Home Top News

Fi, Tajani “Puntiamo al 10% alle europee e al 20% a elezioni politiche”

ROMA (ITALPRESS) – Alle prossime europee “io punto al 10%, quello è il tetto che noi vogliamo raggiungere e magari superare, per poi arrivare al 20% alle elezioni politiche”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ad Agorà su Rai3. (ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

Bari, Decaro “Atto di legittima difesa nei confronti della città”

ROMA (ITALPRESS) – Il mio “è stato un atto di legittima difesa nei confronti della mia città, perchè non c’è un’accusa alla mia persona, ma alla città”. Lo ha detto il sindaco di Bari, Antonio Decaro a “Giletti 102.5” in onda su Rtl 102.5. “Mi sono sentito inquietato rispetto alla fotografia dei parlamentari del centrodestra pugliesi che fanno una foto nella stanza del Ministro dell’Interno, a due giorni dagli arresti, ed escono da quella stanza dichiarando che hanno chiesto al ministro di convocare una commissione per valutare la possibilità di sciogliere il consiglio comunale, cosa che dovrebbe fare la magistratura”. I magistrati “il loro lavoro per fortuna l’hanno fatto e hanno arrestato 130 persone: meno male che ci sono forze dell’ordine e magistratura che hanno liberato la città” e “io ho contribuito con 19 costituzioni di parte civile e 16 denunce, vivo sotto scorta da 9 anni. La cosa che mi ha più colpito è che spontaneamente sono venute da me le persone che, grazie alle mie denunce per estorsione e per usura, erano diventate libere”.(ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

Ferrari davanti nelle libere in Australia, Red Bull insegue

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – La Ferrari di Charles Leclerc ha chiuso davanti a tutti la seconda sessione di prove libere del Gp d’Australia, terza gara della stagione 2024 di Formula 1. Sul circuito di Melbourne il monegasco ha terminato al comando la prima giornata con il tempo di 1’17″277, terzo tempo per l’altra Rossa di Carlos Sainz (+0″430). Tra i due si è piazzato il campione del mondo Max Verstappen (+0″381), mentre l’altra Red Bull di Sergio Perez ha terminato con l’ottavo tempo (+0″813). Quarto e quinto crono per le due Aston Martin di Lance Stroll (+ 0″545) e Fernando Alonso (+0″635), sesta la Mercedes di George Russell (+ 0″674), seguita dalla McLaren di Oscar Piastri (+0″800). Chiudono la top ten Lando Norris (+0″878) e Yuki Tsunoda (+0″911). Nella prima sessione, disputata nella notte italiana, miglior tempo per Norris (1’18″564) davanti a Verstappen (+0″018) e Russell (+0″033). Quarto Leclerc (+0″035) e ottavo Sainz (+0″122).
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Nycanta 2024 illumina New York con la musica italiana

ROMA (ITALPRESS) – La XVI Edizione di Nycanta si avvicina, portando con sè l’essenza della musica italiana fino al cuore pulsante di New York. Questo festival, che si è guadagnato una posizione di prestigio nel panorama musicale globale, promette quest’anno un’edizione ancora più entusiasmante e all’insegna dell’innovazione, senza mai perdere di vista la tradizione che lo
caratterizza. L’Associazione Culturale Italiana di New York (Aciny), ideatrice e promotrice di questo contest, ha scelto la società GLocal Media per curare le selezioni, tanto italiane quanto internazionali, di questa edizione, con Massimo Morini come direttore artistico. La finale si terrà il 13 ottobre all’Oceana Theater di New York, in concomitanza con le celebrazioni per il Columbus Day. L’evento godrà di una vasta copertura mediatica, con la trasmissione su Rai2, Rai Italia e disponibilità su Rai Play, oltre alla diretta radiofonica su Icn New York e Radio Sanremo. Il percorso verso la finale newyorkese parte da Sanremo, con la finale italiana prevista per la prima settimana di settembre dove verranno scelti i 5 vincitori in Italia e i 5 vincitori italiani nel mondo. Tutti gli artisti scelti avranno l’opportunità di cantare sul palco nella serata evento del Nycanta a New York per contendersi la vittoria finale ed entrare nell’albo d’oro dei vincitori.
(ITALPRESS).
– Foto: ufficio stampa –

Webuild, Ferrari “Investiamo su legalità, trasparenza e sicurezza”

MILANO (ITALPRESS) – “Legalità, trasparenza e sicurezza sul lavoro sono al centro della strategia di crescita di Webuild, in Italia come all’estero. La dimensione raggiunta ci permette di guidare una filiera d’eccellenza lavorando in trasparenza, legalità e sicurezza. Solo un’azienda con un ruolo di sistema come Webuild può sostenere investimenti simili su questi temi”.
Così Massimo Ferrari, direttore generale Webuild, intervenuto a una tavola rotonda durante la conferenza organizzata da Transcrime, centro di ricerca interuniversitario su criminalità e innovazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e da Anfaci, per discutere di sfide e soluzioni di contrasto del fenomeno con tutti gli attori coinvolti.
“Ci impegniamo a realizzare infrastrutture con qualità, rafforzando il sistema interno di risk management. Le grandi imprese nel campo delle infrastrutture, come Webuild, sono chiamate oggi a interagire con un ecosistema sempre più complesso di aziende, istituzioni e centri di ricerca anche dal punto di vista regolamentare, che rendono necessarie competenze sempre più approfondite. A dimostrazione del nostro impegno a fianco delle istituzioni, abbiamo recentemente siglato protocolli d’intesa con le forze dell’ordine, per condividere in modo capillare cultura della legalità, competenze e investimenti in formazione anche con tutta la filiera di imprese partner del Gruppo”, ha sottolineato Ferrari. Un impegno particolarmente forte nelle regioni del Mezzogiorno. “Nel Sud – ha spiegato – siamo presenti in 19 progetti, con circa 5.500 persone al lavoro, tra diretti e terzi, con una filiera di 4.300 aziende da inizio lavori. Con il programma di formazione e impiego Cantiere Lavoro Italia, vogliamo creare competenze e occupazione soprattutto al Sud e per questo stiamo accelerando anche l’apertura di centri di formazione e addestramento in Campania e in Calabria, e le competenze che creiamo serviranno a queste risorse per crearsi un futuro lavorando con noi nei cantieri in Italia e anche nel mondo. Oltre ai lavori che stiamo già realizzando, abbiamo finalmente l’occasione di realizzare il ponte sullo Stretto di Messina, vetrina dell’ingegneria e del Made in Italy. Come già fatto per il ponte di Genova, potremo dimostrare al mondo come realizzare un progetto così complesso, bene, nei tempi e nel pieno rispetto della legalità”, ha concluso Ferrari.
(ITALPRESS).
– Foto: ufficio stampa Webuild –

Ue, Tajani “Gli eurobond per la difesa una buona idea”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Quella degli eurobond per la difesa mi pare una buona idea, così com’è stata una buona idea farlo per combattere la situazione economica dopo il Covid. Se ne discuterà ma a me pare una scelta che può andare nella direzione di più Europa e non meno, è il modo migliore per proteggerci e svolgere un ruolo di maggiore equilibrio nella Nato e anche rafforzarla”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del summit del Ppe. “Noi abbiamo delle buone ragioni per cercare di convincere anche gli altri Paesi”, aggiunge.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Popup Sport Zone, risultati da record per il progetto

ROMA (ITALPRESS) – Dieci spazi attrezzati all’aperto, con macchinari per la pratica di esercizi e attività sportive, dedicate ai cittadini. Ecco i risultati del progetto Popup Sport Zone, che ha ricevuto il contributo del Dipartimento per lo Sport, illustrati nella sede nazionale di ASC Attività Sportive Confederate a Roma, per promuovere l’attività sportiva, il miglioramento della qualità di vita e la generazione di modelli urbani sostenibili. “Siamo colpiti e gratificati dal successo di questo progetto che, di fatto, è destinato a migliorare la qualità di vita dei cittadini e che fornisce un significativo contributo alla generazione di modelli di sviluppo urbano sostenibili”, le parole del presidente nazionale ASC, Luca Stevanato. A beneficiare del progetto sono state Alessandria, Bari, Como, Forli, Palermo, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno e Verona; città in cui sono sorte le Popup Sport Zone attrezzate per la pratica sportiva con macchinari dotati di QR code che, una volta inquadrati, consentono di conoscere le attività praticabili in base ai propri parametri. Inoltre le Popup Sport Zone sono dotate anche di macchinari riservati alle persone diversamente abili, accessibili da tutti e in maniera gratuita. Una “dimostrazione che quando ci sono una chiara visione, la giusta determinazione e la necessaria disponibilità a cooperare, è possibile ottenere risultati straordinari e compiere interventi concreti, nell’esclusivo interesse dei cittadini e delle comunita locali”, sottolinea Walter Vieri, direttore generale ASC. “Lo sport è una filosofia di vita, poterlo fare all’aria aperta, in spazi verdi non distanti dalla propria abitazione e con tecnologie particolarmente avanzate, è un privilegio che sarebbe bello poter estendere all’intera platea dei cittadini”, ha concluso il testimonial Maurizio Damilano.
– Foto Spf/Italpress –
(ITALPRESS).

Kosovo, Morabito “Serve una via europea per la stabilità dei Balcani”

ROMA (ITALPRESS) – “Quello in ex Jugoslavia fu il primo vero conflitto nel nostro continente dopo il 1945, pertanto quel fatidico 24 marzo 1999 segnò l’inizio di una delle pagine più tristi della storia recente dell’Europa”. Il generale Giuseppe Morabito, già capo di Stato maggiore del contingente KFOR (Kosovo Force) tra il 2000 il 2002 e membro del Direttorio della NATO Defence College Foundation, in un’intervista all’Italpress ha ripercorso i principali punti del conflitto in ex Jugoslavia a 25 anni dall’operazione dell’Alleanza Atlantica in Serbia e Kosovo avviata il 24 marzo 1999.
“Quel giorno, verso le ore 16 – ha spiegato -, la NATO avviò la sua operazione (Allied Force) contro la Repubblica Federale di Jugoslavia guidata da Slobodan Milosevic, consistita in un’intensa campagna di attacchi aerei durata oltre due mesi, fino al 10 giugno. L’operazione fu condotta evitando scrupolosamente l’opzione dell’attacco terrestre. E’ stata la seconda azione militare nella storia della NATO, dopo l’operazione Deliberate Force del 1995 in Bosnia ed Erzegovina. E’ stata, inoltre, la prima volta in cui la NATO ha usato la forza militare senza la preventiva approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Sulla carta l’intervento della NATO aveva lo scopo di riportare la delegazione serba al tavolo delle trattative diplomatiche. Il conflitto portò, nel tempo, il Kosovo a staccarsi dalla Serbia (e nel 2008 a dichiarare unilateralmente lo stato d’indipendenza) e alla caduta del presidente Milosevic”.
“Il nostro paese – ha spiegato – partecipò ai bombardamenti in virtù della sua appartenenza alla NATO e della sua posizione geografica sulla sponda opposta dell’Adriatico, con diverse basi e aeroporti militari, alcune dei quali in gestione delle forze armate degli Stati Uniti. La nostra penisola fu un trampolino di lancio essenziale nel conflitto. Ai bombardamenti parteciperanno più di 50 aerei italiani, attaccando gli obiettivi indicati dalla NATO. Per decisione del governo il numero di aerei italiani che bombardarono la Serbia è stato secondo solo agli americani”.
Dopo oltre 20 anni i Balcani vivono ancora momenti di tensione. “I Balcani occidentali guardano all’Unione Europea per il loro futuro. A mio parere – ha evidenziato il generale – le crisi in atto in Israele e Ucraina mettono in risalto quanto sia centrale per i paesi dei Balcani trovare una comune ‘via europeà. La cooperazione regionale tra i paesi dei Balcani occidentali (Macedonia del Nord, Albania, Serbia e Montenegro) appare fondamentale per il loro processo di pace e integrazione europea. Tale cooperazione svolge un ruolo centrale nella stabilità regionale, nei rapporti tra i paesi dei Balcani occidentali e nel loro basilare percorso verso l’integrazione europea”.
Per il generale Morabito, “è palese che la principale crisi dei Balcani Occidentali e principale ostacolo a una futura integrazione europea risiede nella crisi del Kosovo e i suoi sviluppi. Sulla scia dei pesanti scontri tra la polizia del Kosovo e i serbi del Kosovo il 24 settembre 2023, seguiti da movimenti di truppe serbe e della NATO, il dialogo Kosovo-Serbia, mediato dall’UE e sostenuto dagli Stati Uniti, è a un punto importante. Quando la NATO intervenne nel 1999 per fermare le azioni serbe contro gli albanesi in Kosovo, fermò un conflitto ma risolse ben poco. Da allora, i politici ‘ultranazionalistì su entrambi i lati del confine hanno vinto le elezioni. Per più di 20 anni, la presenza della KFOR e gli incentivi allo sviluppo per entrambe le parti hanno ampiamente impedito che questo conflitto si estendesse nuovamente alla regione. Ovviamente, la guerra dell’Ucraina, a seguito dell’aggressione russa, ha cambiato la percezione dell’influenza di Mosca nei Balcani e, più recentemente, l’effettiva espulsione/pulizia etnica degli armeni dal Nagorno-Karabakh da parte dell’Azerbaijan appoggiato dalla Turchia, potrebbe significare che il traballante equilibrio si sta rapidamente erodendo e lo status quo sostenuto dal deterrente della KFOR e l’incentivo citato dell’adesione all’UE potrebbe non reggere più”.
Nella stabilità balcanica l’Italia riveste un ruolo importante. “Subito dopo che si era insediato l’attuale governo – ha spiegato Morabito – i ministri Crosetto e Tajani hanno incontrato i vertici politici di Serbia e Kosovo facendo ben comprendere che l’Italia è oggi pronta a mediare e trovare una soluzione. Inoltre, il Comando delle forze della NATO in Kosovo era in quel periodo del nostro Paese. In Kosovo – ha continuato – sono permanentemente presenti alcune centinaia di militari italiani e questo conferma che la stabilità della regione è un’importante questione d’interesse nazionale. Roma è considerata un attore centrale per la stabilità balcanica”.
“I kosovari sono schierati con gli Stati Uniti in modo assoluto, hanno contributori dell’area mediorientale del Golfo e asiatica, e l’autarchia turca cerca in ogni modo di influenzare, a mio parere negativamente, il Paese. L’Italia deve giocare il ruolo di ‘baluardò della democrazia”, ha aggiunto.
Oggi le diverse crisi e i conflitti in varie aree del Pianeta preoccupano la comunità internazionale. Sono cambiati gli scenari e anche la posizione della NATO. “L’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina e il protrarsi di un conflitto convenzionale ad alta intensità appena oltre i confini dell’Alleanza Atlantica – ha spiegato Morabito – ha sensibilmente promosso un consolidamento e rinvigorimento della NATO sotto numerosi profili. L’adesione di Finlandia e Svezia insieme al ruolo dell’Alleanza nel sostegno a Kiev rappresentano il segnale più evidente del rafforzamento politico-strategico dell’Organizzazione. Anche la componente operativo-militare ha profondamente aggiornato postura, piani e potenziali prospettive d’impiego. La NATO ha confermato la centralità del compito di deterrenza e difesa e questo ha implicato un rilevante aggiornamento delle capacità di dissuadere ed eventualmente contrastare l’azione dei potenziali avversari intenzionati a minacciare l’integrità e sicurezza dell’Alleanza. Questo rappresenta dunque un presupposto fondamentale per approntare le forze dell’Alleanza a un’eventuale attivazione dell’Articolo 5 del Trattato dell’Atlantico del Nord. La grande esercitazione ‘Steadfast Defender’ dal 24 Gennaio scorso – ha continuato – mira proprio a quest’obiettivo, delineando uno scenario operativo in cui nell’arco di quasi cinque mesi il dispositivo militare alleato ha effettuato ed effettuerà una sequenza di operazioni finalizzate a proiettare, dispiegare, supportare e sostenere un grande contingente multinazionale in un contesto di combattimento difensivo ad alta intensità”.
“Questo per dimostrare a eventuali attori avversari il potenziale militare della NATO capace di concretarsi contro una minaccia significativa sul fianco orientale dell’Alleanza Atlantica, lungo un ipotetico fronte esteso dalle regioni artiche del Vecchio Continente fino al Mar Nero. Si è passati, quindi, negli anni, a considerare possibile doversi difendere da un attacco a un membro dell’Alleanza e non solo a considerare necessario un intervento a salvaguardia dello status democratico in un’area d’interesse quale era stato ritenuto l’intervento in Serbia e Kosovo. In 25 anni – ha concluso il generale Morabito – sono cambiati i fattori di rischio e conseguentemente le necessità difensive”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Top News su Facebook

Top News su Twitter