Home Top News

Nasce “Marchio Storico”, obiettivo salvaguardare le imprese artigiane

MILANO (ITALPRESS) – Secondo una recente analisi del Family Firm Institute, il 30% delle imprese a conduzione familiare in Italia sopravvive al passaggio alla 2^ generazione, il 13% di esse arriva alla 3^ generazione e solo il 4% sopravvive al passaggio alla 4^ generazione. L’artigianato del lusso è a rischio di sopravvivenza per la difficoltà di molte piccole realtà ad affrontare il cambio generazionale e a competere nei mercati internazionali. Per scongiurare il rischio di perdere per sempre un prezioso patrimonio di tradizioni e “saper fare” e salvaguardare l’occupazione nasce Marchio Storico, holding che si propone come motore industriale e finanziario per favorire l’aggregazione di aziende con valori artigianali, capaci di produrre prodotti di alta qualità. L’obiettivo è promuovere un fondo d’investimento a sostegno di un polo di imprese, sotto un’unica guida industriale, che si affacci sui mercati internazionali come un soggetto nuovo, per promuovere l’eccellenza del Saper Fare, partendo dalla Toscana.
Il Progetto “Marchio Storico” è stato presentato in anteprima a Milano in occasione della Giornata del Made in Italy, indetta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’iniziativa dal titolo “Tramandare il Futuro: Continuità e Passaggio Generazionale per il Made in Italy” – inserita dal Mimit nel calendario ufficiale delle Giornata del Made in Italy – è stata organizzata da Consorzio Excellence Italia in collaborazione con il professor Lorenzo Zanni in qualità di membro del MEIM Lab (Laboratorio di Market, Entreprenership and Innovation Management) del Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici dell’Università degli Studi di Siena e con il Consorzio Excellence Italia. Marchio Storico intende costituire un polo di realtà produttive che uniscano l’artigianalità ad un adeguato livello tecnologico. La Holding ha iniziato la sua attività aggregando sotto la propria direzione due aziende leader del settore dell’arredamento, Savio Firmino e Chelini, e sviluppando un contesto virtuoso in cui ogni azienda possa accrescere il suo vantaggio competitivo, mantenendo intatte identità distintiva e creatività. Le prime attività di acquisizione si concentreranno nell’inserimento in portafoglio di aziende di fornitura e subfornitura, per poi procedere con una crescita organica e uno sviluppo per linee esterne. L’obiettivo a breve termine è di concludere operazioni di partnership con aziende sane da un punto di vista finanziario e caratterizzate da una storia di successo, con produzioni sinergiche e complementari a quelle in portafoglio, e con ricavi compresi tra uno milione e cinque milioni di euro. In una seconda fase, per dare sostegno finanziario al progetto, Marchio Storico punta a promuovere un fondo di investimento, promosso da primaria SGR, in collaborazione con un gruppo selezionato di investitori istituzionali e privati, per poi approdare alla quotazione in borsa nel corso dei prossimi anni.
“Il fondo potrebbe essere costituito da una struttura finanziaria compartecipata tra pubblico e privato – ha spiegato Antonello Bracalello, Managing Director di Marchio Storico – con un’iniezione di capitali iniziale in grado di far decollare il progetto, seguita dalla raccolta di nuove risorse da parte di investitori istituzionali e privati. Il progetto ambisce a divenire esecutivo in breve tempo, dato che può contare su un gruppo di imprese e di manager già operativi, in grado di individuare le migliori aziende da accogliere nell’orbita del Marchio Storico e sviluppare i più efficaci piani strategici e operativi”.
“La dimensione del Fondo dovrebbe essere non inferiore a 20-25 milioni di euro – ha detto Cosimo Savio, CEO di Marchio Storico – per consentire un’efficacia operativa che garantisca la possibilità di costruire un raggruppamento di imprese e un impatto sul territorio – anche in termini occupazionali – non inferiore alle 10 aziende, tenendo conto di un’ipotesi di investimento di circa 2 milioni di euro per ciascuna acquisizione e per il successivo sostegno per lo sviluppo. Rendere profittevole l’Alto Artigianato, in un giusto bilanciamento tra livelli occupazionali sul territorio e rendimento per gli investitori è l’obiettivo di una sfida unica ed emozionante”.

– foto ufficio stampa Headline Giornalisti –
(ITALPRESS).

Mattarella “Gli italiani chiedono giustizia trasparente ed efficiente”

ROMA (ITALPRESS) – “Nella logica criminale dei suoi assassini, Bachelet rappresentava le istituzioni che contrastavano con determinazione la violenza terroristica utilizzando solo gli strumenti costituzionali e, insieme, esprimeva un profondo senso della comunità e della coesione sociale. Questi due elementi – la Costituzione e il senso di comunità per la coesione sociale – hanno sempre sconfitto i tentativi di lacerazione della società e di disarticolazione delle sue istituzioni”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento alla cerimonia di intitolazione della sede del Csm alla memoria di Vittorio Bachelet.
“Anche con riferimento a questi valori – richiamati dalla figura di Vittorio Bachelet – il CSM è chiamato all’impegno di contribuire ad assicurare la massima credibilità alla magistratura, con decisioni sempre assunte con senso delle istituzioni. I nostri concittadini chiedono una giustizia trasparente ed efficiente”, prosegue Mattarella.
“Al CSM la Costituzione affida il compito di dare concretezza all’indipendenza della giurisdizione, come valore irrinunciabile della nostra democrazia. Proprio per questo, il ruolo che si assume quali componenti del Consiglio rappresenta una funzione di garanzia e, in ogni momento, di grande responsabilità per l’equilibrio fra i poteri costituzionali – spiega il capo dello Stato -. I componenti del CSM si distinguono soltanto per la loro “provenienza”. Hanno le medesime responsabilità nella gestione della complessa attività consiliare e sono chiamati a svolgere il loro mandato senza doversi preoccupare di ricercare consenso per sè o per altri soggetti – prosegue Mattarella -. Laici e togati interpretano – con doverosa piena indipendenza da ogni vincolo – un ruolo fondamentale nel funzionamento del nostro sistema, sempre seguendo, quindi, il dettato costituzionale. In questa prospettiva sorregge il riferimento alla forza d’animo e al coraggio che contraddistinsero l’azione di Vittorio Bachelet, al fine di superare divisioni e contrapposizioni pregiudiziali, facendo prevalere sempre la ricerca dell’interesse generale”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

Edison inaugura un nuovo impianto fotovoltaico da 41 MW in Sicilia

AIDONE (ENNA) (ITALPRESS) – Edison ha inaugurato oggi ad Aidone, in provincia di Enna, un nuovo impianto fotovoltaico da 41 MW all’interno della strategia di crescita nelle energie rinnovabili, che prevede 2 GW di capacità installata fotovoltaica al 2030. Attraverso l’entrata in esercizio del nuovo impianto, denominato “Solecaldo”, Edison conferma il proprio ruolo di operatore responsabile impegnato nella transizione energetica del Paese.
“Con il nostro piano di investimenti nelle fonti rinnovabili confermiamo l’impegno nella sfida della transizione energetica volto a realizzare un futuro sostenibile per le aziende e le persone – ha detto Nicola Monti, amministratore delegato di Edison -. Edison ha un forte legame con la Sicilia dove è presente attraverso tutti i principali business, dalla generazione elettrica alla vendita di energia e servizi a valore aggiunto per i clienti sia pubblici che privati. Grazie al nuovo impianto di Aidone rafforziamo ulteriormente la nostra presenza nella regione, aumentando la quota di energia rinnovabile a disposizione del territorio”.
“Con l’impianto di Aidone diamo avvio a una robusta pipeline di crescita che farà di Edison uno dei player di riferimento anche nel settore fotovoltaico. Un ambito questo più recente rispetto all’eolico, di cui siamo leader in Italia, e nel quale abbiamo importanti target di sviluppo – ha commentato Marco Stangalino, Vice Presidente Esecutivo Power Asset Edison -. La Sicilia ha un ruolo di primo piano nella transizione energetica e qui vogliamo continuare a essere protagonisti della crescita sostenibile. Nei prossimi tre anni prevediamo di costruire nella regione ulteriori 300 MW da fonte rinnovabile, contribuendo alla generazione di valore sia per il territorio sia per le comunità che ci accolgono”.
Il parco fotovoltaico di Aidone genera circa 71,5 GWh di energia rinnovabile all’anno, soddisfacendo così il fabbisogno energetico di 26.500 famiglie ed evitando l’emissione in atmosfera di oltre 29.000 tonnellate di CO2 all’anno. I lavori di costruzione sono iniziati nel novembre del 2020 e sono durati 2 anni e mezzo, impiegando 45 imprese fornitrici, per un totale di oltre 140 mila ore lavorate. L’allaccio alla rete elettrica nazionale e la conseguente entrata in esercizio dell’impianto sono avvenuti nel dicembre 2023. Inoltre, in sintonia con la propria politica di sostenibilità, che ha come pilastri fondamentali il capitale naturale e il paesaggio, Edison ha deciso di riqualificare il territorio in prossimità dell’impianto fotovoltaico attraverso la piantumazione di 10.600 ulivi distribuiti su 17 ettari.
Con il nuovo impianto di Aidone, Edison prosegue nell’implementazione del suo piano di sviluppo al 2030, che, in linea con le politiche nazionali ed europee di decarbonizzazione e transizione energetica, prevede di incrementare, dagli attuali 2 GW a 5 GW, la capacità rinnovabile installata in Italia. In particolare, Edison mira a realizzare 2 GW di nuova capacità fotovoltaica, 1 GW di eolico e a mantenere la quota di idroelettrico a 1 GW.
Nel primo trimestre 2024, il Gruppo ha aperto cantieri per nuove realizzazioni di eolico e fotovoltaico in tutta Italia pari a 110 MW, mentre risultano in corso di autorizzazione 0,8 GW di fotovoltaico e 1,6 GW di eolico, di cui la metà sono relativi a progetti di integrale ricostruzione. Inoltre, lo scorso dicembre Edison ha completato la costruzione di 6 impianti fotovoltaici in provincia di Torino e Alessandria per complessivi 34 MW.
Nell’ambito del piano di sviluppo di Edison, la Sicilia è un territorio altamente strategico. Al momento, il Gruppo detiene e gestisce nella regione 4 impianti eolici da 104 MW situati nelle province di Trapani, Enna e Messina, e, oltre al nuovo impianto di Aidone da 41 MW, un fotovoltaico da 5 MW ad Agira (in provincia di Enna). A questi si aggiungono un nuovo cantiere, recentemente aperto, per un impianto fotovoltaico da 55 MW a Tudia (PA), e ulteriori 3 impianti fotovoltaici da 60 MW già autorizzati. Infine, sono in corso gli iter di autorizzazione per la realizzazione di 6 impianti fotovoltaici da 220 MW e 7 eolici da 330 MW.
Al fine di garantire la sicurezza e l’adeguatezza del sistema elettrico italiano, il piano di crescita di Edison nelle rinnovabili prevede anche lo sviluppo dei necessari strumenti di flessibilità, come i pompaggi idroelettrici, che consentono di incrementare l’energia green a disposizione della rete nazionale. Proprio a Villarosa, in provincia di Enna, Edison prevede di sviluppare un impianto di pompaggio con una potenza di circa 300 MW. Ad oggi, il Gruppo ha ottenuto giudizio positivo di compatibilità ambientale ed è in attesa della conclusione dell’iter concessorio presso la Regione Siciliana e dell’iter di Autorizzazione Unica presso il MASE.
Con l’intento di partecipare al vissuto quotidiano del territorio e del suo tessuto sociale, Edison è presente in Sicilia anche con la Fondazione d’impresa EOS – Edison Orizzonte Sociale – impegnata nella promozione di progetti di contrasto alla povertà educativa e culturale dei giovani. In particolare, dal 2021, nell’ambito del progetto Traiettorie Urbane, la Fondazione promuove la crescita sociale dei ragazzi e delle ragazze di Palermo, attraverso un’offerta educativa, culturale e sportiva, con l’obiettivo di renderli protagonisti nel disegno delle loro “traiettorie di vita”.

– foto xd9/Italpress –
(ITALPRESS).

In Italia in calo propensione imprenditoriale e avvio di nuove imprese

ROMA (ITALPRESS) – L’Italia si posiziona al 36º posto nel ranking mondiale per quanto riguarda la propensione imprenditoriale del Paese; negli ultimi dieci anni, si è registrata un’importante riduzione della tendenza ad avviare nuove imprese e nel comparto manifatturiero il calo è ancora più significativo: nel 2023, infatti, il livello di attività imprenditoriale era pari al 60% rispetto a quello registrato nel 2010. E’ quanto emerge dal Rapporto GEM Italia 2023- 2024 presentato oggi da Universitas Mercatorum – l’Università delle Camere di Commercio Italiane del Gruppo Multiversity – a Roma presso la Sala Longhi di Unioncamere.
L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, professionisti accademici e del mondo economico, tra i quali, in particolare: Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere, Amedeo Teti, Capo Dipartimento Politiche per le Imprese (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), Giovanni Cannata, Magnifico Rettore Universitas Mercatorum, Alessandra Micozzi, Professoressa Ordinaria di Economia Applicata e Preside della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Universitas Mercatorum, Donato lacobucci, Professore Ordinario di Economia Applicata Università Politecnica delle Marche, Giorgio De Rita, Segretario Generale Censis, Claudio Gagliardi, Vice Segretario Generale Area Formazione e Politiche Attive del Lavoro Unioncamere, Stefano Scarpetta, Direttore por l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali OCSE, Donatella Visconti, Consigliere Indipendente Monte dei Paschi di Siena, Gaetano Fausto Esposito, Direttore Centro Studi G. Tagliacarne e Bernardo Mattarella, Amministratore Delegato Invitalia.
Negli anni, il GEM (Global Entrepreneurship Monitor) è divenuto il principale strumento di studio dell’attività imprenditoriale a livello mondiale. L’indagine, relativa al 2023, ha interessato 46 paesi con interviste dirette ad oltre 100 mila individui e, in Italia, ha coinvolto 2000 persone nel corso del 2023. Il report, ideato per fornire una panoramica approfondita della situazione imprenditoriale italiana, evidenzia sfide e opportunità attuali e future con l’obiettivo di promuovere una maggiore attività imprenditoriale nel Paese.
Il GEM è riconosciuto come la più autorevole indagine a livello globale sull’imprenditorialità ed è considerato un punto di riferimento per la ricerca accademica e i policy maker.
“Il Rapporto GEM è stato realizzato da Universitas Mercatorum che ha deciso di dare il proprio contributo scientifico e sociale supportando interamente l’indagine nazionale che ha consentito di approfondire i fattori che incentivano e quelli che ostacolano la formazione di nuove imprese nel nostro Paese, tema che sta a cuore alla nostra Università”, ha dichiarato Giovanni Cannata, Rettore dell’Universitas Mercatorum.
“Purtroppo in Italia le imprese giovanili – ha sottolineato il Segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli – si sono ridotte di oltre 40.000 unità negli ultimi dieci anni con perdite in tutti i settori tranne nei servizi principalmente in quelli innovativi. Infatti, soprattutto negli ultimi anni il numero di start up innovative è più che raddoppiato (circa 15.000 unità) crescendo soprattutto nei settori a più alta intensità di tecnologia e innovazione”.
“Malgrado la ripresa degli ultimi anni, l’indagine GEM mostra un dato allarmante: l’Italia rimane fra i paesi a più bassa propensione imprenditoriale e tra quelli nei quali è più ampio il gap fra la propensione imprenditoriale della popolazione e l’effettiva attivazione di nuove imprese”, ha commentato Alessandra Micozzi, Professoressa Ordinaria di Economia Applicata e Preside della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Universitas Mercatorum. “A spiegare il gap tra propensione e attivazione vi sono sia fattori soggettivi, come la minore propensione al rischio, sia fattori di contesto, come la carenza di opportunità, le difficoltà regolamentari e normative. Un dato molto interessante, segnalato dagli esperti, è il ritardo dell’Italia nella formazione all’imprenditorialità. Dal punto di vista accademico e politico, ciò ci spinge a una riflessione importante: è fondamentale incorporare all’interno del sistema di istruzione la formazione all’imprenditorialità. Su questo ambito, la nostra Università attiverà a giugno il Contamination Lab, un programma di alta formazione all’imprenditorialità aperto a studenti, dottorandi e assegnisti”.
Il rapporto GEM Italia evidenzia segnali di ripresa negli ultimi anni, soprattutto dopo il periodo di crisi economica causato dalla pandemia. Il TEA (Total Early Stage Entrepreneurial Activity), principale indicatore di attività imprenditoriale, è infatti aumentato dal 2% nel 2020 all’8% nel 2023, confermando una ripresa post-Covid. Un elemento significativo emerso dalla ricerca è anche l’importanza dell’istruzione nell’incentivare la managerialità, con una maggiore propensione tra i laureati (in Italia il TEA relativo ai laureati è superiore al 10% contro il TEA relativo ai non laureati che è di poco superiore al 5%): in questo senso, la bassa percentuale di giovani con una laurea spiega la poca propensione ad avviare nuove aziende e avere spirito imprenditoriale.
Anche il genere rappresenta un metro di paragone con gli altri paesi: la differenza tra uomini e donne è particolarmente significativa nell’attività imprenditoriale ed è più elevata nel nostro Paese rispetto alla media di altre nazioni. Il rapporto è infatti pari al 40% nel caso delle imprese già avviate, mentre sale al 60% se si considerano le persone che stanno avviando un’attività. In linea con la maggior parte delle economie avanzate, anche in Italia i tassi di attivazione imprenditoriale sono significativamente più alti per gli uomini rispetto alle donne.

– Foto ufficio stampa Universitas Mercatorum –

(ITALPRESS).

Iran, Raisi minaccia una risposta ampia e dolorosa a qualsiasi attacco

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente iraniano Ebrahim Raisi minaccia una risposta ampia e dolorosa a qualsiasi attacco dovesse colpire il suo paese. “Risponderemo in modo massiccio, ampio e doloroso al minimo atto che prenda di mira gli interessi iraniani e a tutti i suoi autori. Il cieco sostegno fornito da alcuni paesi occidentali all’entità sionista costituisce la base della tensione nella regione”, ha affermato il capo di Stato iraniano. In una telefonata con l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, Raisi ha affermato “Come avevamo annunciato ufficialmente in precedenza, l’operazione Waad Al-Sadiq è stata implementata con successo con l’obiettivo di punire l’aggressore”.(ITALPRESS).

Foto: Ipa Agency

Piano Neve 2023/24 dell’Anas, oltre 12.000 interventi in tutta Italia

ROMA (ITALPRESS) – Si è concluso oggi il piano neve che Anas, società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane, ha messo in atto, congiuntamente alle Forze dell’Ordine, durante la stagione invernale 2023 – 2024, per fronteggiare le emergenze meteo, garantendo la sicurezza e la transitabilità di tutta la sua rete stradale.
“In questi mesi – ha spiegato l’Amministratore Delegato di Anas Aldo Isi – abbiamo messo in campo un presidio h24 della rete stradale che ci ha permesso di intervenire tempestivamente in caso di precipitazioni nevose e maltempo garantendo al contempo l’accessibilità e la sicurezza degli automobilisti. Un risultato possibile grazie all’impegno di oltre 1400 persone, al servizio del territorio”.
Tra le misure messe in atto, l’obbligo per i veicoli a motore di essere muniti di pneumatici invernali o catene a bordo, e la prescrizione attraverso ordinanze, di limitazioni al traffico in caso di condizioni meteo particolarmente avverse.
Nel dettaglio, sono stati realizzati 11.034 interventi preventivi di spargimento sale per contrastare fenomeni di gelicidio e 1.118 interventi di sgombro della neve dal piano viabile. Le operazioni hanno impegnato 1.400 risorse interne e 670 mezzi Anas (di questi, 97 turbine fresa-neve) oltre a 1600 mezzi di operatori esterni, di cui 14 turbine fresa-neve.
Le strade in gestione che hanno richiesto più interventi, almeno 100 nella stagione invernale 23/24, sono state:
A2 Autostrada Del Mediterraneo; Statale 3bis Tiberina; Statale 3 via Flaminia; Statale 4 via Salaria; Statale 12 dell’Abetone e del Brennero; Statale 13 Pontebbana; Statale 17 dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico; Statale 24 del Monginevro; Statale 27 del Gran San Bernardo; Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga; Statale 39 del Passo di Aprica; Statale 51 di Alemagna; Statale 52 e 52bis Carnica; Statale 73 Bis di Bocca Trabaria; Statale 83 Marsicana; Statale 85 Venafrana; Statale 87 Sannitica; Statale 107 Silana Crotonese; Statale 108bis Silana di Cariati; Statale 177 Silana di Rossano; Statale 470 della Valle Brembana e del Passo San Marco; Statale 650 di Fondo Valle Trigno; Statale 654 di Val Nure; Statale 660 di Acri; Statale 696 del Parco Regionale Sirente – Velino.
Per la sicurezza dei viaggiatori, infine, tutte le informazioni relative alle condizioni meteo e di viabilità, insieme all’indicazione di interruzioni ed itinerari alternativi sono state veicolate attraverso i canali istituzionali e social di Anas.

– Foto Anas –

(ITALPRESS).

Ismett, 3 parti in meno di 3 settimane con la circolazione extracorporea

PALERMO (ITALPRESS) – Si chiamano Ariel, Giuseppe e Giorgia e sono tre bellissimi bambini tutti e tre nati presso la sala operatoria di ISMETT-UPMC, a Palermo. Sono tre le donne che nelle ultime tre settimane hanno partorito presso l’Istituto Mediterraneo grazie alla piena collaborazione con i ginecologi dell’ARNAS Civico e alla necessità dell’utilizzo di una macchina cuore-polmone.
Tre casi molto particolari che si sono susseguiti nel giro di pochi giorni. Le pazienti erano già note e seguite per patologie pregresse dal team di Cardiologia – e in un caso da quello di Pneumologia – di ISMETT. Tutte e tre le donne erano affette, infatti, da cardiopatie (una cardiopatia ipertrofica nel primo caso, una disfuzione aortica ed una cardiopatia associata ad ipertensione polmonare negli altri due casi, ndr) che per motivi differenti rappresentavano un rischio sia per la mamma che per il nascituro.
A causa delle loro condizioni di salute, dunque, le tre donne non avrebbero potuto portare a termine la loro gravidanza senza il circuito di collaborazione avviato da tempo fra ISMETT ed i reparti di Ginecologia e Neonatologia di ARNAS Civico. La presenza in ISMETT di un servizio di Cardiologia – Pneumologia esperto nella gestione di pazienti con grave malattia d’organo e di un servizio di terapia intensiva abituato al quotidiano uso dell’ECMO e la presenza al Civico di un servizio di ginecologia e neonatologa esperti nella gestione di gravidanze a rischio stati fondamentali, dunque, per minimizzare i rischi durante tutto il periodo di gestazione fino al parto.
Il parto – un cesareo programmato – è avvenuto poi presso ISMETT e tutte e tre le pazienti hanno partorito in stand by ECMO, ovvero grazie all’utilizzo veno-arterioso, una macchina cuore-polmone che consente di ossigenare il sangue, rimuovere l’anidride carbonica e fungere da pompa cardiaca in sostituzione del cuore.
La complessa procedura ha visto coinvolti sei team di specialisti: gli anestesisti, il team di cardiologi, cardiochirurghi, pneumologi di ISMETT, ostetrici e neonatologi dell’ARNAS Civico. “Si è trattato di tre casi molto particolari – spiega la dottoressa Maria Scarlata, anestesista presso ISMETT che ha seguito in prima persona i tre parti -. Erano tre gravidanze molto difficili perchè le tre mamme avevano pregressi motivi di salute. In tutti e tre i casi l’utilizzo dell’ECMO, la cosiddetta macchina cuore polmone, ha permesso alle nostre pazienti di partorire in totale sicurezza, riducendo i rischi legati al parto”.
Sia le mamme che i bambini stanno bene e sono stati trasferiti presso il reparto di Ginecologia dell’ARNAS Civico a 24 ore dal parto. “La collaborazione clinica con ISMETT – sottolinea Antonio Maiorana, primario del reparto di Ginecologia di ARNAS Civico – ha consentito donne con patologie clinicamente molto complesse di realizzare il loro sogno di diventare mamme. Il monitoraggio intensivo della gravidanza fin dalle prime settimane di gestazione presso gli ambulatori di gravidanza a rischio e di diagnosi prenatale, la disponibilità e l’applicazione di tecnologie all’avanguardia e di protocolli di gestione clinica innovativi, la meticolosa e collaudata organizzazione multidisciplinare tra i vari professionisti ha permesso di raggiungere traguardi prima impensabili e che risultano davvero incoraggianti dal punto di vista professionale ed emozionanti dal punto di vista squisitamente umano”.

– Foto Ismett –

(ITALPRESS).

Italia-Cina, riparte da Milano la crescita dell’interscambio

MILANO (ITALPRESS) – Le ragioni dell’amicizia e dell’interscambio commerciale tra Italia e Cina sono più forti di qualunque difficoltà contingente: è il messaggio che esce forte e chiaro dal convegno che si è svolto ieri pomeriggio al Palazzo Turati di Milano, dal titolo “Rafforzare e consolidare i rapporti tra Cina ed Europa”. Ben più di una dichiarazione d’intenti, l’avvio di un concreto percorso di collaborazione sancito dalla firma dell’accordo per il Parco Industriale Sino-Italiano del mobile.
Il dibattito, promosso dal mensile Economy, ha visto la partecipazione di relatori quali Liu Kan, Console generale della Repubblica popolare cinese a Milano, Mario Boselli, Presidente di Italy China Council Foundation, Wu Zhongqiong, Vice Segretario del Comitato della provincia di Jiangxi, Segretario del Comitato municipale di Ganzhou, He Shanjin, Membro permanente del Comitato municipale di Ganzhou, Segretario del Comitato del distretto di Nankang, Cristina Rossello, componente della Commissione per le Politiche dell’Unione Europea della Camera, Giuliano Noci, Professore ordinario di Strategia e Marketing e Prorettore per la Cina del Politecnico di Milano.
“L’Italia nel 2023 ha aumentato l’export verso la Cina del 16,7% a 19 miliardi di euro, in un anno nel quale il Pil cinese è cresciuto del 5,2%”, ha affermato il Console generale Liu Kan (nella foto).
“L’Italia è il quarto partner commerciale europeo per la Cina, mentre la Cina è il primo partner asiatico per l’Italia. L’anno scorso la Cina ha annunciato la fine di ogni restrizione degli investimenti stranieri nelle attività manifatturiere, il che dimostra una volontà d’apertura – ha aggiunto -. Saluto i rappresentanti dello Jiangxi, una provincia che offre tante opportunità commerciali, e della sua città Ganzhou, che ha una filiera industriale completa con le imprese più grandi, ed è quindi terreno fertile per lo sviluppo delle relazioni commerciali. In occasione del settecentesimo anniversario della morte di Marco Polo c’è oggi la possibilità di andare in Cina per 15 giorni senza visto: un’ottima possibilità per aumentare le visite e l’interscambio”.
“E’ un piacere vedere la presenza di una delegazione di così alto livello – ha detto Mario Boselli, Presidente di Italy China Council Foundation -, dovrebbe essere una costante dei rapporti Italia-Cina non solo in una settimana come quella del Salone del Mobile. Stiamo tornando a andare in Cina, ma dobbiamo ancora spingere per recuperare il livello pre Covid. Italy China Council Foundation è frutto della fusione tra Fondazione Italia-Cina e Camera di Commercio italo-cinese. Siamo impegnati in prima linea per favorire le relazioni tra i due paesi. Per questo abbiamo dato vita a uno strumento per facilitare i rapporti tra imprese, l’Italy China economic cooperation council, che si rivolge soprattutto alle Pmi, una bella realtà sia italiana che cinese”.
“Siamo molto felici di ritrovare gli amici italiani in una città così importante per la moda, l’arte e il design, per poter dare una mano allo sviluppo della cooperazione sino italiana”, ha affermato Wu Zhongqiong, Vice Segretario del Comitato della provincia di Jiangxi, Segretario del Comitato municipale di Ganzhou. “La città di Ganzhou ha una storia affascinante, che nasce 2200 anni fa; mille anni fa con la dinastia Sung era una delle 36 grandi città cinesi, e conserva ancora oggi le mura di quell’epoca – ha proseguito -. Siamo ricchi di risorse minerarie e di bellezze naturali: Ganzhou ha il 71% di copertura boschiva, con un’importante produzione di frutta: come diceva Mao, in tutta la Cina non trovi un posto così verde. La città è attiva anche nel settore del mobile, un settore nel quale promuove l’utilizzo di materie prime tecnologiche e sostenibili. Il 28 maggio alla fiera di Ganzhou saranno presenti diverse imprese italiane: ci auguriamo possano trovare opportunità di sviluppo per il loro business”.
“Sono onorato di essere a Milano, capitale del design: proprio in mattinata è stato inaugurato il padiglione del mobile di Nankang, il più grande polo di produzione dell’industria del mobile cinese con più di 10mila aziende, 500mila dipendenti, 270 miliardi di Yuan nel 2023”, ha affermato He Shanjin, Membro permanente del Comitato municipale di Ganzhou, Segretario del Comitato del distretto di Nankang. “Nankang è la capitale cinese dei mobili in legno massiccio, venduti in 29 province della Cina e in oltre 100 paesi di tutto il mondo, costruiti 2600 nuovi negozi franchising. Stiamo accelerando il passo per fare in modo che i mobili di Nankang si diffondano in tutto il mondo – ha aggiunto -. L’industria del mobile sta vivendo una trasformazione smart e green. Abbiamo sviluppato collaborazioni con istituti del design italiani e di altri paesi, sviluppando la creatività digitale per rendere i prodotti sempre più allineati con quelli internazionali. Italia e Cina sono unite anche grazie ai mobili, e grazie ai mobili stringeranno un’amicizia ancora più profonda”.
“Sono presidente dell’intergruppo culturale del Parlamento per la tutela del patrimonio italiano, ho apprezzato le parole che sono state spese dai relatori: l’importante è il richiamo all’armonia e al dialogo e il titolo del convegno che evoca il rafforzare e consolidare i rapporti”, dice la deputata Cristina Rossello. “La mia generazione ha letto nell’adolescenza il Milione di Marco Polo che raccontava i suoi magnifici viaggi. Parole che ci impegnano a consolidare nostri rapporti, le nostre imprese si parlano e amano il bello, la cultura, le cose importanti della storia. Il dialogo tra le imprese rinsalda i rapporti – ha aggiunto -. Dopo quel che abbiamo passato con la pandemia e oggi le situazioni di guerra dobbiamo trovare un dialogo che vada oltre alle difficoltà, la scelta di fare del lavoro comune e di fare il bello dev’essere quella che aiuta a superare tutto insieme”.
“Come Politecnico di Milano siamo ormai l’università europea più importante in Cina – ha affermato Giuliano Noci, Professore ordinario di Strategia e Marketing al Politecnico di Milano -. Siamo l’unica università europea con un prorettore per la Cina, a sottolinearne la valenza strategica. Tra le varie iniziative che abbiamo realizzato la Joint school of design and innovation center, nata dalla collaborazione tra Politecnico di Milano e Xian Jiaotong University (XJTU) e nel 2019 a Xian. Ospitata in uno smart building disegnato da architetti del Politecnico, è una piattaforma internazionale dedicata sia a didattica e ricerca, che all’incubazione di startup e al trasferimento tecnologico. Sono diversi gli ambiti di crescita potenziale della collaborazione italo cinese: l’agroalimentare, le tecnologie ambientali, la gestione della popolazione anziana, le Smart Cities. Auspico una collaborazione più fattiva dal punto di vista logistico; e di giocare una partita integrata per la crescita dell’Africa. Ma servono cabine di regia centralizzate e integrate”.
Tra gli interventi alla tavola rotonda: Luca D’Ambrosio, International Contact Partner del China Desk di Rsm S.p.A.; Francesca Zanasi, vice Presidente Ordine Avvocati Milano, responsabile dipartimento internazionale; Gianni Cicero, Presidente di Valore Impresa; Michele Lomurno, Ceo dell’azienda Filosofà di Altamura; Alessandro Civati, CEO e founder di Lutinx, piattaforma di servizi in blockchain; Daniel Popa e Giandomenico Mastrangelo di Azimut Group.

– Foto Economy –

(ITALPRESS).

Top News su Facebook

Top News su Twitter