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VISTA, la più grande competizione riservata ai tecnici di Volvo Trucks

BERGAMO (ITALPRESS) – Il motto è molto semplice: “More than a competition”, più di una competizione.
Un modo per poter rafforzare lo spirito di squadra e per far crescere individualmente ogni tecnico andando ad esaltare competenze e qualità del singolo. La sede italiana di Volvo Trucks (Bergamo, Zingonia) ha ospitato le semifinali mondiali del VISTA 2024, competizione dedicata ai tecnici specializzati: l’attuale edizione è iniziata il 7 novembre con ben 4500 squadre iscritte che si sono sfidate nei 3 round teorici previsti. Le migliori 120 squadre si sono successivamente qualificate alle semifinali, tra queste cinque team italiani hanno avuto la possibilità di affrontare le varie prove per poter strappare il pass in vista delle finali che si terranno a Gòteborg (Svezia), dal 9 al 13 settembre 2024. “Vista è veramente importante perchè è un allenamento – ha dichiarato Anna Rogbrant, Vista Project Manager -, è un programma di sviluppo delle competenze per tutti i tecnici del mondo. E’ un modo per migliorarsi, per la soddisfazione del cliente, per migliorare anche l’intervento diretto e renderlo più veloce possibile”. L’obiettivo è quello di affrontare i vari problemi che vengono simulati in ogni stazione in un tempo limite (circa 25 minuti), una situazione che permette a tutti i tecnici di sfruttare le proprie competenze singolarmente, ma anche costruire lo spirito e l’orgoglio di squadra, migliorando appunto se stessi: ogni tecnico è chiamato a dimostrare le proprie conoscenze e capacità, oltre all’abilità di lavorare insieme al proprio team. “Vogliamo che le officine giochino in casa, riescano a crescere, sia dal punto di vista personale che di squadra. Dietro VISTA ci sono una serie di aggettivi che descrivono alla perfezione questa competizione estesa in tutto il mondo – ha dichiarato Vista Project Manager (Italy) Enrico Invernizzi -, sappiamo quanto Volvo Trucks tenga a questa competizione. Per quanto riguarda le prove, simuliamo guasti sui veicoli che entrano in officina, i tecnici devono cercare di risolvere i problemi, trovare le informazioni giuste nei nostri sistemi fino a mettere di nuovo in moto il veicolo. Abbiamo anche una stazione interessante che riguarda la realtà virtuale, il team lavorerà dunque in squadra per portare a termine l’obiettivo”.
Non soltanto prove da superare, oltre ai vari test l’evento permetterà a tutti di vivere momenti di networking e scambio di conoscenze tra colleghi e professionisti del settore che provengono da tutto il mondo.
“C’è un problema nel trovare tecnici specializzati in tutto il mondo – ha dichiarato l’amministratore delegato di Volvo Trucks Italia Giovanni Dattoli -, l’obiettivo di questa competizione è
quello di generare orgoglio e capire cosa c’è dietro la riparazione del veicolo. E’ un modo per cercare di creare uno spirito di squadra. Per noi è un piacere ospitare questo evento, respiriamo tanta energia e accogliamo persone da tutto il mondo, vedere tutto ciò è una sfida bellissima”. Le semifinali termineranno il 20 giugno, poi il round finale dal 9 al 13 settembre, in Svezia.

– foto pia/Italpress –
(ITALPRESS).

Trasporti, Verzari “Contratti, appalti e sicurezza temi da affrontare”

ROMA (ITALPRESS) – “Il mondo dei taxi è molto sfruttato dalla politica e questo non è un bene”. Lo ha detto Marco Verzari, segretario generale della Uiltrasporti, in un’intervista all’Italpress. “Noi rileviamo correttamente il fatto che vadano aumentate le licenze in molte realtà”, ha aggiunto Verzari sottolineando che il “governo ha seguito il processo in varie fasi ma deve completare un aspetto normativo fondamentale. Mancano tre decreti importanti: un registro delle licenze, il foglio per gli Ncc e soprattutto la regolamentazione delle piattaforme. Siamo sempre in prossima uscita e non escono mai. Questo – ha spiegato – genera una situazione inaccettabile per cui andrebbe completato quel processo, andrebbe aperto il mercato e andrebbero garantire le licenze per poter fare meglio e dare in qualche modo più risposte all’utenza”.
La situazione è abbastanza critica anche per il trasporto pubblico locale. “Dovrebbero essere tutti un pò coerenti. Stiamo affrontando – ha continuato – le grandi transizioni, quella energetica e quella ambientale e il trasporto pubblico locale in questo contesto sarebbe fondamentale in molte città. In realtà abbiamo una situazione in cui gli investimenti vengono tagliati, abbiamo un problema di carenza di autisti, perchè vengono malpagati e anche malmenati in molte realtà, e abbiamo anche un problema di ricambio del parco mezzi. Poi servirebbe pure una migliore gestione del traffico nelle città”.
Anche per i trasporti c’è la questione degli appalti. “Gli appalti in generale, non solo nel mondo dei trasporti – ha affermato -, rappresentano un metodo utilizzato sempre di più nel Paese. In dieci anni i committenti pubblici mettono a disposizione oltre 300 miliardi, il valore degli appalti si è decuplicato e quindi anche il loro utilizzo. Lì dentro si annidano le peggiori situazioni di lavoro nero e malpagato, lavoratori poveri e lavoratori fantasma”, ha aggiunto.
Per Verzari “nonostante le regole siano migliorate, il codice degli appalti sia migliorato in molti aspetti” restano comunque alcuni problemi. “E’ una cosa inaccettabile che dovrebbe in qualche modo essere adeguata”, ha evidenziato. “Per esempio l’uso del subappalto dovrebbe essere un aspetto prettamente organizzativo e invece diventa spesso un metodo per abbattere il costo del lavoro e i costi sulla sicurezza”, ha aggiunto, parlando di “un sentimento d’indignazione del Paese” di fronte alle morti sul lavoro. Per il segretario della Uiltrasporti “non c’è visione per la soluzione. In molti casi non si tratta di errori, ma di reali omicidi: dove non è curata la sicurezza del lavoro è di fatto un omicidio volontario perchè è una scelta di qualcuno che non dà le condizioni di sicurezza”, ha detto. Verzari è stato eletto segretario della Uiltrasporti da pochi giorni. Le linee di indirizzo del suo mandato “nella realtà dei trasporti e dei servizi sono tantissime. Ho avuto un’eredità importante – ha spiegato – di un sindacato che è in grande salute però i problemi sono enormi. Abbiamo problemi nei contratti da rinnovare, nelle infrastrutture che sono carenti nel Paese e nel fatto che la mobilità delle persone e delle merci ha un ruolo fondamentale per un Paese sia per la crescita economica, sia per una migliore distribuzione del reddito e per una migliore democrazia”.
(ITALPRESS).
– Foto: Italpress –

Giustizia, Meloni “Riforma epocale e necessaria”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi il Governo italiano ha rispettato un altro impegno preso con gli italiani. Nel programma di centrodestra avevamo scritto che avremmo riformato la giustizia, e oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge costituzionale per avere finalmente una giustizia più equa ed efficiente”. Così il premier Giorgia Meloni, in un videomessaggio sul ddl giustizia approvato dal Cdm.
“In molti hanno detto e scritto in questi mesi che non avremmo mai avuto il coraggio di presentare questa riforma, attesa da decenni: evidentemente ancora non conoscono la nostra determinazione. Quando è giusto fare qualcosa nell’interesse dell’Italia e degli italiani noi semplicemente la facciamo. Ma certo varare questa riforma, dopo 30 anni che se ne parla, è un risultato epocale – prosegue -. Cosa prevede il testo? Innanzitutto, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri in modo da differenziare finalmente il percorso di chi è chiamato a giudicare i cittadini da quello di chi ha l’incarico di muovere le accuse, e rendere così più equilibrato il rapporto tra difesa e accusa nel corso del processo. La seconda novità riguarda la modalità di selezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura, cioè dell’organo di autogoverno della giustizia, quello che decide i concorsi, le carriere, i trasferimenti e fino a oggi le condotte disciplinari dei giudici, perchè l’attuale meccanismo di composizione del CSM ha purtroppo creato un sistema dominato dalle correnti della magistratura, che ne ha minato la percezione di indipendenza e ha penalizzato quella stragrande maggioranza di magistrati che vogliono solo fare bene il loro lavoro, senza per questo doversi piegare alla logica delle dinamiche politiche o correntizie”. “Per rompere il meccanismo delle correnti prevediamo che i componenti del CSM vengano selezionati per sorteggio, con modalità che saranno stabilite dalla legge – sottolinea Meloni -. Il terzo e ultimo cambiamento riguarda la costituzione di un nuovo organismo indipendente: l’alta Corte disciplinare, che avrà il compito di esprimersi sugli illeciti dei magistrati, sottraendo questa attività al Csm in modo da superare la criticità registrata finora di un sistema, anche qui, condizionato dal correntismo, e che quindi tende a non sanzionare mai neppure le violazioni più grosse. E’ una riforma giusta, necessaria, storica. E si aggiunge alle altre riforme che questo governo ha già varato, come la riforma del fisco e la riforma istituzionale. Continueremo così, perchè in questa Nazione le cose che non funzionano bene vanno cambiate. E più cercheremo di cambiarle più le forze della conservazione si muoveranno contro di noi. Ma non abbiamo paura, siamo qui per fare quello che va fatto e alla fine di questo lavoro saranno i cittadini a giudicarci. Il disegno di legge approvato oggi in cdm oggi passa ora al Parlamento che dovrà esprimersi, per consegnare il prima possibile all’Italia una riforma che vuole ridare piena fiducia agli italiani nella magistratura, assicurando i principi di indipendenza e parità tra accusa e difesa”, conclude il premier.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Stretto di Messina “Il ponte riduce i tempi medi di attraversamento”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Ponte sullo Stretto di Messina riduce sensibilmente i tempi medi di attraversamento. Saranno infatti sufficienti 15 minuti per i servizi ferroviari diretti tra Villa San Giovanni e Messina Centrale. Oggi senza ponte il servizio ferroviario impiega 120 minuti per i treni passeggeri e almeno 180 minuti per i treni merci; 10/13 minuti su strada (tra lo svincolo di Santa Trada e lo svincolo di Giostra). Con traffico ordinario, si impiega 70 minuti per le auto (Terminal San Francesco) e 100 minuti per i veicoli merci (Terminal Tremestieri). In occasione di traffico straordinario (esodo estivo, festività) si registrano attualmente tempi di attraversamento anche di diverse ore, con incolonnamenti già lungo l’A2 Autostrada del Mediterraneo e le altre vie di adduzione alle aree di traghettamento”. Questi valori sono contenuti, spiega la società Stretto di Messina, nell’aggiornamento 2023 dell’Analisi Costi Benefici, per il quale sono state seguite linee guida operative nazionali ed europee per la valutazione degli investimenti in opere pubbliche.
“Lo studio – sottolinea la società – ha mostrato che la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina è in grado di contribuire in maniera molto significativa al miglioramento del benessere collettivo, apportando benefici netti alla collettività nazionale, migliorando sia gli aspetti economici sia quelli ambientali. In particolare, i principali indicatori sintetici rappresentano un Valore Attuale Netto Economico (VANE) di 3,9 miliardi di euro (attualizzati 2023) e un Tasso interno di rendimento economico (TIRE) del 4,51%”.
“Nel quadro della riduzione dei tempi di attraversamento, il ponte rappresenta lo strumento che ha il compito di dare continuità a strade e ferrovie e al tempo stesso di valorizzare la portualità. Il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, aperto a treni e auto 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, è la migliore risposta alla domanda di un più efficiente e moderno sistema di collegamento tra la Sicilia, la Calabria e il resto del Continente – evidenzia la Stretto di Messina -. Inoltre, in quanto parte della Rete transeuropea dei trasporti (Ten-T), nell’ambito del corridoio ‘Scandinavo-Mediterraneò, rappresenta una tessera del mosaico trasportistico nazionale ed europeo, che rende sostenibile il prolungamento del sistema di alta velocità/capacità ferroviaria nazionale ed europeo in Calabria e in Sicilia”.
– foto Ipa –
(ITALPRESS).

Ue, Sardone “Mai con Von der Leyen, serve svolta di centrodestra”

MILANO (ITALPRESS) – Un governo di centrodestra in Europa in discontinuità con il passato e come possibile soluzione di fronte ai principali scenari bellici del mondo: questa la speranza rivendicata da Silvia Sardone, candidata con la Lega alle elezioni europee nella circoscrizione Nord-Ovest, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica ‘Primo piano – Elezioni europee 2024’ dell’agenzia Italpress.
Per lei si tratterebbe del secondo mandato consecutivo a Bruxelles, ma stavolta l’obiettivo è che dal voto dell’8 e del 9 giugno esca una geografia europea completamente diversa da quella che nel 2019 ha portato Ursula Von der Leyen al vertice della Commissione europea: “Il nostro auspicio è portare un governo di centrodestra anche in Europa, con un unico gruppo di maggioranza che segue il modello italiano: come Lega abbiamo ribadito che non siamo disposti a votare Von der Leyen e vogliamo una forte discontinuità con gli ultimi cinque anni. Alcune proposte recenti del Parlamento europeo sono folli: sentirmi dire che nel 2035 devono essere vendute solo auto elettriche, quando poi la Cina aumenta le centrali a carbone, è una presa in giro perchè mostra come dietro alle politiche ambientali ci siano politiche industriali che danneggiano il nostro paese”.
Anche sulle guerre in Ucraina e Medio Oriente, secondo Sardone, potrebbe esserci uno scenario diverso con un cambio ai vertici Ue: “Se dovesse esserci un governo di centrodestra in Europa e Trump dovesse vincere negli Stati Uniti credo che si potrebbe arrivare più facilmente a uno scenario di pace laddove oggi c’è guerra: ad ogni modo l’Italia deve tornare ad avere un ruolo di diplomazia. Finora è stato giusto armare l’Ucraina per difendersi, ma sono contraria all’utilizzo delle stesse armi per attaccare la Russia così come all’invio di soldati italiani sul territorio bellico”.
Nel ripercorrere la propria storia politica, l’eurodeputata del Carroccio si sofferma in particolare su ciò che l’ha portata alla stesura del suo libro: “Sono finita sotto scorta poco prima dell’uscita di ‘Mai più sottomessì per tre ragioni: ho detto e ribadisco che il velo islamico non è simbolo di libertà ma sottomissione, ho manifestato di fronte ad alcune moschee abusive e ho detto che le manifestazioni in Francia sono figlie delle seconde e terze generazioni che non sono integrate. Sono stata minacciata di morte sui social, sulla mail e attraverso scritte sui treni dal trapper Baby Gang e dai suoi seguaci: il mio libro serve a scuotere le coscienze contro minacce simili e lasciare qualcosa alle future generazioni”.
Allargando lo sguardo alle difficoltà di coesistenza tra nazionalità diverse a Milano, Sardone sottolinea come “ci siano persone che non hanno alcuna voglia di integrarsi e sentono una rivalsa verso gli italiani: i modelli di oggi sono effimeri e spesso sbagliati, basta vedere che musica ascoltano questi ragazzi per capire che concezione hanno della donna, dei soldi, delle armi. Alcuni quartieri, soprattutto in periferia, sono veri e propri ghetti: l’integrazione che la sinistra ci ha raccontato per anni è miseramente fallita”. Compito dell’Europa di fronte a uno scenario simile deve essere quello di “non indietreggiare sulle proprie radici cristiane: ogni volta che facciamo un passo indietro su ciò che siamo rinunciamo alla nostra identità, cultura, tradizione e libertà. Non voglio finire sottomessa all’Islam, che è una cultura più forte e identitaria della nostra: chi ha un concetto della donna come reclusa in casa non è compatibile con il nostro concetto di libertà e democrazia e deve tornare nel suo paese”.
La candidata del Carroccio presenta poi alcune proposte che punterà ad attuare qualora eletta: “Per i nidi gratis, oltre all’Isee minimo, metterei il criterio secondo cui entrambi i coniugi devono lavorare, altrimenti con i soldi delle nostre tasse agevoliamo una cultura in cui la donna non sarà mai emancipata; sulla sicurezza delle periferie bisogna lavorare non dando soldi alle associazioni, ma spingendo per il rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri. Ci vuole poi una stretta sulle cittadinanze, andando in direzione opposta allo Ius Soli: chi si sente italiano deve non solo conoscere la lingua e avere un’indipendenza economica, ma anche avere un’idea chiara anche sulla storia e sulla geografia del nostro paese”.

– Foto Italpress –

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Federcanottaggio al fianco del sociale, Abbagnale “Un orgoglio”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Attività sportiva è in Costituzione, come comunicarla per aiutare a migliorare la qualità della vita delle persone e della comunità? L’esperienza del canottaggio sociale” è il titolo del corso formativo svolto presso la sala conferenze dello stadio Olimpico di Roma. L’evento, organizzato dalla Federazione Italiana Canottaggio, in collaborazione con l’Associazione Stampa Romana, aveva la finalità di fornire gli elementi per una corretta interpretazione dell’attività sociale legata allo sport in genere e al canottaggio in particolare. Inoltre, il corso si è posto l’obiettivo di affrontare anche l’ingresso dell’attività sportiva in Costituzione e la declinazione di questo “nuovo” modo di affrontare l’attività fisica, aperta a tutti, come elemento di benessere psicofisico. La Federcanottaggio, dal 2013 al 2020 e dal 2021 ad oggi con l’Area Canottaggio Sociale ha sviluppato esperienze nel mondo del terzo settore aprendo le società remiere a minori ospiti degli Istituti di Pena minorili, alle famiglie e ai loro figli che si trovano in condizioni meno abbienti. “L’impegno nel sociale non è solo riferito alla Federazione Italiana Canottaggio, ma dovrebbe essere un impegno per tutte le federazioni perchè, portare all’interno di esse il fenomeno della socialità verso chi ha avuto problemi di diverso genere anche dal punto di vista dell’integrazione sociale, è un atto caritatevole da ogni punto di vista” le parole del presidente della Fic, Giuseppe Abbagnale. Un’attività che fa bene al corpo e al cuore ben rappresentato all’interno della Federazione Italiana Canottaggio da tre progetti: Sport Terapia Integrata, Remare in Libertà e StudiEremoinFamiglia, realizzati anche grazie alla partnership con Sport e Salute. “Complimenti alla Federazione che, attraverso i tre progetti finanziati da Sport e Salute, ha raggiunto un enorme risultato in termini di praticanti sportivi e anche in termini di impatto socio economico degli stessi progetti. Per Sport e Salute tutto questo è un benchmark di grande riferimento e siamo molto contenti di collaborare e di poter raccontare il successo di questo magnifico sport” ha commentato Rossana Ciuffetti, direttore Sport Impact “Le attività di Sport e Salute per la promozione delle politiche dello Sport Sociale”.
– foto ufficio stampa Fic –
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Via libera alla riforma della giustizia, Nordio “Provvedimento epocale”

ROMA (ITALPRESS) – Via libera del Consiglio dei ministri alla
riforma della giustizia, che prevede tra l’altro la separazione delle carriere fra Pm e giudici.
“Questo epocale provvedimento epocale si articola su tre principi fondamentali: il primo è quello della separazione delle carriere” che “faceva parte del programma elettorale”, ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Cdm.
“Non si tratta soltanto di una ottemperanza politica nei confronti dell’elettorato che ci ha dato il mandato di attuare questa riforma, al quale elettorato noi abbiamo l’obbligo di rispondere, ma c’è anche una ragione tecnica, strutturale, dogmatica e giuridica, perchè un processo accusatorio come quello che ha voluto il maestro Vassalli non può reggere sulle fondamenta di una Costituzione che era stata scritta quando era vigente invece il processo inquisitorio voluto da Mussolini – ha spiegato Nordio -. Abbiamo dato rilevanza costituzionale al fatto che anche la magistratura requirente è, deve essere e resterà assolutamente indipendente da qualsiasi interferenza del potere esecutivo e da qualsiasi pressione di altri organismi e gode delle stesse garanzie di indipendenza della magistratura giudicante”.
“La magistratura non deve essere indipendente soltanto dal potere esecutivo e dal potere legislativo: deve essere indipendente anche da sè stessa. Non sempre i magistrati che pure sono indipendenti dal governo e dal Parlamento sono in realtà indipendenti dalle varie pressioni nell’ambito dell’associazione alla quale partecipano”, ha sottolineato il Guardasigilli.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Confcommercio, nel 2023 l’illegalità è costata 38,6 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2023 l’illegalità è costata alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi 38,6 miliardi di euro e ha messo a rischio 268 mila posti di lavoro regolari. In particolare, l’abusivismo commerciale costa 10,4 miliardi di euro, l’abusivismo nella ristorazione pesa per 7,5 miliardi, la contraffazione per 4,8 miliardi, il taccheggio per 5,2 miliardi. Gli altri costi della criminalità (ferimenti, assicurazioni, spese difensive) ammontano a 6,9 miliardi e i costi per la cyber criminalità a 3,8 miliardi (stime Ufficio Studi Confcommercio). E’ quanto emerge dall’indagine di Confcommercio, realizzata in collaborazione con Format Research e presentata a Roma durante la giornata “Legalità, ci piace!”.
“L’illegalità è una subdola economia parallela che danneggia gravemente le imprese e penalizza l’occupazione. Nel 2023 solo nel commercio e nei pubblici esercizi è costata circa 28 miliardi di euro in termini di perdita di fatturato. Preoccupano in particolare usura, contraffazione, abusivismo e furti: occorre diffondere la cultura della legalità e rafforzare la collaborazione con le forze dell’ordine per assicurare alle nostre imprese un mercato più sicuro, trasparente e competitivo”, ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.
Anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha sottolineato l’importanza della cultura della legalità. “Abbiamo uno strumento potente che è quello dell’educazione civica che deve insegnare il rispetto e il valore del lavoro e dell’impresa. Poi c’è il tema di una nuova cultura che deve partire dai giovani, quella dei doveri accanto alla cultura dei diritti. Bisogna anche affermare il rispetto delle regole: la cattiva condotta deve essere sanzionata, la cultura delle responsabilità individuale è fondamentale. La scuola deve insegnare la cultura della regola”. Bisogna partire “dalla base e dai giovani per costruire una cultura del rispetto dei diritti e verso l’autorità”, ha spiegato Valditara. Il ruolo della scuola è importante “anche per valorizzare i talenti di ragazzi” che avevano commesso reati.
Per Sangalli, “legalità e sicurezza sono per eccellenza un’istanza collettiva” e “sono un tema dove si misura la tenuta delle comunità e che non trovano mai soluzioni efficaci nelle solitudini”.
Sicurezza e legalità, ha aggiunto il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, “sono diritti fondamentali che devono essere difesi e preservati perchè sono il presupposto per la crescita di un territorio. La sicurezza determina la coesione sociale e la vivibilità, questo vale in particolare per chi fa attività economica. Si garantisce sicurezza sui territori difendendo i presidi di legalità, predisponendo delle norme adeguate e rafforzando gli organici delle forze di polizia”, perchè “la sicurezza è un investimento”. Bisogna “difendere i negozi locali, che sono presidio sul territorio: per questo dobbiamo contrastare quel fenomeno di desertificazione”, con “un sistema integrato. Si fa legalità anche attraverso la cultura” e la formazione rivolta soprattutto ai più giovani. “L’usura poi è strettamente collegata alla criminalità organizzata”.
Secondo l’indagine, l’usura resta il fenomeno criminale percepito in maggior aumento dagli imprenditori del terziario di mercato (per il 24,4%), seguito da furti (23,5%), aggressioni e violenze (21,3%), atti di vandalismo (21,1%). Più di un imprenditore su tre teme il rischio di essere esposto a fenomeni criminali. In particolare, i furti sono il crimine che preoccupa di più in termini di sicurezza personale, dei propri collaboratori e della propria impresa (per il 30,4%). Il 22,2% degli imprenditori teme fortemente il rischio di esposizione a usura e racket. Un timore che è più elevato al Sud (25,6%). Di fronte all’usura e al racket il 62,1% degli imprenditori ritiene che si dovrebbe sporgere denuncia, mentre il 27,1% dichiara che non saprebbe cosa fare.
“Il Covid aveva frenato i reati predatori, ma c’è stata una ripresa: questo preoccupa le nostre attività perchè è un fenomeno che ormai è indipendente dalle dimensioni e dalle fragilità dei territori”, ha spiegato Patrizia Di Dio, vicepresidente di Confcommercio con incarico per la Legalità e la Sicurezza. “La contraffazione è un fenomeno insidioso che mina anche l’innovazione e la creatività: come Confcommercio vogliamo coltivare una consapevolezza della cultura della legalità perchè un’impresa sana è anche opportuna per la qualità e l’efficienza, quindi anche più conveniente per se stessa”.
Secondo l’indagine, oltre sei imprese su dieci (il 62,8%) si ritengono penalizzate dall’abusivismo e dalla contraffazione. Concorrenza sleale (per il 59,9%) e riduzione dei ricavi (per il 29,1%) sono gli effetti più pesanti. Un consumatore su quattro (il 24,2%) ha acquistato un prodotto contraffatto o un servizio illegale nel 2023. Di questi, la maggior parte (il 70,6%) ha utilizzato il canale online e circa la metà (il 45,6%) ha effettuato acquisti esclusivamente online. Capi di abbigliamento (64,1%), pelletteria (32,4%) e calzature (31%) restano i prodotti contraffatti più acquistati. La maggior parte dell’intrattenimento (86,4% della musica, film, abbonamenti tv, etc.), dei prodotti di elettronica (65,9%), dei profumi e cosmetici (59,5%) e dei parafarmaci (58,6%) passa dagli acquisti online. L’acquisto di prodotti o servizi illegali è soprattutto collegato a ragioni economiche. Si pensa di fare un buon affare, risparmiando (per il 71,3%), è ritenuto normale ed è utile per chi è in difficoltà economiche (per il 74,4%), si è informati sul rischio di incorrere in sanzioni amministrative (per il 65,5%). Il 66,4% dei consumatori ritiene che sui canali di vendita online sia più facile cadere nella trappola dell’acquisto inconsapevole di articoli contraffatti e al 21,5% degli intervistati è capitato di acquistare online prodotti contraffatti credendo che fossero originali.
Un tema di strettissima attualità è il commercio online. Per il Comandante Unità Speciali della Guardia di Finanza, Rosario Massino, “è sicuramente in grande espansione: abbiamo due unità specializzate” che se ne occupano “e sono in prima linea nel monitoraggio. Non ci concentriamo sul singolo episodio ma cerchiamo di intercettare i flussi e le strategie, per disarticolare le filiere, anche internazionali”.

– Foto xi2/Italpress –

(ITALPRESS).

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