ROMA (ITALPRESS) – “Sono passati tre anni dall’ultimo incontro, il contesto in cui ci si riunisce oggi è profondamente mutato, segnato dalla cesura dell’emergenza sanitaria che si è abbattuta sul pianeta e che si è sovrapposta a crescenti tensioni a livello mondiale, segnale di un riassetto geopolitico, il baricentro politico ed economico sembra spostarsi dall’Atlantico al Pacifico ed Europa e Africa devono interrogarsi sul proprio futuro e sul ruolo che sono chiamate a svolgere”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in apertura dell’evento “Incontri con l’Africa”, terza edizione della Conferenza Ministeriale Italia – Africa che ha riunito a Roma le delegazioni dei 54 Paesi africani, i rappresentanti dell’Unione Africana e delle altre principali Organizzazioni Regionali africane, oltre a una serie di personalità istituzionali italiane, nonchè rappresentanti del mondo economico, imprenditoriale, accademico e del terzo settore. Quest’anno, l’appuntamento si inserisce nel quadro della Presidenza italiana del G20 e si incentra sui suoi tre pilastri, “People, Planet, Prosperity”, collegandosi anche al partenariato con il Regno Unito per la COP26.
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Mattarella “Europa ed Africa devono interrogarsi su loro ruolo futuro”
Infrastrutture, Giovannini “Nel Mezzogiorno oltre metà dei cantieri”
ROMA (ITALPRESS) – “Credo che il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile sia uno dei ministeri più avanti nell’attuazione dei progetti del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza”, lo dice in una intervista a “La Repubblica” Enrico Giovannini ministro del Mise parlando del decreto che assegna 2,8 miliardi (più 20 milioni di fondi nazionali) per la rigenerazione urbana: 159 progetti per migliorare la qualità della vita nelle città, nelle periferie e nei centri, senza consumare altro suolo. “Considero un’ottima notizia il fatto che il 40 per cento delle risorse stanziate sia destinato al Sud. Vuol dire che l’obiettivo della rigenerazione urbana ha stimolato anche il Mezzogiorno ad affrontare seriamente la sfida del bando per i progetti pubblicato dal ministero”. “Ritengo che i calcoli del ministero dell’Economia, che ha validato il Pnrr dei singoli ministeri, siano stati fatti in maniera accurata” spiega Giovannini. “Pensi che dei 62 miliardi assegnati al nostro ministero dal Pnrr circa il 56 per cento andrà alle regioni meridionali”. Una percentuale alta rispetto agli altri settori: “Perchè i progetti dell’alta velocità ferroviaria da Napoli a Bari o da Salerno a Reggio Calabria prevedono investimenti molto cospicui, così come l’elettrificazione delle ferrovie nel Mezzogiorno o la sperimentazione dei treni all’idrogeno. Ma anche perchè la riduzione dei divari territoriali è stato uno dei principi cardine della programmazione degli interventi, tant’è che il coefficiente di disuguaglianza territoriale nell’accesso alla rete ferroviaria si ridurrà del 38 per cento” conclude Giovannini.
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Covid, Speranza “La Sicilia torna in zona bianca”
PALERMO (ITALPRESS) – “Ho appena firmato l’ordinanza che riporta la Sicilia in area bianca. Dopo le scelte di ieri sulle capienze continua il percorso di graduali riaperture”. Lo annuncia su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza, che spiega: “Tutto ciò è possibile prima di tutto grazie ai vaccini e ai comportamenti corretti delle persone. Dobbiamo continuare su questa strada”.
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Torino ospiterà l’Eurovision Song Contest 2022
ROMA (ITALPRESS) – L’Italia si è aggiudicata il diritto di organizzare l’Eurovsion Song Contest 2022, dopo che Màneskin hanno regalato al proprio Paese la sua prima vittoria dal 1990 con la canzone “Zitti e Buoni” al Contest dello scorso maggio. La Grand Final dell’Eurovision Song Contest 2022 si svolgerà al PalaOlimpico, una delle arene indoor più grandi d’Italia, sabato 14 maggio con le Semifinali il 10 e 12 maggio. La Rai, insieme all’European Broadcasting Union (EBU), organizzerà l’evento e formalizzerà i relativi accordi insieme alla Città di Torino nelle prossime settimane. Torino è stata scelta a seguito di una convincente offerta della città. Un totale di 17 città e regioni italiane hanno gareggiato per ospitare il più grande evento di musica dal vivo del mondo, che ha raggiunto quasi 190 milioni di spettatori in TV e online nel 2021.
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Torino, svelati i segreti di Palazzo Perrone San Martino
TORINO (ITALPRESS) – In principio fu dimora nobiliare, poi ospedale militare, sede dell’Ambasciata di Francia presso i Savoia fino all’Unità d’Italia, luogo di rappresentanza dell’antica Cassa di Risparmio di Torino e, infine, ‘casà della Fondazione CRT: la grande bellezza del secentesco Palazzo Perrone di San Martino, considerato dagli studiosi un unicum nel panorama dell’architettura e delle arti figurative della città, si svela al pubblico grazie a un libro che ne ripercorre per la prima volta oltre 300 anni di storia.
Curato dall’Associazione culturale Amici di Bene per il trentennale della Fondazione CRT, pubblicato dall’Artistica di Savigliano in versione sia cartacea sia digitale, liberamente consultabile on line sul sito www.fondazionecrt.it insieme al tour virtuale 3D del Palazzo, il volume è frutto di due anni di minuziose ricerche negli archivi di istituzioni italiane ed estere da parte di un team di esperti e studiosi: Laura Facchin, Massimiliano Ferrario, Luca Mana e Attilio Offman. I loro autorevoli contributi scientifici, così come il suggestivo atlante iconografico di Pino Dell’Aquila, fanno piena luce su ogni dettaglio storico, artistico, architettonico del Palazzo, a partire dalle nuove scoperte sulle origini del casato dei Perrone di San Martino tra Ivrea e la Valle d’Aosta, grazie a una puntuale ricostruzione della genesi e dell’evoluzione dello stemma.
‘In occasione del proprio trentennale, Fondazione CRT offre un viaggio nella storia e nella bellezza di un palazzo-gioiello finora sconosciuto ai più – spiega il Presidente di Fondazione CRT Giovanni Quaglia -. La riscoperta di questo bene testimonia che la cultura è un patrimonio contemporaneo e vivo, da valorizzare nel presente e da trasmettere in eredità alla next generation, in una prospettiva di resilienza e di cittadinanza attiva per un nuovo rinascimento culturalè.
Situato nel cuore di Torino, in via XX Settembre 31, il Palazzo, di origini tardo secentesche, riplasmato nel XVIII secolo, fu acquistato dalla famiglia Perrone di San Martino nel 1707 e dalla Cassa di Risparmio di Torino nel 1883. L’impianto settecentesco fu trasformato e ampliato dall’ingegner Giovanni Chevalley, che salvò marmi, decorazioni e affreschi. Degni di nota sono il Salone d’Onore, lo scalone affrescato con l’Apoteosi della casata dei Perrone di San Martino, la balconata con vista sui simboli della città (il toro dorato e gli stemmi) e della laboriosità e del risparmio (l’arnia con le api e le spighe di grano). Dal 1991 è il cuore pulsante delle attività filantropiche della Fondazione CRT, terza in Italia per entità del patrimonio.
Spagnoli, allemani, francesi: alle origini del Palazzo attraversato dalla storia europea. Il Palazzo fu costruito negli ultimi decenni del Seicento ed acquisito dai Galliziano, casato appartenente al ceto mercantile in ascesa e di recente nobilitazione, che ne ebbe la proprietà dal 1690 al 1707.
L’edificio (conosciuto e citato già nella prima ‘Lonely planet’ torinese: ‘Nuova guida per la città di Torinò di Derossi del 1781) fu oggetto di usi e impieghi lontani dalle aspirazioni signorili dei suoi primi proprietari, nella difficile congiuntura di fine Seicento-inizio Settecento. Lo Stato sabaudo, infatti, divenne teatro di scontri durante i conflitti internazionali della Guerra della Grande Alleanza e della Guerra di Successione Spagnola, durante la quale, su ordine diretto di Vittorio Amedeo II, i Galliziano dovettero cedere il Palazzo in affitto (per 2.250 lire ‘di Piemonte annualì) per ospitare i rappresentanti diplomatici della corona francese, giunti a Torino dopo il trattato di alleanza stipulato con Luigi XIV. Abbandonata dagli ‘Imbasciatori di Francià la capitale sabauda nel 1704 – a seguito del ribaltamento di alleanze operato da Vittorio Amedeo II in occasione dei successivi, drammatici eventi militari che condussero all’assedio della città di Torino del 1706 – l’edificio divenne un improvvisato ospedale militare.
Da residenza dei Perrone, conti di San Martino, che l’acquistarono per 67.000 lire piemontesi ad Ambasciata di Francia fino all’Unità d’Italia. Nel 1707, meno di un anno dopo il felice esito dell’assedio francese alla città di Torino (1706), il Palazzo passò ai Perrone, conti di San Martino e baroni di Quart, antica famiglia eporediese. Il conte Carlo Filippo Perrone di San Martino acquistò la residenza per la cifra di 67.000 lire di Piemonte, e avviò una prima campagna di restauro e riplasmazione. Tuttavia, gli interventi più rilevanti che determinarono la fisionomia del Palazzo, elogiato dalla guidistica sette-ottocentesca, si dovettero a Carlo Francesco Baldassarre, diplomatico e poi ministro di Stato e reggente della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, su progetto dall’architetto Giovanni Battista Borra. Riccamente affrescato e arredato al suo interno, divenne uno dei più aggiornati ed eleganti palazzi torinesi, citato nelle guide come ‘superba architettura del Borrà (Briolo, 1828). Nella prima metà dell’Ottocento e fino all’Unità d’Italia, oltre ad alloggiare la famiglia proprietaria all’interno della quale si distinse Ettore Perrone di San Martino, eroe della Prima Guerra d’Indipendenza, l’edificio fu sede dell’Ambasciata francese presso la corte sabauda. Qui abitò dal 1837 fino alla morte, nel 1840, la poetessa piemontese contessa Diodata Saluzzo-Roero.
Nel 1883 la dimora fu acquistata dalla Cassa di Risparmio di Torino, fondata nel 1827, allora in crescente espansione. Il Palazzo nella sua configurazione attuale è il frutto di una totale ricostruzione decisa nel 1929, quando, per mancanza di spazi, il Consiglio d’Amministrazione della Cassa di Risparmio decise l’acquisto del limitrofo settecentesco educandato, l’abbattimento di tutti gli edifici e la loro completa ricostruzione. Il progetto fu affidato all’ingegner Giovanni Chevalley, uno degli architetti più noti dell’epoca, che seguì l’edificazione del Palazzo cercando di riproporre i volumi e lo stile del precedente edificio in chiave eclettico-classicista. Della struttura originaria, ebbe cura di salvare i marmi e le decorazioni, così come gli affreschi delle sale che furono strappati, restaurati e rimontati nei nuovi ambienti decorati da stucchi neo rococò.
Il rinnovato Palazzo – per la cui realizzazione furono coinvolti numerosi professionisti e maestranze prevalentemente torinesi e piemontesi – fu inaugurato nell’ottobre del 1933 e si configurò come uno dei più impegnativi cantieri diretti dall’ingegner Chevalley che realizzò, probabilmente, l’ultimo autentico intervento eclettico-storicista della storia architettonica torinese. Richiamandosi alle linee classiciste di Palazzo Perrone, combinate con citazioni, sulla facciata, dal celebre prospetto juvarriano di Palazzo Madama, la fronte della nuova sede centrale della CRT s’impose per la sua severa monumentalità. Il richiamo alla fortunata stagione del rococò torinese fu riservato agli interni con funzioni di rappresentanza, lungo lo scalone e sul piano nobile, dove Chevalley volle recuperare e reimpiegare materiali originali nelle parti pittoriche e in stucco. Al piano terra, invece, il salone degli sportelli della CRT fu declinato privilegiando la funzionalità, con contenuti accenti Dèco.
Il Palazzo fu la sede operativa della banca CRT fino alla metà degli anni Settanta. In seguito, ne ospitò i vertici fino all’inizio degli anni Duemila. Nel 2009, per conto del Fondo Core Nord Ovest, Palazzo Perrone di San Martino fu acquisito da REAM SGR S.p.A., di cui Fondazione CRT è azionista di riferimento.
Da trent’anni ‘casà della filantropia con la Fondazione CRT. Dal 1991 Palazzo Perrone è sede della Fondazione CRT che, in 30 anni di attività filantropica, ha supportato con oltre 2 miliardi di euro più di 40.000 progetti per l’arte, la ricerca, la formazione, il welfare, l’ambiente, l’innovazione in tutti i 1.280 Comuni del Piemonte e Valle d’Aosta. Inoltre, con un investimento di oltre 100 milioni di euro, la Fondazione CRT ha interamente riqualificato le OGR di Torino, ex Officine dei treni riconvertite in un centro di sperimentazione a vocazione internazionale con tre ‘animè: l’arte e la cultura, la ricerca scientifica, tecnologica e industriale, il food. In aggiunta alle erogazioni, la Fondazione CRT sperimenta modalità di intervento ispirate alla logica della venture philanthropy e dell’impact investing, che guardano all’impatto sociale e ambientale attraverso progettualità sostenibili nel medio-lungo periodo, ed è attiva nelle principali reti internazionali della filantropia.
La sede della Fondazione CRT offre ancora oggi ai visitatori diversi gioielli artistici, in particolare le opere del pittore piemontese Michele Antonio Milocco. Sua la firma degli affreschi appena restaurati sulla volta dello scalone di via XX Settembre ‘Apoteosi dei Perrone di San Martinò, quelli sulla volta della sala del Consiglio di Amministrazione ‘Divinità dell’Olimpò, sulla volta della sala della vicepresidenza ‘Diana ed Endimionè, mentre sulle pareti dello scalone è possibile ammirare ‘Apollo e Dafnè, ‘Amorini con arco e faretrà e ‘Amorini con rami e corona di allorò. Nell’accesso al Salone d’Onore, sempre del Milocco, figura il ‘Ratto di Proserpinà. Sul soffitto del ‘Salone degli sportellì spiccano ‘Decorazioni pittoriche con spighè opera di Luigi Rigorini e ‘Arnia con apì di Emilio Musso, simboli della laboriosità e del risparmio. Notevoli gli stucchi con motivi a valva di conchiglia, festoni e testine, la specchiera del sec. XVIII, il paracamino con stemma dei Perrone di San Martino, le paraste e colonne rivestite in marmi policromi, il motivo floreale stilizzato del pavimento in commesso di marmi. E ancora, lo stemma Savoia fregiato dai collari degli ordini dei Santi Maurizio e Lazzaro e della Santissima Annunziata, lo stemma della Cassa di Risparmio di Torino, la testa di medusa.
Il libro ricostruisce infine alcune opere d’arte e mobilio che arredarono prima le sale di Palazzo Perrone e, successivamente, quelle del rinnovato Palazzo della CRT. E’ stato possibile rinvenire alcuni preziosi manufatti, certamente appartenuti alla casata dei conti di San Martino, pubblicati nel volume per la prima volta: dai servizi in porcellana di Meissen, probabilmente acquisiti durante la permanenza di Carlo Baldassarre Perrone a Dresda, agli arazzi secenteschi di produzione fiamminga, con rare Storie di Alessandro Magno.
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Il Nobel per la pace ai giornalisti Ressa e Muratov
ROMA (ITALPRESS) – Il Premio Nobel per la pace 2021 è stato assegnato congiuntamente a Maria Ressa e Dmitry Andreyevich Muratov “per i loro sforzi per salvaguardare la libertà di espressione, che è una precondizione per la democrazia e una pace duratura”. Secondo il Comitato norvegese per il Nobel, Ressa e Muratov hano dimostrato la loro coraggiosa lotta per la libertà di espressione nelle Filippine e in Russia. Allo stesso tempo, sono rappresentanti di tutti i giornalisti che difendono questo ideale in un mondo in cui la democrazia e la libertà di stampa affrontano condizioni sempre più avverse.
Maria Ressa usa la libertà di espressione per denunciare abusi di potere, uso della violenza e crescente autoritarismo nel suo paese natale, le Filippine. Nel 2012 ha co-fondato Rappler, una società di media digitali per il giornalismo investigativo, di cui è tuttora a capo. Dmitry Andreyevich Muratov ha difeso per decenni la libertà di parola in Russia in condizioni sempre più difficili. Nel 1993 è stato uno dei fondatori del quotidiano indipendente Novaja Gazeta. Dal 1995 è caporedattore del quotidiano per un totale di 24 anni. Novaja Gazeta è oggi il giornale più indipendente in Russia, con un atteggiamento fondamentalmente critico nei confronti del potere.
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Studio clinico, la lattoferrina contiene gli effetti del Covid-19
ROMA (ITALPRESS) – A settembre è stato pubblicato su “Journal of Clinical Medicine” uno studio clinico italiano sulla somministrazione orale della lattoferrina in un centinaio di pazienti affetti da Covid-19. Lo studio, condotto utilizzando lattoferrina in capsule (Mosiac, Pharmaguida), ha dimostrato come la sua somministrazione, da sola in pazienti asintomatici, o in associazione con altri farmaci in pazienti paucisintomatici o moderatamente sintomatici, può essere un efficace trattamento privo di effetti avversi nella gestione dell’infezione da SARS-CoV-2.
“Al di là dell’indiscutibile efficacia dei vaccini anti-SARS-CoV-2, la grande diffusione dell’infezione associata a questo coronavirus richiede anche la disponibilità di agenti antivirali. La lattoferrina è nota possedere un’attività antivirale. Infatti, quando è in contatto con il virus impedisce il suo ingresso all’interno della cellula e dunque la sua replicazione. La lattoferrina, inoltre, svolge una potente attività anti-infiammatoria ed anti-trombotica, funzioni essenziali nel trattamento del Covid-19”, spiega Piera Valenti, Professore Ordinario di Microbiologia dell’Università di Roma La Sapienza e Membro del Comitato internazionale di Esperti sulla lattoferrina.
In questo studio clinico retrospettivo la tempestiva somministrazione orale di lattoferrina si è dimostrata utile nei pazienti COVID. Un primo dato rilevante riguarda il tempo necessario per ottenere la negativizzazione del tampone molecolare negli 82 pazienti trattati con lattoferrina, tempo che è stato nettamente inferiore rispetto a quello osservato nei 39 pazienti non trattati (15 anzichè 24 giorni).
Nessuno dei pazienti appartenenti al gruppo trattato con lattoferrina, inoltre, è stato ospedalizzato. I pazienti asintomatici, paucisintomatici e moderatamente sintomatici sono stati trattati con un diverso numero di capsule (da 1 a 5) contenenti ciascuna 200 mg di lattoferrina (Mosiac, Pharmaguida) a seconda della severità del Covid-19.
I risultati mettono, inoltre, in evidenza l’esistenza di un legame tra la maggiore efficacia del trattamento con la lattoferrina, la significativa riduzione dei sintomi e l’età. Infatti, la lattoferrina viene sintetizzata sotto il controllo ormonale e la sua produzione diminuisce con l’avanzare dell’età. Ne consegue che, nei soggetti più anziani che ne sintetizzano una minore quantità, la supplementazione della proteina esogena mostra una maggiore efficacia rispetto a quella osservata in pazienti più giovani.
Lo studio giunge dopo due pubblicazioni internazionali apparse a giugno 2021 su Frontiers in Pharmacology e ad agosto 2021 su PNAS riguardanti l’efficacia della lattoferrina in vitro nell’inibire l’infezione da Covid-19.
“Questa pubblicazione e questi dati sono molto interessanti”, commenta il dottor Paolo Manzoni, direttore di Pediatria e Neonatologia dell’ASL di Biella “rendono ancora più significativo lo studio randomizzato prospettico contro placebo e in doppio cieco che abbiamo condotto col medesimo prodotto e che abbiamo appena terminato a Biella e Novara, per valutare se la lattoferrina può dare benefici clinici in pazienti già ospedalizzati per Covid-19. I risultati che saranno resi pubblici a breve, potrebbero ulteriormente integrare e completare quelli oggi disponibili riguardo a una possibile azione anti-Covid-19 della lattoferrina stessa”.
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Iss, in diminuzione incidenza settimanale a livello nazionale
ROMA (ITALPRESS) – E’ in diminuzione l’incidenza settimanale a livello nazionale: 34 per 100.000 abitanti (01/09/2021 -07/09/2021) vs 37 per 100.000 abitanti (24/09/2021 -30/09/2021), dati Ministero Salute. L’incidenza si trova al di sotto della soglia settimanale di 50 casi ogni 100.000 abitanti che può consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti. E’ quanto emerso dal monitoraggio della Cabina di Regia ell’Istituto Superiore di Sanità. Nel periodo 15 – 28 settembre, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,83 (range 0,81 – 0,86), al di sotto della soglia epidemica e stabile rispetto alla settimana precedente. Stabile rimane anche l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=0,80 (0,76-0,85) al 28/9/2021 vs Rt=0,80 (0,77-0,84) al 21/9/2021). Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in lieve diminuzione al 4,2% ((rilevazione giornaliera Ministero della Salute. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale diminuisce al 4,9% (07/10/2021). Quattro Regioni/PPAA risultano classificate a rischio moderato, secondo il DM del 30 Aprile 2020. Le restanti 17 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio basso. In diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (5.903 vs 7.070 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve diminuzione (33% vs 34% la scorsa settimana). E’ in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (47% vs 45%). Resta stabile la percentuale di casi diagnosticata attraverso attività di screening (21% vs 21%). Una più elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti. La variante Delta rappresenta la quasi totalità dei casi in Italia. La Cabina di Regia consiglia si “opportuno realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione ed applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale”.
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