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Coronavirus, 14.761 nuovi casi e 342 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Calo dei casi di coronavirus in Italia. Secondo il bollettino del Ministero della Salute i nuovi contagiati nelle ultime 24 ore sono 14.761 (ieri erano stati più di 16 mila) con 315.700 tamponi e che determina un tasso di positività al 4,6%. Dall’inizio della pandemia i casi totali sono ad un passo dai 4 milioni. I decessi scendono a 342 (-18). Il numero dei guariti oggi è 21.069, mentre gli attuali positivi flettono di 6.652 attestandosi complessivamente a 465.543.
Il calo dei ricoveri nei reparti ordinari è netto anche oggi. I degenti attualmente ospitati sono 21.440 (-654), mentre scendono sotto i 3 mila i ricoverati nelle terapie intensive, per la precisione sono 2.979 con 153 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 441.124 persone. Per quanto riguarda le regioni, la Lombardia registra il più alto incremento di nuovi contagiati (2.304), seguita da Campania (1.970) e Puglia (1.692). Sopra i 1000 pure Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e Toscana.
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Covid, dal 26 aprile solo la Sardegna in zona rossa

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore a partire dal 26 aprile. E’ in area rossa la Regione Sardegna. Sono in area arancione le Regioni Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta. Tutte le altre Regioni e Province Autonome sono in area gialla.
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AstraZeneca, Ema “Sì alla seconda dose, i benefici superano i rischi”

AMSTERDAM (PAESI BASSI) (ITALPRESS) – Arriva un nuovo via libera dall’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) su Vaxzevria, il vaccino AstraZeneca contro il Covid-19.
Per l’Ema “i benefici superano i suoi rischi negli adulti di tutte le età, tuttavia, a seguito della vaccinazione si sono verificati casi molto rari di coaguli di sangue con basse piastrine. Per supportare le autorità nazionali nel prendere decisioni su come utilizzare al meglio il vaccino nei loro territori, il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP)
ha ulteriormente analizzato i dati disponibili per mettere il rischio di questi rarissimi coaguli di sangue nel contesto dei benefici del vaccino per diverse fasce d’età e diversi tassi di infezione”, si legge in una nota.
Il comitato ha raccomandato di continuare a somministrare la seconda dose di Vaxzevria tra 4 e 12 settimane dopo la prima.
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Ficarra e Picone protagonisti della serie “Incastrati”, ciak a Palermo

ROMA (ITALPRESS) – Primo ciak lunedì 26 aprile a Palermo per la nuova serie originale italiana Netflix “Incastrati”, scritta, diretta e interpretata da Salvo Ficarra e Valentino Picone, che per la prima volta si cimentano con la serialità. Prodotta da Attilio De Razza per Tramp Limited, è interamente girata in Sicilia e uscirà il prossimo anno su Netflix in 190 Paesi.
“Incastrati” è una serie comedy in 6 episodi che, attraverso il linguaggio e l’ironia tipici di Ficarra & Picone, racconta, in perfetto stile commedia degli equivoci, una vicenda criminosa.
Al centro della storia due amici che rimangono coinvolti nelle vicende di un omicidio eccellente. Cercando di scappare dalla scena del crimine, i due si mettono sempre più nei guai in un crescendo di eventi che li porterà addirittura a dover fare i conti con la mafia. Nel cast, oltre a Salvo Ficarra (Salvo) e Valentino Picone (Valentino), sono al momento confermati Marianna di Martino (Agata Scalia), Anna Favella (Ester), Tony Sperandeo (Tonino Macaluso), Maurizio Marchetti (Portiere Martorana), Mary Cipolla (Signora Antonietta), Domenico Centamore (Don Lorenzo “Primo Sale”) e Sergio Friscia (Sergione).
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Negoziati Ue-Pfizer per 1,8 miliardi di vaccini in tre anni

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Grazie a partner affidabili”, come Pfizer e BioNTech, “la campagna di vaccinazione nell’Unione europea sta accelerando”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, oggi in visita all’impianto belga di Puurs dell’azienda farmaceutica Pfizer.
Fiduciosa, la presidente ha anche ricordato che di questo passo, “avremo abbastanza dosi”, per raggiungere l’obiettivo del 70% di adulti vaccinati “già a luglio”. Inoltre, Von der Leyen ha annunciato che, l’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha dato il benestare per “un aumento della capacità di produzione del sito di un ulteriore 20%”. L’ampliamento renderà lo stabilimento di Puurs “uno dei più grandi d’Europa”, ma il sito vantava già un altro primato. Infatti, è a Puurs che l’Unione europea ha cominciato a produrre, per la prima volta, vaccini a tecnologia mRNA su larga scala.
La visita di Von der Leyen è avvenuta pochi giorni dopo l’annuncio da parte della Commissione europea di “aver avviato le negoziazioni” per un nuovo contratto con l’azienda farmaceutica Pfizer, per la fornitura di 1.8 miliardi di vaccini per il periodo 2021-2023″.
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Il Covid frena la nascita delle imprese

ROMA (ITALPRESS) – Resta sui pedali anche nel primo trimestre dell’anno il tessuto imprenditoriale italiano. I dati della fine del mese scorso, a oltre un anno dall’inizio della pandemia, portano a 63mila la stima sulla mancata nascita di imprese da marzo 2020. Le incertezze dello scenario economico, tra attese sull’evoluzione della pandemia e prospettive di rilancio legate al Pnrr, influiscono anche sulle cancellazioni, in rallentamento.
E’ quanto emerge della fotografia scattata da Unioncamere – InfoCamere sui dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel primo trimestre 2021. Le iscrizioni tra gennaio e marzo sono state pari a 103.597.
Nonostante un timido segnale di rimbalzo, che fa i conti con un primo trimestre 2020 fortemente condizionato dall’avvio della stagione pandemica (con il fermo di ogni attività per l’intero mese di marzo), il bilancio delle iscrizioni che si riscontra confrontando i tredici mesi da inizio marzo 2020 a fine marzo 2021 con il corrispondente periodo collocato al di fuori della pandemia (a cavallo tra il 2018 e il 2019) fa segnare un volume di iscrizioni di nuove imprese stimabile in circa 63mila unità in meno. I dati confermano la forte relazione tra clima di fiducia e natalità delle imprese e rendono evidente il significativo scoraggiamento nell’avviare nuove attività che ha caratterizzato molta parte di questo periodo.
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Sinner batte Rublev e vola in semifinale a Barcellona

BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Continua la cavalcata di Jannik Sinner nel “Barcelona Open Banc Sabadell”, torneo Atp 500 dotato di un montepremi pari a 1.565.480 euro, in corso sulla terra rossa del Real Club de Tenis Barcelona-1899, il più antico circolo della Catalogna. Il 19enne di Sesto Pusteria, numero 19 del mondo e undicesima testa di serie del tabellone, ha sconfitto oggi, nei quarti di finale, il russo Andrey Rublev, terzo favorito del seeding e numero 7 del mondo, reduce dalla finale di Montecarlo (persa contro Tsitsipas), col punteggio di 6-2 7-6 (6), in poco più di un’ora e mezza gioco. L’azzurro ha annullato un set-point all’avversario nel tie-break del secondo set, sul punteggio di 6-5 in favore di Rublev.
Sinner domani, in semifinale, affronterà il vincente del match fra il greco Stefanos Tsitsipas (5 del mondo e 2 del seeding) e il canadese Felix Auger-Aliassime (20 del ranking Atp e decima testa di serie del tabellone catalano).
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Per un italiano su due l’informazione sulla pandemia è confusa

ROMA (ITALPRESS) – Per il 49,7% degli italiani la comunicazione sul Covid-19 è stata confusa, per il 39,5% ansiogena (un dato che sale al 50,7% tra i più giovani), per il 34,7% eccessiva e solo per il 13,9% della popolazione equilibrata. E’ quanto emerge dal Rapporto Ital Communications-Censis “Disinformazione e fake news durante la pandemia: il ruolo delle agenzie di comunicazione”, presentato, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma. Obiettivo della ricerca: evidenziare il ruolo svolto in Italia dai professionisti delle agenzie di comunicazione nel garantire qualità e veridicità alle notizie e mantenere, così, un sistema dell’informazione libero e pluralista. Per la prima volta, i media, vecchi e nuovi, hanno avuto difficoltà a governare un contesto di improvvisa moltiplicazione della domanda, a causa della pandemia, confermando di avere sempre più bisogno di figure esterne affidabili e competenti.
Le agenzie di comunicazione possono rappresentare validi argini contro la cattiva comunicazione poichè, mentre lavorano per valorizzare e supportare l’immagine dei propri clienti, operano anche per i media e per la qualità dell’informazione veicolata. In Italia sono attive 4389 agenzie di comunicazione, dove lavorano 8311 professionisti. Si tratta di realtà aziendali in crescita negli ultimi anni (+12,5% dal 2015 al 2020) e aumentate anche nell’annus horribilis dell’epidemia sanitaria (+1,2%).
Con la pandemia, il sistema dei media ha moltiplicato la propria offerta, una vera e propria “infodemia comunicativa”, con il web che ha allargato la platea del mondo dell’informazione portando più libertà, più protagonismo, più notizie, ma anche meno intermediazione e controlli sulla qualità e la veridicità delle news. Un sovraffollamento comunicativo che ha aumentato il rischio di generare ansia, allarme sociale e visioni distorte della realtà, conseguenze tanto più diffuse quanto più le notizie sono specialistiche, settoriali, di difficile interpretazione e hanno delle ripercussioni sui comportamenti collettivi: è appunto il caso delle regole da seguire per la prevenzione, la diagnosi e la cura del Covid-19.
Tra i più giovani sono molto elevate le quote di chi ritiene che la comunicazione sia stata sbagliata (14,1% per i 18-34enni e 3,7% per gli over 65enni, a fronte di una media del 10,6%), e addirittura pessima (14,6% tra i millennials, 3,2% tra i longevi).
La comunicazione confusa sul virus, anzichè rendere gli italiani più consapevoli, ha veicolato paura: è di questa opinione il 65% degli italiani, quota che cresce tra i soggetti più deboli, arrivando al 72,5% tra gli over 65enni e al 79,7% tra chi ha al massimo la licenza media.
Per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Rocco Giuseppe Moles, “è fondamentale riconoscere che il ruolo delle piattaforme sociali, strumenti importanti ma in alcuni casi ‘tossicì, pone questioni di carattere giuridico, tecnologico e culturale. I social network oggi tendono a svolgere una funzione impropria, pubblicando in alcuni casi solo ciò che vuole ‘sentirsi dirè il pubblico”.
Per Giuseppe De Rita, presidente del Censis, “la scelta che è stata fatta durante la pandemia è stata quella di privilegiare una comunicazione disordinata e a forte carica emotiva, sacrificando flussi di informazione affidabili e di qualità”.
Secondo Attilio Lombardi, Founder di Ital Communications, “il Rapporto Ital Communications-Censis presentato oggi mette in luce come abbia preso piede una pericolosa “infodemia comunicativa”, ovvero una circolazione eccessiva di informazioni spesso non vagliate, che ha reso difficile orientarsi tra fonti attendibili e meno attendibili, lasciando spazio alla proliferazione delle cosiddette ‘fake news’. Questo scenario evidenzia il ruolo fondamentale delle agenzie di comunicazione, unici argini contro la cattiva comunicazione, operatori chiave del settore nel garantire supporto all’immagine dei propri clienti e qualità dell’informazione veicolata per i media”.
Per Alberto Barachini, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, “una delle preoccupazioni principali della Commissione di Vigilanza Rai a inizio pandemia è stata quella di indirizzare l’informazione verso una gestione corretta dell’emergenza. In particolare, non esacerbare una comunicazione confusa e ansiogena, in un mondo digitale che corre veloce”.
“L’AGCOM si è dotata di un bagaglio di conoscenze, monitoraggio e acquisizioni dati durante la pandemia da Covid-19 che sono in linea con quanto emerso nel Rapporto Ital Communications-Censis, il quale ha evidenziato un’impennata della ricerca di informazione sui social network e sulle piattaforme online. Inoltre, durante i primi mesi della pandemia le fake news hanno acuito il senso di paura e di incertezza”, spiega Laura Aria, commissario AGCOM.
Infine, per Domenico Colotta, presidente di Assocomunicatori e founder di Ital Communications. “dal Rapporto Ital Communications-Censis emerge un dato che desta allarme: per il 49% degli italiani la comunicazione sul Covid-19 è stata confusa e solo il 13% la ritiene equilibrata. E’ un dato che deve far riflettere. In tale contesto, è compito anche delle moderne democrazie saper coniugare il diritto alla corretta informazione con l’esigenza dei cittadini a non finire vittime della cattiva informazione. E’ un’impresa tutt’altro che facile”.
(ITALPRESS).

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