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Engineering, Cda approva bilancio consolidato 2023, ricavi gruppo +18%

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Engineering ha approvato il bilancio consolidato relativo all’anno 2023.
L’esercizio che si è appena chiuso è stato particolarmente significativo per Engineering, sia sul fronte dei ricavi e dell’ebitda, “che hanno registrato un aumento a doppia cifra a livello di Gruppo, sia sul fronte degli investimenti finalizzati a rafforzare il posizionamento sul mercato e a perseguire l’obiettivo di confermare il ruolo di Engineering come la più importante digital company in Italia e la più rilevante azienda italiana del settore a livello mondiale – si legge in una nota -. A tale scopo, nel corso dell’anno il management ha accelerato il processo di trasformazione aziendale, orientato a una maggiore efficienza e innovazione dei processi interni, a importanti operazioni di acquisizione, all’avvio di azioni strutturali finalizzate a rafforzare la capacità di Engineering di incrementare il business nel medio-lungo termine, al rafforzamento dell’offering attraverso una ridefinizione del go to market di prodotti proprietari e servizi. Ulteriori investimenti sono stati avviati sul piano della formazione e del reskilling delle persone nonchè delle certificazioni e del rafforzamento dei presidi di compliance. L’esercizio è stato inoltre caratterizzato da un incremento delle partnership con i principali Tech Giants internazionali, tali accordi fanno sì che Engineering sia oggi il principale partner di riferimento in Italia per le principali digital company internazionali”.
Questi i principali indicatori di bilancio che riflettono il nuovo perimetro del Gruppo:
1. Il Valore della produzione del Gruppo si attesta a 1.721 milioni di euro in crescita del 17.9% rispetto ai 1.460 milioni del 2022.
2. L’Ebitda Adjusted è pari a 257,3 milioni di euro, in aumento del 23,3% rispetto ai 208,6 milioni del 2022.
3. Il Risultato Netto si attesta a -124,8 milioni di euro versus i 28,3 milioni del 2022 per effetto della fusione inversa con la controllante Centurion Bidco SPA, degli oneri non ricorrenti legati alla trasformazione aziendale e dei maggiori oneri finanziari connessi a queste operazioni.
“I dati di Gruppo approvati fotografano l’importante processo trasformativo che Engineering sta perseguendo per aumentare le proprie competenze tecnologiche e innovare i processi organizzativi, che è stato fortemente accelerato nel corso dell’anno con l’obiettivo di costruire delle solide basi di crescita e di sviluppo con cui rafforzare la nostra leadership nel mercato e al fianco di player strategici – commenta Maximo Ibarra, CEO di Engineering -. I dati di esercizio approvati hanno visto investimenti molto importanti e significative operazioni di M&A che il Gruppo ha portato avanti con successo nonostante una fase storica segnata da una difficile congiuntura macro-economica e l’instabilità geopolitica abbiano causato un aumento del costo del denaro e della curva inflattiva. Il 2024 sarà un ulteriore anno di sfide ma anche di grandi opportunità grazie alla trasformazione digitale in atto e alla crescente domanda di prodotti e servizi basati sull’Intelligenza Artificiale integrata con altre tecnologie all’avanguardia. Engineering, con il supporto degli azionasti Bain Capital e NB Renaissance, consoliderà il proprio sviluppo in Italia e negli altri mercati in cui opera, contando non solo su un miglioramento del contesto economico e sociale, ma soprattutto sulla sua capacità di generare nuovo valore per i clienti, così da supportarli nella crescita del loro business, Le prospettive che vediamo sono altamente positive per i prossimi anni grazie agli investimenti effettuati, al portfolio di prodotti e servizi di cui disponiamo, alle competenze in termini di R&D a supporto del business e a una profonda conoscenza di tutti i mercati, sia nella Pubblica Amministrazione sia nel settore privato”.
Il 2023 ha visto il Gruppo Engineering impegnato anche in attività di natura industriale, organizzative e inerenti i temi ESG particolarmente strategiche, che costituiscono ulteriori elementi di visione e crescita prospettica per i prossimi anni. Tra queste, figurano: L’acquisizione al 100% di Extra Red, Technology Service Provider e Premier Business Partner di Red Hat, che offre servizi e progettualità ad alto valore aggiunto su tecnologie leader di mercato, in partnership con i principali vendor IT. La costituzione della società PNT e l’avvio della Piattaforma Nazionale di Telemedicina, che nei prossimi 10 anni avrà l’obiettivo di mettere in comunicazione l’Amministrazione Centrale con le Amministrazioni locali, per fornire governance e monitoraggio centralizzato dei processi di Telemedicina attuati a livello regionale, in linea con quanto indicato nel PNRR – Missione 6 Componente 1 sub-investimento 1.2.3 “Telemedicina”. Lo strategic agreement firmato con AWS per accelerare la trasformazione digitale di imprese e Pubblica Amministrazione attraverso lo sviluppo congiunto di soluzioni avanzate. Il Memorandum of Understanding firmato da Municipia (società del Gruppo Engineering) e Yunex (società del Gruppo Mundys), finalizzato a supportare la digitalizzazione dei processi di mobility & traffic management delle città italiane utile all’abbattimento di CO2 e all’efficientamento dei flussi di traffico cittadini. La firma dell’accordo del contratto integrativo aziendale per gli anni 2024-2026. L’intesa, raggiunta in piena armonia con le Organizzazioni Sindacali, riguarda per la prima volta tutte le società del Gruppo (ad eccezione delle neo-acquisite Be – Shaping The Future e Atlantic Technologies) e prevede una serie di misure migliorative rispetto al Contratto Collettivo Nazionale. Tra le novità introdotte, misure a favore della famiglia, della genitorialità e per il work-life balance. Implementazione della piattaforma Workday, grazie alla quale sono stati abilitati processi più agili e innovativi per la gestione del personale. In ambito ESG, Engineering ha confermato la sua partnership con la Fondazione per la Sostenibilità Digitale; ha pubblicato il Bilancio di Sostenibilità asseverato per il secondo anno consecutivo da un ente esterno; ha definito la pianificazione di obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance per tutto il Gruppo; ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 in ambito Diversity & Inclusion a livello di capogruppo.

– Foto ufficio stampa Engineering –

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Bce, economia debole ma ripresa graduale nel corso del 2024

FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – L’economia dell’Eurozona “rimane debole”, i consumatori contengono ancora le spese, “gli investimenti hanno registrato una moderazione e le esportazioni delle imprese sono diminuite, per effetto di un rallentamento della domanda estera e di alcune perdite di competitività. Tuttavia, le indagini congiunturali indicano una ripresa graduale nel corso di quest’anno”. Lo evidenzia la Banca Centrale Europea nel Bollettino Economico.
“Il calo dell’inflazione e il perdurante incremento dei salari porteranno a un recupero dei redditi reali, che sosterrà quindi la crescita – sottolinea la Bce -. In aggiunta, l’effetto frenante dei passati rialzi dei tassi di interesse si esaurirà gradualmente e la domanda di esportazioni dell’area dell’euro dovrebbe aumentare”.
Proprio riguardo ai tassi, la Bce conferma la linea prudente degli ultimi mesi. Il Consiglio direttivo è infatti “determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine” e ritiene che “i tassi di interesse di riferimento della BCE si collochino su livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo”.
“Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finchè necessario – spiega ancora la Bce -. Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati nel determinare livello e durata adeguati dell’orientamento restrittivo. In particolare, le decisioni sui tassi di interesse si baseranno sui risultati della valutazione circa le prospettive di inflazione alla luce dei dati economici e finanziari più recenti, la dinamica dell’inflazione di fondo e l’intensità della trasmissione della politica monetaria”.
Sul fronte del lavoro, dal Bollettino Economico emerge che il tasso di disoccupazione “è al livello più basso dall’introduzione dell’euro”. “L’occupazione è salita dello 0,3 per cento nell’ultimo trimestre del 2023, superando nuovamente il ritmo di crescita dell’attività economica – spiega la Bce -. Di conseguenza, il prodotto per occupato è diminuito ulteriormente. Allo stesso tempo, i datori di lavoro pubblicano meno offerte di posti vacanti e meno imprese segnalano vincoli alla produzione dovuti alla carenza di manodopera”.
Secondo le proiezioni di marzo 2024, la crescita economica dovrebbe segnare una graduale ripresa nel corso dell’anno per effetto dell’aumento del reddito disponibile reale, “a fronte dell’inflazione in calo e di una robusta dinamica salariale, e con il miglioramento delle ragioni di scambio – sottolinea la Banca Centrale Europea -. In un contesto in cui è improbabile che le attuali turbative del trasporto marittimo nel Mar Rosso provochino nuove limitazioni significative nell’offerta, la dinamica delle esportazioni dovrebbe allinearsi al rafforzamento della domanda estera. Nel medio termine la ripresa dovrebbe essere altresì sostenuta dal graduale venir meno degli effetti dell’inasprimento della politica monetaria della BCE”. Nel complesso, si prevede che il tasso di incremento medio annuo del PIL in termini reali si collochi allo 0,6 per cento nel 2024, per poi salire all’1,5 nel 2025 e all’1,6 nel 2026. “Nel confronto con le proiezioni dello scorso dicembre elaborate dagli esperti dell’Eurosistema per l’area dell’euro – spiega la Bce -, le prospettive per la crescita del PIL sono state riviste verso il basso per il 2024, a causa di effetti di trascinamento derivanti da passate sorprese negative e informazioni prospettiche recenti che indicano un’evoluzione più debole. Risultano invece invariate per il 2025 e sono state lievemente corrette verso l’alto per il 2026”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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A Pasqua oltre 200 mila passeggeri a Catania, 98 destinazioni estive

CATANIA (ITALPRESS) – Oltre 200mila passeggeri di cui 143mila nazionali e 89mila internazionali e 1513 movimenti: sono questi i primi numeri dell’Aeroporto di Catania per la Pasqua 2024 secondo le previsioni della direzione commerciale e marketing di SAC, società che gestisce gli scali di Catania e Comiso.
Una crescita del +3,96% in termini di viaggiatori e un aumento del +3,77% per i movimenti, percentuali che confermano il buon andamento dello scalo etneo e fanno da leit motiv per l’inizio della stagione estiva. Il passaggio all’ora legale segna infatti l’avvio della Summer 24, che quest’anno partirà il 31 marzo e che durerà fino al 27 ottobre.
La stagione estiva sia per Catania e Comiso si colora di nuove tratte e compagnie aeree. Per l’hub catanese, si prevedono circa 55.506 movimenti rispetto ai 51.308 del 2023 (+8,18%), con 98 destinazioni delle quali 73 internazionali e 25 nazionali. Tra queste, la novità più importante è l’avvio della tratta per Dublino operata da Aer Lingus, in partenza il giorno 1°maggio con cadenza tri-settimanale.
La Summer vedrà inoltre su Catania un incremento delle rotazioni di Ryanair, grazie all’aggiunta di un aeromobile alla base catanese e alle nuove rotte introdotte dal vettore irlandese.
Sempre per quanto riguarda lo scalo catanese, avremo quindi 98 Collegamenti, con 25 Destinazioni nazionali, 73 Destinazioni internazionali, 28 Paesi collegati e 55 compagnie aeree operative.
“Siamo orgogliosi che le compagnie aeree continuino ad investire nei nostri scali, a conferma dell’importanza che gli aeroporti di Catania e Comiso hanno per la Sicilia e per l’intero panorama nazionale. Questo successo è il risultato di costanti trattative e testimonia il nostro impegno nel garantire un’esperienza di viaggio soddisfacente per i passeggeri. La nostra massima priorità è da sempre la sicurezza e la qualità dei servizi aeroportuali, contribuendo così attivamente allo sviluppo del nostro territorio”, ha dichiarato Nico Torrisi, AD di SAC.
“I dati positivi, anche e soprattutto nel comparto internazionale, ottenuti negli scorsi mesi e previsti anche per le imminenti festività pasquali e per tutta la stagione “Summer”, testimoniano il ruolo strategico della nostra rete aeroportuale per la Sicilia. Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto finora, e consapevoli del ruolo fondamentale che i nostri scali svolgono. Abbiamo la grande responsabilità e il dovere di consolidare l’appeal della Sicilia come rinomata destinazione turistica”, ha aggiunto Giovanna Candura, Presidente SAC.
Anche per l’aeroporto di Comiso si prepara una stagione importante, che vedrà un notevole ampliamento delle rotte. Il comparto nazionale sarà in crescita del 46,82% rispetto all’estate 2023 e il comparto internazionale sarà in crescita del 186,57%.
Complessivamente l’estate 2024 vedrà un aumento dei movimenti dello scalo casmeneo pari al 55,80%, con 10 destinazioni nazionali, 6 destinazioni internazionali, 5 Paesi collegati e 9 compagnie aeree operative (Aeroitalia, easyJet, Volotea, Wizzair, Neos, Smartwings, AlpAvia, Vueling e un ulteriore vettore che opererà su Varsavia).
Comiso sarà quindi collegato con Roma Fiumicino, Bergamo, Pisa, Bologna, Milano Linate, Milano MXP, Napoli, Torino, Verona, Bari, Parigi Orly, Tirana, Brno, Varsavia, Lille e Barcellona.
La crescita dell’aeroporto di Comiso è agevolata anche dal progetto per l’area cargo e le opere infrastrutturali viarie, necessarie per supportare l’aumento di traffico. SAC, infatti già da tempo ha pubblicato il bando per la progettazione del Cargo che scadrà il 19 aprile. Questa opera si inserisce in un cronoprogramma per la quale il governo Schifani ha previsto l’inserimento nel Fondo di sviluppo e coesione.
Andando nel dettaglio delle destinazioni che saranno raggiungibili dallo scalo etneo durante la “Summer” 2024, la Germania resta la nazione più collegata: da Catania è infatti possibile partire per 11 rotte tedesche (Berlino, Colonia, Dùsseldorf, Francoforte Hahn, Francoforte Main, Amburgo, Hannover, Monaco, Memmingen, Stoccarda e Dortmund).
Segue la Francia, con 10 rotte da Catania (Parigi Charles De Gaulle, Parigi Orly, Parigi Beauvais, Bordeaux, Lione, Lourdes, Marsiglia, Tolosa, Nizza e Nantes).
Da e per United Kingdom sono attive 8 rotte: London Luton, London Gatwick e London Stansted, Leeds, Edimburgo, Bristol, Birmingham e Manchester. Sarà inoltre possibile volare in Irlanda, a Dublino. Sale a 4 rotte la Romania con Bucarest, Cluj, Iasi e Bacau. Non solo, ci saranno 4 rotte anche per la Polonia, con Varsavia Modlin, Varsavia Chopin, Katowice, e Cracovia,
La Grecia conferma 3 rotte: Atene, Rodi, Heraklion.
Spagna, Svizzera, ed Egitto vedono ciascuna 3 rotte per ciascun Paese: Madrid, Barcellona, Siviglia, Basilea, Ginevra, Zurigo, Marsa Alam, Sharm el Sheikh e Luxor. Sono confermate le seguenti destinazioni: Austria (Vienna), Belgio (Bruxelles Zaventem e Charleroi), Bulgaria (Sofia), Lettonia (Riga), Lussemburgo, Malta, Marocco (Casablanca) Olanda, (Amsterdam e Eindhoven) Ungheria (Budapest), Repubblica ceca (Praga), Tunisia (Tunisi) Albania (Tirana) Israele (Tel Aviv), Dubai, Turchia (Istanbul), Danimarca (Copenaghen e Billund), Svezia (Stoccolma) Norvegia (Oslo), Serbia (Belgrado) Slovacchia (Bratislava).
Sono tutte confermate le destinazioni nazionali, con l’aggiunta di Salerno Costa d’Amalfi, aeroporto di nuova apertura: da Catania sarà quindi possibile volare su Alghero, Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Firenze, Forlì, Genova, Lampedusa, Milano Linate, Milano Malpensa, Milano Orio al Serio, Napoli, Olbia, Pantelleria, Perugia, Pescara, Pisa, Roma, Salerno Costa d’Amalfi, Torino, Trieste, Venezia e Verona.
-foto ufficio stampa Sac-
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Serbia, Palalic “Raid Nato pericoloso precedente, ha ancora effetti”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 24 marzo è una ricorrenza triste per noi. Sono trascorsi 25 anni dall’inizio del bombardamento della Serbia che è durato 78 giorni con conseguenze disastrose e terribili: migliaia di persone uccise, di cui molti bambini, e la distruzione di molte fabbriche, ospedali, ponti, ferrovie e case. Il danno conta oltre 10 miliardi di euro e ci sono state conseguenze politiche, economiche e sanitarie”. Così Jovan Palalic, deputato e segretario del Partito popolare serbo e presidente del gruppo parlamentare di amicizia Italia-Serbia, in un’intervista all’Italpress, ricorda l’operazione della Nato in Serbia avviata il 24 marzo 1999. Al centro della campagna dell’Alleanza atlantica c’era la questione del Kosovo.
“A nove anni dal bombardamento – ha affermato – c’è stata l’autoproclamazione dell’indipendenza del Kosovo che è stata illegale e ha causato tantissimi problemi nei Balcani, per quanto riguarda i separatismi in diversi paesi e le violenze contro il popolo serbo. La Serbia, dopo il bombardamento, ha proclamato la sua neutralità militare e c’è un’enorme maggioranza del popolo serbo che non vuole sostenere una decisione di adesione alla Nato. Il paese vuole essere fuori dall’integrazione atlantica. Dopo il bombardamento, inoltre – ha aggiunto -, ci siamo dedicati al rinnovamento della nostra economia con molti crediti stranieri”.
L’Italia, per Palalic, ha “capito e sostenuto economicamente e politicamente la Serbia per farla uscire dall’isolamento in cui era rimasta. Dal punto di vista sanitario, invece – ha proseguito -, in Serbia possiamo notare molti tumori dopo il bombardamento. Tante persone hanno evidenziato problemi sanitari nelle zone bombardate e lo stesso hanno riportato i soldati italiani che sono stati in Kosovo. E’ un problema molto grave di cui non si parla molto”.
Per il deputato serbo ci sono state anche conseguenze nelle relazioni a livello globale. “A livello mondiale – ha evidenziato – possiamo dire che il bombardamento della Serbia ha una conseguenza diretta: l’indipendenza del Kosovo ha distrutto il diritto internazionale rispetto a tutte le regole ma innanzitutto per quanto riguarda l’integrità territoriale. Adesso molti paesi sfruttano il precedente del Kosovo per risolvere le controversie territoriali. Per esempio in Ucraina si parla di integrità territoriale e abbiamo una situazione molto strana perchè i paesi che hanno sostenuto l’indipendenza del Kosovo riconoscono l’integrità territoriale dell’Ucraina ma non rispettano quella della Serbia. La Russia invece si pone totalmente all’opposto”.
Per il deputato serbo, infatti, “il Kosovo è un precedente” che può determinare altre crisi perchè “quando si distrugge il diritto internazionale una volta” poi questo può accadere “dappertutto”.
Nel 1999 l’Italia ha partecipato all’operazione della Nato. “In Italia c’era un governo che ha sostenuto la posizione a favore del bombardamento”, ha ricordato Palalic. “Però dopo il bombardamento – ha continuato – c’è stata un’apertura da parte italiana per quanto riguarda gli investimenti e la presenza economica nel paese, dopo la caduta di Milosevic”.
Ora i rapporti tra i due paesi sono buoni. “L’Italia sostiene l’adesione della Serbia all’Unione Europea – ha sottolineato – e il paese è sempre stato uno dei primi partner economici. E’ molto importante perchè, dopo tutti gli errori che ha fatto il governo italiano, avvertiamo un cambiamento, in particolare oggi con il governo di centrodestra. I partiti che ne fanno parte, innanzitutto la Lega – ha continuato -, durante il bombardamento hanno sostenuto la posizione della Serbia. Adesso la Serbia è il primo partner dell’Italia nei Balcani e abbiamo buonissimi rapporti economici e politici. Belgrado, a 25 anni dal bombardamento, diventa un pilastro della presenza italiana nella regione. Sono felice di vedere – ha aggiunto Palalic – che i politici italiani hanno capito che si deve sostenere la Serbia se si vuole avere una regione stabile e con una crescita economica”.
Per quanto riguarda l’Unione Europea, invece, per il deputato serbo la situazione è “complicata”. “In base alla posizione ufficiale del nostro governo – ha spiegato – vogliamo essere membri dell’Ue e continuare l’adesione ma adesso abbiamo due problemi che provocano controversie tra Belgrado e Bruxelles. Innanzitutto, non avvertiamo la volontà da parte dell’Ue di volere allargarsi nella regione: ci sono parole e promesse ma non ci sono scadenze e mosse chiare. In secondo luogo, il nostro processo è condizionato dalla questione del Kosovo. Per la Serbia il Kosovo è parte integrante del paese e anche la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dice che il Kosovo è parte della Serbia. Noi rispettiamo le nostre regole e il diritto internazionale ma adesso – ha proseguito – siamo condizionati dall’Ue a riconoscere l’indipendenza del Kosovo. Come popolo non possiamo farlo. Gli ultimi sondaggi dicono che oltre l’85% dei serbi afferma che se riconoscere l’indipendenza del Kosovo è una condizione per l’adesione della Serbia all’Ue, noi scegliamo la nostra integrità territoriale e non vogliamo entrare nell’Ue. I vertici di Bruxelles, però, non smettono di fare pressioni sulla Serbia perchè rinunci a parte del suo territorio. Oltre a Italia e Ungheria, gli altri paesi hanno la stessa linea. L’Italia continua a sostenere la posizione della Serbia senza condizioni per quanto riguarda l’adesione all’Ue”. Per Palalic, “dopo 25 anni dal bombardamento, si deve considerare la Serbia un paese serio, si deve rispettare la sua potenza economica nella regione e la sua identità – ha concluso Palalic -, che è molto importante”.

– Foto Gruppo parlamentare di amicizia Italia-Serbia –

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Mattarella “I giovani sono la molla che muove il mondo”

ROMA (ITALPRESS) – “Avete lanciato un messaggio di quello che è il dovere della nostra società rispetto ai bambini, ai ragazzi e ai giovani, e rispetto al diritto di avere possibilità di esprimersi, di realizzarsi, di essere protagonisti, come dovete essere del vostro futuro, complimenti. Questo esprime lo spirito di Save the Cildren che nei suoi 105 anni di vita ha coltivato questo obiettivo, questo traguardo, di consentire ai giovani le condizioni per esprimersi e realizzarsi”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al Punto Luce delle Arti di Save the Children di Ostia.
“Questa – aggiunge – è la molla che muove il mondo verso un futuro non autodistruttivo, e in questo momento ne abbiamo estremo bisogno. Grazie per quanto avete fatto nei tanti punti in Italia e qui”.
-foto ufficio stampa Quirinale-
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Intesa Sanpaolo, le nuove competenze leve per le aziende del futuro

MILANO (ITALPRESS) – Le nuove competenze conseguenti alle transizioni digitale e green, le twin transition, sono al centro della ricerca “Rethinking Competencies in Twin Transitions”, presentata oggi a Milano da Intesa Sanpaolo.
La capacità di anticipare i grandi cambiamenti portati da queste due transizioni e di adattarvisi rapidamente è uno degli elementi su cui si giocherà la competitività delle imprese e delle economie dei Paesi nei prossimi anni. Su impulso di Carlo Messina, CEO e Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo, la Banca è all’avanguardia nella formazione continua e nella riqualificazione delle persone verso le nuove professioni richieste dall’introduzione della tecnologia digitale e nello sviluppo delle nuove modalità di lavoro attente alle esigenze delle persone, al potenziamento delle soft skills e ad un approccio collaborativo. Il Gruppo supporta le imprese clienti in queste delicate transizioni che stanno ridefinendo gli scenari competitivi a livello globale e che richiedono nuovi modelli interpretativi e predittivi anche rispetto al mondo del lavoro e della formazione.
In questo contesto si inserisce il nuovo report di Look4ward, l’Osservatorio permanente sulle competenze del futuro che la Banca conduce in collaborazione con l’Università LUISS Guido Carli e in partnership con SIREF Fiduciaria, Accenture e Digit’Ed, con l’obiettivo di individuare i fabbisogni di nuove competenze e di rigenerazione di figure professionali in ambiti distintivi per il Paese. Lo studio “Rethinking Competencies in Twin Transitions”, condotto dal professor Paolo Boccardelli, Direttore del Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” dell’Università Luiss Guido Carli, ha analizzato l’approccio strategico di Amministratori Delegati e Responsabili HR di PMI e grandi imprese in otto settori: ospitalità, agrifood, energia, sociosanitario, bancario, IT, silver economy, blue economy. Lo studio intende fornire una guida alla comprensione delle sfide e delle opportunità delle twin transition e dei suoi impatti sui profili professionali a supporto delle decisioni aziendali, nell’individuazione di percorsi formativi e nelle strategie di passaggio generazionale.
“Si parla molto di transizione digitale e di sostenibilità, ma c’è un tema di fondo: il gap di competenze, lo skill shortage nel settore tecnologico delle Stem ma non solo. Quindi, la domanda che ci siamo posti è quella di comprendere realmente quali sono le competenze che debbano essere sviluppate al fine di cogliere le opportunità di queste rivoluzioni e al tempo stesso minimizzare gli effetti negativi della transizione – ha spiegato Boccardelli – I risultati della ricerca dell’Osservatorio Look4ward, che ha coinvolto un panel di 678 leader tra HR manager, Presidenti e A.D. di aziende di rilevanza globale, confermano che le imprese italiane condividono la consapevolezza circa gli effetti trasformativi che le mega-tendenze del digitale e del green avranno sui settori”.
Scendendo nei dettagli, il professore ha sottolineato che “oltre i 2/3 delle medie imprese (68%) e quasi i 3/5 (59%) delle piccole imprese concordano che il loro settore sarà completamente trasformato dalle twin transition. Quest’ultime faranno emergere nelle organizzazioni la necessità di trovare nuovi equilibri nel paradosso per reagire a spinte di forze tra loro contrastanti. Il superamento dei paradossi richiederà di dotarsi di profili capaci di accogliere il cambiamento come la nuova normalità”.
L’urgenza di ricercare figure professionali che sappiano muoversi attraverso le twin transitions fa però i conti con le criticità del mondo del lavoro. “Abbiamo una domanda di lavoro da parte delle imprese che non è soddisfatta: ovvero non trovano personale adatto, mentre l’offerta dei lavoratori non è adeguata a quelle che sono le richieste delle imprese”, ha puntualizzato Gregorio De Felice, Chief Economist Intesa Sanpaolo.
Le gerarchie rigide non sono più adatte a un contesto in continua evoluzione e le nuove competenze devono potersi esprimere in contesti caratterizzati da modelli organizzativi flessibili e collaborativi, che favoriscano l’apprendimento continuo, le capacità relazionali e l’autonomia, anche attraverso la formazione continua e lo sviluppo di nuove competenze. Fondamentale poi è l’esercizio di una nuova leadership, la capacità di un/una manager di agire come facilitatore, prestando attenzione alla cura delle relazioni, attraverso una leadership basata sul “potere del Noi” piuttosto che sulla centralità del singolo. Solo un approccio di questo tipo permetterà l’accesso a nuovi mercati che la transizione green e digitale apriranno per le aziende capaci di innovare e adattarsi. Le aziende che si impegnano nelle twin transition sono più attrattive per i clienti, per gli investitori e per i giovani, grazie a una maggiore efficienza e produttività dei processi aziendali.
“In un mondo in costante evoluzione, caratterizzato da un’accelerazione dei cambiamenti senza precedenti, ci troviamo di fronte a sfide globali guidate da trend trasformativi della società. Look4ward si pone l’obiettivo primario di individuare i fabbisogni di nuove competenze e di rigenerazione di skills tradizionali in settori strategici, necessari per adeguarsi alle trasformazioni aziendali in corso e ai nuovi business. L’obiettivo è creare azioni e modelli di intervento formativo di innovazione e sostenibilità che generino al contempo valore per le imprese e la creazione di nuove opportunità per il Paese”, ha dichiarato Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs Intesa Sanpaolo.

– foto xh7/Italpress –
(ITALPRESS).

Mattarella “Mafie pesante zavorra, ricordare per vincere l’indifferenza”

ROMA (ITALPRESS) – “Nata nella società civile, cresciuta grazie ai valori di cui è portatrice, la “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie” è ricorrenza significativa per la comunità nazionale. Un giorno che sottolinea l’impegno per liberare le popolazioni e i territori dalle mafie, per vincere l’indifferenza e la rassegnazione che giovano sempre ai gruppi criminali”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Quando difendiamo la dignità di essere cittadini liberi, quando ci ribelliamo alle violenze e alle ingiustizie, quando davanti ai soprusi non ci voltiamo dall’altra parte, contribuiamo alla lotta contro le mafie – aggiunge -. La lettura dei nomi delle innocenti vittime delle mafie è atto che ci ricongiunge a quanti hanno pagato con la vita la disumanità mafiosa e segno di vicinanza alle loro famiglie e, al contempo, espressione forte, collettiva, di quel desiderio di giustizia che costituisce l’energia vitale di una democrazia”.
Secondo il Capo dello Stato “le Istituzioni sono chiamate a fare il loro dovere per contrastare, su ogni piano, le organizzazioni del crimine e l’azione dei cittadini e delle forze sociali è coessenziale per costruire e diffondere la cultura della legalità e della libertà”.
“Le mafie sono una pesante zavorra per l’Italia, insinuate come sono in ogni attività illegale dei traffici criminali.
La Giornata ci rammenta che la lotta alle mafie è compito e dovere di tutti coloro che amano la Repubblica e intendono renderne migliore il futuro”, conclude Mattarella.

– foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Al via Memorial D’Aloja a Piediluco con 29 nazioni coinvolte

TERNI (ITALPRESS) – Tre giorni di gare, 29 nazioni coinvolte. Sono soltanto alcuni dei numeri dell’edizione numero 38 del Memorial Paolo d’Aloja in programma a Piediluco, in provincia di Terni, fino a domenica. Si tratta del primo grande appuntamento internazionale della stagione e per questo c’è molta curiosità nel vedere come la spedizione azzurra si comporterà. “Per noi è sempre una tappa importante – spiega Francesco Cattaneo, direttore tecnico della nazionale italiana canottaggio – cominciamo a toccare con mano i nostri avversari, facciamo le nostre valutazioni per poi porre correttivi qualora ce ne fosse bisogno. Ho delle buone sensazioni perchè ho visto i ragazzi prepararsi molto bene durante l’inverno”. A proposito della spedizione azzurra, in totale saranno 57 tra uomini e donne suddivisi in atleti Senior e Pesi Leggeri che difenderanno i colori azzurri nella regata di apertura della stagione internazionale, mentre la squadra azzurra schiererà 49 elementi tra gli Under 23 e 10 tra gli Under 19.
Ad ospitare il Memorial d’Aloja sarà come sempre il centro federale di Piediluco. Un centro in continua evoluzione: “Proprio dopo la regata internazionale partiremo con i lavori del PNRR per un valore di oltre 4milioni di euro – afferma Giuseppe Abbagnale, presidente della Federazione Canottaggio – credo che avremo un centro federale all’avanguardia. Avremo attrezzature innovative, di ultima generazione che ci consentirà di lanciare Piediluco nel futuro”. Ad ospitare la conferenza stampa palazzo Montani Leoni, sede della Fondazione CARIT guidata dal presidente Luigi Carlini: “Lo sviluppo del nostro territorio passa anche per eventi di questa portata possibili grazie alla sinergia che è nata con la Federazione e della quale siamo orgogliosi”. Anche quest’anno ci sarà la copertura integrale dell’evento da parte della Rai che trasmetterà in diretta tutte e due le giornate di finalissime su Rai Sport. Infine, confermato anche per questa edizione il World Rowing Development Training Camp con protagonisti 13 atleti e coach provenienti da nazioni considerate emergenti nel canottaggio.
– foto ala/Italpress –
(ITALPRESS).

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