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Tovaglieri “Emersa debolezza Ue. Case green? Eliminare scadenze”

MILANO (ITALPRESS) – “In cinque anni è emersa la debolezza dell’unione politica europea. In politica estera non riusciamo a parlare con una voce unica. L’Europa non ha quella caratura politica che consentirebbe di imporsi sulla scena internazionale e proporre un negoziato di pace” in Ucraina. “Quindi serve un’unione politica più forte ma solo ed esclusivamente in queste materie, come gli esteri, e non in quelle in cui l’Europa interferisce in questioni che non la riguardano”. Lo ha detto Isabella Tovaglieri, eurodeputata uscente della Lega e ora candidata alle prossime elezioni europee, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano – Elezioni europee 2024” dell’agenzia Italpress.
Secondo Tovaglieri, l’Ue dovrebbe cambiare approccio in materie come l’efficientamento degli immobili, la mobilità e l’agricoltura. “Da 3-4 anni in Europa si demonizzano i proprietari di casa e a furia di fare questa comunicazione nessuno vuole neanche sentir parlare di case in classe energetica bassa. Tutti, nel caso in cui possano permettersi di acquistarla, vogliono solo la classe A. Il risultato è che il prezzo di queste case si triplica e le altre si deprezzano. E siccome la casa è il bene rifugio degli italiani, se quella casa non vale più i risparmi diminuiscono. Quindi bisogna eliminare le scadenze temporali e sensibilizzare il Parlamento a una comunicazione corretta e ponderata perchè, altrimenti, si creano degli scompensi economici – ha detto riferendosi alla direttiva Ue sulle case green – . Tutti condividiamo l’obiettivo di questa direttiva, l’efficientamento dei nostri immobili. Lo dobbiamo perseguire ma non sono d’accordo sulle modalità. Come opposizione al Parlamento europeo abbiamo vinto la battaglia più importante eliminando l’aspetto più critico, ovvero l’obbligo per ogni proprietario di portare la casa in classe energetica D entro il 2033. Un obiettivo irrealizzabile e irrealistico che sarebbe costato circa 40-45 mila euro a famiglia. Da un lato si tira un sospiro di sollievo ma dall’altro non si può cambiare vittoria”.
Per quanto riguarda, invece, lo stop deciso dall’Unione europea alla vendita e alla produzione delle auto a benzina e diesel dal 2035, “bisogna assolutamente eliminarlo” perchè si tratta “di una norma che falsa la sana competizione”. “In tutto il mondo si va nella direzione di una circolazione più sostenibile ma solo noi ci siamo messi un divieto per norma di produrre determinate tipologie di auto – ha sottolineato l’eurodeputata uscente – . Noi non siamo leader di questa tecnologia quindi questo divieto è un regalo che facciamo al di fuori dell’Europa a soggetti che, tra l’altro, ci vendono quelle auto a poco prezzo perchè non rispettano mezzo standard ambientale. Quindi è un divieto iniquo, illiberale e nemico dell’ambiente”. Secondo Tovaglieri, “bisogna eliminare la scadenza 2035 perchè non siamo pronti. Noi abbiamo anche una soluzione alternativa pronta, fatta da un’azienda italiana: i biocarburanti. Utilizzando quelli si salvano le auto tradizionali e si salva l’ambiente. Nessuna delle due tecnologie, elettrico e biocarburanti, è valida in assoluto? Infatti chiediamo di utilizzarle tutte con un mix energetico ponderato che ci consenta di salvaguardare gli obiettivi di decarbonizzazione”. Importante anche “salvaguardare l’agricoltura, non è solo un tema culturale ed economico ma anche di sicurezza. In un momento di forti pressioni geopolitiche, legarci mani e piedi al cibo che importiamo ci rende sempre più esposti e vulnerabili”. “Quindi valorizziamo la nostra filiera italiana. Chiedere ai nostri agricoltori di coltivare di meno è una scelta stupida perchè in futuro non mangeremo di meno e quel fabbisogno lo dovremo soddisfare importando beni da paesi stranieri che non garantiscono nessuno standard – ha proseguito -. Sono necessari sgravi fiscali per quanto riguarda l’accesso al gasolio agricolo, delle incentivazioni che siano calcolate anche in base alla nostra tipologia di agricoltura, quindi piccole aziende agricole, la promozione del nostro cibo con un’adeguata comunicazione”. Per quanto riguarda il dialogo tra il partito europeo di cui fa parte la Lega, Identità e Democrazia, e quello di cui fa parte Fratelli d’Italia, Conservatori e Riformisti Europei, allo scopo di costruire un unico gruppo politico, “io credo che ci siano stati dei concreti passi avanti. La Lega ha fatto un significativo passo in avanti” perchè “ha preso immediatamente le distanze da soggetti non graditi”, come Alternative fùr Deutschland. “Ora quel problema non c’è più, quindi gettiamo la palla ai nostri alleati. Inizieranno a parlare con noi per costruire effettivamente un’alternativa a questa maggioranza in Ue o vogliono continuare a fare da stampella ai socialisti, come hanno fatto in questo mandato?”.
-foto Italpress-
(ITALPRESS).

Meloni inaugura centro sportivo a Caivano “Lo Stato non permette zone franche”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Il centro sportivo sarà immediatamente operativo, domani ci sarà l’open day, il 10 giugno inizieranno i campi estivi per i bambini di Caivano. Nei prossimi mesi sorgerà un nuovo teatro da 500 posti e un anfiteatro esterno da 1000: tutto farà parte di un polo dello sport, della cultura e dell’arte che abbiamo scelto di dedicare a uno dei più grandi interpreti della canzone italiana, e quell’uomo è Pino Daniele”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo a Caivano alla cerimonia per la riapertura del centro sportivo ex Delphinia che oggi viene restituito alla cittadinanza al termine della riqualificazione voluta dal Governo. Nella struttura, che era in stato di abbandono, nove mesi fa si consumarono gli abusi di un gruppo su due bambine.
“Faremo vincere lo Stato sul degrado, l’abbandono e la rassegnazione: è un imperativo gravoso, ma è quello che gli italiani si aspettano da noi ed è quello che faremo”, aggiunge Giorgia Meloni, sottolineado: “La mia emozione stamattina è ai limiti della commozione: è una di quelle giornate in cui gli affanni, i problemi, i sacrifici, l’ansia che a volte ti prende, assumono un senso in questa particolare missione che noi svolgiamo. Credo che la sfida di Caivano sia stata una delle principali scommesse e forse non ero preparata all’emozione provata stamattina, dopo pochi mesi dalla mia precedente visita, all’impatto della differenza di quello che ci siamo trovati di fronte”. “Il messaggio – sottolinea la premier – è che lo Stato e le istituzioni possono fare la differenza, che si possono mantenere gli impegni. Tutto il Governo è impegnato su Caivano e lo Stato e le istituzioni si sono comportate come dovrebbero comportarsi sempre: si sono resi conto di un problema, hanno proposto una soluzione, fatto un annuncio che non è caduto nel vuoto. L’annuncio è diventato un fatto che i cittadini possono vedere, toccare e vivere”.
“Io penso che la politica seria debba tentare di mettere la faccia dove le cose sono difficili. Questa nazione ha tollerato per troppo tempo le zone franche, lo Stato non se lo può permettere”, prosegue il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Siamo venuti qui – aggiunge – e abbiamo detto che la tolleranza non poteva continuare, che lo Stato avrebbe reagito partendo da Caivano. Abbiamo dimostrato che con concentrazione e impegno le cose possono cambiare, il degrado e l’abbandono non sono un destino ma una scelta e come tutte le scelte si possono ribaltare. Abbiamo riportato Stato e Istituzioni a Caivano e sono molti altri gli interventi in via di realizzazione come il Polo universitario di Caivano da 3800 metri quadri a cui si aggiungerà in futuro un polo ad Afragola della Federico II in un bene confiscato alla criminalità, villa Moccia, dove nascerà una scuola delle arte e dei mestieri”.
“Troppo spesso – prosegue – le istituzioni hanno pensato che qui di speranza non potesse essercene: dobbiamo ricordare che a Caivano partiamo dall’orrore indicibile della violenza perpetrata dal branco su due bambine innocenti alle quali è stato strappato tutto. Siamo partiti da quell’orrore e dal fallimento delle istituzioni che non sono riuscite ad assolvere al loro compito, non sono riuscite a difendere i più deboli e fragili”. “Don Patriciello mi ha chiesto di venire qui e io il 31 agosto sono venuta a Parco Verde”, ricorda la premier, che parlando degli sforzi messi in campo spiega che sono stati orientati al “non limitarsi alla solidarietà” ma più incentrati verso il “dire cosa le istituzioni sono disposte a fare per evitare che quello che è successo accada di nuovo”.
Il complesso sportivo ex Delphinia, abbandonato e vandalizzato dal 2018, è balzato tristemente agli onori della cronaca nera quale “teatro” degli stupri perpetrati ai danni di due cuginette di 10 e 12 anni. Poi l’intervento del Governo che ha affidato a Sport e Salute il compito di dare “luce” all’impianto, attraverso un intervento su un’area complessiva di 50 mila metri quadri, per un impegno economico di 9milioni e 300 mila euro. Attrezzato, a cura dei Carabinieri Forestali, il complesso è dotato di piccole strutture fisse per lo svolgimento di attività sportiva all’aperto a corpo libero. L’intervento ha previsto, oltre alla riqualificazione della palestra, della piscina, del campo polivalente e di quello da calcio a cinque, anche l’inserimento di uno skatepark, di un’area fitness outdoor, di due campi da tennis, tre campi da padel, un campo di bocce, una pista per l’atletica, una pedana per il salto in lungo e salto con l’asta ed una parete per l’arrampicata sportiva. L’intero centro sportivo potrà ospitare oltre 40 discipline.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Palazzo Chigi –
(ITALPRESS).

Sali “In Camera Arbitrale di Milano il maggior numero di casi in Italia”

MILANO (ITALPRESS) – Numeri alla mano, la Camera Arbitrale di Milano tratta il più alto numero di casi d’Italia, sia di arbitrato che di mediazione, ma anche di composizione di crisi aziendali. Nell’arbitrato, dove l’accesso è libero e quindi non legato alla territorialità della disputa, nel capoluogo lombardo si tratta circa il 15% dei casi nazionali e a volte si rivolgono alla Camera Arbitrale anche soggetti stranieri. Più vincolato è il discorso della mediazione e della composizione delle crisi, dove la Camera Arbitrale può gestire le eventuali crisi lombarde, non di altre regioni. Lo ha detto in un’intervista ad Italpress, il vicedirettore generale della Camera Arbitrale di Milano, Rinaldo Sali, il quale ha voluto innanzitutto chiarire la differenza tra arbitrato e mediazione. “Stanno entrambi dentro l’area complessiva del risolvere contenziosi, risolvere liti tra imprese o tra imprese e consumatori. La differenza è che la mediazione tende a giungere a un nuovo accordo tra le parti, che si mettono finalmente di nuovo d’accordo su un loro contenzioso, mentre in caso di arbitrato abbiamo una vera e propria sentenza emessa da dei giudici privati, cioè da arbitri che risolvono con una sentenza la controversia” spiega Sali. “L’arbitrato ha più l’aspetto di un procedimento, di un processo vero e proprio alternativo o complementare rispetto a quello ordinario. Lì vi partecipano normalmente le imprese, impresa contro impresa, per valori medi che stanno attorno ai 2-3 milioni di Euro, come valori di lite, di contenzioso, però tendenzialmente l’arbitrato è un cosiddetto B2B, cioè un contenzioso governato che vede l’impresa verso un’altra impresa. Nel caso della mediazione abbiamo spesso la presenza del consumatore, cioè del cittadino che litiga con un’impresa, ma anche in mediazione si può avere, e ne abbiamo, casi di lite tra due imprese” aggiunge. “Nel caso dell’arbitrato il tutto deve essere stato già deciso prima. Nel contratto che le due società hanno c’è una clausola, di solito una clausola finale dei contratti, che dice “se abbiamo un contenzioso invece di andare in tribunale, utilizziamo l’arbitrato, utilizziamo i tre arbitri o l’arbitro unico per gestire la nostra controversia davanti alla Camera arbitrale”, quindi deve essere una condizione del contratto. Nel caso della mediazione tutti i soggetti che vogliano accedere ad una mediazione possono farlo attraverso l’accesso all’organismo della Camera arbitrale, all’organismo di conciliazione” dice ancora Sali. Rinaldo Sali spiega i motivi che possono spingere molte aziende e consumatori ad accedere alla via arbitrale anzichè ai tribunali… “Posto che non siamo in concorrenza con il tribunale perchè il nostro discorso è di una giustizia complementare e integrativa rispetto al tribunale, ma direi che mi vengono in mente tre parole chiave. La prima è tempi. La mediazione dura normalmente attorno ai tre mesi come durata complessiva, l’arbitrato un pò di più, proprio perchè è un processo che si innesta e sta attorno all’anno, quindi considerati i tempi del tribunale, questi sono i tempi di arbitrato e mediazione. Poi l’altra parola è costi, perchè i costi sono preventivati, prevedibili per chi accede, per lo più correlati al valore su cui si sta litigando. L’ultima parola che mi viene a dire è flessibilità, cioè ti gestisci un pò il procedimento come vuoi. Tu con la tua controparte, gestisci tempi e quindi durata e elementi del processo come meglio ritieni”. Più recente è il servizio della Camera Arbitrale a supporto delle aziende in crisi… “E’ un servizio nuovo che direi quasi completa il ventaglio di servizi, di soluzioni, di problemi delle imprese. Se con arbitrato e mediazione gestiamo sostanzialmente contenziosi A contro B, nel caso, per esempio, della composizione negoziata della crisi noi abbiamo a che fare con un’impresa che non sta litigando con qualcuno, ma che chiede di essere aiutata nella ristrutturazione o del debito o comunque di una situazione complessiva di crisi o di precrisi. Perchè dico precrisi? Perchè nel caso della composizione negoziata l’impresa si muove prima, quando avverte i primi segnali di crisi e meglio è. Con la composizione negoziata ad esempio, l’impresa, rivolgendosi in via digitale alla Camera di commercio, chiede la nomina di un esperto che la aiuti a risanare la propria situazione e che avrà il compito principale di prendere le carte dell’impresa e svolgere le trattative con i creditori nel caso della composizione della crisi” conclude Sali.(ITALPRESS).

Foto: Italpress

Nuovo raid israeliano su Rafah, 16 morti

ROMA (ITALPRESS) – E’ di 16 morti il bilancio di un nuovo raid aereo israeliano su Rafah condotto all’alba di oggi. Lo riferisce l’emittente televisiva al Jazeera. I bombardamenti dell’artiglieria israeliana hanno preso di mira i minareti di diverse moschee nei quartieri Al-Saudi e Tal Al-Sultan, a ovest della città di Rafah. Per questo sono centinaia le famiglie palestinesi che a partire dalla scorsa notte si sono allontanate da Rafah per paura di nuovi bombardamenti israeliani, dopo quello di ieri che ha provocato 45 morti. I video pubblicati da attivisti palestinesi sui social media hanno mostrato l’inizio dello sfollamento di un gran numero di famiglie palestinesi dalla zona di Tal al-Sultan, nella città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza, nelle prime ore di questa mattina, per paura degli attacchi israeliani. Le scene mostravano un gruppo di donne, uomini e bambini che trasportavano i loro bagagli e camminavano verso le zone centrali della Striscia.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Mattarella “Su Piazza della Loggia permane sete di verità”

ROMA (ITALPRESS) – “Desidero quest’oggi ricordare anche il loro dolore, la compostezza, la forza d’animo, la sete di verità che esprimevano e che permangono tra noi, nonostante gli anni trascorsi”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al teatro Grande di Brescia, per la commemorazione de 50mo anniversario della strage di Piazza della Loggia.
“Al di là delle doverose rievocazioni, il modo per ricordare degnamente” i martiri “è quello di respingere e isolare i predicatori d’odio, gli operatori di mistificazione, i seminatori di discordia”, ha aggiunto. Per il capo dello Stato “l’intento degli attentatori era chiaro: punire e terrorizzare chi manifestava contro il neofascismo e in favore della democrazia”. Ma “complici e collusi, strateghi di morte, non rappresentano lo Stato, ma una gravissima minaccia contro la Repubblica. Hanno tradito l’Italia. Hanno tramato nell’ombra contro il loro popolo e il loro Paese”, ha sottolineato. “Gli ideatori, gli esecutori, i complici di quella strage volevano riportare il tempo indietro: a una stagione oscura, segnata dall’arbitrio della violenza, dalla sopraffazione, sfociata nella guerra. In Italia – ha osservato Mattarella – c’era chi tramava e complottava per instaurare un nuovo regime autoritario. Contro la Repubblica, nata dalla Resistenza, che aveva indicato le sue ragioni fondanti nella democrazia, nella libertà, nel pluralismo, nella solidarietà, principi scolpiti nella Carta Costituzionale”.
(ITALPRESS).
– Foto: ufficio stampa Quirinale –

Meloni a Caivano per la riapertura del centro sportivo ex Delphinia

NAPOLI (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena arrivato a Caivano, in provincia di Napoli, dove parteciperà alla riapertura del centro sportivo ex Delphinia, oggi restituito alla cittadinanza dopo l’imponente opera di riqualificazione. Il complesso sportivo, abbandonato e vandalizzato dal 2018, è balzato tristemente agli onori della cronaca nera quale “teatro” degli stupri perpetrati ai danni di due cuginette di 10 e 12 anni. Poi l’intervento del Governo che ha affidato a Sport e Salute il compito di dare “luce” all’impianto, attraverso un intervento su un’area complessiva di 50mila metri quadri, per un impegno economico di 9milioni e 300mila euro.
Attrezzato, a cura dei Carabinieri Forestali, il complesso è dotato di piccole strutture fisse per lo svolgimento di attività sportiva all’aperto a corpo libero. L’intervento ha previsto, oltre alla riqualificazione della palestra, della piscina, del campo polivalente e di quello da calcio a cinque, anche l’inserimento di uno skatepark, di un’area fitness outdoor, di due campi da tennis, tre campi da padel, un campo di bocce, una pista per l’atletica, una pedana per il salto in lungo e salto con l’asta ed una parete per l’arrampicata sportiva. L’intero centro sportivo potrà ospitare oltre 40 discipline.
Ci sono anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla cerimonia per la riapertura del centro sportivo ex Delphinia di Caivano, che oggi viene restituito alla cittadinanza al termine della riqualificazione voluta dal Governo. Presenti, tra gli altri, anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi, e il Commissario di governo per la riqualificazione del territorio, Fabio Ciciliano.

– foto xc9 Italpress –
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Giro d’Italia, a Julian Alaphilippe il Premio Combattività HiPRO

MILANO (ITALPRESS) – HiPRO, brand del Gruppo Danone specializzato nella produzione di alimenti ad alto contenuto proteico, ha accompagnato le 21 tappe della 107a edizione del Giro d’Italia, che si è concluso domenica 26 maggio a Roma.
Una partnership che conferma la missione di HiPRO di essere sempre al fianco degli sportivi tramite prodotti ad elevato contenuto proteico funzionali al recupero muscolare degli sportivi.
La sinergia tra HiPRO e il Giro d’Italia si è consolidata negli anni grazie al Premio Combattività contraddistinto dal Dorsale Rosso del Combattivo. Un riconoscimento consegnato alla fine di ogni tappa all’atleta che in quell’occasione si è distinto per forza, tenacia e spirito positivo, premiando chi pedala senza sosta per tagliare comunque il traguardo, indipendentemente dalla posizione in classifica. Il Dorsale del Combattivo HiPRO riconosce il valore di chi non si arrende, stringe i denti e si trasforma così in un modello di tenacia e determinazione.
Il più combattivo dei ciclisti è stato proclamato alla fine di ogni tappa, sulla base del voto di spettatori e appassionati, che si sono espressi visitando la pagina presente sul portale giroditalia.it e votando.
Ogni mattina sul podio firma della partenza è stato consegnato il Dorsale Combattività HiPRO al corridore che ha ottenuto più voti per la tappa precedente, e si è posizionato insieme alle quattro maglie dei leader, in prima fila, all’avvio della nuova frazione.
Al termine dell’ultima tappa del Giro d’Italia, a Roma, HiPRO ha consegnato il premio finale dedicato al più combattivo dell’intera competizione, andato al francese Julian Alaphilippe della Soudal Quick-Step. L’atleta 31enne e il suo team sono stati premiati anche con 3.400 grammi di proteine HiPRO che corrispondono a 1 grammo per km percorso: simbolo del sostegno del brand agli atleti e ai progressi dimostrati in 21 giorni di competizione.
“Anche quest’anno abbiamo voluto dare valore all’impegno degli atleti in ogni singola tappa con il dorsale rosso Combattività firmato da HiPRO – ha commentato Lucia Chevallard, Direttrice Marketing di Danone Italia e Grecia -. Un nuovo riconoscimento perfettamente allineato all’obiettivo di HiPRO: nutrire il progresso delle sportive e degli sportivi con proteine di alta qualità del latte, premiando lo sforzo e la voglia di tagliare il traguardo ad ogni costo. E questo perchè progresso non significa necessariamente essere sul podio. Il vero progresso risiede nella crescita dell’atleta, nel miglioramento dei risultati e della sua forza di volontà. Perchè non c’è niente di più motivante che assistere ai propri progressi. HiPRO in questo è un alleato degli sportivi, alimentando giorno dopo giorno la loro forza affinchè possano migliorarsi e progredire sempre di più”.
“HiPRO non è soltanto un brand di prodotti ad alto contenuto proteico – afferma Domenico Geraci, Senior Brand Manager di HiPRO -. E’ proprio passione per lo sport, quindi per il secondo anno di fila abbiamo deciso di essere sponsor per il dorsale rosso Combattività. Abbiamo premiato dei ciclisti professionisti, che hanno fatto dello sport la loro vita, ma a tutte le persone può servire un aiuto quotidiano con un prodotto così semplice che ogni giorno può entrare nella nostra routine e aiutarci a sostenere il nostro progresso e a nutrire i nostri sforzi”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Schlein “Il Ponte sullo stretto è solo uno spot elettorale di Salvini”

MESSINA (ITALPRESS) – “Il Ponte potrebbe essere contrario alle norme che vietano di costruire opere sulle faglie attive, dunque a rischio sismico, come nel caso di Messina, la stessa faglia che scatenò il terremoto del 1908. Servono indagini più specialistiche”. E’ il nuovo allarme lanciato dalla segretaria del Pd Elly Schlein, che stamane ha attraversato lo Stretto di Messina a bordo di una nave e, in diretta sui social, ha rilanciato aspre critiche nei confronti dell’opera voluta dal ministro Matteo Salvini: “Vuole fare andare avanti questo progetto solo per scopi elettorali e lo si comprende bene anche dai tempi – ha sottolineato la leader – l’analisi del progetto è ancora quella del 2012 e lo Stato era in causa con le società che dovevano costruirlo e ha anche vinto la causa, il rapporto costi – benefici era già precario e oggi appare assolutamente non sostenibile, come l’analisi finanziaria che prevede 14 miliardi solo per il Ponte, risorse che si potevano usare per l’emergenza abitativa, studenti, affitti in aumento, messa in sicurezza sismica e idrogeologica”. La Schlein ha poi ricordato che le navi più alte di 50 metri non potranno passare dunque persino un danno economico. “I ministeri hanno fatto centinaia di rilievi su quest’opera – ha continuato la Schlein – ma Salvini va avanti come un treno perchè è il suo spot elettorale”.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

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