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Vaccino, 2 italiani su 3 favorevoli alla seconda dose in vacanza

ROMA (ITALPRESS) – Prosegue con ritmi sostenuti la campagna di vaccinazione del nostro Paese e con il piano di riaperture gli italiani ritornano a pensare e programmare le proprie vacanze. In questa fase, però, secondo un’indagine Euromedia Research, per molti nasce l’incognita “seconda dose”. Come fare in caso di richiamo durante il periodo di vacanza? Per risolvere questo problema, quasi 2 italiani su 3 si dichiarano favorevoli alla somministrazione della seconda dose del vaccino nelle località di villeggiatura, anche al di fuori della propria regione di residenza. Il dubbio, in questo contesto, è quello sull’effettiva fattibilità da un punto di vista logistico e organizzativo. Il campione, infatti, si divide tra chi ritiene realizzabile questa alternativa e chi, in leggera maggioranza, non la ritiene praticabile. Maggiormente convinti della fattibilità di questa scelta, risultano essere soprattutto i residenti nelle Isole, pronti ad affrontare l’afflusso di residenti di altre regioni. In ogni caso, gli italiani mostrano senso di responsabilità e, in quasi il 60% dei casi, per chiudere il ciclo di vaccinazione, sarebbero disposti a ritornare alla propria residenza o, addirittura, rinunciare alle vacanze.
L’indagine Euromedia Research è stata realizzata il 26/05/2021 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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Ufficiale, Simone Inzaghi nuovo allenatore dell’Inter

MILANO (ITALPRESS) – Adesso è ufficiale: ad allenare l’Inter sarà Simone Inzaghi. Contratto biennale per l’ormai ex tecnico della Lazio, che raccoglie così l’eredità di Antonio Conte. “Il pallone nel destino – lo accoglie la società nerazzurra – Perchè quando nasci in un piccolo paese alle porte di Piacenza e hai un fratello di nemmeno tre anni più grande di te, non fai altro che sognare una cosa, assieme a lui: il calcio”.
Una carriera da attaccante alle spalle, vissuta con le maglie di Piacenza e Lazio dopo la gavetta sui campi di provincia tra Carpi, Novara, Brescello e Lumezzane, Inzaghi ha iniziato la carriera di allenatore nella stagione 2010-2011 come tecnico nel settore giovanile della formazione biancoceleste. Nel 2014 diventa l’allenatore della Primavera (2 Coppe Italia e una Supercoppa), poi nell’aprile del 2016, sul finire di campionato, viene promosso alla guida della prima squadra. Allenerà la Lazio per altri cinque anni, collezionando un trionfo in Coppa Italia nel 2019, due Supercoppe Italiane (2017 e 2019) e il quarto posto nel 2020 con il ritorno in Champions League per i biancocelesti. Ora l’Inter.
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Giustizia, Salvini “Vogliamo riforma per processi più veloci”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi è una bellissima giornata di democrazia di cambiamento e di partecipazione popolare con un referendum a disposizione di sessanta milioni di cittadini per una riforma vera della giustizia”. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini davanti alla Cassazione prima di entrare a depositare i sei quesiti referendari. “C’è bisogno di una riforma della giustizia veloce, sana e profonda che è attesa da decenni. Insieme agli amici del partito radicale offriremo la possibilità di avere processi più veloci e meno correnti nel Csm, meno lottizzazione e logiche spartitorie, la responsabilità civile di chi sbaglia e paga come tutti gli altri lavoratori e più tutele per i sindaci”, prosegue Salvini.
“Mentre il Parlamento farà il suo percorso di riforma gli italiani potranno accompagnare , stimolare e firmare, a partire dal 2 luglio, questo referendum in tutte le piazze italiane. Alcuni temi che non potranno trovare spazio in Parlamento noi li metteremo nelle mani dei cittadini”, continua ancora il leader della Lega. “I quesiti referendari – prosegue – sono stati fatti, costituiti e scritti insieme a magistrati, costituzionalisti. Il governo Draghi continua ad avere la nostra incondizionata fiducia”. “Sulla responsabilità civile dei magistrati i radicali ci provarono trent’anni fa e poi il Parlamento tradì. Stavolta proveremo a raccogliere le firme, a far votare gli italiani e poi da difendere in Parlamento il loro voto”, conclude il segretario della Lega.
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Nasce la “Coalizione Articolo 9” per salvare paesaggio e biodiversità

ROMA (ITALPRESS) – Nasce la “Coalizione Articolo 9” per salvare il paesaggio e la biodiversità in nome dell’articolo 9 della Costituzione.
L’hanno creata quindici associazioni ambientaliste (Altura, Amici della Terra, Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, Assotuscania, CNP, Comitato per la Bellezza, ENPA, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Movimento Azzurro, Movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio, Pro Natura, Rete della Resistenza sui Crinali, Wilderness Italia) anche sulla spinta del messaggio lanciato all’opinione pubblica nei giorni scorsi dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato ha sottolineato con chiarezza come “gli insulti al paesaggio e alla natura, il loro abbandono, oltre a rappresentare un affronto all’intelligenza, sono un attacco alla nostra identità…”.
Queste Associazioni si battono da sempre affinchè questo principio venga tutelato, perchè la lesione del paesaggio, il consumo indiscriminato di suolo, il depauperamento della biodiversità non trovino riscontro nella legislazione, negli atti concreti di governo, negli interventi amministrativi, a livello nazionale e locale.
“Da questo punto di vista preoccupano non poco le novità contenute nel decreto “Semplificazioni”, varato a supporto del PNRR. Le forze che hanno dato vita alla Coalizione negli ultimi mesi si sono molto spese per una razionale e intelligente pianificazione delle installazioni di impianti fotovoltaici ed eolici – si legge in una nota -, ad evitare una selvaggia distruzione del paesaggio e dell’ambiente naturale, puntando sull’individuazione dei criteri e delle modalità idonee a collocarli in modo da non danneggiare il paesaggio e la biodiversità che una vera transizione ecologica deve contemplare”.
Ora la Coalizione chiede con forza di avere il suo spazio di rappresentanza nell’organismo di consultazione previsto dall’articolo 3 del decreto Semplificazioni.
Nei prossimi giorni la “Coalizione Articolo 9” per salvare il paesaggio e la biodiversità illustrerà le ragioni che hanno portato alla sua costituzione ai Presidenti delle Camere, ai ministri competenti, ai parlamentari, alle forze politiche, ai Presidenti delle Regioni. Dà appuntamento per una prima civile protesta in Piazza Montecitorio nella mattina del prossimo 10 giugno.
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Prospettive positive per la produzione industriale

ROMA (ITALPRESS) – Il Centro Studi di Confindustria ha rilevato un aumento della produzione industriale dello 0,4% a maggio su aprile, quando era avanzata dello 0,3% rispetto al mese precedente. La variazione acquisita nel secondo trimestre è di +0,5%, dopo il +0,9% nel primo. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, aumenta sia in maggio (+22,6% rispetto allo stesso mese del 2020) sia in aprile (+73,2% sui dodici mesi). Gli ordini in volume avanzano in maggio dell’1,3% sul mese precedente (+33,8% su maggio 2020) e in aprile dell’1,0% su marzo (+76,0% annuo).
“Le variazioni tendenziali così ampie sono spiegate dal confronto con i mesi iniziali della pandemia, quando l’attività – anche in buona parte dell’industria – era stata fermata sull’intero territorio nazionale da provvedimenti restrittivi introdotti per bloccare la diffusione del virus – sottolinea il Csc -. Il contesto economico sta mostrando un rapido miglioramento, in linea con il buon andamento della campagna vaccinale e la riduzione della curva dei contagi che ha determinato l’allentamento delle limitazioni alle attività nei servizi e agli spostamenti delle persone. Libera dai vincoli, la domanda (sia interna che estera) sta mostrando segnali di accelerazione, fornendo supporto all’attività dell’industria”.
Il comparto di produzione di beni strumentali è quello che mostra le prospettive migliori. La fiducia degli imprenditori manifatturieri in maggio è salita ai massimi dall’autunno del 2017, sostenuta da una ripresa della domanda che, stando alla rilevazione, è più rapida di quanto previsto: a fronte di un netto miglioramento di giudizi e attese su produzione e ordini, l’ISTAT ha rilevato, infatti, un veloce decumulo delle scorte di magazzino. La loro ricostituzione darà un contributo importante alla dinamica dell’attività industriale nei prossimi mesi. Inoltre, l’aumento della domanda sta generando pressioni sulla capacità produttiva (il grado di utilizzo degli impianti è ancora di circa due punti inferiore ai livelli pre-covid) e ciò preannuncia un’espansione della forza lavoro. Secondo l’indagine IHS-Markit sul manifatturiero, l’indicatore relativo al livello occupazionale ha raggiunto il record storico.
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Fdi, Meloni “Non siamo organici al potere”

ROMA (ITALPRESS) – Per Ernesto Galli della Loggia “FdI non avrebbe una classe dirigente all’altezza del compito, come fu per il M5S. Il paragone però non regge. E non solo perchè siamo l’unica forza politica a non aver governato con i grillini, ma perchè siamo entità del tutto diverse. FdI ha una grande profondità fatta da esponenti, a tutti i livelli, con una lunga storia politica, esperienze amministrative, impegno studentesco, radicamento associativo. Nessuna improvvisazione dalle nostre parti”. Così in una lettera al Corriere della Sera il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, commenta l’editoriale pubblicato il 2 giugno dal quotidiano sul suo partito.
“Così come dispiace che anche Galli della Loggia ripeta l’infondata tesi secondo la quale dovremmo cominciare a «studiare i problemi e a declinarne le soluzioni». Senza polemica, ma sarebbe bastato leggere i programmi del partito, le tesi congressuali, le numerose proposte di legge depositate e le battaglie portate avanti da anni. Si possono contestare nel merito le nostre posizioni, ci mancherebbe, ma non sostenere che non siano esplicitate in modo chiaro. Ed è a queste tesi, serie e concrete, portate avanti con tenacia, senza ondeggiamenti, che Fratelli d’Italia deve il suo successo”, aggiunge.
Per Meloni “è verissimo che FdI non è organico all’attuale sistema di potere e di influenze che governano la macchina dello Stato. Ne andiamo fieri. E’ il Pd il partito del «Deep State», come lo chiamerebbero gli americani, quello che rappresenta la difesa dello status quo in Italia e in Europa. FdI è invece una forza che chiede cambiamento e rinnovamento”.
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Letta “Sui licenziamenti da Salvini 4 cose diverse in 4 giorni”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi abbiamo portato avanti la tesi di una gradualità selettiva, fare un ragionamento generale del blocco di tutti i licenziamenti oggi non ha senso, ma in alcuni settori il problema è enorme e drammatico. Abbiamo sentito Salvini in 4 giorni dire 4 cose diverse, io non voglio litigare perchè è un momento di collaborazione ma sulla pelle dei lavoratori non dirò mai una cosa tirata in aria. Quando si parla di licenziamenti si parla della vita e della dignità delle persone”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, ad Agorà su Rai3.
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Ue, il Patto di Stabilità sospeso anche nel 2022

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione europea ha presentato il pacchetto di primavera del semestre europeo in cui fornisce orientamenti di bilancio agli Stati membri impegnati nel processo di graduale riapertura delle loro economie. Tali orientamenti intendono aiutare gli Stati membri a consolidare la ripresa economica, utilizzando al meglio il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), strumento fondamentale e fulcro di NextGenerationEU. Quest’anno il semestre europeo è stato adattato per tenere conto dei collegamenti con i piani di ripresa e resilienza degli Stati membri che illustrano gli investimenti e le riforme che saranno finanziati dal dispositivo.
“L’attivazione, nel marzo 2020, della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita ha consentito agli Stati membri di reagire rapidamente e di adottare misure di emergenza per ridurre al minimo l’impatto economico e sociale della pandemia – spiega la Commissione in una nota -. Nella comunicazione sulla politica di bilancio del 3 marzo 2021 la Commissione ha chiarito che la decisione di disattivare la clausola di salvaguardia generale dovrebbe essere presa sulla base di una valutazione complessiva dello stato dell’economia fondata su criteri quantitativi, il principale dei quali deve essere costituito dal livello dell’attività economica nell’UE rispetto ai livelli precedenti la crisi”.
Sulla base delle previsioni economiche di primavera 2021 della Commissione la clausola di salvaguardia generale continuerà ad essere applicata nel 2022 per essere probabilmente disattivata a partire dal 2023.
Per la Commissione “è necessario infatti che la politica di bilancio continui a sostenere l’economia nel 2021 e nel 2022. A tal fine è opportuno che gli Stati membri evitino di mettere fine prematuramente al sostegno e si avvalgano pienamente dei finanziamenti del dispositivo per la ripresa e la resilienza. L’attuazione degli investimenti e delle riforme nell’ambito di tale dispositivo contribuirà a sostenere la ripresa economica, a promuovere un aumento del potenziale di crescita e occupazione, a ridurre gli squilibri e a migliorare le finanze pubbliche. Nel 2022 è opportuno che le politiche di bilancio nazionali siano progressivamente differenziate e che gli Stati membri mantengano gli investimenti a sostegno della ripresa. Non appena le condizioni lo consentano, gli Stati membri dovrebbero perseguire politiche atte a garantire la sostenibilità di bilancio a medio termine”.
La Commissione ha adottato una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE) per tutti gli Stati membri dell’UE, tranne la Romania, già inserita nel braccio correttivo del patto. Scopo della relazione è valutare la conformità degli Stati membri ai criteri del disavanzo e del debito previsti dal trattato. Dall’analisi è emerso che il criterio del disavanzo è soddisfatto da Bulgaria, Danimarca e Svezia e non è soddisfatto da tutti gli altri Stati membri. Il criterio del debito non è soddisfatto da 13 Stati membri (Belgio, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Ungheria, Austria, Portogallo, Slovenia e Finlandia).
La Commissione ritiene che in questa fase “non sia opportuno adottare una decisione sull’opportunità o no di sottoporre gli Stati membri alla procedura per i disavanzi eccessivi”. Nel caso della Romania la Commissione raccomanda “di aggiornare il percorso di aggiustamento di bilancio per correggere il disavanzo eccessivo nel 2024”.
La Commissione ha individuato vulnerabilità macroeconomiche dovute a squilibri e squilibri eccessivi per i 12 Stati membri selezionati ai fini dell’esame approfondito nella relazione 2021 sul meccanismo di allerta. Tre Stati membri continuano a presentare squilibri eccessivi (Cipro, Grecia e Italia) mentre altri nove presentano squilibri (Croazia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia).
(ITALPRESS).

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