ROMA (ITALPRESS) – Esce oggi in digitale e nei formati 2CD e 4LP il nuovo album di Taylor Swift, “Red (Taylor’s Version)”, remake del quarto progetto discografico dell’artista, uscito nel 2012.
Taylor Swift ha commentato l’uscita di “Red (Taylor’s Version)” sui suoi social, rivolgendosi direttamente ai fan: “Solo un piccolo, amichevole promemoria: non avrei mai pensato fosse possibile tornare indietro e rifare tutti i miei lavori precedenti, scoprendo arte che pensavo perduta e gemme dimenticate lungo la strada, se voi non mi aveste incoraggiato. “RED” sta per essere di nuovo mio, ma è sempre stato nostro. Stasera si ricomincia. Red (Taylor’s version) è ora disponibile”.
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Taylor Swift, esce il nuovo album “Red”
Salvini “L’Italia non perda il treno del nucleare”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia, da grande Paese industriale, deve decidere se continuare a dipendere dagli altri su gas, carbone e nucleare o risalire sul treno in corsa. Se vuoi tornare ad essere competitivo e se non puoi pensare di riempire di orribili pale eoliche le Alpi, gli Appennini, i campi e le campagne italiane, devi avere il coraggio di dire, al di là dell’ideologia e dopo 40 anni da Chernobyl, che anche noi dobbiamo rientrare sul treno della ricerca, dell’innovazione, dell’energia nucleare pulita di ultima generazione, altrimenti non competeremo mai con il resto del mondo. La potenza mondiale più avanzata dal punto di vista dell’energia pulita sono gli Stati Uniti. Il resto sono chiacchiere”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo all’assemblea di Federmanager a Roma.
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Miller davanti a tutti nelle libere di Valencia
VALENCIA (ITALPRESS) – Jack Miller per un soffio su Pol Espargaro. Questo il responso della seconda sessione di prove libere del Gran Premio della Comunità Valenciana, ultima prova del Motomondiale 2021, sul circuito “Ricardo Tormo” di Valencia. L’australiano della Ducati e lo spagnolo della Honda sono stati gli unici a scendere sotto il muro dell’1’31”, ma Miller ha bruciato Espargarò di appena 12 millesimi, 1’30″927 contro 1’30″939. Lo spagnolo è stato poi autore di una caduta senza conseguenze nel suo ultimo tentativo. Bene anche Francesco Bagnaia, che ha portato l’altra Ducati ufficiale al terzo posto. Seguono gli spagnoli Rins su Suzuki e Jorge Martin su Ducati Pramac. Top 10 completata da Nakagami su Honda LCR, Mir su Suzuki, Binder su KTM, da uno splendido Andrea Dovizioso, che è stato il miglior pilota Yamaha (nono a mezzo secondo da Miller) e dal francese Zarco su Ducati Pramac. Dovranno guadagnarsi l’accesso alla Q2 del sabato i due centauri della Yamaha ufficiale, Fabio Quartararo e Franco Morbidelli, che hanno concluso rispettivamente all’11esimo e al 13esimo posto. Il francese, fresco campione del mondo, è stato anche autore di una scivolata come Espargaro (hanno saggiato, senza alcuna conseguenza fisica, l’asfalto del “Ricardo Tormo” anche Bastianini e Lecuona). Gli occhi di tutti sono stati ovviamente puntati su Valentino Rossi, all’ultima recita della sua straordinaria carriera. Il pesarese ha concluso al 21esimo posto, dopo che questa mattina aveva deciso di non girare sulla pista bagnata.
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Ford, Faltoni “La scommessa sull’elettrificazione sarà vincente”
ROMA (ITALPRESS) – “La Ford ha scommesso sull’elettrificazione delle automobili e saremo leader nel settore. La decisione di sostituire gli ingegneri meccanici con quelli elettrici è stata una spinta a reinventarsi. Ford lo ha fatto con tre prodotti iconici, nonostante il rischio, per comunicare quanto crede nel cambiamento del business dell’automobile. Si tratta della Mustang Mach-E, del Pick-up F 150 e del Transit”. Così Fabrizio Faltoni, presidente e amministratore delegato di Ford Italia, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia di stampa Italpress.
“La Mustang Mach-E completamente elettrica poteva rappresentare un trauma per il purista e invece grazie ai 600km di autonomia, alla sua tecnologia e connettività abbiamo avuto una risposta molto positiva da parte del consumatore in Europa e negli Usa. In Italia stiamo vendendo il doppio di quello che ci aspettavamo ed è l’auto più venduta in Norvegia. Anche le vendite del Pick-up F 150 vanno bene – continua Faltoni – abbiamo prenotazioni fino al 2023. Poi c’è il Transit, il veicolo commerciale per eccellenza, che abbiamo reinventato e reso completamente elettrico con 300km di autonomia”. Una rivoluzione che riguarda anche le professionalità.
“L’avvento del digitale e dell’automazione hanno preoccupato, ed è vero che alcune professioni si perdono ma dando spazio a quelle nuove. Il futuro dell’automotive sarà elettrificazione e connettività”, sottolinea l’ad di Ford, che poi spiega gli impegni dell’azienda per il raggiungimento degli obiettivi sulla riduzione di CO2: “Per essere più green noi abbiamo accelerato sugli investimenti per riconvertirci negli Usa e in Europa. Oltre ai prodotti è importante la distribuzione. Abbiamo bisogno di un sistema che rassicuri il consumatore nell’acquisto di auto elettriche”. Per compiere la transizione ecologica l’appello al Governo è di realizzare un piano per la distribuzione di colonnine per la ricarica elettrica e di incentivi con regole chiare e realizzabili. “Offriamo un impegno siglato a non produrre più motori diesel e benzina dal 2035. Anticipiamo lo sforzo e lo faremo dal 2030 ma abbiamo bisogno di essere accompagnati”, spiega Faltoni, mettendo l’accento sulla sostenibilità. “Riguarda l’intero processo produttivo dell’auto. I nostri stabilimenti produttivi sono sostenibili, così come alcune parti delle auto. I tappetini per esempio sono realizzati con plastica riciclata”. Rispetto alla mancanza di materia prime per costruire i chip indispensabili alla produzione delle auto di nuova generazione e che ha comportato un aumento dei tempi di consegna, Faltoni spiega che si tratta di un fenomeno generato dalla pandemia, per l’aumento di domanda di apparecchi elettronici per lavorare e studiare da casa, e dallo stop degli stabilimenti produttivi. “Arriveremo a una soluzione a metà dell’anno prossimo, non prima”, conclude l’ad di Ford.
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Morto il popolare giornalista Galeazzi, aveva 75 anni
ROMA (ITALPRESS) – E’ morto a 75 anni il popolare giornalista sportivo ed ex canottiere azzurro Gian Piero Galeazzi. La sua voce ha scandito le imprese dei fratelli Abbagnale, in quello che era stato il suo primo amore, il canottaggio. Ma dal tennis al calcio, le sue telecronache hanno accompagnato milioni di tifosi. Nato a Roma il 18 maggio 1946, Gian Piero Galeazzi ha legato la sua vita allo sport, prima praticandolo – vinse il campionato italiano nel singolo di canottaggio nel 1967 – e poi raccontandolo. Entrato in Rai da giornalista sportivo, fu subito inviato alle Olimpiadi del ’72 a Monaco per poi passare in tv a occuparsi delle telecronache. ‘Bistecconè, questo il soprannome che gli venne affibbiato per la sua mole, si divideva fra tennis e canottaggio, concedendosi anche qualche sortita come inviato per “La Domenica Sportiva” nei big match di serie A. Galeazzi fu anche inviato Rai per l’incontro di Reykjavik fra Gorbaciov e Reagan nel 1986 e passò poi a condurre trasmissioni storiche come “90° Minuto”, oltre a cimentarsi su altri palcoscenici, dal Festival di Sanremo a Domenica In, facendo anche da doppiatore per “Space Jam”, il film con protagonista Michael Jordan. Tifoso della Lazio, da anni combatteva contro una grave forma di diabete.
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Federmanager lancia il Patto della Dirigenza per un nuovo Rinascimento
ROMA (ITALPRESS) – E’ un Patto della dirigenza per l’Italia, quello delineato dal presidente di Federmanager Stefano Cuzzilla a Roma, di fronte a oltre 600 tra dirigenti d’impresa e rappresentanti delle istituzioni, per costruire una crescita economica robusta e duratura, basata su occupazione, inclusività, welfare, transizione ecologica e trasformazione digitale.
Oltre al presidente Cuzzilla, l’Assemblea annuale di Federmanager ha visto la presenza del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, del ministro per le Pari opportunità Elena Bonetti e del ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Un particolare saluto di indirizzo è stato portato dal commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo.
Al centro dei lavori, il Patto della dirigenza per l’Italia per il rilancio economico del Paese, a partire dalla “messa a terra” degli interventi previsti dal Pnrr.
«E’ il nostro impegno a collaborare con tutte le forze del Paese per un nuovo rinascimento italiano e realizzare un sistema economicamente più competitivo, socialmente più equo ed ambientalmente più sostenibile – ha detto Stefano Cuzzilla nel suo intervento di apertura -. I manager italiani hanno già dimostrato di detenere strumenti concreti e metodo d’attuazione che hanno salvato le nostre imprese nel periodo più buio della pandemia. Ora siamo pronti per concretizzare il piano più ambizioso di riforme ed investimenti che si ricordi dal dopoguerra».
Oltre 222 miliardi di euro che sommati alle altre risorse nazionali ed europee, configurano una capacità di spesa 10 volte maggiore di quella sperimentata finora. Una tale improvvisa e massiccia iniezione di denaro rischia di agire come un doping sul sistema, se non si ha chiarezza su quali debbano essere gli obiettivi e su come raggiungerli.
«Risorse da spendere bene, proteggendole con rigore da illegalità, corruzione, e da un’evasione fiscale che da sola vale oltre 100 miliardi l’anno, riconoscendo che la cultura manageriale è una risorsa strategica per mettere la competenza al centro della gestione – ha affermato Cuzzilla – sottolineando l’importanza che i dirigenti d’impresa siano chiamati a collaborare ai tavoli decisionali per l’attuazione del Pnrr».
Secondo le stime di Federmanager e i dati dell’Osservatorio 4.Manager la centralità del ruolo dei dirigenti è sempre più riconosciuta dal sistema d’impresa italiano, così come lo è stata nella fase peggiore della pandemia. Secondo l’indagine Federmanager sulle risoluzioni dei rapporti con contratto da dirigente nel 2020 il numero di manager uscito dalle imprese è stato del 15% inferiore rispetto al 2019, e a ottobre 2021 la domanda di nuovi manager è risultata del 50% superiore a quella dello stesso mese del 2020.
Oggi le imprese chiedono competenze nuove, specialistiche e ad alto valore aggiunto. Una tendenza che trova riscontro nei dati forniti dall’Osservatorio 4.Manager che descrivono una difficoltà di reperimento in crescita che oggi riguarda il 36,4% del totale nuove assunzioni e che sale al 48,4% per i dirigenti. Esiste quindi un gap ancora da colmare in quanto l’offerta di profili manageriali non riesce a soddisfare la domanda.
«Federmanager è profondamente impegnata nello sviluppare piani di aggiornamento professionale e del definire i nuovi profili manageriali necessari al mercato – ha affermato Cuzzilla -. Prepariamo squadre di manager dell’innovazione, mobility manager, export manager, energy manager, digital cfo e manager per la sostenibilità necessari per massimizzare la ripresa economica. Oggi chiediamo al Governo di sostenere questo sforzo. Chiediamo di confermare il voucher per gli innovation manager e di prevedere strumenti simili per l’inserimento delle altre figure, a partire dai manager per la sostenibilità, oltre a sgravi fiscali che incentiveranno le imprese a investire nel nuovo che serve».
Un tema, quello delle competenze, che riguarda l’intero sistema produttivo e certamente anche il pubblico e i soggetti a capitale pubblico. «Davvero si pensa che il limite alle retribuzioni dei manager nella pubblica amministrazione o nelle società partecipate non abbia effetto sulla loro selezione e, quindi, sulle performance aziendali? – ha affermato Cuzzilla nel suo intervento -. Che sia possibile, a ogni cambio di maggioranza politica, sostituire la dirigenza senza effetti negativi sull’efficacia della Pa? Perchè mai un progetto pubblico dovrebbe rappresentare un sacrificio economico, quasi una crociata piena di insidie? Occorre smetterla di nascondersi dietro a un dito: ragioni di equità e ragioni di opportunità rendono questi limiti controproducenti».
Infine, ma non per questo ultimo per importanza, il tema delle riforme fiscali e previdenziali. Federmanager sostiene la richiesta delle imprese di abbattimento del cuneo fiscale e richiama l’urgenza di una riforma dell’Irpef che tuteli i redditi da lavoro e semplifichi gli adempimenti.
I conti pubblici della previdenza e dell’assistenza vanno separati. Così come non è pensabile che ancora si sottovaluti l’importanza della previdenza complementare: si sottolinea che, da più di 20 anni, il limite per la deducibilità fiscale per chi si iscrive a un fondo pensione sia rimasto invariato. Infine, Federmanager considera inammissibile che si proponga di eliminare la tassazione sui rendimenti e di portare a tassazione ordinaria ciò che oggi è già tassato al 15%, disincentivando ciò che dovrebbe essere incentivato.
I fondi di previdenza complementare raccolgono un risparmio potenzialmente strategico e andrebbero considerati nel loro ruolo di investitori istituzionali. Un ruolo che stanno dimostrando di esercitare, iniziando a investire nell’economia reale, sostenendo settori come infrastrutture, Pmi, real estate. Un ruolo strategico che può andare a beneficio del nostro Paese, che oggi ha oltre 1.000 miliardi di euro di risparmio privato parcheggiati sui conti correnti.
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Nel 2020 lavoratori pubblici in crescita
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2020, secondo i dati dell’Inps, il numero di lavoratori pubblici con almeno una giornata retribuita nell’anno è di 3.678.999 (+2,5% rispetto al 2019), con una retribuzione media di 32.222 euro e una media di 278 giornate retribuite. La Scuola assomma il 39,2% dei lavoratori, seguita dal Servizio Sanitario con il 19,5%, dalle Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) con il 15,6% e dalle Forze Armate, Corpi di polizia e Vigili del Fuoco con il 14%. I lavoratori pubblici con contratto a tempo indeterminato nel 2020 sono stati 3.083.087, circa l’84% del totale, con una retribuzione media annua di euro 35.883 e 301 giornate medie retribuite.
I lavoratori maschi rappresentano il 39,9% della distribuzione nel complesso; rispetto alle classi di età, si osserva che solo nella classe da 20 a 24 anni i maschi sono prevalenti con quote pari al 53%. Nelle classi di età tra 25 e 64 anni il divario per genere si accentua con una netta prevalenza delle femmine a quota 60%. La retribuzione media annua nel 2020, pari a 32.222 euro nel complesso, risulta molto differenziata sia per età sia per genere. Nel 2020, il 23,9% dei lavoratori pubblici era collocato nelle regioni nel Centro; a seguire le regioni del Nord-ovest con il 23,0%, il Sud con il 21,7%, il Nord-est con il 19,9% e le Isole con l’11,5%.
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Illimity, nei 9 mesi utile netto di 46,2 milioni
MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di illimity Bank, che si è riunito sotto la presidenza di Rosalba Casiraghi, ha approvato i risultati del Gruppo al 30 settembre 2021.
L’utile netto è di 18,8 milioni di euro (14,9 milioni di euro nel secondo trimestre 2021, +26%, e 9,5 milioni di euro nel terzo trimestre 2020, +98%), portando il risultato netto dei primi nove mesi dell’anno a 46,2 milioni di euro, in crescita del 90% rispetto al corrispondente periodo del 2020. Il ROE dei primi nove mesi del 2021, su base annualizzata, si attesta a oltre il 9%.
I ricavi del terzo trimestre segnano una progressione del 49% rispetto al terzo trimestre 2020 trainati dalle attività ricorrenti del Gruppo e dallo sviluppo delle nuove iniziative. Alla forte performance si accompagna il graduale bilanciamento del mix di ricavi, con la componente di proventi diversi dal margine di interesse che nei nove mesi del 2021 rappresenta circa il 50% del totale.
“All’interno dei ricavi spicca la progressione delle commissioni – sottolinea illimity -, che nel terzo trimestre segnano una crescita del 18% su base trimestrale a 10,3 milioni di euro – ammontare di tre volte superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – trainate dalla robusta generazione di nuovi volumi di business del segmento Growth Credit, incluso il Factoring, dai solidi risultati di neprix e dal progressivo contributo delle nuove iniziative”.
I ricavi del periodo includono i primi proventi derivanti dall’accordo di concessione in licenza d’uso al Gruppo ION dei sistemi informativi sviluppati da illimity per 5 milioni di euro (parte dei 90 milioni di euro previsti in cinque anni).
Anche in questo trimestre la performance della Divisione Distressed Credit nell’attività di gestione dei crediti acquistati si conferma eccellente, con ottima progressione negli incassi e generando circa 5,3 milioni di euro di proventi da operazioni chiuse e circa 7,2 milioni di euro di altri proventi; complessivamente nei nove mesi del 2021 la Divisione ha generato ricavi per 146,1 milioni di euro.
Nonostante la Banca abbia continuato ad investire in nuove iniziative che non hanno ancora iniziato a produrre ricavi, i costi operativi nel terzo trimestre segnano un calo di circa il 9% rispetto al trimestre precedente per effetto di risparmi stagionali su alcune componenti dei costi del personale. Tale andamento, unitamente alla robusta performance dei ricavi, produce un ulteriore miglioramento del Cost income ratio, che raggiunge il 56% nel trimestre e il 60% nei nove mesi 2021, in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+76% sui primi 9 mesi 2020).
Il risultato di gestione di illimity raggiunge 77,5 milioni di euro nei nove mesi 2021, quasi tre volte quanto riportato nello stesso periodo del 2020 pari a circa 28 milioni di euro.
Il profilo di rischio della Banca si rafforza ulteriormente, mantenendosi ai migliori livelli del sistema: il CET1 Ratio si incrementa al 20,1% a fine settembre 2021 (20,6% pro-forma per l’inclusione delle azioni speciali) per effetto del completamento dell’aumento di capitale riservato al Gruppo ION e degli utili del trimestre appena concluso.
Infine, la Banca prosegue nelle attività di sviluppo delle nuove iniziative delineate dal Piano Strategico secondo i tempi previsti.
“Il mondo che illimity serve, quello delle PMI, offre grandi opportunità. Un numero crescente di imprese presentano ambiziosi progetti di sviluppo del loro potenziale, molte stanno intraprendendo solidi percorsi di ristrutturazione e rilancio – commenta Corrado Passera, CEO e Fondatore di illimity -. Anche la crescita del credito corporate distressed accelererà allo scadere delle moratorie bancarie e si dimostrerà fondamentale il ruolo delle banche specializzate come illimity in questo segmento di mercato. Le scelte e gli investimenti tecnologici che abbiamo realizzato in questi anni ci permettono di offrire un modello di servizio che si è dimostrato competitivo sia per competenza che per efficienza. B-ILTY, la banca diretta per le small corporates che verrà avviata nella prima parte dell’anno 2022 sul mercato, completerà la costruzione del modello illimity e costituirà un assoluto unicum a livello non solo italiano. I risultati dei primi nove mesi del 2021 e, in particolare del terzo trimestre appena concluso, ci confermano che la strada intrapresa da illimity ha appena iniziato a dare i suoi frutti ai nostri clienti e ai nostri azionisti”.
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