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SALVINI “GOVERNO VA AVANTI, MA BASTA LITIGI”

ROMA (ITALPRESS) – Quanti governi ci sono? “Uno, poi all'interno del governo ci sono due forze che su alcuni temi hanno idee diverse. Mi sembra evidente”. Lo afferma il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a 24 Mattino su Radio 24.

Uno dei temi di discussione riguarda il fisco, e Salvini mette le cose in chiaro: “Se il ministro dell'Economia di un governo di cui faccio orgogliosamente parte dice che del taglio delle tasse non se ne parla o il problema sono io o è lui, cosa faccio una manovra economica all'acqua di rose? L'Italia ha bisogno di uno shock fiscale forte altrimenti cresciamo dello zero virgola anche quest'anno. Se qualcuno ha dubbi, paure o timidezze basta dirlo subito, o sono fuori posto io o lo è qualcun altro”.

E alla domanda su fino a quando riuscirà a tenere tranquilli i parlamentari leghisti che chiedono di andare a elezioni, il vicepremier risponde così: “Fino a quando le cose si fanno e quando qualcuno la smette di insultare, attaccare e litigare quotidianamente”.

“Io sto lavorando per andare avanti a dispetto di tanti – aggiunge – anche se la convenienza a partiti e personale sarebbe un'altra, sono un testardo e ottimista per natura”.

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FISCO, CONFESERCENTI “RIMETTERE SOLDI IN TASCA AGLI ITALIANI”

ROMA (ITALPRESS) – “Le priorità devono essere lo stop definitivo all’Iva e l’avvio di una riforma fiscale che rimetta davvero in tasca i soldi agli italiani”. Così Patrizia De Luise, Presidente Confesercenti, a margine dell’incontro che si è svolto giovedì sera a Palazzo Chigi tra Governo e parti sociali.

“Bisogna partire – aggiunge – dalla ridefinizione, riduzione e rimodulazione delle aliquote e degli scaglioni Irpef, che non vengono rivisti ormai da 12 anni, usando anche gli spazi di bilancio che si sono aperti con la riduzione dello spread. La nostra proposta è di detassare per un triennio gli incrementi retributivi. Secondo le nostre valutazioni, senza costi per il bilancio pubblico, sarebbe possibile arrivare a mettere nelle tasche dei lavoratori 2,1 miliardi annui di reddito aggiuntivo, riducendo così fortemente il cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori”.

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CARABINIERE UCCISO A COLTELLATE A ROMA

ROMA (ITALPRESS) – Un carabiniere è morto dopo essere stato aggredito a coltellate durante un intervento la notte scorsa a Roma. Si tratta del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, accoltellato da un uomo, probabilmente un cittadino africano, come rendono noto i militari dell'Arma. Il carabiniere, con altri colleghi che stavano svolgendo le indagini, si era appostato per fermare due persone ritenute responsabili di un furto e conseguente tentativo di estorsione, quando una delle due ha estratto un coltello e ha ferito più volte il vicebrigadiere. Inutili i soccorsi presso l'ospedale Santo Spirito, dove il militare è poi morto.

“Caccia all’uomo a Roma, per fermare il bastardo che stanotte ha ucciso un Carabiniere a coltellate. Sono sicuro che lo prenderanno, e che pagherà fino in fondo la sua violenza: lavori forzati in carcere finché campa", dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, mentre la titolare della Difesa, Elisabetta Trenta, afferma: "Mi stringo in un forte abbraccio alla moglie e alla mamma del vice brigadiere Mario Cerciello Rega e all'Arma dei Carabinieri e chiedo tolleranza zero per i delinquenti autori del vile atto".

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CONFPROFESSIONI “SERVE RIFORMA FISCALE PER LA CRESCITA”

ROMA (ITALPRESS) – Programmazione delle politiche tributarie, aggiornamento del sistema normativo, semplificazione degli adempimenti, alleggerimento del carico fiscale. Sono queste le priorità dei professionisti italiani per la riforma del fisco, presentate dal presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi tra Governo e parti sociali, in vista della prossima legge di bilancio.

"La manovra economica per il 2020 dovrà essere caratterizzata da misure in grado di scuotere e rinvigorire il nostro tessuto produttivo – ha affermato Stella – individuando una chiara strategia di crescita per un Paese in cui il Pil è fermo a causa del peso normativo e burocratico, dell'eccessivo carico fiscale e dell'arretratezza delle infrastrutture in cui imprese e professionisti sono chiamati a operare".

Secondo il presidente di Confprofessioni, infatti, "l'urgenza di una riduzione della pressione fiscale deve essere accompagnata da uno snellimento burocratico nel rapporto tra fisco e contribuente e da un inasprimento delle sanzioni per chi occulta imponibili al fisco".

Confprofessioni insiste sulla riduzione del carico fiscale e delle imposte sul lavoro autonomo "seppur con gli adeguati bilanciamenti". Secondo Stella, infatti, "è necessario non soltanto agire sulle aliquote d’imposta, ma anche bilanciare il sistema delle deduzioni e detrazioni, in modo da concentrare tali benefici sulle fasce più basse dei redditi".

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ENI, UTILE NETTO SECONDO TRIMESTRE 562 MILIONI

SAN DONATO MILANESE (ITALPRESS) – Nel secondo trimestre 2019 l’utile operativo adjusted di Eni si attesta a 2.279 milioni di euro, ed è diminuito dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2018, per effetto essenzialmente del deterioramento dello scenario e del deconsolidamento di Eni Norge nell’ambito dell’operazione Var Energi.

Nel secondo trimestre 2019 il risultato netto adjusted di 562 milioni di euro è diminuito del 27% rispetto al periodo di confronto 2018, per effetto della flessione della performance operativa, in parte compensata dalla circostanza che il trimestre 2018 risentiva della svalutazione di crediti finanziari relativi a un’iniziativa esplorativa in joint venture nel Mar Nero con esito negativo. Nel semestre 2019, l’utile netto adjusted di 1.554 milioni è in calo dell’11%.

“Nel primo semestre Eni ha conseguito eccellenti risultati finanziari, proseguendo nella realizzazione degli obiettivi del proprio piano industriale. La generazione di cassa dell’esercizio, in incremento di oltre il 20% nonostante uno scenario meno favorevole rispetto al semestre precedente, ha coperto ampiamente tanto gli investimenti, a cui continuiamo ad applicare una rigorosa disciplina, quanto la remunerazione degli azionisti che oltre al saldo dividendo include ora anche il buy-back", commenta Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, commentando i risultati approvati dal Consiglio di Amministrazione.

"Di conseguenza il debito è sceso rispetto a quello di bilancio di un ulteriore 5% a 7,87 miliardi di euro prima della passività per leasing – aggiunge -. Un ulteriore surplus di cassa potrà derivare nel prossimo futuro dal fatto che il prezzo effettivo del Brent è atteso a un livello superiore rispetto a quello di cash neutrality per Eni, pari a circa 55 dollari/barile. Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla performance industriale".

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A LUGLIO AUMENTA LA FIDUCIA DI CONSUMATORI E IMPRESE

ROMA (ITALPRESS) – Migliora la fiducia dei consumatori e delle imprese.

Secondo quanto rileva l'Istat, a luglio 2019 si stima un aumento dell'indice del clima di fiducia dei consumatori da 109,8 a 113,4; anche per l'indice composito del clima di fiducia delle imprese si registra una dinamica positiva (da 99,3 a 101,2).

Il recupero dell'indice di fiducia dei consumatori è determinato soprattutto dalla componente economica (il rispettivo clima passa da 121,4 a 129,7) e da quella futura (l'indice passa da 112,6 a 117,4); peraltro, anche il clima personale e quello corrente migliorano passando, rispettivamente, da 105,6 a 108,0 e da 107,6 a 111,1.

Con riferimento alle imprese, l'indice di fiducia registra una lieve flessione nel comparto manifatturiero (da 100,7 a 100,1) ed è in risalita in tutti gli altri settori: nelle costruzioni l'indice aumenta da 140,9 a 142,8, nei servizi sale da 98,9 a 100,1 e nel commercio al dettaglio cresce da 105,2 a 109,9.

Per quanto riguarda le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nell'industria manifatturiera si rileva un peggioramento solo dei giudizi sugli ordini mentre le attese sulla produzione e i giudizi sulle scorte sono in miglioramento.

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DA INTESA SANPAOLO E CONFCOMMERCIO PLAFOND DA 100 MILIONI PER LE PMI

MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo e Confcommercio confermano il proprio impegno nell’agevolare l’accesso al credito al mondo delle micro imprese e delle PMI grazie a un plafond di 100 milioni di euro attivo da oggi e dedicato agli associati di Confcommercio e dei Confidi territoriali.

Il portafoglio, con finanziamenti della durata da 18 a 60 mesi e un periodo di preammortamento addizionale fino a 18 mesi, rientra nella più ampia gamma di finanziamenti messa a disposizione dalla banca nell’ambito della collaborazione con Confcommercio.

“In una fase economica ancora debole e incerta è necessario un impegno supplementare per facilitare l'accesso al credito per le micro, piccole e medie imprese. Un impegno fatto soprattutto di azioni concrete – afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli -. Ecco perché è importante questo portafoglio da 100 milioni di euro dedicato alle aziende associate alla Confcommercio e ai Confidi territoriali grazie al gioco di squadra realizzato con Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. É attraverso anche queste iniziative che si sostiene lo sviluppo del tessuto imprenditoriale e si ritrova la via della crescita”.

“L’iniziativa di oggi ci consente di mettere a disposizione delle micro imprese e delle PMI un ulteriore strumento di crescita, confermando il nostro impegno a supporto del tessuto imprenditoriale del Paese – spiega Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo -. Nell’attuale scenario economico è cruciale, oggi più che mai, immettere fiducia nelle imprese, sostenerne e stimolarne la capacità di resilienza e supportarne gli investimenti, facendo leva su tutti gli strumenti a disposizione per offrire le condizioni più favorevoli e agevolare il credito, capitalizzando al massimo gli stimoli arrivati dalla Confcommercio”.

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COSTRUZUIONI, CON CRISI SETTORE 60 MILA LAVORATORI A RISCHIO

ROMA (ITALPRESS) – Imprese e lavoratori si interrogano sul rischio che non vada a buon fine il Progetto Italia, la soluzione proposta da Salini Impregilo per salvare prima di tutto Astaldi e da lì altre grandi imprese creando un polo delle costruzioni, solido a livello finanziario e forte sul mercato interno e internazionale. Lo riporta Affaritaliani secondo cui, nonostante il confronto serrato con la Cassa depositi e prestiti, le banche e le imprese coinvolte vada avanti, c’è chi teme, soprattutto le organizzazioni dei lavoratori, l’ipotesi più nera: il fallimento del progetto. Oggi sei delle prime dieci aziende italiane di costruzioni sono di fatto in crisi. Questo – osserva Affaritaliani – significa che da qui ai prossimi mesi il nostro paese potrebbe dover affrontare una emorragia occupazionale che coinvolge 30.000 lavoratori diretti e altrettanti indiretti. È evidente che se il Progetto Italia dovesse naufragare e le grandi aziende coinvolte riprendere la strada del fallimento, il rischio sarebbe quello di un cortocircuito industriale che coinvolgerebbe a cascata fornitori, lavoratori e in ultima istanza cittadini. Le aziende interessate sono infatti tutte impegnate nella realizzazione di opere strategiche sul territorio nazionale. In totale in 14 regioni italiane ci sono cantieri bloccati per via delle crisi aziendali per un valore complessivo di 30 miliardi.

(ITALPRESS).

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