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Guido Quici rieletto presidente nazionale della Cimo

ROMA (ITALPRESS) – Il 32° Congresso Nazionale Elettivo CIMO ha riconfermato, all’unanimità Guido Quici alla guida dello storico Sindacato medico. Direttore dell’Unità Complessa di Epidemiologia dell’Azienda Ospedaliera San Pio di Benevento e Componente del CdA ENPAM, il Presidente Quici, si dice pronto ad affrontare le nuove sfide poste dall’emergenza sanitaria che si aggiungono alle patologie croniche di una sanità da riformare.
Con un minuto di silenzio dedicato alle colleghe ed ai colleghi che hanno perso la vita a causa della pandemia, seguito da un lungo e fragoroso scroscio di applausi, si apre la sessione pubblica del 32° Congresso Nazionale Elettivo CIMO.
Nella relazione politica esposta in sede congressuale, alla presenza del ministro Speranza, il presidente Quici evidenzia alcuni degli obiettivi su cui chiede di lavorare insieme, in primis la “questione medica”, “perchè è inammissibile che i medici siano esclusi dai processi organizzativi ad iniziare dalla valutazione del fabbisogno di personale, nonostante AGENAS stia ultimando i lavori in merito senza consultare i Sindacati medici.
I medici intendono essere parte attiva nei processi di riforma del SSN ad iniziare dall’utilizzo appropriato dei fondi del PNRR”.
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Maneskin, arriva il nuovo singolo “Mammamia”

ROMA (ITALPRESS) – Dopo aver scalato le classifiche internazionali e calcato i palchi dei principali Festival estivi europei, i Maneskin tornano con “Mammamia”, il nuovo singolo fuori oggi. Prodotto da Fabrizio Ferraguzzo & Maneskin, il brano è registrato in presa diretta per mantenere un suono molto ruvido. Nonostante sia una canzone rock, richiama vibrazioni dance e da club, a partire da un potente riff di basso e una batteria incalzante. Il testo scanzonato parla della percezione che le persone possono avere del comportamento altrui, le cui intenzioni e pensieri sono invece completamente differenti.
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Istruzione, cresce il divario tra Italia e Ue

ROMA (ITALPRESS) – In Italia solo il 20,1% della popolazione (di 25-64 anni) possiede una laurea contro il 32,8% nell’Ue. E’ quanto emerge dal Report dell’Istat. La quota di chi possiede un diploma è pari a 62,9% (+0,7 punti rispetto al 2019), un valore decisamente inferiore a quello medio europeo (79,0% nell’Ue27) e a quello di alcuni tra i più grandi paesi dell’Unione. Il livello di istruzione delle donne rimane sensibilmente più elevato di quello maschile: le donne con almeno il diploma sono il 65,1% e gli uomini il 60,5%, una differenza ben più alta di quella osservata nella media Ue27, pari a circa un punto percentuale. Le donne laureate sono il 23% e gli uomini il 17,2%; il vantaggio femminile, ancora una volta più marcato rispetto alla media Ue, non si traduce però in analogo vantaggio in ambito lavorativo.
La popolazione residente nel Mezzogiorno è meno istruita rispetto a quella nel Centro-nord: il 38,5% degli adulti ha il diploma di scuola secondaria superiore e solo il 16,2% ha raggiunto un titolo terziario.
Nel Nord e nel Centro circa il 45% è diplomato e più di uno su cinque è laureato (21,3% e 24,2% rispettivamente nel Nord e nel Centro). Il divario territoriale nei livelli di istruzione è indipendente dal genere, sebbene più marcato per la componente femminile. Anche nel 2020 si conferma il calo del livello di istruzione degli stranieri che si contrappone alla progressiva crescita di quello dei cittadini italiani. Se nel 2008 la quota di popolazione con almeno un titolo secondario superiore era uguale per italiani e stranieri (di poco superiore al 53%), nel 2020 quella degli italiani è di 18 punti più elevata (64,8% contro 46,7%); la differenza è di 10 punti (era di soli 2 punti nel 2008) tra i laureati (21,2% contro 11,5%).
La Strategia Europa2020 aveva tra i suoi target l’innalzamento della quota di 30-34enni in possesso di un titolo di studio terziario, considerato un obiettivo fondamentale per una “società della conoscenza”.
In Italia, il valore di questo indicatore ha registrato negli anni una progressiva crescita, ma, nel 2020, per il secondo anno consecutivo risulta pressochè stabile al 27,8% (+0,2 punti rispetto al 2019). Il gap da colmare con la media europea (41,0%) e con gli altri grandi paesi dell’Unione (Francia, Spagna e Germania registrano quote pari al 48,8%, 44,8% e 36,3%, in crescita anche nell’ultimo biennio) è davvero molto ampio e negli anni non si è ridotto. Nel 2020, il 24,9% dei laureati (25-34enni) ha una laurea nelle aree disciplinari scientifiche e tecnologiche; le cosiddette lauree STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Il divario di genere è molto importante, se si considera che la quota sale al 36,8% tra gli uomini (oltre un laureato su tre) e scende al 17,0% tra le donne (una laureata su sei). In Italia, nel 2020 la quota di giovani che hanno abbandonato gli studi precocemente è pari al 13,1%, per un totale di circa 543 mila giovani, in leggero calo rispetto all’anno precedente.
Nonostante l’Italia abbia registrato notevoli progressi sul fronte degli abbandoni scolastici, la quota resta tra le più alte dell’Ue. L’abbandono scolastico caratterizza i ragazzi (15,6%) più delle ragazze (10,4%) e per queste ultime si registra una diminuzione anche nell’ultimo anno (-1,1 punti). I divari territoriali sono molto ampi e persistenti. Nel 2020, l’abbandono degli studi prima del completamento del sistema secondario superiore o della formazione professionale riguarda il 16,3% dei giovani nel Mezzogiorno, l’11,0% al Nord e l’11,5% nel Centro.
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Clima, Casellati “Un dovere morale e politico dare risposte ai giovani”

ROMA (ITALPRESS) – “Nella prossima Cop 26 di Glasgow saranno affrontati nodi decisivi per la salvaguardia del pianeta. Solo l’applicazione dell’Accordo di Parigi potrà contribuire a raggiungere gli obiettivi. I nostri giovani ci chiedono di agire in tutto il mondo”. Così Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato, durante la Conferenza interparlamentare alla Camera in preparazione della COP26 sul cambiamento climatico.
“Ritengo importante che l’Italia abbia ospitato a Milano la prima edizione di un grande forum sul cambiamento climatico – ha proseguito -. Da quella sede proviene una voce forte che chiede ai governi di agire per il clima, a questi ragazzi abbiamo il dovere morale, politico di dare una risposta”.
“Credo – ha poi aggiunto – che sul tema vi sia a livello parlamentare una solida consapevolezza”. In conclusione del suo intervento, la presidente del Senato ha voluto citare un cartello esposto dai giovani durante una recente manifestazione. “Abbiamo saltato la lezione per dare una lezione a voi”. “Facciamo qualcosa – è stata l’esortazione finale della Casellati – per salvare il loro futuro”.
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Clima, Fico “Siamo di fronte a scelte non rinviabili”

ROMA (ITALPRESS) – “Questa così ampia partecipazione dimostra la grande voglia di riprendere a discutere in presenza delle grandi questioni globali, guardandosi nuovamente negli occhi, dopo che per lunghi mesi la crisi pandemica ci ha costretti ad incontri solo virtuali. Credo di interpretare il sentimento di tutti voi augurandomi che questa emergenza possa essere presto definitivamente superata con uno sforzo collettivo di solidarietà che deve unire tutti i Paesi”. Il presidente della Camera Roberto Fico ha aperto così i lavori della riunione parlamentare in preparazione della COP 26, la riunione che come ha spiegato Fico “si inserisce nell’ambito della partnership fra Italia e Regno Unito per l’organizzazione della 26° Conferenza delle Nazioni unite sul clima che si svolgerà a Glasgow fra il 1° e il 12 novembre”.
Per Fico è “fondamentale l’impulso dei Parlamenti per l’effettivo raggiungimento degli obiettivi del contrasto al cambiamento climatico. I Parlamenti possono infatti, da un lato, esercitare la necessaria pressione politica sugli esecutivi per stimolarli a perseguire politiche climatiche all’altezza delle sfide oggi aperte. Dall’altro, essi – in quanto rappresentanti di tutti i cittadini – sono il tramite più efficace per coinvolgere pienamente le persone nelle scelte che ne conseguono”. Sulla minaccia climatica il presidente della Camera ha avvertito che “siamo di fronte a scelte non rinviabili. Scelte che possono comportare a breve termine costi economici o sociali, tuttavia ampiamente inferiori ai benefici derivanti dal passaggio ad un modello di sviluppo sostenibile”.
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Hamilton domina le libere in Turchia ma Leclerc è vicino

ISTANBUL (TURCHIA) (ITALPRESS) – Lewis Hamilton è il protagonista del venerdì di libere in Turchia. Dopo la conferma in mattinata della sostituzione del motore endotermico che gli costerà dieci posizioni di penalità sulla griglia di partenza di domenica, il pilota anglo-caraibico della Mercedes, leader del Mondiale con due punti di vantaggio su Max Verstappen, fa segnare il miglior tempo in entrambe le sessioni. Al mattino ferma il cronometro a 1’24″178, rifilando 425 millesimi a Max Verstappen, mentre qualche ora più tardi scende a 1’23″804. Al pomeriggio, però, il vantaggio sul primo inseguitore è in calo perchè a firmare il secondo tempo è Charles Leclerc: il monegasco della Ferrari, già protagonista nella prima sessione col terzo crono, è più lento di appena 166 millesimi e si mette davanti all’altra Mercedes di Valtteri Bottas e alle due Red Bull di Sergio Perez e Max Verstappen. L’olandese accusa oltre sei decimi di ritardo da Hamilton ed è sembrato un pò deluso dalle prestazioni della sua Red Bull, lamentando una resa e un bilanciamento non ottimale. Tornando alla Ferrari, Carlos Sainz – che domenica scatterà dal fondo della griglia ma con una power unit tutta nuova – dopo una mattinata chiusa al quinto posto, nella seconda sessione è finito 12esimo, con più di un secondo di ritardo da Hamilton. Il grosso punto interrogativo resta però la pioggia, che potrebbe essere protagonista domani per le qualifiche ufficiali.
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Ue, Lagarde “Entro fine 2021 ritorno Pil a livello pre-crisi”

ROMA (ITALPRESS) – “Questa pandemia non è stata come quelle affrontate in passato, ci siamo trovati di fronte una crisi diversa, che ha richiesto risposte e politiche diverse. Il crollo, in tutti i settori, è stato pesante ma è stato affrontato con importanti politiche fiscali e monetarie che ci consentono, oggi, di avere una ripresa. L’aspettativa è quella di un ritorno del Pil europeo, entro fine 2021, a livelli pre-crisi”.
Lo ha detto Christine Lagarde, presidente della Bce, intervenendo all’ultima giornata del summit B20. Tutto questo è stato possibile anche “grazie alla campagna di vaccinazione”, ha sottolineato Lagrade mettendo però in guardia: “Dobbiamo ancora gestire l’uscita dalla pandemia, c’è il pericolo di frizioni che potrebbero ostacolare la crescita”. Quindi, il numero uno dell’Eurotower guarda alle opportunità che il post pandemia può offrire all’Europa, a partire dal processo di digitalizzazione e dalla transizione green. “La ripresa post pandemia deve essere verde e digitale, si devono mettere in atto processi che consentano all’economia di adattarsi ai cambiamenti strutturali che inevitabilmente ci saranno”.
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Vaccino, Draghi “La cooperazione tra Governo e imprese salva vite”

ROMA (ITALPRESS) – “Il rapido sviluppo di vaccini efficaci contro il Covid-19, mostra come la cooperazione tra governi e imprese possa – letteralmente – salvare vite umane. Lo sforzo di ricerca delle aziende farmaceutiche è iniziato subito dopo la scoperta dei primi casi di Covid-19”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo in videocollegamento al Summit B20. “Grazie all’ingegnosità del settore privato, i vaccini erano pronti poco dopo, mentre normalmente ci vogliono circa dieci anni”, ha aggiunto. “Una campagna di vaccinazione di massa è diventata possibile appena un anno dopo, i governi, da parte loro, hanno fornito generose sovvenzioni per finanziare il lavoro di laboratorio, le sperimentazioni cliniche e la produzione di vaccini. Il settore pubblico ha impegnato somme significative in appalti a lungo termine che hanno protetto l’industria dal rischio di fallimento”, ha osservato. Il premier ha ricordato: “Abbiamo somministrato più di 6 miliardi di dosi di vaccini in tutto il mondo. I nostri sforzi congiunti ci hanno aiutato a tenere sotto controllo la pandemia in molti paesi e a darci la speranza che la sua fine sia finalmente in vista”.
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