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ITALSCI SUGLI SCUDI, BRIGNONE VINCE A SESTRIERE E PARIS 2° A WENGEN

SESTRIERE (ITALPRESS) – L’Italia dello sci sorride con la vittoria a Sestriere di Federica Brignone e il secondo posto di Dominik Paris a Wengen. La valdostana si è imposta ex aequo con la slovacca Petra Vlhova nel gigante al Sestriere con il tempo di 2’21″15, precedendo di appena un centesimo Mikaela Shiffrin. Finale thriller con l’azzurra che perde tanto nella parte centrale ma poi recupera alla grande sul finale facendo esplodere di gioia il numerosissimo pubblico accorso al Sestriere. “Una gara da infarto, non sentivo altro che gente urlare da stamattina: è stata una giornata estenuante e ce l’ho messa tutta. Una gara sul filo del rasoio, vincere davanti a tutta questa gente è stato magnifico”. Chiudono tra le prime dieci anche Sofia Goggia e Marta Bassino. Con questo risultato Federica Brignone è nettamente al comando della classifica di specialità con 375 punti davanti a Mikaela Shiffrin (314) e Marta Bassino (264).
In campo maschile, sulla mitica pista del Lauberhorn a Wengen, solo Beat Feuz riesce a fare meglio di Dominik Paris. Lo sciatore di casa vince la discesa e lo fa mettendo il suo timbro. Preciso, veloce, superiore soprattutto nella parte alta dove ha fatto la differenza: un successo che lo proietta in testa alla classifica di specialità proprio davanti a Dominik Paris. L’azzurro comunque ottiene un altro podio stagionale, piazzandosi dietro di soli 29 centesimi e salendo al quarto posto in classifica generale.
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LE ACLI LANCIANO IL “WELFARE LAB” PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ

ROMA (ITALPRESS) – Un welfare “sartoriale” per aiutare le persone in difficoltà economica, andando così a sopperire alle mancanze di uno Stato che non riesce a rispondere a tutte le esigenze delle famiglie che vivono un disagio. Questo il senso del progetto sperimentale Walfare Lab messo in campo dall’Acli di Roma che ha già aiutato 200 famiglie. L’iniziativa è stata presentata a Piazza del Popolo dal presidente nazionale Acli, Roberto Rossini, del presidente delle Acli di Roma, Lidia Borzì, dal presidente nazionale del Patronato Acli, Emiliano Manfredonia, dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, dall’assessore alle Politiche sociali e al Welfare della Regione Lazio, Alessandra Troncarelli, della presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi, e dal presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito.
Il progetto si occupa di coloro che sono in condizioni di povertà relativa e si propone di creare un sistema di analisi centrato sulla persona, partendo dall’Isee e allargando poi lo sguardo ai bisogni personali consentendo di creare un percorso di multi-intervento per la riconquista della propria dignità attraverso il reinserimento nel mondo del lavoro.
“Abbiamo voluto portare al centro il grido della città, i tanti poveri e chi vive in una quotidianità faticosa – ha detto il presidente dell’Acli Roma, Lidia Borzì -. Oggi lavori e non arrivi a fine mese o come accade alle neo mamme che deve lasciare il lavoro perché non sa a chi lasciare i figli, fasce di cittadini che sono affaticati da un walfare frammentato, un labirinto. Il nostro progetto vuole essere un filo di Arianna che li accompagna. Si è soli e si è anche poveri di tutto”.
“Ci sono state più di 200 famiglie prese in carico con il progetto – ha proseguito – che può portare avanti uno sperimento di walfare innovativo finanziato dal ministero del Lavoro. Tutte le famiglie hanno un comune denominatore: ogni persona è stata assunta nel suo problema complessivo. Questo progetto ci ha aiutato a mettere in piedi un modello inclusivo, che dà risposte a bisogni primari, con politiche attive, aiuta a creare una rete di aggregazione”.
“Ci sono alcuni strumenti come l’Isee che vanno rivisitati – ha concluso la Borzì -. Questa sperimentazione romana ci ha consentito di portare alla ribalta l’importanza di un walfare che sia prioritario. Partire da un modello di walfare sartoriale che parta dal basso, che ascolti i bisogni delle persone, che valuti l’efficacia delle sue politiche. Un walfare incentrato sulla corresponsabilità delle istituzioni sociali perché solo così potremmo costruire una società migliore”.
“La prima intenzione del reddito di cittadinanza è quello di dare un sostegno, contemporaneamente bisogna dare a queste famiglie un percorso di vita che li renda indipendenti, dando servizi, e con l’aiuto dei comuni fare una valutazione del disagio per poi intervenire – ha detto il ministro Catalfo -. Questo lo puoi far con l’aiuto delle associazioni come le Acli e con progetti come walfare lab che consentano alla persona che ha avuto un particolare disagio ed è rimasto indietro di risalire. L’Italia era rimasta indietro sui centri per l’impiego con soli 8 mila addetti, il rafforzamento dice che nell’arco di tre anni le regioni potranno assumere 11.600 operatori che consentiranno a chi è in difficoltà di avere la possibilità di andare nei centri dell’impiego con 20 mila operatori. Abbiamo messo oltre 1 miliardo per le infrastrutture”.
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SARRI “PAURA DELL’INTER VISTO IL MERCATO? DOBBIAMO PENSARE A NOI”

TORINO (ITALPRESS) – “Paura dell’Inter considerando il mercato?
Paura è una parola grossa, stiamo parlando di sport. Non seguo il nostro mercato, figuriamoci quello dell’Inter. Non mi interessa. Così come siamo abbiamo la ferma convinzione di essere protagonisti, dobbiamo pensare a noi e dare il 100% che abbiamo, cosa che non abbiamo sempre fatto ma i segnali ultimamente sono positivi”. Maurizio Sarri non si lascia impressionare dai movimenti dei rivali, che si sono già assicurati Young e sono a caccia di Eriksen e Giroud. La Juve deve andare avanti per la propria strada e anche lo scontro diretto dell’1 marzo è qualcosa a cui il tecnico non intende pensare. “Alle tabelle non credo, sono una delle più grandi cazzate nella storia del calcio. Bisogna avere la testa per affrontare il Parma in maniera giusta. Un mese e mezzo nel calcio è una vita, può succedere di tutto”. A proposito della sfida contro i ducali, sulla possibilità di schierare insieme Dybala, Ronaldo e Higuain, Sarri ribadisce che “vogliamo essere una squadra che domina la partita ma senza mettersi nelle condizioni di rischiare. La difficoltà spesso sta in questo. Solo Higuain ha un ruolo ben preciso, gli altri due sono giocatori di un livello straordinario, più istintivi, che non hanno una collocazione ben definita in campo. C’è da trovare un equilibrio forte”. Di sicuro per il tecnico bianconero non ci sono problemi di compatibilità fra Dybala e Ronaldo. “Paulo le cose migliori le sta facendo con tutti, in tutte le soluzioni. Con lui e Ronaldo abbiamo meno riferimenti per via centrale ma è un falso mito che non possono giocare insieme”.
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CONTE “SARÀ DIFFICILE RIPETERE IL GIRONE D’ANDATA”

MILANO (ITALPRESS) – “Dal girone di ritorno mi aspetto la stessa predisposizione, la stessa concentrazione che i giocatori hanno avuto nella prima parte di campionato ma ripetere il girone d’andata non sarà semplice, anzi, sarà molto difficile. Per riuscirci dovremo allenarci ancora di più e fare le cose con lo stesso entusiasmo, la stessa voglia”. Antonio Conte mette le mani avanti: i 46 punti ottenuti nelle prime 19 gare di campionato non sono stati casuali e per farne altrettanti o magari di più servirà un grande sforzo da parte di tutti. A partire dalla trasferta di domani a Lecce, contro una squadra che “fa un calcio propositivo e cerca attraverso questo di raggiungere il risultato. Auguro loro ogni bene essendo io di Lecce ma dopo la partita contro di noi”. Gara da non prendere sottogamba. “Di abbordabile questa partita non ha niente, dobbiamo rimanere concentrati e avere la stessa voglia e determinazione delle ultime partite. Affrontiamo una squadra che ha voglia di fare punti e gioca in casa. È una partita in cui bisogna alzare l’asticella dell’attenzione e tenerla altissima”. In Salento non ci sarà il neo acquisto Ashley Young: “E’ appena arrivato, questa squadra lavora da sei mesi su dei meccanismi, su un’idea, per cui farà allenamento oggi e domani e la prossima settimana inizierà ad allenarsi con noi per entrare dentro la nostra idea e poi sarà eventualmente a disposizione col Cagliari”.
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LO SCUDO CROCIATO TORNA UNITO MA NON SI CHIAMERÀ DC

ROMA (ITALPRESS) – La cerimonia di riunificazione dei partiti democristiani si celebra a 26 anni dalla trasformazione della Dc in Partito Popolare, e non a caso è stata aperta da un video del fondatore Mino Martinazzoli, una gag sulla pretesa di un giovane manager di riformare l’incompiuta di Schubert. La platea l’ha accolta in piedi, con un lunghissimo applauso, qualche lacrima e un commento ad alta voce: “Sembra che parli dei Grillini”. In sostanza il nuovo partito è quello antico, lo scudo crociato campeggia in sala e sarà il simbolo di questa Dc.3, con tanto di scritta ‘libertas’ e senza le vele dei vari Ccd e Cdu della Seconda Repubblica. Si torna all’antico, ma si rispetterà la volontà di Martinazzoli e della direzione democristiana di modificare il nome in Partito Popolare: in pratica si tornerà alle decisioni di 26 anni fa, quando la Dc provò a rilanciarsi in forma di Partito Popolare. Il nome del partito non sarà tuttavia Partito Popolare: “E’ una forma di rispetto per l’amico Castagnetti – ha spiegato Gianfranco Rotondi – quel nome nella Seconda Repubblica è stato storia sua e di altri autorevoli amici”. Il nome sarà la traduzione italiana del del Ppe, a cui i democristiani si riferiscono. Il nome del Ppe è “Partito dei popoli europei”. La nuova Dc sarà battezzata entro due mesi da un congresso, e con ogni probabilità si chiamerà “Partito del Popolo italiano”.
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MILANO, STRETTA SUL FUMO ALLE FERMATE DEI MEZZI PUBBLICI

MILANO (ITALPRESS) – Stretta sul fumo alle fermate dei mezzi pubblici. L’ha annunciata, incontrando gli abitanti del quartiere Isola, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, spiegando che il fumo è uno degli agenti che contribuiscono all’inquinamento atmosferico. “Oltre a traffico e riscaldamento – ha infatti sottolineato Sala – anche il fumo, le pizzerie o gli ambulanti che ancora hanno i motori a benzina contribuiscono”. Il provvedimento, sarà contenuto nel regolamento Aria-Clima che il Comune sta approntando e “che andrà in Consiglio comunale e speriamo di adottare entro marzo. Si tratterà di un’ordinanza – ha aggiunto Sala – in un regolamento che conterrà una regolamentazione di tanti aspetti, perché il vero rischio è che si riduca tutto l’inquinamento al traffico e al riscaldamento, ma c’è anche altro”. Sul tema del fumo, il sindaco ha quindi parlato di “una visione” a tendere che “entro il 2030” ponga un “divieto di fumo all’aperto”. Il sindaco ha spiegato: “Anche sui fuochi d’artificio credo che sia il momento di dire basta”.
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DAL 2007 2,3 MILIARDI DI ORE LAVORATE IN MENO

MESTRE (ITALPRESS) – Pur avendo recuperato il numero di occupati persi in tutti questi anni, rispetto all’anno pre-crisi (2007) il monte ore lavorate in Italia è crollato di 2,3 miliardi (-5 per cento), anche se ad aver patito questa caduta verticale non sono stati i lavoratori dipendenti, bensì gli autonomi. È quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio studi della CGIA.
Se i primi, infatti, tra il 2007 e la fine del 2018 hanno registrato una contrazione delle ore lavorate pari a 121 milioni (-0,4 per cento), i secondi, invece, hanno perso quasi 2,2 miliardi di ore (-14,4 per cento). Nei primi 9 mesi del 2019 (ultimo dato disponibile) la situazione è in via di miglioramento. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, infatti, autonomi e dipendenti hanno incrementato di 175 milioni lo stock di ore lavorate (+0,5 per cento).
Con un’occupazione in aumento e un monte ore lavorate ancora molto inferiore al livello pre-crisi, la produttività del lavoro, tuttavia, non ha registrato alcun incremento significativo.
Oltre ad aver costretto alla chiusura molte piccolissime attività, la bassa crescita del Pil registratasi in questi ultimi 12 anni ha condizionato negativamente anche la qualità dei nuovi ingressi nel mercato del lavoro. Se i lavoratori dipendenti a tempo parziale sono aumentati di oltre 1 milione di unità (+40,2 per cento rispetto al 2008), lo stock di quelli full time, invece, è sceso di 341 mila unità (-2,3 per cento rispetto al 2008).
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LEGGE ELETTORALE, SALVINI “DALLA CONSULTA UNA SCELTA DI SINISTRA”

ROMA (ITALPRESS) – “Una Corte di sinistra ha fatto una scelta di sinistra. Ha fatto una scelta di sistema, anzi per bloccare il sistema. In Parlamento c’è una maggioranza di qualche centinaio di eletti che vuole farsi una legge a suo vantaggio, mentre 60 milioni di italiani avrebbero scelto per tutti: ma la Corte ha deciso che scelgano i partiti e non gli italiani”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il leader della Lega Matteo Salvini, in merito alla bocciatura da parte della Corte Costituzionale del referendum elettorale.
“Speravo che essendoci di mezzo il futuro del Paese, sarebbero andati oltre le logiche politiche e partitiche. E invece, ha prevalso l’istinto di conservazione. Ma così, si è tolto ai cittadini il diritto di scegliere la legge che vogliono”, aggiunge Salvini, per il quale il proporzionale “sarebbe un passo indietro di 40 anni. Partiti e partitini che fanno il bello e il cattivo tempo. E adesso loro parlano del 5% ma io già me li vedo in Parlamento a scendere al 4%, al 3%… Perché c’è Renzi, e poi c’è Leu e poi c’è mia nonna… E comunque, se il maggioritario secco gli fa così paura, c’è il Mattarellum. Una legge elettorale già pronta e al di sopra di ogni sospetto, dato che non è firmata da un aspirante dittatore ma dall’attuale presidente della Repubblica”.
In merito al caso Gregoretti, “se Pd e Cinque Stelle voteranno come dicono, vorrà dire che andrò a processo. Trovino un tribunale grande… Significa che coinvolgeremo il popolo. Il 90% per cento dei cittadini delle più varie posizioni politiche ha apprezzato il mio sforzo di proteggere i confini italiani”.
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