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Intesa Sanpaolo al Vinitaly, focus sulle imprese agroalimentari

VERONA (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo al Vinitaly per il terzo anno. Ad ogni edizione un motivo diverso per approfondire mercati e strategie a favore delle molte aziende che lavorano nel settore agroalimentare legato al Made in Italy. Tema di quest’anno: “Filiere di internazionalizzazione. Le imprese agroalimentari italiane tra vecchi e nuovi mercati”, che ha consentito di fare il punto su opportunità e sfide del settore vitivinicolo italiano, alla luce della specifica attenzione che la banca dedica al settore dell’Agribusiness.
Tra le principali opportunità per il settore ci sono i mercati internazionali, dove l’Italia nel 2022 ha consolidato la propria quota di mercato, collocandosi saldamente al secondo posto tra gli esportatori mondiali con circa un quinto dei flussi mondiali: risultati sostenuti dall’ottimo posizionamento qualitativo del vino italiano, dal forte legame con il territorio e dalla ricchezza di biodiversità dei nostri vigneti. Sarà necessario lavorare sul corretto posizionamento di prezzo dell’offerta enologica, forse ancora poco remunerata in relazione alla qualità che esprime.
Tra le principali sfide per il futuro figurano gli investimenti in tecnologia e digitalizzazione dei processi, fondamentali per l’evoluzione del settore, che andranno sostenuti soprattutto nel contesto italiano caratterizzato da imprese più piccole nel confronto europeo; capacità di raggiungere una maggiore strutturazione, anche attraverso aggregazioni e logiche di filiera, per affrontare gli investimenti necessari per continuare a competere con successo sui mercati internazionali.
Tali sfide sono sollecitate anche dai nuovi trend di consumo, dal cambiamento negli stili alimentari (vino alcohol free) e dalla ricerca di bilanciamento tra risparmio e qualità (value for money).
Intesa Sanpaolo dedica al comparto agroalimentare grande attenzione, con una rete dedicata di 1.000 professionisti e 90 filiali in grado di seguire l’intera catena agroalimentare. La banca ha già attivato 170 contratti di filiera nel settore agroalimentare, coinvolgendo quasi 7.000 fornitori.
“L’Agroalimentare è un settore centrale per l’economia del nostro Paese e Intesa Sanpaolo ha creato una struttura dedicata per accompagnare queste imprese nella transizione verso modelli sempre più innovativi, sostenibili e profittevoli. Abbiamo oltre mille professionisti agribusiness, 90 filiali sul territorio nazionale e circa 84.000 clienti a cui abbiamo erogato in tre anni, dalla nascita della nuova struttura, oltre 9 miliardi di euro – ha dichiarato Anna Roscio, responsabile Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo presente a Vinitaly – Tra le iniziative più recenti, il lancio di “Il tuo futuro è la nostra impresa”, programma che mette a disposizione 120 miliardi di euro fino al 2026 per le imprese, tra cui anche quelle agroalimentari, favorendo nuovi investimenti per accelerare quei processi di trasformazione ormai divenuti necessari per rinnovamento industriale, transizione energetica e digitale delle imprese, facilitando loro anche l’accesso alle nuove misure del PNNR”.
“Con questa tavola rotonda – ha spiegato Massimiliano Cattozzi, responsabile della Direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo – abbiamo voluto offrire agli imprenditori del mondo agroalimentare spunti, analisi, strumenti e strategie per accrescere la competitività oltre i confini del mercato domestico, consapevoli di poter supportare le aziende nella scelta dei canali più adatti e di offrire loro gli strumenti necessari per aiutarli nella scoperta del proprio potenziale estero”.

– foto xa7/Italpress –
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Medioriente, Crosetto “Evitare di alimentare spirale di violenza”

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il ministro della Difesa di Israele, Yoav Gallant, hanno avuto una lunga conversazione telefonica in cui il ministro italiano ha sottolineato che “l’Italia è amica di Israele; lo è stata quando ha subito il barbaro attentato terroristico da parte di Hamas e lo è in questo momento di crescente instabilità nell’area mediorientale, culminato sabato notte con l’attacco gravissimo condotto dall’Iran, con il lancio di centinaia di droni e missili sul territorio israeliano. Un attacco senza precedenti i cui danni, per fortuna, sono stati limitati, grazie all’efficacia della difesa aerea e anti missile israeliana, e al supporto ricevuto da alcuni paesi, che hanno contribuito alla sua difesa. Oggi, nel manifestare al ministro Gallant la mia amicizia ho ribadito anche le mie preoccupazioni per la possibile evoluzione nella regione medio orientale, già duramente provata”.
Il ministro Crosetto ha infine aggiunto che “il superamento di una precisa linea rossa, con l’attacco diretto a Israele, sul suo territorio, inquieta cionondimeno proprio ora occorre maturità e agire secondo le regole del diritto internazionale per evitare di alimentere la spirale di violenza che ci vedrebbe tutti sconfitti. L’Italia continuerà a fornire aiuti umanitari alla popolazione palestinese e favorire in ogni modo le condizioni per tornare a un tavolo dei colloqui”.
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– Foto: Agenzia Fotogramma –

“Denti e Salute”, al via la settimana della prevenzione per le donne

ROMA (ITALPRESS) – Zuccheri, fumo e stress minano la salute dentale di un italiano su due senza risparmiare il sorriso delle donne. Dal 16 al 24 aprile, in occasione della Giornata della Salute della Donna, che ricorre in tutto il Paese il 22 aprile, le donne di tutte le età avranno la possibilità di accedere agli studi dentistici Denti e Salute per visite odontoiatriche specifiche volte alla prevenzione e alla cura delle patologie dentali. Anche il periodo di gravidanza può essere collegato a malattie della bocca: la parodontite, ad esempio, è correlata all’infezione materna, al parto pretermine, al basso peso alla nascita e alla preeclampsia. Con parodontite si intende una condizione infiammatoria causata da batteri che invadono i tessuti connettivi che circondano i denti, come gengive e ossa. Nelle fasi iniziali, la malattia può causare sintomi come gengive dolenti, arrossate e gonfie e sanguinanti anche sottoposte a stimoli minimi, come ad esempio lo spazzolamento dei denti. Anche la menopausa può essere un fattore di rischio nello sviluppo della malattia parodontale. Il calo dei livelli di estrogeni non solo contribuisce alla perdita ossea della colonna vertebrale e del femore, ma anche a quella della mascella, aumentando il rischio di perdita di osso di supporto dei denti e conseguentemente di perdita dei denti.
“Nei casi più gravi – spiega il professor Roberto Weinstein, Direttore Scientifico di Denti e Salute – le gengive possono staccarsi dai denti e i tessuti connettivi si allentano, provocando la caduta dei denti. I cambiamenti ormonali durante la gravidanza, in particolare il marcato aumento di estrogeni e progesterone, possono essere in parte responsabili dell’aumento del rischio di sviluppare parodontite, favorendo lo sviluppo della placca batterica più aggressiva nei confronti dei tessuti di supporto dei denti, i tessuti parodontali. Le strategie di prevenzione delle malattie orali dovrebbero essere incorporate nelle iniziative di prevenzione delle malattie sistemiche croniche per ridurre il peso della malattia sulla popolazione femminile”.

– foto ufficio stampa studiobelive –
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Confcommercio, più forza lavoro e produttività per recuperare il gap

ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna puntare sulla crescita, non c’è un piano B: vanno utilizzate tutte le leve possibili, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. E’ l’appello lanciato dal presidente Carlo Sangalli, durante la conferenza stampa di apertura del Forum internazionale di Confcommercio, che si svolge a Roma, a Villa Miani, in collaborazione con Ambrosetti. “L’attuale scenario internazionale resta difficile e complicato. In questo quadro, l’economia italiana cresce lentamente. Nessun allarme, ma fondate preoccupazioni. In questi primi mesi del 2024 emergono importanti segnali favorevoli: l’inflazione è inferiore alla media dell’area euro e il mercato del lavoro è vivace, mostrando tassi di attività e di disoccupazione decisamente positivi” ma “i consumi – che valgono il 60% del Pil – continuano ad essere deboli. Quello che ci preoccupa di più, in un orizzonte di medio termine, sono i significativi gap rispetto ai Paesi europei in termini di calo demografico, di tassi di partecipazione al lavoro – in particolare quello femminile – e di produttività”, ha aggiunto.
Secondo la ricerca “L’Italia in Europa” – presentata dal direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, nella conferenza stampa di apertura del Forum – in Italia c’è un importante problema demografico (tra il 2014 e il 2023 la popolazione in età lavorativa è scesa dell’1,4%) e di produttività del lavoro (solo +7,2% tra il 1995 e il 2022) che ne penalizza la performance economica. E’ necessario quindi aumentare i tassi di partecipazione e di occupazione nel mercato del lavoro. Per uscirne, la migliore risorsa che il nostro Paese ha a disposizione sono appunto le donne: basti pensare che “eguagliando il tasso di partecipazione femminile al valore della Ue-27 avremmo 2,2 milioni di occupate in più”. Per farlo, occorrerebbe recuperare un divario percentuale con l’Europa che su base nazionale è di 11 punti, che salgono a 23 se si guarda unicamente al Mezzogiorno. La soluzione percorribile, dato che “l’evidenza empirica internazionale dice senza ambiguità che più le donne partecipano al mercato del lavoro più fanno figli, è quella di aumentare gli asili nido, le politiche per la genitorialità, la formazione per permettere alle donne di poter scegliere liberamente cosa fare delle loro vite: è la principale, se non l’unica, opzione disponibile per ricominciare a crescere in termini di forza lavoro potenziale. Non sarà facile e non accadrà subito: ma, se non cominciamo non raggiungeremo mai l’obiettivo”, ha sostenuto Bella.
Il direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio ha poi illustrato l’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche: il Pil crescerà dello 0,9% nel 2024 e dell’1,2% nel 2025, con i consumi rispettivamente a +0,9% e a +1,1%, mentre l’inflazione si collocherà all’1,3% quest’anno e all’1,7% nel 2025. Nel complesso, ha continuato poi Sangalli, “le indicazioni congiunturali non aiutano a tracciare un percorso di ripresa” e “le nostre previsioni, per l’anno in corso, sono coerenti con quelle del Governo”, mentre ‘appare ottimistica la valutazione contenuta nel DEF per il 2025: si raggiungerebbe una crescita dell’1,2% nello scenario tendenziale, senza la conferma dei tagli al cuneo fiscale già in vigore per il 2024″. Per raggiungere quell’obiettivo “è decisiva la conferma della riduzione delle aliquote e del taglio al cuneo contributivo”. In ogni caso, “la crescita per l’anno in corso è ancora tutta da costruire” e “una bella mano potrebbe giungere dalla Banca Centrale Europea nella riunione del prossimo 6 giugno. Abbiamo sempre apprezzato la prudenza e la cautela dell’autorità monetaria: ora chiediamo un segnale di coraggio, con una riduzione dei tassi di mezzo punto percentuale, largamente coerente con le valutazioni che la stessa Banca Centrale fa tra l’altro in termini di riduzione dell’inflazione”, ha spiegato.
“Occorre accelerare la realizzazione delle riforme e degli investimenti legati al Pnrr, che è un’opportunità irripetibile per rendere l’Italia più moderna, efficiente, inclusiva, aperta all’innovazione. Occorre andare avanti anche sulla riforma fiscale e giungere alla sua completa realizzazione: riduzione del carico e semplificazione dell’adempimento ne sono cardini irrinunciabili. Bene, dunque, la riduzione delle aliquote Irpef in termini di minore carico tributario e maggiore reddito disponibile” ma “questa misura va però certamente resa strutturale”, ha sottolineato Sangalli. “Aspettiamo conferma della riduzione del cuneo contributivo anche per il 2025′, così come “apprezziamo e condividiamo l’idea, ancora soltanto abbozzata, di estendere la riduzione del carico fiscale al ceto medio: sarebbe una boccata di ossigeno in grado di sostenere i consumi e, quindi, incidere positivamente su occupazione e crescita”.
In questi due giorni di Forum, Confcommercio ha messo al centro il tema dell’Europa. ‘Un’Unione Europea competitiva sulla scena globale costituisce un fattore essenziale per la stabilità politico-economica, per la qualità della vita dei cittadini e per la crescita sostenibile delle sue imprese”, ha sottolineato Sangalli.
“L’UE deve rafforzare il suo ruolo, va costruito un’ecosistema favorevole per la creazione e lo sviluppo delle imprese nel mercato unico. L’attività imprenditoriale è condizione necessaria per incrementare la produttività, fattore decisivo a difesa della qualità della vita in un’Europa che invecchia – ha proseguito -. Le regole per un mercato interno sempre più integrato devono però seguire i principi di sussidiarietà e proporzionalità e trovare il giusto bilanciamento tra concorrenza e coesione”. Per il progetto economico europeo sono “certamente cruciali le sfide della doppia transizione verde e digitale e dei connessi investimenti. Per la transizione ambientale occorre adottare un approccio pragmatico, fondato su valutazioni di impatto, su criteri di gradualità e di sostenibilità economica e sociale, sul principio di neutralità tecnologica e su strumenti finanziari di incentivazione e di accompagnamento per territori, imprese e cittadini. Un rinnovato impegno andrebbe messo in campo anche sulla questione immigrazione, con lo sviluppo di un Piano Mattei europeo di vera cooperazione economica con gli Stati africani”. In questo contesto “le elezioni europee costituiranno uno snodo democratico decisivo per giungere a decisioni coerenti con la necessità e l’urgenza di un progetto europeo, caratterizzato da maggiore autonomia strategica e volto a promuovere la competitività dell’economia europea a livello globale”, ha concluso.
“Abbiamo bisogno di una politica estera comune, siamo deboli, l’Europa ha bisogno di essere protagonista anche per costruire la pace in Medio Oriente e in Ucraina”, ha detto nel suo intervento al Forum il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
‘Dobbiamo avere un’Europa che sia meglio governata. E’ giunto il momento di avere un unico presidente, una identità politica, dobbiamo rinforzare l’Europa”, ha aggiunto.
“In un momento di grande tensione internazionale, con due guerre alle porte, con crisi internazionali, bisogna tenere i nervi saldi e mai, nei momenti di difficoltà, perdere la testa”, ha sottolineato Tajani. “Abbiamo bisogno di un tessuto imprenditoriale forte per superare la crisi, abbiamo il dovere di contare di più e noi faremo di tutto perchè voi possiate lavorare nelle condizioni per poter affrontare le difficoltà”, ha proseguito il vicepremier, che ha assicurato: “Noi ce la stiamo mettendo tutta, a partire dagli interventi per diminuire la pressione fiscale. Serve un governo che si adoperi per rassicurare ed è quello che stiamo facendo con le riforme”.
“L’Europa nasce da una consapevolezza che è quella della generazione della guerra, c’è bisogno di uno sforzo decisivo forte, che non sia la tregua ma la pace. L’Europa deve guardare al futuro riconoscendo il suo passato, che è una tragedia, è la guerra mondiale”, ha detto il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Matteo Maria Zuppi.
“Perchè ci sia il futuro si deve riconoscere il passato, dopo tanti anni di pace abbiamo pensato che fosse impossibile il ritorno della guerra dalle macerie, invece questi due ultimi anni ci hanno fatto vedere che la guerra è tornata – ha aggiunto -. Dobbiamo credere in una pace giusta e sicura, l’Europa deve avere la forza di far sentire la sua voce”.
Per Giulio Tremonti, presidente della Commissione Esteri della Camera, “oggi l’Europa è l’epicentro di un mondo furioso perchè ha la guerra sui suoi confini e vive la crisi della globalizzazione. C’è una guerra a nord fatta dalla Russia e una guerra a sud contro la civiltà occidentale e non è detto che la fine della guerra porti con sè automaticamente la pace. C’è la spinta verso un mondo artificiale e il rischio di una nuova crisi finanziaria”, ha aggiunto.

– Foto xi2/Italpress –

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Il Manifesto di Draghi per rendere l’Europa unita e più competitiva

MILANO (ITALPRESS) – Il manifesto di Mario Draghi per rendere l’Europa più competitiva nel grande gioco della competizione globale. Il documento verrà integrato con quello preparato da Enrico Letta sul Mercato Unico e poi esaminati dai leader europei. “I loro report ci mostreranno la strada per il futuro”, dice la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Nei prossimi cinque anni dobbiamo confermare il primato della nostra Unione come luogo in cui vivere e fare affari”, ha sottolineato.
Mario Draghi, approfitta della conferenza suii diritti sociali, a Le Hulpe fuori Bruxelles, per dare qualche anticipazione del rapporto il cui punto focale è la ricerca di una maggiore integrazione fra i Ventisette. A suo parere solo un’Europa più unita sul piano delle regole, della finanza e della difesa sarà in grado di resistere all’assedio delle economie emergenti come la Cina o di quelle egemoni come gli Stati Uniti. “Oggi – dice l’ex premier – investiamo meno in tecnologie digitali e avanzate rispetto a Stati Uniti e Cina, anche per la difesa, e abbiamo solo quattro attori tecnologici europei globali tra i primi 50 a livello mondiale”. Manca una strategia su come proteggere le nostre industrie tradizionali da un terreno di gioco globale ineguale causato da asimmetrie nelle normative, nei sussidi e nelle politiche commerciali.
“Un esempio calzante è rappresentato dalle industrie ad alta intensità energetica”, ha spiegato. “In altre regioni, queste industrie non solo devono far fronte a costi energetici più bassi, ma devono anche far fronte a un minore onere normativo e, in alcuni casi, ricevono massicci sussidi che minacciano direttamente la capacità delle aziende europee di competere. Senza azioni politiche strategicamente progettate e coordinate, è logico che alcune delle nostre industrie ridurranno la capacità produttiva o si trasferiranno al di fuori dell’Ue”, ha avvertito l’ex numero della Bce.
“Per molto tempo la competitività è stato un tema controverso in Europa – dice -, ma purtroppo abbiamo sbagliato focus, vedendo noi stessi come concorrenti e allo stesso tempo non guardando abbastanza all’esterno”. Manca una strategia complessiva: dalla rincorsa ai ritardi tecnologici alla protezione dell’industria tradizionale “causata da asimmetrie sul piano regolatorio, commerciale e di sussidi”, fino alle ambizioni di ridurre le dipendenze strategiche (come materie prime critiche e batterie). Il cambiamento “ha colto di sorpresa” l’Unione europea con “altre regioni che non rispettano più le regole” e vorrebbero l’Ue “permanentemente dipendente da loro”.
Di fronte a uno scenario in continuo cambiamento l’Unione deve “definire priorità” attraverso “azioni immediate nei settori con la massima esposizione alle sfide verdi, digitali e di sicurezza”, è l’esortazione di Draghi che ha fornito le prime anticipazioni sul suo rapporto: “Ci focalizziamo su 10 macro-settori dell’economia europea, ognuno ha bisogno di specifiche riforme e strumenti, ma ci sono 3 fili conduttori”. Innanzitutto “permettere la scalabilità” delle imprese europee, pareggiando “lo stesso vantaggio competitivo” che l’Europa avrebbe con i principali concorrenti globali ma frenato dalla frammentazione. Il secondo filo è la capacità di “fornire beni pubblici” laddove ci sono “possibili investimenti di cui beneficiamo tutti, ma che nessun Paese può portare avanti da solo”. I colli di bottiglia impattano settori strategici come l’energia: “Un mercato energetico integrato garantirebbe costi bassi dell’energia per le nostre imprese e più resilienza in caso di future crisi, ma non riusciremo a creare una vera Unione dell’energia, a meno che non ci accorderemo su un approccio comune”.
In questo contesto è cruciale il ricorso agli strumenti più adeguati per gli investimenti: “Il settore pubblico ha un grande ruolo da giocare, possiamo sfruttare la grande capacità di assumere prestiti sul mercato, ma la maggior parte degli investimenti deve essere coperta dal settore privato”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Innovation Cybersecurity Summit, appello per salvaguardare siti critici

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta la quarta edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit a Roma, presso il Circolo Ufficiali Forze Armate d’Italia. Appuntamento che rappresenta uno dei principali eventi dedicati al mondo della difesa e della sicurezza cibernetica, che quest’anno si è focalizzato sul tema “Prospettive e applicazioni per i nuovi asset tra cybersicurezza, difesa energetica e aerospace”.
Il Summit è stato promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI), punto di riferimento dell’innovazione in Italia, presieduta da Gabriele Ferrieri (già ForbesU30) in collaborazione con gli Uffici del Parlamento Europeo in Italia e con il supporto di Alè Comunicazione. Patrocinato dalle seguenti istituzioni ed enti: Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, AIPSA, Women4Cyber, AIIC, AssoCiso, CyberArea, Agenzia per l’Italia Digitale, Anitec Assinform, Assintel, AIAD, Ordine degli Ingegneri di Roma, Consiglio Nazionale dei Periti Industriali, Accademia della Legalità e l’8° Reparto Infrastrutture dell’Esercito Italiano.
“Il nuovo paradigma di sicurezza, intimamente connesso allo sviluppo tecnologico, pone al centro la necessità di comprendere, prevenire e contrastare i rischi e le minacce nell’ambito cyber. Questa realtà introduce un dualismo fondamentale: il binomio opportunità/rischio. L’innovazione tecnologica, sebbene sia un potente fattore abilitante, porta con sè il rischio di adottare nuove tecnologie senza la dovuta preparazione, esponendo le organizzazioni e la società a potenziali rischi”, ha dichiarato il Ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio nel corso della conferenza.
“Sarà centrale il ruolo dei Poli Europei di Innovazione Digitale, dei centri di competenza ad alta specializzazione, anche per assicurare la massima divulgazione, conoscenza e formazione sui temi della direttiva Nis2 e sul Cyber resilience act, a partire dai settori più direttamente coinvolti come automotive, intelligenza artificiale, salute. In questo quadro un ruolo strategico è rivestito anche dalla filiera Aerospace, altra eccellenza italiana, i cui applicativi sono fondamentali in ambito cyber security”, ha sottolineato nel suo messaggio il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
Antonino Minardo, Presidente della Commissione Difesa della Camera invece ha dichiarato nel suo messaggio nel corso della conferenza: “Un profilo meritevole di approfondimento riguarda il tema della formazione di personale d’eccellenza nel campo della difesa cibernetica e la necessità di individuare forme di diffusione della cultura cibernetica nelle nuove generazioni. In ultimo, non possono essere tralasciati i crescenti profili di rilievo internazionale connessi a questo delicato settore della difesa nazionale e alla necessità/opportunità di concepire un approccio concertato nell’ambito dei paesi europei e facenti parte dell’Alleanza atlantica”.
“Siamo onorati della grande presenza, adesione e intervento dei principali attori del mondo difesa tra istituzioni, imprese ed esponenti del mondo accademico. Come ANGI, ci auguriamo che questo momento di confronto sia utile al dialogo e al dibattito sulla pubblica sicurezza e sugli investimenti volti alla valorizzazione dell’ecosistema paese in cui rilanciare quel partenariato pubblico privato che riteniamo fondamentale per lo sviluppo economico e sociale dell’Italia e dell’Europa”, ha detto Gabriele Ferrieri Presidente dell’ANGI.
Tra i numerosi interventi in apertura, quello del Viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, insieme ad alcuni dei maggiori rappresentanti delle Forze Armate, delle istituzioni nazionali ed europee, delle Agenzie ed Autorità di riferimento del mondo cyber, difesa ed innovazione tra cui: Giovanni Gagliano, Capo del VI Reparto Informatica Cyber e Telecomunicazioni, Stato Maggiore della Difesa; Gianluca Galasso Direttore del Servizio Operazioni/ CSIRT Italia, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN); Ivano Gabrielli Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni; Luca Monaco, Comando Operazioni Spaziali; Vittorio Rizzi Vice Direttore Generale Dipartimento Pubblica Sicurezza, Direttore Centrale Polizia Criminale; Michele Sirimarco Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri – Stato Maggiore; Antonio Mancazzo, Comandante Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche, Guardia di Finanza; Vincenzo Falzarano, già Comandante 3ª Divisione Comando Logistico, Aeronautica Militare; Antonino Minardo, Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati; Ettore Rosato, Segretario COPASIR, Comitato Parlamentare Sicurezza della Repubblica; Stefano Serva, Responsabile Space Programme Security ESA, European Space Agency; Paolo Cestra, Primo Dirigente della Polizia di Stato, Direttore della II Divisione Servizio Polizia Stradale Dipartimento della Pubblica Sicurezza; Carlo Corazza, Direttore Ufficio Parlamento Europeo in Italia; Massimiliano Capitanio, Commissario AGCOM, Autorità Garanzia Comunicazioni; Nicla Ivana Diomede, Direttrice Dipartimento Cybersecurity e Sicurezza Urbana, Roma Capitale; Nicola Vanin, Chief Information Security Officer (CISO), Cassa Depositi e Prestiti (CDP); Ranieri Razzante, Componente Comitato Intelligenza Artificiale, Presidenza del Consiglio; Gianni Amato, Senior Cybersecurity, CERT- AgID, Agenzia per l’Italia Digitale; Daria Ebano, Sales Manager Pubblica Amministrazione Centrale, Microsoft; Luisa Franchina, Presidente, Associazione Esperti in Infrastrutture Critiche; Linda Raimondo, Divulgatrice Tv con “Missione Spazio Reloaded” e la serie “Space to Ground” e già vincitrice del concorso “Space Exploration Master” indetto dall’ESA, Agenzia Spaziale Europea Mariangela Dejana, Responsabile degli Affari Pubblici e Relazioni Governative, D-Orbit.
Nei diversi panel, si è discusso insieme agli attori e alle imprese più rilevanti del settore su tematiche strategiche per il Paese, anche in ottica europea. Di particolare rilevanza il contributo delle big della cybersecurity e dell’intelligenza artificiale ed aziende ad alta innovazione, tra cui: Microsoft Italia, Trend Micro, HWG Sababa, Olidata, A2A, Cyber Guru, Swag, Duskrise, Telsy, Ansaldo Energia, Fincantieri, Acea, Skybox Security, Smet, D-Orbit, Sidereus Space Dynamics.
L’ANGI si è detta onorata della grande adesione da parte delle istituzioni e delle imprese di riferimento per questa importante quarta edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit. Un momento di confronto di assoluta importanza per mettere in luce le importanti prospettive e applicazioni delle nuove tecnologie per il mondo della Difesa, della cybersicurezza e dell’aerospace, unito alla consegna del Manifesto che i giovani innovatori hanno consegnato ai rappresentanti del Governo e delle Autorità preposte come contributo alla valorizzazione e alla salvaguardia delle infrastrutture critiche dello Stato, del Sistema di Sicurezza della Repubblica Italiana e dell’Europa e infine, all’ecosistema della Difesa e della Cybersicurezza.

– Foto ANGI –

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Al Vinitaly il matrimonio tra Parmigiano Reggiano e Grappa Trentina

VERONA (ITALPRESS) – Il Parmigiano Reggiano torna al Vinitaly per declinare i suoi infiniti sapori, abbinato a vini e distillati, in un momento in cui si celebra il Made in Italy famoso in tutto il mondo. Non è un caso se le esportazioni di Parmigiano Reggiano rappresentano il 43% del mercato, gran parte in Europa, moltissimo in America, il primo mercato estero.
“Siamo fieri di lavorare questo prodotto che è un pò l’ambasciatore italiano nel mondo – sottolinea Fabrizio Raimondi, responsabile relazioni esterne del Consorzio -. Abbiamo la fortuna di avere un prodotto estremamente versatile e di poterci sposare nei modi più diversi, in un viaggio che va dall’aperitivo al dessert. Non a caso fino al 17 aprile si alterneranno degustazioni di varie stagionature e biodiversità della Dop, in pairing con Chianti Classico, Franciacorta, Lambrusco, Valpolicella, birre ed altre prestigiose etichette, fino al ritorno di un “matrimonio” inusuale con le grappe trentine, in collaborazione con Istituto Tutela Grappa del Trentino”.
Presidente dell’Istituto è Alessandro Marzadro. A lui, e a Simone Ficarelli, Assaggiatore di Parmigiano Reggiano, il compito di accompagnare gli ospiti in un’esperienza sensoriale unica, fatta di sapori, anche contrastanti, che amplificano le caratteristiche reciproche, ad esempio la grappa bianca, più giovane, abbinata ad un gigante di 80 mesi.
“Stiamo creando una bella tradizione – assicura Marzadro -. Sicuramente questo abbinamento può sembrare strano, in realtà il distillato si presta soprattutto nel momento in cui abbiamo sapori forti. Quando parliamo di grappa trentina parliamo di un piccolo territorio con una grande vocazione: 24 piccole aziende che da sempre producono grappa con la massima qualità possibile. E’ un momento molto favorevole, questo. Il consumatore cerca sapori ed esperienze, non tanto il tenore alcolico e la nostra grappa ha tutte le caratteristiche per tradizione, tecnica e complessità aromatica. Per la degustazione di oggi abbiamo scelto tre tipologie, due invecchiate 18 e 24 mesi e una grappa bianca, così da riuscire a far capire la grande diversità che c’è sotto la parola grappa”.
“E’ fantastico, sono due territori che ci parlano di origine, passione, tradizione – aggiunge Simone Ficarelli -. Le tre grappe abbinate sono eccellenti. E i risultati, abbinati alle stagionature del Parmigiano che abbiamo scelto, sorprendenti. Se il risultato fosse scontato, sarebbe finita la magia. La stagionatura, diciamo che è il quarto ingrediente del Parmigiano Reggiano, oltre al latte sale e caglio. Il tempo è un quinto ingrediente, la passione del casaro. La stagionatura sono le stagioni che vanno ad incidere sui fenomeni di fermentazione, regalandoci ogni volta colori profumi e sensazioni diverse, sempre in evoluzione. La cosa fantastica dell’abbinamento è che è soggettivo. Diciamo che l’abbinamento migliore è sempre quello che soddisfa di più il nostro palato”.
“Il Parmigiano Reggiano è un prodotto unico», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano – ma ce n’è uno per tutti i gusti: la biodiversità delle razze bovine, le stagionature e i prodotti “certificati” offrono gusti, sapori, sfumature ed emozioni estremamente variegate. E’ tutto questo a renderlo diverso dagli altri formaggi e a far sì che non sia solo un prodotto di estrema versatilità e distintività, ma un simbolo del Made in Italy in grado di conferire un tocco di carattere unico ai piatti, di figurare nei menù dei migliori chef del mondo e, al contempo, di abbinarsi con disinvoltura a vini, birre e distillati. Se il Parmigiano Reggiano è un prodotto d’eccellenza così amato nel mondo, infatti, non è solo grazie alla sua bontà e salubrità: è anche perchè è un ingrediente fondamentale in aperitivi, cene e in tutti quei momenti di condivisione e celebrazione trascorsi con la famiglia e con gli amici”.
Le degustazioni continuano e dopo il Vinitaly, la prossima occasione per scoprire il Parmigiano Reggiano da vicino, sarà la riedizione dell’iniziativa Caseifici Aperti, in programma sabato 20 e domenica 21 aprile. Al sito internet del Consorzio c’è l’elenco dei caseifici che aderiscono all’iniziativa, con la possibilità di prenotare la visita.
-foto xa7-
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Torna il canottaggio sociale: presentate le attività 2024

ROMA (ITALPRESS) – La Federcanottaggio rilancia anche per il 2024 il proprio impegno nel sociale. Presso la sala conferenze del palazzo delle federazioni a Roma, sono state illustrate le attività introdotte per il 2024 dall’area Canottaggio Sociale della Federazione italiana Canottaggio. Tra le molteplici iniziative, che interessano i vari territori, l’individuazione di Hub nei quali sviluppare il servizio relativo al progetto “Sport Terapia Integrata” in favore delle persone che hanno avuto patologie oncologiche al seno e la prosecuzione dei progetti “#StudiEremoinFamiglia” e “Remare in Libertà”, finanziati dal Dipartimento dello Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri e da Sport e Salute. La conferenza stampa è stata aperta dal presidente federale Giuseppe Abbagnale che ha sottolineato l’importanza dell’Area Canottaggio Sociale all’interno della Federazione, “che si è sempre schierata al fianco del sociale, fino alla creazione, grazie anche al sostegno di Sport e Salute, di tre progetti: ‘Sport e Terapia Integratà, ‘StudieRemo in Famiglià e ‘Remare in Libertà’. Sono orgoglioso e onorato di vedere la Federazione al fianco di queste iniziative” ha spiegato il presidente. Oltre alla collaborazione con Sport e Salute, di fondamentale importanza è anche quella con Coop Italia, che ha visto in collegamento il presidente Maura Latini, la quale ha sottolineato quanto sia importante “la sinergia con la Fic, con la partnership di maglia della squadra femminile olimpica reduce dai successi di questo weekend in Coppa del Mondo a Varese”. Alla conferenza ha partecipato anche il segretario generale Fic, Maurizio Leone, che ha spiegato i dettagli organizzativi della Regata Nazionale “Remare in Libertà” in programma il 21 giugno a Varese, della Festa Nazionale Studentesca relativa al progetto #StudiEremoinFamiglia che si svolgerà a Pusiano (Como) e dell’edizione 2024 di “Via le Mani”, la regata contro la violenza di genere che il 13 ottobre si sdoppierà tra Mantova e Roma.
– foto spf/Italpress –
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