PALERMO (ITALPRESS) – “Sono molto contenta della firma di questo accordo che considero particolarmente significativo e particolarmente strategico tra il Governo italiano e la Regione Siciliana, è una grande occasione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la cerimonia per la firma dell’accordo per lo sviluppo e la coesione tra il governo e la Regione Siciliana al teatro Massimo di Palermo.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri –
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Meloni “L’accordo con la Sicilia è strategico, una grande occasione”
Europee, Franzi “Regolamentare social per tutelare giovani generazioni”
ROMA (ITALPRESS) – “Penso che oggi un’urgenza sia quella della regolamentazione dei social media perchè l’Europa mette al centro l’importanza dell’individuo, della democrazia, dello stato di diritto, e gli individui sono anche i ragazzi. Io faccio parte di un partito riformista, le riforme sono per le generazioni future e la tutela dei ragazzi è fondamentale”. Così Alessandra Franzi, candidata al collegio Nord-Ovest per Stati Uniti d’Europa alle europee 2024, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano – Elezioni europee” dell’Agenzia Italpress. “Credo che noi stiamo attuando un esperimento sociale a spesa dei nostri figli, il mondo si sta sviluppando in maniera digitale e l’intelligenza digitale fa parte delle nostre vite, ma la riflessione sul consumo di piattaforme social riferendoci ai bambini, viene come messa in disparte, come negata, non si dà spazio non solo al fenomeno ma neppure alle conseguenze. Il problema vero è la dipendenza – osserva -, il consumo di piattaforme come Tik Tok crea una continua dipendenza basata sulla ricompensa, più si consuma un determinato video e più c’è un meccanismo di soddisfazione. E’ un problema diffusissimo e molto serio. Per affrontare questo problema in maniera seria e profonda bisogna creare una collaborazione tra famiglie, istituzioni e scuola. La realtà digitale fa parte di tutti, soprattutto dei ragazzi, la famiglia non può essere lasciata da sola a gestire queste piattaforme, ha bisogno del sostegno delle istituzioni; quindi, l’educazione digitale nelle scuole fin da giovani è importante, in tutte le scuole europee. Penso che sia fondamentale insegnare ai ragazzi come utilizzare la tecnologia a loro vantaggio, senza essere degli schiavi. Penso che le istituzioni in realtà debbano legiferare in modo tale da disincentivare economicamente queste piattaforme social, è complicato ma è la chiave”, aggiunge.
Poi la Brexit. “E’ stata un totale fallimento. In realtà nella città di Londra che molto internazionale, non è stata votata, è stata una propaganda che ha trovato terreno fertile più nelle campagne. Si era venduto il sogno di investire di più nella sanità inglese, ma in realtà questo non è avvenuto e i prezzi sono saliti del 60%. E’ una situazione molto complicata soprattutto per quella fascia di popolazione che l’ha proprio votata”. Un rientro in Ue è possibile ma “non nell’immediato, può essere considerato in futuro, deve trascorrere un pò di tempo. L’Europa è ora una scelta, io ho scelto l’Europa 18 anni fa andando a Londra e diventando una cittadina del mondo e ho imparato moltissimo – spiega -, ho imparato a vedere ed osservare il mondo con gli occhi degli altri. Il fatto di avere uno sguardo ampio aiuta moltissimo in un’ottica europea dove gli Stati devono collaborare. Io vedo l’Europa come un’unione di numerosi Stati e nazioni che possano sostenersi per affrontare quelle che sono le sfide del mondo. Questa legislazione è importantissima perchè il voto determinerà il futuro dei prossimi 20-30 anni, non solo dell’Europa ma degli equilibri del mondo; quindi, è molto importante capire che l’Europa oggi deve essere unita più che mai, i ragazzi devono andare a votare e cercare di costruire un’Europa che tuteli l’individuo, ovviamente le scommesse del futuro. Ma il centro è proprio la cura dell’individuo, della democrazia che a volte diamo per scontata. Il mio appello è soprattutto per i ragazzi, andare a votare per determinare il proprio futuro e non far sì che gli altri decidano al proprio posto”.
Infine, la situazione internazionale. “La guerra inizia come guerra mediatica, fatta di parole, poi però è importante che le istituzioni e la diplomazia lavorino per trovare un terreno dove si possono raggiungere dei compromessi. Mi aspetto un’Europa moderata, più presente, con un progetto di difesa comune, quindi anche federale, che sia in grado di diventare un attore nella realizzazione di un mondo di pace. Devono esserci equilibri tra Russia, Stati Uniti, Europa e Cina perchè in realtà siamo tutti interconnessi”, conclude.
– Foto Italpress –
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Italiani e fisco a Dubai, Pescara “Troppe lacune informative”
ROMA (ITALPRESS) – “La pubblicazione dell’inchiesta condotta da IrpiMedia, intitolata “Dubai, la città dei grattacieli di carta”, ha sollevato in tutta Italia un polverone mediatico mettendo non solo in dubbio l’integrità del mercato immobiliare di Dubai e della stessa economia dell’Emirato ma, altresì, con una trattazione parallela di quelle che sarebbero le “scappatoie” consentite dalla stessa Dubai a tutte le normative antiriciclaggio vigenti in ambito internazionale, arrivando a ventilare l’idea che anche alcuni italiani effettuerebbero investimenti nel relativo settore immobiliare con il fine di perseguire presunte finalità illecite. Sebbene l’inchiesta sia dettagliata va precisato come, tuttavia, la stessa presenti una narrazione unilaterale che evidenzierebbe l’esistenza di alcuni individui che, tramite l’utilizzo di fondi di dubbia provenienza, perseguirebbero presunte attività di riciclaggio ed evasione fiscale attraverso la compravendita di immobili a Dubai”. E’ quanto si legge in una nota di Daniele Pescara, imprenditore veneto che da anni opera a Dubai.
“L’articolo, quindi – prosegue la nota – sembra far emergere delle lacune informative che, oltre a danneggiare in maniera generalizzata l’immagine di Dubai e di tutti coloro che in questo Emirato hanno deciso di stabilirsi per via delle indiscutibili potenzialità offerte in termini di network tra imprese e di migliori condizioni di vita, danneggia ingiustamente anche la reputazione di tutti quegli italiani onesti che operano nello stesso Emirato nel pieno rispetto delle regole esistenti a livello locale ed internazionale”.
L’articolo, infatti, “suggerisce che i progressi degli Emirati Arabi Uniti nella lotta al riciclaggio sarebbero solo “di facciata” poichè, nonostante il GAFI (Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale) abbia rimosso il Paese dalla sua “grey list” ed Enti come l’Economic Security Center of Dubai (ESCD) abbiano introdotto nuove iniziative per contrastare l’evasione fiscale ed il riciclaggio di denaro, tale stato di cose sarebbe solo sulla “carta” e non perseguito in concreto. La narrazione, inoltre, sembrerebbe descrivere una Dubai che non esiste più.
Ove i fatti descritti nell’inchiesta pubblicata da IrpiMedia fossero veri, tuttavia, il vero problema non sarebbe ingiustamente da generalizzare a tutto l’Emirato ma, al contrario, riguarderebbe solo un esiguo numero di alcuni venditori immobiliari spregiudicati che promuoverebbero la compravendita di immobili a Dubai senza far rispettare gli obblighi fiscali italiani ed emiratini, nonchè nascondendo volutamente ai possibili acquirenti gli adempimenti fiscali obbligatori a cui saranno comunque soggetti in virtù dell’intervento che i Player immobiliari e le Autorità locali effettuerebbero in fase di acquisto dell’immobile.
Questa narrazione ha fatto un ingiusto scalpore mediatico, mettendo in cattiva luce anche molti imprenditori onesti senza alcun legame con gli investimenti o con il settore immobiliare degli Emirati Arabi Uniti, alcuni dei quali hanno quindi deciso di rispondere a tale rappresentazione distorta dei fatti così da poter dire quella che è la loro visione e prendere le distanze dal modus operandi di eventuali “cani sciolti” che, a differenza loro e come accade comunque in ogni parte del mondo, operano oltre quelle che sono le regole previste”.
Daniele Pescara, imprenditore veneto che da anni opera a Dubai con il suo Studio di consulenza specializzato nell’internazionalizzazione delle imprese, ha apertamente criticato l’operato di questi individui che danneggiano non solo il buon nome di tutti quegli italiani regolarmente presenti nell’Emirato di Dubai e che lì lavorano in maniera del tutto legale e compliance con le norme internazionali e fiscali, ma anche dello stesso Emirato.
Afferma infatti Daniele Pescara che “Ancora una volta, il problema non è Dubai, nè il settore immobiliare in generale… Il vero problema sono questi soggetti che, in maniera del tutto singolare e slegata da ogni realtà operante sul territorio, promuovono presunte attività illecite al solo scopo di sbarcare il lunario: questi individui non sono professionisti, sono solo dei “venditori di pignatte”. Promuovere investimenti immobiliari senza conoscere e far rispettare la normativa fiscale locale ed internazionale è inaccettabile”, conclude Pescara.
-foto ufficio stampa Daniele Pescara-
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Meloni “C’è margine per costruire una maggioranza diversa in Europa”
ROMA (ITALPRESS) – “Penso che l’Europa debba soprattutto cambiare le proprie priorità, penso che debba tornare a un principio di sussidiarietà dove fa meno cose ma le fa meglio. Oggi c’è il margine per costruire una maggioranza diversa nel Parlamento europeo e quindi un’Europa diversa che faccia politiche diverse. Ho già dimostrato che le cose si possono cambiare con coraggio e buon senso, un’Italia che sa assumere il suo ruolo, che non va a rimorchio degli altri può fare da capofila su molte questioni, può indicare la rotta all’Ue”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a “Giù la maschera” su Rai Radio1.
“Penso che l’Italia sia tornata centrale e noi dovremmo essere contenti di questo, possiamo fare la differenza, siamo gli unici come conservatori che possono portare a un cambio di passo. Con von der Leyen ho costruito un rapporto istituzionale com’era giusto fare perchè io penso a portare a casa i risultati”, aggiunge. Poi un passaggio sui temi internazionali come il prossimo G7 a presidenza italiana e il conflitto tra Russia e Ucraina.
“Se la Russia avesse voluto la pace non avrebbe mosso guerra. Sono molti mesi che sento dire che le cose vanno molto male, questa è molta parte della propaganda russa perchè i dati dicono altro, se oggi c’è una possibilità negoziale è esattamente perchè noi abbiamo reso” complicata “quella che doveva essere una guerra lampo dell’idea imperialista russa. Attenzione a rincorrere una certa propaganda. Oggi si comincia a ragionare di tavoli negoziali grazie a quelli che hanno reso il tentativo espansionistico russo difficile. La Russia ha invaso il territorio ucraino – evidenzia -, se vuole la pace si può ritirare. Il G7 è un luogo dove si discute di grandi temi e si cerca di portare a soluzioni condivise. Per la presidenza italiana è un’occasione che ci permette di portare le nostre priorità. Quello che emergerà lo vedremo perchè siamo ancora in fase di negoziazione, tra le priorità che abbiamo portato ci sono il tema dell’Africa e dell’Intelligenza Artificiale che è la più grande sfida sulla quale noi ci confrontiamo e vedo una politica abbastanza lenta nel dare le risposte rispetto ad una tecnologia che può cambiare tutto”.
Infine, la riforma del premierato e la Rai. “Chi viene scelto dagli italiani per governare deve avere 5 anni per poterlo fare perchè l’instabilità, soprattutto sul piano della nostra credibilità ed economico, è stata la madre di tutti i nostri problemi. Per questo io considero questa riforma la madre delle riforme, ovvero quella che risolve moltissimi problemi”. La riforma del premierato “non la vogliono Pd e M5S che sono le forze della conservazione dello status quo – prosegue -, vogliono continuare a fare i governi nel palazzo, la proposta del Pd è raddoppiare i senatori a vita, il M5S propone il cancellierato alla tedesca. Io penso che invece si debba cambiare perchè le cose non hanno funzionato con i governi fatti nei palazzi con maggioranze mai scelte, con programmi mai votati, addirittura con presidenti che non erano conosciuti”. La Rai “la immagino come un’azienda più plurale di quanto non lo sia stata in passato. Il problema non è ‘vogliamo una Rai indipendentè, ma vogliamo una ‘Rai dipendente con la sinistra al governo e indipendente quando la sinistra è all’opposizionè. Hanno occupato manu militari un’azienda come la Rai e, oggi che cerchiamo di creare un sistema più plurale, loro vanno su tutte le furie perchè evidentemente ritengono che il servizio pubblico appartenga a loro. Se si vuole mettere mano alla riforma della Rai perchè la riforma fatta dal Pd non va bene, bene, ma non credo che sia una competenza che spetti al governo a differenza di quanto fatto da altri, credo che sia una competenza che spetta al Parlamento”, conclude Meloni.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Con “Social leasing by Fiat”, 500e con anticipo zero e senza canoni
TORINO (ITALPRESS) – Fiat supporta i propri clienti nella transizione verso l’elettrico lanciando il “Social leasing by Fiat”. Una formula finanziaria innovativa e unica, coerente con la mission del marchio torinese di rendere accessibile la mobilità elettrica: anticipo zero e canone zero. Un’offerta che rende semplice il passaggio alla mobilità sostenibile. L’impegno di Fiat per l’Italia e gli italiani continua, la 500 elettrica, prodotta in Italia da Fiat è ancora più accessibile, grazie al nuovo prodotto finanziario sviluppato in collaborazione con Stellantis Financial Services Italia. Fiat potenzia il contributo degli incentivi statali in partenza oggi. L’iniziativa, denominata “Social leasing by Fiat” è destinata ai cittadini con un ISEE inferiore ai 30.000 euro e un’auto da rottamare euro 0-1-2. Essi potranno guidare una Fiat 500e con batteria da 23 kWh con anticipo zero e tasso zero, con la libertà di restituirla, cambiarla o tenerla dopo 36 mesi.
L’offerta è disponibile su un lotto limitato di 1.000 unità di 500e disponibili nel colore “ice white”. Grazie al contributo di Stellantis Financial Services Italia, i clienti non dovranno sostenere nessun costo ulteriore. Le auto elettriche, inoltre, sono esenti dalla tassa di circolazione, e con il costo medio attuale dell’energia pari a 0,25 euro/kWh, sono sufficienti 6 per un pieno equivalente a 190 km di autonomia. Un’iniziativa nata quindi nel segno della sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica. “Noi di Fiat sentiamo forte la responsabilità del ruolo sociale che il marchio ha in Italia. Questa iniziativa “eccezionale”, resa possibile grazie anche ai nuovi incentivi statali, mostra ancora una volta il nostro impegno nel guidare la transizione ad una mobilità elettrica in Italia, ora davvero possibile. Per la prima volta con il Social Leasing by Fiat, si potrà guidare per 3 anni senza nessun costo una iconica 500 elettrica, disegnata e prodotta in Italia per gli italiani a cui dedichiamo questa offerta senza precedenti” dichiara Giuseppe Galassi, Managing Director Fiat & Abarth in Italia. Per chi non ha i requisiti per accedere all’offerta “Social leasing by Fiat”, sarà comunque possibile guidare la Fiat 500e, con batteria da 23kWh e in caso di rottamazione di un veicolo fino ad Euro 2, con un canone a partire da 39 euro. Con questa iniziativa, Fiat si rivolge anche ai neopatentati che possono diventare da subito ambassador della mobilità elettrica urbana, contribuendo ad un presente più sostenibile.
foto: ufficio stampa Stellantis
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Terna sperimenta la tecnologia dell’Internet of Underwater Things
ROMA (ITALPRESS) – Terna rafforza l’impegno ad adottare le tecnologie più innovative per una gestione ancora più efficiente e sostenibile delle infrastrutture elettriche, in particolare di quelle sottomarine.
La società guidata da Giuseppina Di Foggia ha inaugurato un nuovo capitolo nel suo percorso di innovazione avviando una sperimentazione della tecnologia dell’Internet of Underwater Things (IoUT) in collaborazione con Wsense, società deep-tech leader nel monitoraggio e nei sistemi di comunicazione per l’ambiente subacqueo.
Nel futuro scenario energetico, infatti, le dorsali strategiche realizzate attraverso cavi elettrici sottomarini saranno sempre più diffuse e la loro realizzazione richiederà l’adozione di soluzioni innovative che garantiscano la sicurezza degli asset e il monitoraggio delle condizioni ambientali nelle vicinanze delle opere. L’Internet of Underwater Things (IoUT) rappresenta un nuovo orizzonte tecnologico in grado di assicurare una gestione più intelligente e sostenibile dei collegamenti sottomarini attraverso il monitoraggio avanzato e la comunicazione in tempo reale di parametri subacquei indicativi per analizzare l’impatto antropico in mare.
La sperimentazione della tecnologia IoUT si è svolta nelle acque del Mar Tirreno, nel canale di Piombino. In dettaglio, Wsense ha predisposto un sistema di sonde sottomarine, collegate l’una con l’altra in una rete wi-fi subacquea per la trasmissione dei dati. Attraverso questo network sottomarino è stato possibile acquisire in tempo reale, per un periodo di tempo prolungato e continuativo, dati per il monitoraggio dell’ecosistema marino relativi a diversi parametri: rumore subacqueo, correntometria, clorofilla, temperatura e torbidità dell’acqua.
“La tecnologia dell’Internet of Underwater Things offre promettenti prospettive per il monitoraggio delle condizioni ambientali subacquee, rappresentando un esempio della Twin Transition, energetica e digitale, che Terna persegue con l’obiettivo di realizzare un sistema elettrico sempre più sostenibile. Siamo costantemente impegnati nel ricercare soluzioni integrate, mirate a sviluppare e gestire in modo sempre più efficiente le reti sottomarine. La tecnologia sperimentata con Wsense, in questo contesto, potrebbe tracciare la strada per implementare approcci innovativi alla mitigazione ambientale e alla tutela dell’ecosistema marino”, ha dichiarato Giacomo Donnini, Direttore Grandi Progetti e Sviluppo Internazionale di Terna.
Massimiliano Garri, Direttore Innovation & Market Solutions di Terna, ha commentato: “Da molti anni utilizziamo la sensoristica IoT per monitorare lo stato della rete di trasmissione, al fine di migliorarne l’affidabilità e la resilienza. Insieme a Wsense, per la prima volta ci siamo spostati sotto la superficie del mare e abbiamo sperimentato le potenzialità di una rete di trasmissione dati sottomarina in grado di rilevare quegli aspetti dell’ecosistema subacqueo a noi utili per realizzare e gestire con sempre maggiore efficienza i grandi collegamenti sottomarini. L’Internet of Underwater Things rappresenta per Terna un nuovo orizzonte di possibilità per ottimizzare la trasmissione dell’energia elettrica sotto il mare”.
La sperimentazione con Wsense, che riflette l’interesse crescente di Terna nell’adottare soluzioni avanzate per migliorare l’affidabilità della propria rete, ha puntato a valutare, oltre alle performance della tecnologia IoUT, la sua adattabilità alle esigenze specifiche del Gruppo. I risultati ottenuti hanno evidenziato il potenziale molto promettente di questa soluzione tecnologica. La sperimentazione ha inoltre coinvolto, in una collaborazione efficace, sia il team Innovazione sia quello Grandi Progetti e Sviluppo Internazionale di Terna che gestisce la realizzazione delle grandi infrastrutture sottomarine.
L’innovazione è cruciale per raggiungere gli obiettivi di transizione energetica che Terna si è posta: non può infatti esserci una transizione energetica senza una contestuale transizione digitale che la accompagni e la sostenga. Il concetto della Twin Transition, energetica e digitale, è uno dei pilastri del Piano Industriale 2024-2028 di Terna che ha stanziato circa 2 miliardi di euro in digitalizzazione e innovazione. Sono circa 70 i progetti di innovazione portati avanti dal Gruppo su cinque aree tecnologiche: Digital (soluzioni intelligenti per la gestione dell’energia e della potenza), Energy Tech (soluzioni innovative che utilizzano tecnologie più efficienti e green), Grid Tech (tecnologie a favore di una gestione efficace dell’infrastruttura di rete), Advanced Materials (attività di ricerca e sviluppo per l’utilizzo di materiali eco-compatibili a ridotto impatto sull’ambiente) e Robotics (per l’automazione dei processi).
– Foto ufficio stampa Terna –
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Vitiligine, arriva in Italia il primo trattamento specifico
MILANO (ITALPRESS) – Incyte, azienda biofarmaceutica globale focalizzata sulla ricerca di soluzioni per gravi esigenze mediche insoddisfatte, annuncia che l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha concesso la rimborsabilità di ruxolitinib crema 15mg/g, primo e unico trattamento specifico per la vitiligine non segmentale con interessamento del viso in adulti e adolescenti a partire dai 12 anni di età.
Molto visibile, a causa delle caratteristiche macchie bianche, ma poco conosciuta e spesso ridotta a un semplice problema di natura estetica, la vitiligine è una malattia cronica autoimmune che colpisce tra lo 0,5% e il 2% della popolazione mondiale e che ha un forte impatto dal punto di vista sociale, psicologico ed emotivo. Ruxolitinib è il primo e unico farmaco che agisce sul meccanismo alla base della malattia, consentendo la repigmentazione della pelle nei pazienti idonei.
“Finalmente le persone affette da vitiligine avranno una possibilità di scelta. Fino ad oggi, la mancanza di trattamenti efficaci per questa patologia è stato uno degli aspetti più impattanti sulla sfera psicologica dei pazienti: non avere una prospettiva di cura e assistere al progressivo fallimento degli approcci sperimentati porta i pazienti a vivere un senso di frustrazione e sconfitta. Non a caso ansia e depressione risultano rispettivamente il 72 per cento e il 32 per cento più diffuse nelle persone affette da vitiligine rispetto al resto della popolazione – ha commentato Ugo Viora, Presidente di ANAP Onlus Associazione nazionale “Gli Amici per la Pelle”. – “L’arrivo di un primo trattamento specifico per la vitiligine cambierà la prospettiva di migliaia di pazienti e dei loro familiari, a cui i clinici potranno adesso dare una risposta”. Ruxolitinib fa parte di una classe di inibitori della Janus chinasi, noti anche come JAK inibitori. Già utilizzati con successo in oncologia e in diverse malattie dermatologiche, questi farmaci rappresentano un’importante novità rispetto ai rimedi usati fino ad oggi per la vitiligine perchè agiscono in modo specifico sul meccanismo patogenetico alla base della patologia, consentendo di avviare il processo di repigmentazione.
“I dati a sostegno mostrano che Ruxolitinib ha il potenziale di fare la differenza nella vita delle persone che vivono con questa condizione. I risultati degli Studi clinici di Fase III (TRuE-V1 e TRuE-V2) hanno infatti dimostrato l’efficacia del farmaco nel portare un significativo miglioramento della repigmentazione delle lesioni sia del viso che del corpo negli adulti e negli adolescenti a partire dai 12 anni di età – spiega Giuseppe Argenziano, Presidente della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST) -. I trattamenti impiegati sino ad oggi erano corticosteroidi o inibitori della calcineurina topici, che tuttavia non producono risultati soddisfacenti e presentano limitazioni per eventi avversi. L’arrivo di ruxolitinib rivoluziona completamente lo scenario, offrendo ai pazienti un beneficio clinico importante e duraturo, con un impatto positivo sulla qualità di vita”.
In Italia sono circa 330mila le persone affette da vitiligine, patologia cronica autoimmune che, in quanto tale, si associa spesso ad altre problematiche come le malattie tiroidee, le malattie infiammatorie croniche intestinali, il diabete mellito e l’alopecia areata. Questa caratteristica, insieme alla patogenesi complessa e alla progressione imprevedibile, rendono la vitiligine una patologia impegnativa da trattare per lo Specialista.
Angelo Valerio Marzano, Direttore della Dermatologia, Fondazione Irccs Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e socio dell’Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica (ADOI), ha sottolineato come “l’arrivo di ruxolitinib metterà a disposizione della comunità scientifica un nuovo strumento per affrontare questa complessità e dare una risposta ai pazienti. Un cambiamento che renderà ancora più importante l’alleanza tra medico e paziente. Molti dei pazienti con vitiligine, infatti, potrebbero essere demotivati dal precedente fallimento di numerosi approcci terapeutici – la media dei pazienti ne sperimenta fino a sei senza ottenere risultati soddisfacenti. Il ruolo dello Specialista sarà pertanto fondamentale nel far comprendere l’innovazione alla base di ruxolitinib e l’importanza dell’aderenza terapeutica per massimizzare l’efficacia del farmaco”.
Primo e unico trattamento per la vitiligine, ruxolitinib è frutto della ricerca interna Incyte, azienda biofarmaceutica focalizzata sulla scoperta, lo sviluppo e la commercializzazione di terapie innovative con l’obiettivo di rispondere ai bisogni terapeutici non ancora soddisfatti.
“Siamo orgogliosi che il frutto della ricerca Incyte possa contribuire a dare una risposta significativa a tutti i pazienti che, prima di oggi, non avevano una soluzione efficace per gestire la vitiligine – ha commentato Onofrio Mastandrea, Vicepresidente e General Manager di Incyte Italia -. Il nostro impegno si concentra su patologie difficili da trattare, con l’obiettivo di aprire nuovi percorsi per scoprire trattamenti di prima generazione. Ruxolitinib è un esempio concreto e inaugura la nostra presenza in dermatologia, area che ci vedrà protagonisti nel futuro, con importanti novità attese anche sul fronte della dermatite atopica e dell’idrosadenite suppurativa. Il costante impegno di Incyte nella ricerca – in Italia l’azienda investe oltre l’80% delle sue revenue in R&S – si traduce in una pipeline solida e promettente, che guiderà la nostra crescita futura”.
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Ucraina, Tajani “Armi italiane non in territorio russo”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Fin dall’inizio è stato deciso che tutto il materiale militare italiano non può essere usato al di fuori dei confini dell’Ucraina, quindi sarà anche nostra responsabilità verificare, come d’accordo con gli ucraini, dove si usano le nostre armi. Non c’è possibilità di usarle in territorio russo perchè non siamo in guerra con la Russia. Noi difendiamo l’indipendenza dell’Ucraina , sosteniamo l’Ucraina, ma il nostro obiettivo è la pace. Vogliamo che Putin di fronte a uno stallo si sieda a un tavolo per concludere questa guerra priva di senso, che rappresenta una violazione del diritto internazionale”. Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri, a margine del Consiglio Affari esteri che si è tenuto a Bruxelles.
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– Foto: xf4/Italpress –

