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Afghanistan, Guerini “I militari italiani escono a testa alta”

ROMA (ITALPRESS) – “I militari italiani escono a testa alta dal loro impegno in Afghanistan. Lo testimoniano il grande sforzo di questi giorni e ce lo dicono le cifre, i notevoli risultati conseguiti sul terreno, il sentimento di sincera amicizia della popolazione afgana e le innumerevoli testimonianze di apprezzamento che abbiamo raccolto dalle istituzioni a livello locale, con cui abbiamo operato lealmente e costruttivamente dando sempre massima priorità alle esigenze di sviluppo e di sicurezza delle comunità locali, per permettere loro di crescere così anche da rafforzare una comune base identitaria”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, in audizione presso le Commissione riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato sulla crisi afghana e i suoi sviluppi. “L’operato dei nostri militari, silenzioso e costante, merita il plauso e la gratitudine anche da parte di tutto il popolo italiano, per l’impegno al servizio dei valori della libertà e della democrazia in diverse regioni del pianeta, agendo con riconosciute professionalità e sacrificio. Un sacrifico alle volte estremo – ha evidenziato – come quello dei 54 militari che hanno perso la vita in Afghanistan e la cui memoria vive e vivrà per sempre nei cuori dei loro commilitoni e di tutti coloro che non dimenticheranno mai il loro servizio al nostro paese. Stiamo impiegando tutte le risorse disponibili e fino a quando le condizioni lo consentiranno faremo ogni sforzo, congiuntamente agli Alleati, per mettere in sicurezza ed evacuare più persone possibili”.
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Il Volo al concertone finale della notte della Taranta

ROMA (ITALPRESS) – Super ospiti del concertone finale di Melpignano (LE), il 28 agosto, il trio Il Volo. Già ospiti nel backstage nel 2018, quando hanno avuto modo di condividere dietro le quinte le emozioni della lunga notte dedicata alla pizzica e all’incontro tra culture, Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, tornano nel Salento a Melpignano questa volta per esibirsi sul palco del Concertone di Melpignano, alla Notte della Taranta, una delle manifestazioni di musica popolare più conosciute e apprezzate in Italia e in Europa. Una sfida per gli artisti del Volo che canteranno l’inno della Taranta, Calinitta, in grico, la lingua minoritaria dell’area ellenofona del Salento. Ambasciatori del bel canto e della musica italiana nel mondo, Piero, Ignazio e Gianluca hanno lavorato a stretta collaborazione con il maestro Enrico Melozzi che, come annunciato, presenterà una Taranta in chiave rock. Non mancheranno le sorprese con Madame, la giovanissima maestra concertatrice intervenuta con il suo linguaggio fluido e poetico su alcuni brani della tradizione. Il Concertone di Melpignano sarà trasmesso il 4 settembre per la prima volta da RAI 1 alle 23.15.
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Tajani “In Afghanistan sconfitta dell’Occidente”

RIMINI (ITALPRESS) – “Quella dell’Afghanistan è stata una sconfitta brutta dell’occidente che ha perso onore e credibilità davanti a milioni di persone alle quali aveva promesso delle cose. La fuga disordinata ha provocato danni ancora maggiori. Bisogna rinviare il termine per salvare le persone che vogliono abbandonare l’Afghanistan e questo lo possiamo fare solo con una presenza forte a difesa dell’aeroporto di Kabul ma anche con una presenza che garantisca i corridoi umanitari da Herat a Kabul. Non possiamo abbandonare gli afgani che hanno collaborato con i nostri militari”. Così Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, al dibattito “Il ruolo dei partiti nella democrazia oggi.
Incontro con i protagonisti della politica italiana” al Meeting di Rimini.
“Non si può dialogare con il terrorista e il dialogo con i Talebani è impossibile perchè non rispettano alcun patto, il loro obiettivo è far fuori l’avversario. I talebani hanno dimostrato negli anni di non saper dialogare con nessuno, ok mantenere il confronto e un rapporto ma non il dialogo, salviamo il maggior numero di vite con una strategia per il futuro – ha concluso -. L’Europa deve fare un salto di qualità, instaurare una politica estera più coraggiosa e avere finalmente un’unica politica di difesa, io credo che dovremmo dar vita a un vero esercito europeo che permetterebbe di intervenire in maniera autonoma per ristabilire la pace. Non sottovalutiamo l’azione della Cina che ha mire egemoniche sull’Afghanistan che ha risorse immense e che fanno gola”.
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Crolla palazzina a Torino, morto un bambino

Il pigro risveglio di fine agosto a Torino, stamattina poco dopo le 8.30 è stato scosso da un boato sentito in tutta la parte nord della città. A esplodere un impianto a gas domestico al secondo e ultimo piano di un’ex cascina di strada Bramafame 42. La deflagrazione ha completamente divelto il tetto dell’edificio, in uno dei sei alloggi, si trovavano una donna 34enne e suo figlio Aron di appena quattro anni. Per lui non c’è stato nulla da fare, è stato estratto dai vigili del fuoco per ultimo, poco dopo mezzogiorno. La madre non è in condizioni gravi, e potrebbe essere dimessa in giornata. Il bollettino della tragedia comprende altri tre feriti. Due sono gravi. Si tratta di un 22enne che viene operato in questi minuti al Cto per un trauma cranico, che si aggiunge a una frattura del bacino, la prognosi è riservata. Molto grave anche un altro 22enne, che dormiva nel palazzo, che ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 50% del corpo.
L’edificio si trova in una zona abbastanza degradata della città, vicino a strada dell’aeroporto, che collega corso Grosseto alla tangenziale. Qui si trova un campo nomadi, qui spesso vengono bruciate auto rubate. Una terra di nessuno, dove vivono immigrati clandestini, e non, in condizioni di fortuna. Proprio questo degrado spiega la tragedia. L’area non è infatti raggiunta dalla rete di distribuzione del metano, e per scaldare l’acqua si utilizzano le bombole a gpl. Proprio il funzionamento difettoso di un impianto di questo tipo dovrebbe essere la causa della tragedia. Indagano la polizia e i nuclei specializzati dei vigili del fuoco, che per ora non si sbilanciano, anche se fin da subito ai soccorritori è apparso chiaro cosa fosse accaduto. Le operazioni di salvataggio si sono concluse attorno alle 14, quando si è capito che sotto le macerie non c’era più nessuno. Continueranno invece fino a domani i rilievi scientifici per definire con esattezza cosa sia successo, a cominciare dall’individuazione del luogo e dell’unità abitativa in cui si trovava la bombola esplosa. Fondamentali saranno i racconti dei feriti, non appena sarà possibile raccogliere la loro testimonianza, al termine di queste prime decisive ore di degenza ospedaliera. Fonti ospedaliere non fanno infatti trapelare ottimismo, sull’evoluzione del quadro clinico dei due feriti più gravi. Poi comincerà lo strazio del lutto per il piccolo Aron, vittima innocente di una tragedia che si poteva evitare.

Afghanistan, Salvini “No al dialogo con i terroristi islamici”

RIMINI (ITALPRESS) – “Sull’Afghanistan sono d’accordo con Letta su corridoi umanitari e non sono d’accordo con Conte perchè io il dialogo con i terroristi islamici non lo concepisco per principio e non lo legittimo. Ho incontrato ieri l’ambasciatore afgano e pakistano, io dialogo con chi rappresenta un’istituzione non chi dice che i diritti delle donne verranno garantiti nel nome della legge islamica, dialogo con qualcuno che riconosce le libertà come diritti fondamentali”. Così Matteo Salvini, segretario federale della Lega, al dibattito “Il ruolo dei partiti nella democrazia oggi. Incontro con i protagonisti della politica italiana” al Meeting di Rimini.
“L’Europa ha le sue colpe, anni fa ha negato le sue radici giudaico cristiane e difficilmente può riuscire a dialogare con qualcuno di altro da se. Tra i 10 paesi più popolosi al mondo ci sono la Cina, l’Indonesia, il Pakistan, la Nigeria e il Bangladesh, due miliardi e mezzo di persone, dobbiamo attrezzarci. Io sono per la libertà religiosa e di culto ma dialogo con chi riconosce la prevalenza del diritto della legge e della libertà rispetto alla legge divina. La legge di ogni Stato deve prevalere sul fanatismo e sull’integralismo”, ha concluso Salvini.
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Vina e Shomurodov si presentano “Alla Roma per vincere”

ROMA (ITALPRESS) – Uno ha 23 anni ma ha già vinto una Copa Libertadores. L’altro di anni ne ha 26, è arrivato tardi nel grande calcio e deve ancora riempire la bacheca. Eppure, per Matias Vina ed Eldor Shomurodov, due nuovi acquisti della Roma presentati oggi a Trigoria, l’obiettivo è lo stesso: “Vincere trofei”. L’esterno uruguaiano è approdato in giallorosso dopo l’infortunio di Spinazzola che ha costretto la società, per stessa ammissione di Mourinho, a cambiare i piani originari di mercato. “Al Palmeiras mi hanno comunicato l’interesse della Roma, ho anche parlato con Mourinho e ho iniziato ad allenarmi a parte. Sono molto felice di essere qui oggi”, ha detto Vina. Per Tiago Pinto “Spinazzola e Vina possono anche giocare insieme” e il terzino non ha dubbi: “Non ne ho parlato con Mourinho ma posso giocare anche da difensore centrale”. Sugli obiettivi: “Sono giovane ma ho avuto la fortuna di vincere abbastanza. Posso imparare molto anche qui. Il segreto per vincere trofei? Dobbiamo pensare a una partita alla volta”.
Pensa a un trofeo anche il classe 1995 Shomurodov, che si è guadagnato la Roma dopo una buona stagione con la maglia del Genoa: “Ogni anno mi sono dato come obiettivo di migliorare sempre. Non conta l’età, l’importante è che io sia qui e non vedo l’ora di dimostrare quello che valgo e vincere qualcosa con la Roma e per la Roma”. A Trigoria trova Mourinho: “Ci siamo visti due anni fa a Mosca e quando è arrivata la notizia dell’interesse della Roma ho detto subito di sì”, ha detto l’uzbeco. “Innanzitutto per la Roma, perchè è un top club. Poi anche per Mourinho, che è stato uno dei ‘motivì che mi ha convinto a venire qui”. Proprio l’allenatore portoghese non ha chiuso le porte a una convivenza in attacco tra Shomurodov e Abraham. “L’importante è fare il bene della Roma. Se mi sarà chiesto di giocare con lui, lo farò e non vedo l’ora di farlo. Posso giocare sia al centro che come esterno”, ha concluso Shomurodov.
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Conte “Dialogo con i talebani non significa riconoscimento”

RIMINI (ITALPRESS) – “Quando parlo di un dialogo con i talebani non significa legittimarli e non significa che riconosco politicamente i talebani. Io dico che bisogna tentare un confronto e credo che questo sia un imperativo morale da parte delle forze occidentali”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, intervenendo al Meeting di Rimini, parlando di Afghanistan.
“La situazione attuale non contempla altre soluzioni che non siano il dialogo, un’altra guerra non è pensabile e non possiamo lasciare nella disperazione la popolazione afghana”, ha sottolineato l’ex premier.
“Non abbiamo alternative – ha aggiunto – in modo da assicurare protezione e tutela della libertà per le persone che rimangono, perchè saranno la gran parte. Dobbiamo essere realisti, il piano di evacuazione terminerà e dobbiamo continuare a lavorare sui corridoi umanitari e preoccuparci di coloro che restano. Quando ho detto questo sono stato tacciato di essere l’avvocato dei tagliagola…”.
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Afghanistan, Meloni “Gestione Biden disastrosa”

RIMINI (ITALPRESS) – “La gestione dell’amministrazione Biden è stata disastrosa. Una cosa era ragionare su un disimpegno, altra cosa è la fuga disordinata alla quale abbiamo assistito. Questo ha prodotto una umiliazione per gli Usa e per l’Occidente e ci saranno delle conseguenze geopolitiche imprevedibili”. Così la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervenendo al Meeting di Rimini, in merito alla crisi in Afghanistan. “La soluzione per 30 milioni di afghani non sarà portarli in Europa – ha spiegato -. Il tema da porre è il rapporto con queste nazioni fondamentaliste. La soluzione non è nei corridoi umanitari ma in un piano per sostenere le nazioni limitrofe all’Afghanistan per accogliere i profughi”.
Nel corso del dibattito con altri leader, Meloni ha parlato anche del ruolo dei partiti. Per la presidente di Fdi “gli italiani non sono delusi dalla democrazia ma da come i partiti hanno interpretato la democrazia. Un partito non esiste se non per interpretare una visione del mondo, abbiamo visto partiti senza una visione di riferimento e sono arrivati a considerare la propria sopravvivenza come unico impegno politico da portare avanti. Parlare di idee è l’essenza della nostra democrazia, è la base per qualsiasi dialogo, le identità forti non hanno paura di essere contaminate”. Così la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervenendo al Meeting di Rimini.

(ITALPRESS).

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