ROMA (ITALPRESS) – Serena Dandini ritorna, da giovedì prossimo, sul piccolo schermo alla conduzione di “Stati Generali” su Rai3, un programma al confine tra fantasia e satira politica.
Dopo la storica “Tv delle ragazze”, era necessario attualizzare la lettura della realtà e così il diritto di criticare la contemporaneità si esplica dunque “attraverso una nuova lettura socio-antropologica e non solo politica, con una maggiore volontà di far ridere”, puntualizza il direttore di Rai3 Stefano Coletta. “Nuovi linguaggi e nuovi talenti contribuiranno a comporre uno sguardo giovane sulla realtà, sarà un laboratorio di novità dove non mancherà lo spazio per le donne”, spiega la conduttrice. Quest’ultimo sarà animato dal talento di Federica Cacciola, alias Martina Dell’Ombra, nei panni di una conduttrice sovranista e “influencer semplice”, di Lucia Ocone impegnata in parodie pubblicitarie, di Cinzia Leone con la sua signorina Vaccaroni, delle Sbratz e di Germana Pasquero con le “Storie scellerate” di Franca Leosini, solo per citarne alcune. Nel cast anche Neri Marcorè, che dopo anni ritorna alla satira politica, mentre Edoardo Ferrario sarà il “sondaggista del futuro”. Vi saranno poi le copertine di StarMale, le ministorie ai confini della realtà dei The Pills e le edizioni speciali del Tg Lercio. Non mancheranno i vecchi compagni di strada come Lillo, protagonista di “tuttorial” online e le parti musicali affidate ai “musicologi” Elio e Rocco Tanica, con Elianto – artista new entry – che improvviserà la sigla finale di ogni puntata.
Dario Argento sarà l’ospite della prima puntata e, tra gli altri, Giorgia e Sabrina Impacciatore che animeranno le sei puntate.
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SERENA DANDINI TORNA SU RAI3 CON “STATI GENERALI”
CDP COMPIE 170 ANNI E GUARDA AL FUTURO
ROMA (ITALPRESS) – Una lunga storia al servizio del Paese futuro. E’ la storia di Cassa Depositi e Prestiti, che oggi celebra 170 anni di attività. La cerimonia, che ha visto la presenza tra gli altri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente della Camera Roberto Fico, del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, dà il via a una serie di iniziative territoriali volte a valorizzarne il ruolo a sostegno dello sviluppo del Paese. “Il ruolo prezioso di questa istituzione a sostegno della crescita, degli investimenti, dell’occupazione e dello sviluppo territoriale del Paese rende naturale, direi doverosa, la mia presenza ad un evento così significativo. Sin dalla sua fondazione, nel 1850, Cassa Depositi e Prestiti ha saputo interpretare, attraverso la sapiente e oculata gestione del risparmio degli italiani, l’esigenza di certezza, solidità e stabilità di cui il Paese ha sempre avuto bisogno”, ha detto il premier Conte. “Nello stesso tempo, la Cassa è stata un operatore economico capace di muoversi sul mercato con uno straordinario dinamismo, sempre orientato al futuro, alle sfide che il Paese, nel corso dei decenni, ha affrontato per accrescere la sua produttività e la sua competitività”, ha aggiunto.
Quindi, “possiamo affermare senza temere l’accusa di essere retorici o enfatici, che la Cassa è, senza dubbio, il miglior esempio dell’Italia che investe su se stessa”.
“Da 170 anni Cassa Depositi e Prestiti è protagonista nel sostegno alle infrastrutture e all’economia reale, investimenti che richiedono capitali pazienti e che sono determinanti per la crescita del Paese. CDP è un’istituzione unica, espressione perfetta dell’unione tra pubblico e privato. Per questo motivo, noi vogliamo conciliare una strategia di sviluppo sostenibile con la tutela del risparmio che ci viene affidato, in linea con i principi del nostro Statuto”, ha detto il presidente Giovanni Gorno Tempini.
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FIGC PRESENTA 6^ EDIZIONE PROGETTO RETE, TISCI “UN SUCCESSO”
PALERMO (ITALPRESS) – Il calcio e lo sport come strumento di inclusione sociale. Questo l’obiettivo del Progetto Rete, iniziativa promossa promossa dalla Figc con la collaborazione del Ministero dell’Interno e l’Anci, con il supporto di Eni e Puma, rivolta ai minori stranieri accolti nei centri Sprar/Siproimi del nostro Paese. Un percorso iniziato nel 2015 e giunto alla sesta edizione, con numeri di partecipanti elevato a livello nazionale, 500 i ragazzi coinvolti nella scorsa edizione: “Sono grato al mondo del calcio per tutto quello che stiamo cercando di fare per quanto riguarda l’integrazione – ha spiegato il presidente della Figc Gabriele Gravina -. È importante saper unire le culture, questo progetto è partito nel 2015 e sono stati coinvolti più di 2000 soggetti. Abbiamo scoperto quanto sia importante un’altra dimensione del nostro mondo: un livello che ci porta a visionare ancor di più un liberalismo. Dal progetto Rete ho imparato molto. Ho capito che è importante saper donare qualcosa perché poi qualcosa ci ritorna e ci arricchisce. Ringrazio la città di Palermo dove quest’anno stiamo portando una serie di eventi legati alla solidarietà e alla fraternità”. Il progetto si sviluppa in 49 centri Sprar/Siproimi e presso i Centri Federali Territoriali di Palermo, Gela, Milano, Casalnuovo di Napoli e Noicattaro. Vito Tisci, presidente del settore giovanile e scolastico, ha mostrato tutta la sua soddisfazione: “Il progetto Rete è una delle iniziative migliori della Figc, siamo alla sesta edizione in cui sono stati coinvolti più di 2000 stranieri riuscendo a favorire uno sviluppo in termini formativi. La Sicilia è la regione più presente in questo progetto, in questi anni i risultati sono stati motivo di grande soddisfazione e testimoniano la validità del progetto. Un grandissimo numero di partecipanti ha trovato la propria collocazione all’interno del campo sociale”, ha concluso.
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MATTARELLA “SIAMO TUTTI LEGATI DA UNA SORTE COMUNE”
ROMA (ITALPRESS) – “Il nostro Paese ha una grande realtà di risorse generose, di persone che si impegnano generosamente. Il vostro è un esempio primario in questo versante, perché lo fate senza richiesta di riflettori, di notorietà, di riconoscimenti, ma per lo spirito di solidarietà che chiama le coscienze e le spinge ad aiutare chi è in difficoltà e chi ha bisogno di aiuto. Per questo vi ringrazio molto”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l’incontro con una delegazione del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico.
“Siete un’eccellenza del nostro Paese, voi fate parte primaria del volto più bello dell’Italia, di quello che si presenta con generosità – ha aggiunto Mattarella -, con un senso di comunità e la consapevolezza che siamo tutti legati da una sorte comune. Chi non lo comprende non sa cosa si perde. Chi lo comprende si impegna con generosità. Complimenti per quello che fate e grazie”.
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MADRI PENALIZZATE, SOLO IL 57% HA UN LAVORO
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2018, sono complessivamente 12 milioni 746 mila le persone tra i 18 e i 64 anni (34,6%) che si prendono cura dei figli minori di 15 anni o di parenti malati, disabili o anziani. Tra queste, i genitori con i figli minori di 15 anni sono oltre 10 milioni e 500 mila, quasi il 29% dei 18-64enni.
Nella maggior parte dei casi i figli sono coabitanti, mentre sono 353 mila i genitori (di 18-64 anni) che si occupano regolarmente di figli minori di 15 anni non coabitanti. E’ quanto emerge dai dati del Rapporto Istat sulla conciliazione tra lavoro e famiglia. Sono quasi 650 mila le persone che si prendono cura contemporaneamente di figli minori di 15 anni (coabitanti e non) e di altri familiari malati, disabili o anziani di 15 anni e più: l’1,9% delle donne di 18-64 anni e il 3% della popolazione nella fascia di età 35-54 anni. Il tasso di occupazione dei padri di 25-54 anni, classe di età in cui è più alta la presenza in famiglia di figli di 0-14 anni, è l’89,3% mentre per gli uomini senza figli coabitanti è pari all’83,6%. Situazione opposta per le donne, che risultano penalizzate: il tasso di occupazione delle madri di 25-54 anni è al 57%, quello delle donne senza figli coabitanti è al 72,1%. I tassi di occupazione più bassi si registrano tra le madri di bambini in età prescolare: 53% per le donne con figli di 0-2 anni e 55,7% per quelle con figli di 3-5 anni. Nel 2018, tra le donne da 18 a 64 anni che hanno avuto figli nel corso della vita, le occupate o le ex occupate che hanno interrotto l’attività lavorativa per almeno un mese continuativo allo scopo di prendersi cura dei figli piccoli sono quasi il 50%. L’11,1% delle donne con almeno un figlio non ha mai lavorato per prendersi cura dei figli, un valore decisamente superiore alla media europea (3,7%).
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AUTONOMIA, CASELLATI “OPPORTUNITÀ DA COGLIERE”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ necessario non confondere l’urgenza di riformare con la fretta di una legislazione che, ove non adeguatamente ponderata, potrebbe invece favorire una logica di contrapposizione tra le istituzioni della rappresentanza e la fonte della democrazia diretta. Vi è poi un’altra questione di particolare attualità che, pur senza mettere mano al dettato costituzionale, reca in sé i presupposti per caratterizzarsi come una significativa ‘innovazione’ negli attuali equilibri istituzionali”. Lo ha detto il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, in una Lectio magistralis al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara.
“Mi riferisco al dibattito sulle forme di autonomia differenziata previste dall’articolo 116, terzo comma.
Questa disposizione consente infatti alle Regioni a statuto ordinario di acquisire forme e condizioni particolari di autonomia legislativa e amministrativa in una specifica serie di materie previste dalla Costituzione – ha aggiunto Casellati -.
Attribuzione che può avvenire con una legge approvata dal Parlamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti e attraverso un procedimento che ha come momento cardine il raggiungimento di un’intesa – ovvero di un accordo – tra lo Stato e le Regioni”.
“Un’iter complesso, i cui passaggi richiedono una riflessione approfondita sotto il profilo delle relazioni tra gli organi coinvolti. Dare attuazione alle previsioni dell’articolo 116 della Costituzione rappresenterà infatti un momento di straordinaria importanza per l’assetto istituzionale del Paese.
Credo infatti che l’autonomia differenziata, così come prevista dalla Costituzione, debba essere valutata come una opportunità per garantire maggiori e migliori servizi ai cittadini – ha sottolineato il presidente del Senato -. Un’opportunità da cogliere, in ogni caso, salvaguardando il principio di sussidiarietà e continuando a garantire allo Stato centrale quelle attribuzioni che tradizionalmente afferiscono alla sua sovranità e all’esercizio del potere legislativo e del potere esecutivo nelle materie fondamentali”.
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A SCUOLA DI INTERNET CON TIM, SECONDA TAPPA NEL PALERMITANO
BAGHERIA (PALERMO) (ITALPRESS) – Dopo Marsala, ha fatto tappa a Bagheria, cittadina alle porte di Palermo, l’Operazione Risorgimento Digitale di Tim. Una “scuola mobile digitale” staziona da oggi in piazza Garibaldi, proponendo ai cittadini corsi gratuiti fino al 13 dicembre, corsi che hanno l’obiettivo di insegnare a sfruttare le potenzialità della Rete.
“E’ la seconda tappa di questo importantissimo progetto con cui Tim vuole includere quella parte della popolazione che oggi non accede ai servizi internet – ha detto Marco Battisti, responsabile Operations Area Sud di Tim -. Vogliamo accogliere i cittadini nel nostro truck, dove avranno la possibilita’ di attivare lo Spid, il sistema pubblico di identità digitale. E ci sarà per loro la possibilità di seguire corsi mirati per approfondire le tematiche legate al mondo internet”.
I corsi nelle prossime settimane saranno indirizzati anche a pubblica amministrazione e piccole e medie imprese.
All’interno della scuola mobile, che anticipa l’avvio delle lezioni in una vera aula, i cittadini potranno chiedere informazioni, attivare i servizi digitali e assistere a brevi lezioni. I corsi veri e propri si terranno invece in aula, dal 25 novembre al 13 dicembre.
Il progetto raggiungerà 1 milione di persone attraverso un intenso programma di formazione gratuito nelle 107 province italiane, e vedrà impegnati circa 400 formatori Tim che offriranno oltre 20 mila ore di lezioni, coinvolgendo anche associazioni, centri di aggregazione e incontro territoriali, polisportive e centri anziani.
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GRAVINA “ARBITRI ECCELLENZA, ORA CONTROL ROOM VAR E TRASPARENZA”
PALERMO (ITALPRESS) – “Mi sono sempre schierato a difesa di una delle nostre eccellenze che è la classe arbitrale”. La premessa di Gabriele Gravina, in tema Var, è questa, che poi ci sia qualcosa da perfezionare non è un mistero. Il presidente della Federcalcio, nel corso di un forum all’Agenzia Italpress, parla di direttori di gara e di tecnologia, partendo dal presupposto dell’eccellenza degli arbitri. “Domani abbiamo l’incontro con capitani e allenatori al quale parteciperà anche la stampa, è arrivato il momento di dare chiarezza ad alcuni aspetti regolamentari – spiega il numero 1 del calcio italiano -. Sono sempre gli arbitri a farne le spese, ma abbiamo scoperto che non c’è ancora, o in buona fede, o alcuni strumentalizzando in mala fede, che ci sono delle nubi, lati oscuri su alcune norme che a mio avviso hanno un’oggettività, ma che qualcuno utilizza artatamente e strumentalizza per creare confusione”. Per ovviare al problema la Figc promuove l’incontro di domani, ma non si ferma qui. “I lavori per la Room control centralizzata a Coverciano sono già iniziati – spiega Gravina -, ci sarà una formazione, il nostro obiettivo già centrato è quella di distinguere le carriere. Alla Var ci saranno ex arbitri o arbitri specializzati in quel settore, lavoreranno a Coverciano, parteciperanno in diretta e vivranno tutti gli episodi legati all’utilizzo della Var. Tutto questo probabilmente partirà per il prossimo campionato e in via sperimentale alla fine di questo. Inoltre ci interessa che ci sia maggiore trasparenza. Stiamo chiedendo a Nicchi e Rizzoli, di avere la possibilità di pubblicare il commento tecnico di alcuni degli episodi più complicati della domenica. Non bisogna avere timore di riconoscere gli errori, serve anche per stemperare la tensione. Sarebbe una prova di maturità da parte del mondo del calcio e da parte degli arbitri, sarebbe anche un elemento formativo, inoltre far capire dove si sbaglia aiuterebbe anche a non commettere gli stessi errori”.
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