ROMA (ITALPRESS) – “Mancano solo due giorni all’inizio della Leopolda: pronti a riaccendere le stelle?”. Lo scrive il leader di Iv, Matteo Renzi, nella sua Enews.
“Inizieremo l’8 marzo con un mio intervento sul ruolo delle donne a Firenze. Sabato mattina ci divideremo tra panel e tavoli, oltre che singoli interventi. L’inizio dei panel sarà una mia chiacchierata con Padre Paolo Benanti, un teologo che il Governo ha scelto come Presidente della Commissione sull’intelligenza artificiale. Seguirà un dibattito sulla libertà dell’informazione ai tempi dell’intelligenza artificiale dove intervisteremo alcuni autorevoli giornalisti. Avremo altri appuntamenti molto interessanti (conto di darvi un programma più dettagliato venerdì) e tra gli altri avremo come tre anni fa lo stesso panel con Nordio e Cassese sulla democrazia e la giustizia. Vedremo quali passi in avanti sono stati fatti rispetto al dibattito di allora. Domenica chiudiamo con la consueta carrellata di interventi. Io parlerò alle 12.15. La Leopolda per noi è molto più che un evento. E’ una casa. E sarà bellissimo condividere con voi questo ritrovarsi”.
-foto Agenzia Fotogramma-
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Renzi “Torna la Leopolda, per noi è una casa”
Transizione scuola-lavoro complessa, un progetto unisce aule e imprese
ROMA (ITALPRESS) – Il 30% degli studenti in uscita dalle superiori sperimenterà difficoltà nella transizione scuola-lavoro fino al 2030. In particolare, gli studenti in uscita dagli istituti professionali registreranno la percentuale di ‘mismatch’ più alta (+94%). Sono i dati che emergono dallo studio EY ‘Transizioni scuola-lavorò che approfondisce le caratteristiche della transizione scuola-lavoro in Italia e l’importanza dello sviluppo delle competenze legate all’imprenditorialità.
Lo studio evidenzia la rilevanza di un orientamento scolastico e professionale efficace, di un allineamento del sistema educativo alle esigenze del mercato del lavoro e di interventi specifici per colmare lo skill mismatch e migliorare la corrispondenza tra domanda e offerta lavorativa. Grazie al modello predittivo sviluppato da EY, per ridurre lo skill mismatch risulta fondamentale consolidare le competenze sociali ed emotive (prosocialità, stabilità emotiva e resilienza), che corrispondono a quelle più ricercate dalle imprese, in quanto permetteranno di diminuire l’indice di mismatch generale (la prosocialità del 22% e la stabilità emotiva del 15%).
Per favorire la creazione di un ponte tra le aule e l’imprenditoria, nasce il Programma UPSHIFT for Youth sviluppato dall’UNICEF e Junior Achievement Italia, (candidata al Premio Nobel per la Pace 2022, 2023 e 2024) che a partire da quest’anno e per i prossimi tre anni vedrà il prezioso coinvolgimento di EY, leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza, e EY Foundation Ente Filantropico del Terzo Settore.
‘La partnership duratura con UNICEF ci consente di rispondere insieme e con sempre più impatto alle disuguaglianze educative e all’inclusione lavorativa di molti giovani studentesse e studenti inseriti nelle nostre scuole a indirizzo tecnico. Grazie alla nuova collaborazione con EY e la sua fondazione porteremo modelli didattici collaudati nei territori creando ecosistemi educativi – imprenditoriali con imprese locali – ha detto Miriam Cresta, CEO di JA Italia ETS -. Superare il divario fra le competenze richieste dalle aziende e la preparazione di ragazzi e ragazze che completano il loro percorso scolastico è fondamentale per diminuire il tasso di disoccupazione e garantire la crescita e la competitività del sistema produttivo italiano, ma richiede la sinergia fra terzo settore, mondo delle aziende, scuole, istituzioni: siamo per questo molto felici di vedere che l’insieme di realtà che sostengono il progetto UPSHIFT si allarga sempre più, andando in questa direzione e dando vita anche a momenti di dialogo e scambio di best practicè.
‘Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto e di mettere la nostra esperienza pluriennale nel campo dell’imprenditorialità al servizio delle generazioni più giovani – ha aggiunto Massimo Antonelli, CEO di EY in Italia e COO di EY Europe West -. Il mercato del lavoro in Italia oggi è soggetto a una profonda trasformazione, che sarà accelerata nei prossimi anni dalla diffusione di soluzioni tecnologiche basate sull’IA e sulla robotica avanzata nei processi aziendali. Le aziende cercano profili sempre più complessi, già formati o da formare, ma i giovani fanno sempre più fatica ad inserirsi in modo stabile e qualificato nel mercato del lavoro. La risposta sta nel consentire ai nostri ragazzi di uscire dalla scuola con un bagaglio di competenze articolato, che combini una buona preparazione tecnica a competenze sociali ed emotive: solo così potranno affrontare con successo la transizione tra scuola e lavoro, che è uno dei momenti più delicati della vita. E bisogna dare questa opportunità a tuttì. ‘Anche EY – ha sottolineato – vuole fare la sua parte, offrendo il tempo delle proprie persone e facilitando la creazione di reti tra scuole e aziende: per questo abbiamo deciso di sostenere il progetto UPSHIFT in collaborazione con UNICEF e JA Italia. Vogliamo essere al fianco delle nuove generazioni per supportarle, sin dagli ultimi anni della scuola, nel consolidare le proprie competenze e orientare il proprio percorso di vita e di crescità.
‘Il programma UPSHIFT si distingue per il suo impegno nell’ascoltare e valorizzare le opinioni degli studenti riguardo le sfide che li toccano più da vicino, e nell’offrire loro una piattaforma per proporre soluzioni innovative e concrete. Queste idee – ha spiegato Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore risposta in Italia, Ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale -contribuiscono a guidare le decisioni su temi fondamentali come le competenze necessarie a crescere come individui e professionisti. La collaborazione, avviata sei anni fa con JA Italia, si arricchisce ora della partnership strategica con EY e con la Fondazione EY. Finora, il programma ha coinvolto circa 6.000 giovani, ottenendo risultati concreti nello sviluppo delle loro competenze e nell’affrontare con successo le sfide legate all’orientamento professionale, alla partecipazione attiva e all’inclusione sociale. Da oggi apriamo un nuovo capitolo che ci permetterà di rafforzare e valorizzare le collaborazioni con enti locali essenziali per facilitare il passaggio degli adolescenti dal mondo della scuola a quello del lavorò.
UPSHIFT è il programma dell’UNICEF per lo sviluppo delle competenze del XXI secolo ed educazione all’imprenditorialità, con l’obiettivo di facilitare l’orientamento nella scelta dei percorsi di studio, la cittadinanza attiva e la futura occupabilità di adolescenti e giovani, in particolar modo in situazioni di svantaggio. Già implementato in 46 Paesi, in Italia è stato introdotto dal 2018 in partenariato con Junior Achievement. Sotto il quadro della Garanzia europea per l’infanzia, il modello è attualmente realizzato all’interno del sistema di educazione formale, attraverso un Protocollo d’Intesa tra l’UNICEF e il Ministero dell’istruzione e del merito e in collaborazione con cinque Uffici Scolastici Regionali. Le scuole coinvolte sono selezionate tramite indicatori indiretti di svantaggio, tra cui il tasso di dispersione scolastica, la percentuale di studenti con background migratorio e i risultati Invalsi. La sperimentazione in Italia gode inoltre della collaborazione con l’INDIRE, con l’intento di documentare il modello tra le idee di didattica innovativa del Movimento delle Avanguardie Educative.
Il programma è gratuito, riconosciuto ai fini dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) e inseribile anche nel programma di Educazione civica. Articolato in due annualità scolastiche per le scuole secondarie di II grado, il percorso nasce con l’obiettivo di migliorare l’offerta formativa per gli studenti (target 15-18 anni), promuovendo creatività, imprenditorialità e l’acquisizione di competenze di vita spendibili nel futuro e proposte con un’alta componente esperienziale, anche attraverso la partecipazione di mentor aziendali.
Grazie alla lunga e consolidata esperienza di EY e EY Foundation, il programma intende rafforzare la filiera formazione-lavoro e la creazione di ecosistemi locali imprenditoriali sostenendo i ragazzi e le ragazze a individuare le opportunità disponibili nel proprio territorio, incoraggiandoli a proseguire il proprio percorso di studi, credere nel proprio potenziale e facilitando la conoscenza delle prospettive lavorative in provincia/regione, anche grazie al contatto diretto con gli ITS e i soggetti delle imprese locali. Secondo quanto emerso dallo studio EY, infatti, la collaborazione tra istituzioni educative e aziende è fondamentale per garantire percorsi di transizioni più efficaci e preparare i giovani a entrare con successo nel mondo del lavoro, anche tramite programmi di tirocinio, apprendistato e mentorship.
Una grande e importante novità è prevista in questa nuova edizione di UPSHIFT; EY Foundation intende offrire ai professionisti del network EY la possibilità di partecipare come volontari al progetto di Social equity UPSHIFT attraverso il programma EY Ripples.
L’UNICEF e Junior Achievement coinvolgeranno 270 volontari di EY, aderenti a EY Ripples, che guideranno e condivideranno le proprie competenze con gli oltre 1.500 studenti destinatari del programma UPSHIFT. Inoltre, i dipendenti EY saranno coinvolti per la partecipazione a un contest online sulla piattaforma di Junior Achievement che permetterà ogni anno ai finalisti di visitare una delle sedi di EY e incontrare il CEO. Per tutta la durata del progetto verrà realizzata una valutazione d’impatto, sia qualitativo sia quantitativo, condotta dal partner Human Foundation, che metterà a confronto gli esiti delle competenze trasversali e le tecniche sviluppate dai partecipanti rispetto a un campione di coetanei non coinvolti nel progetto. L’analisi porrà particolare attenzione ai risultati del programma in relazione anche al background socio-economico dei partecipanti, al fine di indagare l’impatto sui processi di inclusione sociale di studenti e studentesse.
Le prime tappe del percorso saranno dedicate all’erogazione del programma UPSHIFT for Youth dedicato alle scuole secondarie di II grado, tramite i moduli di educazione imprenditoriale Impresa in azione, che fornirà agli studenti conoscenze mirate su cosa vuol dire avere una mentalità imprenditoriale, come analizzare sfide sociali concrete e come trasformare un’idea astratta in una soluzione concreta di un prodotto o di un servizio ad impatto sociale. La terza fase Transizione Scuola Lavoro, invece, prevederà l’attivazione di diverse iniziative quali: un’esperienza di tirocinio, il coinvolgimento di realtà imprenditoriali del network di EY sia nel corso del programma sia in qualità di giurati in occasione delle Fiere dell’imprenditorialità organizzate da Junior Achievement, la segnalazione di aziende dell’ecosistema EY e Junior Achievement alle scuole coinvolte nel progetto UPSHIFT e la possibilità di acquisire la certificazione europea delle competenze imprenditoriali Entrepreneurial Skills Pass (ESP) per gli studenti che completano il programma. La quarta fase consisterà in un contest online rivolto agli studenti e alle studentesse che hanno completato il programma UPSHIFT, dove avranno l’occasione di inserire i propri progetti ideati durante il percorso, che saranno votati dai dipendenti di EY.
Infine, i vincitori del contest online avranno la possibilità di visitare una delle sedi EY situate a Milano, Roma e Bari incontrando il management all’interno di un percorso personalizzato e a loro riservato. Nel corso della giornata, inoltre, i volontari di EY terranno un workshop dedicato agli studenti e alle studentesse nell’ambito degli EY Future skills sul tema ‘Workforce readiness’, un incontro sulle strategie per prepararsi al futuro mondo del lavoro.
– foto ufficio stampa EY –
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Pioli “Arriva il momento decisivo della stagione”
MILANO (ITALPRESS) – “Lo Slavia Praga ha vinto il girone con una squadra forte come la Roma dimostrando le sue qualità, è una squadra da rispettare molto e affrontare con la giusta attenzione”. Stefano Pioli non si fida della squadra ceca, rivale del Milan domani a San Siro nell’andata degli ottavi di Europa League. “Bisogna pensare di poter vincere questa coppa, poi è chiaro che oltre al pensiero devi dimostrare le tue capacità – sottolinea il tecnico rossonero a Sky – La squadra sta bene, dobbiamo superare questo ostacolo che non sarà semplice ma abbiamo tutte le possibilità di fare bene”. Venerdì in campionato contro la Lazio, “dal punto di vista tecnico non abbiamo giocato al nostro meglio ma siamo stati compatti, intensi, siamo stati squadra fino alla fine e ottenuto una vittoria importante e difficile. La squadra sta bene e sa che arriva il momento decisivo della stagione”. L’infermeria si è ormai svuotata, anche Kalulu e Tomori sono a disposizione “e ci sarà spazio per tanti nei prossimi 10 giorni. E’ chiaro che i reduci dagli infortuni più lungi devono prendere ritmo, hanno bisogno di minuti in più e cerhceremo di darglieli”. Ma contro lo Slavia andrà in campo “la formazione migliore, come il Rennes è una squadra che in casa è un avversario temibile e domani fare risultato è importante”. Poi una battuta su Adli: “Credo che sia l’esempio di chi ci crede e lavora per migliorare, per conquistarsi una posizione, e continua a credere nelle proprie qualità, avendo anche la forza di cambiare ruolo. L’anno scorso c’era molta concorrenza sulla trequarti e ha faticato a trovare spazio. In estate abbiamo parlato per cercargli un’altra posizione dove avere più spazio e lui si è impegnato con grande volontà. Non è ancora perfetto ma sta mettendo insieme tante prestazioni positive”.
– foto Ipa Agency –
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De Rossi “De Zerbi un modello ma noi siamo la Roma”
ROMA (ITALPRESS) – “Roberto è un allenatore brillante, con delle idee innovative, ma non è soltanto lui: il Brighton ha degli ottimi giocatori e sarà una partita difficile”. Daniele De Rossi è consapevole delle insidie che nasconde l’andata degli ottavi di Europa League contro i Seagulls guidati dal tecnico italiano De Zerbi, col quale il collega giallorosso ha “un ottimo rapporto sin da quando ero calciatore. Quando lui muoveva i primi passi da allenatore è capitato spesso che dopo le partite ci siamo fermati a chiaccierare, ed io esprimevo la mia ammirazione nei suoi confronti, per il gioco che proponeva, a Palermo e a Benevento. Parlavamo del suo presente e di quello che sarebbe stato il mio futuro”. Domani all’Olimpico, però, niente sentimentalismi. “Come affrontarli? Si può essere istintivi stando bassi e difendendo in modo disordinato – prosegue il mister giallorosso in conferenza stampa – E si può essere riflessivi costringendo il Brighton a chiudersi in difesa. Io penso che la Roma sia una grande squadra che deve rispettare l’avversario, ma noi siamo la Roma. Per questo penso che sarà una grande partita, ma dobbiamo sapere che andiamo ad affrontare una squadra che spesso ha chiuso nella propria metà campo formazioni come Manchester City, Liverpool e Arsenal. A volte prende imbarcate come contro l’Aston Villa. E’ una partita con all’interno molteplici sfide, noi dovremo essere bravi ad interpretare bene tutte le fasi del match”, conclude De Rossi.
– foto Ipa Agency –
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Papa “Orrore guerra in Ucraina e Terra Santa, preghiamo per la pace”
CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Ancora una volta, fratelli e sorelle, rinnovo il mio invito a pregare per le popolazioni che soffrono l’orrore della guerra in Ucraina e in Terra Santa, come pure in altre parti del mondo. Preghiamo per la pace! Chiediamo al Signore il dono della pace!”. Così Papa Francesco nel corso dell’Udienza Generale in Vaticano.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Fondi a milizie anti Assad, due arresti per terrorismo a Olbia
OLBIA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Sassari, in stretto raccordo con la Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno, ha tratto in arresto a Olbia due cittadini di origine siriana, su ordine dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Sassari per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Secondo quanto emerso dall’attività di indagine i due, dal 2014 e fino agli inizi del 2018, avrebbero fatto parte di una organizzazione dedita all’ hawala con cui effettuavano rimesse di denaro dall’Italia alla Siria (ed anche in direzione opposta) in favore delle milizie combattenti siriane di opposizione al regime di Bashar al-Assad. Tali milizie avrebbero utilizzato nella loro lotta metodi che prevedono l’uso indiscriminato della violenza, incuranti del coinvolgimento di civili inermi, e accettando gli effetti collaterali della violenza diretta. Nel corso delle indagini della Digos di Sassari, dirette dai Sostituti Procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Cagliari, oltre all’attività di finanziamento alle milizie combattenti rivoluzionarie siriane erano emersi diversi video di giuramenti, di esercitazioni militari, di esaltazioni di vittorie, di scene dì guerra con esplosioni di armi, il cui filo comune era la celebrazione delle forze rivoluzionarie che combattono, con violenza, il regime siriano. Gli arrestati sono stati entrambi condannati ad anni 5 e mesi 6 di reclusione, ed in virtù del periodo di carcerazione “presofferto” in stato di custodia cautelare in carcere, sconteranno circa 1 anno e sei mesi di reclusione, presso la casa Circondariale di Bancali (SS), dove sono stati tradotti.
Foto: screenshot video Polizia di Stato
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Per 1 italiano su 2 prodotti cosmetici essenziali nella quotidianità
ROMA (ITALPRESS) – Quando si parla di cosmetica, le prime parole che affiorano alla mente degli italiani sono legate a prodotti di bellezza come rossetti, creme e trucchi vari. Pur trattandosi di un settore che riguarda la cura della persona nel suo complesso, la prima associazione spontanea è, dunque, legata alla bellezza. Quello che appare è come mettere in risalto la bellezza di ognuno e volerla mantenere. Nel complesso, il rapporto degli italiani con la cosmetica si basa prevalentemente sull’utilizzo di prodotti per l’igiene di base, ma non manca chi cura quotidianamente il proprio corpo con diversi cosmetici e un’abituale frequentazione dei centri estetici. Quasi la metà della popolazione (il 48,9%) ritiene i prodotti cosmetici essenziali nella propria quotidianità, ma è interessante evidenziare come quest’importanza viene percepita in modo diametralmente opposto tra uomini e donne, con i primi che attribuiscono un ruolo marginale a questi prodotti. Una differenza di genere nell’approccio alla cosmetica ampiamente riconosciuta e percepita dalla popolazione. In ultimo, a prescindere dai prodotti di base e di uso comune che vengono utilizzati fin dalla nascita, per l’utilizzo di alcuni prodotti cosmetici circa 1/3 dei cittadini (il 31%) consiglia di aspettare almeno l’età adolescenziale.
Dati Euromedia Research – Realizzato il 26/02/2024 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne
– foto Euromedia Research –
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Nasce FAIR, la nuova Fondazione per il Gioco Responsabile
ROMA (ITALPRESS) – Presentata oggi a Roma la Fondazione FAIR, un’iniziativa volta ad affrontare con determinazione le sfide della tutela dei consumatori e del Gioco Responsabile in Italia.
Costituita su iniziativa di Sisal, FAIR è un’eredità tangibile dell’impegno dell’azienda sulle attività di studio e prevenzione del gioco problematico, proponendosi come punto di riferimento aperto a tutte le organizzazioni desiderose di contribuire alla ricerca, all’ascolto e all’innovazione nel campo del Gioco Responsabile, con l’obiettivo di coinvolgere e includere anche altri attori del settore per affrontare in maniera scientifica la sfida cruciale per il futuro dell’industria del gioco.
FAIR rappresenta una novità nel panorama italiano, portando per la prima volta nel Paese il modello delle migliori esperienze internazionali interamente dedicate al Gioco Responsabile. Basata sull’analisi delle migliori pratiche a livello globale, la Fondazione si propone di offrire un modello unico di ricerca e studio indipendente, creando un ecosistema condiviso e accessibile a tutti.
Il Consiglio Direttivo della Fondazione FAIR è composto da esperti provenienti da diverse discipline, garantendo una prospettiva indipendente, autorevole, multidisciplinare e credibile. A guidare il Consiglio Direttivo sarà Matteo Caroli, professore ordinario di gestione delle imprese internazionali alla LUISS Business School, affiancato da Silvia Castiglioni (Vice Presidente), Ricercatrice presso la facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Emanuela Girardi, esperta di Intelligenza Artificiale e fondatrice di Pop AI, Stefania Siani, creativa, CEO di Serviceplan Italia e Presidente dell’Associazione Italiana Art Director, e Auro Palomba, esperto di comunicazione e Presidente di Community. Il comitato scientifico sarà diretto da Stefano Mainetti, Co-direttore scientifico dell’Osservatorio Cloud Transformation della School of Management del Politecnico di Milano e sarà composto anche da Edoardo Lozza, Professore Ordinario presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Maurizio Benzi, Head of Digital Strategy Consulting di Casaleggio Associati. Il coordinamento delle attività della Fondazione Sarà assicurato da Stefano De Vita, Direttore Generale.
“FAIR si impegna a fronteggiare le complessità del Gioco Responsabile con indipendenza, rigore scientifico e trasparenza – ha detto Matteo Caroli, Presidente della Fondazione -. Il Consiglio Direttivo e il Comitato Scientifico sono composti da esperti provenienti da diverse discipline, terzi rispetto al mondo del gioco ma capaci di osservare le questioni da prospettive diverse e proporre approcci solidi dal punto di vista scientifico e della ricerca. Approfondiremo tematiche cruciali come i comportamenti, la comunicazione, la relazione con i giocatori e l’uso e l’impatto della tecnologia per contribuire concretamente alla promozione di un modello di Gioco Responsabile basato su evidenze e conoscenze approfondite, che consenta di sviluppare soprattutto proposte e azioni preventive rispetto ad eccessi nell’attività di gioco. Ci impegneremo anche per favorire il rafforzamento delle normative, delle azioni istituzionali e dei comportamenti delle imprese per una concreta diffusione del gioco responsabile”.
Nei prossimi mesi la Fondazione sarà impegnata a promuovere un modello di ricerca indipendente per fornire dati e stimoli alle istituzioni e a tutti gli attori del settore, sensibilizzare gli stakeholder attraverso la promozione di linee guida comuni, sostenendo l’adozione attiva di un modello condiviso di Gioco Responsabile capace di portare in Italia sia proposte innovative che standard e misure già sperimentate con successo all’estero.
Per ulteriori informazioni sulla Fondazione FAIR visitare il sito web all’indirizzo www.fondazionefair.org
– foto ufficio stampa Sisal –
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