NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Barabino & Partners – gruppo che si occupa di consulenza in comunicazione d’impresa – consolida il proprio percorso di crescita a livello internazionale. La società celebra i dieci anni di presenza sul mercato statunitense e festeggia con una nuova sede nel complesso dei grattacieli dell’iconico Rockefeller Center di New York, al 30° piano del building di 1 Rockefeller Plaza.
Sin dalla sua fondazione, B&P USA ha dato vita a un percorso di sviluppo significativo, con una decisa accelerazione del business nel corso degli ultimi quattro anni, in cui il fatturato è sostanzialmente raddoppiato, e punta a chiudere il 2021 con il miglior risultato di sempre in termini di giro d’affari, grazie a una crescita del +20% rispetto all’anno precedente.
Nel suo primo decennio di vita, Barabino & Partners USA è stata al fianco di oltre 150 aziende del Made in Italy, supportandole nel loro percorso di espansione sul territorio statunitense. La società ha ideato e gestito progetti di comunicazione integrata online e offline con attività di PR, social media management, influencer marketing e creative storytelling, in particolare nei settori legati al food, wine e agroalimentare, ristorazione e design.
L’approccio multiculturale, caratteristica peculiare di tutte le sedi estere del gruppo Barabino & Partners, ha consentito a Barabino & Partners USA di posizionarsi in maniera sempre più distintiva nell’arena estremamente competitiva degli Stati Uniti e di New York in particolare.
Un risultato evidenziato dalla recente nomina di Barabino & Partners tra i finalisti del Platinum PR Awards 2021 – organizzati da PR News – per la categoria “Agenzia Boutique dell’anno”. E’ la prima volta che un’azienda italiana figura nella short-list del più prestigioso riconoscimento USA per il settore delle Relazioni Pubbliche.
“Un traguardo particolarmente importante per Barabino & Partners, che premia i nostri sforzi al servizio delle imprese italiane operanti oltreoceano – ha commentato Marco Lastrico, Partner e CEO di Barabino & Partners USA – Dalla nostra nuova sede al 30° piano di 1 Rockefeller Plaza, guardiamo con rinnovato ottimismo ai segnali di riapertura post-pandemia e di ripresa
dell’economia americana, pronti a cogliere le sfide di quella che riteniamo sarà una stagione ricca di opportunità per le realtà italiane negli Stati Uniti”. “Una cosa appare certa, – prosegue Lastrico – NYC è e ha ripreso a essere il centro del business internazionale, nonchè una città di grande attrazione multiculturale”.
“Quando decidemmo di aprire anche negli Stati Uniti con la creazione di Barabino & Partners USA LLC – ha affermato Luca Barabino – fu una scelta strategica basata sulla motivazione di essere imprenditori nel paese più stimolante e capitalista del mondo, nonchè di una accresciuta maturità, percezione e profilo di rappresentanti veri e funzionali dell’italianità all’estero”.
“Lo facemmo – aggiunge Barabino, presidente e CEO di Barabino & Partners – con l’intento di diventare il punto di riferimento della comunità economica italiana negli Stati Uniti e di comunicare oltreoceano i valori del Made in Italy e il percorso di internazionalizzazione delle imprese del nostro paese”.
(ITALPRESS).
Barabino & Partners festeggia 10 anni in Usa, nuova sede a New York
Lavoro, Trovò (Fondimpresa) “Serve una formazione green e digitale”
ROMA (ITALPRESS) – “I trend demografici, l’invecchiamento della popolazione, la maggior aspettativa di vita e di conseguenza del rapporto di lavoro, e i successivi progressi tecnologici rendono la formazione necessaria sia nella fase scolastica sia in tutta la vita lavorativa così da non perdere la facoltà di essere facilmente collocato nelle imprese. Sarebbe inattuale pensare che la vita delle persone sia divisa ancora nella fase in cui si studia, in quella in cui si lavora e nell’ultima in cui si va in pensione”. A dirlo Annamaria Trovò, vicepresidente di Fondimpresa, che in un’intervista all’Agenzia di stampa Italpress ha spiegato quali siano le nuove frontiere della formazione e di come il Fondo, spingendo sulle competenze, sia riuscito a incrociare la domanda dei lavoratori e l’offerta delle aziende creando 300 nuovi posti di lavoro.
Nel 2000 il legislatore ha affidato a Fondimpresa e ad altri fondi interprofessionali il compito di occuparsi della formazione continuativa dei lavoratori. Per Trovò i modelli formativi sono cambiati: “Siamo nel pieno di una rivoluzione digitale che sta trasversalmente permeando tutto il mondo della produzione e dei servizi. Siamo dentro un importante processo di cambiamento sull’ambiente con maggiore sensibilità sulla svolta green. Non possiamo rimanere immobili e la pandemia ci ha obbligati a riflettere su modelli lavorativi e formativi diversi. Ad esempio l’ampio utilizzo dello smart working ci ha insegnato che si può innovare e le competenze digitali sono necessarie per tutti”. Passando dalla teoria alla pratica, la rappresentante di Fondimpresa ha dettagliato gli interventi: “Oltre al conto formazione e agli avvisi, c’è la possibilità di veder finanziati i piani digitali tramite il conto formazione. E’ una novità che stiamo introducendo adesso e sarà disponibile nei prossimi mesi”.
“Per quanto riguarda la svolta green e digitale, abbiamo introdotto un approccio differente – ha spiegato -. Abbiamo tematizzato i nostri avvisi ed è già stato pubblicato il primo destinato a finanziare, con 20 milioni di euro, le innovazioni su ambiente e sostenibilità. E siamo prossimi alla pubblicazione di un avviso importante sulle competenze digitali”.
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Dal Papa a Totti, un libro spiega come si costruisce la popolarità
ROMA (ITALPRESS) – “Quando parliamo di reputazione personale viene naturale pensare a qualcuno che va in giro a raccontare quanto sia bravo e capace. Invece abbiamo analizzato tanti casi e siamo andati a vedere i principali studi scientifici sull’argomento: ci dicono che è un lavoro che alimenta la propria comunità di riferimento. Riescono a costruire reputazione personale quelle persone capaci di condividere sapere con la loro comunità che, a quel punto, le riconosce autorevoli su un certo argomento”. Lo ha detto Gianluca Giansante, socio di Comin & Partners e docente di comunicazione alla Luiss Guido Carli, che in un’intervista all’Italpress ha presentato il suo libro “Tu puoi cambiare il mondo”, scritto con Gianluca Comin ed edito da Marsilio.
Il libro affronta il tema della reputazione personale superando alcuni luoghi comuni. Uno di questi, ha spiegato, è “che in qualche modo si pensa che chi vuole alimentare la propria reputazione personale lo faccia per promuovere il proprio talento e il proprio nome. In realtà è possibile lavorare sulla propria reputazione personale ma metterla anche al servizio della crescita di un’azienda, di un cambiamento culturale, della condivisione del sapere. Greta Thunberg – ha continuato – ha usato la sua reputazione personale per accendere i fari sul tema del cambiamento climatico. Utilizza la propria notorietà non per avere una visibilità fine a sè stessa ma per sensibilizzare prima milioni di giovani nel mondo e poi i potenti della Terra. Greta Thunberg – ha aggiunto – fa tutto questo non perchè abbia in testa l’obiettivo di avere una propria reputazione personale: ha cominciato perchè aveva un obiettivo più alto, quello di far sì che tutte le persone facessero la propria parte rispetto al clima. Ha cominciato da sola, non per essere leader di un gruppo ma perchè ci crede e vuole un cambiamento concreto. Le reputazioni migliori, a volte, si costruiscono non quando si vuole avere visibilità ma quando si ha un obiettivo più alto”.
Nel libro vengono analizzati casi di successo, dalla regina Elisabetta a Tim Cook, da Elon Musk a Papa Francesco, ma anche Bebe Vio e Francesco Totti. “Sono casi molto diversi ma se dovessi utilizzare una parola che li accomuna è ‘autenticità'”, ha spiegato. “La regina Elisabetta ha deciso di dedicare la propria vita a servire la corona e il popolo britannico e questo emerge in ogni azione che fa. E’ questo il motivo della sua popolarità, nonostante quello che la sua famiglia ha affrontato negli ultimi anni. Papa Francesco – ha aggiunto – ha una storia per certi versi analoga, con l’umiltà che in qualche modo prevale. Francesco Totti, invece, ha l’autoironia. In tutti i casi c’è una corrispondenza tra il ruolo di queste persone e il modo in cui viene interpretato”. Si tratta, quindi, di “un libro che si rivolge a tutti”, ha spiegato.
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Sanità, Quici “Le istituzioni ascoltino di più i medici”
ROMA (ITALPRESS) – “Facendo diagnosi e terapia sappiamo con
precisione quali sono i malanni dei pazienti ma conosciamo bene
anche i malanni del nostro Servizio sanitario nazionale. Allora ci chiediamo: per quale motivo non ci contattate e chiedete cosa ne pensiamo?”. Lo ha detto Guido Quici, presidente nazionale di Cimo-Fesmed (Coordinamento Italiano Medici Ospedalieri-Federazione Sindacale Medici Dirigenti), intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress.
“Perchè non chiedono il nostro parere? Poi la politica farà quello che ritiene, ma” al momento “ci sentiamo ignorati del tutto”, ha aggiunto.
“Mi rendo conto che un’organizzazione sindacale di 18 mila medici ha un suo peso ma non ha la necessaria forza se non supportato dietro dai mass media e da chi condivide i nostri punti di vista”, ha poi evidenziato Quici. Però “ho un documento pronto – ha proseguito – e, quando vogliono, lo consegno al ministro e alle istituzioni perchè tecnicamente siamo in grado di dare il nostro apporto”.
Per il presidente di Cimo-Fesmed, “la sanità avrebbe bisogno di tre gambe: fondo sanitario nazionale, Pnrr e magari Mes. La politica ha detto che il Mes lo mettiamo da parte e utilizziamo le altre due gambe. Per la verità, però, una gamba è un pò sgangherata e l’altra ha un’artrosi ben consolidata. L’artrosi ce l’ha il fondo sanitario nazionale”, ha aggiunto. “Se nel fondo mettiamo il costo della siringa, del personale, dei farmaci e dell’ospedale – ha spiegato – e poi lo ripartiamo a livello regionale con modalità di distribuzione che andrebbero riviste, è chiaro che è come un rubinetto che perde acqua: alla fine esce una sola goccia contesa dal cittadino, che ha sempre meno servizi, e dai sanitari, che non hanno i diritti derivanti, per esempio, dalle norme contrattuali che sono inattuate. Si mette in competizione – ha sottolineato – il terminale, ovvero pazienti e sanitari, mentre a monte c’è una dispersione ma soprattutto un’insufficienza di risorse”.
Sul fronte della carenza di personale “siamo molto preoccupati perchè durante il periodo Covid è successo che oculisti siano dovuti andare urgentemente nei pronto soccorso perchè medici internisti e di pronto soccorso erano necessari nelle terapie subintensive, proprio perchè non c’erano medici”.
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Terna, al via l’iter per la tratta Campania-Sicilia del Tyrrhenian Link
ROMA (ITALPRESS) – E’ stato firmato dal Ministero della Transizione Ecologica l’avvio formale del procedimento autorizzativo del “Tyrrhenian Link – Ramo Est”, la tratta dell’elettrodotto sottomarino di Terna che collega Campania e Sicilia.
Terminata la fase di consultazione pubblica con le amministrazioni e i cittadini interessati dall’intervento, lo scorso 22 luglio la società che gestisce la rete elettrica nazionale ha presentato al Ministero della Transizione Ecologica istanza formale per il rilascio dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio del Ramo Est.
Lunga complessivamente 480 km, la tratta Est unisce l’approdo siciliano di Fiumetorto, nel Comune di Termini Imerese in provincia di Palermo, a Torre Tuscia Magazzeno, situata nel Comune di Battipaglia, nel Salernitano. L’approdo dei cavi marini sarà realizzato con la tecnica dell’horizontal directional drilling, che consente di evitare scavi a cielo aperto sulle spiagge.
Il progetto presentato in autorizzazione prevede, in Campania, la realizzazione di una stazione di conversione a Eboli (nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo), collegata all’approdo di Torre Tuscia Magazzeno da un elettrodotto in cavo interrato di 15 km che percorrerà strade esistenti senza alterare ambiente e paesaggio. Anche la stazione di smistamento sorgerà ad Eboli: grazie a una mirata scelta tecnologica di Terna (la stazione sarà realizzata in GIS) sarà possibile utilizzare la metà della superficie inizialmente prevista dal progetto.
Per quanto riguarda invece la Sicilia, l’avvio del procedimento avuto dal Ministero della Transizione Ecologica prende atto che la stazione di conversione sorgerà a Termini Imerese, in località Caracoli, e sarà collegata all’approdo di Fiumetorto con un percorso in cavo interrato di circa 10 km. In aggiunta, sarà realizzata una nuova sezione a 380 kV all’interno dell’esistente stazione di Caracoli. Chiunque, e in particolare i soggetti interessati dall’opera, potrà prendere visione del progetto ed eventualmente presentare osservazioni scritte al Ministero della Transizione Ecologica entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’avvio del procedimento.
“Il Tyrrhenian Link è un’opera strategica per il sistema elettrico italiano per la quale Terna investirà nei prossimi anni circa 3,7 miliardi di euro coinvolgendo nella realizzazione dell’opera circa 250 imprese – sottolinea la stessa Terna in una nota -. La nuova infrastruttura consentirà una maggiore integrazione tra le diverse zone di mercato e un più efficace utilizzo dei flussi di energia proveniente da fonti rinnovabili, che sono in costante aumento. Inoltre, il Tyrrhenian Link avrà un ruolo decisivo nel miglioramento dell’affidabilità della rete e dell’intero sistema elettrico contribuendo alla sicurezza e all’adeguatezza del sistema elettrico a fronte dell’atteso decommissioning degli impianti a carbone e degli impianti più obsoleti e a maggior impatto ambientale, consentendo inoltre di ridurre i costi dell’energia e dei servizi per il dispacciamento”.
“La nuova interconnessione è un progetto all’avanguardia che prevede la realizzazione di due linee elettriche sottomarine (una dalla Campania alla Sicilia e una dalla Sicilia alla Sardegna) per un totale di 950 km di collegamento a 1000 MW in corrente continua – conclude la nota -. L’opera sarà a regime nella sua interezza nel 2028, ma il primo cavo – quello relativo al Ramo Est – sarà operativo già a partire dalla fine del 2025”.
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Mattarella “Italiani all’estero patrimonio inestimabile per soft power”
ROMA (ITALPRESS) – “La Comunità di italo-discendenti nel mondo viene stimata in circa ottanta milioni di persone, cui si aggiungono gli oltre sei milioni di cittadini italiani residenti all’estero. La portata umana, culturale e professionale di questa presenza è di valore inestimabile nell’ambito di quel soft-power che consente di collocare il nostro Paese tra quelli il cui modello di vita gode di maggior attrazione e considerazione”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente della Fondazione Migrantes, monsignor Gian Carlo Perego, in occasione della presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2021.
“Le “Reti” che animano e costituiscono questo valore di italicità meritano riconoscimento e sostegno. Un lavoro prezioso questo della Fondazione Migrantes, con questa “bussola” sulla mobilità umana che ci consegna con l’ultima edizione del “Rapporto””, aggiunge il capo dello Stato.
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Pensioni, Orlando “Ci sono le condizioni per un accordo con i sindacati”
ROMA (ITALPRESS) – “Il sindacato fa le valutazioni che crede e lo sciopero è un diritto, ma credo ci siano tutte le condizioni perchè sulle pensioni si apra un confronto che affronti in modo strutturale alcuni dei problemi posti”. Lo dice in un’intervista al quotidiano La Stampa il ministro del Lavoro Andrea Orlando.
“A me pare che il punto di partenza sia buono perchè su molte questioni, dalla riforma degli ammortizzatori sociali alla spesa sulla sanità, passando per la parità salariale, abbiamo lavorato andando incontro a richieste storiche del sindacato – spiega Orlando -. Vedo le condizioni per un dialogo sociale che può portare a un miglioramento della manovra, affrontando il tema della previdenza al di fuori del dibattito sterile “quota 100 sì quota 100 no””.
In merito a quota 102 per un anno, “l’intervento del governo non è strutturale. Bisognava uscire da misure eccezionali con qualcosa che rendesse meno forte l’impatto sui lavoratori – sottolinea il ministro del Lavoro -. Ora c’è da capire come si torna a un sistema che deve essere contributivo evitando le rigidità che la legge Fornero portava con sè. A partire da cosa succede per le nuove generazioni”.
Quanto al metodo del Governo Draghi, “più che attendista direi che è realista – dice Orlando -. Bisognava prima di tutto mettere in moto i meccanismi necessari a spendere 300 miliardi di euro, i fondi del Recovery. Evitando, dove non necessario, di affrontare in modo frettoloso temi divisivi per una maggioranza così ampia. Questo non significa derubricare alcuni temi, ma creare le condizioni per poterli affrontare con uno sguardo più lungo e con il necessario confronto”.
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Assopopolari, sostenibilità e cooperazione per la ripresa del Paese
ROMA (ITALPRESS) – Economia circolare, sostenibilità e cooperazione. Sono questi gli elementi essenziali per la ripresa del Paese al centro del nuovo libro di Giuseppe De Lucia Lumeno, segretario generale dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, presentato oggi. Il volume – edizioni Edicred – introduce nel dibattito sulla sostenibilità una articolata e dettagliata proposta di lavoro che ruota attorno alla cooperazione con l’obiettivo di far riflettere sul ruolo che le banche popolari possono svolgere sul territorio. “L’azione delle banche cooperative popolari è importante perchè concreta sul territorio e a contatto con i cittadini, vicina alla popolazione”, ha detto Giovanni Currò, vice presidente della commissione Finanza della Camera. “E’ importante sposare questo libro – continua Currò – come un invito a fare di più e meglio e per le istituzioni governative di poter accompagnare quelle finanziarie nel fare il proprio dovere. Ce lo chiedono i cittadini, le generazioni future ma soprattutto l’ambiente”.
Per Raffaele Barberio, fondatore e direttore di Key4biz “il mondo si sta interrogando su come andare oltre i modelli di sviluppo che abbiamo fino a ora conosciuto. Una serie di elementi di difficoltà e di emergenza che stanno emergendo sempre più forte, ci dicono che abbiamo bisogno di un cambio radicale. Il libro si sofferma proprio su questa riflessione, su come riorganizzare il globo in un momento storico unico in cui alla transizione digitale si affianca la tragedia della pandemia ma anche l’opportunità di riforme e investimenti”.
“L’autore ci propone di considerare gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e vedere come le banche cooperative si collocano in questo contesto, ci indica la strada. La scommessa dell’economia circolare non si limita ad evitare gli scarti ma a non produrne più” ha detto Giovanni Ferri, professore di Economia e Gestione aziendale e prorettore della Lumsa. Lorenzo Malagola, segretario generale della Fondazione De Gasperi, ha sottolineato come De Lucia Lumeno nel suo libro abbia avuto la capacità di concretizzare l’Agenda Onu 2030 portandola dentro l’esperienza viva della cooperazione. “Finalmente un libro che ci invita a fermarci, a farci riflettere – ha commentato Giulio Sapelli, economista ed editorialista – L’economia circolare deve iniziare dalla sostenibilità delle materie prime nel processo produttivo per essere efficace”. A conclusione dell’evento è intervenuto l’autore, che ha espresso la necessità di scrivere qualcosa che potesse concretamente consentire al lettore di calarsi della quotidianità dell’uomo. “Solo cambiando le coscienze potremo cambiare in meglio la nostra vita e per questo sto pensando di dar vita a un manifesto delle banche popolari che sia un vademecum da lasciare ai posteri”, ha concluso.
(ITALPRESS).

