TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – “Mi prendevano in giro perchè mi buttavo sul traguardo, magari a volte in modo eccessivo, ma stavolta è servito. Forse tutti quei tuffi fatti negli anni erano un segno del destino”. Lo ha dichiarato Filippo Tortu in conferenza stampa a Casa Italia commentando l’arrivo vincente in volata nella 4×100 olimpica. “Avevo deciso mezz’ora prima che sarebbe stata la gara della mia vita. L’Olimpiade è la cosa più importante per me, se non mi portavano il testimone li ammazzavo. E alla fine le lacrime erano soltanto di gioia” le parole dell’azzurro.
“Timore che l’atletica venga presto nuovamente oscurata da Lukaku e dal calcio? Dipende molto da voi. Più che correre e vincere 5 ori non so cosa possiamo fare, ma poi i servizi giornalistici li fate voi”. “La vittoria nella 4×100 olimpica è superiore a qualsiasi cosa – ha aggiunto Desalu – non ci sono Ronaldo o Lukaku che tengano”.
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Tortu “L’Olimpiade è la cosa più importante per me”
Jacobs “Sapevamo di poter fare impresa in staffetta”
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – “Quando abbiamo capito quale
sarebbe stato il quartetto? Nell’ultimo raduno, solo in quel
momento abbiamo intuito che il nostro quartetto sarebbe arrivato
ai Giochi. E’ un gruppo super unito, ci vogliamo bene, abbiamo
lavorato tanto insieme: sapevamo che avremmo potuto fare qualcosa
di grande e lo abbiamo fatto”. Lo ha dichiarato Marcell Jacobs in
conferenza stampa a Casa Italia.
“Sto ancora cercando di realizzare il primo oro, figuratevi il secondo. Vedere il mio nome vicino ai più grandi dell’atletica di tutti i tempi è qualcosa di incredibile, una immensa soddisfazione. Sono arrivato qui rimboccandomi le maniche, ora voglio cercare di godermi questo momento”.
“Speriamo che i genitori portino i loro figli nei campi di atletica. Lo sport insegna tanto: non bisogna arrendersi alla prima difficoltà, non bisogna mollare perchè nella vita non ti regala niente nessuno. Io spero di essere un esempio per i ragazzi” ha detto Jacobs.
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Mornati “A Tokyo scommessa vinta con nuovo modello Italia”
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – “Ci fa piacere vedere realizzato il nostro metodo con queste medaglie. Diversamente da quanto fanno in altri paesi, abbiamo lavorato in modo orizzontale su tutti gli sport: per capirlo basta guardare il numero delle discipline in cui siamo saliti sul podio. E’ una scommessa vinta”. Carlo Mornati è comprensibilmente orgoglioso dell’Italia dei record. A 24 ore dalla fine delle gare e con alcune carte ancora da giocare, il segretario generale del Coni e capo missione dell’Italia Team ai Giochi di Tokyo ha fatto il punto sulla spedizione azzurra. “Prima della partenza l’obiettivo era fare meglio di Rio 2016, quindi arrivare a quota 30 medaglie – ha spiegato Mornati in conferenza stampa a Casa Italia – Le proiezioni ci portavano addirittura a 46 podi, ma con varie incognite tra cui il Covid. La gara pià bella? Tutte le medaglie hanno dietro la stessa carica, poi ci sono prestazioni che vanno oltre la medaglia stessa: per fare un esempio, c’è un motivo per cui non avevamo mai vinto i 100 metri piani nella storia”. Al momento le medaglie sono 38, un record storico per l’Italia ai Giochi Olimpici di Tokyo raggiunto con un’organizzazione innovativa.
“Nel 2014 abbiamo ripensato il rapporto tra Coni e federazioni, centralizzando tutta la preparazione olimpica – ha raccontato Mornati – Abbiamo trattato l’Istituto di scienza, la parte sportiva dell’Istituto di medicina e i centri di preparazione olimpica come veri e propri asset. Il presidente Malagò ha avuto questa idea e poi ci ha lasciato carta bianca e per questo devo ringraziarlo, perchè ci ha dato fiducia. Tokyo era una banco di prova, qui abbiamo replicato quello che facciamo in Italia, nei centri di preparazione olimpica. E’ un progetto complesso, con delle strutture rinnovate e altre costruite ex novo a Tokorozawa. Per fare questo ci serviva l’appoggio delle federazioni e lo abbiamo avuto”. Il lavoro organizzativo del Comitato, peraltro, si è dovuto confrontare con le difficoltà create dalla riforma dello sport e con la nuova divisione delle competenze tra il Coni e la nuova società governativa, Sport e Salute. “Quanto è stato difficile? Molto, ma nella sostanza siamo riusciti a portare avanti il nostro progetto – ha osservato Mornati – Ora la speranza è che, visti i nuovi decreti con gli asset sportivi passati al Coni, si possa lavorare in modo più facile”. All’orizzonte, tra pochi mesi, ci sono i Giochi invernali di Pechino 2022: “Sarà un’Olimpiade complicata perchè la Cina è chiusa, non solo per noi ma per tutti. Sarà difficile replicare il modello portato a Tokyo: non ci sono i voli, all’arrivo bisogna fare 14 giorni di quarantena e noi dovremmo mandare FISG e FISI a novembre per i test event, a due mesi dai Giochi. Spero – ha concluso Mornati – che le regole di ingaggio possano cambiare altrimenti è difficile organizzare”.
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M5s, Conte eletto presidente “Entro fine anno il programma di Governo”
ROMA (ITALPRESS) – Nel Movimento 5 Stelle inizia ufficialmente l’era Giuseppe Conte. Al termine della due giorni di voto on-line sulla nuova piattaforma Skyvote, gli iscritti al M5s hanno scelto l’ex premier quale nuovo presidente con 62.242 sì, pari al 92,8% di chi ha partecipato alla votazione (67.064 sui 115.130 aventi diritto). Hanno votato no in 4.822 (il 7,19%). “Visto il risultato e quanto prevede lo Statuto, proclamo primo presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte”, afferma Vito Crimi, presidente del Comitato di Garanzia del M5s.
“Metterò tutto il mio impegno per non deludere le vostre aspettative e per restituire la massima dignità alla politica, con la P maiuscola”, le parole di Conte nel corso di una diretta Facebook. “Il nostro – ha aggiunto – è progetto politico forte, che punta agli obiettivi globali del 2030 e del 2050 ma che non vuole affatto trascurare le urgenze e il presente e che mira a coinvolgere una platea di cittadini molto più ampia di quella attuale. Non coinvolgeremo solo i gruppi territoriali e i forum tematici, che ricordo sono aperti anche ai non iscritti. Da settembre io girerò tutta l’Italia, avremo così la possibilità di arricchire il nostro programma direttamente con i vostri contributi. Spero che già a fine anno avremo il più partecipato e importante programma di governo che sia mai stato elaborato”.
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Green pass, Sileri “E’ sicurezza per il Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “Il green pass è un mezzo di apertura, uno stimolo alla vaccinazione e anche un mezzo indiretto di diagnostica, perchè chi non vuole vaccinarsi fa il tampone e mediante tamponi fatti fuori dall’ambito del contact tracing vengono scovati altri positivi, magari asintomatici. E’ un notevole passo avanti verso la ripresa di tutte le attività ed è sicurezza per il Paese”. Così a Timeline, su Sky TG24, il sottosegretario al ministero della Salute Pierpaolo Sileri. Con il green pass “il documento deve essere controllato, perchè qualcuno può prendere il QR code di qualcun altro e usarlo, però immagino che saranno francamente delle eccezioni. Deve essere ovviamente controllato che ci sia corrispondenza tra il nome sul green pass e quello sul documento”, ha aggiunto Sileri.
“La stragrande maggioranza delle persone – ha detto – si presenta con green pass e documento vicino. Credo che il problema sarà più dibattuto che reale, anche se ci sarà sempre qualche furbetto. Starei invece più attento alle eventuali sanzioni che colpiscono sia il gestore sia l’avventore privo di green pass o con un pass che non gli appartiene. Da una anno a questa parte si cerca sempre l’eccezione, chi sfugge alle regole, ma la verità è che la gran parte degli italiani segue le regole. Ci saranno casi particolari, ma sono eccezioni”.
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Aspi, dal Governo ok a golden power per cessione a Cdp
ROMA (ITALPRESS) – In merito alla sottoscrizione dell’accordo per la cessione dell’intera partecipazione detenuta in Autostrade per l’Italia Spa (Aspi) tra Atlantia ed il Consorzio costituito da Cdp Equity Spa, The Blackstone Group International Partners Llp e Macquarie European Infrastructure Fund 6 SCSp, oggi è pervenuta all’acquirente l’autorizzazione della Presidenza del Consiglio al perfezionamento della transazione ai sensi dell’art. 2 del Decreto Legge n. 21 del 15 marzo 2012 (Golden Power). Il perfezionamento dell’operazione resta subordinato all’avveramento di ulteriori condizioni sospensive previste nell’accordo di cessione. Queste sono: efficacia dell’accordo transattivo tra Aspi e il Mit e del Piano Economico Finanziario, sostanzialmente in linea con le bozze allegate al Contratto e già accettate da spi e sottoposte al Mit per approvazione; piena validità delle concessioni in capo ad Aspi e alle altre società del gruppo Aspi; ottenimento dell’autorizzazione antitrust senza imposizioni di condizioni o rimedi che abbiano un “Impatto Negativo” (come specificamente definito nel Contratto) su Aspi, l’operazione, l’acquirente, i suoi soci e/o le rispettive affiliate e/o Atlantia e/o le sue affiliate; l’ottenimento dei waivers da parte degli enti finanziatori del gruppo Aspi, inclusi i bondholders, anche in relazione alla liberazione delle garanzie prestate da Atlantia che assistono alcuni finanziamenti erogati ad Aspi; l’ottenimento dei waivers da parte degli enti finanziatori di Atlantia, inclusi i bondholders; conferma da parte della Consob che non si debba lanciare Opa su Autostrade Meridionali in conseguenza dell’operazione; (rilascio delle autorizzazioni del Mit per il cambio di controllo del concessionario; (h) assenza di provvedimenti da parte di autorità che possano impedire l’operazione nei termini previsti dal Contratto o comunque avere un Impatto Negativo sull’operazione, Aspi e/o le sue controllate e/o l’acquirente. Il termine ultimo per l’avveramento delle condizioni sospensive (Long Stop Date) è fissato al 31 marzo 2022.
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Vaccino rallenta curva covid ma un over 50 su 4 è ancora senza dose
ROMA (ITALPRESS) – “In Italia la curva dei contagi sta crescendo anche se più limitata rispetto alle settimane precedenti”. Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore della sanità nella consueta conferenza stampa sul monitoraggio della pandemia annota quanto sta accadendo in Italia, con una situazione sì in peggioramento ma in maniera meno grave rispetto agli altri Paesi. Merito soprattutto della vaccinazione i cui numeri sembrano soddisfare, almeno per la partecipazione dei più giovani, lo stesso presidente dell’Iss, anche se esprime preoccupazione per la percentuale di over 50 ancora senza una dose: quasi 1 su 4. Intanto l’età media di chi si contagia resta sempre bassa, stabile quella di chi finisce in ospedale o muore. “L’età 10-29 anni è quella che si conferma l’età in cui ci sono più casi”, ha detto Brusaferro. “Abbiamo una lenta crescita delle aree mediche, abbiamo il 4% di occupazione dei letti, nel caso della terapia intensiva siamo al 3%. Sono valori diversi nelle diverse regioni – ha spiegato Brusaferro – L’Rt è a 1,56. Decresce l’età mediana di chi contrae l’infezione, per quanto riguarda il primo ricovero rimane a 52 anni, per le terapie intensive sopra i 60 anni, e per i decessi attorno agli 80”. Sulle vaccinazioni il presidente dell’Istituto superiore di sanità esprime grande soddisfazione, segnalando come tra i giovani il vaccino sembra incassare maggiore fiducia: “Le fasce di giovani sono quelle che stanno aderendo in maniera più significativa. La fascia di età sopra i 60 anni cresce lentamente e sopra i 60 anni abbiamo una percentuale del 16-17% di persone che non ha fatto la prima dose”. A preoccupare rimane sempre la variante Delta, oramai predominante e che in futuro “si avvia ad essere quasi esclusiva. Ma una copertura vaccinale – è la sua postilla – è l’elemento principe per controllare questa variante”. Per Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, la situazione è meno preoccupante di altri Paesi come Francia o dell’area iberica. “I numeri ci danno una certa soddisfazione: abbiamo limitato i danni, ci sono Paesi che hanno un’incidenza più elevata della nostra. Misure come green pass possono limitare le possibili conseguenze, permettendo a tutti di vivere l’estate in maniera quasi normale evitando situazioni di rischio elevato”. Comportamenti corretti, green pass e vaccino. I tre capisaldi per combattere il covid. E proprio sul vaccino si impone il dibattito sulla terza dose. Su questo punto Rezza si mantiene cauto: “Da noi c’è stato un parere del Cts per valutare la terza dose per gli immunodepressi, bisogna studiare la tempistica, e potrebbe essere considerata una rivaccinazione, un richiamo per persone fragili. Il resto va valutato. In questo momento è bene dire che non c’è certezza nè a favore nè contro, probabilmente ci sono categorie di persone che andranno ad essere ri-vaccinate entro un anno, è giusto valutarlo per queste persone”.
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Bianchi “Al lavoro da mesi per ripresa scuola, stanziati oltre 2 mld”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Ministero è al lavoro da mesi per la ripartenza di settembre. Da febbraio abbiamo sempre guardato a questo obiettivo e ci siamo impegnati costantemente per raggiungerlo, in collaborazione anche con le Regioni e gli Enti locali, che ringrazio. Abbiamo stanziato oltre 2 miliardi per il rientro in sicurezza, compresi 270 milioni per l’edilizia scolastica leggera e l’affitto di spazi ulteriori per la didattica. Fondi che distribuiremo, per la prima volta, tenendo conto in via prioritaria della quantità di alunni presenti sui territori e delle classi numerose”. Lo ha detto Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione. “La didattica, da settembre, sarà assolutamente in presenza – ha aggiunto – Devo ringraziare – ha aggiunto – gli insegnanti e il personale della scuola che si è già vaccinato. Il personale scolastico ha dimostrato, più di ogni altro comparto, di essere stato pronto alla vaccinazione: stiamo parlando del 90% su base nazionale. Il numero degli insegnanti vaccinati è in realtà sottostimato. Infatti oggi abbiamo un dato dell’85,6%, che sconta però quattro Regioni: Liguria, Sardegna, Sicilia e Calabria. Parlando con le autorità regionali, loro mi dicono che avevano fatto tantissime campagne di vaccinazione, open days, sostanzialmente rilevando più l’età che non l’appartenenza professionale. Per cui sono convinto anche io che non siamo all’85,6%: stiamo rivendendo tutti i numeri e siamo secondo me sopra il 90%. Il Green pass – ha concluso – è una misura proprio a tutela dei più fragili, oltre che di tutti i nostri ragazzi e le nostre ragazze: coloro che non si possono vaccinare verranno tutelati dal fatto che tutti gli altri o sono già vaccinati o dimostreranno di essere sostanzialmente negativi al test”.
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