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Roma, Raggi “In arrivo 10 droni per controllare la città dall’alto”

ROMA (ITALPRESS) – Sui cieli della Capitale arrivano i droni per controllare la città dall’alto: la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e Ugo Angeloni, comandante del corpo della Polizia Locale di Roma Capitale, hanno presentato il nuovo servizio di “sicurezza e controllo in città. Droni in dotazione alla Polizia Locale”. “Oggi presentiamo un nuovo servizio sul quale abbiamo lavorato molto per dotare la nostra polizia locale di droni, un nuovo servizio che sta partendo in questi giorni. Sono stati abilitati 54 agenti e stiamo completando la formazione anche grazie all’Enac e all’esercito. Un servizio che ci permetterà di avere più controllo della città”, ha detto Raggi, che ha aggiunto: “Si potranno controllare meglio illeciti come l’abbandono dei rifiuti, il contrasto dei roghi tossici, l’abusivismo edilizio, e tutta una serie di reati che attraverso il controllo dall’alto saranno più facilmente individuabili”.
Per la sindaca di Roma Capitale “la Polizia locale farà un grande passo avanti e diventerà sempre più vicina ai cittadini, quello che presentiamo oggi è un nuovo progetto che serve a stare sempre più vicino al territorio e fa parte di tutta una serie di nuove progettualità che stiamo portando avanti per consentirci di avere sempre più occhi sulla Capitale, insomma stiamo andando nella direzione giusta”.
Ugo Angeloni, comandante del corpo della Polizia Locale di Roma Capitale ha spiegato che “insieme ai miei uomini abbiamo studiato l’utilizzo e l’impiego dei droni, abbiamo immaginato dove il drone può fare la differenza, ci siamo poi affidati al consiglio dell’esercito. Abbiamo acquisito 10 unità, nove di semplicità di uso, occhi che ci consentiranno di vedere dall’alto, una con un dispositivo con telecamere a infrarosso. Tutto questo ci renderà molto più veloci nell’operare”.
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Covid, Toti “Liguria lontana da zona gialla”

GENOVA (ITALPRESS) – “La Liguria è lontana dalla zona gialla, con i numeri attuali non corriamo alcun rischio”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti traccia il punto della pandemia da Covid-19 sul territorio. “Bisogna, tuttavia – ha spiegato Toti – continuare ad essere prudenti e, soprattutto, bisogna vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinarsi sia per aiutare la nostra sanità sia per poter continuare a rimanere aperti, senza restrizioni. I ricoverati in terapia intensiva sono persone non vaccinate: i numeri ci dicono che se sei vaccinato sei più sicuro e consenti a tutti di continuare a vivere. Se in Liguria non avessimo avuto un’alta adesione alla campagna vaccinale, i nostri ospedali sarebbero stati travolti e probabilmente non avrebbero retto ad un’ulteriore ondata dopo quelle dei mesi scorsi”.
“Oggi – ha aggiunto il governatore Toti – abbiamo circa 15 letti occupati in terapia intensiva e una cinquantina nei reparti di media intensità di cura: i numeri attuali non sono tali da rischiare il passaggio in zona gialla. Il decreto in vigore, quello del 23 luglio scorso prevede infatti che una regione rimanga in zona bianca se l’incidenza rimane entro i 50 casi ogni 100mila abitanti oppure, in caso di incidenza tra i 50 e i 150 casi ogni 100mila abitanti, se si verifica una di queste due condizioni: rimanere entro il 10% di letti occupati nelle terapie intensive oppure entro il 15% di letti occupati in area medica”.
“In altre parole – conclude Toti – per il passaggio di zona dovremmo superare entrambi i parametri relativi alla pressione ospedaliera, oltre a quello relativo all’incidenza. Noi siamo al 7% di occupazione di letti in terapia intensiva (230 posti totali) e circa al 3% di occupazione in area medica (1700 posti totali). Che si verifichino tutte e tre le condizioni, credo francamente che sia molto improbabile. Per questo non c’è ad oggi alcun rischio di passare in zona gialla”.
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Green Pass, Salvini “Lamorgese ha idee molto confuse”

CASERTA (ITALPRESS) – “Il ministro dell’Interno dovrebbe garantire la sicurezza, in tutto il Paese, dentro e fuori dai e ristoranti. Mi sembra che abbia le idee molto confuse, e rischia di far danno. Ovviamente non puoi trasformare baristi, camerieri e pizzaioli in bersaglieri o carabinieri. Facesse meglio il suo lavoro sarebbe meglio per tutti”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando con i giornalisti a Caserta, in merito alle dichiarazioni del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese sul green pass.
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Cinema, fuori concorso a Mostra di Venezia “Ennio” di Giuseppe Tornatore

VENEZIA (ITALPRESS) – “Ennio” di Giuseppe Tornatore, entra nel programma, fuori concorso alla 78.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 2021 di Venezia. Si tratta di un ritratto a tutto tondo di Ennio Morricone, il musicista più popolare e prolifico del XX secolo, il più amato dal pubblico internazionale, due volte Premio Oscar, autore di oltre 500 colonne sonore indimenticabili. Lo annuncia la Biennale di Venezia. Il documentario lo racconta attraverso una lunga intervista di Giuseppe Tornatore al Maestro, testimonianze di artisti e registi – come Bertolucci, Montaldo, Bellocchio, Argento, i Taviani, Verdone, Barry Levinson, Roland Joffè, Oliver Stone, Quentin Tarantino, Bruce Springsteen, Nicola Piovani, Hans Zimmer e Pat Metheny – musiche e immagini d’archivio. Ennio è anche un’indagine volta a svelare ciò che di Morricone si conosce poco. Come la sua passione per gli scacchi, che forse ha misteriosi legami con la sua musica. Ma anche l’origine realistica di certe sue intuizioni musicali come accade per l’urlo del coyote che gli suggerisce il tema de Il buono il brutto, il cattivo, o il battere ritmato delle mani su alcuni bidoni di latta da parte degli scioperanti in testa ad un corteo di protesta per le vie di Roma che gli ispira il bellissimo tema di Sostiene Pereira. Un’attitudine all’invenzione che trova conferma nel suo costante amore per la musica assoluta, e la sua vocazione a una persistente sperimentazione.
“Ho lavorato trent’anni con Ennio Morricone – dichiara Giuseppe Tornatore – Ho fatto con lui quasi tutti i miei film, per non contare i documentari, gli spot pubblicitari e i progetti che abbiamo cercato di mettere in piedi senza riuscirci. Durante tutto questo tempo il nostro rapporto di amicizia si è consolidato sempre di più. Così, film dopo film, man mano che la mia conoscenza del suo carattere di uomo e di artista si faceva più profonda, mi sono sempre chiesto che tipo di documentario avrei potuto fare su di lui. E oggi si è avverato il sogno. Ho voluto realizzare Ennio per far conoscere la storia di Morricone al pubblico di tutto il mondo che ama le sue musiche. Non si è trattato solo di farmi raccontare da lui stesso la sua vita e il suo magico rapporto con la musica, ma anche di cercare negli archivi di mezzo mondo interviste di repertorio e altre immagini relative alle innumerevoli collaborazioni svolte in passato da Morricone con i cineasti più importanti della sua carriera. Ho strutturato Ennio come un romanzo audiovisivo che attraverso i brani dei film da lui musicati, le immagini di repertorio, i concerti, possa fare entrare lo spettatore nella formidabile parabola esistenziale ed artistica di uno dei musicisti più amati del ‘900”.
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L’eredità del Ponte, “Modello Genova” per il rilancio del Paese

MILANO (ITALPRESS) – La capacità di trasformare un cantiere in una grande occasione di collaborazione con tutti gli attori del territorio, in uno sforzo congiunto. E’ l’eredità che lascia il Ponte San Giorgio di Genova, un anno dopo la cerimonia di inaugurazione, oltre all’abilità tecnica e ingegneristica espressa dal Gruppo Webuild che insieme a Fincantieri ha realizzato l’opera.
Il cosiddetto “Modello Genova”, divenuto espressione di un nuovo modo di trasformare gli investimenti in opere tangibili, nasce da un lato dall’efficienza operativa assicurata dalle società di costruzione; dall’altro dal “gioco di squadra” attivato tra tutti i soggetti coinvolti, Commissario e istituzioni, costruttori, imprese della filiera, organismi di controllo, società civile.
“Questo Ponte – dice Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild – rappresenta un nuovo modo di realizzare infrastrutture in Italia, simbolo e prova che anche in Italia le grandi opere strategiche possono essere costruite in tempi giusti, con costi giusti e nel rispetto delle normative e della sicurezza. Questo ponte lascia dietro di sè una lezione di speranza per il futuro”.
In questa corsa contro il tempo per la costruzione del nuovo Ponte Genova San Giorgio hanno dato il loro contributo imprese e lavoratori. I lavori sono durati quindici mesi. Quattrocentocinquanta giorni segnati da eventi eccezionali come l’esplosione della pandemia del Covid-19. Tanto è bastato per portare a compimento la costruzione del viadotto che attraversa la valle del Polcevera e restituisce alla città di Genova un’infrastruttura strategica per la sua rete di mobilità con un transito di 43.200 mezzi al giorno di media.
Alle spalle di questo successo, celebrato il 3 agosto del 2020 di fronte al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, c’è un nuovo paradigma per il settore delle costruzioni che basa la sua efficacia su alcuni fattori chiave.
Al primo posto la collaborazione. Il “Modello Genova” nasce dalla puntuale collaborazione tra le imprese che hanno realizzato l’opera, a partire dal Gruppo Webuild, con le istituzioni centrali, quelle locali, le forze di polizia, i sindacati fino alla stessa cittadinanza. Tutti hanno dato il loro contributo, tutti hanno remato nella stessa direzione, superando le lungaggini della burocrazia e permettendo alle imprese di concentrarsi sulla costruzione.
Il secondo pilastro del “Modello Genova” è stato la trasparenza, intesa come condivisione del progetto, ma anche come apertura del cantiere agli sguardi esterni. Non solo attraverso le telecamere attive 24 ore su 24, ma con una mostra permanente allestita nel Porto Vecchio della città e una serie di visite organizzate con le scuole per presentare quello che sarebbe diventato il loro ponte.
Fondamentale è stato il lavoro di squadra con tutta la filiera. Oltre 330 imprese, per il 99% italiane, hanno dato il loro contributo del valore di 160 milioni di euro come fornitori e subfornitori di Webuild. Nella maggior parte dei casi imprese di medie e piccole dimensioni che hanno messo le loro eccellenze e i loro brevetti al servizio di un obiettivo condiviso.
Alla realizzazione hanno preso parte anche gli oltre mille addetti, tra ingegneri, tecnici e operai, che per mesi hanno lavorato giorno e notte in cantiere. Mille persone impegnate contro la pioggia, la neve, il vento, la minaccia del Covid-19, rispettando i più rigidi protocolli di sicurezza, e permettendo con il loro lavoro e la loro passione di conquistare quello che per tutti è ormai un record nella storia italiana delle grandi opere. Un record ottenuto solo grazie alla collaborazione, alla trasparenza, al lavoro di squadra, alla sicurezza.
Il nuovo Ponte Genova San Giorgio è uno snodo essenziale per il collegamento con la Francia, con il porto e in generale con le aree limitrofe, tassello essenziale per restituire a Genova il ruolo di grande città portuale e commerciale e dare un nuovo impulso alla mobilità e alle connessioni della Liguria e del Paese. Una progettazione complessa e all’avanguardia, per garantire sicurezza e solidità dell’infrastruttura nel tempo, rilanciando la competitività del sistema economico locale e nazionale.
“Il Modello Ponte di Genova è la risposta che vogliamo dare a questa crisi che sta investendo il nostro Paese, è il frutto del lavoro delle mani e del cuore di oltre 1000 persone e 330 piccole e medie imprese che sono state al nostro fianco. E’ la fiducia, è il lavoro, è il futuro”, ha sottolineato Salini.

Per maggiori informazioni sul ponte San Giorgio:
https://www.webuildgroup.com/it/progetti/ponte-genova?utm_source=Speciale&utm_medium=Italpress&utm_campaign=Un%20anno%20Ponte%20Genova&utm_id=Sito%20ponte

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Zaia “Superare Reddito di Cittadinanza, meno tasse per assumere di più”

MILANO (ITALPRESS) – “Non è una novità italiana, in altri paesi esiste. Però, abbiamo capito che così come è stato introdotto, ha consentito ad alcuni di lucrare a carico della comunità senza effetti vistosi sull’occupazione: difficile trovare lavoro guardando la tv. La strada era la defiscalizzazione delle assunzioni, con qualche misura per evitare i turn over di opportunità”. Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, sul Corriere della Sera invita ad andare oltre il reddito di cittadinanza e puntare sulla riduzione delle tasse sul lavoro per poter assumere di più. Sulla riforma degli ammortizzatori sociali, Zaia non ha dubbi: “Credo che questa sia una riforma delle riforme, fondamentale anche in vista del Pnrr. Parlarne oggi è impossibile, ma io credo debba essere rispettosa di chi si è spaccato la schiena per fare grande questo paese. E deve essere di buon senso e di modernità”.
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Banche, a giugno prestiti in aumento

ROMA (ITALPRESS) – A giugno i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del 3,4 per cento sui dodici mesi (3,8 nel mese precedente). Lo rende noto la Banca d’Italia.
I prestiti alle famiglie sono aumentati del 3,9 per cento sui dodici mesi (come nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 3,7 per cento (4,6 nel mese precedente). I depositi del settore privato sono cresciuti del 9,6 per cento sui dodici mesi (contro l’8,8 in maggio); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 6,2 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (-4,9 in maggio). Le sofferenze sono diminuite del 21,3 per cento sui dodici mesi (in maggio la riduzione era stata del 20,7 per cento); la variazione può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.
Per quanto riguarda, invece, i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, TAEG), questi si sono collocati all’1,77 per cento (1,76 in maggio), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,11 per cento (7,98 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,17 per cento (1,13 in maggio), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,81 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,78 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,32 per cento (come nel mese precedente).
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Cingolani “Ridurre del 55% produzione anidride carbonica”

ROMA (ITALPRESS) – Sui problemi del clima del mondo, sottolineati anche dal rapporto IPCC dell’Onu, il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani al Tg1 ha ricordato come si tratti di “qualcosa che purtroppo era previsto, visto che negli ultimi 200 anni siamo passati da un miliardo a 8 miliardi di abitanti” dice al TG1. “Abbiamo compiuto una rivoluzione industriale spaventosa, basata principalmente sui carburanti fossili per i mezzi di trasporto e per ogni genere di attività ed è per questo che si sprigionano quei gas che inquinano ed il clima della terra di riscalda: è un pò come un’auto sotto il sole che diventa rovente all’interno” aggiunge. “Il risultato ulteriore è che si sciolgono i ghiacciai, si alza il livello dei mari e si desertificano i territori. E tutto questo è accaduto in duecento anni, è come l’ultimo minuto di una giornata di assoluto equilibrio in cui tutto si stravolge: siamo esplosi demograficamente e i consumi sono aumentati” sottolinea Cingolani che sulla possibile soluzione ricorda come esista “una road map”. “Ci sono gli accordi di Parigi che prevedono di diminuire l’uso nei prossimi dieci anni di tutto quello che produce anidride carbonica. Dobbiamo ridurre del 55% entro il 2030 e bisogna fare una transizione ecologica: la grande sfida è passare a fonti rinnovabile, elettrificando il più possibile per una energia che non produce anidride carbonica quando viene prodotta” conclude il ministro.
(ITALPRESS).

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