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Ricciardi “In sicurezza con 90% vaccinati e green pass al lavoro”

ROMA (ITALPRESS) – Se si arriva alla copertura vaccinale al 90% “ci mettiamo in sicurezza. Insieme al Green Pass ci porterebbe nella condizione di controllare con una certa tranquillità la circolazione del virus. Non lo eliminiamo ma la sua presenza sarebbe compatibile con la conduzione di una vita normale e con la tutela della salute”. Lo dice Walter Ricciardi, consulente del ministro alla Salute Roberto Speranza, in un’intervista a La Repubblica. E sull’obbligo di Green Pass a coloro che lavorano, nel pubblico e nel privato, non ha dubbi: “sono convinto – sottolinea – che l’uso del certificato debba caratterizzare tutte le attività che si svolgono in luoghi chiusi. La variante Delta è così contagiosa che se gli dai spazi se li prende tutti”. Estendendo il green pass quindi si potrebbe evitare di mettere l’obbligo vaccinale? “Sì perchè con questa ‘spinta gentilè arriveremmo comunque a coperture elevatissime. E’ chiaro poi che se emergono nuove varianti ancora più preoccupanti della Delta si può tenere come arma di riserva l’obbligo”.
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Vasco Rossi, il 12 novembre arriva il nuovo album “Siamo qui”

ROMA (ITALPRESS) – Si intitola “Siamo qui” il nuovo album di Vasco Rossi, in uscita il 12 novembre. E’ lo stesso rocker a darne notizia in “anteprima esclusiva mondiale abusiva” ai suoi followers, mentre mancano due mesi alla sua pubblicazione.
Della canzone “Siamo qui”, quella che ha dato l’avvio all’intero nuovo lavoro, è stato girato un video in Puglia (località Spinazzola nelle Murge) per la regia di Pepsy Romanoff. Negli stessi giorni gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Castellaneta (Taranto) dove Vasco, non solo trascorre le sue vacanze da oltre dieci anni, ma ci prepara anche i concerti convocando tutta la produzione lì.
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Scuola, Bianchi “Dad? Conto di averla lasciata alle spalle”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo tornati ad avere la gioia di avere le classi piene dei nostri ragazzi”. Lo dice il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a Sky TG24. “Il 93% del personale scolastico è vaccinato”, prosegue. “La didattica a distanza conto di averla lasciata alle spalle”, aggiunge il ministro spiegando che adesso bisogna concentrarsi sull’aumento del “digitale in classe”. “Bisogna imparare – ha aggiunto – a usare questi strumenti con capacità critica”. “Non ho abbandonato l’idea” di far togliere le mascherine laddove in classe siano tutti vaccinati. “La nostra direzione di marcia – aggiunge – è un’indicazione chiara del decreto del 6 agosto. Stiamo lavorando da aprile a una scuola nuova, più inclusiva, affettuosa, e stiamo lavorando anche su questo aspetto delle mascherine”. Sui test salivari, Bianchi ha spiegato che “si parte dalle scuole sentinella e poi lo strumento si estende agli altri”.
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El Shaarawy beffa il Sassuolo, Roma a punteggio pieno

ROMA (ITALPRESS) – La partita numero 1000 di Josè Mourinho si chiude con la corsa del portoghese sotto la Curva Sud. All’Olimpico la Roma batte 2-1 il Sassuolo grazie a una magia di El Shaarawy a tempo scaduto in una partita condizionata da due pali, due gol annullati e da tante occasioni. Le due squadre si schierano con un 4-2-3-1 a specchio. Costante ricerca di Abraham e della profondità per i giallorossi, ostinata costruzione dal basso per gli uomini di Dionisi. Ma anche la squadra neroverde non rinuncia a sfruttare l’arma principale di Raspadori che si muove ripetutamente negli spazi alle spalle di Mancini e Ibanez. Come al 26′ quando, sugli sviluppi di un lancio per l’attaccante azzurro, si sviluppa un’azione che porta al gol di Berardi ma l’1-0 del Sassuolo è annullato per un fuorigioco millimetrico di Raspadori. Non è fuorigioco al 37′ quando la Roma – che poco prima aveva sfiorato il gol con un diagonale largo di Abraham – trova l’1-0 con uno schema da calcio piazzato: pallone rasoterra di Pellegrini per l’inserimento di Cristante che batte Consigli e sigla il secondo gol della sua stagione. Nella ripresa Dionisi cambia: fuori Raspadori, dentro Scamacca. Ed è la scelta giusta perchè è proprio l’ex di turno ad iniziare l’azione dell’1-1: lancio per Berardi che salta Vina e serve Djuricic che da due passi mette in rete. La Roma reagisce subito: Mkhitaryan libera al tiro Pellegrini, Consigli respinge e Abraham sul tap in colpisce il palo. Le squadre si allungano, si gioca a folate. Al 69′ è il turno di Boga che si lascia alle spalle tre avversari e serve Berardi ma Rui Patricio è decisivo nel deviare il tiro dell’azzurro. Al 72′ la Roma sfiora il gol e lo fa di nuovo con Pellegrini che con una magia si libera di Rogerio e Ferrari ma sbaglia ancora la conclusione. Ritmi altissimi e al 78′ Sassuolo va vicino al vantaggio: Djuricic ribalta il fronte in 5 secondi e innesca Boga che arriva in porta ma Rui Patricio è ancora una volta decisivo. Non è finito il galà delle occasioni: all’87’ ci prova Traore con una conclusione che si stampa sul palo alla destra di Rui Patricio. Ma al 91′ la Roma fa esplodere l’Olimpico: El Shaarawy è il destinatario di una palla a campanile, si coordina e col destro trova palo interno e gol. Fine delle emozioni? Tutt’altro. Al 94′ Scamacca si inventa il clamoroso euro gol dell’ex ma è fuorigioco. Mourinho festeggia il punteggio pieno e la panchina numero 1000.
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Djokovic crolla sul più bello, Medvedev vince gli Us Open

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Come Alexander Zverev a Tokyo, Daniil Medvedev spezza il sogno di Novak Djokovic. Allora era la possibilità di conquistare un oro olimpico che lo avrebbe tenuto in corsa per il Golden Slam, oggi la possibilità di emulare Don Budge e Rod Laver, gli unici due tennisti (l’australiano ci riuscì due volte, l’ultima nel 1969) a vincere tutti e quattro i Major nello stesso anno solare. Ma il 34enne di Belgrado, che ai Giochi fu poi battuto anche nella finale per il bronzo, manca l’appuntamento col destino e con la storia perchè sul cemento newyorkese di Flushing Meadows arriva la definitiva consacrazione di Medvedev: 6-4 6-4 6-4 il punteggio che regala al russo il suo primo Slam dopo la finale persa due anni fa proprio a New York contro Nadal e quella a inizio anno, a Melbourne, contro lo stesso Djokovic. Arrivato in finale concedendo un solo set lungo il cammino, il 25enne di Mosca interrompe la striscia di 27 vittorie di fila in un Major del numero uno del mondo, negandogli anche quel 21esimo Slam che gli avrebbe permesso di staccare anche Federer (col quale condivide il primato di finali, 31) e Nadal, fermi a 20. Sarà stata la pressione, sarà stata la stanchezza di un anno vissuto col piede sull’acceleratore, saranno state le tante battaglie – l’ultima in semifinale vinta al quinto contro Zverev -, fatto sta che Djokovic ha mancato la grande chance di entrare nella leggenda, offrendo in campo solo l’ombra del campione che è. Ma dove finiscono i demeriti del serbo, iniziano quelli di Medvedev, leader di quella nouvelle vague tennistica rappresentata anche da Tsitsipas e Zverev che punta a mettere la parola fine all’era dei Big Three. Il russo ha fatto leva sul servizio, non ha mostrato segni di debolezza anche se all’ultimo il braccio ha un pò vacillato: nel terzo set avrebbe potuto già chiudere i conti quando è andato al servizio sul 5-2 ma al primo match point ha inanellato due doppi falli che tradivano tutta l’emozione del momento. Ma Djokovic, quasi in lacrime davanti all’affetto di un pubblico che non voleva vederlo arrendersi, non ne aveva più. A scrivere la storia è oggi un ragazzo di Mosca.
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Leao e poi è subito Ibra, il Milan batte la Lazio

MILANO (ITALPRESS) – Il Milan vince e convince contro la Lazio al rientro dalla sosta, ma soprattutto ritrova Zlatan Ibrahimovic, in gol dopo sette minuti dal suo ingresso. Gli uomini di Pioli volano a punteggio pieno grazie allo svedese e Leao, avvicinandosi con piena fiducia alla sfida europea contro il Liverpool. Serata opaca per Sarri che fa un passo indietro rispetto alle prime due vittorie, anche in termini di prestazione. Il primo tempo è di assoluto dominio rossonero davanti a un San Siro gremito per le possibilità di capienza odierne. Al 7′ il primo squillo è di Theo Hernandez che però calcia fuori misura da posizione favorevole. Ci riprova con la medesima fortuna Calabria che manda a lato il suo destro. Con il passare dei minuti il Milan alza i ritmi e riesce a infilarsi con più facilità nell’area avversaria. Lo fa con Leao, il cui colpo di testa non impegna ancora Pepe Reina al 25′. Dall’altro lato è quasi impalpabile l’attacco capitolino che si fa vedere solo con qualche lampo in velocità di Felipe Anderson. Lasciato troppo solo Immobile, non riesce a farsi largo tra i centrali del ‘Diavolò. Ma è al minuto 45 che la gara si sblocca, meritatamente a favore del Milan: fa tutto Leao, che appoggia per Rebic, pallone di ritorno e colpo da biliardo del portoghese che fa 1-0. A ridosso del duplice fischio i rossoneri hanno la chance di volare sul 2-0 dopo un intervento in ritardo di Immobile su Kessiè (giudicato falloso da Chiffi solo al monitor del Var): dal dischetto ci va proprio l’ivoriano che però stampa la sfera sulla traversa tra la disperazione di Ibrahimovic in panchina. Ed è proprio Ibra a fare il suo ritorno in campo dopo quattro mesi. Un ritorno tutt’altro che banale, deliziato dal gol del 2-0: altra splendida iniziativa di Rebic e passaggio filtrante per il tap-in più facile della carriera dello svedese al 67’. C’è l’esordio in biancoceleste anche per Zaccagni, ma il suo impatto sulla partita non è altrettanto roboante. Il finale è normale amministrazione per la squadra di Pioli che ora può mettere tutta la testa ad Anfield, nervi tesi in casa Lazio con Sarri espulso dopo il triplice fischio.
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Ricciardo vince a Monza, 4^ Leclerc, fuori Hamilton e Verstappen

MONZA (ITALPRESS) – Daniel Ricciardo vince un Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza ricco di sorprese. Nel tempio della velocità si chiude il trittico di gare di fine estate e alla bandiera a scacchi sventolata da Marcell Jacobs è il pilota della McLaren a portare a casa la vittoria a tre anni e mezzo di distanza dall’ultima volta, precedendo il compagno di team Lando Norris per una doppietta impronosticabile. Sul terzo gradino del podio sale invece Valtteri Bottas, protagonista di una bella rimonta, subito dietro ecco le due Ferrari, con Charles Leclerc quarto e Carlos Sainz sesto. Clamoroso doppio ritiro, invece, per il leader del Mondiale Max Verstappen e per il sette volte campione Lewis Hamilton, protagonisti di un’incredibile collisione al giro 26 che ha estromesso entrambi dal proseguo della gara e che scatenerà nuove polemiche ed attribuzioni di colpe.
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Papa Francesco incontra Orban. “Mantenere radici senza arroccamenti”

BUDAPEST (ITALPRESS) – In privato nella Sala Romanica del Museo delle Belle Arti Francesco ha incontrato questa mattina il presidente, il premier e il vice premier d’Ungheria, prima di parlare ai vescovi e ai rappresentanti ecumenici per poi spostarsi nella Piazza degli Eroi per la Messa. I primi ad incontrare il Papa, accompagnato dal segretario di Stato il cardinale Pietro Parolin e il segretario per i Rapporti con gli Stati monsignor Paul Richard Gallagher, sono stati il Presidente della Repubblica Janos Ader, il primo ministro Viktor Orban e il vice primo ministro Zsolt Semjèn, che hanno accolto Francesco al suo arrivo nell’edificio neoclassico. L’incontro – fa sapere la Sala Stampa vaticana – si è svolto secondo il programma previsto, in un clima cordiale, ed è terminato alle ore 9.25. Dunque circa una quarantina di minuti, da programma. Tra i vari argomenti trattati – spiega ancora la Sala Stampa – il ruolo della Chiesa nel Paese, l’impegno per la salvaguardia dell’ambiente, la difesa e la promozione della famiglia. “Grazie a te popolo di Ungheria – ha poi detto il Papa al termine della visita riscuotendo gli applausi della piazza gremita di fedeli – Per mille anni la Croce fu colonna della tua salvezza e anche ora il segno di Cristo sia per te la promessa di un futuro migliore. Vi auguro che la Croce sia il vostro ponte tra il passato e il futuro. Il sentimento religiosi e’ la linfa di questa Nazione tanto attaccata alle sue radici. Ma la Croce tanto radicata al terreno oltre a invitarci a radicarci bene, stende e innalza le sue braccia verso tutti. Esorta a mantenere salde le radici ma senza arroccamenti, ad attingere alle sorgenti aprendoci agli assetati del nostro tempo. Il mio auguro che siate cosi’: fondati e aperti, radicati e rispettosi”.

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