’aprile 2020 al culmine dell’incertezza sull’impatto della pandemia. Ciò è stato anche sostenuto dalla forte risposta politica della BCE sotto forma del Programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) e dell’UE sotto forma di NGEU.
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Montagna, Garavaglia “I protocolli servono per non chiudere”

ROMA (ITALPRESS) – “I protocolli ci consentono di tenere aperto e far girare la macchina, è come andare in pizzeria: vai a mangiare col green pass, vai a sciare col green pass. Non si chiude”. Lo ha detto Massimo Garavaglia, ministro del turismo, intervenuto a ‘Omnibus’ su La7 in risposta a una domanda sul turismo nello sci in zona arancione. “La grande novità è che adesso si scia, abbiamo firmato un protocollo per le regole per ripartire a settembre. Siamo pronti da tempo, non vediamo l’ora di andare a sciare – ha proseguito il ministro -. Si prevede per il prossimo ponte che 10 milioni di italiani si muovano, quasi tutti resteranno in Italia e il 25% andrà in montagna. E’ un’ottima notizia, diamo una mano a un settore che ha sofferto per questi due anni”. Quindi il Ministro ha assicurato che stanno per partire gli aiuti agli impiantisti: “Entro settimana prossima vengono bonificati gli aiuti agli impiantisti, abbiamo dovuto chiedere all’Europa il superamento dei limiti ma in due mesi è stata chiusa la partita. Abbiamo già girato alle regioni 230 milioni di euro che servono per tutta la filiera. Quello che ci interessa adesso è fatturare: il dato riguarda più gli stranieri ma qui possiamo farci poco, perchè ogni Paese ha le sue regole. Ciò che possiamo fare è dare messaggi di serenità, siamo in grado di gestire tutto con buonsenso”. Infine Garavagli ha detto che “Il governo ha deciso di inasprire le regole con super green pass, oltre questo non si va. Dopodichè ognuno è libero di fare quello che vuole, nel rispetto di una situazione complicata. A Madrid abbiamo sentito il grido di dolore dei paesi africani, la variante Omicron li sta massacrando dal punto di vista del turismo. Ma con un pò di buonsenso possiamo convivere con il Covid”.
(ITALPRESS).

Hamilton davanti a Bottas, incidente per Leclerc

JEDDAH (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS) – Nella seconda sessione di prove libere del GP dell’Arabia Saudita si piazza davanti a tutti la Mercedes di Lewis Hamilton (1’29″018) che ha regolato di pochi millesimi il compagno di squadra Valtteri Bottas (1’29”079). Max Verstappen, penalizzato dal traffico in pista, si è dovuto accontentare della quarta posizione, preceduto da un pimpante Gasly. Molto bene le Alpine, con Alonso quinto e Ocon sesto. Le due Ferrari erano partite con il piede giusto, ma hanno chiuso lontano dalle prime posizioni, con Sainz settimo e Leclerc decimo. Quasi allo scadere dell’ora di prove, il pilota monegasco è finito sulle barriere riportando molti danni alla sua monoposto.
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Goggia domina in discesa, 12° successo a Lake Louise

LAKE LOUISE (CANADA) (ITALPRESS) – Sofia Goggia fa un altro sport a Lake Louise e si prende di forza la discesa libera sulla pista canadese. Un successo mai in discussione quello della bergamasca, ora a quota 12 affermazioni in Coppa del Mondo, peggio solamente di Deborah Compagnoni (16), Federica Brignone (16) e Isolde Kostner (15). In totale l’Italia dello sci alpino femminile fa 102 successi nella sua storia. Il primo gradino del podio a Goggia mancava da quasi un anno, dalla doppietta di Crans Montana. Ma oggi si parla di un vero e proprio dominio dell’atleta delle Fiamme Gialle, capace di conferire un secondo e mezzo alle inseguitrici, ovvero l’americana Breezy Johnson e l’austriaca Mirjam Puchner: “Avevo qualche pensiero alla vigilia, l’ultima cosa che mi aspettavo era vincere con un vantaggio del genere – ha commentato Goggia – Oggi potevano imporsi almeno dieci ragazze, farlo con un gap del genere è veramente strabiliante. Sono contentissima, ho solo cercato di sciare forte e seguire le linee che avevo in mente. Sicuramente si può ancora migliorare ma è un bell’inizio”. I grandi nomi del circo bianco mondiale oggi non fanno paura, con il 17° tempo della svizzera Lara Gut-Behrami e il 26° di Mikaela Shiffrin, sempre al comando della classifica generale con qualche punticino conquistato.
La prima discesa stagionale vede altre due italiane in top-10. Si tratta delle sorelle Delago: Nadia si mette in sesta posizione, seppur a oltre due secondi dalla connazionale, mentre Nicol – al rientro dopo l’infortunio al tendine d’Achille – risulta ottava. Non era la specialità di Federica Brignone, ma la valdostana ha comunque mostrato una prova solida che le ha permesso di issarsi fino al 13° posto. Va a punti anche Elena Curtoni (22esima), mentre risultano fuori dalla top-30 Francesca Marsaglia (32esima), Roberta Melesi (34esima) e Karoline Pichler (46esima). Domani si ritorna in pista con un’altra discesa libera per il possibile bis di una strepitosa Sofia Goggia.
(ITALPRESS).

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