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Dal Senato ok alle missioni, Tajani “In Mar Rosso operazione difensiva”

ROMA (ITALPRESS) – A conclusione delle comunicazioni rese in Aula dal Governo sulle missioni e gli impegni operativi internazionali da avviare nel 2024, il Senato ha approvato le proposte di risoluzione sulle tre missioni internazionali, cioè quella Levante sul conflitto Hamas-Israele, Eunavfor Aspides per la sicurezza nel Mar Rosso e Euam Ukraine.
“La missione Aspides avrà compiti soltanto di natura difensiva. Non potrà, cioè, intraprendere azioni di tipo preventivo”, ha ribadito il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nell’Aula della Camera, nel dibattito sulla relazione delle Commissioni Affari esteri e Difesa sulla deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali.
“Difensiva non significa semplice accompagnamento, significa possibilità di reagire in maniera militare, così come è successo in occasione dell’attacco del drone al cacciatorpediniere Caio Duilio – ha aggiunto -. Questo è il modus operandi, queste sono le regole d’ingaggio. Quindi, i compiti esecutivi sono di autodifesa estesa, cioè di neutralizzazione di attacchi che abbiano come bersaglio diretto navi mercantili scortate, e di contrasto ad eventuali tentativi di sequestro delle imbarcazioni”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Ricerca Oricon, mense scolastiche sempre più importanti per le famiglie

ROMA (ITALPRESS) – Il settore delle mense sta conoscendo una crisi senza precedenti: le aziende hanno chiuso l’anno con una netta diminuzione del risultato d’esercizio, in alcuni casi con il bilancio in passivo. A causare gravi difficoltà al settore sono soprattutto i prezzi dell’energia elettrica e del gas naturale oltre che gli aumenti dei costi delle materie prime, ai quali si aggiunge una mancata revisione prezzi e un codice dei contratti pubblici contraddittorio ed inadeguato per appaltare i servizi di mensa. A soffrirne di più è la ristorazione scolastica che, oltre a svolgere un servizio pubblico essenziale per la sicurezza nutrizionale dei piccoli concittadini, è costretta ad operare sulla base di contratti aggiudicati in epoca pre-covid e senza revisione dei prezzi. La stragrande maggioranza di quelli in scadenza tra il 2020 e il 2022 sono stati propagati d’ufficio, sempre causa covid, alle medesime condizioni, senza la possibilità di una revisione per adeguare i prezzi che nel tempo, come sappiamo, sono lievitati (rispetto al 2020 il costo dei prodotti alimentari aumentato del 30%, quello del gas del 350% e quello dell’energia elettrica del 300%. Dall’indagine svolta da Demetra e per conto di Oricon (Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione), emerge un quadro che dettaglia nel particolare le ragioni per cui le mense scolastiche non sono solo un servizio essenziale ma racchiudono un importante valore sociale. L’indagine è stata presentata stamani all’interno del primo intergruppo parlamentare sul tema della dispersione scolastica e le povertà educative guidata da Irene Manzi (Pd).
Il primo dato che affiora è che l’86% delle famiglie riconosce al tempo pieno a scuola, che implica l’uso della mensa scolastica, un’importante funzione educativa e di socializzazione. Per 4 intervistati su 5 è di fondamentale importanza perchè permette di conciliare gli orari di lavoro dei genitori con quelli di accudimento dei figli, soprattutto nelle famiglie in cui entrambi i genitori sono lavoratori, considerando che il 60% delle madri ha un’occupazione (di cui il 40% a tempo pieno) mentre i padri raggiungono quota 95% (di cui l’88% a tempo pieno). E’ interessante notare come il 60% delle famiglie italiane non ricorra alla mensa scolastica non per scelta ma per ragioni legate alla mancanza del tempo pieno da parte della scuola (37%) o del servizio mensa (19%). Tale assenza di servizi muta in base alla centralità o perifericità del comune di residenza: nei comuni più centrali (circa 6 mila) i figli di quasi 2 famiglie su 3 frequentano la mensa scolastica, mentre nelle zone periferiche o ultraperiferiche la proporzioni si ribalta con il 62,1% dei bambini che non usano il servizio mensa. A questo si aggiunga il fatto che nelle aree dove il servizio mensa è assente, si registrano livelli di apprendimento più bassi ed un alto tasso di abbandono scolastico.
‘Per l’86% delle famiglie, la mensa scolastica svolge una funzione sociale, educativa e di socializzazione fondamentale: riduce i divari economico-sociali in materia di alimentazione e consente ad entrambi i genitori di conciliare gli orari di lavoro con quelli di genitore – ha detto il presidente di Oricon, Carlo Scarsciotti -. Questo è un tema particolarmente importante, considerando che il mondo del lavoro è uno dei principali luoghi in cui si può mettere in pratica la parità di genere, con il 60% delle madri impegnate nel lavorò.
‘In Oricon – ha aggiunto – siamo sempre stati convinti che le mense scolastiche, oltre a garantire un servizio essenziale, abbiano un altissimo valore sociale, per questo motivo abbiamo deciso di svolgere un’indagine per dettagliare nel particolare le ragionì.
Un altro dato degno di nota è che più di 9 intervistati su 10 confermano la funzione educativa delle mense, luogo in cui si imparano le corrette abitudini alimentari, grazie a pasti diversificati e perfettamente equilibrati. Secondo una recente ricerca di Save the Children, per 1 bambino su 8 in Italia il pasto principale è proprio quello consumato a scuola, a dimostrazione della necessità di questo servizio.
‘A causa del Covid prima e dell’impennata dell’inflazione poi, da oltre 3 anni il settore risente di un andamento economico stagnante – ha sottolineato ancora il presidente Oricon – ma continueremo a lavorare per salvaguardare un servizio essenziale e per garantire la sostenibilità economica del servizio sia per le aziende fornitrici che soprattutto per le famiglie, evitando che l’aumento dei prezzi ricada su quest’ultime. Per questo abbiamo chiesto ai genitori se fossero disposti a fare alcune rinunce pur di continuare ad usufruire del servizio della mensa e del tempo pieno, ed è risultato che moltissimi sarebbero disposti anche a rivedere i menù, dove i prodotti a filiera controllata rappresentano in alcuni casi il 95-98% delle referenzè.
Un altro dato molto rilevante emerge chiedendo quante famiglie si avvarrebbero di questo servizio laddove fosse possibile: il 77% (43% molto probabilmente, 34% probabilmente) ricorrerebbero al servizio, annullando quella differenza che invece esiste tra Nord e Sud Italia sull’attuale utilizzo della mensa scolastica (80,8% al Nord 27,6% al Sud).
 Mensa scolastica ed educazione alimentare: un valido alleato per le famiglie Una grande maggioranza degli intervistati (il 93% delle famiglie con figli frequentanti e l’89% tra le non frequentanti) conferma che il momento del pasto a scuola è importantissimo per la socializzazione dei bambini e per il pregio che ha la mensa scolastica di azzerare tutte le differenze economiche e sociali, analisi sulla quale concordano l’87% dei frequentanti e l’84% dei non frequentanti.
Per l’83% il pasto a scuola garantisce valori nutrizionalmente bilanciati e favorisce l’apprendimento di corrette abitudini alimentari, dato confermato anche dal 73% di coloro che non fanno uso della mensa.
Dalla ricerca emerge poi che per il 46% del campione intervistato le mense sono un valido alleato dei genitori nella misura in cui facilitano l’introduzione nella dieta familiare di nuovi alimenti e abitudini.
E’ singolare notare come su tutti i temi attinenti al valore sociale, i valori percentuali registrino soltanto una minima flessione tra le famiglie che fanno uso del servizio e coloro che non ne fanno, a conferma di quanto quest’ultimi non si avvalgano del servizio di mensa prevalentemente per l’assenza del servizio piuttosto che per una scelta ponderata.  Una mensa vale anche qualche rinuncia!
Al fine di valutare una exit strategy dalle difficili condizioni economiche in cui versa il settore della ristorazione scolastica, la ricerca ha innanzitutto verificato quale possa essere il valore economico medio “percepito” dai genitori per ogni singolo pasto: sebbene il valore medio reale si attesti intorno ai 5 euro – 5,13 per la precisione – quello percepito è sensibilmente superiore arrivando a sfiorare i 7 euro (6,9), significativamente inferiore ai 16 euro, costo medio del pranzo fuori casa dei genitori nei giorni di lavoro.
Successivamente è stato chiesto alle famiglie a cosa sarebbero disposti a rinunciare per rendere il servizio economicamente sostenibile da parte delle aziende fornitrici. Tra le tante voci dei bandi che regolano l’aggiudicazione del servizio e che i fornitori sono costretti a osservare, oltre la metà fa riferimento all’utilizzo di cibi a km0 o con denominazione di origine controllata e all’impiego di prodotti provenienti da coltivazioni biologiche.
A questo particolare dato si aggiunga che anche il 23% di coloro che abitudinariamente acquistano prodotti biologici sarebbe favorevole ad una loro diminuzione.  Il restante 41% del totale rispondenti ipotizza una minore frequenza nella variazione dei menù, calcolando che al momento si attesta tra le 4 e le 9 settimane, media invidiabile anche nelle famiglie italiane più ricercate.
‘I dati della ricerca presentata da Oricon purtroppo ci confermano tendenze che già da tempo erano visibili, come la forte differenza di copertura del servizio mense sul territorio nazionale – ha evidenziato Irene Manzi, presidente dell’Intergruppo, capogruppo del Pd in Commissione Istruzione -. Ci sono alte concentrazioni del servizio mensa e tempo pieno in alcune regioni e pochissime possibilità di questi servizi in altre. Con questo divario non viene garantita la possibilità di ad un servizio che è, a tutti gli effetti, un servizio essenziale e che quindi deve essere assicurato a livello universale ed in maniera analoga su tutto il territorio nazionale. Come intergruppo dovremo rilanciare questa necessità nel nostro agire quotidiano all’interno delle Istituzionì.

– foto archivio shutterstock/Mike Dotta fornita da ufficio stampa FB & Associati –
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Nasce l’alleanza per un’infanzia libera dall’RSV

ROMA (ITALPRESS) – Prevenire l’RSV e le sue complicanze nei primi mesi di vita dei bambini è una priorità di sanità pubblica che impatta sul nostro Sistema Sanitario Nazionale. A metterlo in evidenza sono i dati. E’ stato stimato che ogni anno in Italia la stagione epidemica di virus respiratorio sinciziale (RSV) comporti, nella sola coorte di bambini nel primo anno di vita (400.000 nati), oltre 230.000 eventi sanitari che richiedono l’attenzione medica, tra cui più di 15.000 ricoveri e circa 16 decessi ogni anno. A livello globale, l’RSV è la principale causa di assistenza medica, ambulatoriale e ospedaliera per infezione respiratoria nei bambini di età inferiore ad un anno.
Oggi, grazie alla ricerca si può contare anche in Italia, sulla forma di immunoprofilassi passiva offerta dagli anticorpi monoclonali di nuova generazione la cui sicurezza ed efficacia e il cui impiego come nuovo strumento di prevenzione dell’RSV a disposizione della sanità pubblica sono stati ampiamente riconosciuti dalla comunità scientifica.
Nella stagione RSV tutt’ora in corso non mancano in Europa esempi di implementazione di successo di questa nuova strategia di immunoprofilassi passiva per tutti i neonati e bambini alla loro prima stagione RSV. In molti paesi europei sono stati già emanati dalle autorità sanitarie centrali dei documenti di indirizzo in tal senso. Non sono mancate, negli scorsi mesi, le prese di posizione e gli appelli da parte del mondo scientifico affinchè anche in Italia si possa implementare, con gli strumenti oggi disponibili e con un indirizzo comune ed uniforme sul territorio, un bisogno di sanità pubblica ancora insoddisfatto come l’RSV, riducendo gli impatti per il nostro SSN e le disparità a livello regionale.
Eppure, perchè questo sia possibile dalla prossima stagione 2024/2025 anche in Italia, sono necessarie delle azioni concrete e urgenti che la nuova Alleanza, composta da Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Federazioni, economisti e Istituzioni, ha voluto delineare e illustrare nel Manifesto dal titolo “Respirare per crescere – Alleati per un’Infanzia libera dall’RSV”, frutto di un lavoro multidisciplinare svolto negli scorsi mesi e sostenuto da Sanofi.
Oggi, a Roma, su invito e iniziativa del senatore Ignazio Zullo, i soggetti che hanno afferito all’Alleanza hanno presentato il Manifesto alla stampa.
Ignazio Zullo, membro X Commissione del Senato della Repubblica, promotore dell’iniziativa, afferma: “L’integrazione degli anticorpi monoclonali destinati all’intera coorte di bambini, strumento innovativo e indispensabile per prevenire le bronchioliti da RSV, può ridurre, non solo il numero di accessi nelle strutture e, quindi, il numero di infezioni medio-gravi, ma anche i costi associati ai ricoveri ospedalieri e alle terapie adottate. Per tutte queste motivazioni, mi sono reso disponibile ad elevare la questione a livello parlamentare e ad utilizzare gli strumenti legislativi messi a disposizione dei decisori politici quanto della cittadinanza, per far sì che, ben presto, l’immunizzazione passiva sia resa disponibile a tutti i nuovi nati nel nostro Paese”.
L’Alleanza, tramite le esperienze combinate di figure istituzionali, clinici, pazienti, economisti ha dato vita a un percorso di confronto che ha inquadrato lo scenario nella prevenzione dell’RSV sulla scorta di evidenze clinico-epidemiologiche ed economico-sanitarie e anche di impatto sociale.
In termini di impatto economico sul Servizio Sanitario Nazionale, la spesa associata alla gestione delle forme medicalmente assistite di RSV, nonchè alla gestione delle sue complicazioni risulta essere pari a circa 64 milioni di euro/annui di costi diretti. Inoltre, vanno considerati i costi indiretti determinati dalla perdita di produttività per morte prematura (16 decessi correlati al RSV), che risultano pari a circa 3 milioni di euro, nonchè i costi aggiuntivi dell’attuale profilassi effettuata ai soggetti ad alto rischio (circa 13.000 bambini, 4,4% della corte di nascita), pari a circa 43 milioni di euro (nella stagione 2022/2023).
Ecco le cinque azioni che è necessario implementare quanto prima per affrontare con le armi oggi disponibili quello che è un bisogno di sanità pubblica ancora insoddisfatto: Informare immediatamente le Regioni e tutti gli operatori sanitari, a livello nazionale, sulla disponibilità di nuovi strumenti preventivi che permettano di proteggere tutti i bambini nel primo anno di vita; Aggiornare il Calendario Vaccinale ed evolverlo, con l’introduzione dell’anticorpo monoclonale, ad un Calendario Nazionale di Immunizzazione, in tempo per implementare in modo efficace la strategia di immunizzazione da RSV nella stagione 2024/2025; Organizzare campagne di informazione e sensibilizzazione, rivolte a genitori e operatori sanitari, sull’importanza di ridurre i rischi di un’infezione da RSV;
Garantire la tutela del diritto alla salute a tutti i bambini grazie all’immunoprofilassi passiva da RSV in modo uniforme, su tutto il territorio nazionale; Assicurare l’impegno congiunto tra Istituzioni nazionali e regionali, operatori sanitari e Associazioni per l’implementazione di campagne di immunizzazione per la prevenzione dell’RSV nei bambini nella stagione 2024/2025.
La disponibilità di questa forma di immunizzazione andrebbe per altro a beneficio delle famiglie che devono affrontare insieme ai loro figli l’impatto dell’RSV.
L’Alleanza e la redazione del Manifesto ha visto la partecipazione di: Senatrice Ylenia Zambito, Membro X Commissione del Senato della Repubblica, Senatore Ignazio Zullo, Membro X Commissione del Senato della Repubblica, Onorevole Luciano Ciocchetti, Vicepresidente XII Commissione della Camera dei Deputati, Luigi Orfeo, Presidente Società Italiana di Neonatologia (SIN), Giovanni Gabutti, Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Vaccini e Politiche vaccinali” della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), Rino Agostiniani, Vicepresidente Società Italiana di Pediatria (SIP), Fabio Midulla, Past President Società Italiana di Malattie respiratorie infantili (SIMRI), Paolo Sciattella, membro CTS della Società Italiana di HTA, Antonio D’Avino, Presidente Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), Pietro Scanzano, Direttore Sanitario Istituto INMI “Lazzaro Spallanzani”, Roma – delegato Federsanità, Valeria Fava, Responsabile politiche sanitarie Cittadinanzattiva, Mario Picozza, Presidente FederASMA, Adriano Bordignon, Presidente Forum delle Associazioni Familiari, Martina Bruscagnin, Presidente Vivere Onlus.
Mario Merlo, General Manager Sanofi Vaccini Italia, sottolinea:
“Siamo orgogliosi di aver favorito un dialogo tanto importante tra Istituzioni, Associazioni dei pazienti, Federazioni e rappresentanze della società civile perchè rappresenta un ulteriore passo avanti nell’implementazione di una strategia di immunizzazione universale dall’RSV nel primo anno di vita dei bambini. Garantire l’equità di accesso in modo uniforme sul territorio è un aspetto fondamentale. Auspichiamo che il Ministero della Salute possa dare un indirizzo comune a tutte le Regioni. Come Sanofi, il nostro impegno costante è rivolto al ricercare e sviluppare soluzioni che possano cambiare l’approccio anche alla prevenzione e rispondere a bisogni non soddisfatti di salute”.
-foto ufficio stampa Apco –
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Ciocca “Bce sbaglia, alzare i tassi ha strozzato l’economia”

MILANO (ITALPRESS) – “Non dobbiamo perdere di vista che il 40% dell’inquinamento mondiale è fatto da Cina e India. Se continui a mettere nello zaino dei cittadini europei mattoni ambientali ma quei mattoni non li porti anche nell’altra parte del mondo che realmente inquina, crei una concorrenza sleale. Così si avvantaggia lo spostamento di produzioni dall’Europa alla Cina e all’India. Per abbassare l’inquinamento dobbiamo riportare le produzioni in Europa”. Lo ha detto Angelo Ciocca, europarlamentare della Lega, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress.
Recentemente, per protesta, Ciocca ha tirato fuori un cappio davanti alla presidente della Bce, Christine Lagarde. “Il cappio – ha affermato – è la cosa più semplice per spiegare l’effetto di queste politiche monetarie nei confronti di cittadini, famiglie e imprese. L’aumento dei tassi d’interesse sta strozzando le famiglie e l’economia, come il cappio che ho mostrato alla presidente della Bce. Sono sbagliate perchè ci hanno raccontato che l’aumento dei tassi d’interesse serviva per calmierare l’inflazione. Gli aumenti di tassi d’interesse – ha continuato – agiscono solo sulla domanda ma l’aumento dell’inflazione non è dettato dalla domanda. Cosa fa oggi alzare il valore di un prodotto? La carenza di forniture. Sono le politiche europee che in questi anni hanno ridotto le forniture. Se con una domanda in riduzione agisci sul costo del denaro, come ha fatto la Bce, strozzi la gente”.
In conseguenza della protesta, Lagarde “ha chiesto un provvedimento disciplinare alla presidente del Parlamento europeo nei miei confronti”, ha detto Ciocca. “Anche se mi dovessero multare o sospendere – ha poi aggiunto -, lo rifarei. Ho rappresentato un malessere di molti cittadini che non riescono a pagare il mutuo”.
“Una campagna anti-Lagarde? Noi – ha evidenziato – siamo anti-status quo. Questi personaggi devono assolutamente essere sostituiti. I cittadini stanno bene o male? La nostra agricoltura sta bene o male? Le nostre imprese stanno bene o male? Purtroppo stanno male. L’unico modo per ottenere un risultato diverso è cambiare gli attori protagonisti della prossima Europa”.
L’europarlamentare ha anche regalato una piccola riproduzione di un trattore alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Durante uno dei presidi di protesta degli agricoltori – ha raccontato – ho ricevuto in dono il trattore. Von der Leyen è venuta a parlare al Parlamento europeo e durante il suo discorso ha tenuto più volte a lanciare messaggi nei confronti dell’agricoltura dicendo che in questi cinque anni la sua Commissione avrebbe totalmente sbagliato le politiche agricole. A 90 giorni dal voto non è credibile. E’ possibile che uno sbaglia per 5 anni e poi se ne accorge quando deve andare dai cittadini a chiedere il voto? Da parte di von der Leyen ho visto l’obbligo di prendere questo trattore, perchè non poteva respingerlo, ma subito dopo con fastidio se ne è sbarazzata”.
Per quanto riguarda il Mar Rosso, l’Italia è impegnata nella missione europea Aspides. “L’operazione per ripristinare la tranquillità nell’area è fondamentale”, ha affermato l’eurodeputato. “Da lì – ha proseguito – transita il 17% del traffico navale mondiale e 6 miliardi di esportazioni italiane. L’Italia fa bene a essere protagonista”.
“Sul tema dell’esercito europeo – ha aggiunto – non sono contrario ma mai darei le chiavi di casa a un ladro. Vorrei un’Europa alleata ma ogni volta che vado a Bruxelles e Strasburgo devo cantare vittoria se riesco a evitare un provvedimento che danneggia i cittadini. Prima – ha spiegato – dobbiamo fare in modo che ci sia una rivoluzione europea. Sono convinto che alle elezioni di giugno si passerà da un voto che è sempre stato posizionato a sinistra, con un becero ambientalismo, a un voto di centrodestra, nei 27 paesi. Quando avremo un’Europa amica e alleata dei nostri interessi, è chiaro che se metteremo assieme le forze di tutti i paesi e le risorse messe singolarmente nell’azione militare otterremo un risultato maggiore”.
Ciocca guarda alle elezioni europee di giugno. “Il partito ha già espresso questo indirizzo: gli uscenti sono ricandidati”, ha detto in riferimento alla Lega. “Come deve cambiare l’Europa? In questo momento è importante avere un’azione di ascolto. Non bisogna dire come cambierà – ha affermato – ma avere la capacità di ascoltare cittadini, imprese e portatori di interesse”.
Per quanto riguarda le forze che compongono la maggioranza al governo in Italia, per Ciocca, “Forza Italia in questo momento deve dire che sta con von der Leyen perchè fisicamente al Parlamento europeo sta con questa maggioranza. Fratelli d’Italia – ha continuato – con Meloni che è presidente del Consiglio in Italia non può fare altro che cercare di non litigare con l’attuale presidente della Commissione. L’unica forza di maggioranza realmente libera che può proporre un progetto alternativo – ha aggiunto – è la Lega. La Lega ha questa grande responsabilità: chiedere il consenso degli elettori per poter essere in condizioni di mettere sul tavolo un progetto con figure diverse dalle attuali sul quale chiedere il voto del centrodestra europeo. Sono certo che la Lega sarà in grado di mettere sul tavolo un progetto alternativo a von der Leyen sul quale – ha concluso – anche Forza Italia e Fratelli d’Italia convergeranno”.

– Foto Italpress –

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Transizione scuola-lavoro complessa, un progetto unisce aule e imprese

ROMA (ITALPRESS) – Il 30% degli studenti in uscita dalle superiori sperimenterà difficoltà nella transizione scuola-lavoro fino al 2030. In particolare, gli studenti in uscita dagli istituti professionali registreranno la percentuale di ‘mismatch’ più alta (+94%). Sono i dati che emergono dallo studio EY “Transizioni scuola-lavoro” che approfondisce le caratteristiche della transizione scuola-lavoro in Italia e l’importanza dello sviluppo delle competenze legate all’imprenditorialità.
Lo studio evidenzia la rilevanza di un orientamento scolastico e professionale efficace, di un allineamento del sistema educativo alle esigenze del mercato del lavoro e di interventi specifici per colmare lo skill mismatch e migliorare la corrispondenza tra domanda e offerta lavorativa. Grazie al modello predittivo sviluppato da EY, per ridurre lo skill mismatch risulta fondamentale consolidare le competenze sociali ed emotive (prosocialità, stabilità emotiva e resilienza), che corrispondono a quelle più ricercate dalle imprese, in quanto permetteranno di diminuire l’indice di mismatch generale (la prosocialità del 22% e la stabilità emotiva del 15%).
Per favorire la creazione di un ponte tra le aule e l’imprenditoria, nasce il Programma UPSHIFT for Youth sviluppato dall’UNICEF e Junior Achievement Italia, (candidata al Premio Nobel per la Pace 2022, 2023 e 2024) che a partire da quest’anno e per i prossimi tre anni vedrà il prezioso coinvolgimento di EY, leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza, e EY Foundation Ente Filantropico del Terzo Settore.
“La partnership duratura con UNICEF ci consente di rispondere insieme e con sempre più impatto alle disuguaglianze educative e all’inclusione lavorativa di molti giovani studentesse e studenti inseriti nelle nostre scuole a indirizzo tecnico. Grazie alla nuova collaborazione con EY e la sua fondazione porteremo modelli didattici collaudati nei territori creando ecosistemi educativi – imprenditoriali con imprese locali – ha detto Miriam Cresta, CEO di JA Italia ETS -. Superare il divario fra le competenze richieste dalle aziende e la preparazione di ragazzi e ragazze che completano il loro percorso scolastico è fondamentale per diminuire il tasso di disoccupazione e garantire la crescita e la competitività del sistema produttivo italiano, ma richiede la sinergia fra terzo settore, mondo delle aziende, scuole, istituzioni: siamo per questo molto felici di vedere che l’insieme di realtà che sostengono il progetto UPSHIFT si allarga sempre più, andando in questa direzione e dando vita anche a momenti di dialogo e scambio di best practicè.
‘Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto e di mettere la nostra esperienza pluriennale nel campo dell’imprenditorialità al servizio delle generazioni più giovani – ha aggiunto Massimo Antonelli, CEO di EY in Italia e COO di EY Europe West -. Il mercato del lavoro in Italia oggi è soggetto a una profonda trasformazione, che sarà accelerata nei prossimi anni dalla diffusione di soluzioni tecnologiche basate sull’IA e sulla robotica avanzata nei processi aziendali. Le aziende cercano profili sempre più complessi, già formati o da formare, ma i giovani fanno sempre più fatica ad inserirsi in modo stabile e qualificato nel mercato del lavoro. La risposta sta nel consentire ai nostri ragazzi di uscire dalla scuola con un bagaglio di competenze articolato, che combini una buona preparazione tecnica a competenze sociali ed emotive: solo così potranno affrontare con successo la transizione tra scuola e lavoro, che è uno dei momenti più delicati della vita. E bisogna dare questa opportunità a tuttì. ‘Anche EY – ha sottolineato – vuole fare la sua parte, offrendo il tempo delle proprie persone e facilitando la creazione di reti tra scuole e aziende: per questo abbiamo deciso di sostenere il progetto UPSHIFT in collaborazione con UNICEF e JA Italia. Vogliamo essere al fianco delle nuove generazioni per supportarle, sin dagli ultimi anni della scuola, nel consolidare le proprie competenze e orientare il proprio percorso di vita e di crescità.
‘Il programma UPSHIFT si distingue per il suo impegno nell’ascoltare e valorizzare le opinioni degli studenti riguardo le sfide che li toccano più da vicino, e nell’offrire loro una piattaforma per proporre soluzioni innovative e concrete. Queste idee – ha spiegato Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore risposta in Italia, Ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale -contribuiscono a guidare le decisioni su temi fondamentali come le competenze necessarie a crescere come individui e professionisti. La collaborazione, avviata sei anni fa con JA Italia, si arricchisce ora della partnership strategica con EY e con la Fondazione EY. Finora, il programma ha coinvolto circa 6.000 giovani, ottenendo risultati concreti nello sviluppo delle loro competenze e nell’affrontare con successo le sfide legate all’orientamento professionale, alla partecipazione attiva e all’inclusione sociale. Da oggi apriamo un nuovo capitolo che ci permetterà di rafforzare e valorizzare le collaborazioni con enti locali essenziali per facilitare il passaggio degli adolescenti dal mondo della scuola a quello del lavorò.
UPSHIFT è il programma dell’UNICEF per lo sviluppo delle competenze del XXI secolo ed educazione all’imprenditorialità, con l’obiettivo di facilitare l’orientamento nella scelta dei percorsi di studio, la cittadinanza attiva e la futura occupabilità di adolescenti e giovani, in particolar modo in situazioni di svantaggio. Già implementato in 46 Paesi, in Italia è stato introdotto dal 2018 in partenariato con Junior Achievement. Sotto il quadro della Garanzia europea per l’infanzia, il modello è attualmente realizzato all’interno del sistema di educazione formale, attraverso un Protocollo d’Intesa tra l’UNICEF e il Ministero dell’istruzione e del merito e in collaborazione con cinque Uffici Scolastici Regionali. Le scuole coinvolte sono selezionate tramite indicatori indiretti di svantaggio, tra cui il tasso di dispersione scolastica, la percentuale di studenti con background migratorio e i risultati Invalsi. La sperimentazione in Italia gode inoltre della collaborazione con l’INDIRE, con l’intento di documentare il modello tra le idee di didattica innovativa del Movimento delle Avanguardie Educative.
Il programma è gratuito, riconosciuto ai fini dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) e inseribile anche nel programma di Educazione civica. Articolato in due annualità scolastiche per le scuole secondarie di II grado, il percorso nasce con l’obiettivo di migliorare l’offerta formativa per gli studenti (target 15-18 anni), promuovendo creatività, imprenditorialità e l’acquisizione di competenze di vita spendibili nel futuro e proposte con un’alta componente esperienziale, anche attraverso la partecipazione di mentor aziendali.
Grazie alla lunga e consolidata esperienza di EY e EY Foundation, il programma intende rafforzare la filiera formazione-lavoro e la creazione di ecosistemi locali imprenditoriali sostenendo i ragazzi e le ragazze a individuare le opportunità disponibili nel proprio territorio, incoraggiandoli a proseguire il proprio percorso di studi, credere nel proprio potenziale e facilitando la conoscenza delle prospettive lavorative in provincia/regione, anche grazie al contatto diretto con gli ITS e i soggetti delle imprese locali. Secondo quanto emerso dallo studio EY, infatti, la collaborazione tra istituzioni educative e aziende è fondamentale per garantire percorsi di transizioni più efficaci e preparare i giovani a entrare con successo nel mondo del lavoro, anche tramite programmi di tirocinio, apprendistato e mentorship.
Una grande e importante novità è prevista in questa nuova edizione di UPSHIFT; EY Foundation intende offrire ai professionisti del network EY la possibilità di partecipare come volontari al progetto di Social equity UPSHIFT attraverso il programma EY Ripples.
L’UNICEF e Junior Achievement coinvolgeranno 270 volontari di EY, aderenti a EY Ripples, che guideranno e condivideranno le proprie competenze con gli oltre 1.500 studenti destinatari del programma UPSHIFT. Inoltre, i dipendenti EY saranno coinvolti per la partecipazione a un contest online sulla piattaforma di Junior Achievement che permetterà ogni anno ai finalisti di visitare una delle sedi di EY e incontrare il CEO. Per tutta la durata del progetto verrà realizzata una valutazione d’impatto, sia qualitativo sia quantitativo, condotta dal partner Human Foundation, che metterà a confronto gli esiti delle competenze trasversali e le tecniche sviluppate dai partecipanti rispetto a un campione di coetanei non coinvolti nel progetto. L’analisi porrà particolare attenzione ai risultati del programma in relazione anche al background socio-economico dei partecipanti, al fine di indagare l’impatto sui processi di inclusione sociale di studenti e studentesse.
Le prime tappe del percorso saranno dedicate all’erogazione del programma UPSHIFT for Youth dedicato alle scuole secondarie di II grado, tramite i moduli di educazione imprenditoriale Impresa in azione, che fornirà agli studenti conoscenze mirate su cosa vuol dire avere una mentalità imprenditoriale, come analizzare sfide sociali concrete e come trasformare un’idea astratta in una soluzione concreta di un prodotto o di un servizio ad impatto sociale. La terza fase Transizione Scuola Lavoro, invece, prevederà l’attivazione di diverse iniziative quali: un’esperienza di tirocinio, il coinvolgimento di realtà imprenditoriali del network di EY sia nel corso del programma sia in qualità di giurati in occasione delle Fiere dell’imprenditorialità organizzate da Junior Achievement, la segnalazione di aziende dell’ecosistema EY e Junior Achievement alle scuole coinvolte nel progetto UPSHIFT e la possibilità di acquisire la certificazione europea delle competenze imprenditoriali Entrepreneurial Skills Pass (ESP) per gli studenti che completano il programma. La quarta fase consisterà in un contest online rivolto agli studenti e alle studentesse che hanno completato il programma UPSHIFT, dove avranno l’occasione di inserire i propri progetti ideati durante il percorso, che saranno votati dai dipendenti di EY.
Infine, i vincitori del contest online avranno la possibilità di visitare una delle sedi EY situate a Milano, Roma e Bari incontrando il management all’interno di un percorso personalizzato e a loro riservato. Nel corso della giornata, inoltre, i volontari di EY terranno un workshop dedicato agli studenti e alle studentesse nell’ambito degli EY Future skills sul tema “Workforce readiness”, un incontro sulle strategie per prepararsi al futuro mondo del lavoro.

– foto ufficio stampa EY –
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Roccella “Pari opportunità e libertà donne tema centrale per Governo”

ROMA (ITALPRESS) – “Credo che abbiamo fatto per le donne in un anno e mezzo più di quello che è stato fatto altre volte in tanto più tempo. E’ soltanto un inizio. Il governo sicuramente ha il tema delle pari opportunità e della libertà delle donne come centrale. Le battaglie delle donne hanno cittadinanza piena della destra perchè sono battaglie di libertà. Tutte le statistiche ci dicono che le donne desiderano ancora due figli e non li fanno, quindi c’è un problema di mancanza di libertà nella realizzazione dei propri desideri. Così come sul piano lavorativo, sul piano della libertà di uscire per strada con sicurezza o della libertà di non essere all’interno dei rapporti familiari e affettivi prevaricate, picchiate e uccise. La destra ha più capacità di affrontare queste battaglie di libertà”. Così la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, in conferenza stampa.
Rispetto alla legge contro la violenza sulle donne, Roccella ha spiegato che “abbiamo agito non tanto sulla repressione. Alcuni elementi della legge sono repressivi ma in chiave preventiva. Vogliamo evitare che le situazioni di violenza si aggravino fino a diventare mortali. Abbiamo cercato di intervenire all’inizio per spezzare il circolo della violenza e lo abbiamo fatto dando tempi certi. Siamo intervenuti per cercare anche così di sensibilizzare, perchè fare una legge vuol dire anche creare un clima culturale, sollecitando una risposta da parte dell’opinione pubblica e di tutti quelli che operano nel settore. E’ una legge che penso e spero che possa salvare delle vite”, ha concluso.
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– Foto: Agenzia Fotogramma –

Ucraina, Tajani “Pace non è utopia, ok tavolo ma con due forze in equilibrio”

ROMA (ITALPRESS) – “La pace in Ucraina non è utopia. Bisogna lavorare per sedersi ad un tavolo ma non deve esserci una sconfitta dell’Ucraina altrimenti sarebbe una resa e non una pace. Bisogna sedersi al tavolo con due forze in equilibrio. La Russia pensava di vincere la guerra in 24 ore, invece dopo due anni non ci è ancora riuscita. Già questa è una vittoria dell’Ucraina e dell’Occidente”. Così il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, a “Giù la maschera” su Rai Radio1.

Foto: Agenzia Fotogramma

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Angelina Mango ritira il premio della Giuria degli Adolescenti

MILANO (ITALPRESS) – Radioimmaginaria, la radio degli adolescenti dagli 11 ai 17 anni, per il sesto anno consecutivo ha coordinato “La Giuria degli Adolescenti” a cui hanno partecipato 1000 giurati dagli 11 ai 22 anni da tutta Italia.
I giovani giurati hanno seguito la kermesse sanremese da casa e attraverso una piattaforma online si sono espressi su: l’outfit più figo, l’esibizione più trash e la canzone preferita.
Nel 2019 il premio era stato assegnato a Ultimo, l’anno successivo ai Pinguini Tattici Nucleari, nel 2021 ai Maneskin, nel 2022 a Mahmood e Blanco e l’anno scorso a Lazza. Quest’anno ha vinto Angelina Mango con il 15% dei voti.
“La musica mi ha aiutato ad aprirmi con le persone perchè è un mezzo di comunicazione – racconta Angelina ai ragazzi di Radioimmaginaria – io con la mia musica non posso insegnare qualcosa, posso però mostrarmi libera e spero che anche le altre persone possano fare lo stesso”.
Gli speaker di Radioimmaginaria dal 2011 sono presenti a Sanremo per raccontare il Festival ai propri coetanei. Quest’anno grazie alla partnership con Istituto Ganassini hanno avuto una propria postazione a CasaSanremo, uno dei luoghi più simbolici e frequentati del Festival insieme al Teatro Ariston.
Il premio della Giuria degli Adolescenti è stato realizzato dall’artista Maurizio Bettini.
-foto ufficio stampa Radioimmaginaria –
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