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Women Value Company 2021 Intesa Sanpaolo, assegnate le “Mele d’Oro”

MILANO (ITALPRESS) – La Fondazione Marisa Bellisario ha assegnato le «Mele d’Oro» della XXXIII edizione del Premio Marisa Bellisario «Donne che fanno la differenza», nato nel 1989 e ispirato alla memoria della prima donna top manager del nostro Paese.
Per il quinto anno, uno speciale riconoscimento è stato conferito a due imprese, una piccola e una di medie dimensioni, che si sono distinte per le proprie politiche di sviluppo innovative e inclusive, per la capacità di valorizzare il talento femminile e il merito e per lo sviluppo di soluzioni efficaci di welfare aziendale: è il Premio Women Value Company Intesa Sanpaolo, istituito dalla Fondazione in collaborazione con il Gruppo bancario con l’obiettivo di coinvolgere le imprese in un percorso di empowerment femminile e dare visibilità alle pratiche più virtuose e innovative.
Ad aggiudicarsi il premio sono state Sargomma di Torino (categoria Piccole Imprese), che vanta 40 anni di esperienza nella progettazione, sviluppo e produzione di componenti in gomma e materie plastiche per sistemi complessi nei settori automotive, agri, industrial e nautico e esporta un terzo della sua produzione in Europa, USA e America Latina; Quid, di Verona (categoria Medie Imprese), impresa sociale di moda etica e sostenibile “made in Italy”, a marchio proprio e in co-branding con aziende internazionali di moda e lifestyle, che produce 2 capi e accessori realizzati con tessuti in eccedenza e fine serie, recuperati grazie a una rete di 52 produttori e brand partner.
La speciale «Mela d’Oro» Women Value Company Intesa Sanpaolo è stata consegnata a Brigitte Sardo, General Manager di Sargomma e ad Anna Fiscale, Presidente di Quid, da Anna Roscio, Responsabile Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, durante la cerimonia di premiazione del Premio Marisa Bellisario che si è svolta a Roma il 1° luglio e che sarà trasmessa su Raiuno il prossimo 17 luglio.
Il successo dell’iniziativa Women Value Company Intesa Sanpaolo è certificato, anche quest’anno, dai numeri: 800 le imprese che si sono autocandidate al premio dal 22 marzo al 2 maggio in tutta Italia, 100 quelle che hanno superato la selezione. A loro è dedicato l’evento odierno in live streaming, trasmesso anche sul sito del Gruppo Intesa Sanpaolo, intitolato “Inclusione, talento femminile e parità di genere: risorse strategiche per la crescita e l’innovazione aziendale”, durante il quale tutte le imprese arrivate alla fase finale del premio saranno celebrate come esempi di eccellenza per cultura aziendale inclusiva. Il talk ospita gli interventi di Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia e di Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario.
Per Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, “il successo della quinta edizione di Women Value Company rappresenta una vittoria delle nostre PMI: realtà solide, spesso a guida femminile, che hanno dato prova di resilienza e straordinaria capacità di innovazione. Quando cinque anni fa con Intesa Sanpaolo abbiamo pensato a questo riconoscimento, non immaginavamo che sarebbero state oltre 3000 le aziende candidate e 500 quelle premiate con una targa. La straordinaria adesione – ancor più in queste ultime due edizioni messe a dura prova dalla pandemia – racconta di un sistema produttivo che ha compreso la fondamentale importanza del contributo femminile alla crescita. Dare spazio e visibilità, riconoscere i meriti e l’impegno di queste piccole e medie imprese è sempre stata una nostra priorità e lo è ancora di più oggi. Il Pnrr investirà almeno 7 miliardi di euro entro il 2026 per la promozione dell’uguaglianza di genere e 400 milioni per l’imprenditoria femminile: un’opportunità di rinascita che mette al centro le donne e le imprese e che dovrà certamente partire da questi modelli positivi e vincenti. Per questo, il mio ringraziamento va alle aziende protagoniste di quest’edizione e a Intesa Sanpaolo per continuare a credere e investire in un’idea di futuro che parla il linguaggio della parità e sostenibilità”.
Anna Roscio, Responsabile Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, sottolinea: “L’iniziativa che abbiamo il privilegio di condividere per il quinto anno con la Fondazione Marisa Bellisario è oggi più che mai attuale e significativa: la parità di genere è infatti un asse strategico del piano che disegnerà il prossimo futuro del Paese. Tutte le storie delle nostre “Women Value Company” – vere e proprie role model di un’imprenditoria inclusiva e di successo – sono una fonte di ispirazione, che ci aiuta a guardare con fiducia a una società che metta il talento e il merito al centro della ripartenza. La pandemia ha ulteriormente inasprito il gap tra uomini e donne, in termini di partecipazione al mondo del lavoro e all’imprenditoria, ma ci sta anche offrendo la straordinaria opportunità di ripensare i fattori strutturali alla base di questo divario: i tempi di lavoro, l’accesso all’istruzione, la formazione continua, la parità salariale, il precariato. Forte del proprio patrimonio umano e di professionalità, Intesa Sanpaolo considera la gender equity e l’inclusione tra i propri obiettivi irrinunciabili: sosteniamo con tenacia il lavoro e l’imprenditoria femminile in Italia, con particolare attenzione al work-family balance e alla premiazione del merito, con risultati che comprovano il nostro contributo alla crescita dell’economia reale”.
Le 100 PMI selezionate nella rosa delle finaliste sono per il 61% Piccole Imprese e per il 39% Medie Imprese, distribuite per il 53% nel Nord Italia, il 31% nel Centro e il 16% al Sud; il 70% è attiva nei settori dei servizi, della manifattura e del commercio. Anche in questa edizione, seppure in un contesto tuttora difficile, hanno dimostrato che investire sulle donne e sul welfare è una strategia vincente, rivelando inoltre una sensibilità maggiore verso i propri dipendenti. Il 72% dimostra un andamento positivo del fatturato; il 92% ha attivato o implementato lo smart working; il 74% offre ai dipendenti soluzioni di assistenza e copertura sanitaria.
(ITALPRESS).

Sindaci in piazza “Siamo colpevoli di voler fare solo il nostro lavoro”

ROMA (ITALPRESS) – Con l’hashtag “#dignitàperisindaci” i sindaci di tutta Italia sono scesi in piazza, a Roma. Da nord a sud si sono ritrovati nel centro della Capitale, con la fascia tricolore, per chiedere rispetto del ruolo di primo cittadino. “Siamo venuti a costituirci, siamo rei confessi, il reato è quello di voler fare il nostro mestiere, il mestiere di sindaco” ha detto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro. “Chiediamo rispetto per il ruolo e per il lavoro del sindaco: non accettiamo più di ritrovarci indagati per omicidio colposo per una manutenzione stradale o per un allagamento di un sottopasso stradale”. Dal palco, il primo cittadino di Bari ha fatto vedere “l’arma del delitto: una penna, con cui ogni giorno i sindaci firmano centinaia di atti, consapevoli che ognuno di questi può trasformarsi in un avviso di garanzia. La vorremmo consegnare oggi simbolicamente ai rappresentanti del Governo e del Parlamento”.
In mattinata il consiglio nazionale dell’Anci ha approvato all’unanimità il documento che il presidente Decaro, insieme ad una delegazione di primi cittadini, sottoporrà alla presidenza del Consiglio dei ministri come risultato delle richieste che i sindaci fanno per richiedere maggiori tutele e rispetto per il loro lavoro. “Negli anni in cui le istituzioni e il sistema dei partiti venivano travolti dalla bufera giudiziaria di ‘mani pulitè, l’introduzione dell’elezione diretta del sindaco ha consentito di creare un legame forte fra elettore ed eletto, rafforzando autonomia e responsabilità con l’obiettivo di rinnovare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Oggi – si legge nel testo del documento – i nostri compiti sono cresciuti in modo esponenziale in un contesto di riduzione di risorse umane e finanziarie, e in un quadro di regole spesso confuso e contraddittorio”.
Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ha spiegato che i sindaci non chiedono “nessuna immunità, nessuna impunità, vogliamo rispondere per quello per cui siamo competenti. Dopo la legge Bassanini i sindaci non hanno più funzioni gestionali, per questo chiediamo che sia eliminato questa forma di responsabilità oggettiva, per rispetto della dignità dei sindaci e dei cittadini che devono avere dei servizi efficienti. Ho lanciato un appello molto forte perchè ci sono dei comuni che rischiano di andare in dissesto per un’assurda legge nazionale che impone l’accantonamento delle somme non pagate dai cittadini debitori di imposta il Comune di Palermo, come migliaia di cittadini italiani, sono pronti a donare allo Stato i propri crediti”.
Più tutele chiede anche la sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi: “chiediamo rispetto del ruolo del sindaco, attenzione, non solo dopo che accadano delle tragedie, non solo dopo che i sindaci vengono condannati per fatti che non li riguardano. Chiediamo di rivedere l’impianto normativo e dare potere ai sindaci”.
I primi cittadini, consapevoli del ruolo che ricoprono, dicono però di non poter essere responsabili di qualsiasi cosa accada nelle città da loro amministrate. In piazza a difendere il ruolo del sindaco, la figura istituzionale più vicina alla gente, sono arrivati da tutta Italia. “I sindaci amano le loro comunità, il loro lavoro, perchè fare il sindaco è una passione, un gesto di grande servizio per le proprie città ma devono poterlo fare con un minimo di serenità, con gli strumenti adeguati, e con delle responsabilità proporzionate ai loro strumenti, alle loro competenze”, ha concluso il sindaco di Firenze, Dario Nardella. “I sindaci non possono essere parafulmini di tutti i problemi del paese, vogliono essere protagonisti, dare una mano, lavorare per le proprie città e non temere di incappare in un’indagine giudiziaria perchè forse firmano troppi atti o perchè ne firmano troppo pochi”, ha chiosato.
(ITALPRESS).

Tabacco riscaldato, nuovo studio sugli effetti per la salute

ROMA (ITALPRESS) – Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Internal and Emergency Medicine fornisce la prima real-world evidence che le persone che passano dalle sigarette all’uso esclusivo di glo, il prodotto a tabacco riscaldato (THP) di BAT, possono ridurre significativamente sia la loro esposizione ad alcune sostanze tossiche sia gli indicatori di potenziali danni per diverse malattie legate al fumo, rispetto al continuare a fumare.
I risultati, registrati a distanza di 6 mesi rispetto alla durata complessiva dello studio (12 mesi), hanno mostrato che il passaggio completo a glo ha comportato cambiamenti statisticamente significativi in una gamma di “biomarcatori di esposizione” (BoE) e negli indicatori di potenziale danno, noti come “biomarcatori di potenziale danno” (BoPH), rispetto a chi continua a fumare.
Per la maggior parte dei biomarcatori misurati, le riduzioni osservate nelle persone che usano glo sono simili a quelle dei partecipanti che hanno smesso completamente di fumare.
Sulla base delle sostanze tossiche misurate, gli utilizzatori di glo hanno mostrato “significativa riduzione di un biomarcatore per il rischio di cancro ai polmoni; significativa riduzione della conta dei globuli bianchi, un marker infiammatorio indicativo del rischio di malattie cardiovascolari (CVD) e di altre malattie legate al fumo; miglioramento del colesterolo HDL associato a un ridotto rischio di CVD; miglioramenti in due indicatori chiave della salute polmonare; miglioramento di un indicatore chiave dello stress ossidativo, un processo implicato in diverse malattie legate al fumo, come malattie cardiovascolari e ipertensione”.
David O’Reilly, Direttore della Ricerca Scientifica di BAT, ha dichiarato: “Questi sono risultati promettenti perchè ci permettono di comprendere la potenziale riduzione del rischio che il passaggio completo a glo può comportare. Lo studio mostra come i fumatori che passano a glo possano ridurre la loro esposizione a certe sostanze tossiche, riducendo il rischio di sviluppare malattie derivanti dal fumo di sigarette. Aver mostrato una significativa riduzione nelle quantità di BOPH, in qualche modo paragonabili a smettere completamente di fumare, è molto incoraggiante e fornisce ulteriori evidenze scientifiche del potenziale di riduzione del rischio per la salute di glo e come questo supporti la nostra ambizione di costruire Un Futuro Migliore riducendo l’impatto sulla salute della nostra impresa”.
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Europa ottimista sulla ripresa, Pil Italia +5% nel 2021

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Il Pil dell’Italia è previsto in crescita del 5% nel 2021 e del 4,2% nel 2022”. Così in conferenza stampa il commissario Ue per l’Economia, Paolo Gentiloni, presentando le stime economiche estive sulla crescita reale del Pil della Commissione europea. La previsione del dato per il 2021 “è stato rivisto ampiamente al rialzo rispetto alle stime primaverili” e ciò è dovuto “alla riduzione delle limitazioni per le aziende e nella mobilità”, ma anche all’aiuto di “investimenti pubblici e privati”, ha annunciato Gentiloni. Grazie a questi fattori positivi “le attività economiche italiane stanno andando avanti e continueranno a farlo”. Anche le previsioni economiche per la crescita del Pil dell’Ue “sono state riviste a rialzo in modo marcato per il 2021 e solo leggermente per il 2022. Nello specifico, i dati prevedono un aumento reale “del +4,8% nel 2021 e del +4,5% nel 2022”, ovvero una crescita dello 0,6% per il 2021 e dello 0,2% nel 2022, se confrontati con i numeri forniti nelle stime economiche di primavera. Gentiloni ha ricordato che l’aumento dello 0,6% previsto per il 2021 è “il più elevato dopo molti anni”, aggiungendo poi che “si prevede un ritorno del Pil dell’Ue a livelli pre-crisi già nell’ultimo trimestre del 2021, seppure esso resterà al di sotto del livello previsto prima della pandemia”. Inoltre, è previsto che “tutte le economie degli stati membri raggiungano o superino i livelli di Pil pre-pandemia al più tardi nel terzo semestre del 2022, anche se molte lo faranno già alla fine di quest’anno”. Questi eventi positivi sono dovuti anche alle graduali riaperture delle attività economiche, che secondo il commissario europeo per l’economia “saranno il motore di un forte rilancio economico”.
Anche i dati relativi all’inflazione sono stati rivisti al rialzo, con un +1,9% nella zona Euro e +2,2% nell’Ue. Essa tornerà ad essere “gradualmente moderata nel 2022, quando ci sarà la convergenza tra domanda e offerta”.
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Visco “La ripresa si sta consolidando”

ROMA (ITALPRESS) – “In Italia, grazie al buon andamento della campagna di vaccinazioni e al miglioramento del quadro sanitario, la ripresa economica si sta consolidando. Secondo le valutazioni attuali, la crescita si rafforzerebbe con decisione nel secondo semestre; nella media dell’anno potrebbe toccare valori intorno al 5%, consentendo un recupero di oltre metà della caduta del prodotto registrata nel 2020”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso dell’Assemblea dell’Abi.
“Come anche segnalato dalle imprese nelle nostre indagini, la crescita verrebbe favorita dalla vivace dinamica degli investimenti; il recupero dei consumi sarebbe più lento, con un graduale rientro dagli elevati tassi di risparmio causati dalla pandemia; le esportazioni di beni beneficerebbero dell’accelerazione della domanda estera – ha spiegato Visco -. Con il supporto della politica di bilancio, incluse le misure finanziate con i fondi europei, e il mantenimento di condizioni monetarie e finanziarie favorevoli, la fase espansiva dovrebbe consolidarsi, restando sostenuta anche per il prossimo biennio. L’incertezza resta però elevata”.
“Questo scenario – ha aggiunto – presuppone che prosegua ai ritmi attuali la campagna di vaccinazioni e si consolidi il contenimento dei contagi; ritardi nell’attuazione delle misure di rilancio previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR) potrebbero indebolire, anche per gli effetti negativi sulla fiducia di imprese e famiglie, le prospettive sulla domanda aggregata e sull’occupazione”.
Riguardo alle banche “la condizione patrimoniale si mantiene solida”, ma “rimane non trascurabile il numero di piccoli intermediari che faticano ad adattarsi al mutamento del contesto esterno. I problemi sono concentrati prevalentemente – anche se non esclusivamente – tra gli istituti con modelli di attività tipici della banca commerciale tradizionale. Non è da escludere che nel prossimo futuro si verifichino casi di crisi. Gli effetti della recessione, infatti, si aggiungono a difficoltà strutturali derivanti da modelli di attività non sostenibili e da carenze nel governo societario che abbiamo più volte invitato, spesso non adeguatamente ascoltati, a superare”.
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Zoff “Mancini straordinario, Donnarumma può diventare un grande”

ROMA (ITALPRESS) – “Questa Italia ha tutto per creare entusiasmo. Lo sport è fatto di numeri e i numeri della Nazionale di Mancini sono straordinari, non solo nell’Europeo. In assoluto il nostro ct sta facendo un grande lavoro: ha trovato giocatori interessanti ma è stato bravo a dar loro fiducia, quindi i suoi meriti sono straordinari”. Questa l’idea di Dino Zoff sull’Italia di Roberto Mancini che tanto bene sta facendo a Euro2020: dopo la vittoria ai rigori contro la Francia, gli azzurri torneranno in campo domenica a Wembley per giocarsi il titolo. Il successo è stato firmato dalle rete di Federico Chiesa e dal rigore parato da Gianluigi Donnarumma. “Il gol è arrivato al termine di una bella azione, un classico contropiede – ha sottolineato l’ex portiere e ct dell’Italia, intervenuto alla 12a puntata della rubrica Italpress “Primo Piano speciale Euro2020″, condotta da Claudio Brachino. – La Spagna è stata grande ma noi siamo stati bravi e l’abbiamo messa sotto, pur lasciando ai nostri avversari un possesso palla superiore. L’importante alla fine è il risultato, è il succo di ogni discorso”. Da portiere a portiere, Zoff si è poi soffermato sulla crescita di Donnarumma. “I rigori sono un terno al lotto e lui è stato particolarmente bravo perchè l’ha preso – ha rimarcato l’ex numero uno della Nazionale – In quel rigore c’era tutta una partita e il passaggio del turno, quindi complimenti. I consigli di Sirigu prima dei tiri dal dischetto? Una scena che non mi ha sorpreso. Un fatto ordinario, le cose straordinarie invece le sta facendo la squadra in campo, un gruppo davvero eccezionale. Donnarumma leader? Le premesse sono certamente rosee, ha 22 anni, già fatto diversi campionati nel Milan ed è in nazionale. Tutto dipenderà certamente da lui, ma le prospettive sono veramente quelle di diventare un grande”, ha concluso Zoff.
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M5S, per 1 italiano su 4 tensioni per leadership, non su programmi

ROMA (ITALPRESS) – Il Movimento 5 Stelle, nelle ultime settimane, sta vivendo un momento di agitazione dopo la «bocciatura» di Giuseppe Conte come leader del Movimento da parte di Grillo. Una situazione che, agli occhi di 1 cittadino su 4, rappresenta la solita lotta di potere, dove si litiga per la leadership, ma non è stato presentato alcun programma per i cittadini. Tra gli elettori di Partito Democratico e lo stesso Movimento 5 stelle, invece, c’è maggiore interesse nel seguire l’evolversi di questa situazione, in quanto è ritenuta rilevante a livello politico. Una crisi interna che, secondo il parere di 2/3 degli italiani, può portare ad un ridimensionamento dei 5 Stelle in ottica futura, con il rischio di una forte riduzione del peso politico ed elettorale del Movimento. Questioni che, però, restano interne al partito. Quasi la metà del campione, infatti, ritiene che un’eventuale scissione o crisi permanente del Movimento non rappresenti un pericolo per la tenuta e la stabilità del Governo Draghi.
Dati Euromedia Research – Sondaggio realizzato il 01/07/2021 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
(ITALPRESS).

Terna, nel nuovo piano investimenti per 18,1 miliardi in 10 anni

ROMA (ITALPRESS) – Terna ha presentato il nuovo Piano di Sviluppo 2021 della rete elettrica di trasmissione nazionale: 18,1 miliardi di euro di investimenti nei prossimi 10 anni, +25% rispetto al precedente piano decennale, per abilitare la transizione energetica, favorendo lo sviluppo e l’integrazione delle fonti rinnovabili, contribuendo significativamente al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi del Green Deal e dando un importante impulso alla ripresa economica del Paese.
Il nuovo Piano della società presieduta da Valentina Bosetti e guidata da Stefano Donnarumma è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa alla presenza del presidente di ARERA, Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, Stefano Besseghini, e del ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani.
“Il nuovo Piano di Sviluppo 2021 prevede, nei prossimi dieci anni, una forte accelerazione degli investimenti, i più alti di sempre, che riflette l’importante momento storico che stiamo vivendo: per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione che l’Italia e l’Europa si sono dati è infatti necessario non solo avere una chiara visione del futuro, ma anche e soprattutto saper programmare e realizzare tutte le opere indispensabili alla concreta realizzazione della transizione energetica, di cui Terna è regista. Grazie quindi all’impegno di tutte le nostre persone, potremo mettere a punto un sistema elettrico sempre più efficiente, sostenibile e ‘verdè. Nostro obiettivo è anche dare un importante contributo al rilancio dell’economia italiana così duramente colpita, come ovunque nel Mondo, da questa terribile pandemia: ogni miliardo investito in infrastrutture ne genera infatti tra due e tre in termini di PIL e consente di creare moltissimi nuovi posti di lavoro”, ha dichiarato Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato di Terna.
Per far fronte alla profonda trasformazione in atto nel settore elettrico, Terna ha dunque deciso di imprimere una importante accelerazione degli investimenti previsti nel Piano di Sviluppo decennale, elaborato in base ai più aggiornati scenari predisposti da Terna su indicazione dell’Autorità: l’incremento della domanda e della produzione da rinnovabili, che secondo gli obiettivi definiti nell’attuale Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) dovrà arrivare a una quota del 55% nel 2030, richiederà infatti un coerente adeguamento della rete elettrica nazionale. “In questo contesto – spiega la società -, gli interventi previsti nel Piano di Sviluppo 2021 di Terna saranno fondamentali per integrare le fonti rinnovabili, portando alla progressiva chiusura delle centrali a carbone coerentemente con gli obiettivi prefissati e riducendo in modo significativo le emissioni in atmosfera, in linea con i target del PNIEC, fino ad arrivare a zero emissioni al 2050. Le sfide imposte dalla transizione ecologica implicano peraltro per il sistema elettrico l’avvio di una trasformazione con complessità tecniche e di esercizio mai sperimentate prima. Il perseguimento degli obiettivi della transizione energetica richiede uno sforzo in termini di pianificazione, semplificazioni autorizzative e realizzazione di infrastrutture che non trova precedenti nei decenni più recenti della storia italiana”.
Secondo le stime di Terna, gli interventi programmati nell’arco di Piano permetteranno di ridurre le emissioni in atmosfera di CO2 per 5,6 milioni di tonnellate annue (quasi il doppio rispetto al Piano precedente) e consentiranno di demolire 4.600 km di infrastrutture obsolete (circa 800 km in più rispetto al Piano precedente).
Nel nuovo Piano di Sviluppo, che, in base alla normativa, a partire dal 2021 avrà cadenza biennale, Terna ha programmato oltre 30 nuovi progetti infrastrutturali, dando elevata priorità a tutti gli interventi ritenuti strategici per l’intero sistema elettrico nazionale. Queste le principali linee di azione: rafforzamento degli scambi tra zone di mercato per una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili; risoluzione delle criticità e maggiore elettrificazione delle aree metropolitane; sinergie con gli altri sistemi (gas, ferrovie e telecomunicazioni) per integrare le reti e determinare un minore impatto sul territorio; potenziamento delle interconnessioni con l’estero per aumentare la capacità di scambio con i Paesi confinanti.
(ITALPRESS).

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